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Cosa resterà dell'anno della disabilità?
Franco Bomprezzi (fbompre@tin.it) - 07.01.2004



Cosa resterà... di questi anni 80?". Chi non ricorda il nostalgico refrain di questa canzone ormai vecchiotta! Mi torna in mente adesso. Cosa resterà di questo 2003 speciale? Ognuno di noi ha la propria risposta personale.


In molte famiglie penso che "il vento di Bari" (chi se lo ricorda più...) non sia stato neppure una piccola brezza. Presi dalle piccole e grandi angoscie quotidiane, genitori, fratelli, figli hanno dovuto fare i conti con magre risorse, servizi centellinati, tanta fatica di vivere. Per altri é stato l'anno dell'orgoglio. Si può dire: "Finalmente ci siamo anche noi". Dignità ritrovata o confermata, esposizione nei media, convegni, tavole rotonde, qualche mostra, una rappresentazione in teatro, una festa nella propria associazione. Frammenti di normalità, occasioni di incontro e di relazione sociale, un piccolo venticello di speranza. Per molti é stato l'anno dell'attesa.


Finalmente - si sono detti - succederà qualcosa di decisivo, di nuovo, di importante. Hanno aspettato per mesi, hanno letto i giornali, consultato i siti internet, interrogato gli esperti: attendevano leggi, finanziamenti, piccoli e grandi interventi concreti a partire da qualche barriera in meno, magari davanti casa. Ora sono in gran parte delusi.


Le aspettative non erano esagerate, erano solo mal riposte. Perché questo era l'anno della comunicazione dei diritti e niente più. O niente di meno. Infine, ci sono quelli che sapevano già da prima che questo era un anno da trascorrere in trincea, combattendo giorno dopo giorno piccole e grandi scaramucce, ma difendendo con ogni forza la "linea del Piave", ossia quel confine dei diritti che passa tra una cultura dei diritti e una della solidarietà.


Ora quei combattenti, spesso silenziosi e poco appariscenti, sono stanchi ma non sconfitti. Hanno difeso i lineamenti essenziali di una linea di leggi e di principi che non possono essere messi in discussione, anche se mancano i soldi, anche se la volontà politica é debole. Sanno che il 2004 é altrettanto importante, forse di più. Ora riposano per qualche giorno, e poi ricominceranno il cammino.


A loro resterà del 2003 la soddisfazione di essere stati cittadini attivi. Non é poco


Dal settimanale VITA
www.vita.it


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