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La lettura ad alta voce
autori vari - 06.01.2002





----- Original Message -----
From: "gianni trezzi"
To: "mailing-list didaweb"
Sent: Friday, January 04, 2002 3:43 PM
Subject: [dw-primaria] lettura ad alta voce


Mi chiamo Gianni Trezzi e sono un insegnante elementare di Renate (MI), laureando in lettere moderne con una tesi in pedagogia presso l'università
statale di Milano. La mia tesi è sull'uso della lettura a voce alta in un setting didattico-educativo ed ipotizzo che la lettura dell'insegnante possa migliorare la relazione docente/discente e contribuire a prevenire conflitti tra gli alunni, favorendo la realizzazione di un clima positivo e collaborativo in classe.
Sono curioso di sapere se i listatoli ritengono la mia ipotesi valida e se qualcuno ha dei suggerimenti da darmi (magari segnalandomi delle esperienze), oppure se potete aiutarmi ad integrare la bibliografia di
riferimento che sto raccogliendo.

Auguri per un sereno anno nuovo e di buon lavoro.
Vi ringrazio per il tempo che potrete dedicarmi.

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----- Original Message -----
From:
To:
Sent: Friday, January 04, 2002 5:17 PM
Subject: RE: [dw-primaria] lettura ad alta voce


Ciao Gianni.
Sono Daniela Nebuloni e lavoro come educatrice in un asilo nido a Rho(MI).Prima di vincere quel concorso ho lavorato molto nelle scuole materne ed elementari.
Mi sono laureata in Lettere alla Statale a Milano a marzo con una tesi sulla valenza educativa della fiaba e sull'utilizzo di narrazione,lettura e invenzione
di fiabe nella creazione di un setting sicuro in un progetto di continuità tra asilo nido e scuola materna.
Tra le altre, ho sostenuto la tua stessa ipotesi circa la lettura e il racconto a voce alta fatto dal personale educativo.
Credo quindi che la tua ipotesi sia valida e mi farebbe piacere sapere come la stai sviluppando e trattando.
Se ti possono interessare posso indicarti alcuni dei testi a cui mi ero rifatta,ma tieni presente che fanno riferimento in modo specifico alle fiabe e che trattano di "narrazione orale"piuttosto che di "lettura".
Posso chiederti con che docente stai lavorando?
Buon anno anche a te.

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----- Original Message -----
From: "Nevio Faoro"
To:
Sent: Friday, January 04, 2002 8:36 PM
Subject: Re: [dw-primaria] lettura ad alta voce


La mia tesi è sull'uso della lettura a voce alta in un
> setting didattico-educativo ed ipotizzo che la lettura dell'insegnante possa
> migliorare la relazione docente/discente e contribuire a prevenire conflitti
> tra gli alunni, favorendo la realizzazione di un clima positivo e
> collaborativo in classe.

... sento generica l'ipotesi ed è possibile trovare al suo interno quanto si vuole cercare.
Il pericolo, mentre si utilizza la lettura magica del docente, è quello di essere troppo seduttivi. La seduzione impedisce l'apprendimento.
Poi non è chiaro cosa pensa di apprendere il docente, come docente, mentre legge per "pre-venire" conflitti.
In un contesto di questo tipo [i confini tra insegnamento e apprendimento sono tutti da esplorare] rischia di evitarli, di passare oltre...
Il "conflitto" e l'apprendimendo individuale e di gruppo per chi lo attraversa, vale una pausa di riflessione ... anche scolastica.
L'invito è alla contestualizzazione [ipotizzare un caso da discutere] più che una teoria da sostenere

un saluto e buon lavoro n. faoro
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----- Original Message -----
From: "claudia"
To:
Sent: Saturday, January 05, 2002 8:00 PM
Subject: Re: [dw-primaria] lettura ad alta voce


credo che possa servire a tante cose (fra l'altro se l'insegnante legge "male" a produrre una buona sinfonia di ronf, ronf...), ma fatico ad immaginare come possa favorire la realizzazione di un clima positivo; nel senso che per fare ciò mi sembra serva ben altro... per quanto concerne la migliore relazione dipende, come dicevo sopra, dalla qualità della lettura (formale e sostanziale).
però può essere che non abbia ben capito in cosa consiste il setting didattico-educativo a cui tu ti riferisci, ma volentieri tenterei di capire...
ciao



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Original Message -----
From: "Alessandro Rabbone"
To:
Sent: Saturday, January 05, 2002 8:34 PM
Subject: [dw-primaria] lettura a voce alta

Ogni tanto su questa lista saltano fuori argomenti veramente interessanti...
Mi piacerebbe approfondire questo tema della lettura-seduzione o lettura-prevenzione dei conflitti (anche se decisamente non e' il mio campo).
Che ne direste di fare una chat dedicata a questo tema?
L'altr'anno in lista si facevano chat ogni settimana (il giovedi' sera, vi ricordate?)
Come lista abbiamo su Yahoo una stanza tutta dedicata a noi. Basta avere l'account Yahoo, darsi un appuntamento e andare al solito indirizzo...
Chi ci sta ad incontrarci sul tema della lettura?

Intanto dico la mia, non da esperto certamente, ma da maestro che ha letto molto ai suoi bambini (non solo alle classi in cui ho lavorato, ma anche in
laboratorio multimediale...)

Trezzi:
> La mia tesi è sull'uso della lettura a voce alta in un
> > setting didattico-educativo ed ipotizzo che la lettura
> dell'insegnante possa
> > migliorare la relazione docente/discente e contribuire a
> prevenire conflitti
> > tra gli alunni, favorendo la realizzazione di un clima positivo e
> > collaborativo in classe.

Quando ho letto le prime righe di questo messaggio stavo gia' predisponendomi a d are battaglia. Avevo creduto che si parlasse della lettura a voce alta da parte dei bambini... Di quella infausta abitudine
della scuola tradizionale che la utilizzava per verificare "la capacita' di leggere" da parte dell'alunno.
Stavo gia' per lanciarmi in polemiche tremende sulla scuola che guarda ai tecnicismi formali e non al senso. Stavo gia' per citare Pennac (Come un
romanzo) o Gardner (Educare al comprendere)... poi, fortunatamente, ho visto che l'idea di Trezzi e' tutt'altra cosa. Tutt'altra cosa perche' e' l'esatto opposto. E' la scuola che presta il proprio aiuto al bambino (la voce in questo caso), come in altre occasioni "presta la mano". Che male c'e' se, nelle prime classi, un insegnante "scrive per" il bambino, magari sotto
dettatura? Che male c'e' se un maestro aiuta i propri bambini a fare un ipertesto, mettendo le proprie capacita' di adulto al servizio di un progetto collettivo?
Per rispondere alla domanda di Trezzi non posso che far riferimento alla mia esperienza concreta. Ho letto molto ai miei bambini. I miei cavalli di battaglia erano Pinocchio soprattutto, Fiabe italiane di Italo Calvino e la fantascienza "ingenua" degli anni trenta e quaranta (Le meraviglie del possibile, Einaudi)...
Da buon "costruttivista" io parto dal presupposto che compito dell'insegnante non e' quello di trasmettere contenuti, ma quello di realizzare "ambienti cognitivi" in cui il ragazzo (cioe' tutti i ragazzi)
possa sviluppare (cioe' "ri-costruire") non solo conoscenze di fatti, tecniche e teorie, ma proprie strategie di apprendimento, legate al proprio
modo di essere e di pensare.
L'obiettivo che mi prefiggevo quando leggevo ai miei ragazzi non era tanto quello di "prevenire" qualcosa, quanto di sviluppare un "ambiente-clima" che
favorisse proprio l'apprendimento. Non l'interesse per i libri in quanto oggetti tipografici, ma l'interesse per mondi nuovi, diversi e lontani magari dalla loro esperienza quotidiana. Cosi' come quando porto i ragazzini al computer non spiego loro il sistema
operativo o come si scrive con Word (se non quando questo serve in vista di un obiettivo), ma li faccio giocare. E' chiaro poi che se i ragazzi sono interessati a cio' che fanno (o a cio' che ascoltano) e ne condividono il senso, i problemi di conflittualita'
varie diminuiscono automaticamente...

Faoro:
> ... sento generica l'ipotesi ed è possibile trovare al suo
> interno quanto si vuole cercare.
> Il pericolo, mentre si utilizza la lettura magica del docente, è
> quello di essere troppo seduttivi. La seduzione impedisce
> l'apprendimento.

E chi lo dice?
Non condivido per nulla.
Dipende poi da cosa s'intende per "seduzione". La seduzione non e' solo quella sessuale.
E comunque non e' una "cosa brutta". Detto malamente la seduzione e' una sorta di convincimento che fonda le proprie basi sull'emotivita'. E' forse l'emotivita' che e' in contrasto con l'apprendimento? Non sono d'accordo nemmeno su questo.
Forse la seduzione impedisce l'istruzione cosi' come viene intesa nell'ultimo documento Bertagna... Ma questa e' un'altra storia.
E poi dipende appunto da cosa s'intende per "apprendimento". Secondo me, pur trattandosi di due concetti distinti, la "comprensione" fa parte
dell'apprendimento; anzi la comprensione e' una sorta di apprendimento profondo. E credo che non vi possa essere comprensione senza che in qualche
modo non sia tirata in ballo la sfera dell'emotivita'.

> Poi non è chiaro cosa pensa di apprendere il docente, come
> docente, mentre legge per "pre-venire" conflitti.
> In un contesto di questo tipo [i confini tra insegnamento e
> apprendimento sono tutti da esplorare] rischia di evitarli, di
> passare oltre...

Vale lo stesso tipo di riposta di prima. Anche il docente deve mettere in gioco la propria emotività.
Tempo fa, 10 - 15 anni forse, la pedagogia ufficiale aveva fatto una scelta (per me) assai condivisibile. Aveva smesso di parlare di insegnamento e
apprendimento come fatti distinti ed aveva iniziato a parlare di "processo di insegnamento-apprendimento" come di un fatto unico. Puo' darsi che ora le cose siano nuovamente cambiate.
Certamente da un punto di vista dell'insegnamento, un maestro che legge Pinocchio di Collodi ai suoi bambini di prima non "insegna" granche' e non
ci sara' mai una verifica "oggettiva" (o un test) per verificare che cosa esattamente i bambini abbiano "appreso" dalle storie di Mangiafuoco o della
Fata Turchina, ma l'esperienza mi dimostra che se ragioniamo in termini di "ambiente-clima", leggere Pinocchio ai bambini serve. Eccome se serve!
Saluti
Alessandro Rabbone


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Enzo Nicolodi - South Tyrol - Italy
via leonardostr. 12 - 39011 Lana (BZ)
Tel. 3397041025

Sono un grande estimatore della lettura a voce alta e la uso molto per agevolare l'apprendimento dell'italiano come Lingua 2.
La mia diviene a dir il vero una specie di lettura/narrazione in cui con un libro aperto leggo e narro, leggo e semplifico (linguisticamente) ,leggo e
interpreto, ripeto e cerco di rendere la lettura e soprattutto l' ascolto degli allievi una abilità multisensoriale /lettura sensuale ha scritto
qualcuno).
Il mio obiettivo è educare all'ascolto (per ascoltare ci vuole atmosfera, silenzio, rilassatezza ecc. quindi ha ragione chi parla di un rapporto diverso con gli allievi, un clima che si costruisce sempre più sereno e
rilassato)... ascolto che a me serve come abilità propedeutica al parlato e quindi alla espressione linguistica orale (insegno lingua 2).
Posso assicurare di aver avuto risultati eccellenti.

Ma c'è un ulteriore aspetto da approfondire quello della lettura a voce alta ed il suo legame con la attività immaginifica degli allievi.
Mentre si legge a voce alta che succede nella mente degli allievi?
(Calvino: Lezioni americane - la visualità della letteratura) Si sviluppa una abilità di immaginazione e visualizzazione di ciò che si ascolta che forse aiuta da grandi ad essere buoni ed appassionati lettori.Ad
essere creativi e fantasiosi, ad esprimersi con ricchezza e varietà di lessico,e metafore ecc.

Ma se insegnamo a vedere le cose con la mente, a trasformare le parole raccontate in immagini originali, ognuno con le proprie,ognuno diverso dagli
altri non otteniamo anche altri obiettivi educativi: la diversità delle risposte (ognuna legittima) e quindi l'accettazione della pluralità delle
idee ecc. Esagero?

Ed ancora se insegnamo a rivedere nella mente ciò sentiamo non esercitiamo una abilità che potrà servirci anche in altri ambiti per esempio linguistici
(riflessioni grammaticali) cognitivi (riflessioni sulle strategie cognitive) ...e non prepariamo forse il terreno alla METARIFLESSIONE....

Ecco forse qualche spunto e qualche idea in merito alla lettura a voce alta-

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----- Original Message -----
From: "Luigi Puccini"
To:
Sent: Sunday, January 06, 2002 11:24 AM
Subject: R: [dw-primaria] lettura a voce alta


Io non tratterei con sufficienza, come qualcuno ha fatto -ma non è il caso di Alessandro, la riflessione sulla lettura.
In questo caso vorrei riprendere il filo del ragionamento per quanto riguarda la "seduzione" ricordando che l'insegnamento è una grande messa in scena e che si fonda sui rapporti personali. invito i listaioli a leggere quel bel volume di E. Morin, La testa ben fatta, Raffaello Cortina, Milano 2000, p.106, nel quale si trovano interessantissime riflessioni circa
l'argomento sul quale stiamo ragionando. A proposito di seduzione Morin, richiamandosi a Platone afferma: «La trasmissione richiede certamente
competenza, ma richiede anche, oltre a una tecnica, un'arte.
Essa richiede ciò che nessun manuale spiega, ma che Platone aveva già indicato come condizione indispensabile di ogni insegnamentoi: l'eros, che è
allo stesso tempo desiderio, piacere e amore, desiderio e piacere di trasmettere amore per la conoscenza e amore per gli allievi. L'eros permette
di tenere a bada il piacere legato al potere, a vantaggio del piacer legato al dono. E' ciò che in primo luogo può suscitare il desiderio, il piacere e
l'amore dell'allievo e dello studente.»

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 assunta    - 10.01.2006
son 12 anni che leggo a voce alta le fiabe, le storie , i racconti e i romanzi ai bambini.
I risultati sono sorprendenti !
E, dato non trascurabile, tutti i bambini mi adorano!
Ora sarò "eliminata" per effetto della finanziaria 2003, in quanto sono un ex art 113, distaccata per motivi di salute.
...e come volevasi dimostrare quando le cose funzionano si cancellano!
Baci a tutti
Assunta
338 27 222 18
da Torino Prov

 Silvana Rinaldi    - 19.05.2005
Sono una grande sostenitrice della lettura ad alta voce. La uso per insegnare tutto e sono convinta che con una grande varietà di libri di qualità (specie albi illustrati) a disposizione dei bambini, essi possano apprendere in modo creativo e critico, molto più che con il testo unico. Uso la lettura ad alta voce per promuovere il piacere di leggere, per stimolare e motivare gli alunni, per favorire l'intelligenza emotiva dalla quale è impossibile prescindere se si vuole dare l'opportunità di un vero apprendimento.
Silvana Rinaldi, insegnante elementare Napoli


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