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PERSONALE ALL'ESTERO
* - 07.08.2003


PROPOSTA DI INTEGRAZIONE DELLA PIATTAFORMA

Tale integrazione tiene conto in particolare della figura dei lettori, ma non solo.

1. L'attuale piattaforma definitiva del contratto 2002-2005 (www.cgilscuola.it) risulta estremamente generica e ha come referente quasi esclusivamente le scuole italiane all'estero e i corsi di italiano in Europa (non vengono inviati docenti dal MAE per analoghi corsi negli USA, in Australia e in Canada, dove peraltro sono richiesti e organizzati in gran numero).
Nulla si dice ( eccettuata l'affermazione che il lettore e' una figura subalterna) sui lettori e sui docenti presso scuole straniere, ovvero i due settori in espansione negli ultimi anni.


2. Permane la tendenza ad affrontare i problemi con un approccio formale-burocratico, piuttosto che funzionale e quindi teso a risolvere i problemi stessi


3. Il pericolo maggiore consiste nell'esaurire la prossima tornata contrattuale nelle modalita' per l'invio all'estero. Questo pericolo e' ancora maggiore vista la pretesa di una esigua minoranza di docenti, che stanno terminando il secondo settennio all'estero, di ripartire per un altro quinquennio e senza alcuna sosta in Italia.


4. In questo quadro, al di la' di correzioni formali e verbali della piattaforma, non c'e' spazio per risolvere i reali problemi emersi con il Decreto Legislativo in vigore dal 1999 e nemmeno quelli delle altre figure
operanti all'estero, tra cui i lettori.


5. Il primo punto riguarda in realta' il Contratto Collettivo Nazionale, in quanto la modalita' per costruire le Rappresentanze Sindacali Universali
(RSU) deve essere cambiata per il settore estero, in modo da consentire una vera contrattazione con le vere potenziali controparti (Consolati e/o Ambasciate), ovvero occorre creare RSU di Nazione e/o Circoscrizione Consolare. A tal fine si deve consentire l'elezione di RSU in ogni ambito territoriale su menzionato ove siano presenti almeno 7-8 lavoratori della scuola.


6. Solo il riconoscimento e la valorizzazione della funzione e del ruolo del lettore portano alla valorizzazione della persona. I lettori, nell'ambito
della politica per la diffusione della lingua e della cultura italiana, agendo a livello universitario, concorrono spesso a formare i docenti di lingua italiana che vengono poi assunti in loco e quindi non si spiega per quale motivo non si rivendichi la conferenza annuale dei lettori in ogni Paese sullo stato dell'insegnamento della lingua italiana, in sostituzione delle inutili relazioni scritte. Allo stesso modo non si comprende per quale motivo non si sanzioni l'utilizzo dei lettori per corsi di aggiornamento rivolto ai docenti locali, fatto questo gia' esistente, ma non riconosciuto contrattualmente e nemmeno economicamente.


7. Pur prevedendo un congruo periodo (tre anni), si dovrebbe sostenere che sono finanziabili solo quegli enti gestori di corsi d'italiano che impiegano personale in possesso del piu' alto grado di certificazione della conoscenza dell'italiano come L2, rilasciata dalle Universita' italiane (Siena, Perugia, Terza Universita' di Roma per es.) . Un vincolo del genere rivitalizzerebbe la trafila delle convenzioni delle Universita' straniere con quelle italiane per l'attivazione di corsi di preparazione al superamento degli esami che annualmente impegnano gli IIC.
In un quadro del genere potrebbe persino essere presa in seria considerazione la proposta di abolire l'invio di docenti di ruolo dall'Italia per i corsi, dirottando cosi' le risorse umane ed economiche
verso le scuole bilingui, nei Paesi da cui proviene l'emigrazione verso l'Italia e in quelli legati al nostro da crescenti interessi culturali ed economici.

Il solo parziale utilizzo delle risorse per continuare le attivita' dei corsi nei Paei comunitari e in Svizzera potrebbe addirittura aumentare le attivita' a favore delle Comunita' di origine italiana.



9 Si sta preparando un contratto che, nei fatti, serve solo a risolvere i pasticci di quello precedente, cioe' le modalita di invio, di partenza, di sosta in Italia, inserimento o meno nelle graduatorie, col rischio, come si desume dai documenti del Coordinamento europeo (oggi si chiama Internazionnale, ma sono sempre gli stessi), di una paralisi contrattuale per permettere di ripartire subito,senza sosta in Italia, ad una esigua minoranza, quella che e' partita dalle graduatorie di prima del '97 e che ora sta completando il secondo settennio. Per semplificare, uniformare ed evitare divisioni, chiediamo quanto segue:

* nessuno puo' superare i 15 anni, a meno che questo limite non sia abolito per tutti

* tutte le persone partite dalle precedenti graduatorie possono ripartire, dopo un anno di sosta, per un quinquennio

* la reiscrizione nella graduatoria da cui si e' nominati, in presenza di requisiti, e' automatica all'atto del rientro. Tale reinserimento in graduatoria deve prevedere la segnalazione della data di nuova
nominabilita', la quale non puo' essere prima della scadenza di un periodo pari al mandato piu' la sosta in Italia.

* cancellazione dell'illegittima esclusione dalle graduatorie di chi ha compiuto 60 anni di eta' in quanto, da un lato c'e' la possibilita' di permanere in servizio fino a 67 anni (70 se non si sono maturati i 40 anni di contribuzione), dall'altro per coerenza con la politica generale di incentivi a rimanere nel lavoro e diminuire il deficit prevedenziale.

* modifica delle prove di selezione nel senso che si puo' evitare quella nella lingua straniera, ritenendo validi i certificati rilasciati da Istitui e Universita' riconosciute dai Paesi esteri, ai quali si aggiunge una prova di selezione scritta di carattere disciplinare e culturale (magari adottando forme di verifica di piu' rapida lettura, come quelle che limitano il n.delle parole nella risposta).


10 Col decreto riguardante il personale che opera all'estero, entrato in vigore il 1 gennaio 1999, il Parlamento italiano ha scelto di equiparare il
personale militare e degli Istituti per il Commercio Estero ai dipendenti del MAE, escludendo cosi' ancora una volta il personale scolastico. La discriminazione riguarda non solo l'assegno di sede, che non e' contrattabile sul piano sindacale, per legge, ma anche tutto il resto della normativa, che invece e' contrattabile.

Al riguardo chiediamo che venga rivendicato:

* Trattamento di viaggio che preveda, per distanze fino a 4 ore di volo, il biglietto di classe economica scontato e per quelle superiori la business scontata, realizzando un vero risparmio, dato che ora si ha diritto alla tariffa IATA. Per i viaggi che richiedono un tempo superiore alle 12 ore, il giorno/i del viaggio non deve essere conteggiato tra le ferie.

* Provvidenze scolastiche per i figli, equiparate a quelle de personale MAE

* Trasloco come per il personale MAE

* Abolizione delle norme della reperibilita' e dei vincoli per la permanenza nella circoscrizione consolare (divieto di restare entro i limiti della circoscrizione e obbligo a firmare i verbali in entrata e in uscita)

* Le sedi disponibili devono essere accompagante da una scheda illustrativa (in particolare per quanto concerne le convenzioni sanitarie e gli accordi
doganali) e, per i lettori, detta scheda deve contenere le richieste specifiche delle Universita' sul profilo professionale desiderato e/o altre richieste che possono provocare il mancato gradimento

* Le spese sostenute per visti, permessi di lavoro, di residenza, devono essere a carico del MAE cosi' come il periodo di tempo fuori sede per ottenerli. Quest'ultimo non puo' essere comteggiato come ferie

* Coloro che hanno insegnato italiano come L2 hanno diritto a ottenere dei punti per partecipare ai concorsi IRRAE e quelli per fare i formatori dei docenti all'Universita'

* Previo assenso dei sindacati della Funzione Pubblica, sia stabilita una quota di riserva permanente per il passaggio negli organici MAE degli
addetti linguistici e di altre funzioni per la promozione culturale.


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