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Audizione: Memoria scritta dello SNALS-CONFSAL
Vincenzo Inzirillo - 14.05.2010



AUDIZIONE INFORMALE DI RAPPRESENTANTI SINDACALI E DIRIGENTI SCOLASTICI NELL’AMBITO DELL’ESAME DELLO SCHEMA DI DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA RECANTE NORME GENERALI PER LA RIDEFINIZIONE DELL’ASSETTO ORGANIZZATIVO-DIDATTICO DEI CENTRI DI ISTRUZIONE PER GLI ADULTI, IVI COMPRESI I CORSI SERALI


(ATTO N. 194)


 




 


Memoria scritta dello SNALS-CONFSAL


 


I cambiamenti sociali ed economici in atto nel Paese impongono ai giovani e agli adulti la inderogabile necessità di adeguare le proprie conoscenze alle esigenze di una società sempre più competitiva e globalizzata.


 


La riqualificazione delle competenze acquisite diventa un obiettivo prioritario al fine di stare al passo con i tempi.


 


Nell’intento di migliorare la qualità delle prestazioni i Paesi membri dell’Unione Europea hanno avviato piani di azione al fine di consentire a tutti l’opportunità di avanzare nelle qualifiche e nei livelli di apprendimento, con una conseguente migliore integrazione in ogni ambito della vita.


 


L’apprendimento permanente, di cui l’educazione degli adulti rappresenta una componente essenziale, è da più di un decennio un elemento centrale nelle politiche europee, una prospettiva strategica, per garantire competenze culturali a tutti i cittadini che vivono e lavorano in Europa, fra esigenze di competitività, mutamenti demografici e processi di integrazione sociale.


 


Tale scelta è resa indispensabile dai cambiamenti intervenuti nel mondo globalizzato e nell’economia e nella società, tali da rendere sempre più frequentemente necessario ritornare, in età adulta, a percorsi di istruzione e formazione per aggiornare le proprie competenze e vivere attivamente le diverse età della vita.


 


Nel nostro Paese le problematiche sull’istruzione adulta sono nettamente collegate alle problematiche sociali di integrazione e della dispersione scolastica. Esse si configurano quale cartina di tornasole delle realtà territoriali, da cui emerge che esistono aree deprivate in cui gli adulti svantaggiati a causa di un basso livello di istruzione, configurabile in un rischio alfabetico elevato, non possiedono le competenze necessarie per una proficua integrazione nella società.


E’ necessario ribadire, infatti, che in Italia vi è un analfabetismo funzionale di circa 2.000.000 di soggetti di età compresa fra i 46 e i 65 anni; 52,3% di diplomati tra i 25 e i 64 anni; il 19, 3% dei giovani tra 18 e 24 anni privo di diploma e qualifica e fuori da ogni circuito formativo, a cui si aggiungono le difficoltà di inserimento e di integrazione di un rilevante numero di migranti, ormai stabilmente residenti nel nostro Paese.


 


La necessità di costruire un sistema per l’istruzione in età adulta costituisce, quindi, un impegno politico ineludibile nel nostro Paese chiamato a rispondere alle raccomandazioni europee in tema di istruzione degli adulti.


 


Tanto premesso, lo schema di decreto del presidente della Repubblica recante norme generali per la ridefinizione dell’assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, dovrebbe tener conto delle esperienze pregresse attuate nei corsi dei CTP, quali, ad esempio, i corsi di lingua, informatica etc. destinati ad adulti, anche migranti, già in possesso di titolo di studio, che richiedono formazione linguistica o acquisizione di competenze tecniche e digitali.


 


In un momento di crisi economica e finanziaria può essere fondamentale consentire l’accesso all’istruzione di parti più consistenti di popolazione adulta, in particolare se fornita di bassi livelli di istruzione e qualificazione. Ma se il tema di dare risposte di alfabetizzazione e di migliori conoscenze agli adulti rimane fondamentale in un momento così delicato di crisi economica e di conseguente perdita di posti di lavoro di popolazione adulta, che rischia di non trovare opportunità lavorative sul mercato, lo schema di D.P.R. non dovrebbe essere così fortemente condizionato da obiettivi di contenimento della spesa (legge 133/2008), con il concreto rischio di un impoverimento delle azioni già realizzate sul territorio con iniziative delle scuole, delle Regioni e degli Enti locali.


 


Nel merito, lo SNALS-CONFSAL, pur apprezzando l’indispensabile conferimento dell’autonomia al Centro, previsto “di norma” per ciascuna provincia, osserva che la sua costituzione è fortemente condizionata dai criteri e dai parametri di dimensionamento (DPR n. 81/09) delle istituzioni scolastiche, e non deve essere compromessa nel funzionamento da risorse professionali ridotte, dalle dimensioni e dalle caratteristiche orografiche del territorio provinciale.


 


Occorrerebbe, invece, specialmente nei territori provinciali vasti o in zone particolarmente disagiate o con difficoltà di collegamenti, prevedere l’istituzione di più centri, opportunamente articolati sul territorio, che possano fruire di risorse umane, finanziarie e strutturali adeguate a sostenere l’offerta educativa complessiva.


 


E’ sicuramente riduttiva l’attribuzione dell’autonomia solo in rapporto a scelte di dimensionamento, data l’importanza dell’impegno istituzionalmente svolto dai centri per gli adulti, per l’innalzamento culturale del Paese.


 


Pertanto, considerato che le scuole serali pubbliche di ogni ordine e grado e i CTP svolgono una rilevante azione di promozione sociale in quanto consentono, in molti casi di migliorare la propria condizione lavorativa e contribuiscono ad elevare il livello culturale della popolazione adulta, anche al fine di realizzare gli obiettivi strategici di Lisbona, a parere dello SNALS-CONFSAL è necessario, nella riorganizzazione prevedere un potenziamento strutturale dell’istruzione per adulti attraverso nuovi investimenti e stanziamento di risorse adeguate.


 


Desta preoccupazione, al riguardo, il pesante ridimensionamento delle complessive entità orarie dell’offerta formativa nel percorso didattico ipotizzato.


 


Lo SNALS-CONFSAL non può non sottolineare, altresì, le preoccupazioni e le conseguenti tensioni del personale che, per anni, ha erogato un servizio nella scuola pubblica, nei CTP e nei serali di ogni ordine e grado, acquisendo una adeguata professionalità nella “istruzione per adulti”. Per tale personale va prevista una titolarità che ne garantisca un utilizzo in un ambito territoriale ragionevolmente limitato e opportunamente definito, a salvaguardia dello stesso e della possibilità di svolgere la propria attività di servizio in condizioni di concreta fattibilità e tutela.


 


In conclusione, il nuovo ordinamento, preordinato esclusivamente al conseguimento di titoli di studio o alle certificazioni delle competenze previste per la conclusione dell’obbligo d’istruzione, si configura quale sistema di istruzione che non appare congruo a garantire appieno le richieste formative del nostro Paese.


 


Lo SNALS-CONFSAL, in conclusione, ribadisce la necessità di creare opportune occasioni di istruzione, formazione e crescita professionale in linea con gli obiettivi europei.


 


 


Vincenzo Inzirillo
(Collaboratore Segreteria SNALS di Roma)


 


http://www.inzirillo.net


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