il progetto   |   la lista / iscrizione  |   DIDAweb   

Isfol - rapporto annuale.
red - 28.11.2009


Circa 126.000 giovani fuori da qualsiasi percorso di istruzione



ROMA Sono 126mila, pari al 5,4%, i ragazzi dai 14 ai 17 anni risultati nel 2008 fuori da qualsiasi percorso di istruzione e formazione. Lo rileva l’Isfol nel rapporto annuale. Gli scarti territoriali sono a sfavore del Mezzogiorno, dove si registra il 7,7% dei dispersi contro il 2,8% del Nord Est.


In generale l’abbandono scolastico e formativo (le persone che nella fascia tra i 18 e i 24 anni risulta in possesso al massimo della licenza media) riguarda in Italia il 19,7% dei giovani, un dato molto migliore rispetto al 2000 (era il 25,3%) ma comunque ancora troppo superiore alla media europea (15,1%).


Resta difficile, inoltre, il rapporto tra università e lavoro. I giovani laureati italiani, secondo l’Isfol, hanno fatto registrare le diminuzioni più significative nei tassi di occupazione. Inoltre, la domanda di lavoratori qualificata non si è incrementata in misura sufficiente ad assorbire l’offerta e si sono verificati disallineamenti tra profili richiesti dalle imprese e quelli offerti tra le forze lavoro.


Gli studenti universitari aumentano, ma diminuisce il numero dei laureati in rapporto alla popolazione dei giovani tra i 23 e i 25 anni, segno di una qualche difficoltà nella regolarità degli studi. «Il più grave problema che abbiamo nella formazione è il disadattamento scolastico». Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, intervenendo alla presentazione del Rapporto Isfol. «Noi -ha affermato- abbiamo persone che rimangono a lungo negli studi, anche verso i 30 anni, però in termini che possiamo definire di disadattamento, cioè con bassi risultati. Poi abbiamo anche il problema di un abbandono precoce degli studi». «In tutti i casi -ha rimarcato il ministro- noi dobbiamo accompagnare i giovani a percorsi formativi che li recuperino tempestivamente e non nel lungo periodo. Questo perché cambia fortemente il mercato del lavoro, cambia la caratteristica del nostro sistema produttivo. E con i giovani dobbiamo accompagnare anche gli adulti. Per questo dobbiamo investire rapidamente sull’analisi dei fabbisogni. Perchè -ha osservato- l’assurdo è che molte professioni richieste dalle imprese non vengano coperte. E non si tratta di ingegneri, ma di professionalità per lo più tecniche che non sono affatto disponibili». Sacconi ha infatti ricordato che nel mercato del lavoro «mancano doratori e falegnami». «Un terzo delle figure richieste dall’artigianato -ha affermato- mancano. Per questo motivo serve una formazione di carattere tecnico-pratico che va fatta non con un metodo scolastico, ma con un metodo per competenze».


http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&ID_articolo=1217&ID_sezione=255&sezione=


[ commenta


Copyright © 2001-2005 DIDAweb, liste di discussione - Tutti i diritti riservati - È una iniziativa DIDAweb