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* - 08.03.2008


La metafora è donna

I processi linguistici nelle ragazze sono più legati alle abilità di
astrazione che non nei ragazzi. Uno studio delle Università di
Northwestern e Haifa

Da tempo è noto che le donne hanno superiori capacità linguistiche, nel
senso che sono maggiormente portate a creare nessi astratti tra i
concetti, abilità che le porta a un migliore uso e a una maggiore
comprensione della lingua rispetto agli uomini. Fino ad oggi, però, non
era stato ancora possibile definire con chiarezza una base biologica che
giustificasse questa differenza. Adesso, invece, per la prima volta - e
con risultati ritenuti inequivocabili - un gruppo di studiosi della
Northwestern University (Usa) e dell'Università di Haifa (Israele) ha
dimostrano che le aree del cervello associate al pensiero astratto sono
più 'operative' nelle donne, a differenza degli uomini in cui si attivano
maggiormente quelle deputate ai sensi.

Usando la risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno infatti
analizzato l'attività cerebrale di 31 ragazzi e di 31 ragazze dai 9 ai 15
anni, durante l'esecuzione di due tipologie di prove linguistiche, basate
sulle abilità ortografiche e di compitazione orale di parole presentate in
forma sia scritta (che non fossero declamate a voce) sia orale (che non
fossero rappresentate graficamente). Utilizzando un modello statistico, i
ricercatori hanno discriminato gli esiti delle prove a seconda dell'età,
del sesso e dell'accuratezza d'analisi.

I risultati, pubblicati su Neuropsycologia, hanno rivelato così nelle
ragazze una maggiore capacità di decodifica dei concetti, determinata da
una significativa attivazione delle aree del cervello deputate alla
correlazione tra linguaggio e pensiero astratto. Con stupore, inoltre, è
stato verificato che questo non avviene nello stesso modo nei maschi, là
dove migliori capacità linguistiche sono state interrelate, nel caso
rispettivo delle parole lette e ascoltate, alle attività delle aree visive
e uditive del cervello.

Dunque, i ragazzi hanno un approccio al linguaggio veicolato più
strettamente dai canali sensoriali: un modello che potrebbe tradursi, in
futuro, in specifiche strategie d'apprendimento scolastico (per esempio,
lezioni in classe incentrate prevalentemente sulla lettura o prove di
valutazione basate su test scritti piuttosto che su interrogazioni). Resta
ancora da valutare, però, se questa disparità cognitiva è legata all'età –
e, quindi, destinata a cancellarsi nel corso della vita adulta – o se
rispetti una differenza di genere permanente. (l.s.)

http://www.galileonet.it/news/9580/la-metafora-e-donna


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