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Ratisbona
Amina Salina - 23.09.2006


Neo-crociati in Vaticano contro il dialogo islamocristiano



di Amina Salina


Le reazioni nel mondo islamico ad alcuni passaggi controversi del discorso del Papa a Ratisbona non si sono fatte attendere.
Nonostante le smentite della S. Sede, alcune frasi del discorso del Pontefice sono apparse come un passo indietro nel dialogo interreligioso oltre che portatrici di una concezione ostile dell’Islam. Giovanni Paolo II aveva concepito tutte le fedi come dono divino: in ognuna c’e’ comunque una scintilla salvifica. Aveva superato il feroce esclusivismo cattolico che non permette a tutt’oggi ad un protestante di ricevere l’Eucaristia in una Chiesa cattolica, come se Cristo fosse diviso e lacerato, rimesso in croce un’altra volta, divenisse patrimonio di questa o quella fede. Rispettava l’Islam e ne conosceva il contenuto, mentre pare che Ratzinger sbagli anche le citazioni sul Corano. Certamente il Papa ha tutto il diritto a diffondere la propria fede e concezione della vita, ma sempre nel rispetto della fede altrui. Si era espresso giustamente in difesa del diritto al rispetto dei simboli religiosi e dei libri sacri di tutte le religioni durante la questione delle vignette.
Per quanto riguarda il ripudio della violenza e fatta salva la condanna a tutti gli estremismi e a tutte le violazioni dei diritti umani, vorrei far presente che il ripudio della violenza come arma politica - e solo in ultima istanza "religiosa"- puo’ esistere solo nella misura in cui l’avversario dà modo a chi si difende di farlo in modo pacifico e democratico. Il primo vettore di violenza e’ l’Occidente neocoon, che ha imposto la propria visione del mondo con le bombe a popoli che non ne vogliono sapere.
La Chiesa si e’ finora opposta a questo imperialismo proprio in nome della difesa dell’identità cristiana. L’Islam limita il ricorso all’autodifesa e vieta persino i bombardamenti contro la popolazione civile, per non parlare dell’atomica e delle armi chimiche ampiamente usate dalle potenze occidentali e vietate nell’Islam sunnita e scita..
Quello che e’ in discussione non e’ l’uso della violenza in se’ - che e’ stata usata ampiamente da paesi cristiani durante il colonialismo- ma l’immagine che Ratzinger ha della religione islamica. Una immagine caricaturale: i musulmani come ha spiegato anche mons. Negri a Rete4 - a differenza della tradizione giudaica- cristiana, hanno una concezione trascendente di Dio che "eliminerebbe" la ragione. Questo e’ storicamente falso, visto che a Bagdad capitale intellettuale del mondo per secoli quando l’Europa non aveva nemmeno l’acqua per lavarsi, i dibattiti tra filosofi neoplatonici e neoaristotelici erano all’ordine del giorno ed il dibattito tra musulmani cristiani zoroastriani era normale. Che l’Islam sia una religione antirazionale o irrazionale puo’ dirlo solo chi non conosce o non capisce i testi. Cioe’, per dirla nuda e cruda, noi avremmo tutti una fede da fanatici ed entrare in una moschea sarebbe le prima fase della fanatizzazione.. Inoltre il Dio dei cristiani non sarebbe lo stesso di quello dei musulmani, in quanto sarebbe un Dio di violenza e non di amore. Questa e’ pari pari la tesi di Baget Bozzo che ne straparla da anni su Ragionpolitica.it, il sito degli intellettuali di Forza Italia. L’amore di Dio comprenderebbe l’inazione o la complicità con l’oppressore (come se l’inazione di fronte alle sofferenze di un popolo bombardato fosse una virtu’). Davvero oggi l’obbedienza non e’ piu’ una virtu’. Basta leggere la biografia di grandi Santi come don Bosco per capire che non si crea nulla senza l’opposizione al potere, anche ecclesiastico. Tutta la storia della Chiesa dimostra il contrario , dimostra che e’ premiato il coraggio e l’indipendenza intellettuale. Del resto e’ noto che la defunta Oriana Fallaci -di cui oggi il popolo italiano sentirà vita, morte, miracoli e forse santificazione - aveva uno stretto legame spirituale con Papa Ratzinger, lei atea convinta. Dulcis in fundo, la citazione del testo del XVII secolo da cui Papa Ratzinger ha preso le mosse per l’inizio dell’intervento contestato, cominciava con la constatazione che secondo l’A. l’Islam non avrebbe in se’ nulla di buono.


Quale puo’ essere il senso di tutto cio’?? Non credo che il Papa abbia preso un abbaglio, piuttosto e’ la prova generale per la riorganizzazione di tipo crociato di una parte della gerarchia ecclesiastica allineata a posizioni neocoon che cerca di uscire allo scoperto. Se e’ possibile che le reazioni nel mondo islamico possano essere esagerate, e’ pur vero che non si imposta il dialogo tra le fedi pretendendo il possesso della verità assoluta e l’acquiescenza altrui alla propria mancanza di rispetto verso la fede altrui. E come ricorda il presidente dei musulmani tedeschi, il termine “guerra santa” non esiste nell’Islam ma fu coniato da Papa Urbano II. Esiste viceversa il termine jihad, che connota tutti quei comportamenti interiori ed esteriori che portano il bene e dissuadono dal male, di cui la resistenza all’occupazione militare altrui e’ solo una parte infinitesimale. Si puo’ vivere una vita da musulmani praticanti senza aver mai commesso un atto di resistenza o di violenza (la violenza offensiva e’ bandita dalla shari’a).
Non si faranno attendere le reazioni della base della Chiesa sconcertata e sgomenta per cui la preghiera interreligiosa ed il dialogo interreligioso sono una priorità da anni.
C’e’ qualcuno che vuole uccidere il dialogo islamo-cristiano e lo sta facendo con tutti i mezzi possibili cercando di arruolare in questa battaglia di odio e non certo di amore anche degli ecclesiastici. Cerchiamo tutti, musulmani e cristiani di non cadere nella loro trappola .
C’e’ qualcuno che vuole costruire l’odio e la guerra, come se non ce ne fosse abbastanza. Per noi il dialogo con la base della Chiesa continua...


salam amina salina


Sabato, 16 settembre 2006


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