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Business
* - 05.08.2006


Istat - Maschio, giovane, del Nordest e senza laurea.
E' l'imprenditore italiano



Maschio, del Nord-est, di circa 40 anni e con un diploma di scuola media superiore. E' l'imprenditore italiano secondo l'indagine Istat "Factors of Business Success" (FOBS), questionario a cui hanno aderito 15 paesi della Ue tra cui l'Italia che ha avviato la sua indagine a giugno 2005. Dalla ricerca, svolta su un campione costituito da tutte le imprese "reali" nate nel 2002 e sopravviventi a 3 anni dalla nascita, emerge che il profilo stesso dell'imprenditore è tra i fattori che determinano il successo.


 



L'età, il sesso e il titolo di studio rappresentano alcune dei tratti che consentono di tracciare il profilo del fondatore dell'impresa che, in media, è prevalentemente maschio, ha un'età di circa 40 anni e non è laureato ma possiede un diploma di scuola media superiore. Infatti, su quattro imprenditori che avviano una nuova attività tre sono uomini. In termini di età, il 56,5% ha meno di 40 anni, appena il 12,7% ne ha meno di 30 e il 16,5%, più di 49. II livello di istruzione, è un parametro da tener d'occhio, più diffuso fra i nuovi imprenditori è il diploma di scuola media superiore (46,3%), seguono i livelli d'istruzione inferiori (32,2%), e la laurea (21,5%).


Il Nord-est presenta i livelli di scolarizzazione più bassi. Il titolo di studio risulta strettamente correlato con l'attività svolta. Nell'edilizia si concentrano i neo imprenditori con più basso livello di istruzione (60% fino alla licenza media inferiore). Nel commercio sei su dieci possiedono un diploma di scuola media superiore, mentre negli altri servizi, settore in cui la laurea spesso costituisce un requisito indispensabile per l'esercizio delle professioni liberali, quattro su dieci sono laureati.


Le neo imprenditrici mostrano positivamente livelli di istruzione più elevati di quelli degli uomini. Tra i fattori di ricerca, emerge l'analisi delle competenze dell'imprenditore. La maggioranza dei nuovi imprenditori (61,3%) ha maturato una precedente esperienza lavorativa nello stesso settore di attività. L'esperienza pregressa è una componente più diffusa fra gli uomini (66,8%) rispetto alle donne (44,7%). Ma chi decide di creare una nuova impresa, lo fa per scelta o per necessità? E' motivato dal desiderio di avere una maggiore autonomia e indipendenza lavorativa?. Dall'analisi delle motivazioni il desiderio di mettersi in proprio rappresenta per l'81,1% dei neo imprenditori il fattore che "molto" o "in parte" ha determinato l'avvio della nuova attività, mentre il 50% la indica come elemento molto importante.



Nella fase di avvio dell'impresa i nuovi imprenditori si trovano ad affrontare diverse difficoltà. Le percentuali più elevate e simili tra loro si registrano in corrispondenza di tre risposte: l'affrontare i diversi e complicati aspetti amministrativi necessari per avviare una nuova attività (23,1%); il problema di contattare i clienti (22,9%); la difficoltà nel reperire i finanziamenti (21,5%). Con percentuali che oscillano intorno al 10% si sottolinea anche la difficoltà nel decidere da soli nella fase iniziale (problema molto rilevante per il 13,1% dei nuovi imprenditori), seguono le difficoltà dovute al reperimento delle risorse, innanzitutto di personale qualificato, per lo svolgimento della propria attività (11%) e poi di immobili (6,5%).


Per l'avvio dell'attività, fa ricorso ad un capitale iniziale costituito da risorse proprie l'85,5% degli imprenditori; seguono i prestiti da parte di amici e familiari (25,3%), quindi il credito con garanzie (16,3%) e senza garanzie (7,5%); infine soltanto il 7% degli imprenditori dichiara di avere usufruito di agevolazioni e aiuti pubblici.


Ma quali sono i problemi di oggi e le prospettive future dell'impresa? Il giudizio fornito dagli imprenditori sulla redditività della nuova impresa non è, in generale, particolarmente positivo: il 67% dichiara una redditività "scarsa" (20,3%) o "appena sufficiente" (46,7%). Nell'analisi sulla nuova imprenditorialità è di particolare rilevanza individuare i fattori economici, burocratici e sociali che ostacolano o impediscono del tutto lo sviluppo dell'attività imprenditoriale avviata. La quasi totalità degli imprenditori individua - il 51,8% con il giudizio "molto" e il 35,5% con il giudizio "in parte" - negli oneri fiscali e amministrativi una delle cause fondamentali che impediscono la crescita dell'impresa. Gli oneri fiscali, il costo del personale, il ritardo nei pagamenti da parte dei clienti e le difficoltà a reperire finanziamenti sono i fattori maggiormente percepiti come causa di mancato sviluppo dell'attività di impresa.


Altro elemento che impedisce lo sviluppo dell'attività imprenditoriale è la difficoltà a reperire finanziamenti. Esso viene individuato come un fattore che "molto o in parte" frena la crescita dal 60,2% degli imprenditori, ed è considerato più rilevante nel Sud e nelle Isole e per gli imprenditori del settore manifatturiero. Guardando le prospettive per i prossimi anni, la gran parte degli imprenditori (81,4%) risponde che l'attività d'impresa continuerà più o meno inalterata, il 4,4% di associarsi ad altre imprese, mentre il 3,2% risponde di voler continuare a svolgere l'attività di imprenditore attraverso la costituzione di una nuova impresa (e cessando l'attuale). In termini di aspettative future sull'attività di impresa, gli imprenditori prevedono, in maggioranza, di aumentare sia il fatturato (nel 44,1% dei casi), sia la redditività (per il 40,3%), mentre solo il 15,0% e il 16,3%, rispettivamente, prevedono di ridurli.


Di rilievo anche l'atteggiamento rispetto alla scarsa volontà di rinnovare. Poco più dei due terzi degli imprenditori dichiara, infatti, che non modificherà la struttura dei beni e servizi prodotti o venduti, mentre appena il 5,8% ne prevede una diminuzione e il 27,7% un aumento. Le aspettative, quindi, sono quelle di una espansione del mercato e dei ricavi accompagnata, però, solo marginalmente da un incremento dell'occupazione e da una variazione nell'offerta di prodotti o servizi.


Circa l'80% delle imprese presenta lo stesso livello di crescita Tra le determinati o i fattori che caratterizzano le imprese con le migliori performance si evidenziano l'avere avuto una esperienza lavorativa precedente nello stesso settore di attività, confermato anche dalla precedente condizione: chi era già imprenditore ha più chances di far crescere la propria impresa rispetto a chi ha iniziato da disoccupato; anche l'avere avviato altre attività apportando esperienza aumenta la capacità di crescita.


Fonte: Affari Italiani




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