il progetto   |   la lista / iscrizione  |   DIDAweb   

Non in nostro nome spargerete sangue innocente
amina donatella salina - 29.03.2006


MI ASSOCIO ALLA RICHIESTA DI JUNTA ISLAMICA ED ALLE PAROLA DEL NOSTRO FRATELLO HAMZA PICCARDO IN SOSTEGNO ALLA LIBERTA RELIGIOSA



Ritengo un vero e proprio abuso la condanna a morte dell’afghano convertito dall’Islam al cristianesimo ma non soltanto per una questione di diritti umani calpestati.


Se come spero la sua vita verrà risparmiata dovrà essere in nome di Dio e non in nome della Dea Ragione, perche’ nell’Islam delle origini non basta cambiare religione per essere dichiarato apostata. Sono anni che una grande corrente islamista di cui fanno parte movimenti politico-religiosi di mezzo mondo sta cercando di contrapporre la Sunna a pratiche tradizionali che i musulmani hanno ereditato da 1300 anni di tirannide. E’ appunto ad una di queste pratiche che occorre riferirsi quando si esamina la questione dell’apostasia a partire dagli anni successivi alla morte del Profeta, quando si parlava di ridda. La ridda non era semplicemente l’abbandono d una convinzione religiosa per un’altra, era la ribellione all’ordine costituito dal nascente Stato islamico.


Nei primi tempi dell’Islam si trattava di persone che si armavano contro il Profeta e che era necessario uccidere in tempo di guerra per alto tradimento. Poi quando comincio’ la fitna ( ribellione) contro i Califfi furono uccisi non solo miscredenti ma anche musulmani che a torto o a ragione si ribellavano all’autorità califfale. Al tempo dei califfi rashidun ci furono non pochi scontri tra gli stessi compagni del Profeta che non volevano riconoscere l’autorità di questo o qual Califfo, soprattutto da parte dei partigiani di Ali che tutto puo’ essere definito tranne un apostata. Successivamente a lotta cominciata in tempi di vera e propria guerra civile, non prestare giuramento di fedeltà ad un Califfo omayyade o abbaside, e spesso si trattava di tiranni come Yazid figlio di Muawwya della cui crudeltà fecero le spese gli sciti, era di per se’ causa di condanna a morte per apostasia. Ma durante la vita del Profeta accadde spesso che uomini che sarebbero diventati famosi nell’Islam come Ikrima fossero precedentemente acerrimi nemici ed esponenti della aristocrazia coreiscita. Ikrima era uno dei dieci che inizialmente il Profeta voleva esiliare per quello che aveva fatto all’indomani della presa della Mecca, quando aveva perdonato persino Abu Sufian e sua moglie Hind. Solo dopo il suo pentimento Ikrima fu perdonato e divenne un famoso combattente islamico. Di fatto furono perdonati sia acerrimi nemici che per anni si erano rifiutati di entrare nell’Islam e avevano combattuto armi alla mano dalla parte dei pagani, sia persone entrate e uscite dall’Islam che poi ritornarono ala fede.


Piu’ volte accadde che esponenti delle diverse tribu’ apostatarono rifiutandosi di giurare fedeltà ai Califfi ben guidati che successero al Profeta. Poi le proteste rientravano e non per questo i membri di queste tribu’ venivano uccisi. In tutti questi casi il cambiamento di religione o il rifiuto puro e semplice dell’Islam significavano il ricorso alle armi contro i musulmani, significava uccidere ed essere uccisi e solo per questo allora ci furono alcune condanne per apostasia. Nello studio e nell’analisi del diritto islamico tradizionale si deve mettere in conto che l’Islam visse per quasi 1300 anni in una situazione di tirannia o di colonialismo. Per questo motivo si sono stratificati degli istituti che shariaticamente non avrebbero ragione di esistere.


Tutte le principali correnti islamiche riformiste della salafiya ammettono comunque che si possa uccidere soltanto in caso di alto tradimento, nel caso in cui l’apostasia significhi uccidere i musulmani, fare attività spionistica che rechi un danno alle persone Innocenti, provochi la morte la deportazione o la persecuzione grave di persone di fede islamica.Ma se la conversione e’ un fatto assolutamente privato ed individuale che non inficia il rispetto che questa persona puo’ avere per i musulmani allora non c’e motivo di fargli del male in quanto l’Islam dice di trattare bene chi ci tratta bene. Non possiamo senza attuare una ingiustizia cosmica uccidere chi ci lascia in pace e cammina portandosi dietro una Bibbia, comminando una condanna a morte quando ne’ il Sublime Corano ne’ la Nobile Sunna riportano casi analoghi. Inoltre chi dovrebbe condannare questi apostati quando non esiste oggi un vero stato islamico al mondo? Inoltre se nei paesi islamici si studiasse di piu’ la Bibbia oltre al Sublime Corano nessuno diventerebbe cristiano.


Le conversioni, secondo me, sono il frutto di un islam vissuto come islam di rottura rispetto al cristianesimo. Come fede alternativa come se si trattasse di una partita di calcio. Un po’ come chi ci chiede di votare per la libertà. Alzi la mano chi e’ contro la libertà. Nessuno. Infatti il povero afgano che ha conosciuto la guerra molto piu’ dell’Islam, va in Germania dove trova la pace e il benessere, cosa volete che faccia ci vuol poco a convincerlo che il cristianesimo è la religione del posto dove nessuno si ammazza e nessuno muore di fame ed e’ il credo giusto. Solo il fatto di contrapporre la Bibbia al Corano la dice lunga sul tipo di cristianesimo ed il tipo di islam di fronte al quale ci troviamo.


Se non erro la Torah e’ un libro sacro islamico, il Vangelo, per quanto modificato, ha ancora dentro le parabole di Sayydna Isa profeta islamico, ma il poverino non lo sa, e se lo porta dietro come un trofeo. Ha dovuto segare un pezzo della sua fede per accettarne un altro pezzo. Cosi’ gli hanno detto e cosi’ ha fatto, ma il tutto puzza di ideologia lontano dieci chilometri.... Comparando la Bibbia al Corano appare chiaro a chiunque come Gesu’ e Maria (pace su di loro) siano figure centrali nella fede islamica e come il messaggio evangelico abbia tutto in comune con la Sunna del Profeta. Quindi non si puo’ scindere Gesu’ da Mohammed (pace su di loro), sono due anelli della stessa catena.


PURTROPPO MI SEMBRA CHE UNA SCARSA EDUCAZIONE ISLAMICA SIA LA VERA CAUSA DI QUESTE CONVERSIONI. E ANCHE DELLA CONDANNA A MORTE.


Ancora una volta c’e’ da chiedersi se viene rispettato nel mondo il diritto umano fondamentale a fare una fondata scelta religiosa cioe’ a conoscere veramente e profondamente il Messaggio divino in tutte le sue componenti o se si preferisce un approccio religioso di contrapposizione di una fede all’altra. L’Islam non e’ mai stata una religione esclusivista ed il Corano assicura la salvezza ad uomini e donne di ogni popolo e tempo di ogni cultura e parlanti ogni lingua a patto di riconoscere la propria dipendenza dal Signore, la propria necessità di obbedirgli conformandosi al messaggio di uno dei 144 mila Profeti (pace su di loro) giunti sulla Terra per un popolo e per un epoca specifica. E il proprio dovere a fare il bene ed avversare il male.


E’ tempo di ritornare all’Islam quale era al tempo di Mohammed,(psl) e rendersi conto che e necessario abbandonare tradizioni create dagli uomini esclusivamente per fini materiali contingenti e che non sono parola di Dio che non siamo vincolati a rispettare.


Salam amina salina.
Lunedì, 27 marzo 2006


[ commenta


Copyright © 2001-2005 DIDAweb, liste di discussione - Tutti i diritti riservati - È una iniziativa DIDAweb