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Alla lista primaria - non riesco ad inviare il messaggio: potete farlo voi? Grazie!
gianni trezzi - 29.01.2006


Sono d'accordo con Reginaldo. O si considera l'autonomia scolastica come risorsa strategica (per es.per realizzare progetti in collaborazione con altri enti del territorio), oppure la si rifiuta come pericolosa deriva aziendalistica, prescindendo da chi c'Ŕ al governo. La scuola, come tutte le istituzioni ad... "alto valore umano aggiunto", Ŕ fatta di persone: il vero problema Ŕ riuscire a creare un gruppo di insegnanti che condividano una visione pedagogica e che desiderino coerentemente lavorare per realizzarla... Basti pensare ai contrasti che imperano negli istituti comprensivi tra docenti delle (ex) elementari e delle (ex) medie e che spesso portano perfino a boicottare le iscrizioni degli alunni! Riguardo al dirigente scolastico, a me piacerebbe che si potesse fare come nelle redazioni dei giornali: il "direttore" presenta un piano "relazionale-educativo" triennale (per esempio) al collegio docenti, che discute e poi concede o meno la fiducia. La realizzazione del piano dovrebbe essere costantemente monitorata sia dall'interno (per es. con una commissione oppure con una sorta di "comitato di redazione"), sia dall'esterno (per es. tramite D.S. valutatori, appositamente formati). E' un'utopia?


ciao-ciao Gianni Trezzi, maestro

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From: Regi Palermo
To: dw-primaria@yahoogroups.com
Sent: Saturday, January 28, 2006 2:35
PM Subject: [dw-primaria] Autonomia a senso unico

Mi permetto di girare alla lista l'ultimo "Sassolino" pubblicato nel sito www.pavonerisorse.it reginaldo palermo C'Ŕ qualcosa di strano nell'appello con il quale il "Movimento" respinge il programma dell'Unione. Scontato il disappunto del movimento per la mancanza di espliciti riferimenti al tutor, al portfolio, agli OSA e quant'altro. Ma leggete un po' cosa scrivono a proposito dell'autonomia scolastica: "[essa Ŕ] considerata nel testo dell'Unione come la panacea di ogni male, ma, al contrario, produce un aumento smisurato del potere dirigenziale e la privatizzazione sostanziale delle scuole poste in competizione tra loro per l'accaparramento di clienti". Va ricordato, per amore di veritÓ, che la tanto vituperata autonomia scolastica Ŕ stata per l'appunto il "grimaldello" che in questi anni Ŕ stato utilizzato (a volte a ragione e altrettante volte a torto) per contrastare l'applicazione della legge 53 o per applicarla adattandola alle esigenze specifiche del territorio. Senza autonomia le scuole non avrebbero avuto nessuno spazio di "manovra". Ma evidentemente il "Movimento" pensa che in un diverso quadro politico, sarebbe giusto "obbedir tacendo". Ci sembra una interpretazione quanto meno curiosa: se governano i "nemici" rivendichiamo l'autonomia, se governiamo "noi" l'autonomia Ŕ un optional; o, se si preferisce: se governiamo noi, per i nostri non c'Ŕ bisogno di autonomia perchŔ gli diciamo noi cosa Ŕ giusto e cosa Ŕ sbagliato, mentre gli "altri" Ŕ bene che non usino l'autonomia perchŔ potrebbe rivelarsi arma pericolosa. Ora, che il Movimento ragioni in questo modo non stupisce molto, stupisce piuttosto che un appello del genere venga sottoscritto addirittura da docenti universitari di prestigio internazionale (valga per tutti il nome di Nicola Tranfaglia).


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