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Safeborder: famiglie e bambini a scuola di web
Piero Greco - 16.04.2003


http://www.lastampa.it/redazione/news_high_tech/ngsafeborder.asp


Promosso da Telefono Azzurro con Adiconsum, il progetto finanziato
dalla Comunità Europea per contrastare i fenomeni di sfruttamento e
mercificazione attraverso il web, vede impegnate con l'Italia Spagna,
Germania, Inghilterra, Grecia e Olanda.

«I bambini - ha detto il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto
Caffo presentando l'iniziativa alla Fiera dei ragazzi - continuano a
essere sfruttati, la pedofilia continua a prosperare, in alcuni casi
anche nei siti Internet e nelle chat più innocenti. Credo non sia
accettabile tornare a dimenticarsi del problema, magari in attesa del
prossimo dramma». E proprio le chat sono il problema principale.

«È questa - continua Caffo - l'area più utilizzata dai bambini e si
sta abbassando ai 9-10 anni l'età dei ragazzi che si scambiano
messaggi. Ecco perchè il bambino va accompagnato all'uso della rete
da parte di adulti competenti e consapevoli». La rete può essere
sicura se si è informati, ma può diventare un problema.

Vediamo, secondo un questionario somministrato, con la collaborazione
dei docenti, a 3.200 alunni di età compresa tra i 7 e gli 11 anni,
qual è l'uso che viene fatto di Internet. Il 60,8% del campione di
bambini dice di non collegarsi mai al web, il 35,8% si collega
qualche volta e il 3,4% ogni giorno. Le bambine che non navigano mai
sono più numerose dei bambini: 62,7% contro il 58,2%. E in generale
la connessione alla rete è più diffusa al Nord.

I motivi per cui ci si collega sono per il 47,5% il gioco, per il
44,2% la ricerca di cose interessanti e per il 31,9% lo studio. Il
5,7% dichiara di usare il web per cercare cose 'proibitè. Dato
significativo, Internet viene usato per il 76,1% del campione da casa
propria, per il 9,6% da casa di amici, per l'8,4% da casa di parenti.
Poco diffusa fra i bambini la frequentazione di Punti Internet (3,4%)
e rare le scuole che offrono l'opportunità di accedere al web (2,5%).

All'86,6% dei bambini non è mai capitato di collegarsi a siti con
scene violente, al 13,4% sì con una percentuale più alta dei bambini
(18,0%) rispetto alle bambine (8,6%). Le immagini violente nella
maggior parte dei casi facevano parte di un videogioco (42,3%),
riguardavano la guerra (34,8%), erano pornografiche (29,9%) o
immagini di violenza sui bambini (26%) o su adulti (25,5%).

Diverso il mondo degli adolescenti secondo i 3.800 questionari
sottoposti a giovani tra 12 e 18 anni. Il 58,6% si collega al web
qualche volta, il 28,6% mai e il 12,7% ogni giorno. E i maggiori
frequentatori sono al centro (15,2% tutti i giorni). L'81,9% si
collega per cercare cose interessanti e il 50,5% per studiare, il
46,3% per usare la posta elettronica, il 39,5% per chattare, il 35,7%
per giocare, il 26,6% per mandare messaggi al cellulare e il 17,6%
per cercare cose 'proibitè. E proprio su quest'ultimo aspetto c'è un
netto divario fra maschi e femmine (31,4% dei maschi contro il 3,9%
delle femmine).

Il 76,1% si collega da casa propria e oltre un terzo dei ragazzi
(35,7%) ha navigato in siti con scene violente. Grandi le differenze
anche questa volta tra i due sessi: al 49,4% dei maschi è capitato
almeno una volta contro il 21,5% delle femmine. Nel 72,4% si trattava
di scene pornografiche, nel 39,7% di un videogioco con immagini
violente, nel 36,7% di scene di guerra, nel 29,1% di violenza su
adulti e nel 23,7% di violenza sui bambini.




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