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Laureati
Rolando Alberto Borzetti - 20.06.2005



La laurea dietro la scrivania



Anche quest’anno l’indagine di Almalaurea ha fornito riguardante l’inserimento nel mercato del lavoro dei laureati italiani: una problematica, questa, che sarà al centro di un convegno sul placement universitario promosso dalla Fondazione Marco Biagi, che si svolgerà a Modena dal 28 al 30 giugno prossimi.

Nel rapporto sul 2004 (del febbraio 2005, dove viene estesa l’indagine a 27 Atenei) vengono esaminati 56mila laureati (per l’esattezza 55.924 con un tasso di risposta pari all’82%): 23.459 ad un anno dalla conclusione degli studi, 18.074 a tre anni e 14.391 a cinque anni. In generale si riscontra un segnale di rallentamento dell’ingresso dei giovani laureati nel mercato del lavoro. Nel 2003, dopo un anno dalla laurea era impiegato il 54,2% dei laureati (- 0,7% rispetto all’anno precedente). Si tenga in considerazione, però, oltre il 27% dei laureati occupati dopo un anno in pratica continua un’attività già svolta in precedenza.


Evoluzione della quota dei giovani laureati


Anno di laurea                      1999         2000       2001         2002      2003

% occupati ad un anno           56,8         57,5        56,9          54,9      54,2
% occupati a tre anni              77           75           72,9
% occupati a cinque anni        86,4


Considerando la condizione occupazionale per genere, la percentuale si sposta a favore degli uomini: 59% contro il 50,8% delle donne. Per quanto riguarda quest’ultimo dato occorre far notare un calo di circa 5 punti rispetto ai giovani laureati del 1999 secondo una progressione al ribasso costante lungo tutto il periodo. Nel caso degli uomini si assiste ad un andamento a sinusoide, nel senso che il dato del 2003b è superiore di 0,7 punti rispetto a quello del 1999, ma inferiore ai dati del 2000 (60,4%) e del 2002 (59,7%) e soprattutto al picco realizzato nel 2001 (61,9%). In vistoso calo pure il dato a tre anni del 2001, l’ultimo disponibile e quello del 2000. Una valutazione completa è possibile solo per i laureati del 1999, dei quali si può dire che solo dopo cinque anni raggiungono una posizione di sostanziale piena occupazione (90,4%) se maschi, mentre se femmine il dato è più contenuto (83,3%). A tre anni solo l’81,2% degli uomini e il 73,7% delle donne lavorano. La cosa deve far riflettere anche se va tenuto conto che una quota che non cerca lavoro. Il tasso di disoccupazione ad un anno raggiunge il 19,1% fra i laureati del 2003 e risulta in crescita rispetto alle rilevazioni precedenti (+0,2% dal 1999 al 2000, +1,2% dal 2000 al 2001, +1,5% dal 2001 al 2002, +0,5% dal 2002 al 2003), a ulteriore prova delle difficoltà del mercato del lavoro. A tre anni dalla conclusione degli studi i laureati risultano disoccupati in misura del 9,2% contro il 7,9% dei laureati del 2000 e il 6,2% del 1999. Il peggioramento è evidente.


Significativi sono pure gli andamenti della condizione occupazionale per area geografica (che sono presi in considerazione ad un anno dalla laurea). Si notano chiaramente due linee di tendenza: a) un generale peggioramento della situazione nel 2003 e nel 2002; b) una condizione più svantaggiata nel Mezzogiorno.


Evoluzione della condizione occupazionale per area geografica (ad un anno)


2003                 Nord                      64,6%
                          Sud                       41%
2002                 Nord                      64,2%
                          Sud                       42,5%
2001                 Nord                      66,7%
                          
Sud                       42,6%
2000                 Nord                      66,4%
                          
Sud                       43,5%
1999                 Nord                      65,8%
                         
Sud                       42,3%


Se si considera la condizione occupazionale ad un anno per gruppi di corso di laurea, va notato innanzi tutto che, in certe facoltà – in particolare ad indirizzo medico e giuridico, ma anche geobiologico e letterario – è elevata la quota di laureati che non cercano lavoro perché sono ancora in formazione post laurea. Mentre un numero consistente di laureati in ingegneria e architettura (rispettivamente il 76,1% e il 73,6%) trova lavoro o continua a lavorare. A tre anni dalla laurea lo scenario dei laureati che lavorano è decisamente migliorato (in complesso 72,9%) con livelli quasi da pieno impiego per architettura e ingegneria, mentre nelle fasce basse continua la fase formativa per laureati in medicina e in giurisprudenza.


Condizione occupazionale a tre anni per gruppi di corsi di laurea


Ingegneria                        91,3%
Architettura                      89,6%
Insegnamento                  86,2%
Politico-sociale                85,1%
Psicologico                      84,6%
Linguistico                       77,7%
Agrario                              77,2%
Chimico-farmaceutico     77%
Economico-statistico      74,3%
Letterario                           70,2%
Geo-biologico                  65,2%
Scientifico                        60,8%
Giuridico                          55,4%
Medico                             29,5%
TOTALE                           72,9%


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