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Una scuola povera
Ferdinando Mancini Segretario Regionale UIL Scuola MOLISE - 16.09.2004


ItaliaOggi Numero 221, pag. 35 del 15/9/2004 di Alessandra Ricciardi

Una scuola povera

Studio dell'Ocse sui sistemi di istruzione in 30 paesi.
Ai prof poco lavoro e mini-stipendi

Gli insegnanti italiani lavorano meno ore dei colleghi europei, ma
guadagnano anche meno. Resta inoltre basso il numero dei laureati, con alti
livelli di dispersione soprattutto nei corsi di durata tradizionale; vanno
meglio quelli triennali. ╚ quanto emerge dal rapporto Education at Glance
2004 dell'Ocse, presentato ieri a Parigi. L'organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo economico ha passato sotto esame 30 sistemi di
istruzione e formazione. L'Italia mostra di aver incrementato il rendimento
di scuola e universitÓ, con un beneficio negli ultimi dieci anni di 0,58
punti percentuali in termini di prodotto interno lordo.

╚ innanzitutto cresciuto il numero dei laureati, dell'8%, arrivati al 23%
rispetto al monte diplomati. Ancora troppo poco, per˛, rispetto alla media
Ocse, 32%, e soprattutto rispetto ad Australia e Finlandia, che hanno
raggiunto quota 45%. Altissimo il livello di abbandono: il 60% delle giovani
matricole non arriva alla laurea, con tassi di espulsione dal sistema molto
alti soprattutto nei corsi di durata tradizionale. Situazione, dicono i
ricercatori dell'Ocse, che fa riflettere sulla necessitÓ di un sistema pi¨
flessibile nella durata e nell'articolazione, per rispondere meglio ai
fabbisogni e alle aspettative dei giovani.

La laurea continua a essere una chiave d'accesso importante per il mondo del
lavoro: in Italia l'88% degli uomini e il 77% delle donne ottiene un lavoro
se laureato, contro rispettivamente il 79 e il 39% dei diplomati. DiversitÓ
anche reddituali: in media la busta paga di un laureato Ŕ pi¨ pesante del
38%, all'estero conta per˛ per il 50% in pi¨. L'Italia, invece, svetta nelle
alte posizioni della classifica Ocse per la scuola dell'infanzia: c'Ŕ un
alto livello di iscrizione dei bambini di tre-quattro anni, con alti livelli
di spesa pubblica.

Mediamente lo stato italiano ogni anno spende 5.972 dollari per bambino,
quarto dopo Stati Uniti, Norvegia e Inghilterra. In media, in Italia si
conta un docente ogni 10,6 alunni, contro una media del 16,6. Ci sono dunque
pi¨ insegnanti, ma con meno ore di lavoro annuali (748 contro le 803 Ocse,
alle primarie, e 612 contro 674 alle medie), che per˛ non tengono conto del
lavoro a casa, di preparazione delle lezioni e di correzione dei compiti,
dei docenti italiani. Meno ore di lavoro ufficiale, dice il rapporto Ocse,
ma in compenso gli stipendi sono pi¨ bassi: un insegnante dopo 15 anni di
lavoro guadagna in Italia 27.726 dollari, mentre la media Ocse Ŕ di 31.366.
Peggio di noi, solo la Repubblica Slovena, l'Ungheria, la Turchia, il
Messico, la Repubblica Ceca, Islanda e la Grecia.

comunicato della Uil scuola Molise


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