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Scienziati e studenti all’Auditorium
di * - 24.01.2006

10 incontri con “Scienziati e studenti all’Auditorium”, un’iniziativa del Cnr, realizzata in collaborazione con Musica per Roma, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche della Scuola della Provincia di Roma, che porta ricercatori e divulgatori con i loro esperimenti, le loro teorie e i loro racconti in mezzo agli studenti

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La musica
di red - 06.09.2004

La musica rafforza la memoria verbale
L'istruzione musicale modifica la parte sinistra del cervello

Secondo uno studio pubblicato sul numero di luglio della rivista "Neuropsychology", i bambini che hanno ricevuto un'istruzione musicale presentano una memoria verbale significativamente migliore di quelli che non l'hanno ricevuta. Inoltre, più a lungo hanno studiato musica, meglio funziona la loro memoria. Queste scoperte sottolineano un fatto già noto: quando un'esperienza modifica una particolare regione cerebrale, anche le altre funzioni di quella regione ne possono ricevere un beneficio. Si tratta di un tipo di effetto collaterale cognitivo che, oltre che favorire i bambini sani, potrebbe aiutare nella cura dei pazienti con danni al cervello.
Gli psicologi dell'Università Cinese di Hong Kong hanno studiato 90 ragazzi fra i sei e i quindici anni di età. Metà di questi avevano seguito lezioni di musica in quanto membri dell'orchestra d'archi della loro scuola, oltre che lezioni di musica classica con strumenti occidentali, per un periodo da uno a cinque anni. Gli altri 45 erano compagni di scuola privi di istruzione musicale. I ricercatori, guidati da Agnes S. Chan, hanno sottoposto i bambini a esercizi di memoria verbale per vedere quante parole erano in grado di ricordare da una lista e a esercizi di memoria visiva, simili ai precedenti ma con immagini al posto delle parole.
Gli studenti che avevano seguito le lezioni di musica erano in grado di ricordare un numero di parole significativamente superiore agli altri. L'effetto era tanto maggiore quanto più lunga era la durata degli studi musicali sostenuti. Per quello che riguarda la memoria visiva, invece, non si è osservata alcuna differenza sostanziale.
Gli autori concludono che anche pochi anni di istruzione musicale possono migliorare la memoria verbale, a causa di una maggiore riorganizzazione corticale nella regione temporale sinistra. In altre parole, lo studio della musica stimola la parte sinistra del cervello, la stessa area che gestisce funzioni come l'apprendimento verbale.

Yim-Chi Ho, Mei-Chun Cheung, Agnes S. Chan, Music Training Improves Verbal but Not Visual Memory: Cross-Sectional and Longitudinal Explorations in Children. Neuropsychology, Vol. 17, No. 3 (2003).

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 Pizzica
 Risorse Didaweb - 24.01.2006

La danza del sole e del vento

Nel Salento,
la terra, che De Martino chiamo' quella del rimorso, si accendono le notti della pizzica, ad occupare lo spazio di un sogno di mezz'estate con i ritmi tra l'antico ed il moderno di una nuova generazione di musicisti, voci e ...corpi danzanti.


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 La danza
 * - 24.01.2006

La danza:
movimento dei movimenti



''Perché, ecco, c'è un limite al guardare,
e il mondo lungamente misurato dallo sguardo
vuol prosperare nell'amore.

L'opera della vista è compiuta,
compi ora l'opera del cuore
sulle immagini
prigioniere in te [...]”

Rainer Maria Rilke


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Scuola di musica Anton Rubinstein
Corsi di alto perfezionamento pianistico e flauto traverso. Lezioni di musica per tutte le età, laboratori, armonia, preparazione esami in conservatorio. Lezioni concerto con frequenza mensile. La scuola Anton Rubinstein ha sede in via E.Rossi 16 00155 Roma.
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RITMìA, musica tra suoni, gesti, segni
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