Programmazione differenziata scuola secondaria superiore

Il caso

Mi chiamo Matteo Mari: sono insegnante di sostegno e coordinatore della Commissione handicap dell'Istituto d'Istruzione Superiore "A.Greppi" di Monticello B.za (Lecco).

La nostra scuola superiore comprende 5 indirizzi quinquennali (chimico, informatico, socio-psico-pedagogico, linguistico e classico).

Nella classe quarta dell’indirizzo chimico è iscritto L.M., un ragazzo affetto da sindrome di asperger e da disgrafia e disortografia. L. E’ un ragazzo dotato di buone capacità  cognitive, ma che ha delle difficoltà  nelle discipline scientifiche. In sintesi è in grado di ottenere buoni risultati ma richiede (limitatamente alle discipline scientifiche) tempi più lunghi.  E’  molto volenteroso e collaborativo.

Si è già  provato nel corso del biennio a riorientare il ragazzo verso una scuola meno impegnativa, ma la famiglia ha ritenuto opportuno lasciare L. nella nostra scuola, soprattutto alla luce del buonissimo inserimento nella classe e  in questo contesto scolastico e per i notevoli miglioramenti nell'area affettivo-relazionale (questo per L. rappresenta un’ importantissimo successo). Nel corso di ogni anno scolastico L. ha avuto sempre una decina di ore di sostegno, concentrate esclusivamente nelle discipline di area scientifica e in inglese. Nel corso del biennio L. è riuscito a seguire, anche se con difficoltà , la programmazione per obiettivi minimi della classe (è quindi in possesso di una effettiva promozione alla classe terza). Nel corso della terza (cioè l'anno scorso), viste le difficoltà evidenziate nel seguire il programma per obiettivi minimi esclusivamente per le discipline scientifiche (matematica e le chimiche) il consiglio di classe ha deciso di proporre una programmazione differenziata che la famiglia ha accettato.

Tuttavia, viste le potenzialità  del ragazzo, la famiglia ha chiesto se esista la possibilità  di far ottenere a L. almeno il conseguimento legale della classe terza.

Ora la questione è questa: viste le capacità  del ragazzo si vorrebbe attuare un progetto appoggiato dal Consiglio della classe di L. per cui il ragazzo possa sostenere delle prove nel corso del secondo quadrimestre della classe quarta (classe cha sta frequentando) che vadano a testare il raggiungimento degli obiettivi della classe terza per quelle discipline nelle quali L. non era riuscito a raggiungere gli obiettivi minimi l'anno scorso (ossia quando era ancora in terza…: tali discipline sono: matematica, chimica analitica e chimica organica).

L. avrebbe la possibilità  di prepararsi (infatti verrebbe aiutato sia a scuola dall’

insegnante di sostegno sia a casa da un ragazzo diplomato in chimica). In questo modo si permetterebbe a L. di ottenere un'effettiva terza con valore legale. Quindi L., secondo questo progetto, otterrebbe, mentre frequenta la classe quarta con una programmazione differenziata, la possibilità  di conseguire una classe terza effettiva e avrebbe così poi l'opportunità  di concludere il suo percorso di studi nella nostra scuola con un attestato di competenze ma con la possibilità  poi di ottenere successivamente una maturità  legalmente riconosciuta o come privatista o presso un'altro istituto.

La questione è un po’ complicata.. io penso che tale progetto sia realizzabile, in virtù dell'autonomia decisionale del consiglio di classe, evidenziata chiaramente anche dall'articolo 13, comma 4, dell'O.M. n.80 del 9 Marzo 1995 (dove si parla della programmazione differenziata degli alunni disabili): "...Resta inteso che, qualora durante il successivo anno scolastico vengono accertati livelli di apprendimento corrispondenti agli obiettivi previsti dai programmi ministeriali, il Consiglio di classe delibererà  in conformità  del precedente art. 12, senza necessità  di prove di idoneità  relative alle discipline dell'anno o degli anni precedenti, tenuto conto che il Consiglio medesimo possiede già tutti gli elementi di valutazione."

Ossia, come il C.d.C. ha il "potere" di decidere se riammettere il ragazzo disabile (che ha seguito nell'anno o negli anni precedenti una programmazione differenziata) alla programmazione riconducibile agli obiettivi minimi ministeriali seguita dai compagni di classe, dovrebbe anche poter avere la possibilità  di stabilire se il ragazzo ha colmato le lacune che impedivano il pieno conseguimento di un'effettiva promozione legale alla classe quarta. E' come se il C.d.C. avesse concesso (visto le difficoltà  e la “lentezza” dello studente) la possibilità  di conseguire la classe terza “spalmando” il pieno raggiungimento degli obiettivi minimi ministeriali su due anni invece di uno solo.

Le chiedo se gentilmente potrebbe confermarmi la fattibilità  di tale progetto e i riferimenti normativi (se ce ne sono) che lo autorizzerebbero.

Nell’impossibilità  di seguire questo percorso secondo lei il ragazzo dovrebbe sostenere un esame di idoneità  (che gli consentirebbe la frequenza alla classe quarta) come quelli sostenuti da studenti provenienti da altre scuole e che intendono iscriversi nel nostro istituto?

Grazie tantissimo per la cortese attenzione.

Matteo

La risposta

La cosa è  più complicata. Infatti la morma da Lei citata va bene  poiché una cosa è  il consiglio di classe ed una cosa è la commissione di esami di terza che, pur costituita dagli stessi docenti, è formalmente un organismo diverso, unico per legge a poter rilasciare un diploma. Pertanto l'unica possibilità  è  un formale ritiro del ragazzo prima della fine della quarta e sua presentazione agli esami di tutte le materie , come privatista presso lo stesso istituto, dove ha diritto ad avere l'assistenza durante gli esami come alunno con disabilità .

Si potrebbe vedere, sentendo anche l'Ufficio scolastico, se egli possa continuare a frequentare la scuola come uditore sino alla fine dell'anno.

Una volta conseguita la licenza di terza, dovrebbe formalmente iscriversi in quarta per un pei semplificato ed il consiglio di classe dovrebbe fargli svolgere l'anno e, se promosso fargli frequentare regolarmente la quinta.

Mi rendo conto che l'alunno perderà  un anno; ma temo non ci siano altre soluzioni.

Provate a sentire l'ufficio scolastico se trova altre soluzioni.

  Cordiali saluti.

  Salvatore Nocera

Un commento

I commenti

  1.    - 08-09-2010

    Mi sono trovata nella stessa condizione e all'epoca venne consultato un ispettore che sciolse il nodo dicendo che in base alla normativa l'alunno una volta presentatosi all'esame di qualifica aveva diritto alla frequenza alla quarta ma non poteva più ripresentarsi per ripetere l'esame di terza poteva invece presentarsi all'esame di stato e conseguire il diploma . Mi sembrò incoerente e ancora oggi mi chiedo se il problema abbia una soluzione positiva tenuto conto che gli attestati di frequenza non hanno alcun valore giuridico.





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