Scheda n. 320 Normativa della regione Sardegna sull'integrazione scolastica (L.R. 9/06)

Scheda n. 320

(tratto dal volume pubblicato dal Centro Servizi per il Volontariato di Cagliari dal titolo "Sardegna e Veneto per tutti")

Dopo il 2006, la Sardegna ha adottato delibere di Giunta sulla scuola, conseguenti sia all’art. 21 della L. n° 59/97 sull’autonomia scolastica, sia agli artt. 138 e 139 del D.Lvo n° 112/98 sul decentramento di funzioni del Ministero dell’Istruzione alle Regioni, sia al DPR n° 233/98 sul ridimensionamento della rete scolastica. Pertanto la L. R. n. 9/06, legge di individuazione delle attribuzioni spettanti alla Regione e agli Enti locali, ha recepito, fra l’altro, con l’art. 72 comma 1 lettera b) il principio contenuto nell’art. 139 del D.Lvo n° 112/98 di ripartizione dell’obbligo di supporto organizzativo all’inclusione scolastica fra Comuni (per le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado) e Province (per quelle secondarie di secondo grado). La Giunta regionale ha emanato delle delibere riguardanti sia l’attribuzione di fondi per la qualificazione dell’offerta formativa e l’inclusione scolastica, sia sul ridimensionamento della rete scolastica.

In merito a tali delibere è da notare il crescente impegno finanziario della Regione anche a favore dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, nonché i saggi criteri di attribuzione dei finanziamenti alle scuole che pure tengono conto della presenza di alunni con disabilità.

È però da mettere in guardia sul rischio che le attività "laboratoriali" che vengono finanziate, non possono assolutamente riguardare esclusivamente gruppi di soli alunni con disabilità. Vi osta la consolidata cultura e prassi dell’inclusione scolastica e, formalmente, il divieto contenuto nella terza parte delle Linee-guida ministeriali del 4 Agosto 2009.

È inoltre da apprezzare la volontà politica di tener conto delle scuole dei piccoli centri in cui sono ubicate scuole sottodimensionate che avrebbero dovuto essere soppresse, con gravi disagi per i cittadini. Si è quindi stabilito di mantenere, per quanto possibile, le dimensioni preesistenti, compensando le scuole più piccole con scuole sovradimensionate delle grandi città.

Sembra questa una decisione saggia e rispettosa del principio di "abitanza", come si esprimono gli esperti dell’ambiente, come il prof. Gabriele Righetto dell’Università di Bologna, secondo i quali nell’organizzazione della vita collettiva non si deve tener conto solo dei parametri di cubatura e distanze urbanistiche, ma contestualmente si deve considerare la presenza di servizi che rendano migliore la qualità della vita degli abitanti.

Anche quest’ultima delibera, pur non prevedendo espressamente come destinatari gli alunni con disabilità, li ha certamente presenti date le loro difficoltà di spostamento.

03-01-2011

Salvatore Nocera

Responsabile dell’Area Normativo-Giuridica

dell’Osservatorio Scolastico sull’Integrazione dell’AIPD Nazionale

E-Mail: osservscuola.legale@aipd.it

Associazione Italiana Persone Down - Osservatorio Scolastico sull’integrazione Viale delle Milizie, 106 - 00192 Roma Tel. 06/3723909 Fax 06/3722510 www.aipd.it

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