Le associazioni e la tutela dei Cittadini con disabilità

Da  Superando.it

(Intervista a Pietro Barbieri*)

In un Paese ove non si è scelto tra politiche inclusive e politiche risarcitorie, le associazioni devono spostare il proprio baricentro e ritornare a costituirsi come movimento di cittadinanza, a tutela dei diritti delle persone con disabilità: è questo il cardine sul quale ruota l'ampia intervista esclusiva a Pietro Barbieri, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), che qui presentiamo


iA partire dalla esplicitata disillusione manifestata a seguito della ratifica da parte del Parlamento italiano della
Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, questo scorcio di 2009 ha fatto registrare presso la redazione di Superando e i contatti dell’Ufficio Stampa della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), un indicativo - seppur non dirompente - numero di voci che hanno affermato la loro sfiducia nei confronti dell'associazionismo italiano e della capacità di questo movimento a dare risposte ai problemi che le persone con disabilità si trovano concretamente ad affrontare nella loro vita quotidiana.
Contemporaneamente alcuni singoli cittadini con disabilità hanno messo in campo in questi ultimi mesi iniziative di protesta su questioni generalmente connesse all’aumento delle pensioni di invalidità, lamentando a loro avviso uno scarso impegno dell’associazionismo in questo ambito e un’altrettanto scarsa attenzione riservata alle loro azioni da parte dalle organizzazioni di persone con disabilità.

Ma qual è davvero lo stato di attenzione sulle problematiche più avvertite dalle persone con disabilità dell’associazionismo in Italia e qual è il suo stato di salute? Si trova ad essere effettivamente così lontano dalle istanze manifestate dalle persone con disabilità? Riesce a rappresentarle correttamente? Ne abbiamo parlato in questa ampia e approfondita intervistacon Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). (Giuliano Giovinazzo)


Presidente Barbieri, come interpreta questa insoddisfazione nei confronti dell'operato dell'associazionismo che molte persone con disabilità hanno voluto far pervenire al nostro osservatorio privilegiato di "comunicatori" vicini alla FISH e queste proteste "fai-da-te" che nemmeno loro hanno risparmiato critiche alle associazioni?«Credo sia assolutamente naturale che le associazioni non rappresentino tutti i modi di sentire. Siamo in un Paese democratico, libero, ragion per cui chi non si sente rappresentato o chi per semplice scelta rispetto alla propria condizione vuole fare emergere una determinata situazione non è per niente malvisto. Anzi, molte di queste iniziative non fanno altro che rafforzare le nostre rivendicazioni.

Inoltre, il sistema di welfare del nostro Paese - nel suo complesso - risponde male, anche se in maniera sufficiente, al punto che le persone non sentono spesso più bisogno di iscriversi alle associazioni. Le associazioni sono un pezzo di rappresentanza, che cercano di essere avanzate nelle loro rivendicazioni. È come pensare che i sindacati rappresentino tutti i lavoratori. La stragrande maggioranza dei lavoratori non è iscritta a un sindacato. È chiaro che quando quel sindacato sottoscrive un contratto nazionale, anche il lavoratore non iscritto ne risente. Questo riguarda anche l'associazionismo, che ha un potere molto più limitato rispetto a quello sindacale, perché almeno i contratti nazionali si firmano, mentre le politiche di un governo o di una comunità non si sottoscrivono, al massimo ci si accontenta del male minore!».

*Presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap).

Qui il testo completo dell'intervista

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