UICI, i consiglieri nazionali tornano a chiedere le dimissioni del presidente Barbuto

Redattore Sociale del 27/09/2022

Il motivo della richiesta è la scelta di Barbuto di candidarsi alle elezioni politiche. “Quello che per molti è già l’ex Presidente è oramai considerato dalla maggioranza della base associativa persona politicamente schierata e quindi non più in grado di rappresentare l’unità associativa”

ROMA. I componenti del gruppo Uniti per l’Unione, Consiglieri Nazionali dell’Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti, che nei giorni scorsi avevano espresso una posizione durissima nei confronti del Presidente Nazionale Mario Barbuto chiedendone le dimissioni perché, con la sua infelice scelta di candidarsi alle elezioni politiche, aveva minato i principi di apartiticità della storica Associazione, creando una lacerazione insanabile, a prescindere dai risultati alle urne, che hanno visto Barbuto perdente sul collegio di Palermo, reiterano la richiesta di dimissioni immediate da Presidente dell’Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti.
“Quello che per molti è già l’ex Presidente - si legge in una nota - , è oramai considerato dalla maggioranza della base associativa persona politicamente schierata e quindi non più in grado di rappresentare l’unità associativa. Per questo motivo - concludono i Consiglieri del Gruppo Uniti per l’Unione - Mario Barbuto, che nel frattempo si era autosospeso da Presidente, pratica peraltro non prevista dal nostro statuto, deve essere un uomo d’onore e rispettare la parala data pubblicamente ai soci e alla stampa e formalizzare le sue immediate dimissioni. Nel comunicato 127 il Presidente informa di aver interrotto l’autosospensione e di aver ripreso a svolgere le funzioni afferenti al suo ruolo, ma non può pensare di cancellare con un colpo di spugna l’ultimo periodo. Se non si dimetterà adotteremo ogni strumento consentito dallo Statuto associativo per sfiduciarlo e ricominciare così a ricostruire con serenità quella credibilità centenaria per poter tutelare con efficacia tutte le persone con disabilità visiva italiane".

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