Redattore Sociale - Didattica a distanza, appello di AIPD: "Agli studenti disabili va garantita la presenza"

Critica l'associazione nei confronti dell'ultimo DPCM, che ha "dimenticato" gli studenti con disabilità. "Nemmeno un accenno a misure specifiche. Il governo preveda misure adeguate per permettere ai nostri studenti la frequenza scolastica in presenza, insieme ad alcuni compagni e insegnanti"

ROMA. L'ultimo DPCM, disponendo che la didattica nelle scuole sia superiori sia a distanza almeno per il 75%, "ha dimenticato gli studenti disabili": la denuncia arriva dall'Associazione italiana persone Down, che tramite il suo Osservatorio scolastico segue con attenzione l'evolversi della situazione. "Per gli studenti italiani più grandi si ritorna ad utilizzare in maniera quasi esclusiva la didattica a distanza che, ricordiamo tutti, quanto sia stata in molti casi inutilizzabile o poco efficace durante il lockdown dello scorso anno scolastico per i nostri bambini e ragazzi - osserva AIPD - Purtroppo nel nuovo DPCM non vi è nemmeno un accenno a misure specifiche da adottare per gli alunni con disabilità. Naturalmente la rapidità con la quale vengono prese unilateralmente queste decisioni, non permette un confronto efficace e immediato con il Governo per tutelare il diritto allo studio degli alunni con disabilità". Il confronto però esiste, continuo e costante, a livello associativo, per far prevenire al governo proposte e richieste: "L'AIPD Nazionale, per mezzo del proprio Osservatorio Scolastico, ha lavorato molto in questi mesi a tutela degli alunni con sindrome di Down, anche in sinergia con la Fish, proponendo soluzioni concrete al MIUR per continuare a garantire in questo periodo emergenziale il diritto allo studio di tutti gli alunni, anche quelli con disabilità".

La priorità della presenza
La richiesta fondamentale è appunto la presenza. "La nostra priorità, irrinunciabile, è sempre stata quella di garantire, adottando tutte le misure organizzative ordinarie e straordinarie possibili, la presenza quotidiana a scuola degli alunni con disabilità, in una dimensione inclusiva, vera e partecipata - scrive AIPD - Ma, a parte la prima ordinanza della Regione Campania, in tutte le altre ordinanze regionali sulla sospensione delle attività didattiche in presenza e, purtroppo, anche nell'ultimo DPCM non si accenna minimamente alle misure possibili per garantire il diritto alla didattica in presenza per gli alunni con disabilità. Gli alunni con disabilità - ribadisce AIPD - in particolar modo gli alunni sindrome di Down e con disabilità intellettive o relazionali, hanno invece bisogno di interventi specifici precoci, intensivi, concreti e continuativi per acquisire gli apprendimenti di base. Tutto questo non si può interrompere nuovamente e bruscamente, lasciando un vuoto educativo gravissimo per la loro crescita non solo cognitiva, ma anche personale e relazionale. Per i nostri ragazzi - prevede AIPD - questo nuovo blocco inciderà molto più pesantemente rispetto ai loro compagni, sulla loro crescita di studenti, andando ad aumentare il danno già creato lo scorso anno scolastico ed il gap già esistente con i loro coetanei quando si potrà tornare, in tranquillità, a scuola".

Didattica in presenza per le disabilità, un diritto riconosciuto
Per AIPD, "la scuola, nell'articolazione dei suoi 'insegnamenti' e dei rapporti sociali, è da considerarsi per i nostri figli irrinunciabile e 'abilitativa'. Sul punto è necessario quindi ricordare che il decreto ministeriale n° 39 del 26 giugno 2020 ha già espressamente previsto che 'nel caso di nuova sospensione dell'attività didattica l'amministrazione centrale, le regioni, gli enti locali, gli enti gestori delle istituzioni scolastiche paritarie e le istituzioni scolastiche statali opereranno, ciascuno secondo il proprio livello di competenza, per garantire la frequenza scolastica in presenza, in condizioni di reale inclusione, degli alunni con disabilità e degli alunni e studenti figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori, le cui prestazioni siano ritenute indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione. La circostanza di cui al presente paragrafo sarà regolata da apposito atto dispositivo. Ove, per specifiche condizioni individuali o di contesto, non sia possibile garantire la frequenza scolastica agli alunni con disabilità, il coinvolgimento delle figure di supporto messe a disposizione dagli Enti locali (Operatori Educativi per l'Autonomia e Assistenti alla comunicazione, per gli alunni con disabilità sensoriale), recentemente definita dall'art. 48 della legge di conversione del dl 'Cura Italia', contribuirà ad assicurare un alto livello di inclusività agli alunni con disabilità grave, collaborando al mantenimento della relazione educativa con gli insegnanti della classe e con quello di sostegno'.

In classe, ma non da soli
Sulla base quindi di quanto già previsto nel decreto del 26 giugno, AIPD chiede "che gli studenti con sindrome di Down o con altra disabilità continuino a frequentare in presenza la scuola per poter garantire loro il diritto allo studio". Allo stesso tempo, è inteso che "gli studenti con disabilità e il docente di sostegno con l'assistente all'autonomia e la comunicazione non debbano essere lasciati soli in classe, ma si preveda la presenza anche di un piccolo gruppi di compagni di classe per garantire le 'condizioni di reale inclusione' previste dal dm 39/20. I compagni che dovrebbero essere presenti in classe con l'alunno con disabilità potrebbero essere quelli già citati dallo stesso decreto, ovvero 'alunni e studenti figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori, le cui prestazioni siano ritenute indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione', oppure individuati dalle singole scuole in base al principio dell'autonomia scolastica".

Alunni disabili e fragili
Nel caso in cui lo studente con disabilità sia certificato anche "fragile", ricorda AIPD che "il ministero dell'Istruzione con l'ordinanza n° 134 del 9 Ottobre 2020, ha chiarito le modalità della loro scolarizzazione. A seguito della domanda scritta e documentata rivolta dalla famiglia alla scuola, l'alunno 'fragile' può fruire, oltre che della didattica a distanza, anche di istruzione domiciliare in presenza. Il Pei degli studenti con disabilità riconosciuti anche 'fragili' deve naturalmente essere aggiornato alla nuova situazione didattica e, in caso di istruzione domiciliare, si può prevedere che il docente di sostegno e/o l'assistente specialistico all'autonomia e alla comunicazione svolgano a casa le ore già assegnate per l'alunno a scuola".

L'appello al governo 
In conclusione, AIPD chiede che "il governo, adottando tali repentine sospensioni dell'attività didattica in presenza, preveda contemporaneamente anche le misure adeguate per permettere ai nostri studenti la frequenza scolastica in presenza o, qualora lo studente con disabilità sia anche 'fragile', si attivino immediatamente i progetti di istruzione domiciliare da realizzarsi tramite gli insegnati di sostegno e gli assistenti per l'autonomia e la comunicazione degli enti locali, anche garantendo la connessione a distanza con i propri docenti e compagni di classe. Non è più tollerabile da parte delle istituzioni l'abbandono, che in troppi casi vi è già stato nei confronti degli alunni con disabilità, sia durante il lockdown dello scorso anno scolastico che nella ripresa di quello attuale".

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