Coinquiline per scelta

SuperAbile INAIL del 20/10/2020

Le parole-chiave del progetto, vita indipendente, libertà di scelta e inclusione sociale, coincidono con quegli stessi diritti che l’articolo 19 della Convenzione ONU

BOLOGNA. Qualche giorno fa, ha attirato la mia attenzione un post su facebook dal titolo “Coinquilini per scelta”. Incuriosito, ho proseguito la lettura: “Cercare la casa giusta è sempre impegnativo. Trovare coinquilini affini lo è forse di più. Ma essere indipendenti vuol dire anche questo: il poter scegliere”. Se pensate sia l’annuncio di un’agenzia immobiliare, non è così! Si tratta di Indi Mates, un’esperienza di vita indipendente realizzata a Bologna da due giovani ragazze, Elena Rasia e Margherita Pisani. Elena ha ventotto anni e “dall’alto delle sue quattro ruote” ha sempre sognato di trasferirsi in città, lasciando la casa dei suoi genitori, residenti in una piccola frazione di Marzabotto, per vivere dentro le mura bolognesi: “Tutta la mia giornata era organizzata ma come potevo costruire la mia vita in città, se la notte e la mattina, prima di andare a lavoro, non sapevo chi mi potesse aiutare?”; Margherita, invece, ha ventisei anni e, come molti ragazzi delle sua età, si è scontrata più volte con la dura realtà degli affitti dai costi esorbitanti, potendo contare solo su un piccolo lavoro part-time per la ricerca di una casa, senza esiti positivi.

La scommessa di Elena è questa: offrire un posto letto in cambio di assistenza. Direi, proprio un bel compromesso! “Nessun oss od infermiera ma una ragazza delle mia età in cerca di una sistemazione che mi desse una mano ad andare a letto la sera ed a prepararmi al mattino”. La richiesta di Rasia mi ha subito riportato alla mente un collegamento con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Le parole-chiave del progetto – vita indipendente, libertà di scelta e inclusione sociale – coincidono con quegli stessi diritti che l’articolo 19 della Convenzione si impegna a riconoscere e tutelare, con l’obiettivo di combattere ostacoli, barriere e pregiudizi: le persone con disabilità hanno diritto a una piena integrazione e partecipazione nella società, a una vita indipendente e autonoma e alla possibilità di scegliere dove abitare e con chi vivere.

Tra l'altro, se ci pensate bene, Margherita, senza volerlo e senza saperlo, calza a pennello le vesti di quella figura che amo definire inconsapevole promotrice d'inclusività, proprio perché, pur non avendo particolari competenze in ambito educativo, ma semplicemente ponendosi da perfetta mediatrice tra i suoi bisogni e quelli di Elena, va oltre la sua disabilità, vedendo in lei una potenziale compagna con cui dividere un tetto sulla testa e fare nuove esperienze di vita!

Essere indipendenti dunque può voler dire molte cose: vivere da soli, andare al bar a prendere un caffè o fare una passeggiata in centro… Ops! Ma come ci si arriva in Via dell'Indipendenza se non si ha una vita indipendente? In fondo, ognuno si costruisce la propria strada, nella direzione e nella forma che preferisce, come hanno fatto Elena e Margherita. Grazie a loro per aver raccolto la sfida…

Che dire, e voi, andate in Via dell’Indipendenza a guardare le vetrine o siete indipendenti?

Scrivete a claudio@accaparlante.it oppure sulla mia pagina Facebook e Instagram.

di Claudio Imprudente

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