Anno scolastico 2013-2014 - mese di ottobre
Francesco di Lorenzo - 26-10-2013
La scuola perde la centralità che le spetta nel dibattito politico e sociale, ritorna ai margini e continua a vivacchiare con piccoli aggiustamenti che non portano a nulla. Oppure, ancora peggio, passano una serie di miniriforme decise nel chiuso di una stanza, proposte da un gruppo ristretto di esperti senza sentire il bisogno di presentarle e farle discuterle prima. È quanto rilevano alcuni sindacati sulla sperimentazione del liceo quadriennale avviata dal ministro Carrozza, accusata di voler innescare un meccanismo utile ad evitare la discussione e far trovare tutti davanti al fatto compiuto. A Torino si svolgono intanto un convegno e una mostra incentrati sulla figura di Francesco De Sanctis, primo ministro della Pubblica Istruzione dell'Italia unita. La sua volontà, le sue idee ben precise, l'entusiasmo che trasmetteva con parole ed azioni, poche altre volte hanno caratterizzato uomini che si sono interessati di scuola.
Francesco di Lorenzo - 19-10-2013
I numeri non si possono nascondere. Se l'organico degli insegnanti è bloccato nonostante ci siano 21mila alunni in più, l'affollamento delle aule, cioè il numero alto di alunni per classe, resta identico. In sintesi, ci sono ancora le classi-pollaio. Speriamo che a qualcuno non venga in mente di proporre un 'indulto scolastico' e di chiudere per tre anni, mettiamo, una parte delle scuole italiane, magari le meno pregiate...Tra i tagli alla spesa pubblica per reperire le risorse e le coperture finanziarie che servono per mandare avanti il sistema, è una guerra combattuta a suon di intrecci e relazioni pericolose e a farne le spese sono sempre i soliti. Prendiamo i birrai: aumentare l'accisa su un prodotto di consumo come la birra sarebbe servito a finanziare gli investimenti nel settore scolastico, ma la commissione finanza, che doveva esprimere un suo parere sull'argomento proposto dal governo, ha detto di no.
Francesco di Lorenzo - 12-10-2013
Ormai è un'abitudine. Ciclicamente ritornano i dati Ocse che ci ricordano i nostri endemici ritardi nell'istruzione e nella formazione, e tutti - telegiornali, giornali e pubblicazioni specializzate - danno la notizia come se fosse una novità. Ci sarebbe bisogno di un'indagine per scoprire da quanto tempo arriviamo ultimi (o non ci classifichiamo bene) nelle ricerche su competenze, conoscenze e abilità che la nostra scuola dovrebbe fornirci. E, ancora, servirebbe un supplemento di indagine per scoprire da quanti anni in Italia tutti si mostrino scandalizzati dei dati che ci danno perdenti e poi, dal giorno seguente, continuino a non far niente per cercare di mutarli in meglio. Intanto qualcuno ha lanciato la proposta di far eleggere i dirigenti scolastici dalle stesse scuole, cioè dai docenti all'interno dei collegi, invece che sceglierli, come succede attualmente, con un concorso. Tutte la maggiori associazioni di presidi sono in disaccordo. Invece, al sottosegretario all'istruzione Toccafondi la proposta piace ...
Francesco di Lorenzo - 05-10-2013
Tra una decadenza finalmente arrivata e un governo che continuerà con tutta probabilità a vivacchiare, si inserisce con prepotenza la notizia della morte di decine di persone innocenti. L'ennesima e ultima strage di Lampedusa dovrebbe far riflettere (ma lo farà) tutto il mondo della scuola che dovrà assumersi il compito di informare sul perché esiste ancora in Italia una legge (Bossi-Fini e successive modifiche) che produce solo morti. Fa rabbia il sorriso stupido di coloro che hanno pensato tali norme. Persone chiuse nel recinto del proprio benessere e del piccolo potere a fatica raggiunto, che continuano a pontificare. Assolutamente inascoltabili le loro ragioni: la percentuale altissima di ragazzi (in un'età in cui avrebbero dovuto frequentare una scuola) tra quei morti, dovrebbe indurre a rivedere o almeno a dubitare dei presupposti che sono alla base dei loro ragionamenti: ma forse è chiedere troppo sperare che questi signori cambino idea.
voci dal fronte
Il notiziario settimanale che esplora il mondo della scuola per aiutarci a disegnare un quadro il più possibile chiaro degli eventi e dei processi che lo attraversano.
Informazioni ad ampio raggio, corredate da commenti puntuali sui quali sviluppare riflessioni e immaginare azioni di cambiamento contro un degrado che appare sempre più difficile arginare. E però non impossibile, ne siamo convinti.
La redazione
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