Tag: lingua - ultimi interventi
Il Ministro Tullio De Mauro (1932-2017)
Francesco Di Lorenzo - 09-01-2017
Tullio De Mauro diventa ministro il 25 aprile del 2000. Durerà in carica fino all'11 giugno del 2001. Massimo D'Alema si è appena dimesso da capo del governo, Luigi Berlinguer si è giocato tutta la sua popolarità con il concorsone. Il suo partito non l'ha riconfermato. De Mauro è professore universitario. È un insigne linguista. In campo accademico detiene un grande potere, che gli deriva da uno sterminato curriculum e da un'estrema serietà professionale. Le sue idee sulla scuola sono molto ben definite. Sembra naturale che possa dare un contributo importante alla scuola italiana. Il suo è un traguardo ampiamente meritato. Nella sua carriera si è sempre interessato della scuola viva, quella di tutti i giorni. Insomma, le persone che si intendono di scuola lo conoscono bene e hanno fiducia in lui. Una parte, però, non tutti.
Pansa, la Resistenza e la controstoria
Giuseppe Aragno - 26-03-2014
E' il denominatore comune, la «cifra» del presente e si chiama purtroppo malafede.
Sulla dismissione dei corsi di lingua e cultura italiana all'estero
Marco Palone - 24-09-2012
Segue il testo di una lettera a Napolitano, redatto da un gruppo di insegnanti che espongono non tanto il loro problema, ma quello più generale dello smantellamento delle istituzione italiane all'estero, sotto i colpi di una politica di rispamio miope, che taglia anche le possibilità di sviluppo e crescita.
Indicazioni ministeriali e nuovo mondo
Gennaro Tedesco - 23-09-2009
Allo scrivente sembra che la competizione globale mondiale ormai emersa e dilagante sia tale per cui proprio essa, malgrado spinte contrapposte di corto respiro, stia incidendo soprattutto sulla nascente e ormai inderogabile Unione politica europea. Se però l'Unione Europea e quindi l'Italia non recepiscono nei curricoli tale contesa mondiale, limitandosi a un confronto interculturale solo dichiarato e non praticato attraverso la curricolarizzazione operativa nelle Scuole delle diverse civiltà ormai anche maggioritarie dal punto di vista demografico, si tenderà inevitabilmente alla costituzione di una "Cittadella assediata" dai Nuovi Barbari.
Linguaggi
Gennaro Tedesco - 08-07-2009
Se solo si potesse far capire alla gente che la lingua è come le formule matematiche: queste costituiscono un mondo per se stesse, giocano soltanto con se stesse, non esprimono null'altro che la loro meravigliosa natura e proprio per questo sono così espressive, appunto per questo si rispecchia in loro lo strano gioco di relazioni delle cose. Solo per la loro libertà esse sono membra della natura e solo nei loro liberi movimenti si esterna l'anima del mondo rendendole un tenero metro e tracciato delle cose. Così è anche per la lingua: chi ha un senso fine della sua diteggiatura, della sua cadenza, del suo spirito musicale, chi percepisce in sè il tenero agire della sua intima natura, e muove in armonia la propria lingua o mano, questi sarà burlato dalla lingua stessa e deriso dagli uomini come Cassandra dai Troiani.
Pari dignità alle lingue straniere
Insegnanti seconda lingua comunitaria - 25-11-2008
Non intendiamo accettare uno scenario che dà come pressoché certo e ineluttabile l'asservimento delle diverse lingue e culture (comprese quelle nazionali) al monopolio esclusivo di una lingua - l'inglese - la quale, per questo stesso processo, risulterebbe, da una parte, la lingua dominante e dall'altra, l'espressione di una cultura necessariamente impoverita e semplificata: al contrario, riteniamo indispensabile educare i giovani alla pluralità linguistica e culturale, in un'ottica di apertura, in grado, contemporaneamente, di valorizzare l'insieme del patrimonio storico, culturale e linguistico del nostro continente e di accogliere la ricchezza che viene dai grandi spostamenti di popolazioni che interessano la realtà contemporanea.
E' solo dal confronto tra e con modelli culturali diversi, e non dalla loro omologazione, che la scuola può concorrere a formare persone che, consapevoli della propria identità e appartenenza, sappiano riconoscere e apprezzare il dialogo con "l'altro da sé", diventando con ciò cittadini in una società sempre più vasta e multietnica, dove fondamentali devono essere i valori del rispetto e della tolleranza reciproca.
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