Tag: Aprea - ultimi interventi
A scuola tra Invalsi e Expo
Francesco Di Lorenzo - 17-05-2014
Sulle prove Invalsi anche la Cgil-scuola ha preso posizione contro questo tipo di valutazione. Non lo aveva mai fatto apertamente, finora si era limitata a non essere esplicitamente favorevole. Intanto Aprea ritiene "che anche quei limitati casi di ammutinamento organizzato, per boicottare la somministrazione dei test, evidenziati dalla stampa siano inopportuni e censurabili". Sulla 'legalità le scuole riescono con dedizione e impegno a portare avanti il discorso coniugandolo in vario modo. Intanto la nuova tangentopoli milanese stride con tutto quello che si cerca di insegnare. Manca l'esempio che rafforza le conoscenze, anzi, la realtà le contraddice e le vanifica.
La riscoperta della persona
Francesco Di Lorenzo - 10-07-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



A parole si proclamano diversi ma in concreto, grattata via la patina, ti accorgi che sono miseramente uguali. È inutile sbandierare, come pure questo governo ha fatto, una discontinuità con il precedente sui tagli e sui finanziamenti alla scuola (sia pubblica che privata). In effetti, c'è una continuità evidente e lampante. Per la scuola, il piano del governo attuale prevede un altro taglio di 200milioni alle istituzioni pubbliche a favore di quelle private. Una 'novità' che negli ultimi dodici anni, dall'entrata in vigore della legge sulla parità (62/2000), continua a riproporsi senza soste. In effetti, non si capisce perché tutti noi dovremmo contribuire, con i fondi dello Stato, a diminuire la qualità della scuola pubblica a favore di quella privata. Tenendo presente il paradosso che la maggioranza della popolazione non usufruisce della scuola privata e non vorrebbe farlo, o non vorrebbe essere costretta a sceglierla. Ma si fa finta di niente, e così il paradosso diventa un macigno: un grande ostacolo che si evita volentieri. Basta far finta che non ci sia, o di passarci accanto con geniale noncuranza e il gioco è fatto. Ma fatto per chi?
Lettera aperta a Valentina Aprea
Forum Precariscuola - 19-05-2009
Proveniamo tutti da complessi e lunghi percorsi abilitanti che nessuno di noi ha scelto volontariamente di fare, ma che costituivano l'unica possibilità per realizzare il nostro desiderio d'insegnare.
Riteniamo, dopo anni di formazione, investimenti di tempo, denaro, studi, passione, sacrifici, per noi e spesso anche per le nostre famiglie, che sia un nostro diritto essere assunti prima di dar corso al nuovo canale, che potrebbe partire solo per le graduatorie esaurite.
Sarebbe assurdo e illogico infatti ricercare nuove vie di reclutamento prescindendo e mettendo da parte centinaia di migliaia di abilitati che, ad oggi, vivono di questo reddito.
Firma l'Appello contro la Proposta di Legge Aprea
Forum Insegnanti - 16-02-2009
Ma che razza di scuola è?

- Una scuola che si "governa" tramite un consiglio di amministrazione, diretto e gestito con poteri assolutistici dal dirigente scolastico e formato da 11 persone tra rappresentanti di docenti, genitori, studenti (nelle superiori con voto consultivo), degli enti locali, delle realtà culturali, produttive (che condizionerebbero la vita della scuola secondo i propri interessi, soprattutto se sono tra i finanziatori) e nessuna rappresentanza del personale ATA.
- Una scuola che può essere trasformata in fondazione e soggetta al condizionamento di chi la finanzia e la gestisce con la presenza nel consiglio di amministrazione, come se si trattasse di una SpA.
- Una scuola regionalizzata con il trasferimento a tali enti delle risorse umane (docenti e ATA) e dei beni e delle risorse finanziarie.
- Dove si lavorerà per chiamata diretta come in una ditta privata, senza la garanzia di un pubblico concorso nazionale, ma con un concorso di istituto.
- In cui i docenti non decidono neanche dell'offerta formativa, perché il piano elaborato dal collegio dovrà subire l'approvazione dell'onnipotente consiglio e dovrà soddisfare la richiesta prevalente delle famiglie.
- Con i docenti inquadrati per gradi come in un corpo militare e promossi al grado superiore, se lo vorrà il dirigente e il ministro delle finanze, che concederà i soldi.
- Con capi sottocapi e caporali.
- Sottoposti a periodica valutazione sull'attività svolta, documentata nel loro portfolio.
- Dove tra due insegnanti, a parità di ore lavorate ed anzianità di servizio, potranno esserci consistenti differenze di retribuzione, sulla base di un presunto merito attribuito da una commissione interna presieduta dal dirigente, con tutti i probabilissimi risvolti clientelari del caso.
- Dove il precariato sarà una condizione lavorativa permanente di tutti.
- Senza rappresentanza sindacale di istituto, le cui mansioni sarebbero svolte da più compiacenti associazioni professionali.
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