Tag: Gelmini - anno scolastico 2011-2012
I 276 Militi Ignoti
Vincenzo Pascuzzi - 25-01-2012
Alcune schiarite. Forse per la scuola è davvero "fernuta 'a nuttata" gelminiana, si intravedono schiarite. La prima è che il ministro Profumo, dopo una settimana di surplace, ha fermato il "progetto" della riduzione di un anno del percorso di studi, la c.d. maturità a 17 anni. E non era un'indiscrezione dubbia ma un progetto con tanto di d.d.l. già pronto! Ma lo stop vale "per il momento", perciò non c'è da stare tranquilli e bisogna vigilare almeno per due motivi: primo, l'esistenza - non smentita - del d.d.l. e, secondo, le modalità poco chiare con cui se ne è venuti a conoscenza. Su questo stop ministeriale hanno avuto importanza le posizioni contrarie esternate soprattutto tramite internet. Se è così, è un fatto nuovo e positivo: il ministro ascolta.
Cecità, direbbe Saramago
Giuseppe Aragno - 21-10-2011
Avrebbero avuto ben altro senso, la condanna della violenza e l'improvvisa passione legalitaria, se ci si fosse sdegnati con pari veemenza per i patti con Gheddafi, gli omicidi libici e le leggi razziste di questi anni. Non è stato così e i nuovi "nonviolenti" hanno votato indifferenti due destre responsabili di violenze ben più gravi di quella che li indigna. Sarebbe stato credibile il palpito di "nonviolenza", se dei presidi messi in piedi dai nostri figli contro i campi di concentramento per stranieri, avessimo fatto bandiera di legalità violata da una inaudita violenza di Stato. Se, dico per dire, quando i giovani, violentemente privati del futuro, lottavano per la scuola della Costituzione, tra cariche e lacrimogeni, i "neononviolenti", nati evidentemente a Roma il 15 ottobre del 2011, fossero stati con loro per protestare sull'invalicabile linea rossa che il 14 dicembre scorso protesse i violentissimi tagli della Gelmini e la compravendita parlamentare.
I promossi e i bocciati di Gelmini: e il Merito non conosce il merito
Severo Laleo - 13-10-2011
Strano Paese l'Italia, quando si parla di Merito!
Tutti invocano il Merito, ma pochi sanno proporre riforme perché il merito sia visibile e valutabile, e produca risultati e utilità per il singolo e per il paese tutto. Anzi, spesso, a esaltare il Merito sono proprio i tanti miracolati sulla strada del successo senza merito. E, a sentire i detrattori dell'ideologia, il Merito sarebbe di destra insieme alla severità, e il disinteresse per il Merito, l'egalitarismo, sarebbe di sinistra, insieme al lassismo. Ideologia, appunto. Eppure, tra tanti e così illustri nomi esemplari per Merito, nella destra c'è sconforto, perché la "severità" e il Merito, fondamenti del programma liberale del Popolo della Libertà e della Lega, non hanno sfondato a scuola, nei confronti dei minorenni in crescita e in formazione. Così, dopo i vani tentativi di nascondere i dati, l'esemplare Gelmini, intristita, è costretta a comunicare, pare ancora non completi, i dati...
Giochi al ribasso
Francesco Di Lorenzo - 16-09-2011
A Roma, ma anche in altre parti d'Italia, i genitori denunciano la mancanza di insegnanti di sostegno e la sparizione di intere classi a tempo pieno, perché gli organici assegnati sono insufficienti. Cosa è successo? Perché succede? Semplice.
"Il livello di spesa attribuito al ministero non è sufficiente a garantire il numero di docenti a cui studenti e famiglie avrebbero diritto secondo gli stessi criteri fissati da viale Trastevere e il ministro invece di impugnare le cifre del bilancio in consiglio dei ministri sta costringendo di fatto gli uffici scolastici regionali ad assegnare degli organici illegittimi".

Intanto, in commissione affari istituzionali del consiglio regionale del Veneto, sono stati approvati tre disegni di legge abbastanza interessanti. Per la scuola prima di tutto, ma anche per capire lo spirito di collaborazione e di apertura che aleggia nella Lega Nord . I provvedimenti, per chiarezza, sono passati con il voto anche del PDL.
I disegni di legge parlano di dare "precedenza assoluta nelle graduatorie di accesso ad asili e servizi per la prima infanzia, buoni scuola e case popolari, a chi risiede in Veneto da almeno 15 anni".
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