Tag: - anno scolastico 2011-2012
La solitudine della scuola
GIuseppe Aragno - 29-08-2012
L'esaltazione dei "giovani docenti" da assumere come rimedio all'inefficienza biologica dei vecchi ha le tinte fosche di un occulto razzismo. Forse per questo ho ascoltato con rabbia impotente le parole che desidero condividere con chi avrà voglia di leggere e ascoltare. E' un messaggio che non giungerà certo ai "tecnici scienziati politici" cui sono rivolte, ma questo è il male minore. Monti e compagni sono figli di una sorta di impalpabile sospensione della democrazia, realizzata grazie a un ex comunista, ormai sacerdote del neoliberismo, e da un patto scellerato tra maggioranza e opposizione, apertamente fuse in maggiominoranza nel tradimento del mandato elettorale. Condividendole, dirò fino in fondo ciò che penso: credo che un paese - e scrivo apposta con la minuscola - un paese che non sente la gravità dei colpi inferti alla scuola, estremo baluardo di civiltà contro la barbarie che incombe, meriti il peggio.
Verso una scuola dai calzoncini corti
Enrico Maranzana - 28-08-2012
Il superamento del centralismo e la valorizzazione dell'autonomia delle scuole sono tesi ricorrenti, condivise ma .. solo nominalmente. Situazione resa evidente dalla sovrapposizione dei postulati di molti politici, sindacalisti e commentatori alle loro dichiarazioni ufficiali. Un eloquente esempio è fornito dal regolamento di valutazione del sistema scolastico, benevolmente accolto e senza contestazioni, nonostante prefiguri una scuola eterodiretta.
La dimostrazione dell'assunto avverrà attraverso l'immersione del decreto ministeriale nel sistema di regole in cui vivono le scuole, attribuendo alle parole il significato loro assegnato dalle norme vigenti. L'argomentazione prende avvio dall'incipit del regolamento che, "in particolare", richiama l'art. 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296 che, al comma 610, dichiara di operare "Allo scopo di sostenere AUTONOMIA SCOLASTICA".
Il merito sotto i piedi
Fuoriregistro - 27-08-2012
A dar retta agli organi ufficiali e ufficiosi del Minculpop, il mondo della scuola registra assunzioni, innovazioni e un'attiva modernizzazione. Nessuno, per ministeriale che sia, parla di investimenti. L'economia prima dell'uomo, come vuole la filosofia della storia che guida l'azione politica dei tecnocrati. La parola d'ordine è una, categorica e imperativa: riforme a costo zero. Una formula ambigua che celebra il trionfo d'un delirio e mette un'enorme foglia di fico sui costi umani di una equazione impossibile e non verificata per cui uomo equivale a zero.
Noi, che siamo "fuoriregistro" per definizione e fuori del coro per vocazione, lasciamo volentieri ad altri il ruolo di grancassa del Ministero e registriamo le rare, ma significative voci del dissenso.
Sapere o reality-show? Come cambia la scuola italiana
Stefania Buosi - 26-08-2012
Perchè molti ragazzi hanno sempre meno interesse per lo studio e soprattutto molta arroganza, anche verso professori, disponibili e aperti a nuove idee e proposte?
Scrivo per raccontare la mia esperienza di insegnante di liceo, che si è trovata e si trova talvolta a dover gestire aule piene di "bambini" con un'età media di...3/4 anni.
Tempo fa le decisioni disciplinari dell'insegnante (note, richiami, ecc.)erano appoggiate dai genitori senza possibilità di replica alcuna. Sono a favore della parità dei diritti e dei doveri, per cui non ritengo tale situazione autoritaria ottimale per un corretto sviluppo della capacità critica nei giovani.
Mi trovo però a dover testimoniare che siamo arrivati alla situazione opposta...
Enigma San Pietroburgo
Giuseppe Aragno - 23-08-2012
Dallo Speciale Racconti


In testa il vuoto, quasi nulla in tasca - pochi rubli, consigliavano tutti - e gli appunti sul foglio ormai confusi, Carlo strinse indice e pollice della sinistra attorno alla radice del naso, sull'angolo interno degli occhi serrati con forza e sospirò. Un rifiuto del mondo, una sorta di repulsione che si faceva malessere. Aveva imparato a conoscere così bene la strana sensazione, che non si agitava più, pensando a chissà quale pericoloso malessere.
Nelle prime ombre che si allungavano sulla riva del Canale Gribaedova, il via via di turisti e i lampi di cellulari e macchine fotografiche gli parevano insopportabili e facevano il paio coi nugoli di ragazzi, l'incredibile folla di giovani che non lo convincevano da quando aveva messo piede in città. Non avrebbe saputo dire il perché, ma gli riusciva incomprensibile e un po' lo irritava quel loro veloce andirivieni tra il Museo Russo, il parco Michailovksij e la grande Prospettiva Nevskyi, che in fondo alla via incrociava il canale a perpendicolo e mandava fin lì il rombo di auto potenti lanciate a tutta velocità tra un semaforo e l'altro.
Misurare bene
Francesco Di Lorenzo - 21-08-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



C'è una vecchia canzone della tradizione popolare campana che afferma esplicitamente questo: la scuola è fatta per chi sta già bene. Se hai dei problemi, siano essi economici, sociali o psicologici, allora la scuola ti respinge, ti abbandona. Esagerato? Beh, mica tanto!
Non per ritornare sempre allo stesso punto, ma come si fa a non pensare che una quarantina d'anni fa, un certo don Lorenzo Milani, aveva messo bene in guardia su un sistema di meritocrazia malato all'interno, che respingeva - allontanava - sempre e solo gli stessi: guarda un po', gli studenti con qualche problema economico, sociale o psicologico.
Gli auguri di Profumo
La Redazione - 20-08-2012
E' cominciata così, con gli auguri di buone vacanze indirizzati dal Prof. Profumo al personale docente, a studenti, genitori, ricercatori, impiegati del personale amministrativo, tecnico e ausiliario e infine ai dirigenti. Al prof. Profumo è sfuggita evidentemente in questi mesi la portata, la qualità e lo spessore del dissenso che l'ha accompagnato passo dopo passo, errore dopo errore, imposizione dopo imposizione, in un'esperienza che si è segnalata soprattutto per i limiti culturali e l'autoritarismo.
Profumo stranamente non ha sentito il disagio insopportabile e l'inimicizia profonda di buona parte del mondo a cui ha rivolto gli auguri. Non così avventata è stata, andando in vacanza, la sua collega Fornero, che non si è azzardata a inviare i suoi auguri a pensionati e lavoratori massacrati.
Clini: educazione alla legalità
Giuseppe Aragno - 16-08-2012
Non c'è dubbio. Tra i riferimenti della nostra scuola, l'educazione alla legalità ha una sua chiara e forte collocazione. Sappiamo tutti di che si tratta ma ricordarlo non farà male a nessuno: si occupa delle norme che disciplinano i rapporti sociali e della loro funzione nella vita democratica del Paese. Una sorta di scienza della democrazia tesa a formare una cultura dei valori civili basata su principi di libertà, solidarietà, corretta pratica dei diritti di cittadinanza, e riconoscimento della reciproca pari dignità degli individui e dei gruppi sociali, che nessuno, per nessun motivo, può subordinare a interessi di parte. Visto dal punto di vista della scuola, quindi, il dilemma salute-lavoro non può avere cittadinanza nella vita del Paese: viola ad un tempo il diritto al lavoro e quello alla salute, garantito dalla Costituzione, e si pone fuori dai confini di quella legalità cui essa educa i giovani ogni giorno e che così faticosamente si difende in tante aree del nostro Paese.
Ispezioni ministeriali e Invalsi nelle scuole
Forum Insegnanti - 13-08-2012
Il ministro Profumo ed i partiti che l'appoggiano, dopo aver vilmente approvato il testo base de lla controriforma Aprea nonostante l'opposizione incontrata, subito dopo nei giorni di Ferragosto hanno tirato fuori dal cilindro un decreto volto a sconquassare la didattica e a gerarchizzare tutta la scuola in buoni e cattivi, in comandanti e soldati, in padroni e servi. La misura è davvero colma, dal momento che è già diventato insostenibile per il personale della scuola che si insista a non mettere in ruolo i colleghi precari, creando ingiuste sperequazioni.
Il DDL 953: una composizione fuori traccia
Enrico Maranzana - 13-08-2012
Le norme del disegno di legge sull'autogoverno delle istituzioni scolastiche statali - versione 6 agosto 2012 - non contengono elementi atti a ammodernare il servizio .. anzi!
La sterilità del provvedimento deriva dal fatto che il termine "GOVERNARE", finalità del dispositivo, è travisato: l'univoco significato, elaborato nei secoli, è stato raggirato.
L'art. 1 del DDL circoscrive il campo, oggetto dell'intervento e precisa che "Gli statuti delle istituzioni scolastiche regolano l'istituzione, la composizione e il funzionamento degli organi" da concepire "sulla base del principio della distinzione tra funzioni di indirizzo, funzioni di gestione e funzioni tecniche" [art. 2]. Una riformulazione che intorpidisce IL PRINCIPIO DI DISTINZIONE: la netta linea che separa i poteri politici dai poteri dirigenziali è molto, molto meno visibile rispetto alle formulazioni canoniche, quasi nascosta. Occultamento che appare in tutta evidenza confrontandola, ad esempio, con l'art. 37 del decreto legislativo 150/2009: "Le funzioni di indirizzo e CONTROLLO spettano agli organi di governo, le funzioni di gestione amministrative spettano alla dirigenza".
Incendi
Roberto Cammarata - 09-08-2012
Sono passati esattamente nove anni, e la notizia potrebbe essere la stessa.
Anche oggi, dopo gli incendi dello scorso week-end,
la Riserva dello Zingaro non esiste di più.
La storia non ci insegna nulla...
Monti, il pedagogista
Giuseppe Aragno - 07-08-2012
L'immagine dell'Italia giunta dalla Germania è un film-denuncia che dalle nostre parti non ha superato la censura. Da noi l'informazione, serva o prezzolata, tratta i tedeschi come se avesse a che fare coi nazisti della «società del crollo» nell'«ora zero», sguazza nella polemica, evoca lo spettro della "Grande Germania" e in casa nostra non guarda. Ci voleva perciò un Parlamento straniero per ricordare a un popolo di senzastoria che il 25 aprile seguì la Resistenza e si concluse a Piazzale Loreto. Se Berlusconi fu un Mussolini, anche un cieco lo vede: è lì dov'era e tiene in piedi questo governo di pedagogisti che nessuno ha eletto, ma apertamente dichiarano di voler educare il Parlamento, in nome di un decisionismo tecnocratico che fa carta straccia della Costituzione.
APREA = IKEA ... uno slogan senza costrutto?
Enrico Maranzana - 07-08-2012
La convocazione per il 6 agosto della commissione cultura della Camera per discutere il DDL sull'autogoverno delle istituzioni scolastiche ha sollevato critiche e proteste. Se la problematica fosse stata collocata nel suo ambito naturale ogni resistenza sarebbe evaporata.

LA SCUOLA È UN'"AZIENDA" in quanto "SISTEMA" orientato alla promozione delle capacità e delle competenze dei giovani.

L'efficacia della sua azione dipende dalla struttura organizzativa in cui fluiscono i suoi progetti che, in conformità ai dettami della scienza dell'amministrazione che la legge ha fatto propri, incrocia le responsabilità amministrative della dirigenza con quelle di indirizzo e controllo spettanti agli organismi collegiali.
Non dormiamoci su
Francesco Di Lorenzo - 06-08-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Il sospetto è diventato realtà. Ormai si sono convinti tutti: un'estate della scuola così catastrofica, operatori e fruitori scolastici, non la vivevano da qualche anno. Resta confermato che, come diceva un vecchio funzionario ministeriale, in estate generalmente passano leggi e leggine che nel corso dei mesi rivelano di possedere, al loro interno, le maggiori nefandezze. E che quindi bisogna stare attenti, non bisogna mai, in estate più che in altre stagioni, allentare la tensione. La quale tensione, però, viene messa a dura prova (tanto da potersi facilmente tramutare, si spera, in rabbia) quando si leggono sempre e soltanto notizie di questo tenore: tagli alla ricerca, tagli della presidenze, tagli alle ferie dei supplenti, aumento delle tasse universitarie. E sono solo 'chicche' a titolo esemplificativo, poiché in effetti si tratta di un 'continuum', inesorabile e senza fine.
Legge Aprea: colpo di mano nella VIII Commissione Cultura
Giuseppe Vollono - 02-08-2012
ATTENZIONE!

Colpo di mano: nella VIII Commissione Cultura tentano di calendarizzare la legge Aprea, che determinerebbe l'aziendalizzazione della scuola, per lunedì prossimo 6 agosto 2012
Scriviamo tutti ai componenti della VII Commissione.
Basta collegarsi col sito Camera.it andare poi su VII Commissione e scrivere all'onorevole. É facile! BOMBARDIAMOLI DI E-MAIL! FACCIAMOGLI CAPIRE CHE LI TENIAMO SOTT'OCCHIO!

Scuola: ogni regime ha il suo Matteotti
Giuseppe Aragno - 31-07-2012
Conosco i rischi delle generalizzazioni e non ce l'avrò, quindi, con chi - saggio e prudente - eviterà di pubblicarmi e nel migliore dei casi, per non dare l'impressione di un'aperta censura, mi spiegherà - quante volte l'ho già sentito! - che le posizioni estreme non giovano a nessuno. D'altra parte, che fare? Dire e non dire, annacquare, giungere a tacere per conservare quel tanto di spazio che a volte ti si dà? E dove andrebbe a finire il rispetto che devi a te stesso, che ne faresti d'una vita vissuta sbandierando l'autonomia critica e l'onestà intellettuale? Non è forse così che in fondo si difendono la metaforica poltrona e quel potere sempre disprezzato? Devo dirlo: non ho una in grande stima la cosiddetta "società civile" e - peggio ancora - non amo i suoi frequenti abbagli e i conseguenti e tardivi ripensamenti.
Audizione... inaudita
Marcella Raiola - 30-07-2012
Ore 2,40 del 26 luglio: Poche ore e sarò seduta davanti ad una quarantina di deputati ai quali dovrò illustrare quell'idea di scuola un po' giubilata, della cui funzionalità alla democrazia compiuta e reale, tra tante magagne e tanto scoramento (alunni svogliati e insolenti, presidi ignoranti o furboni, colleghi maligni e scansafatiche) c'eravamo quasi scordati, rischiando di gettarci nelle braccia di chi, col pretesto di "implementare" i nostri risultati, vorrebbe scaricare economicamente l'onere dell'istruzione su chi lo troverà un buon affare.

Ho pensato a tutt'altro, finora: alla redazione e revisione del documento programmatico; alla difesa del testo dai tentativi di uso improprio; alla dolorosa esclusione di chi avrebbe voluto essere parte di quelle rivendicazioni, che però dovevano essere ridotte all'essenziale e presentate al netto di ogni dettaglio tecnico che potesse compromettere l'eventuale esito, visto che da anni siamo in trincea e non riusciamo a uscirne; al perché ci abbiano spostato l'audizione alla mattina, proditoriamente e inopinatamente; ad avvisare tutti quelli che s'erano impegnati a venire al presidio; a rispondere alle telefonate di altri membri della delegazione ("Che dici, lo diciamo? Che dici? Lo trascuriamo? Che dici? La menzioniamo, la 449/97? Che dici? Ci sarà Profumo?"); a rispondere alle telefonate di chi, convinto che l'ingresso nel Palazzo del potere costituisse di per sé la garanzia di una vittoria, ha chiesto di menzionare questo o quel problema, convinto che fosse, che sia il problema-chiave, quello che, una volta risolto, porta alla panacea di tutti i mali, come in una "cascata" di armonie compresse...
L'Invalsi e le scuse non richieste
Vincenzo Pascuzzi - 29-07-2012
Infelicissimo il titolo "Le due Italie? Una studia, l'altra copia". Stride, irride, affatto di buon gusto, è ai limiti della provocazione e dell'insulto, sembra quasi uno slogan leghista-padano!

Poi, subito all'esordio, la frase: ".... sparuti ma rumorosi gruppi di oppositori contrari alla valutazione, e impegnati, in modo più sereno e assai meno ideologico, gli studenti italiani ...." mette le mani avanti, suona quasi come una richiesta di "scuse non richieste, ecc." ("excusatio non petita, accusatio manifesta"), tradisce e manifesta il disagio e la preoccupazione dell'intervistato (o dell'intervistatore, o del gestore del sito) in relazione alle numerose critiche anche recenti rivolte all'Invalsi.
Scuola: autobiografia d'un no
Giuseppe Aragno - 28-07-2012
Il peggio lo temo da tempo ma, quando mi sono capitati tra le mani i celebrati quiz dell'Invalsi, mi sono limitato a un sorriso amaro: "Fu sconfitto nella battaglia della foresta di Teutoburgo (9 d.c)..."
Nel quadro delle guerre napoleoniche la battaglia di Ulm fu combattuta nel... In che anno ci fu il Trattato di Octroyeés...
. Discutiamo di valutazione, mi sono detto, e abbiamo un ministro incompetente, un tecnico di "scienze esatte" per il quale la storia è ancora quella dei positivisti, preoccupati, per dirla con Vilar, "di fare un resoconto esatto degli avvenimenti essenzialmente politici, diplomatici, militari"; lo "storico esperto di fatti", insomma, "non un fisico", non uno studioso che "non cerca la causa dell'esplosione nella forza espansiva dei gas ma nel fiammifero del fumatore". Un ministro al quale sfugge che l'indagine dello storico e, di conseguenza, l'insegnamento della storia, mirano soprattutto a delineare i tratti di un grande disegno che restituisce al passato il ventaglio delle possibilità e l'incertezza dell'avvenire.
L'incongruenza e l'indeterminatezza del DDL 953
Enrico Maranzana - 26-07-2012
L'autonomia e la partecipazione sono le finalità dichiarate dall'art 1 del DDL sull'autogoverno delle istituzioni scolastiche.

Questo scritto analizza il provvedimento per valutarne la funzionalità e la coerenza:
• l'autonomia è sollecitata e sostenuta?
• la partecipazione è stimolata e rinforzata da organismi in grado di incidere?
Speriamo che non sia tardi
Francesco Di Lorenzo - 25-07-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



L'estate della nostra scuola si consuma tra un concorso per dirigenti annullato dal Tar in Lombardia e l'ennesima sortita dell'INVALSI che certifica il divario esistente tra nord e sud. Notate: quando l'INVALSI non esisteva, il divario era già certificato. Ed è assolutamente surreale sentire in TV qualcuno che con zelo ce lo spiega, questo 'gap' (così chiamato), presentando la notizia come una scoperta, dopo aver, udite udite, monitorato 141mila classi. Ora, continuare a prendere per i fondelli, ma anche semplicemente per scemi, gli italiani (quelli che decidono poco o niente), è segno di cattiva coscienza e soprattutto di maleducazione. Non si può sprecare tempo e denaro per certificare cose che chiunque già sa. E che comunque non cambiano solo per il fatto di essere ribadite con una certa insistenza ed una periodicità preoccupante. Anche perché tutto questo nasconde il dato conclusivo che è un altro: la mancanza assoluta di idee sulla scuola e per la scuola. Si sperava che con la fine dei governi berlusconiani, notoriamente fieri oppositori dell'idea di scuola pubblica, ci fosse un sussulto, una deviazione, un'indicazione, una nuova strada. All'inizio sembrava di sì, ma è stata più una speranza che altro. Poi, niente da fare, si è ritornati all'antico. Si vede e si percepisce un'amministrazione stanca e monotona dell'esistente, a volte neanche di quella.
Antichi grilli per la testa
Gigi Monello - 24-07-2012
Il nuovo avanza ad un ritmo travolgente. Solerti sondaggi degli umori nazional-popolari dicono 15%. Le vecchie mummie della politica sono avvisate: il popolo è stanco, l'onda cresce. Credere in qualcosa di nuovo è come amare, sviluppa dopamina, produce euforia: Grillo è simpatico, schietto, diretto; sentirlo dà un senso di liberazione, parla chiaro, è scomodo. Loro, invece, le vecchie mummie, sono ripugnanti, caricaturali, ladre, brutte a vedersi, incomprensibili. Tutte uguali. Il messaggio è fluido, spiritoso, seducente. Ma non è vero. Se in Italia la scuola avesse funzionato in modo anche solo decente, conservando il ruolo di costruttrice di senso logico e mediatrice dell'esperienza del passato, forse discorsi "di pancia" come questi avrebbero meno presa.
La trattativa
Giuseppe Aragno - 19-07-2012
Parliamo di fatti. C'è un testimone reticente su un tema che scotta: una trattativa tra Stato e cupola mafiosa. Detto in parole povere, c'è un ex ministro sospettato di coprire un reato abietto come il tradimento. Saremo tutti garantisti, l'indagato sarà certo innocente e prosciolto in istruttoria, ma il fatto per ora esiste e non si può cancellarlo. Non bastasse, c'è un Presidente della Repubblica che col testimone reticente interloquisce e, da lui, sollecitato, interviene, benché si tratti di una faccenda estremamente grave. Vera o presunta, si vedrà, ma per ora si indaga. E' un fatto anche questo.
Tutti uniti nel ripetere
Francesco Di Lorenzo - 16-07-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



La ripetitività degli eventi (e degli avvenimenti) legati alla nostra scuola è davvero sconcertante. Puntualmente arrivano, annunciate come assolute novità, idee riciclate se non già presenti da anni tra di noi ma che vengono imbellettate, truccate, profumate e spinte sul palco per una nuova esibizione. Di casi clamorosi ce ne sono a iosa. Tra quelli più esilaranti, si possono ricordare le inutilissime disquisizioni, di appena qualche anno fa, sulle differenze semantiche e sostanziali tra individualizzazione e personalizzazione dell'insegnamento. La cui sola conclusione era la mancanza di rispetto verso chi doveva ascoltarle, le spiegazioni. Molto più grave era la perdita di tempo e denaro da parte di funzionari e addetti ai lavori, i quali avrebbero fatto meglio ad escogitare qualcosa di più utile per gli studenti. Invece, no. Noi, sulla perdita di tempo ed affini, siamo al top e siamo bravissimi: non ci limitiamo a trovare una soluzione ad un problema, noi proponiamo possibili soluzioni a molti problemi, procrastinando il tempo di fermarci ad una sola di esse. Che poi, ne basterebbe una a sollevarci almeno il morale.
Innovare il servizio scolastico .. in cinque mosse
Enrico Maranzana - 15-07-2012
Gli studenti quando affrontano un compito in classe esibiscono comportamenti tipici e ricorrenti: la prima fattispecie è costituita da quanti leggono il testo del compito, ne individuano le richieste, specificano il risultato atteso, reperiscono i dati necessari, formulano ipotesi, le concretizzano in strategie, elaborano le risposte. Una seconda squadra è formata da quanti piegano il testo alle conoscenze e alle regolo conosciute e ne riformulano la richiesta. Ci sono infine quelli che fanno affidamento sui suggerimenti dei compagni.
Si tratta di una chiave di lettura di quanto oggi serpeggia nel mondo della scuola e che si è reso manifesto per "La Finlandia che sull'onda dei successi di PISA, ha imparato a "vendere" all'estero la propria immagine di Paese leader nell'istruzione. Il nuovo prodotto di esportazione è l'architettura scolastica".
La questione che qui si pone è: quali sono i nodi da sciogliere per adeguare l'istituzione scuola al mondo contemporaneo?
Siamo ormai come indigeni in una colonia
Giuseppe Aragno - 15-07-2012
Se ancora qualcuno non l'avesse capito, questo governo è deciso a imporre con censura e violenza la sua ricetta velenosa. Da Genova a Basiano corre un filo rosso e insanguinato ed è ormai chiaro: siamo indigeni in un Paese coloniale. Ha ragione Angelo D'Orsi quando scrive che «le lacrime e il sangue non sono più metafora», ma il discorso a questo punto non può fermarsi qui. La borghesia si muove con violenza perché segue un progetto preciso e conosce Marx meglio di noi. Sa bene che «una nuova rivoluzione non è possibile, se non in seguito a una nuova crisi. L'una però è altrettanto sicura quanto l'altra».
La farina del diavolo
Nicolò Belloli - 13-07-2012
Dallo Speciale Il tempo e la storia



Sono trascorsi quasi cento anni da quando la mattina del 13 Luglio 1914 Simone Pianetti assassinò 7 persone che vedeva come la causa dei propri fallimenti. Uno dei fatti di cronaca nera più efferati mai accaduti nella tranquilla Val Brembana e che molti non conoscono. Simone Pianetti all'epoca dei fatti era un uomo di 56 anni alto, biondo e con un carattere sanguineo, era sposato con una brava donna Carlotta Marini dalla quale avrà sette figli, con cui aprì una taverna appena fuori dal centro abitato di Camerata Cornello, in cui si poteva anche ballare. Dopo i primi tempi il Pianetti venne messo al centro di maldicenze in cui veniva bollato come libertino, anarchico e anticlericale.
Tagli con lode
Saverio Luzzi, Pietro Greco - 13-07-2012
L'Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (ICBSA), già storica Discoteca di Stato- Museo dell'Audiovisivo, non c'è più. E' stato soppresso con il decreto legge 95 del 6 luglio 2012. Ci chiediamo perché nel testo di un dispositivo legislativo finalizzato a reali risparmi a livello nazionale viene espressamente nominato un Istituto storico, unico nel nostro paese, che non ha auto blu, non effettua alcuno spreco di denaro pubblico, con un budget ridotto a livelli di sussistenza.

Del resto «Fujtevenne!», sembra dire Fernando Ferroni, coraggioso presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ai giovani ricercatori che hanno appena contribuito a intercettare il «bosone di Higgs» - una delle scoperte più importanti degli ultimi decenni in fisica - e che, quasi in premio, hanno subito un drastico taglio al bilancio del loro Ente e, di conseguenza, alle loro ricerche. L'Italia sta rinunciando al suo futuro. E l'unica prospettiva per voi giovani italiani è andare via.
Giuda allo specchio
Giuseppe Aragno - 11-07-2012
Dallo Speciale Racconti



La stampa, irresoluta, aveva esitato e s'era messa in attesa, nel governo c'era stata maretta e il premier era immediatamente salito al Colle. Una visita fuori protocollo, un conciliabolo segreto, poi rapida e risolutiva, una stringata velina aveva dato il lasciapassare: "Si pubblichi, sembrerà più umana".
Titoli di prima pagina naturalmente, foto di repertorio, ma nessun ritocco: vecchia, stanca e con le rughe. Va bene così, avevano deciso i curatori d'immagine, e si voleva un testo tagliato su misura per il tolk show della rete ammiraglia in prima serata, col solito servo sciocco, quello più servo, più sciocco e più maligno di tutti:
"E' molto difficile fare il ministro. L'inattesa dichiarazione d'un membro del governo apre una seria riflessione: a chi pensa che guardi al potere, il ministro mostra la via di un affaticato spirito di servizio.
Un dialogo impossibile
Marcella Raiola - 11-07-2012
La scuola statale si è accorta di essere completamente e disperatamente sola quando ha visto il Pd difendere la legge sull'autonomia, primo passo verso l'aziendalizzazione della scuola, refrattaria, per la sua specificità, all'accoglienza di modelli di gestione mutuati dalla fabbrica o dall'impresa (come comprende facilmente chi ha un minimo di intelligenza e di sensibilità culturale), quando si è accorta che nessuno fermava gli interessati e vigliacchi attacchi diffamatori contro i docenti precari in lotta, quando ha visto cadere a pioggia, sulle scuole private e confessionali e su volgari diplomifici, milioni di euro sottratti alla scuola pubblica e statale, garante di quella mobilità sociale ridotta oggi al minimo dal concomitante blocco delle borse e degli incentivi che consentivano ai giovani meno abbienti di proseguire gli studi...

Non c'è stato ministro della P.I. che non abbia avuto la personale ambizione di "rivoluzionare" la Scuola solo per passare alla storia come il ministro capace di sostituire l'assetto gentiliano con un nuovo modello. Il problema è che, nel fare ciò, non si è tenuto affatto conto delle istanze di perequazione sociale, di istruzione e di educazione "olistica" cui la Scuola dovrebbe rispondere. Luciano Canfora, nel suo contributo intitolato: "Le ingannevoli riforme", scrive, molto opportunamente, a tal proposito: «Non si può purtroppo riformare davvero in senso egualitario la scuola senza rinnovare alla radice i rapporti tra le classi. Né controbattere che si tratterebbe di impresa smisurata basta a ridurre il contenuto di verità di questo elementare assunto».
Autonomia, progettazione ... parole leggere
Enrico Maranzana - 11-07-2012
"L'Europa non ha niente da suggerirci in materia?" è la domanda conclusiva di uno scritto apparso in questi giorni sull'esame di Stato che, traslata, produce l'equivalente: "Mamma: dammi la mano, non so dove devo andare!".
La noncuranza per il sistema delle norme che regola la vita delle scuole, la mancanza di una terminologia condivisa, l'assunzione di un punto di vista inadeguato, l'assenza della cultura dell'organizzazione sono all'origine del diffuso disorientamento..
La riscoperta della persona
Francesco Di Lorenzo - 10-07-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



A parole si proclamano diversi ma in concreto, grattata via la patina, ti accorgi che sono miseramente uguali. È inutile sbandierare, come pure questo governo ha fatto, una discontinuità con il precedente sui tagli e sui finanziamenti alla scuola (sia pubblica che privata). In effetti, c'è una continuità evidente e lampante. Per la scuola, il piano del governo attuale prevede un altro taglio di 200milioni alle istituzioni pubbliche a favore di quelle private. Una 'novità' che negli ultimi dodici anni, dall'entrata in vigore della legge sulla parità (62/2000), continua a riproporsi senza soste. In effetti, non si capisce perché tutti noi dovremmo contribuire, con i fondi dello Stato, a diminuire la qualità della scuola pubblica a favore di quella privata. Tenendo presente il paradosso che la maggioranza della popolazione non usufruisce della scuola privata e non vorrebbe farlo, o non vorrebbe essere costretta a sceglierla. Ma si fa finta di niente, e così il paradosso diventa un macigno: un grande ostacolo che si evita volentieri. Basta far finta che non ci sia, o di passarci accanto con geniale noncuranza e il gioco è fatto. Ma fatto per chi?
DDL Aprea: una scelta irrazionale
Enrico Maranzana - 07-07-2012
Nel corso del convegno nazionale Riordino e Nuove Tecnologie: verso Europa 2020 - Lecce maggio 2012, Maurizio Tiriticco ha aperto il suo intervento dicendo: "Non bisogna mai perdere l'insieme" .. "Non parliamo più di scuola, è scorretto parlare di scuola" e ha rinforzato gli enunciati affermando che "Oggi viviamo in una società così complessa in cui la scuola e l'istruzione costituiscono un sistema, un sottosistema del sistema paese".

"SCORRETTO" e "NON BISOGNA" sono espressioni che pongono a fondamento della vita delle scuole la visione sistemica e le condizioni prospettiche dell'equilibrio gestionale. Si tratta di una questione trascurata, in dispregio della volontà del legislatore: tematiche micro-organizzative offuscano il campo del problema e ne allontanano la razionale soluzione. E' quanto sta avvenendo per le norme sull'autogoverno delle istituzioni scolastiche, ormai in dirittura d'arrivo.
Le disposizioni su "L'autogoverno delle istituzioni scolastiche" che la commissione cultura della Camera sta definendo in sede legislativa prevedono l'abrogazione delle norme che modellano la struttura decisionale delle scuole.
Pavlov o del borseggiatore
Francesco Masala - 07-07-2012
Sul sito del MIUR è apparso il 5 luglio un comunicato/articolo intitolato Il cane di Pavlov, nel quale il ministro Profumo, o chi per lui, con ironia e severità, se la prende con chi pensa che tra il fatto di togliere 200 milioni all'istruzione pubblica e il fatto di dare 200 milioni alle scuole paritarie ci sia un qualche legame.
A me ricorda la storia di un borseggiatore, smemorato, ma gentiluomo...
Siamo in mano a De Gennaro
Giuseppe Aragno - 06-07-2012
Adesso lo sappiamo, ce l'ha spiegato la Cassazione con una chiarezza che sfiora l'arroganza: se uno qualunque tra noi mente ai giudici in Tribunale, falsifica prove per incastrare un poliziotto, colpisce anche solo per sbaglio un agente, racconta frottole a ruota libera per salvare i suoi complici, beh, non ci sono dubbi: se è scoperto, finisce in galera per direttissima e ci resta un bel po' di tempo. Per tutti è un delinquente e paga ciò che ha da pagare.
Bello, brutto, non sto qui a cavillare, però lo dico chiaro: non sono un forciaiolo, non invoco il carcere a la barbarie della pena afflittiva e la galera come vendetta non mi sta bene né per me, né per altri. Sta di fatto, però, che da noi la famosa giustizia che è uguale per tutti ha la bilancia coi pesi truccati.
Due ipotesi di soluzione per i DOP
Francesco Masala - 06-07-2012
Nella "Bozza spending review", uscita sui giornali oggi, si legge, per i DOP, "Al personale dipendente docente a tempo indeterminato che, terminate le operazioni di mobilità e di assegnazione dei posti, risulti in esubero nella propria classe di concorso nella provincia in cui
presta servizio, ecc. ecc.
"; leggendo tutto si capisce che è un meccanismo complicato, con probabile aumento dei ricorsi, e con un lavoro smisurato per segreterie delle scuole e degli USP, per "disperdere" i DOP all'interno della regione di appartenenza.
Poteva, e può, esserci un'altra ipotesi, che però ha il vizio della semplicità, della chiarezza, poco tecnica e burocratica...
Tra esami e sprechi
Francesco Di Lorenzo - 05-07-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



L'ex ministro dell'istruzione Luigi Berlinguer si è pronunciato sugli esami di Stato. Ha detto che il nostro esame finale ha bisogno di una manutenzione, di un aggiornamento.
Quando, sotto la sua direzione ministeriale, si mise mano alla vecchia maturità eravamo nel 1997, ed erano trascorsi 28 anni dall'entrata in vigore dell'esame sperimentale diventato ormai una specie di barzelletta. Infatti, si portavano all'esame orale solo due materie, una scelta dallo studente e una dalla commissione. Insomma, allora riformare fu un atto dovuto e necessario, ma Berlinguer ha detto che è il tempo di fare un altro passo avanti. Ad esempio, smetterla con il rito della composizione e dell'interrogazione...

Marta: trent'anni di lavoro e una dichiarazione
Claudia Fanti - 02-07-2012
Con il permesso dell'autrice della dichiarazione di voto che incollo qui, sono fiera di poter rendere onore alla sua voce coraggiosa, sapiente e onesta. Molti oggi cercano di mascherare la situazione reale di tante scuole, le quali hanno tentato di difendere negli anni tempo scuola e scuola a misura di bambini e bambine, però essi non possono nascondere la verità a chi ha esperienza e vero merito.
L'università che vogliamo: sulla valutazione
L'università che vogliamo - 01-07-2012
A un anno e mezzo dalla nomina del suo Consiglio direttivo da parte della ministra Gelmini, mentre ancora sono accesissime le polemiche intorno all'impostazione del più grande esercizio di Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) in Italia, la nuova Agenzia Nazionale per la Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) propone per le prossime abilitazioni criteri di selezione per commissari e candidati che vorrebbero innovare in senso maggiormente meritocratico lo svolgimento di concorsi già lungamente rimandati, ma che si limitano in effetti a indicare parametri puramente quantitativi, dai quali è impossibile desumere la dignità di studioso (il merito!) di chi si sottopone al giudizio e di chi giudica.
La scuola pubblica è stata messa a morte
Cristina Braila - 29-06-2012
Dopo una prima "ipotesi di lavoro" di Fioroni, dopo i proclami della Gelmini, in perfetta continuità, stando ai principali giornali nazionali, ora ci prova Profumo: la terza prova all'Esame di Stato, quella interdisciplinare, sarà sostituita dai test standard preparati dall'Invalsi. A nulla sono servite, quindi, polemiche e contestazioni inscenate a maggio dagli studenti. Non a caso i soliti "volontari" pronti a far da cavia già quest'anno sostengono i quiz sperimentali dell'Invalsi.
L'indecente Fornero
Giuseppe Aragno - 29-06-2012
Dopo le infelici "uscite " della Fornero, che sul lavoro si è espressa e si comporta in maniera a dir poco indecente, non mancano a sua difesa avvocati d'ufficio e azzeccagarbugli. Su Affari italiani brilla in questo senso un articolo di Gianni Pardo, il quale dovrebbe sapere - e probabilmente finge d'ignorare - che le parole "fondata sul lavoro" indicano soprattutto un connotato economico-sociale, politico e storico del tessuto costituzionale. In quanto al valore giuridico all'interno dell'articolo uno della Costituzione, che Pardo nega, esiste e non c'è nulla di demagogico. Giuridica, infatti, è anche una formula che, di fatto, vieta qualcosa. Che sia così, lo si vede chiaro leggendo ciò che affermò chi le propose, quando spiegò: "dicendo che la Repubblica è fondata sul lavoro, si esclude che essa possa fondarsi sul privilegio e sulla fatica altrui".
La Commissione Web conosce solo Microsoft
Gian Paolo Trevisani - 24-06-2012
Tralascio tutti i problemi causati dall'impossibilità di collegarsi a Commissione Web nei primi giorni per soffermarmi sul fatto assai curioso che tutti i verbali di Commissione Web sono in formato .docx. Tale formato è accessibile in maniera ...
Un libro da Feltrinelli
Giuseppe Aragno - 22-06-2012
Dallo Speciale Racconti


Quante volte Antonio, scettico e diffidente, li aveva sentiti così entusiasti i "nuovisti" convinti:

- Ah, guarda, voglio essere chiaro: l'acquisto online non è solo una comodità. E' uno dei caratteri nuovi della modernità!
E quante volte aveva chiesto dove diavolo fosse scritto che tutto ciò ch'è nuovo è sempre buono. Una risposta non l'aveva mai avuta e non bastasse gli era piovuto addosso il coro spezzante dei "giovanilisti" scatenato a sostegno di questa sorta di neofuturismo del consumismo:
- Non te la prendere, Antonio, ma la verità e che tu non sei invecchiato, no. Tu sei nato vecchio, che è tutt'altra cosa! E' una vita che fai il rivoluzionario, ma sei la prova provata che la tua sinistra è stata e sarà sempre la peggiore espressione della conservazione! Non sa guardare al futuro.
L'amministrazione centrale non ha superato l'esame di maturità
Enrico Maranzana - 20-06-2012
Il ministro Profumo ha parlato dell'esame di Stato e, dopo averne tratteggiato gli aspetti positivi, ha affermato che "il nostro paese deve avviare un percorso che dia maggior trasparenza ai processi, per dar una cultura in questa direzione ai suoi cittadini ". Se tale indirizzo fosse applicato alla legge sull'esame di maturità del 69 si vedrebbero le negligenze che hanno contrastato e che continuano ad avversare l'ammodernamento del servizio scolastico: il rifiuto della cultura sistemica; l'indisponibilità dei dirigenti a superare l'obsoleto modello organizzativo gerarchico che li pone al vertice dell'istituzione; la fissità dei docenti che non accettano le mete formative che la legge indica e restano abbarbicati ai libri di testo cui delegano le loro responsabilità professionali...
L'arroganza del potere e lavoratori impauriti
Caterina Giulia - 19-06-2012
Questo Governo con le sue scelte e con il modo con cui le impone ai cittadini, ha generato PAURA tra i lavoratori / persone !
Lo scrivo per esperienza diretta e per i racconti di persone che mi sono molto vicine.
Nella scuola, dove lavoro come insegnante, il collegio è muto, il dirigente anzichè esercitare la sua autorevolezza ricorre ad un brutto ed inutile autoritarismo.
Nessuno parla e chi lo fa è messo a tacere in malo modo, senza che nessuno si alzi in piedi, chiedendo di far terminare il proprio pensiero al collega.
La situazione è grave. CHE NE PENSATE?
Lo share è basso
Francesco Di Lorenzo - 16-06-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


È francamente scandaloso che in provincia di Novara, precisamente a Borgomanero, ci sia ancora chi pensa di poter decidere i diritti dei bambini partendo dalle proprie idee. E l'idea (geniale) di genitori e docenti di un consiglio di Circolo del centro piemontese, sarebbe che essere cittadini italiani dia più diritto (degli altri) di frequentare la scuola dell'infanzia. Con il risultato che, per mancanza di posti, 30 bambini stranieri sono stati esclusi dall'accesso alla scuola....
Continuando con le idee geniali...
Dagli Stati Uniti arriva la notizia che con l'aiuto di Bill Gates (starebbe finanziando la ricerca) tra un po' di tempo saremo tutti contenti perché non si potrà barare sull'attenzione. Infatti, si sta escogitando un braccialetto che segnala l'interesse e il grado di concentrazione degli studenti. Tramite impulsi nervosi, e chissà cos'altro, alla fine un grafico ci saprà dire molto più dei test e dei monitoraggi vari. Naturalmente il passaggio successivo (già evidenziato) è quello che così si misurerà la qualità del docente e quindi il merito. L'equazione proposta è: più lo studente è attento, più il docente è bravo...
Colpire chi non si può difendere
Lorenzo Picunio - 16-06-2012
Si diffonde in certi ambienti l'idea che ogni intervento sull'handicap è antieconomico, e che il cittadino disabile è un peso e non una risorsa per la società. Non a caso, quando si è aperta la discussione sull'art. 18 sono state poche le voci che hanno fatto presente come le prime vittime della libertà di licenziare sarebbero stati lavoratori disabili, donne incinte, lavoratori vicini alla pensione. Immancabilmente si sono visti arrivare gli effetti di questo "nuovo modo di pensare". Alla ricerca della "spending rewiew" la fantasia italica di molti Uffici Scolastici Regionali si è scatenata nel cercare di tagliare insegnanti di sostegno inventando nuovi limiti, variegati, per le certificazioni. Chi ha rispolverato l'idea di "disabilità uguale invalidità", chi si è lamentato di un'eccessiva disponibilità della Magistratura rispetto alle richieste dei genitori, e così via.
Basiano tra Giolitti e Monti
Giuseppe Aragno - 15-06-2012
Dopo il pestaggio di Basiano, i nostri ceti dirigenti sono tornati d'un colpo quelli che il 7 luglio 1880 persino conservatori come Sidney Sonnino misero sotto accusa: «Noi abbiamo (...) legalizzata con le nostre istituzioni e con le nostre teorie l'oppressione di una classe sopra un'altra, abbiamo coperto sotto il manto della legge un processo di sfruttamento dei nostri simili».
È di nuovo così. A Basiano s'è vista all'opera una milizia di parte che, gettata la maschera, ha mostrato la sua autentica funzione: garantire l'interesse dei padroni. Venti arresti, gambe spezzate, un lavoratore steso in una pozza del suo sangue e uno in coma per qualche ora; è vero, il morto non c'è stato, ma verrà.
Annotazioni sulla bozza delle Indicazioni Nazionali 2012
Claudia Fanti - 12-06-2012
Relativamente alla Bozza delle Nuove Indicazioni Nazionali ho inviato alla Commissione alcune annotazioni critiche di metodo e di merito.

1) Mi pare che la "consultazione" abbia tempi, forme, modalità di coinvolgimento e discussione inadeguati a tal punto da risultare poco credibile per poter suscitare un dibattito approfondito e sentito; in particolare il questionario (a tre risposte imposte) rivolto alle scuole viene percepito come un proforma...

Pacchetto merito: Profumo e Rossi-Doria, la strana coppia
Vincenzo Pascuzzi - 11-06-2012
Seconda puntata

Questa volta però Profumo e Rossi-Doria operano all'unisono, in sinergia. E' di domenica scorsa, 3 giugno, l'intervista con titolo in prima pagina (quindi non inaffidabili indiscrezioni giornalistiche) del ministro Profumo a Repubblica con l'annuncio della sua riforma e del "pacchetto merito", con premi ai migliori, ai meritevoli, alle eccellenze. Immediate, numerose, autorevoli le critiche, tanto che il ministro ha dovuto fare brusca e rapida retromarcia. E lo ha fatto con una lettera di chiarimenti, spiegazioni e scuse diretta ai sindacati. La lettera, di lunedì 4 giugno, presenta qualche anomalia: non indica le sigle dei destinatari, esordisce con un insolito e ambiguo "Care colleghe e cari colleghi", sembra pervasa da urgente necessità di rimediare. Poi per tutta la settimana si sono susseguiti articoli e prese di posizione, in prevalenza contrari e sui quali il Miur dovrebbe riflettere e meditare.
Invece no, il Miur finge di non aver capito e insiste. Venerdì 8 giugno, sul suo blog, Marco Rossi-Doria interviene a supporto del suo ministro e dichiara: "Va dato atto al Ministro Profumo di aver aperto un dibattito importante: come valorizzare il merito- l'impegno e le capacità- degli studenti". Il dibattito è sì stato aperto ma chiaramente contro le aspettative del Ministro, il quale oggi - intervistato in video da Maria Latella - conferma che, secondo lui, "Sul progetto per il merito c'è consenso".
Un grazie agli studenti
Francesco Di Lorenzo - 09-06-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Finisce un altro anno scolastico, difficile come gli altri precedenti, specie gli ultimi. Un pensiero a tutti gli alunni che nonostante gli ostacoli distribuiti ad arte sul loro percorso, hanno 'sopportato' con grande spirito di sacrificio, evitando le difficoltà più eclatanti e portando a casa risultati onorevoli e in alcuni casi ottimi. E non era prevista nessuna premiazione.
Premiare il merito: atmosfera di un sentire antico
Enrico Maranzana - 08-06-2012
Premiare lo studente dell'anno, gratificare chi si è distinto per il livello dei risultati ottenuti: una questione mutevole, che varia in funzione dell'ambiente di riferimento.
Il ministro Profumo ha rilasciato un'intervista in cui afferma di essere "profondamente rispettoso degli organismi collegiali" e di avere "una lunga esperienza di scuola". Per quanto riguarda il suo vissuto l'università è il riferimento primario le cui problematiche hanno natura e struttura diversa da quelle della scuola. Sul versante degli organi di governo delle istituzioni scolastiche le anticipazioni sulle linee portanti la sua "riforma" contraddicono la prima affermazione.
Questo scritto esplora la premialità quale agente di miglioramento del servizio scolastico.
Dio e il male: riflessioni per una classe di filosofia
Paolo Citran - 08-06-2012
Scrive Eco: Il problema della Stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del Male, anzi di più: perché si può persino pensare (gnosticamente) che il male si annidi come possibilità rimossa nel seno stesso della Divinità; ma la Divinità non può ospitare e concepire la Stupidità, e pertanto la sola presenza degli stupidi nel Cosmo potrebbe testimoniare della Morte di Dio.
La posizione di Eco viene così riassunta da Eugenio Scalfari: la Creazione può anche contenere il Male oltre che il Bene senza con ciò cessar d'essere opera di un disegno intelligente. Ma se uno dei suoi elementi costitutivi è la Stupidità, allora vuol dire veramente che Dio è morto e anzi che non è mai esistito.
La Rivoluzione francese: caratteri generali
Gennaro Tedesco - 07-06-2012
Dallo Speciale Il tempo e la storia


La fine del XVIII secolo è contrassegnata dalla massiccia e ingombrante presenza di un evento capitale per la storia contemporanea, la Rivoluzione francese che ancora oggi getta le sue terribili ombre e le sue abbacinanti luci sul corso degli avvenimenti umani.
La Francia della fine del XVIII secolo è una nazione schiacciata dal peso di una monarchia assoluta dedita agli sprechi finanziari, dall'apparato fastoso, sfarzoso e dispendioso di una corte improduttiva e parassitaria e da una aristocrazia laica ed ecclesiastica non meno vorace e dissipatrice dei re e della corte.
Come si fa?
Libero Tassella - 07-06-2012
Ma come si fa a pensare a un concorso per trecentomila neo insegnanti, come si fa a pensare a un mega concorso con le regole di venti anni fa, la legge Falcucci la 270/82, come si fa a pensare a creare nuove fabbriche dei sogni come i tirocini brevi o lunghi. Per fare questo, per dirlo, per volerlo, considerata la situazione disastrosa sotto gli occhi di tutti bisognerebbe pensare o che l'esperienza non abbia mai insegnato niente al legislatore di turno ovvero, come credo che sono prevalsi gli interessi politici, sindacali, delle università, delle case editrici a fronte degli interessi dei neo insegnanti, dei cittadini, del Paese.
Tra amenità politiche e sindacali sentite in questi giorni ( l'8 c'è un incontro sull'argomento), le stesse da anni, come si fa a non capire che il modello dell'82 è stato proprio quello che ha concorso a generare il precariato come struttura del reclutamento con il sistema del doppio canale,malgrado la Falcucci che ebbe il merito di ripristinare i concorsi dopo decenni.
Il disordine delle forze dell'ordine
Giuseppe Aragno - 05-06-2012
Non illudiamoci. Le ennesime manganellate, quelle assestate a Trento con cieca e impunita furia sui corpi di chi legittimamente intendeva contestare la Fornero, non vivono di vita propria rispetto al Governo e anzi, a ben vedere, sono uno dei rovesci della medaglia. Col cuore in gola, presi da incomprensibili affanni, i "tecnici" eletti da Napolitano e il Parlamento dei nominati che nessuno ha mai votato portano avanti precipitosamente una legge di riforma costituzionale che promette esiti devastanti: in discussione sono, infatti, non solo la marginalizzazione delle funzioni del Presidente della Repubblica, ma il ridimensionamento di un Parlamento mortificato dal ruolo assolutamente centrale di un Presidente del Consiglio che ha facoltà di sciogliere le Camere se votano contro una sua legge e gli negando la fiducia.
Che Profumo ha questa riforma eccellente?
Paolo Citran - 05-06-2012
La proposta del ministro è sbagliata, inopportuna e pericolosa perché .........

Perché coloro che dovrebbero valutare sarebbero caporali obbedienti in un sistema managerialburosaurico, a cui verrebbe vietato di esprimere un pensiero autonomo, diverso da quello "unico" che si richiede ad un funzionario obbediente: ovviamente non accetterebbero pensieri e comportamenti liberi e democratici da parte dei "valutandi".
Piccola proposta per governi (tecnici e non solo)
Francesco Masala - 04-06-2012
Ormai sembra normale che anche i dipendenti pubblici si possano (e debbano) licenziare, per un malinteso senso di uguaglianza, se si licenzia nel privato allora lo si faccia anche nel pubblico.
Magari bisognerebbe smettere di licenziare nel privato, ma se lo dici sembri di un altro pianeta.
Penso alla minaccia, non più velata, di licenziare gli insegnanti in esubero.
Ci sarebbe un sistema per ridurre gli esuberi e aumentare i posti di lavoro: costringere chi fa un secondo lavoro a prendere il part time.
E se il secondo lavoro fa percepire (nella media dell'ultimo triennio, ad esempio) più del reddito di insegnante, allora si scelga quale lavoro fare.
La penombra del prof
Gigi Monello - 04-06-2012
Grande fermento negli ambienti dei consumatori abituali di rivoluzioni copernicane nella didattica. È in arrivo una vagonata di LIM. Per chi non lo sapesse, LIM sta per "Lavagna Interattiva Multimediale": un grande schermo che, mediante videoproiettore, riceve da un PC tutto quanto desiderate; e diventa, all'occorrenza, pannello di navigazione in rete o lavagna tradizionale. Basta far scendere la penombra e il gioco è fatto: il nativo digitale è bello che catturato, preso, immobilizzato e inebetito con le sue stesse armi; l'elettronica multicolore che gli riempie le tasche. Fenomenale. In Sardegna, anni fa sentimmo a lungo parlare di "Marte". La sigla stava per "moduli di apprendimento su rete tecno-educativa"; confesso di avere sempre coltivato il sospetto che chi inventò l'acronimo, pensò prima ad un suono suggestivo e solo qualche ora dopo a cosa dovesse esattamente significare.
La circolare sugli esami di licenza media
Salvatore Nocera - 02-06-2012
Il MIUR ha emanato la circolare sugli esami di licenza media per il prossimo Giugno 2012.
E' interessante e fa discutere la norma che stabilisce nella pubblicazione dei quadri l'obbligo di scrivere, accanto al nome di alunni con disabilità che non conseguono il diploma ma il solo attestato, la dizione "esito positivo", come già avviene da anni per lo stesso caso relativo però agli esami di scuola superiore, in luogo della precedente dizione "non licenziato".
Alla luce delle critiche mosse alla c m n. 48/12, sugli esami di licenza media, circa l'espressione "esito positivo" da porre, nei quadri pubblicati all'albo della scuola, accanto ai nomi degli alunni con disabilità che conseguono il semplice attestato coi crediti formativi maturati, debbo ammettere quanto segue.
Aggiornare e sperare
Francesco Di Lorenzo - 02-06-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Il nostro patrimonio immobiliare scolastico, già negli anni scorsi al centro di numerose polemiche, si trova di nuovo sotto i riflettori. Il piano per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, coordinato dalla protezione civile dopo il terremoto in Molise del 2002 (nel quale crollò una scuola a S. Giuliano di Puglia in provincia di Campobasso e morirono 27 bambini più una maestra) non è mai stato finanziato. Esiste da allora una mappa dei rischi commissionata dal ministro Moratti, che la ordinò sull'onda dell'emozione e del dolore, ma che adesso, dopo il terremoto dell'Emilia Romagna, è sicuramente da rifare.

E a proposito di "rifare": pare che le LIM siano già superate da altre tecnologie. Mentre le LIM nelle classi sono una percentuale bassissima e ugualmente basso è il numero complessivo di chi le sa usare, ormai con il proiettore interattivo a ottica corta si fanno molte più cose, con meno spesa e anche meno difficoltà. Basta un pennino ottico e la superficie di una qualsiasi parete, il gioco è fatto. Di conseguenza, è perfettamente inutile aggiornare sulle LIM e tutto va spostato sull'ultimo ritrovato tecnologico. La domanda è: ma per aggiornarsi sul proiettore interattivo, bisogna prima essere stati aggiornati sulle lavagne interattive?
Adozioni dei libri di testo
Enrico Maranzana - 01-06-2012
Sono molti a pensare che il ritorno all'insegnamento tradizionale, alla buona vecchia scuola sia la via maestra, da percorrere per ridarle la dignità perduta: non è così. Un atteggiamento conservativo che è la conseguenza di riferimenti concettuali immutabili e intangibili e, in particolare, di un vocabolario rimasto vincolato ai tipici parametri dei primi anni del secolo scorso . Le conseguenze di tale fissità si possono accertare sfogliando i POF: la trasmissione della conoscenza ne costituisce l'asse portante .
La lettura della circolare sull'adozione dei libri di testo del 2012 offre l'occasione sia per mettere a fuoco le resistenze frapposte al cambiamento, sia per indicare la via all'ammodernamento del servizio scolastico.
Condurre in porto tutti quanti ...
Maria Pennetta - 31-05-2012
Chissà se coloro i quali ragionano di scuola sui media hanno mai riflettuto su quel provare a condurre in porto tutti quanti gli alunni, di cui parla Lodoli, cercando di non perderne nessuno (nemmeno il pirata con l' uncino), chissà se hanno qualche volta sospettato l'esistenza di quella cipolla fatta di paura, preoccupazione, insoddisfazioni varie, con cui i ragazzi entrano in classe e che, secondo la metafora di Pennac, deve essere pelata prima di iniziare la lezione.
Questo dubbio si alimenta leggendo certi articoli, pubblicati da quotidiani anche a larga diffusione, in cui capita di vedere sovrapposto alla scuola di oggi il ricordo della belle classi di un tempo: improbabile paragone con una realtà assai remota, che ben poco ha da spartire con quella attuale.
Anche prescindendo da essi, però, sui giornali si parla quasi sempre di scuola con superficialità : si pubblicano notizie orecchiate, si privilegia il folclore o la nota di colore, si riportano senza alcuna analisi critica, o tentativo di contestualizzazione, i dati di ricerche internazionali.
I media e la scuola
Cosimo De Nitto - 29-05-2012
Mentre leggevo l'articolo "Nessun abuso nell'asilo di Rignano. Gli imputati assolti con formula piena", la mente mi è tornata alla lapidazione mediatica cui maestre e bidella di quella scuola sono state sottoposte anni fa e per molto tempo. Cosa hanno provato a passare per mostri. Ricordo l'abominio e il disprezzo suscitato contro il più esecrando dei delitti, quello di chi viola dei bambini innocenti. Non c'era spazio per il dubbio. La giustizia sembrava troppo lenta e cauta con i mostri, occorreva un rogo purificatore di delitti, veri o presunti non importava, e soprattutto di coscienze. Si aveva terrore a sostenere che forse bisognava aspettare la giustizia, si rischiava di passare per simpatizzanti dei mostri, difensori di una categoria nella quale c'è tanto marcio, forse è tutta marcia. Un clima contro la scuola, contro gli insegnanti, a generalizzare si fa presto, a strumentalizzare ancora più presto, soprattutto da parte di coloro (Brunetta, Gelmini, Tremonti &C.) che si preparavano a sferrare un attacco alla scuola pubblica senza precedenti. Complici buona parte dei media, quasi silenzio da parte di chi avrebbe dovuto strillare, ribellarsi a tale abominio.
L'attentato
Giuseppe Aragno - 28-05-2012
Dallo Speciale Racconti



- Basta con le vostre maledette menzogne - gridò Ernesto, saltando su dal divano con impensabile agilità - BASTA!
L'urlo liberatorio sembrò calmarlo e tornò a sedersi, mormorando:
- Eccola la bomba più terribile di tutte, la televisione. Bell'idiota che sono a darti retta ...
A poco a poco, nella solitudine del vecchio salotto, il desolato soliloquio riusciva in qualche modo a diventare dialogo col mondo virtuale che aveva di fronte; come l'avesse davanti in carne ed ossa, l'uomo faceva il verso alla giovane cronista che, microfono in mano e tono di allarme commosso, ripeteva il suo mantra: "Mai accaduto! Una bomba davanti a una scuola... mai!"
Al servizio dello Stato
Lia - 28-05-2012
Ho girato un sacco di scuole, nella mia zingaresca carriera, e qualche volta mi è capitato di avere cattivi presidi, o presidi così così. Poche volte, ché la scuola continua ad essere un'istituzione fondamentalmente sana nonostante tutto, ma qualche volta è capitato. Mi è successo di vedere cose brutte, di sentirmi chiedere di dichiarare cose non vere, di ricevere pressioni fatte di quieto vivere e non solo. Non mi è successo solo nella scuola di Stato, bada bene: mi è successo lì come nella scuola privata come all'università. La differenza, quando mi è successo nella scuola statale, sta tutta in quello che ho pensato guardando il dirigente che avevo di fronte: "Tu non sei il mio datore di lavoro. Il mio datore di lavoro è lo Stato." Non si ha idea di quanta forza - e di quanto senso di responsabilità - ti dia un pensiero del genere, fino a quando non lo si prova.
Vuoi comprendere la riforma Gelmini?
Carla Giulia - 26-05-2012
Devi saper fare le sottrazioni: confronto tra lo scientifico tecnoilogico "Brocca" el il niuovo Liceo delle scienze applicate che lo sostituisce (Riforma "Gelmini"). Quanto tempo rimane per aiutare a crescere i "giovani italiani", dal punto di vista culturale, del cittadino e della persona?
La verità va difesa sempre
Francesco Di Lorenzo - 26-05-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Quella trascorsa è stata una settimana difficile sotto tutti i punti di vista. Per quanto riguarda la scuola, però, vanno dette alcune cose che se fatte passare sotto silenzio scivoleranno via senza lasciare traccia. E sarebbe un peccato. Nelle commemorazioni che si sono avute per i vent'anni trascorsi dalle stragi palermitane (e su queste la scuola ha dato il suo fondamentale contributo) c'è stato un giudice che ha messo in guardia dalla troppa retorica. Allo stesso modo, dopo l'attentato di Brindisi, la scuola come istituzione è stata al centro dell'interesse di tutti. Non si toccano i ragazzi e non si tocca la scuola, i due concetti sono stati ribaditi con forza e a ragione. Però qualcuno ha ricordato che pure sulla scuola c'è bisogno dire tutta la verità Non bisogna nascondere nulla, altrimenti si fa un'operazione di mistificazione che alla fine risulterà solo dannosa.
Invalsi, com'è difficile sapere se hai una buona scuola
Alessandro Montesi - 26-05-2012
Li ha citati anche Monti nel suo primo discorso al Senato: uno strumento per «identificare i fabbisogni» in relazione alla «valorizzazione del capitale umano». Ma cosa sono e come funzionano i test Invalsi? Sopratutto, perché i dati scuola per scuola non sono pubblici, ma solo le medie regionali? Riguardano quasi tre milioni di studenti e sono indispensabili per capire a che punto è la scuola italiana, ma le ombre non mancano. A cominciare dalla trasparenza, visto che solo poche scuole pubblicano i risultati ... Una seconda questione riguarda la presenza di un corpo ispettivo esterno alla scuola.
La chiusura lampo della paura
Monica Capezzuto - 24-05-2012
Sono passati 20 anni da Capaci. Che cosa è cambiato? Hanno incarcerato i boss-che continuano a dirigere dal carcere-, trovato i mandanti, ma i veri responsabili dove sono? Le facce ai funerali dell'epoca erano le stesse di oggi: meno rughe ma sempre gli stessi gessati. Gli stessi colletti bianchi. In realtà siamo solo più vecchi di vent'anni, noi che abbiamo avuto la possibilità di invecchiare . E guardiamo quei volti per sempre giovani. Sorridenti. Chiedendoci come sarebbe stato se ...
A misura di ogni bambino
Claudia Fanti - 24-05-2012
Le prove strutturate Invalsi nella scuola primaria come possono dar conto di alcunché quando proprio gli/le insegnanti di classe attenti alle sfumature e ai cambi repentini di atteggiamento dei loro studenti ogni giorno hanno più di una sorpresa sui cosiddetti livelli di apprendimento?
Molti di noi pensano che la scuola né formi né istruisca proprio quando è fatta della triade "programmi, programma, test"; tale triade ci sembra "utile" soltanto al fine di far rientrare risultati parziali ed estemporanei in schemi prestabiliti. Perché questa mania di etichettare, di mettere nero su bianco ogni respiro, puntando il dito sulle difficoltà, sulle mancanze, sulle lacune?Non ci sono forse i lavori quotidiani a rendere già conto dei risultati raggiunti da ognuno/a in base alle proprie risorse e ai percorsi intrapresi? Si è sicuri che prove strutturate in tempi e modalità decise da altri che non siano gli/le insegnanti possano portare alla conoscenza effettiva dei livelli delle scuole?
Contro i buoni scuola in Lazio
Tavolo regionale - 24-05-2012
La Regione Lazio propone di inserire un articolo finalizzato a stornare risorse (1 milione di euro per l'anno 2011 !!) per rimborsare le famiglie che pagano rette nelle scuole paritarie, fino al 25% delle spese sostenute, da 300 a 1.300 euro di contributo, raddoppiabili in caso di alunni disabili. La proposta, firmata della consigliera Tarzia, stava per passare attraverso l'assestamento di bilancio, senza alcun dibattito in Commissione o in Consiglio. Le forze politiche dell'opposizione, che si stanno battendo perché le modifiche non siano approvate, chiedono che i Consigli di Circolo e di Istituto e i genitori si mobilitino, insieme alle OOSS e alle Associazioni, in difesa dei diritti, già indeboliti, degli studenti che frequentano la scuola pubblica statale, scuola di tutti, sottoposta da anni a cattive riforme e a tagli mortificanti che ne stanno peggiorando la qualità.
I fantasmi di una guerra senza nome
Laura Alberico - 23-05-2012
L'attentato alla scuola di Brindisi e le sue conseguenze ci fanno pensare che l'ultimo baluardo delle istituzioni civili è stato violentato senza pietà. La cultura, la scuola, quel territorio ricco di ideali e progetti per un futuro migliore sono diventati un bersaglio fragile e indifeso in un clima politico confuso e privo di certezze. Non esiste una guerra e una bandiera, un nemico riconoscibile e identificabile per poterlo combattere. Esiste ed è quasi tangibile l'istinto reazionario che vuol far tacere la libera espressione, le parole con le quali e sulle quali si costruisce il domani, la trasmissione della cultura che aiuta a comprendere il passato e da esso gli insegnamenti per il futuro.
Il distretto planetario
Gennaro Tedesco - 23-05-2012
Il nostro territorio sia come docenti che come allievi non può che essere il distretto planetario. Anch'io in passato ho prodotto lavori che partivano dal livello locale. Ma adesso è nostro dovere fissare la nostra attenzione e quella dei giovani sulla dimensione planetaria e cosmopolitica.
Prima di ogni altra priorità, è necessario portare il mondo a scuola non solo tra gli allievi, ma anche e forse soprattutto tra i docenti e gli attori sociali che non sono solo i genitori.
Proprio e soltanto la cosmopolitizzazione delle conoscenze e delle competenze può creare la necessaria dialettica non solo epistemologica ed educativa, ma anche e soprattutto sociale.
Mercurio forse?
Enrico Maranzana - 23-05-2012
Le resistenze frapposte alla laboriosità dell'INVALSI derivano dal fatto che l'organo di valutazione è un corpo estraneo al mondo della scuola, concepito per rispondere a una sollecitazione europea che richiedeva di controllare dall'esterno i risultati conseguiti. La sua costituzione è viziata da una grave carenza: l'assenza di una visione sistemica. Ben diversa sarebbe stata la situazione se la legge costitutiva fosse stata elaborata come risposta alle esigenze delle scuole e, in particolare, alla valorizzazione e al sostegno dell'autonomia che "si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione".
Possiamo sempre fare qualcosa
Gianni Zappoli - 23-05-2012

Lettera aperta al ministro Profumo sulle prove Invalsi
C. De Nitto, V.Pascuzzi - 22-05-2012
Gentile Ministro,

le considerazioni che seguono si riferiscono alle prove Invalsi che si sono appena concluse.

Intervista puntuale. Il 15 maggio scorso - proprio il giorno prima delle prove Invalsi al superiore - il Corriere della Sera pubblicava una intervista a Roberto Ricci (Invalsi). Significativo il titolo tra virgolette «Misurare la scuola serve a migliorarla» e anche il sottotitolo con due frasi anch'esse virgolettate: «Gli insegnanti non abbiano paura dei test», «E' l'Europa che ci chiede di misurare la scuola».
Noi, la rabbia, le lacrime e gli Altri
I ragazz* di Villa Roth occupata - 21-05-2012
Abbiamo preferito tacere per qualche ora. Non volevamo scrivere un'ulteriore inutile lettera di sgomento, tristezza o vicinanza per la morte di una ragazza innocente. Né volevamo lanciare slogan o proclami più o meno ideologici sulla vicenda di Brindisi. Per noi Melissa rimarrà per sempre ragazza, e la rabbia per i suoi occhi strappati via alla vita non è esplosa in grida o giudizi dissennati. Non abbiamo voluto farlo per il rispetto del dolore, di quella soglia oltre la quale non vogliamo andare per "restare umani" (che è un imperativo difficilissimo da mantenere nell'Italia di oggi).
Nessuno tocchi i ragazzi!
Maurizio Tiriticco - 21-05-2012
Così si è espresso Piero Grasso! E nessuno tocchi la scuola! Il cordoglio del Ministro Profumo, indubbiamente sincero e sentito, non è sufficiente! E' necessario avviare una politica seria e costruttiva nei confronti del nostro Sistema Educativo nazionale di Istruzione e Formazione! Se si vuole veramente far bene alla scuola, si sospendano immediatamente tutte le scellerate iniziative che la stanno distruggendo ormai da anni, giorno dopo giorno! Alludo ai tagli indiscriminati, agli accorpamenti assurdi, alla moltiplicazione degli alunni per classe, alle condizioni di estrema precarietà in cui viene costretta a vivere oggi ogni nostra istituzione scolastica.
Il colore della legalità
Francesco Di Lorenzo - 19-05-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Due iniziative della scuola locale che hanno il colore della legalità E che assumono, alla notizia della bomba alla scuola di Brindisi, il rilievo del dolore.

A Palermo, il 25 maggio prossimo, ci sarà 'la notte bianca della scuola'. La manifestazione organizzata dal Comune vuole ricordare i vent'anni trascorsi dalle stragi di Capaci e di Via D'Amelio ed onorare la memoria dei giudici Falcone e Borsellino. Le scuole coinvolte nella manifestazione, dicono gli organizzatori, 'vogliono testimoniare il rinnovato impegno a costruire una Palermo migliore proprio grazie all'esempio degli studenti, che negli ultimi 18 anni hanno adottato monumenti dimenticati e degradati, restituendoli alla città'.
Attentato di Brindisi: iniziative spontanee
Redazione - 19-05-2012
Attentato: iniziative spontanee :

Dopo il vile attentato di Brindisi la popolazione reagisce e nascono spontanee le inziative. Qui un elenco provvisiorio.

Preghiamo di segnalare nei commenti altre iniziative.
Lutto
Fuoriregistro - 19-05-2012
Il dolore e l'indiginazione per quanto accaduto stamattina a Brindisi sono i nostri. Colpita una scuola, i suoi ragazzi, il loro presente e il loro diritto a un futuro percorribile. Non ci sono scuse, non ci sono giustificazioni di nessun tipo. ...
La scuola, di nuovo, bottega di civiltà
Severo Laleo - 19-05-2012
il tuo sacrificio, cara Melissa, con l'infinito dolore dei tuoi cari, la tua sofferenza, cara Veronica, le vostre ferite, care/i ragazze/i, siatene certi, costringeranno noi tutti, Resistenti del 2000, ad aprire gli occhi, definitivamente, perché anche al nostro Paese sia data la possibilità di costruire una via nuova, la vostra, verso la civilizzazione. E toccherà di nuovo alla scuola, con i suoi poveri mezzi e strutture, ma con la generosa e misconosciuta serietà larga dei suoi operatori, seguendo l'intuizione, pedagogica, di Dalla Chiesa, un generale, e di Caponnetto, un magistrato, difendere, contro la violenza mafiosa, la civiltà della mitezza.
Volevo fare l'insegnante
Carla Giulia - 18-05-2012
Volevo fare l'insegnante
Q1, A, Q2, 3, Q4, F, Q5, C, Q6 , D, Q7, A 1, B2, C3, D4, Q8, A1,B3,C4,Q9,A,A,A, Q10,A1,B6,C5
Dimmi se sono troppo veloce
Mi raccomando non uscire dalla casellina con la crocetta
Male alla testa, dolore ai muscoli della schiena, nausea, vomito
Oggi è il 16 maggio 2012
Sto "correggendo" le prove INVALSI
Volevo fare l'insegnante
Pensiero unico e tecnologia
Gennaro Tedesco - 16-05-2012
Oggi nella Scuola si tende a identificare le ideologie educative con l'Educazione. Ma è proprio l'Educazione che nelle Scuole non esiste e tanto meno viene praticata. Al suo posto, appunto, ci sono sostituti ambigui, demagogici e pericolosi che si travestono e si spacciano per Educazione. Uno per tutti, per la sua forza devastante e dirompente, è il costruttivismo. Anche quando non conosciuto e neanche praticato consapevolmente nelle aule, anzi, più precisamente, nei laboratori d'apprendimento delle nostre Scuole, esso si riconosce per il suo presenzialismo tecnologico e per la sua retorica tecnologistica. Tale presenzialismo e tale retorica sono innanzitutto rielaborate, trasmesse e imposte dalla nave ammiraglia ministeriale che cannoneggia tutti quei "residuali" docenti che non si vogliono riqualificare e riconvertire al Verbo trinitario e sacramentale della così detta Rivoluzione informatica e elettronica.
L'abito non fa il monaco
Emanuela Cerutti - 14-05-2012
Chi ritiene che i trascorsi di maestro di strada possano costituire elementi di credito e impegno per la funzione di Sottosegretario asll'Istruzione insegue, probabilmente, lo stesso romantico sogno di chi immagina che un ministro per l'integrazione cresciuto nell'ideale evangelico possa davvero cambiare le regole del gioco in cui è entrato.
Sogno lecito, ma ingenuo, probabilmente, e il risveglio qualche volta è brusco.
La maestra Luisa
Giuseppe Aragno - 14-05-2012
Le scrisse Pintor e sono parole che scuotono: «Non ci vuole una svolta, ma un rivolgimento. Molto profondo. Niente di manicheo, ma bisogna segnare un altro confine e stabilire una estraneità riguardo all'altra parte». Mi vengono in mente, mentre leggo sul Manifesto la lettera aperta a Rossi Doria, che quel confine lo ignora, e mi pare evidente: ci sono scelte che non puoi ignorare.
Voglio crederci: si può accettare di entrare in un governo come quello di Monti nella pia illusione di dare un qualche contributo positivo alla crisi che ci uccide. Non è giusto, ma è umano. Inaccettabile è, invece, conservare l'illusione dopo la riforma delle pensioni e del mercato del lavoro e la maniera scelta per affrontare la crisi e produrre così, tra l'altro, la catastrofe del nostro sistema formativo.
16 maggio: che fare?
Francesco Mele - 12-05-2012
Alcuni studenti della mia scuola mi hanno chiesto informazioni sulle possibili opzioni che hanno riguardo a tali test. Ho deciso allora di rendere palesi le mie considerazioni in modo che ognuno possa decidere e scegliere in modo libero e consapevole, sulla base di quello che pensa di questi test. Quest'ultimo è l'aspetto che più mi sta a cuore come educatore: ogni volta che si deve operare una scelta è bene farsi un'idea propria sulla questione in modo che la decisione possa essere il più possibile personale e frutto di un confronto di idee a favore e contro una certa tesi. Per questo motivo vi invito a documentarvi sulla bontà o meno del metodo INVALSI leggendo pareri favorevoli e contrari, in modo da potervi fare un'idea vostra e scegliere nel modo il più possibile libero.
Il tempo perduto
Francesco Di Lorenzo - 12-05-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Siamo talmente pieni di tagli che le ferite non sanguinano più. Nella scuola è finito il nutrimento - il sangue, ciò che mantiene in vita. Lo dice a chiare lettere il presidente dell'Anp, Giorgio Rembado. Eppure protestare è difficile, come dimostrano i recenti fatti di Torino, alla fine dei quali lo studente Nicola Maranga è rimasto ferito. Viene spontanea una domanda: com'è possibile che ogni protesta in questo paese venga sempre scambiata per altro? un cittadino che vuole manifestare il proprio dissenso, che cosa deve fare? Prepararsi al peggio? Vestirsi in modo adeguato? O scrivere ai giornali, come hanno fatto due donne di scuola nei giorni scorsi?
Professionalità docente: campo inesplorato
Enrico Maranzana - 10-05-2012
L'apprendimento, inteso come comportamento intriso di capacità e di competenze, è il fondamento del servizio scolastico: la conoscenza non è più il fine ma lo strumento, l'occasione per il potenziamento delle qualità degli studenti. Si tratta di un cambiamento epocale che ha condotto a un nuovo modello d'organizzazione scolastica. Profonde e significative sono le conseguenze del nuovo assetto sul versante della professionalità dei docenti.
Salvate il soldato Rigoni Stern
Girolamo di Michele - 10-05-2012
Lo scorso maggio gli studenti del secondo anno di istruzione superiore (licei e istituti tecnici e professionali) sono stati sottoposti alle prove dell'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI). Lo scopo di queste prove di "valutazione esterna" in italiano è di "accertare la capacità di comprensione del testo e le conoscenze di base della lingua italiana". Per verificare queste capacità e conoscenze è stato chiesto agli studenti di leggere dei testi e rispondere a un certo numero di "domande a risposta chiusa" . Uno dei testi era il racconto di Mario Rigoni Stern "Sulle nevi di gennaio". Rigoni Stern, forse per essere un salice nano nella foresta della letteratura, è un autore che non sempre si riesce ad affrontare a scuola: c'era quindi da rallegrarsi del fatto che, dovendo fare un test di misurazione, gli studenti avessero occasione di incontrarlo. Ma l'allegria ha ceduto il posto ad altri sentimenti, una volta esaminate le domande preparate dagli esaminatori, e le risposte indicate come "esatte".
La paralisi dell'intelligenza critica
Giuseppe Aragno - 07-05-2012
In inglese, che, com'è noto, da novembre è la lingua ufficiale del governo italiano, si dice "spending review". Non è una novità del tecnici. Sta per l'ormai politicamente scorretta "razionalizzazione" e nel linguaggio corrente di chi non conosce gli agi della "Bocconi" e l'oro di Banca Intesa, significa semplicemente "tagli". Per l'ex ministro Gelmini - che delle sforbiciate di Tremonti fu la spietata esecutrice, la scuola non è in grado di sostenerne di nuovi, ma il governo è di parere contrario. Trincerandosi dietro cortine fumogene e miserevoli giochi di parole, dichiara di voler "valorizzare le risorse", ma si prepara di fatto a tagliare, dimenticando la sbandierata "centralità dell'istruzione". Nessuno è in grado di prevedere quanto ancora durerà la paralisi dell'intelligenza critica causata dall'uscita di scena di Berlusconi, ma il quadro è sempre più allarmante.
E il grande giorno arriva
Vincenzo Pascuzzi, Lea Reverberi - 07-05-2012
E arriva il ministro. E arriva la scorta. E arriva la polizia con le sirene spiegate. E, non c'era da dubitarne, tutto è perfetto: la scuola italiana è "molto migliore di quanto non si dica".
E' vero, caro ministro. Ma la verità e le ragioni della verità, in questo come in altri casi, non coincidono.
Se vuole farsi un'idea realistica delle scuole italiane, signor ministro, faccia in modo di arrivare senza preavviso, possibilmente in incognito come il re della famosa favola, e, al di là di numeri, statistiche e delle parate, scopra qual è il mondo che è chiamato a dirigere: la sua ricchezza, la sua povertà, i suoi odori, i suoi rumori, la sua variegata umanità.
Solitudine, disperazione, suicidio e Centro d'Ascolto
Severo Laleo - 07-05-2012
Caro Presidente Monti, non è il caso questa volta di trovare le giuste parole per chiedere un Suo intervento. La situazione è drammatica, ora, e molto pericolosa diventerà, per il futuro, per l'effetto trascinante, verso l'estrema soluzione, definitiva, per i più fragili.Non so se esistono studi circa l'incidenza delle crisi economico-sociali sul numero dei suicidi, né so di studi circa le misure per bloccare il fenomeno. Ma so quante sono ad oggi le persone suicide per crisi, un numero inaccettabile per una società civile, e non solo, e sono imprenditori, lavoratori autonomi, dipendenti, disoccupati.
Invalsi: la ribellione della scuola
Mimmo Fusco - 07-05-2012
Riceviamo, ci associamo e volontieri diffondiamo l'appello dell'UDS e il breve, ma davvero efficace flimato che l'accompagna. Disobbedienza. Ci si preparano gli studenti e si rivolgono perciò ai loro docenti. Il Parlamento dei nominati, il Senato dei Cosentino, Ciarrapico, Tedesco, Milanese, Luzi e Dell'Utri, il governo dei milionari e dei banchieri che non ha nemmeno la foglia di fico di un mandato elettorale non ci lasciano scelta. La scuola è nostra, appartiene agli studenti, ai docenti e ai genitori. Decidiamo del nostro destino, partiamo dalla scuola per rispondere con la lotta a un potere che cancella i diritti. Facciamo nostro il no fermo all'invalsi e scendiamo tutti in Piazza coi nostri studenti..
Il Profumo della scuola nell'era Monti
Autori Vari - 05-05-2012
Come Presidente del Consiglio di una piccola realtà scolastica della periferia nord di Roma, ho sempre cercato di impegnarmi nella difesa dei diritti dei ragazzi, di tutti i ragazzi a ricevere insieme all'insegnamento curriculare un'educazione alla partecipazione civile nella società in cui viviamo. Credo che questo sia il senzo più profondo e la funzione più importante che dovrebbe perseguire la scuola: AIUTARE I RAGAZZI A MATURARE UNA AUTONOMIA DI GIUDIZIO CHE CONSENTA LORO DI AFFRONTARE LA VITA ESTERNA. Oggi, dopo tre anni di impegno, nel quale non mi sono mai tirata indietro, posso dire che questo fine è un fine utopico, assolutamente lontano dagli intenti e dai risultati reali. Parteciperò al convegno indetto dall'Associazione "Per la Scuola della Repubblica" in quanto credo fondamentalmente nel valore dell'istruzione accessibile a tutti e credo nell'impegno civico che ho deciso di assumere.
Comunali: tanto rumore per nulla?
Stefano Capello - 05-05-2012
L'accordo riguardante il settore educativo del Comune di Torino, raggiunto da Cgil-Cisl e Uil e Comune di Torino stesso, è un pessimo accordo.
Prevede, infatti, la privatizzazione di nove nidi la cui gestione verrà affidata alle cooperative sociali per l'anno 2012-13 e, forse, ad una fondazione ad hoc per gli anni a venire. Allo stesso tempo prevede il riassorbimento delle maestre ed educatrici comunali precarie da parte delle cooperative che avranno la gestione dei nidi .Il Comune di Torino ha ottenuto quello che voleva: infilare il cuneo della privatizzazione all'interno del corpo del settore educativo
Lettera aperta a Pierluigi Bersani
Mimmo Fusco - 05-05-2012
Caro Pier Luigi Bersani,

sta per essere approvata la legge sull'autogoverno delle istituzioni scolastiche. Il Pd, che è stato fin qui determinante per la stesura e l'accelerazione dell'iter del testo che unifica proposte di vari partiti, la giudica una buona legge. Per noi non lo è affatto.
Non lo è perché, nonostante ci si sforzi di negarlo, è molto simile alla prima parte della proposta di legge Aprea presentata nel 2008, alla quale il Pd - finora - si era sempre dichiarato contrario.
Non lo è perché si basa su una distinzione tra funzioni di indirizzo e di gestione che determina uno svuotamento delle funzioni di quello che ora è chiamato Consiglio di istituto (e che nel nuovo testo si chiama Consiglio dell'autonomia) e un accentramento di potere nelle mani del dirigente.
Fine stagione con capricci
Francesco Di Lorenzo - 05-05-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Sembra che solo oggi sia stata smascherata la menzogna da sempre evidente. Infatti, anche la Cisl-scuola prende posizione netta sul fallimento del maestro unico nelle scuole elementari. Una riforma che partita nel 2009, non è stata accettata da nessuno, in primo luogo è stata rifiutata dalle famiglie.
Intanto, per il 16 maggio, data fatidica in cui si svolgeranno le prove Invalsi, sono previste una serie di iniziative per boicottarle. Le prove saranno contrastate attraverso assemblee in cui si spiegheranno le ragioni del boicottaggio, ma sarà anche evidenziato il disaccordo totale con i nuovi tagli alla scuola relativi alle conseguenze della 'spending review'.
È sempre opportuno richiamare l'attenzione su certe cose. Anche perché, quando si lamenta la mancanza di risultati, si può capire da dove proviene l'origine del fallimento. I fatti: negli ultimi dieci anni i fondi per la formazione dei docenti e del personale della scuola sono diminuiti dell'81,4 per cento. Il dato è assolutamente allarmante.
Il fascismo, regime del capitale finanziario
Giuseppe Aragno - 04-05-2012
Se il "Popolo d'Italia" non fosse ormai modello prevalente, avremmo caratteri cubitali: da Profumo a Gelmini siamo fermi a Berlusconi. Se prima, aperta una falla, provvedeva l'Invalsi, ora che la nave affonda c'è ancora l'Invalsi. La riforma è un Moloch.
Dopo i dotti bizantinismi su tecnici e politici dei soliti pennivendoli, folgorati dalla sostanza della forma, un silenzio complice e forse persino imbarazzato accoglie l'amara verità dei fatti: Profumo sposa la tesi politica di Gelmini ed ecco le prove Invalsi, tecnicamente errate, ma illuminanti sul terreno della politica. Il fine è scandaloso: imporre valutazioni dettate da un'idea di formazione omologante, che imprigioni la libertà d'insegnamento, produca un "Casellario Politico" delle scuole con tanto di schedatura, agevolando la disgregazione di una istituzione che rinneghi i principi di inclusione e solidarietà, per far spazio a una visione aziendalistica tutta competizione, concorrenza e discriminazione.
Che cosa sei diventata
Emanuela Cerutti - 04-05-2012
Rubo una canzone che mi fa arrabbiare. Perchè sono donna e perchè so che non sempre le cose che ci circondano sono esattamente quelle che appaiono. E perchè, all'improvviso, mi è venuta in mente un'altra realtà, di genere femminile e di numero collettivo, che potrebbe starci con il testo. All'improvviso non è corretto, però: qualche giorno fa un genitore, straniero e ben integrato, riferendomi di episodi di bullismo locale in una classe di scuola media superaffollata, mi chiede se la scuola italiana è sempre stata così. Ecco, tutto si tiene. Domande e risposte si affollano come gli studenti tra i banchi e faticano a mettersi d'accordo. Però si muovono e cambiano interlocutore.
No alla riconversione dei docenti di ruolo soprannumerari in esubero sul sostegno
Forum Mai più precari nella scuola - 30-04-2012
Il MIUR ha deciso di allocare sul sostegno docenti che hanno alle spalle decine di anni di insegnamento delle discipline, nella totale indifferenza rispetto alle esigenze didattiche degli allievi disabili. Altrettanti docenti specializzati ma precari, che hanno seguito un percorso universitario avanzato e che hanno lavorato per anni su posto di sostegno, maturando conoscenze e competenze specifiche, saranno nella pratica spazzati via, epurati. Saranno sostituiti dai loro colleghi costretti a riconvertirsi, demotivati, obbligati ad improvvisarsi in un ruolo mai ambito, formati con un corso breve, sintetico, in buona parte on-line. Tutto ciò significa dequalificare la scuola, non sfruttare al meglio le risorse professionali di ogni singolo docente, calpestare ancora una volta i diritti dei disabili.
La didattica vista da Giakarta
Gennaro Tedesco - 28-04-2012
Naturalmente mi rendo conto delle difficoltà e dell'eventuale sofisticazione di quello che sto per dire, ma mi sembra necessario .
Se riconfermiamo la necessità di una didattica della geografia e della storia interdisciplinare e anche laboratoriale che sia eminentemente ermeneutica, allora credo che dovremmo cominciare a porci di fronte ai nostri oggetti di studio e di applicazione insieme ai nostri allievi da una prospettiva non immediatamente oggettivistica, ma intersoggettiva, "analitica" e narrativistica .
Cooperazione e tempo pieno
Francesco Di Lorenzo - 28-04-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Se si cerca un po' di chiarezza sul 'tempo pieno' nella scuola primaria, la risposta potrebbe essere questa: un vanto della nostra scuola è stato sistematicamente smantellato.
Per vent'anni, fino all'arrivo del ministro Moratti, tutto era andato bene, con grande soddisfazione di famiglie e di alunni. Con la riforma scolastica targata Moratti cominciò l'opera di demolizione.
Con l'arrivo di Fioroni si ritornò al vecchio impianto, con il doppio insegnante e nessuna prevalenza. Ma durò pochissimo, perché poi arrivò la 'tromba d'aria' Gelmini.
Il bello, però, è che in tutto questo 'balletto di va e vieni', la domanda di iscrizioni al tempo pieno è sempre aumentata. Segno che le famiglie italiane vorrebbero che funzionasse come una volta o preferibilmente, meglio di una volta. Ma chi le ascolta?
Il ministro Profumo in uno degli ultimi discorsi ha detto che il suo ministero dovrà passare dall'essere un 'ministero autorizzativo' a un 'ministero cooperativo' e 'operativo'. La prima occasione di cooperazione con le famiglie, è far rifiorire il tempo pieno. La sfrutti!
Un ricordo e un impegno
Giocondo Talamonti - 25-04-2012
Il travaglio della Liberazione e della Resistenza è passato attraverso infiniti sacrifici ed esempi individuali, offerti sull'intero territorio nazionale dai partigiani combattenti con il concorso fondamentale della popolazione italiana.
Se ai primi va il merito di aver affrontato il nemico con il coraggio della disperazione nel fermo proposito di recuperare con le armi la libertà di un paese occupato, la partecipazione dei cittadini inermi al medesimo disegno è, se possibile, ancor più eroica.
Costoro hanno saputo contrastare la presenza nemica senza armi e a sprezzo della vita, animati solo dal desiderio di consegnare ai propri figli un paese libero su cui costruire il loro futuro.
A proposito di Indicazioni per la primaria
Claudia Fanti - 24-04-2012
Nelle Indicazioni (che tra poco verranno riviste e forse modificate), Decreto Ministeriale 31 Luglio 2007, l'articolo 3 recita così: "Nella prospettiva della revisione degli ordinamenti degli studi vigenti per la scuola dell'infanzia, per la scuola primaria e per la scuola secondaria di primo grado, le istituzioni scolastiche verificano altresì - anche attraverso le pratiche di ricerca/azione - l'efficacia e le modalità di attuazione delle Indicazioni contenute nel documento allegato, utilizzando a riguardo tutti gli strumenti di flessibilità previsti dal D.P.R. 275/1999, con particolare riferimento agli articoli 4, 5 e 6. " Ebbene credo di poter dire con certezza che la tanto decantata "ricerca/azione" è rimasta spesso nelle righe dell'articolo e lì si è fermata. Non per mancanza di volontà di dirigenti e insegnanti, bensì a causa della caterva di impegni collaterali da sbrigare, non ultimo quello relativo alla stesura e revisioni continue negli anni di POF che devono essere condivisi dal collegio, ciò unitamente al lavoro meticoloso con il quale si è stati impegnati a "leggere" i risultati delle prove Invalsi, a prenderne nota per "porre rimedio" alle lacune che alcuni insegnanti hanno creduto di ravvedere nel proprio lavoro didattico in classe.
Scuola: la qualità che sta a cuore a Monti
Giuseppe Aragno - 23-04-2012
Per la scuola è l'ultimo rovello: qualità. Chi la misura? Come si certifica? Quali sono i parametri che la definiscono? Le risposte naturalmente "piovono", le ricette sono numerose ma in una sintesi tutto sommato corretta quella del mondo della scuola, che nessuno purtroppo sente il bisogno di interrogare, potrebbe essere questa: "l'obiettivo fondamentale di un sistema formativo di qualità sono studenti dei quali si possa verificare l'antico principio latino: 'mens sana in corpore sano'. Studenti che abbiano sviluppato e potenziato al meglio le capacità individuali, siano pronti a farne patrimonio del gruppo classe e mostrino preparazione solida, autonomia operativa, forte ed equilibrato senso critico".
Si potrebbe limare e approfondire, ma è allo stesso tempo una definizione seria e un'ipotesi di lavoro per il governo.
La scuola che non vogliamo ovvero ...
Paolo Citran - 21-04-2012
Docenti a gran voce proclamano la loro libertà d'insegnamento,
non per difendere il libero pensare
ma per fare i broccoli loro,
parandosi con temprata corazza i deretani
da ogni responsabilità possibile ed eventuale.
Studenti senza bussola
navigano nella complessità,
sull'onda dell'anomia e della demotivazione,
nell' irrealtà virtuale di una generazione.
La solitudine del precario
Francesco Di Lorenzo - 21-04-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Gli effetti della catastrofe Gelmini abbattutasi sulla scuola italiana si fanno ancora sentire, eccome. Sono quasi 11mila i docenti, per la maggior parte nell'organico della scuola secondaria, che per i tagli operati dalla 'epocalissima' riforma del ministro Gelmini, si trovano in esubero. E che probabilmente nel prossimo anno scolastico rischiamo il posto di lavoro. In pratica, chi resta senza cattedra per due anni e non riesce ad essere collocato in altra amministrazione, sarà licenziato. Naturalmente il governo, attraverso il sottosegretario Rossi-Doria, si è affrettato a smentire e a precisare che di sicuro questo non avverrà, perché 'il governo ha a cuore le sorti dei precari'. Sarà. Ma qualche contraddizione la si nota. Il 16 aprile, riportata sui giornali nazionali, esce la notizia che sempre il sottosegretario Rossi-Doria, rispondendo ad una interrogazione parlamentare dell'IDV, proprio sui modi della riconversione degli insegnanti in esubero, aveva assicurato in modo deciso che nessun corso di riconversione professionale sul sostegno era partito, "né, per ora, è stato pianificato".
Sulla Didattica della Storia e della Geografia
Gennaro Tedesco - 20-04-2012
Pare che adolescenti e giovani del Bel Paese abbiano sempre meno interesse, stimoli e attenzione non solo verso la storia, ma anche verso la geografia e l'economia. Non credo di possedere ricette taumaturgiche e miracolose e tanto meno consigli mirabolanti per riportare i nostri rampolli ad improvvise e repentine passioni geografiche o per vederli improvvisamente trasformati in protagonistici atleti tutti protesi ad una corsa ad ostacoli per acquistare e poi studiare immensi volumi di economia .
Ma qualche modestissimo contributo di esperienza acquisita sul campo come docente, studente e viaggiatore incallito per le infinite vie del mondo, credo di poterlo fornire senza alcuna pretesa di esaustività.
Postdemocrazia: il piffero di Profumo
Giuseppe Aragno - 19-04-2012
Il questionario in rete fino al 24 aprile. Tempo scaduto, quindi, e imbroglio probabilmente riuscito. Lanciamo l'allarme e se si può pariamo il colpo. Sull'abolizione del valore legale del titolo di studio un Paese gravemente ferito dalla parità di bilancio diventata vincolo costituzionale si gioca quanto resta del futuro. Prima di por mano alla tastiera, perciò, meglio esaminare i criteri che lo ispirano e i fini che si propone: la neutralità dello strumento e la banalità dei temi coprono l'ambiguità delle domande e le risposte preconfezionate. Il profilo è basso: in ombra gli aspetti tecnici e ciò che raccomanda l'esperienza, si cercano opinioni generiche per sorprendere la buona fede, indurre a giudizi negativi e giungere a un "no" generalizzato, figlio naturale dell'impostazione dei quesiti.
Valore legale del titolo di studio: controsondaggio
Mimmo Fusco - 18-04-2012
L'Assemblea nazionale per un'università-bene-comune e "Scuola bene comune, insieme per smascherare gli espedienti ingannevoli sottesi al questionario proposto dal ministro Profumo sul sito del MIUR. Da alcune settimane il sito del Miur ospita un questionario sul valore legale del titolo di studio, organizzato in modo tale che appare realizzato pregiudizialmente al fine di ottenere un risultato scontato: "Sì all'abolizione del valore legale del titolo di studio". L'Assemblea nazionale per un'Università-bene-comune e la Convenzione nazionale della Scuola-bene-comune hanno pertanto deciso di proporre un loro questionario che risulti viceversa trasparente e senza secondi fini, esponendo esplicitamente gli argomenti sia di chi è favore sia di chi è contrario all'abolizione.
L'amministrazione del nulla
Francesco Di Lorenzo - 14-04-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Se la strada che porta all'inferno è lastricata di buone intenzioni, allora ci siamo dentro.
Da parte del ministro Profumo e del Miur, sembra che solo queste ci siano (le buone intenzioni, s'intende), ma di certo non bastano. Di atti concreti, veramente strutturali, se ne sono visti pochi. L'ultima direttiva emanata appena qualche giorno fa, ne è la prova. Il richiamo all'innovazione tecnologica, allo sviluppo dell'alfabetizzazione informatica, alla diffusione dei servizi telematici, sono presentati come essenziali e prioritari. Poi, per quanto riguarda una serie di obiettivi fondamentali, c'è un elenco che somiglia più a un calderone, che ha il sapore di tutto e quindi di niente.
Scuola e pedagogia della condivisione
Fabio Cardini - 13-04-2012
L'insegnante ha un ruolo determinante nel processo di apprendimento degli studenti, processo che cresce all'interno di un legame che è insieme cognitivo e affettivo, basato cioè sulla trasmissione di contenuti ricchi di emozioni e sulla stima e la fiducia, sulla percezione che l'adulto è interessato sinceramente all'allievo. Il docente non si prefigge come scopo quello di portare semplicemente avanti la didattica, ma è mosso dall'idea che un buon insegnamento è qualcosa da costruire continuativamente assieme agli studenti ed è sempre unito a un attento sistema educativo nel quale la relazione affettiva con gli allievi occupa un posto di primo piano. Porre al centro la relazione affettiva significa saper ascoltare in modo empatico e comunicare in modo autentico, coinvolgendosi e partecipando al percorso formativo di ciascuno. Significa sviluppare e curare quelle competenze motivazionali che nella pedagogia della condivisione trovano espressione in quella che si è soliti chiamare intelligenza del cuore.
Icme
Giuseppe Aragno - 09-04-2012
Dallo Speciale Racconti


Me ne accorgevo ora che aveva tirato fuori la verità e l'aria misteriosa degli ultimi tempi era sparita: coi suoi indifendibili quarant'anni, i capelli ormai tutti di un bianco opaco, molto vicino al grigio e le sue mille rughe, Francesco sembrava molto più vecchio di me. Il solo specchio dell'animo è il volto, pensai per un attimo, poi, superato lo smarrimento della sorpresa aprii gli argini alla rabbia.
- Che senso ha?, urlai, mentre il telefono ostinato riprendeva a suonare e io, più ostinato, continuavo a non rispondere. Lui, però, stava zitto e io ricominciai:
- Mi dici che senso ha? Non verrete più qui a fare consulenza. Né tu, né Franco, né Ciro. Nessuno. Tutti, mi dici, vi aspettavate un rappresentante di zona delle vostre parti. Ma che storia è mai questa, insinuai, cos'è, un campanilismo di tipo nuovo, o una spartizione di posti che non vi è riuscita?
No al consumismo delle buone idee
Claudia Fanti - 08-04-2012
Il nostro tempo di maestre nel tempo accelerato in cui viviamo è speciale. I nostri incontri con bambini e bambine sono ancor più speciali dentro un tempo cornice che vorrebbe co-stringerci. Noi e loro siamo speciali e dobbiamo liberarci dalla morsa e dai tentacoli di chi vorrebbe un'adultizzazione tramite voti, misure, competenze subito spendibili e oggettivamente rilevabili.
La fretta del mondo in cui viviamo con i suoi oggetti frenetici tende ad accelerare il nostro procedere e a gonfiarlo di contenuti in una misura che conserva in sé l'ansia del sentirsi inadeguati, insufficienti, impreparati alla vita e ignoranti in relazione alle conoscenze in ogni campo del sapere.

Riformare la scuola media: perché?
Enrico Maranzana - 06-04-2012
Il ministro Francesco Profumo, in concerto con la fondazione Agnelli, ha individuato nella scuola media il punto più debole del sistema scolastico e ha espresso la volontà di riformarla: "Quelli transitori sono i momenti più difficili ai quali fino ad oggi la scuola ha dedicato poca attenzione e sui quali lavoreremo con impegno". Un'affermazione che ha il peso di una macina da mulino che, decodificata, accusa le scuole di indolenza, causa del mancato conseguimento della finalità istituzionale.
Scuola, interesse comune
Lorenzo Picunio - 06-04-2012
Da quest'anno le scuole primarie non hanno più contemporaneità orarie, e quindi si perde ogni possibilità di attività di laboratorio. L'edilizia, in edifici scolastici che ormai sono in gran parte arrivati a 50-60 anni di vita è pressochè un disastro. I servizi che i comuni assicurano alle scuole (mense, trasporti, Itinerari Educativi) sono tagliati dalle finanziarie dei vari governi. Lo stesso accade per i servizi psico-pedagogici delle Asl. Non si chiamano le supplenti, e i bambini vengono divisi per le classi. Non è una richiesta ideologica chiedere che alla scuola sia assicurato il necessario per funzionare: è un interesse di tutta la società, compresi gli imprenditori.
Ce lo chiede l'Europa
Giocondo Talamonti - 05-04-2012
Ma come mai questa Europa distratta non ci chiede perché non investire in cultura, in saperi, in abilità; come mai nella globalità dei mercati questa Europa distratta non ci impone di creare un numero sufficiente di figure che consentano la crescita industriale; come mai questa Europa non ci chiede conto di quanto abbiamo fatto in tema di orientamento, organizzazione scolastica, formazione, ricerca, innovazione e lavoro? Come mai?
Possiamo serenamente sperare in una disposizione che ci liberi da ladri, da mafiosi, da truffatori e approfittatori?
Il Ministero dei quiz
Giuseppe Aragno - 04-04-2012
Si potrebbe titolare "La polemica sull'Invalsi continua", mentre l'università si accende di speculari timori per i connotati dell'Anvur, e non sono in pochi a chiedersi sconcertati se non sia tornata la Gelmini. I devoti di Monti e dell'Italia "nuova" si scandalizzeranno, ma le cose stanno così e, a ragionare laicamente, c'è poco da far festa: va, se possibile, anche peggio e mentre i ripetuti segnali di continuità fanno suonare campanelli d'allarme, il dato più inquietante è che stavolta alla barra del timone c'è uno dei grandi "tecnici" per cui si meditano processioni di ringraziamento e s'è avviato, con i doverosi caratteri dell'urgenza, il processo di santificazione del già beato Napolitano.
Che l'articolo 51 del "decreto semplificazioni" firmato dai tecnici sia, in realtà, il solito "decreto falsificazioni" di marca politica, è facile capire. Si pensava, però, che, se non altro, si fosse riconosciuto un confine che nessuno mai più, tecnico o politico, avrebbe osato varcare: il confine della decenza, che il governo "salva Italia", in linea con l'armata Brancaleone passata da Berlusconi a Monti ha invece violato.
Tutto da rifare
Francesco Di Lorenzo - 03-04-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Dopo la protesta i genitori francesi l'hanno spuntata: niente compiti a casa. I compiti, i loro figli, li facciano a scuola. Già sono troppo impegnati a far quadrare altro, figuriamoci se hanno ancora voglia di stare lì a spiegare e a controllare. Naturalmente non è sempre così, o almeno non è così semplice. Ma parliamo di noi. Se si riduce il tempo scuola, come è stato fatto nella scuola italiana, non è che ti resti anche il tempo per studiare il programma all'interno delle mura scolastiche. In effetti, da noi è successo proprio questo: riduzione di orario con l'implicita intesa di completare l' istruzione a casa. E lo spiega il prof Vertecchi dell'Università di Roma 3. Il quale continua dicendo che in Francia già i programmi scolastici sono stati predisposti in modo da consentire lo studio solo in classe.
I compiti a casa e le chiacchiere morte
Severo Laleo - 02-04-2012
E' uscito oggi, su Il Messaggero, un articolo di Giorgio Israel sui "compiti a casa", dal titolo "I compiti a casa, doveri e valori". La tesi, già dal titolo appunto, è subito chiara: i compiti a casa sono un "dovere" ed esprimono "valori", ma con quali stringenti argomentazioni non è dato sapere. Ma lasciamo, sul tema, aggirando la scia di polemica aperta con un Ministro dalle idee confuse, la parola all'autore:
"Ci sentiamo ripetere tutti i giorni che, per superare la crisi e far ripartire il Paese, occorre mettere in campo un rinnovato senso di responsabilità e la capacità di fare sacrifici. ... La scuola non è soltanto il luogo dove si acquisiscono le conoscenze e le capacità adatte a svolgere qualsiasi attività lavorativa, ma anche il luogo in cui si acquisisce l'attitudine a lavorare, che significa anche (o soprattutto) impegno, sforzo, sacrificio...."
Lettera aperta al prof. Luigi Berlinguer
Mario Piatti - 02-04-2012
Egregio Prof. Berlinguer

da tempo apprezziamo la passione con cui si dedica a far sì che nella scuola italiana venga praticata una buona e completa formazione musicale. E da sempre ci auguriamo che le sue parole vengano ascoltate da governo e parlamento al fine di predisporre atti normativi e finanziari che diano adeguata applicazione alle sue indicazioni.

Ciò non di meno ci spiace che, in alcuni interventi, non si tenga nel dovuto conto quanto tanti bravi insegnanti sono riusciti a costruire nelle loro classi e scuole, con enorme fatica e nonostante i limiti imposti da dissennate scelte ministeriali. Sembra quasi che ciò che c'è di buono per la musica sia dovuto solo all'attivazione del Comitato da Lei presieduto. E' quanto si potrebbe evincere da quanto riportato ne Il Messaggero del 27 marzo u.s.: «... il Comitato nazionale per l'apprendimento pratico della musica che ho l'onore di presiedere è riuscito ad inserire la pratica musicale nel percorso scolastico delle elementari e delle medie».
A proposito di art. 18
Gian Paolo Trevisani - 30-03-2012
A proposito di credibilità, a proposito di articolo 18, a proposito di riforma del lavoro, a proposito delle intenzioni di voler garantire un futuro migliore alle nuove generazioni ho trovato la circolare n. 9 del 18 marzo 2004 con la quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sosteneva che le modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 276 del 10 settembre 2003 (riforma Biagi) "sono volte a favorire il ricorso a questa tipologia contrattuale, che in tutti i Paesi europei ha dimostrato di fornire occasione di lavoro di qualità rispetto a prestazioni flessibile o atipiche prive di tutele adeguate per i lavoratori, soprattutto per le fasce deboli altrimenti escluse dal mercato del lavoro (donne, giovani in cerca di prima occupazione e anziani).
(Psico - ) Analisi della valutazione
Maria Rosaria Marella - 28-03-2012
La questione "valutazione" mi mette a disagio. Mi turba la convinzione che le classifiche di atenei e facoltà che ogni santo luglio ci vengono propinate da Repubblica, Sole 24ore, ecc. utilizzano parametri che chi fa l'università mai eleggerebbe a indicatori di qualità. Mi angoscia la consapevolezza che l'operazione di mistificazione che la retorica del merito mette in atto resta immune ad ogni tentativo di "controinformazione". La lettura di documenti come quello dell'ANVUR, dedicato a «Criteri e parametri di valutazione dei candidati e dei commissari dell'abilitazione scientifica nazionale», così pieno di competizione, internazionalizzazione, capacità di attrarre fondi esterni - concetti vuoti, manipolabili, ovvero del tutto estranei all'idea di ricerca che in molti condividiamo, crea in me un senso di profondo disorientamento.
Professori non professori, questo Paese non cambia
Severo Laleo - 26-03-2012
Leggiamo insieme le ultime notizie sul fronte del "dialogo" (si fa per dire!) a distanza tra le forze politiche e sociali.
La Ministra Fornero puntualizza con disumile piglio professorale: "Sull'articolo 18 il governo non cederà", e il Premier Monti, citando per l'occasione - guarda caso - Andreotti, sfodera, già novello andreottiano, con più umile piglio: "Se il Paese non è pronto, il governo potrebbe anche non restare ... ma finora l'Italia si è mostrata più pronta del previsto".
E' una maledizione, questo Paese non cambierà mai!
Andavamo a giocare alla cava radioattiva
Andrea Tornago - 24-03-2012
Dallo Speciale brace brace brace

Ex cava Piccinelli - San Polo - Brescia

La testimonianza di un ragazzo di San Polo: "Non potevamo sapere, non è segnalata"

Il servizio è andato in onda venerdì 23 marzo su Radio Popolare nella trasmissione ...
La solita storia
Gennaro Tedesco - 24-03-2012
Per Croce il periodo che va dai primi del'9OO agli albori della prima guerra mondiale rappresenta il migliore della storia d'Italia e l'artefice, meglio il demiurgo, di questa "prosperità" è Giovanni Giolitti.
Ma nel vedere solo le"luci" dell'età giolittiana, poi, Croce non può spiegarsi gli avvenimenti successivi, il fascismo, che giudica come un male nel corpo sano della nazione. Ma naturalmente le ombre che Croce non vuole o non può scoprire nel periodo giolittiano, altri storici hanno "scoperto" al suo posto: Gramsci, Candeloro, Carocci. Ma guardiamo più da vicino la politica giolittiana.
Che paura, gli Stati Generali
Francesco Di Lorenzo - 24-03-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Il ministro Profumo ha annunciato per il prossimo settembre gli Stati Generali della scuola.

Il ricordo di quelli ultimi, di sicuro, avrà fatto correre un brivido sulla pelle di alcuni addetti ai lavori. Si era nel dicembre del 2001. Li convocò il ministro Moratti e in pratica inaugurarono (forse consolidarono) l'epoca berlusconiana, con tutti gli annessi e i connessi. Si disquisì sul futuro della scuola in un giorno è mezzo: gli interventi duravano un massimo di 6,5 minuti e, come in uno show televisivo, ordinati in una scaletta rigidissima. Alla fine, all'ora di pranzo della seconda giornata, tutti via dal palco per lasciare la scena a Berlusconi. Seduta a fianco, la ministra Moratti ascoltò una mezz'oretta di chiacchiere e proclami, tra cui la bellissima idea della scuola delle tre I (internet, inglese, impresa) e qualche barzelletta. Poi tutti a casa.
Licenziamoli ... per giusta causa!
Pasquale Piergiovanni - 24-03-2012
Per quanto possa apparire paradossale - detto da un libertario - le iniziative del duo Monti/Fornero messe in campo in ambito sociale hanno l'indubbio merito di fare chiarezza e di evidenziare quello che anni di "concertazione" - in cui non si capiva chi fosse il governante e chi fosse il governato - avevano sopito e "annacquato" nella coscienza e nella memoria collettiva: l'esistenza del conflitto sociale. Ovvero l'insanabile conflitto che, da sempre, contrappone gli sfruttati agli sfruttatori. I servi dai padroni. Un conflitto che si attenuerà solo quando uno dei due - storici - contendenti della dinamica sociale avrà definitivamente prevalso.
Allarmismi ... più che giustificati
Maurizio Tiriticco - 22-03-2012
Alcuni amici mi fanno osservare che nel mio ultimo "Ipotesi di riordino del sistema di istruzione", quando ipotizzo dopo il conseguimento dell'obbligo di istruzione un percorso di "istruzione letteraria", di fatto intenderei liquidare il liceo classico, proprio quel percorso di studi che, nel marasma degli impasticciati riordini degli ultimi decenni, bene o male sarebbe riuscito a conservare una sua identità e valenza culturale. E sostengono anche che non è proprio un caso che gli studenti migliori scelgono tale tipo di studi e che i migliori ingegneri hanno avuto una formazione classica. Constato che i luoghi comuni a proposito del liceo classico abbondano da anni e non voglio discuterli, anche se sono duri a morire e anche se si continua a pensare che solo il classico apra le menti, insegni a ragionare, offra una vera e solida cultura e via dicendo.
Alcune ASSSLL torinesi vogliono essere più papiste del Papa
Salvatore Nocera - 22-03-2012
Un recente articolo della Stampa di Torino sta diffondendo una notizia che crea disorientamento anche negli organi locali del Ministero dell'Istruzione: Alcune AASSLL pretendono siano applicate alle certificazione di disabilità ai fini dell'integrazione scolastica le recenti norme sull'accertamento medico-legale dell'invalidità civile.
Il fatto è questo il decretolegge n. 78 del 2009, convertito dalla l.n. 102/09, all'art 20 ha previsto due nuove norme per l'accertamento dell'invalidità civile e cioè ha pevisto che le commissioni medicolegali siano integrate da un medico dell'INPS ed inoltre ha introdotto una procedura telematica con la quale il medico di famiglia richiede all'INPS un codice, col quale l'interessato, sempre on line chiede all'INPS la fissazione della visita.
Maestà, torniamo allo Statuto
Giuseppe Aragno - 22-03-2012
Di "estremismo liberista" e dell'illusione del governo "tecnico", scrive con accenti ormai preoccupati Lelio Demichelis, a proposito di Monti, ricordando "la grande differenza che c'è tra politiche liberiste e liberali". E non è certo un caso isolato. "Abbiamo sentito con fastidio e anche con rabbia le ultime parole del Presidente Napolitano sulla trattativa sindacale sull'articolo 18", scrive a sua volta Cremaschi su Micromega, ricordando a Napolitano che l'Italia non è una monarchia. In quanto a Matteo Pucciarelli, pacato nella forma, rischia il vilipendio nella sostanza e trova l'animo di dirlo: "Il Presidente del Consiglio è Giorgio Napolitano" e fa apertamente cenno a una "tecnica del colpo di Stato".
L'autogoverno della scuola: uno slogan politico
Enrico Maranzana - 21-03-2012
L'autogoverno è l'obiettivo dichiarato del DDL Aprea: l'esatta e circostanziata definizione dell'ambito in cui sorge il problema é la necessaria premessa alla ricerca dell'itinerario risolutivo.
Come il governo di una nave richiede la conoscenza delle correnti marine, dei venti, della rotta, della velatura e il possesso di una bussola e di un timone ben funzionante .. così quello della scuola implica l'identificazione delle caratteristiche dell'ambiente socioeconomico - culturale in cui è immersa, la specificazione dei caratteri del traguardo, l'ideazione di una struttura organizzativa, adeguata alla tipologia e alla dimensione del problema, assetto da equipaggiare con meccanismi di autoregolazione. Si tratta di introdurre procedimenti di controllo che capitalizzino le informazioni contenute negli scostamenti obiettivi -
risultati: il feed-back.
Scuola e democrazia: un nesso da reinventare
Graziella Priulla - 20-03-2012
Si parla ossessivamente dello spread finanziario, ma ce n'è un altro molto più insidioso, di cui invece si parla pochissimo: lo spread culturale. Il ristagno produttivo italiano, che dura dagli anni Novanta insieme alla scarsa capacità d'innovazione, è frutto anche del limitato bagaglio culturale della popolazione. Dalle indagini comparative emerge un dato d'insieme di cui nessuno parla volentieri: solo una parte minoritaria degli italiani ha strumenti sufficienti per orientarsi nella complessità di una società moderna. In Italia c'è ancora (constata Tullio De Mauro) un 66% di persone con insufficiente alfabetizzazione, mentre in Svezia sono al di sotto del 30%: in cifre assolute si tratta di più di trentadue milioni di persone.
La ricreazione non è finita
Goffredo Fofi - 19-03-2012
A 88 anni Adele Corradi, un'insegnante che fu stretta collaboratrice a Barbiana di don Lorenzo Milani nei suoi ultimi anni di vita (dal 1963, quando aveva 39 anni) ha scritto delle memorie, brani lunghi o brevi che evocano una vicenda molto nota, perché su don Milani si è scritto moltissimo, in chiave agiografica e talvolta, molto quando era in vita, denigratoria.
La Corradi ha voluto essere assolutamente sincera, ha voluto dare di don Lorenzo l'immagine il più possibile rispondente al vero, e occorre subito dire che è riuscita a farlo: il don Milani che narra, quello che lei ha conosciuto, è, con quello delle lettere, il don Milani che resterà; con la sua grandezza e con le sue contraddizioni ma modello di un rigore di cui pochi italiani sono stati capaci e di cui, negli ultimi decenni, anche in ambiente religioso e in ambiente scolastico, sembra essersi perduto, speriamo transitoriamente, il seme.
Competenza: un concetto multiforme
Enrico Maranzana - 17-03-2012
Il concetto di competenza è stato introdotto nell'ordinamento scolastico da molti decenni ma, solo in questi ultimi tempi, ha assunto rilevanza e centralità. Il fatto che sia stata necessaria una sollecitazione dell'Europa per innescare questo cambiamento di prospettiva è carico di significato.
L'innovazione ha generato un acceso dibattito che si è concentrato sulla ricerca di analogie, differenze, conflitti tra una scuola orientata alle conoscenze e un'altra che mira alla promozione di competenze.
Questo scritto vuole illuminare le ragioni che hanno impedito l'univoca interpretazione del termine "competenza".
I moduli nelle secondarie di secondo grado
Gennaro Tedesco - 17-03-2012
Si intende produrre e portare avanti un modello possibile e alternativo del mondo antico e mediterraneo alla luce di una didattica dialettica della Storia interdisciplinare al centro della quale venga posto il ruolo protagonistico e attivistico degli allievi nelle scuole secondarie di secondo grado . La società del mondo antico viene rivisitata con gli occhi del problematico presente degli allievi e dei docenti in un continuo flusso e riflusso tra il passato e il presente . Strategie mediterranee , classi sociali , ideologie , tecnologie , economia , politica e letteratura al servizio di una didattica ermeneutica , problematica e transazionale .
Percentuali fisse e inutili
Francesco Di Lorenzo - 17-03-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Per Elena Centemero, coordinatrice nazionale scuola del Popolo della Libertà, gli insegnanti italiani sono troppi. È un discorso già conosciuto, più volte riproposto. Rispetto a Francia e Germania, prosegue l'esponente politico, abbiamo in Italia meno alunni per insegnante. Naturalmente, è stato fatto notare da esperti e studiosi che all'estero, ad esempio, i 90mila insegnanti di sostegno che ci sono da noi (dati 2009) non sarebbero pagati dal ministero dell'Istruzione. E di conseguenza all'estero il conteggio è differente. Già così, il rapporto alunni-docenti salirebbe; ma se si aggiungono anche i quasi 27mila insegnanti di religione che il ministero regolarmente paga pur non scegliendoli, allora percentuali e numeri si rivelerebbero del tutto diversi. E i ragionamenti conseguenti senza alcun senso.
Paccata. Fornero risciacquata in Arno
Giuseppe Aragno - 16-03-2012
"Paccata". Così si esprime, equivoca e ringhiosa, la gentildonna ricca di milioni e titoli accademici, chiamata al Ministero del lavoro perché, a dar retta ai numerosi sponsor, dal Quirinale in giù, fino ai ben pasciuti custodi dei Palazzi romani, è il meglio che passa il convento. "Orate fratres", verrebbe da chiosare sorridendo, se la farsa non fosse già tragedia.
"Paccata" non è un lapsus freudiano, non sta per "vaccata" come, al di là della forma, apertamente suggerisce la sostanza. Nel dizionario la parola non c'è e non ha radice anglosassone - l'inglese pack indicava in origine una balla di lana - non viene da pacco, sostantivo maschile che indica uno o più oggetti avvolti in carta, tela o quant'altro legata e sigillata., non nasce da pacca, che è un colpo amichevole, non si rifa, per estensione, alla sberla, perché altrimenti assai più chiaro sarebbe stato "sberlata".
Gli studenti non scrivono più come una volta...
Cosimo De Nitto - 15-03-2012
La povertà linguistica, di cui la scrittura è solo parte, non è un fenomeno che trova soluzione nella lamentazione del tipo: non ci sono più i giovani di una volta, non si scrive più la lingua di una volta, i giovani non sanno più scrivere, i giovani non sanno più parlare, i giovani non sanno più pensare ecc., basta riflettere su quanto siano in aumento fenomeni come la disgrafia, disortografia, dislalia, discalculia ecc. che oggi sono studiati come vere e proprie patologie.
Il problema è molto complesso, difficile e la via per prenderlo in carico e cercare di risolverlo è quella, per esempio, che persegue il Giscel con il suo prossimo Convegno nazionale a Reggio Emilia il 12-14 aprile prossimo che ha per tema "L'italiano per capire e per studiare: educazione linguistica e oltre".
Aprile mese del non voto nella primaria
Cesp Bologna - 14-03-2012
Per la promozione di una relazione didattica rispettosa della sensibilità dei bambini e delle bambine, per una valutazione plurale, creativa e multiforme che valorizzi le potenzialità e non schiacci sulle capacità, che sia stimolo alla crescita e non educazione alla competitività.
Dal convegno di Bologna sulla Didattica Resistente/Resiliente parte l'invito a maestre e maestri a liberarsi dei voti, almeno nella pratica didattica del mese di aprile.
Il boom dei tecnici e dei professionali: era ora!
Maurizio Tiriticco - 13-03-2012
non voglio dire affatto che il declino del liceo mi faccia piacere tout court! Io sono per gli studi classici, ma sono per un loro assoluto ridimensionamento, per una loro diversa connotazione e collocazione. Finora lo studente che si iscrive al liceo, di fatto "viene iscritto", indipendentemente da una sua precisa volontà. Pesano la tradizione e il costume che vogliono che il figlio dell'operatore intellettuale - chiamiamolo così - o del borghese più o meno illuminato o arricchito che sia, vada dritto agli studi liceali indipendentemente da una sua precisa vocazione. Anche perché si dice che gli studi liceali "aprono le menti", "formano" o altre amenità di questo tipo. Non è così: gli studi tecnici non sono affatto meno severi e meno formativi di quelli liceali, anche perché l'avanzare delle ricerche ha conferito a una formazione tecnica input qualitativi per nulla inferiori rispetto a quelli della migliore tradizione classica. La svolta che si sta profilando in materia di scelte post-scuola media da un lato rafforzerà lo spessore degli studi tecnici e contribuirà ad una seria modifica dei curricoli liceali.
Venezia, la scuola e il suo Urlo
Claudia Fanti - 12-03-2012
L'amministratore e i suoi funzionari possono stravolgere ogni possibilità di miglioramento annichilendo, bloccando sul nascere e a volte a un passo dal traguardo qualsivoglia atto pedagogico agito in basso e questo accade con una ricorsività che lascia senza fiato, perciò l'azione del salvataggio spetta a noi. Noi possiamo neutralizzare le assurdità ricorrenti con la nostra visione pedagogica, con i nostri pensieri in situazione. Ma dobbiamo avere il coraggio, la passione, la caparbia convinzione che noi valiamo e che ciò che sosteniamo nell'esercizio della nostra professione è da difendere con ogni mezzo. Prendiamo l'iniziativa de "L'urlo della scuola" del prossimo 23 marzo. E' un bellissimo modo di mettere le orecchie a chi non vuol sentire. Auguro a tutti noi e al Paese che la giornata sia un successo, ma anche se non lo fosse (e mi dispiacerebbe alquanto!), credo che il fatto che tanti docenti, genitori, studenti, ricercatori abbiano lavorato insieme, riflettuto, scritto, comunicato all'esterno, sia un valore del quale essere fieri.
Schifezza, una parola estrema
Francesco Di Lorenzo - 10-03-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


È certamente una notizia che l'ex ministro Fioroni, democristiano del PD, usi una parola estrema come 'schifezza', per definire quello che è stato deciso sugli organici della scuola. In breve, si tratta di questo: era trapelata la notizia di 10mila nuove assunzioni di precari. Sorrisi e brindisi che durano poco. Fino a quando, lì al governo, si sono accorti che mancavano i soldi, la copertura finanziaria per fare le assunzioni. Allora nuova notizia: gli organici della scuola verranno definiti, ogni tre anni, attraverso 'i limiti di spesa accertati'. Ed è qui che scatta l'ex ministro Fioroni, e definisce tutto ciò 'una schifezza'. Ad onor del vero, dice anche che questa decisione è 'insopportabile', ma questo termine già gli è più consono e quindi in linea con il suo stile.
Lo schifo e l'avarizia di giocar da soli
Saverio Laleo - 10-03-2012
Il Ministro Andrea Riccardi, per unanime opinione, persona mite e di grande disponibilità al dialogo, con meraviglia di tutti, e sua anche, ha, in un momento di contrarietà, usato la parola "schifo" per definire, a suo giudizio, un certo modo di far politica.
Il suo riferimento era alla decisione/comportamento del segretario del Pdl di far saltare, con la sua assenza, il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi.
"Vogliono solo strumentalizzare. E' la cosa - ha detto colloquialmente il ministro - che più mi fa schifo della politica".
La scuola urla? I tecnici saranno terrorizzati...
Giuseppe Aragno - 10-03-2012
Ci sono iniziative di lotta per la scuola e circolano inviti a riunioni che intendono far sentire "l'urlo della scuola". Non urleremo più forte della Val di Susa, temo, ma va bene, sì, riuniamoci e parliamo. Da tempo appare evidente che la "scuola militante", debole e isolata, non riuscirà mai a modificare da sola la sua terribile condizione in un contesto di sconfitta generalizzata della democrazia, ma non c'è che fare: viva la scuola e pazienza se il resto va alla malora. Chi in questa scelta scorge i sintomi d'un male pernicioso, nuota controcorrente. C'è un che di non detto in questi giorni amari, un equivoco di fondo che ha mille ragioni d'essere, ma rischia di condurci all'ultimo atto di un tragedia annunciata.
La scomparasa delle 10.000 assunzioni e dei diritti degli alunni portatori di handicap
Cosimo Scarinzi - 09-03-2012
Sembra che, per quanto riguarda la politica scolastica e non solo, l'attuale governo intenda allinearsi alle peggiori consuetudini dell'era Tremonti - Gelmini. In due giorni ci siamo trovati di fronte all'apparizione e sparizione di 10.000 immissioni in ruolo legate, per giunta, ai maggiori introiti derivanti dalla tassazione su giochi ed alcolici in un nauseante stile da cattivo cabaret; ad una modifica della certificazione della condizione di handicap per gli alunni che comporterà costi, difficoltà burocratiche, umiliazioni per le famiglie e per i ragazzi. Agli occhi di una burocrazia ottusa ed occhiuta i portatori di handicap sono solo un "costo" da ridurre.
La scuola degli abracadabra
Gigi Monello - 07-03-2012
Il più perverso piacere del burocrate ministeriale sta nell'apprendere che la sua formula - inventata per dare a vedere che il mondo è sotto controllo - viene devotamente ripetuta da legioni di impiegati. Creare balocchi di successo che scherzino con l'assurdo; ecco la sua "follia". Esempi da manuale nella scuola, dove trovi formule che assomigliano a scongiuri tribali; come, "sospeso dalle lezioni con obbligo di frequenza". Certo, se uno pneumologo prescrivesse a qualcuno tre giorni di tassativa astensione dal tabacco con obbligo di fumare, ne rideremmo e penseremmo a res manicomialis.
Un edificio dalle fondamenta traballanti
Enrico Maranzana - 05-03-2012
Il ciclone "valutazione" si è abbattuto sulla scuola, originato da raccomandazioni europee. Il fatto che l'INVALSI radichi su una sollecitazione esterna, formulata da un ente che opera per ottimizzare l'impiego delle risorse, è di notevole significatività: la scuola è vista come una entità impenetrabile, i cui processi interni sono privi di significato per cui il controllo sarà da esercitare sui risultati che l'istituzione produce. La lettura dell'articolo della legge che ha costituito l'istituto romano offre molti elementi a sostegno di questa tesi.
Non è messa in discussione l'importanza di un organismo di vigilanza che, in parallelo con l'ordinaria gestione, segnali le devianze dall'ordinato, coordinato, strutturato, finalizzato itinerario verso la meta, per migliorarne la percorribilità.
Valutazione: un appello
Francesco Mele - 05-03-2012
Car* tutt*
di seguito troverete la relazione illustrativa che abbiamo inviato insieme all'emendamento ai componenti delle commissioni interessate di Camera e Senato.
Sono contenute le ragioni che ci hanno portato alla formulazione dell'emendamento e per le quali vi rinnoviamo l'invito a firmare.
Come vedrete nella relazione si afferma quanto sia importante per noi la valutazione interna (autoanalisi e autovalutazione di istituto) resa obbligatoria dalla L 59/97 - ma che solo poche scuole fanno - e che vede coinvolti tutti gli attori del processo educativo - docenti, studenti, genitori, non docenti, dirigenti - in una "riflessione sistematica ... sulle pratiche professionali esistenti come primo passo di un processo di miglioramento" (adattato da progetto ISIP - OCSE CERI - 1982-86).

Disoccupazione giovanile in crescita...chiediamoci perchè
Giocondo Talamonti - 03-03-2012
Attualmente, il compito di suggerire ai giovani che escono dalla scuola dell'obbligo quale percorso formativo intraprendere, è affidato alle cure materne delle insegnanti di lettere, spesso all'oscuro di strategie di mercato, le quali prendono come unico riferimento le inclinazioni del ragazzo, dedotte dai giudizi acquisiti in sede di scrutinio di classe.
Più che di 'orientamento', questa operazione può essere definita di 'smistamento'. La confusione è amplificata dalle famiglie, le quali, prive anch'esse di informazioni utili a ipotizzare i campi di maggior sviluppo occupazionale, decidono di far intraprendere ai propri pargoli indirizzi di studio condizionandoli alla scelta fatta dal vicino di casa, o dall'amichetto del cuore.
Scuole? Evviva l'equità!
Giuseppe Aragno - 03-03-2012
"Fanno profitto, si tratta di soldi, è giusto tassare!".
Monti l'aveva annunciato con la dovuta solennità, tra rulli di tamburi, squilli di fanfare, bandiere al vento e loden delle feste comandate: "Anche le scuole cattoliche pagheranno le imposte sugli immobili che utilizzano".
Ignorato il dettato costituzionale che, a quanto pare, non conta un bel nulla per i tecnici salvaitalia e per la maggioranza bulgara che li sostiene - la Costituzione in tema di soldi alle private è chiara come il sole - il mondo della scuola ha voluto stare al gioco. Crediamoci, si sono detti i tartassati docenti, diamogli fiducia: è solo un caso che i tecnici professori che ci governano siano colleghi del prof. Frati, il rettore della Sapienza che ha fatto dell'università una sorta di succursale della famiglia... "Crediamoci, qualcosa sta cambiando", si son detti i docenti.
Il metodo Vales per tutti
Francesco Di Lorenzo - 03-03-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Che sia stato un 'flop' il tanto decantato rilancio degli istituti tecnici e professionali è sotto gli occhi di tutti. Tant'è che il ministro Profumo, ad uso di famiglie e alunni, ha chiesto di ampliare le spiegazioni sulle possibilità e sugli sbocchi occupazionali che offrono tali istituti... Azzardiamo un'ipotesi, sapendo che da noi può capitare di tutto: vuoi vedere che i componenti della commissione che ha riorganizzato gli istituti tecnici e professionali hanno avuto tutti, per la loro grande impresa, un avanzamento di carriera?
Speriamo proprio di no!
Uno spettro si aggira per l'Europa...
Cosimo De Nitto - 03-03-2012
Lo spettro della dispersione scolastica si fa sentire molto di più in Italia, quasi il doppio della Francia e della Germania. Questi paesi, infatti, investono nella scuola molto più di noi, che con la Gelmini abbiamo somministrato una cura da cavallo, tagliando le già magre e insufficienti risorse di ben 8 miliardi in tre anni. Rossi D'Oria e Profumo, sollecitati nella loro sensibilità, hanno deciso, bontà loro, di investire 30 milioni di fondi europei per aiutare le quattro regioni più disgraziate: Sicilia, Campania, Calabria, Puglia.
Certo togliere 8 miliardi in tre anni e poi aggiungere 30 milioni in due, sempre fondi europei, non è la stessa cosa e non c'è la benché minima compensazione. Andiamo più nello specifico e seguiamo Rossi D'Oria che nell'articolo "Scuola, è allarme abbandoni. Uno su cinque senza diploma. Italia tra i peggiori d'Europa", pubblicato su Repubblica lunedì 27 febbraio scorso...

L'indotto pedagogico della cultura del limite
Severo Laleo - 01-03-2012
Il governo Monti ha un procedere davvero diverso dai tanti governi della storia repubblicana. E' terribile, riesce, ad una parte, a infliggere, sbagliando di grosso e per l'ideologia dei conti, sofferenze reali a troppe persone senza tutele; e, dall'altra, riesce a seguire una linea di "civiltà", a volte, oltre i valori liberali. E' il caso del limite, a 300 mila euro, per gli stipendi dei manager di Stato.

Profumo di che?
Maurizio Tiriticco - 29-02-2012
Al di là di un discutibile Vales e di un ritorno a concorsi con migliaia di insegnanti che premono per entrare nei ruoli, come si diceva un tempo, pare che non ci sia altro! E proprio quando la Fondazione Agnelli ci dice una cosa che già sappiamo da anni, cioè che la nostra istruzione obbligatoria ha un anello debole, la scuola media! E, se una catena ha un anello debole, rischia di spezzarsi, se non si corre ai ripari! Sono anni che parliamo di un curricolo di istruzione obbligatorio verticale, continuo e progressivo - quanti aggettivi! - della durata di dieci anni, ma...
Formigoni e teorie economiche
Enrico Maranzana - 27-02-2012
Il Presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni il 27 gennaio scorso ha presentato un progetto di Legge Regionale "Per la crescita lo sviluppo e l'occupazione". In particolare nell'art.5 la proposta consente alle scuole statali di reclutare il personale docente con un concorso di istituto che realizza l'incrocio diretto fra domanda e offerta.
Il CEPU e la Scuola di Stato
Severo Laleo - 25-02-2012
"La laurea serve: dà opportunità e salari migliori (dati Isfol-Alma Laurea). Con CEPU ti laurei prima e sei più preparato".
Questo è il messaggio pubblicitario di CEPU per attirare clienti. E insieme profitti. Del resto, la laurea, cos'è per CEPU? Un'opportunità di profitto "prima" degli altri. E con più "preparazione".
Senza pudore si annuncia un teorema sfacciato: meno tempo di studio, più preparazione finale! E vai!
Ma qual è la risposta della Scuola di Stato?
Mai fidarsi delle apparenze
Cosimo De Nitto - 25-02-2012
Sono passati i fatidici e molto massmediati 100 giorni dall'insediamento del governo Monti e dei suoi ministri. Non ci vuole un analista particolarmente fine per farci capire le differenze col precedente governo. In particolar modo abissale appare la differenza tra i due ministri della pubblica istruzione. Le differenze tra l'Avv. Gelmini, che ha preso l'abilitazione a Reggio Calabria, e il Prof. Profumo, Rettore del Politecnico, Presidente del CNR sono talmente evidenti che rendono inutile ogni paragone, a prescindere dai neutrini.
Dopo 100 giorni, data ragione di ciò, si apre una riflessione sui contenuti della nuova guida del Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca, che, per taluni aspetti, fa ripensare quel paragone di cui sopra e quell'evidenza non appare poi più così netta, marcata.
Golden school
Francesco Di Lorenzo - 25-02-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Parte una raccolta di firme promossa dalla 'Rete degli studenti', con l'obiettivo dichiarato di cancellare alcune 'chicche' della riforma Gelmini. I punti di cui si chiede l'abolizione sono quattro: la bocciatura per il numero di assenze, il voto di condotta che influisce sulla media, la sufficienza in tutte le materie per accedere all'esame di Stato e, infine, lo stop al limite del 30% di studenti migranti per classe. Per la Rete degli studenti tali provvedimenti hanno solo incrementato la dispersione scolastica, accentuando le difficoltà nella già problematica vita di chi deve ogni giorno subire disservizi e abusi: orari ridotti, entrate e uscite anticipate, ore buche per la mancanza di insegnanti che non vengono sostituiti quando sono assenti.
Napoli europeista nell'Italia fascista
Giuseppe Aragno - 23-02-2012
Dallo Speciale Il tempo e la storia



Ho una storia da raccontare: riguarda l'Europa, l'Italia fascista e Napoli soprattutto, icona della "città di plebe", formicaio "di pitocchi, scugnizzi, prostitute e camorristi", come la vide da giovane Labriola e quasi la fissò nel tempo: "un invito permanente a rivoltarsi, insorgere, levarsi contro tutti" che, se qualcuno l'accoglie, si fa "fuoco di paglia": vampata nobile d'incendio e nulla più. Così fu la breve stagione del '99, così le Quattro, ardenti giornate del '43.
Davanti ho carte d'archivio. Lasciamole parlare. Per sentito dire, tutti più o meno sanno di Spinelli a Ventotene; di un'Europa dei popoli per la quale finisce nel carcere fascista un manipolo di soldati napoletani del Genio, spediti in Libia tra il '38 e il '39, mentre l'altra Europa, quella tutta banche, Borse, aziende, mercato e profitto, affila le armi, pronta a mandare i giovani al macello, questo no, questo non lo si sa, nemmeno per sentito dire.
‎‎Ce lo chiede l'Europa
Cosimo De Nitto - 23-02-2012
"Ce lo chiede l'Europa" è divenuto un ritornello buono per una canzonetta di Sanremo. Ce lo sentiamo ripetere come un tormentone senza fine per giustificare provvedimenti altrimenti ingiustificabili per la loro iniquità sociale.

Ovviamente l'Europa, secondo i "ce lo chiede l'Europa", si guarda bene dal chiederci che i salari, gli stipendi e le pensioni in Italia vanno aumentati di gran lunga, che bisogna aumentare gli investimenti nella formazione, nella ricerca, nella cultura, che bisogna sconfiggere la dispersione scolastica, che bisogna dare lavoro ai giovani e alle donne, che bisogna eliminare la corruzione... No, queste cose non ce le chiede l'Europa, secondo i "ce lo chiede l'Europa".
Alcuni appunti sull'approccio interculturale nelle Scuole della Repubblica
Gennaro Tedesco - 20-02-2012
Dopo tanta teoria, poco e mal studiata e soprattutto non metabolizzata, su una intercultura di cui nelle Scuole ma anche in non poche Università si conoscono solo le maldestre interpretazioni di sporadici e non sempre sperimentali maestri, senza rimandare studenti e docenti alle fonti originarie e originali e senza mai aver visto e praticato un extracomunitario nel suo luogo e contesto d'origine oltre che nel "territorio", per usare un'espressione alla moda di sapore "federalista" (giacchè nel Bel Paese, fortunatamente in questo caso, tutto si riduce a vuoto propagandismo) credo che sia giunto il momento di tentare di "carnalizzare" , rendendoli meno ectoplasmatici dei ragazzi extracomunitari intravisti nelle nebbie e nelle brume gassose delle elucubrazioni e sofisticazioni di non pochi docenti e dirigenti, alcuni punti dell'approccio interculturale nelle Scuole della Repubblica.
Siamo persone o topi?
Claudia Fanti - 20-02-2012
Non appassiona per nulla tutto questo vociare di valutazione di sistema.
Cade male, molto male. Sì, perché la scuola spesso è più avanti. Ci si è già accorti da tempo che la valutazione per fungere da stimolo al miglioramento deve farsi il più possibile discreta. Deve camminare in punta di piedi come una ballerina. Da tempo immemorabile abbiamo capito che rifarsi a modelli stranieri non ha senso.
Vorrei farvi immaginare "addirittura" una scuola che non dà voti, che non assegna punteggi, che non scrive bravo o bravissimo su quaderni o elaborati.
Seguitemi, per una volta, nell'osservazione di un bambino che entra in prima classe e con le sue maestre e i compagni lavora per tutta la durata della scuola elementare, libero da un giudizio esterno a lui sconosciuto.
Un atto simbolico
Lorenzo Picunio - 18-02-2012
Compie novant'anni il maestro Mario Lodi, una colonna della scuola attiva italiana (quasi ognuno che è stato bambino negli ultimi trent'anni ha letto a scuola "Cipì"). Nominarlo senatore a vita sarebbe un modo per dimostrare che la scuola è importante, che il valore dell'istruzione è riconosciuto, che le politiche di sostegno alla conoscenza vincono sui tagli indiscriminati. Poi serve anche altro, ma il segnale sarebbe importante.
Senza gerarchie
Francesco Di Lorenzo - 18-02-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Non è una novità che Formigoni, governatore della Lombardia, provi, con insistenza e disinvoltura, a forzare la mano sull'autonomia scolastica. La sua storia viene da lontano. Pensate, lui è lì, alla presidenza della regione Lombardia, da quando ancora non esisteva una legge sull'autonomia scolastica. È presidente dal 1995. È passato dalla DC, al PPI, al CDU, a Forza Italia, ed ora è nel Popolo delle Libertà. Ma questi sono dettagli. Le sue idee sulla scuola sono chiare, da prima che il ministro Berlinguer (dal 1996), consapevole o no, gli desse una mano. Il suo scopo è favorire in tutti i modi le scuole private, creare un sistema di concorrenza (sleale) tra gli istituti scolastici e dare loro, di conseguenza, il potere autonomo di assumere chi si vuole. Ma, attenzione, attraverso le sperimentazioni. Moratti docet, per chi voglia intendere.
Chiara ride, signor ministro...
Giuseppe Aragno - 17-02-2012
Con tutto il rispetto, quando le ho parlato del suo VALeS , prof. Profumo, Chiara, la mia giovane amica ricercatrice, s'è fatta una risata schietta e ha commentato: "americanate". Ha una storia alle spalle, Chiara, e la racconta così a chi le chiede meravigliato: "ma che fai, sei tornata a casa?":
"Sì, me ne sono tornata in Italia e ho mollato tutto, gli USA, la borsa di studio, il prestigioso Istituto di ricerca e le prospettive di carriera, perché, in attesa della stella polare, i soldi per la privata non ce li avevo e mia figlia dovevo mandarla per forza in una scuola pubblica".
Per chi non capisce e fa lo sguardo interrogativo, risponde secca e senza mezzi termini:
"'I ministri, da noi, non sanno nemmeno di che parlano! Fa schifo. Da quelle parti la scuola pubblica fa schifo. Non potevo rovinare mia figlia. Qui, nonostante l'incompetenza di chi governa, abbiamo ancora una scuola coi fiocchi".
100 giorni di Profumo .. la puzza di stantio è inalterata
Enrico Maranzana - 17-02-2012
Una titolazione così perentoria deriva dall'inventariazione dei due principali nodi problematici della scuola: nulla è stato fatto per la loro soluzione, anzi, è mancata perfino la loro percezione.

La filosofia anarchica e l'individualismo, che identificano la loro controparte nello Stato, non hanno subito scalfitture: nella scuola la volontà del legislatore è sempre stata sistematicamente travisata e sterilizzata, risolta nella sola compilazione di carte di lampante inutilità.
Quanta è bella giovinezza...
Cosimo De Nitto - 15-02-2012
I modelli sociali che questa cultura sottende sono aberranti, incompatibili con un paese civile in cui ci siano uomini e donne che hanno dignità, senso dell'onore e del pudore, amore per un lavoro onesto, magari faticoso, ma che non costringe a "vendersi".
Berlusconi, come in uno spot pubblicitario, ha costruito un sogno in cui si vedono giovani belli, felici e gaudenti, con auto di lusso, elegantissimi, nei posti più belli della terra e con il mondo ai loro piedi. Il suo target erano i giovani, l'eterna giovinezza, il potere sugli altri con la seduzione. Era, ed è ossessionato dalla gioventù, anche quella precoce al limite dell'adolescenza.
VALeS vs I polli di Renzo
Claudia Fanti - 14-02-2012
E' vero che molti insegnanti hanno una pregiudiziale nei confronti di un sistema di valutazione nazionale. Verissimo! Ma forse hanno ragioni da vendere, visto il modo in cui ogni "novità" piove come una meteora sulle loro teste senza che esse (le teste) siano mai state consultate! D'altra parte, che il corpo docente sia unicamente chiamato a eseguire, è una consuetudine tutta italiana che ha radici molto antiche. Viene in mente il mitico Maestro di Vigevano! Si sperava che nel terzo millennio qualcosa cambiasse. E' vero anche che l'Europa chiede di "allinearsi".
Per ora si dice che verrà abbandonata in un primo momento l'idea della premialità dei docenti e che sull'argomento spinoso verrà avviata una consultazione tra rappresentanze (?) di docenti.
Il precario che parla di scuola
Franco Buccino - 14-02-2012
Mi sono imbattuto l'altro giorno nel mio amico precario della scuola. Quello delll'ascensore. Mi ha raccontato brevemente le ultime novità. Come aveva previsto, non ha avuto l'incarico annuale. Anche se continua a uscire qualche calendario del Provveditorato, tra correzioni e annullamenti la graduatoria non scorre. Ha lavorato in una scuola per cinque giorni prima delle feste su un progetto regionale, è andato a un paio di convocazioni per supplenze brevi senza fortuna. Trova persone collocate in elenco prima di lui, che ha quasi quarant'anni di età e dieci di servizio. Per fortuna, ripete, che c'è il "salvaprecari", con il quale si ha anche quest'anno punteggio e indennità di disoccupazione.
VALeS: quanto vale?
Enrico Maranzana - 13-02-2012
La legge ha sostituito il termine "scuola" con "sistema educativo di istruzione e formazione".
Il legislatore ha affrontato il problema scolastico in conformità alle moderne tecniche per il trattamento delle situazioni complesse: lo ha scomposto in sottoproblemi e ne ha affidato la soluzione a soggetti diversi.
L'esistenza di una molteplicità di organismi implica sia la distinzione delle funzioni, sia il relativo coordinamento.
Si tratta di una problematica aggredita e risolta dall'art. 37 del decreto legislativo 150/2009 sulla dirigenza pubblica che riafferma e "rafforza il principio di distinzione tra le funzioni di indirizzo e controllo spettanti agli organi di governo e le funzioni di gestione amministrativa spettanti alla dirigenza".
Ecco perché il voler "valorizzare il ruolo e la leadership del dirigente all'interno dell'autonomia scolastica e della comunità professionale" è sintomo di disorientamento e di confusione.
Occupazioni studentesche: i vendicatori
Francesco Mele - 13-02-2012
Una nuova genia di educatori si aggira per le lande della Contea di Mutina, li chiamano ormai "i vendicatori" e fondano il loro credo pedagogico su un disinvolto utilizzo della cosiddetta "didattica coattiva" che vede la ritorsione (una volta in volgare la chiamavamo vendetta) come strumento privilegiato per educare le giovani generazioni.
Questa innovativa filosofia pedagogica che sta prendendo piede in alcune delle nostre scuole, vede tra le illuminate figure di riferimento una coppia di presidi/gladiatori della nostra Contea, di cui andare decisamente orgogliosi, che ripescano direttamente dalla cultura dell'Impero i fondamenti della loro visione dell'educazione: tutti i mezzi sono buoni per piegare la volontà e la resistenza di giovani riottosi e ribelli che si permettono di volgere il loro sguardo fuori dal tranquillo percorso pensato per loro dalla scuola, dai libri di testo, dai loro docenti illuminati. Un guardare e ricercare altrove che può rivelarsi molto pericoloso per il futuro dell'intera società civile.
Rispetto
Claudia Fanti - 11-02-2012
Francamente non capisco dove condurrà il sistema di valutazione che si va profilando all'orizzonte prossimo.
Mi si consenta il dubitare del successo pratico su vasta scala dell'iniziativa. Mi interesso di altro, di ciò che riguarda il rispetto dei modi di apprendere di bambine e bambini.
Vales: un infuso di camomilla contro una broncopolmonite...
Maurizio Tiriticco - 11-02-2012
Sono in molti a chiedermi cosa penso di Vales! Penso semplicemente che non puoi valutare lo stato di salute di un infermo di cui già sai di quali medicine necessita! Andiamo a valutare come e perché uno zoppo non potrà mai gareggiare per i cento metri? E gli diciamo anche che è bravo perché riesce a fare qualche passo? Illuderlo che tutto va ben, madama la marchesa? E perpetuare così il suo cattivo stato di salute? Per me è un perdere tempo e soldi! E poi tre anniii! Un'infinitààà!!! Tre anni di carte su carte, di menar il can per l'aia! Mentre il malato magari continua a peggiorare! Possibile che non si abbia il coraggio di porre mano a ciò di cui il nostro sistema di istruzione ha veramente bisogno?
La sperimentazione del nulla
Francesco Di Lorenzo - 11-02-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Nel mercato della sperimentazione, che una volta aveva un significato ben definito e che dalla gestione Moratti in poi ha perso progressivamente valore, oggi si ritrovano - vicini, attigui/contigui - sia gli insegnanti che i dirigenti. La novità è che saranno valutati attraverso il percorso sperimentale Vales (Valutazione Sviluppo Scuola), per la prima volta con questo metodo, anche i dirigenti scolastici. Il progetto dovrebbe coinvolgere un massimo di trecento istituti e durare tre anni. Ma la novità vera, all'interno del percorso di valutazione dei singoli istituti, spiegano i tecnici che se ne intendono, sarebbe l'entrata in scena del 'valore aggiunto'. Cos'è? Difficile spiegarlo, ma proviamoci.
Elogio della carta igienica
Cosimo de Nitto - 11-02-2012
Se fossi un poeta, ma poeta non sono, potrei dedicare un'ode alla carta igienica per l'alta funzione sociale, civile e sanitaria che essa svolge. Mi rendo benissimo conto che trattare questo argomento fa inorridire di sdegno i palati, e gli odorati fini, che la vita la vedono sempre dall'alto dei massimi sistemi, dall'iperuranio delle idee, dei raffinati costrutti della mente e della scienza. Ma provate a pensare cosa succederebbe se non si avesse, all'occorrenza, un rotolo di carta igienica. Sarebbe tragicamente sconveniente e imbarazzante, mortificante della dignità dell'individuo.
La iella dei Maya e la nuova era glaciale
Lucio Garofalo - 10-02-2012
Per la serie: una risata (oppure la neve) li seppellirà
Ci mancava solo il Blizzard, la terribile bufera di ghiaccio proveniente dalle steppe siberiane, a completare l'immensa scalogna che ci perseguita ormai da troppo tempo.
In queste ore l'intera penisola è sferzata da una furiosa tormenta di neve accompagnata da un vento gelido tipico delle regioni artiche, per cui sembriamo sprofondati in piena "era glaciale", benché non si vedano circolare i mammut o le tigri dai denti a sciabola.
La sfida all'eternità
Laura Alberico - 10-02-2012
In questi giorni il clima lancia la propria sfida agli uomini, li sottopone a vere e proprie prove di resistenza ricordando loro che la vita e la sopravvivenza sono legate all'ambiente e alle sue trasformazioni più di quanto si possa immaginare.
Cesio a San Polo: 20 anni di silenzio
Andrea Tornago - 10-02-2012
Dallo Speciale brace brace brace



Rifiuti radioattivi nel quartiere San Polo di Brescia: è riemersa dagli archivi un'ordinanza del 1994 che documenta come l'Asl e il Comune sapessero della presenza del Cesio già quattro anni prima della messa in sicurezza del sito. Quattro anni in cui lavoratori e semplici cittadini hanno continuato a frequentare un'area esposta ad alta radioattività, quasi 500 volte superiore al fondo naturale.
La scuola nel tempo della neolingua
Giuseppe Aragno - 08-02-2012
C'è la crisi, si dice, e pare tutto chiaro. Al buio, sullo sfondo, però, c'è qualcosa di "non detto", o forse d'indicibile, e sul proscenio la luce mostra un'altalena: oggi chincaglierie scintillanti vendute come gioielli ai creduloni, domani cadute di stile ripetute e negate col sorriso innocente e i toni pesanti di chi cerca la guerra. Nulla di più vicino all'inquietante paradosso di Orwell: "Il linguaggio politico è concepito in modo che le menzogne suonino sincere, l'omicidio rispettabile e l'aria abbia parvenza di solidità".
Meritocrazia vs egualitarismo
Cosimo de Nitto - 08-02-2012
Chi confonde i voti numerici con il merito, peggio ancora con la meritocrazia, come ha fatto la Gelmini, è un/una contaballe. Scegliere voto numerico, giudizio, descrittori sintetici, ecc. è una scelta di strumento che non c'entra niente con la valutazione, con il merito e assolutamente niente con la meritocrazia.
Per valutare il "merito" bisogna stabilire, fra l'altro, se prendere anche in considerazione la base di partenza, oppure no. Questo è il tema del contendere.
Fumo o arrosto?
Lorenzo Picunio - 07-02-2012
L'Ufficio Scolastico regionale per il Veneto chiede alle scuole di comunicare a febbraio i dati sugli alunni disabili per l'anno scolastico a venire, comprese le richieste di maggior sostegno o di classi meno numerose. L'intento è buono: poter determinare il numero degli insegnanti a giugno e non a settembre, e quindi diminuire il turn over degli insegnanti stessi.
Non solo: ma viene fatta balenare un'altra possibilità positiva: alle scuole un organico funzionale (incrementato del 3% circa rispetto all'organico fissato per legge per le classi), per coprire supplenze e necessità eventuali, misurato sulla serie storica degli ultimi anni.
Il Manifesto degli insegnanti: variazioni ...
Severo Laleo - 06-02-2012
1. Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo motivo sono un insegnante.

V. Scelgo di fare l'insegnante per essere a disposizione piena, e sempre dalla parte, delle persone in età/condizione di formazione. Con amore.

2. Insegnerò per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che è innata nei miei alunni.
Insegnerò per essere superato da loro. Il giorno in cui non ci riuscirò più cederò il mio posto ad uno di loro.

V. Non so se la meraviglia e il desiderio di libertà siano innati, ma insegnerò certamente per favorire i processi di autonomia/indipendenza/libertà di tutte/i le/gli alunne/i in qualche modo in contatto con la mia professionalità. Non avrò con le/gli alunne/i alcun rapporto di superiorità/inferiorità, ma solo e sempre rapporti di parità, pur nella differenza dei ruoli.
Il destino di vigilare
Francesco Di Lorenzo - 04-02-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Arriva la notizia che dal 30 gennaio il ministro Profumo non è più presidente del CNR. Si è dimesso. Avrebbe potuto farlo prima per evitare illazioni inutili? E comunque legittime? Sicuramente sì. La questione-il problema-il discorso è sempre lo stesso. Una volta raggiunto un posto di potere, le regole che valgono per gli altri, si fa fatica ad applicarle anche per se stessi. E bisogna sempre che ci sia qualcuno a ricordare e a pretendere. Insomma, non possiamo distrarci. Dobbiamo vigilare: è la nostra regola, il nostro destino.
L'Italia di Monti
Giuseppe Aragno - 03-02-2012
Per Berlusconi era l'«azienda Italia» e ne menava vanto: a guidarla l'aveva voluto il «popolo sovrano». Il voto non è dettaglio banale, ma dopo il lavoro forsennato dei curatori d'immagine e le utili idiozie dei pennivendoli, l'amore per la democrazia si fa passione per la «sobrietà». L'opinione pubblica si costruisce: è la fabbrica del consenso che si studia nelle scuole non a caso ridotte alla fame. L'intelligenza critica non cede al ricatto dello spread.
Monti, che pare vada per la maggiore, nei sondaggi sarebbe al 50%, ma si finge d'ignorare che metà degli elettori non intende votare, sicché il dato reale d'un consenso virtuale non va oltre il 25%. Ai rischi legati a statistiche manipolate è molto attento il libero insegnamento, ma Profumo dovrebbe saperlo: chi investe in formazione punta sui tempi lunghi e lavora quasi a futura memoria.
La noia
Claudia Fanti - 02-02-2012
Non credere signore che noi non ti capiamo quando ci parli con quel tono pacato, sereno, distaccato, a volte rotto da qualche cedimento che fa tanto umano.
Tu e l'altro potere che è quello dei media che ti danno voce concedendo a volte un contraddittorio dove tu non sei più e non potrai sentire, siete le due facce della medaglia di una sirena moderna che usa le parole come un refrain inestinguibile, martellante per ottundere le coscienze, per annichilire la capacità di discernere dei tanti che stanno lì appesi a una speranza di cambiamento.
E dite e dite e dite sempre le stesse cose fino a farle entrare non soltanto nel lessico quotidiano, ma addirittura nel sogno di un cambiamento agognato: quello di un' Italia più giusta.
L'eufemismo al potere
Cosimo De Nitto - 02-02-2012
Quando il linguaggio segue l'evoluzione del quadro politico.
Prendete ad esempio l'espressione così in voga in questa era montiana-forneriana: "flessibilità in uscita". Non si tratta di una flessibilità qualsiasi, cioé di una capacità di flettersi (piegarsi) in generale, ma solo in uscita. Magari uno sprovveduto potrà pensare che si tratti di qualcuno molto alto, che ha un uscio di casa troppo basso ed è costretto a flettersi-piegarsi per poter uscire. E invece no. "Flessibilità in uscita" sta, lo giuro sul mio onore, per "licenziamento".
Non esiste crescita sociale disgiunta dalla storia
Giocondo Talamonti - 31-01-2012
I temi della tolleranza e della comprensione nel contesto di ogni moderna democrazia non possono cancellare la memoria degli eventi drammatici legati alla discriminazione razziale nazista; anzi, il riproporli, nella loro crudezza, alla sensibilità dei giovani di oggi, indica la strada per evitare altri errori e per trasmettere i valori della vita e della fraternità nelle differenze etniche ed ideologiche.
Tremonti tardo no-global
Lucio Garofalo - 30-01-2012
"Una volta il pronunciamiento lo facevano i militari - così scrive Giulio Tremonti nel suo ultimo libro "Uscita di sicurezza" - Occupavano la radio-tv, imponevano il coprifuoco di notte eccetera. Oggi, in versione postmoderna, lo si fa con l'argomento della tenuta sistemica dell'euro (...) lo si fa condizionando e commissariando governi e parlamenti (...) Ed è la finanza a farlo, il pronunciamiento , imponendo il proprio governo, fatto quasi sempre da gente con la sua stessa uniforme, da tecnocrati apostoli cultori delle loro utopie, convinti ancora del dogma monetarista; ingegneri applicati all'economia, come era nel Politburo prima del crollo; replicanti totalitaristi alla Saint-Simon".
Sfigati per sempre
Francesco Di Lorenzo - 28-01-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Sulla vicenda, ormai stranota, dell'essere sfigati se non si è laureati a ventotto anni, vengono in mente alcune cose. Una, in particolare, forse avrebbe bisogno di essere presa un po' più di petto ed approfondita. È questa. La constatazione che i bocciati a scuola e nella società sono sempre gli stessi. Come sono sempre gli stessi a comandare. Siamo fermi, quindi, alla denuncia che don Lorenzo Milani fece cinquant'anni fa. I privilegiati si autopromuovono e si permettono di dire quello che vogliono, tutti gli altri devono capirli. Don Milani si chiedeva se non fosse un po' strano che gli sfigati nascessero sempre nelle stesse famiglie (una volta povere, poi disagiate, adesso povere e disagiate insieme). Qualcosa non quadra, concludeva il prete scomodo. E continua ad essere così.
Questa normalità fa male
Vittoria Menga - 28-01-2012
Siamo nel periodo dell'anno che vede il pullulare di iniziative per il giorno della memoria. Giustamente cerchiamo di non dimenticare quella banalità che ha reso il male un compagno quotidiano, accettato e quasi normale per tanti contemporanei di quella tragedia. Mi chiedo se basti riflettere sulle azioni che riguardano il passato. Chiediamoci che cosa può fare danni enormi, oggi, senza suscitare nessuna critica, nessun rigetto o nessuna ribellione. Io penso che il silenzio diventi consenso o forse incapacità di individuare il veleno che passa attraverso i canali mediatici, capaci di produrre assuefazione.
Succursale Italia
Emanuela Cerutti - 28-01-2012
Inizialmente mi è parso strano: la proposta di abolizione del valore legale del titolo di studio avviene a poca distanza dall'introduzione di una nuova certificazione, che ha compiuto il suo primo anno di vita proprio in questo mese di gennaio 2012.
Mi riferisco al "Livello A2 di conoscenza della Lingua italiana", necessario agli stranieri che fanno richiesta di permesso di lungo periodo, secondo la normativa europea. Ne abbiamo trattato su queste pagine e non mi dilungo.
Mi soffermo invece sull'apparente contraddizione. Da un lato il mercato del lavoro si apre a forme di reclutamento liberalizzate, nelle quali conta di più il contenitore del contenuto e il prestigio dell'ente certificatore garantisce meglio di quanto possa la dichiarata competenza del laureato.
Dall'altra la stessa competenza mantiene invece il suo valore tout court e se il titolo non c'è il foglio di carta è messo in attesa.
Associazioni e dissociazioni mentali
Cosimo De Nitto - 28-01-2012
Caro ministro Profumo, come pensa che reagiranno i suoi studenti di ingegneria del Politecnico di Torino, del quale è (ancora?) Magnifico Rettore, alla notizia che Lei è per l'abolizione del valore legale del titolo di studio? Come pensa di "motivarli" allo studio, a spendere sempre più soldi, a affrontare disagi di ogni tipo (specie i fuori sede), a studiare con applicazione fatica rigore, sapendo che alla fine del percorso di studi c'è una laurea che non vale niente? Con l'abolizione del valore legale dei titoli di studio, pensa che aumenterà o diminuirà il numero dei laureati in Italia?
Viva l'umanesimo
Claudia Fanti - 28-01-2012
Quante volte si legge che i ragazzi sono un problema: qualunque sia il modo in cui lo si dice, la sensazione che i bambini e i ragazzi avvertono è quella di essere un problema. Effettivamente tutto ruota intorno al "problema" giovani, dai più piccoli ai più grandi! E', la nostra, una civiltà di vecchi che pensano sui e intorno ai giovani, anziché pensare con i giovani. Anziché lasciarli liberi di farsi male con i propri pensieri e di metterli alla prova. La nostra è una civiltà della sicurezza: le emozioni fanno male, le esperienze fanno male, il dolore vero fa male (meglio quello rappresentato in tv!), parlare della morte fa male, il sapere "difficile" fa male, la filosofia fa male, la storia fa male, perfino le fiabe fanno male, il compagno "difficile"fa male... la vita va tenuta in naftalina.
Emergenza Cesio 137: un naufragio a vista
Andrea Tornago - 27-01-2012
Dallo Speciale brace brace brace


A quattro mesi dalla relazione di Arpa Lombardia in cui si legge: "Non si può escludere l'assenza di contaminazione da Cesio 137 della matrice acque sotterranee" dell'ex cava Piccinelli di via Cerca 45. a Brescia, ancora non sappiamo se tale contaminazione sia effettivamente avvenuta.
Non aveva studiato alla Bocconi
Giuseppe Aragno - 27-01-2012
Non sappiamo e non sapremo mai se, in Paradiso, Gabriele sia l'angelo meglio riuscito alla divina fabbrica del Creatore. Se la maiuscola sia d'obbligo, chiedetelo a bruciapelo al ministro Profumo e alla sua scienza dell'ortografia, ma si lasci a chi pensa il diritto del dubbio, perché non c'è rimedio: non ci sono certezze, se non permangono dubbi. Se gli angeli siano uguali tra loro, se l'impegno lavorativo del Padreterno abbia tenuto costante il livello della produzione nei fatidici "sei giorni" in cui s'è generata questa "valle di lacrime", non siamo in grado di dire. Come un indocile ribelle, ognuno nella vita una volta almeno s'ostina a capire ciò che capire non può e, di fronte ai suoi mille dubbi, sta lì, a rovesciare invano col secchiello in un buco scavato sulla sabbia tutto l'Oceano mare.
I 276 Militi Ignoti
Vincenzo Pascuzzi - 25-01-2012
Alcune schiarite. Forse per la scuola è davvero "fernuta 'a nuttata" gelminiana, si intravedono schiarite. La prima è che il ministro Profumo, dopo una settimana di surplace, ha fermato il "progetto" della riduzione di un anno del percorso di studi, la c.d. maturità a 17 anni. E non era un'indiscrezione dubbia ma un progetto con tanto di d.d.l. già pronto! Ma lo stop vale "per il momento", perciò non c'è da stare tranquilli e bisogna vigilare almeno per due motivi: primo, l'esistenza - non smentita - del d.d.l. e, secondo, le modalità poco chiare con cui se ne è venuti a conoscenza. Su questo stop ministeriale hanno avuto importanza le posizioni contrarie esternate soprattutto tramite internet. Se è così, è un fatto nuovo e positivo: il ministro ascolta.
E la nave va...
Laura Alberico - 23-01-2012
Le categorie servono a darci un ordine mentale, ad avere una visione della vita il più possibile giusta e priva di ambiguità. Così da piccoli si impara a distinguere il bene dal male, poi si cresce e, purtroppo le due sponde si avvicinano ed è sempre più difficile riconoscere chi sta da una parte o dall'altra. In questa situazione, spettatori o protagonisti di una realtà confusa il mondo continua a mostrare uno scenario multiforme in cui le vicende diventano un pasto obbligato da consumare, in solitudine o in compagnia.
Ogni tanto però si verificano eventi tragici ...
Visto di espatrio
Francesco Di Lorenzo - 21-01-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Ora che John Elkann, presidente della Fiat e della Fondazione Agnelli ha detto, davanti a 400 bambini di quarta e quinta elementare, che bisogna 'appassionare i bambini e i ragazzi, maschi e femmine, alle materie scientifiche', siamo tutti un po' più tranquilli.
Queste parole, pronunciate durante un workshop al Museo dell'Automobile a Torino, erano rivolte, si presume, agli insegnanti perché le riportassero al ministro e quindi arrivassero al governo. Poi, ha anche detto che c'è bisogno che i giovani si inventino il loro futuro. Che, a pensarci, sembra un'idea in bilico tra 'ognuno pensi per sé' e 'noi pensiamo a noi e di voi poco ce ne importa'. Infatti, l'esponente della filosofia del 'mio futuro è meglio del tuo', presidente della Fiat, il suo domani lo vede fuori dall'Italia.
Il gioco del calcio
Lucio Garofalo - 21-01-2012
Ovvero come imparare in modo piacevole e divertente

Da tempo coltivavo l'idea di scrivere un trattatello pedagogico, magari sotto forma di romanzo breve, oppure un resoconto dettagliato, o quantomeno un articolo, per provare a documentare e descrivere minuziosamente, ma soprattutto a rielaborare sul piano della riflessione teorica, un'esperienza pedagogica senza dubbio originale (per cui ne rivendico l'esclusiva), concepita ed affinata nel corso della mia carriera professionale.

Mi riferisco ad un'invenzione metodologica alquanto personale che ha arricchito e perfezionato in termini di efficacia creativa l'azione didattica quotidiana, ottenendo riscontri educativi indiscutibilmente apprezzabili, talvolta persino eccellenti. Infatti, ovunque sia stato sperimentato, questo sistema pedagogico alternativo ha registrato reazioni favorevoli, entusiasmando gli alunni delle varie classi in cui è stato introdotto.
Riflessioni sulla scuola
Mimmo Fusco - 20-01-2012
Inoltro un articolo da "La poesia e lo spirito" e la mia risposta.
Mimmo Fusco
Ciao
..........

Gli adulti si impadronano della nostra vita
da La Poesia e lo Spirito di Carla Melazzini, 19 gennaio 2012

Apatia, disinteresse per l'ambiente e per i coetanei, isolamento e chiusura rispetto a familiari e amici, frequenti mal di testa e, per i maschi, aggressività improvvisa, mentre le femmine spesso si sfiancano con maratone sui libri. "Sono i sintomi della 'sindrome da prima superiore'. Nel 2010 il 15,3% degli studenti di prima superiore non ha superato l'anno. Era il 15% nel 2009. Un dato decisamente più alto rispetto a quello dei bocciati alle medie: 4,3%". Insomma, con il passaggio a liceo e istituti superiori, i bocciati quadruplicano.
Il diritto all'alternativa: lettera aperta
Raffaele Carcano - 19-01-2012
Egregio Dirigente,
gli insegnamenti alternativi a quello della religione cattolica sono un diritto conclamato, hanno costi coperti dal bilancio statale e la scuola è obbligata a garantirne l'attivazione.
La circolare MIUR n. 110 del 29 dicembre 2011 stabilisce al punto 6 le modalità con cui avvalersi delle attività alternative alla religione cattolica nell'anno scolastico 2012/2013.
Certi della Sua attenzione all'arricchimento dell'offerta formativa, al rispetto della libertà religiosa e del diritto all'istruzione, al fatto che la scelta delle alternative all'insegnamento della religione cattolica (IRC) non deve dar luogo ad alcuna forma di discriminazione, La invitiamo ...
Sull'intervista del ministro Profumo a Il Messaggero
Vincenzo Pascuzzi - 18-01-2012
Si nota subito l'inspiegabile assenza di dichiarazioni del ministro relative all'ipotesi di riduzione di un anno (da 13 a 12) del percorso di studi, formulata o ipotizzata solo un paio di giorni fa dal sottosegretario Rossi-Doria. Eppure circolano indiscrezioni di un ddl "già pronto" e che "approderà in Consiglio dei Ministri a fine mese": possibile che ciò avvenga all'insaputa del titolare del Miur? Allora deve essere stato il ministro a non voler rispondere a domande su questo argomento. E' verosimilmente da escludere che sia stata una dimenticanza dell'intervistatrice: Carla Massi è professionista seria, sperimentata (è responsabile del settore scientifico del giornale romano) ed è anche ben attenta in quanto .... consumatrice assidua e convinta di tè (di cui è anche una dei pochi sommelier italiani).
Insegnamento/apprendimento: ritorno al futuro
Claudia Fanti - 18-01-2012
Tralasciando ciò che l'istituzione ci impone con i suoi ritmi e le sue circolari, oltre che con progetti spesso piovuti dal territorio che la stessa assume anche per motivi economici, vorrei entrare subito nell'argomento che preme e cioè il rapporto fra il soggetto insegnante e il soggetto bambino/a.
Ci troviamo dinanzi a sfide che ogni anno, proprio nella quotidianità, nella pratica, potrebbero mutare anche repentinamente: cambio di classe, supplenze tappabuchi, compresenze che saltano, trasferimenti, sostituzioni di insegnanti in classi abituate in un certo modo. Non sempre si ha la fortuna di avere un ciclo di cinque anni con gli stessi bambini. E anche quando si è tranquilli di averlo, ci sono gli inserimenti di alunni che provengono dall' esterno, magari stranieri che non parlano la nostra lingua. Queste sono le situazioni "normali" e differenti. A volte, sempre più spesso, nelle classi ci sono bambini che presentano qualche disagio, ribelli. L'insegnamento, quindi non è uno, così come non lo è l'apprendimento.
E' sicuramente un lavoro tormentato fino alla fine della carriera e anche non compreso.
Diversamente abili: una ricchezza
Lorenzo Picunio - 16-01-2012
L'inserimento nella scuola pubblica dei bambini con disabilità è un grandissimo risultato di civiltà, sancito in modo definitivo dalla legge 517 del 1977. L'esperienza di più di 30 anni dimostra quanto quella scelta abbia fatto il bene non soltanto dei bambini disabili, ma anche di tutti quei cittadini adulti di oggi che sono stati nelle scuole, da alunni, a contatto con i bambini disabili. Ogni individuo è una ricchezza, ognuno ha qualcosa da dare alla collettività. Quella dell'inserimento dei bambini e ragazzi con disabilità nella scuola di tutti è un'esperienza italiana che meriterebbe di essere generalizzata negli altri paesi.
Profumo e Rossi-Doria, la strana coppia?
Vincenzo Pascuzzi - 14-01-2012
Arrivano notizie davvero incredibili e paradossali, almeno per alcuni. Appena alcune settimane fa il neo ministro Francesco Profumo assicurava: "no a nuove riforme" e "basta tagli". Invece è di ieri l'annuncio del sottosegretario Marco Rossi-Doria: «Un anno in meno tra i banchi» (!) apparso sul suo blog, come ipotesi avanzata pour parler a titolo personale (?!). Il ministro, finora, tace, non conferma e non smentisce. Rossi-Doria ha lanciato un ballon d'essai per suo conto oppure scherzava? Non si sa. E' incredibile che un governo con scadenza a poco più di un anno possa pensare di affrontare e poi gestire una riforma di questa portata che implicherebbe ulteriori riduzioni di 40.000 insegnanti...
Dentro il caos
Francesco Di Lorenzo - 14-01-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Che nei periodi di crisi si producano grandi idee, o almeno, idee per superare appunto la crisi, è un dato di fatto storico. Che, però, in questo periodo di crisi acuta ci siano in giro grandi idee per la scuola, è tutto da verificare. Naturalmente è possibile che grandi idee siano già in circolazione, ma noi non siamo capaci di vederle. O anche che stanno lì lì per nascere e quindi non ancora pronte. Sta di fatto che una visione panoramica di quello che ci gira intorno, ci dice, in prima battuta, che la confusione regna incontrastata e che nessuno è d'accordo su niente.
Noi vogliamo il tempo pieno, altro che un anno in meno!
Claudia Fanti - 14-01-2012
Non mi pare che la proposta che sta circolando sulla stampa di ridurre il percorso prima delle superiori a 12 anni sia risolutiva della dispersione. Affrontare la dispersione è un tema che non riguarda le riforme di sistema (che francamente hanno mostrato tutta la loro fragilità e dannosità e che per poterle valutare occorrerebbero 20 anni), bensì le modalità in cui si insegna e si apprende nel contesto. Poi per i ragazzi ci sarebbe bisogno ovviamente di una rete di protezione sociale anche esterna alla scuola. Altro che spedirli fuori un anno prima. A fare che cosa?
Solidarietà alla lotta dei borsiti edisu
Stefano Capello - 13-01-2012
Ieri sera dopo mesi di assemblee, iniziative e promesse non mantenute, dopo lo sfratto dalle residenza universitaria Paolo Borsellino di ieri di due giovani studenti iscritti al politecnico, il movimento degli studenti e borsisti edisu ha occupato la residenza universitaria sita in Via Verdi 13 a Torino.
Questa struttura era stata chiusa l'anno scorso per ristrutturazioni mai avviate ed ha una capacità di oltre 200 posti letto.
Il motivo della protesta è la mancanza di più del 70% dei soldi necessari per coprire le borse di studio universitarie regolarmente bandite e messe in concorso: in sostanza più di 5000 studenti ritenuti idonei non vedranno un euro.
Integrazione: possibile?
Giocondo Talamonti - 13-01-2012
Niente di meglio dei numeri per valutare l'entità di un fenomeno.
Il riferimento è alla presenza degli extracomunitari nella nostra città: circa 14.000, vale a dire il 15% circa della popolazione residente (20.000 nell'intera provincia). E' un piccolo esercito che la mobilità dei popoli, il richiamo economico, il clima, l'accoglienza hanno attratto, nonostante le restrizioni delle leggi in tema di immigrazione e a dispetto di posizioni antiesterofili sostenute da alcuni partiti nazionali. La storia personale di ognuno di essi è quasi sempre tinta di tristezza, di fatti di miseria e privazioni, improntati al dolore per l'abbandono della propria terra.
I tecnici e i mitacoli della formazione
Giuseppe Aragno - 11-01-2012
La bandiera subito alzata dal governo politico dei "tecnici è di quelle che fanno un grandisimo effetto in questi giorni di crisi trionfante: favorire la concorrenza economica nel mercato interno. Per quel che riguarda la formazione, però, alle chiacchiere degli esordi piagnucolosi non corrispondono i fatti e pare quasi che il concetto stesso di "concorrenza" abbia assunto significati decisamente fuorvianti. Che senso ha, infatti, chiedono i precari, voler fare concorsi per aprire ai giovani, quando migliaia di validi professionisti della formazione, che giovani sono pur stati, risultano abbandonati così al loro destino? Concorrenza per il Ministero signiifica forse mettere l'uno contro l'altro i giovani e i meno giovani, in modo gli uni tolgano il pane agli altri e tutti insieme faccaino la fame? E da un punto di vista puramente "tecnico", poi, dov'è mai scritto che più si è giovani e più si vale? E un mistero glorioso.
Pensare al dopo Monti per restaurare la democrazia
Maurizio Tirittico - 10-01-2012
E' indubbio che la cura Monti sta provocando effetti profondi nell'economia del nostro Paese, e non so giudicare se questi saranno positivi o meno. Forse è una grande scommessa e tra qualche tempo saremo usciti dal buio di questi giorni. E' una speranza - e un'attesa - che tutti ci accomuna.
Avverto invece che si sta determinando un'altra serie di problemi, che vanno al di là dell'economia e che investono il nostro sistema dei partiti, la nostra stessa democrazia. E mi domando: forse il punto di arresto per cui il nostro Parlamento si è dimostrato incapace di affrontare e risolvere i problemi che ha lasciato insorgere - è noto, comunque, il concorso di altre concause che vanno al di là della sua competenza - non sarà un punto di non ritorno?
9 gennaio: sciopero illuminante
Francesco Di Lorenzo - 09-01-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



L'anno nuovo, e non quello scolastico, comincerà con alcune iniziative di sciopero. Sono i piccoli sindacati come il Sisa e l'Anief (il primo: Sindacato indipendente scuola ambiente e il secondo: Associazione nazionale insegnanti e formatori) che si mettono insieme, che uniscono le loro forze, per protestare contro il dato incontrovertibile che per andare in pensione bisogna avere sempre più requisiti. Tradotto nella realtà: il momento della pensione si allontana inesorabilmente. Dopo aver pagato contributi per quarant'anni, si deve ancora lavorare, per legge. Per contrappeso e per ironia, viene in mente che qualche anno fa qualcuno aveva proposto di inserire la professione di insegnante tra quelle considerate usuranti. Domanda: siamo o non siamo il popolo degli eccessi?

Stanno uccidendo i greci
Debora Billi - 07-01-2012
In Grecia ci sono già bambini che hanno fame, e malati che non hanno medicine. A pochi mesi dall'inizio della crisi, a pochi chilometri dalle nostre coste.

Quando ho letto questa notizia pensavo fosse l'esagerazione di qualche blog catastrofista, tanto mi sembrava incredibile.

Parlando con il sito online Newsit.gr, la donna ha affermato che nelle ultime settimane "sono stati registrati circa 200 casi di neonati denutriti perche' i loro genitori non sono in grado di alimentarli come si deve", mentre gli insegnanti delle scuole intorno all'istituto da lei diretto fanno la fila per prendere un piatto di cibo per i loro alunni che non hanno da mangiare. Il ministero della Pubblica Istruzione, che in un primo momento aveva definito la denuncia come "propaganda", si e' visto costretto a riconoscere la gravita' del problema.
Il vero fine delle teorie complottiste
Lucio Garofalo - 05-01-2012
Il "manuale" delle concezioni complottiste è il Mein Kampf di Hitler, nonché le opere di Alfred Rosenberg, l'ideologo ufficiale del nazional-socialismo. In particolare, il Mein Kampf rappresenta una sorta di "bibbia" contemporanea per i suoi epigoni.
Senza correre il rischio di esagerare si potrebbe definire il Mein Kampf come il "testo sacro" dei sostenitori più fanatici del complottismo, il modello teorico e la principale fonte d'ispirazione a cui attingono le più assurde dietrologie esoteriche di matrice nazista o cripto-nazista. Ma lo stesso Hitler si ispirò a sua volta ad un libro intitolato L'ebreo internazionale, scritto da Henry Ford, il noto imprenditore americano. Nel Mein Kampf Hitler cita testualmente frasi deliranti tratte da questo libro che influenzò notevolmente l'ideologia antisemita alla base della propaganda hitleriana.
Scuola: musica ostrogota
Giuseppe Aragno - 01-01-2012
Oggi il delirio del default, i ritmi ossessivi dello spread sui bond, la verità di fede della flexsecurity, domani il banco desktop, in una scuola touch che diventa un App Store in cui studiare è social e per un lapsus freudiano la scienza della formazione si riduce all'uso di strumenti tecnologici che, per il "governo dei tecnici", diventano sic et simpliciter la Didattica. Rovesciati i fondamenti logici, è il trionfo della parte per il tutto e il contenitore, che basta a se stesso, annulla il contenuto.
Da qualche giorno conosciamo la scuola nuova del ministro Profumo.
Finale benaugurante
Francesco Di Lorenzo - 30-12-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



In Italia, ascoltando il neoministro, si potrebbe dire, dal punto di vista generale, che il 2011 è iniziato male ed è finito peggio, con timidi segnali di speranza solo negli ultimi giorni di dicembre. Tali segnali, è chiaro, dovranno essere confermati dai fatti.
in Australia, una ricerca dell'Università di Sidney sostiene che la bocciatura scolastica non porta nessun beneficio. Naturalmente la ricerca non servirà a convincere i duri e puri che pensano di salvare la scuola con le bocciature. Darà, però, un po' di ossigeno a tutti gli altri, quelli che negli ultimi tre anni erano guardati a vista e indicati come degli zombi. Arriva sempre il momento della riscossa. E a fine anno una piccola rivincita, è benaugurante.
Per un made in Italy dell'istruzione
Claudia Fanti - 29-12-2011
Mentre il governo in carica si affanna per riportarci almeno a galla, noi della scuola non sappiamo quale sia il nostro destino e quello delle nostre fatiche per reggere l'impatto del tempo tiranno in cui viviamo.
Eppure a qualcuno di noi piace ancora pensare a un futuro auspicabile nel quale sarà possibile insegnare e apprendere nel rispetto di ogni singolarità, umanità. Un rispetto che tenga conto dei volti delle persone che ci guarderanno dai banchi, nei corridoi spogli, nelle aule, nei laboratori. Ecco, mi piacerebbe che quando si scrive o ragiona di scuola, lo si facesse senza definire per categorie la cosiddetta utenza: i giovani, le famiglie, i disabili, gli stranieri...mi piacerebbe che si decidesse di "vedere" le persone e le loro infinite modalità di approccio all'esistente, al sapere, al quotidiano vivere.
Ministro Profumo: la legge sia la Sua Road Map
Enrico Maranzana - 27-12-2011
Il ministro Profumo ha detto: "Se uno dei miei nonni si svegliasse: capirebbe poco degli strumenti con cui funziona la società italiana .. poi se tornasse a scuola... beh, lì gli si presenterebbe un panorama sostanzialmente uguale .. con gli stessi banchi di formica verde". "I nostri ragazzi sono nativi digitali e a scuola si impara solo il 20%". "Una scuola che ha bisogno di strumenti diversi". "I libri si spostino sui tablet".
La sostanziale immutabilità del servizio è stata riconosciuta mentre la direzione della futura azione del governo non appare convincente in quanto deriva da una visione di superficie e dalla mancata percezione dell'origine del male che ammorba l'istituzione scuola.
In questa nota si tratteggeranno alcuni interventi di natura culturale, giuridica, sistemica, organizzativa, utili al riallineamento della scuola al mondo contemporaneo.
La scuola garrotata
Vincenzo Pascuzzi - 27-12-2011
E' inconfutabile, anche se sapientemente sottaciuto e ignorato, il fatto che, negli ultimi 20-25 anni e con governi orientati sia a destra che a sinistra, le risorse economiche (i soldi) destinati alla scuola e all'istruzione sono state costantemente ridotte. Con riferimento al Pil, i finanziamenti alla scuola erano pari al 5,5% del Pil nel 1990, sono stai poi ridotti al 4,6% nel 2008, al 4,2% nel 2010 e ora puntano al 3,7% programmato per il 2015 e al 3,2% per il 2030! L'OCSE conferma e denuncia questa situazione. La situazione sta producendo una emorragia, una massiccia fuga all'estero di giovani "talenti" allevati ed istruiti in Italia: 50-100 mila espatri all'anno, di cui 60-65 mila "under 40" e in prevalenza non dal Sud Italia (!) ma dal Centro-Nord...
Il professore
Giuseppe Aragno - 23-12-2011
Dallo Speciale Racconti


- E' andata così e non si tratta di fare i filosofi e tirar fuori le grandi verità universali, esclamò Francesco, con aria avvilita. Queste cose le fanno gli intellettuali, quando vendono parole al miglior offerente. Raccontano guerre, date, battaglie, generali e cancellano i soldati, le popolazioni colpite, le donne, gli uomini e il dolore. E' così che la storia diventa la scienza dell'inganno. Mi ricordo di uno che alla televisione una sera parlava dell'Asiento...
- L'Asiento? E cos'è? chiese Lucia incuriosita.
- La parola è affascinante, ma tremenda. Si parlava dei grandi Stati, di quelli che tutti considerano fari di civiltà, e tu capivi che c'era stata guerra tra loro per il possesso di questa cosa che pare una musica: l'Asiento.
Il Natale dei nuovi poveri
Laura Alberico - 23-12-2011
Un termine nuovo che ricorre sempre più spesso e ci fa riflettere sulle difficoltà economiche che aumentano sempre di più nel nostro paese. I nuovi poveri non mostrano il volto dell'emarginazione e della solitudine, difendono ancora la loro dignità lottando ogni giorno contro le difficoltà della vita quotidiana, un treno che non si ferma più per accompagnare e accogliere chi ha bisogno di lavorare e di contare ancora per gli altri e per la società. I nuovi poveri hanno perso la loro visibilità, giovani ancora per arrendersi alle evidenze e troppo vecchi per credere ancora di ricominciare una nuova vita.
Ricorso collettivo per il diritto allo studio degli alunni diversamente abili
Coordinamento Scuole Elementari di Roma - 22-12-2011
A seguito dell'assemblea del 24 novembre 2011 e del presidio al Ministero dell'Istruzione del 19 dicembre 2011, il Coordinamento Scuole Elementari di Roma ha deciso di sostenere un ricorso collettivo per l'assegnazione del numero delle ore di sostegno necessarie agli alunni diversamente abili e per il rispetto del tetto massimo di 20 alunni per classe in presenza di alunni diversamente abili.
I genitori interessati al ricorso devono, al più presto, richiedere negli Uffici di Segreteria della scuola l'accesso agli atti: l'avvocato ha detto che è molto importante che la data del protocollo sia entro dicembre.
Sistema, governance, autonomia...
Maurizio Tiriticco - 21-12-2011
...e aggiungerei lungimiranza: a mio vedere, sono state le parole chiave, ovviamente molto implicite, della breve allocuzione del ministro Profumo per gli auguri di Natale oggi al Miur. Un "uomo di scuola", come si suol dire, che è convinto che l'istruzione è un valore, una forma di cultura che, contrariamente a quanto pensava un precedente ministro, si mangia... e come! Però un primo interrogativo l'avrei posto al ministro, se il turbinio delle felicitazioni e degli auguri me l'avesse permesso! Non ho capito come e perché, su questo slancio per un rinnovamento della scuola e dei suoi insegnanti, il ministro abbia potuto proporre giorni fa un nuovo concorso a cattedre!
Concorso insegnanti e false retoriche
Emanuele Rainone - 21-12-2011
Caro Ministro della Pubblica Istruzione, se vuole bene alla scuola, si dimetta. Non mi riferisco ovviamente al Prof. Profumo, ma proprio al Ministro, al suo ruolo e alla sua funzione. È una semplice constatazione: negli ultimi vent'anni, se non ci fossero stati ministri dell'istruzione, la scuola sarebbe andata sicuramente meglio. Tutte le grandi riforme annunciate e attuate a metà sono andate contro la scuola e non hanno fatto altro che aggravare una situazione di crisi permanente. La scuola, come del resto la società italiana, ha resistito alle incompetenze e alle bizzarrie - per usare un eufemismo - della politica. Ha resistito significa che ha in sé il movimento vitale del tutto autonomo per continuare da sola e la politica è stata semplicemente un corpo estraneo legittimato a strapazzarla a seconda dei capricci dei potentati di turno. Ma guardiamo all'oggi: tale regola purtroppo non aveva ancora la possibilità di essere falsificata o riconfermata dal nuovo ministro, ma sono bastati pochi giorni ed ecco che il brivido della falsificazione dovrà attendere forse ancora qualche tempo: 'concorso per 300.000 insegnanti entro il 2012; motivo: vogliamo i giovani!'.
Le illustro il mio caso personale...
Caro Babbo Natale
Una bimba e la sua mamma - 21-12-2011
anche quest'anno ti scrivo per ricevere dei doni.
Mi chiamo Giulia e faccio la IV elementare in una bella scuola. A volte starei a casa volentieri con la mia mamma, ma poi penso agli amici e alle maestre ai giochi fatti insieme, alle discussioni ma anche alle tante cose che imparo, che la mia mamma dice mi serviranno da grande, e allora corro verso la mia scuola.
Nella mia scuola sono cambiate tante cose, da quando ci veniva mia sorella che ora fa la prima media. Quando sono entrata io avevamo due bidelle che ci aiutavano per andare in bagno o per trovare la giacca giusta all'uscita. Ora ne abbiamo mezza e al mattino la campanella la suona una delle maestre.
I marziani al governo della repubblica
Giuseppe Aragno - 20-12-2011
In Italia il "dramma formazione" ha radici profonde e non a caso abbiamo un doppio record negativo: meno laureati rispetto alla media europea e un tasso di disoccupazione dei laureati che è più alto di quello degli altri paesi dell'Unione Europea. Non bastasse, chiunque provi a indagare si accorge che le quote più alte di lavoro precario si ritrovano, guarda caso, proprio tra i lavoratori laureati. Il paradosso è solo apparente e l'origine del problema non è la formazione, ma il capitalismo da rapina che fa da base al nostro sistema produttivo. I nostri "valorosi imprenditori" non guardano avanti, non è loro costume. Lo sguardo, se mai qualche volta si leva dal portamonete, è quello di chi si limita al piccolo cabotaggio, è abile tra le secche e gli scogli, ma non ha il coraggio di affrontare il mare aperto. E' fatale, perciò: la richiesta di manodopera è rivolta per lo più a profili professionali con basse qualifiche e il laureato non ha mercato.
Il governo dei tecnici?
Francesco Masala - 20-12-2011
Profumo è comunque intenzionato a procedere nella riapertura dei concorsi. Ha detto il ministro: "Oggi l'età media degli insegnanti è intorno ai 40 anni". Va abbassata per venire incontro alle esigenze delle nuove leve laureate e degli stessi studenti...

I falsi partigiani dei giovani di ogni epoca
Claudia Fanti - 19-12-2011
Quando sento parlare in ogni dove di patto intergenerazionale con la ragione che dovremmo cedere a qualsiasi ricatto-manovra in silenzio, mi arrabbio e mi indigno: si fa presto a falsificare la storia del dopoguerra quando la memoria è corta. Il '68 perché esplose? Perché negli anni '70 anche noi giovanissimi di allora eravamo precari? Perché molti fra noi erano costretti a lavorare in nero con compensi da fame come ora? Perché i figli dei disgraziati erano espulsi dal percorso scolastico molto più di ora? Quanti furono che poterono permettersi l'accesso all'università? Quanti soprattutto al sud (ma non solo), fra i giovani, furono costretti a lavorare all'estero? Magari alla catena di montaggio di un'industria tedesca per poi tornare con un po' di spiccioli da convertire in studio? Quanti fra noi avevano il riscaldamento in casa e mangiavamo proteine?
Perché non sospendiamo le prove Invalsi finché...
Maurizio Tiriticco - 17-12-2011
Occorre dare atto al Ministro Profumo di avere cominciato ... ad "aprire la borsa"! Era il mio auspicio nella lettera aperta dello scorso 19 novembre! Infatti, è di questi giorni la sottoscrizione del Patto d'azione e coesione con cui verranno investiti nelle scuole del Sud 1,3 miliardi di fondi europei. Si tratta di una iniziativa che segna una svolta riguardo alla politica dei tagli! Ma ora la buona volontà del ministro si deve misurare su un'altra questione, quella di cui alla citata lettera aperta: le prove Invalsi. Che fare?
Lavoro ben fatto
Francesco Di Lorenzo - 17-12-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Che dire? Il lavoro sporco è stato fatto per bene. Solamente che è passato per lavoro pulito. La notizia è che le scuole private, negli ultimi sei anni, hanno aumentato del 10% le iscrizioni. (Naturalmente, la 'novità' è solo apparente perché resa nota adesso, ma 'alcuni', se non tutti, sapevano già il fine e lo scopo a cui miravano i personaggi che hanno guidato la scuola italiana).Ormai è già tardi, non è nemmeno più il tempo di discutere da posizioni contrapposte e conosciute: i pro e i contro sono fermi e non si intravede all'orizzonte nessuna soluzione. Resta, a noi tutti, lo sfascio della scuola pubblica. Allora, forse, la discussione sarebbe più utile se si incentrasse su cosa fare per risalire la china. Ammesso che ci sia disponibilità, volontà e passione per farlo.
Memoria e nuove generazioni
Gennaro Tedesco - 15-12-2011
Più che porre sacrosante domande e dare risposte che comunque sarebbero passionali, vorrei tentare di fornire alcuni flash, alcune istantanee, alcune impressioni personali sull'evoluzione della società adolescenziale, giovanile e studentesca nella scuola e nell'extrascuola.
Non molto tempo fa ho sperimentato con i miei alunni della media l'ascolto di musica leggera italiana e straniera in classe per tastare i loro interessi e i loro gusti, per farmi un'idea sul campo dell'evoluzione del loro immaginario collettivo nella sfera paraletteraria, musicale e del ballo.
A riveder le stelle
Enrico Maranzana - 15-12-2011
La torre di Babele e la confusione dei linguaggi sono un'analogia calzante della situazione in cui versa la scuola italiana.
L'attenta lettura dell'articolo cardine del D.P.R. sull'autonomia offre materia sufficiente per illuminare la scena e fornisce l'occasione per riflettere sul significato di alcuni concetti: "L'autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l'esigenza di migliorare l'efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento"
Restiamo umani
Maria Antonia Stefanino - 14-12-2011
Restiamo umani era il credo di Vittorio Arrigoni, volontario italiano ucciso a Gaza. E' la prima voce di dentro che mi è salita alla gola sentendo le notizie dal baratro in cui stiamo precipitando. Ieri a Firenze ed in Belgio, ieri l'altro con un incendio in un campo rom a Torino, qualche tempo fa lo stesso avvenne a Ponticelli, con sempre più ravvicinata cadenza, il nostro tempo svela gli orrori verso i quali da tempo ci incamminiamo. La società degli individui che devono rispondere con "biografie individuali a crisi sistemiche" (Bauman) mostra i suoi lati ormai non più oscuri ma sempre più diffusi.
Senegalesi: non è stata pazzia
Giuseppe Aragno - 14-12-2011
Non è stata pazzia.
La mano che ha armato la pistola omicida troppe volte l'abbiamo ignorata, non di rado incoraggiata e talora per fini oscuri addirittura utilizzata. Andiamo a cercare nelle pieghe del potere, tra i banchi del Parlamento, tra lo sfascismo e il razzismo leghista e suoi complici destri e sinistri. Controlliamo i calcoli di parrocchia, i complici silenzi, gli opportunismi elettorali, le radiografie rivoltanti alle costole d'una sinistra senza onore e senza dignità e troveremo la radice del problema, la formula del veleno che da troppo tempo ci intossica. Facciamo luce nelle zone d'ombra, nei vicoli bui del sottobosco travestito da classe dirigente. Lì troveremo l'indigenza culturale e la miseria morale che ha fatto e fa da brodo di cultura della tragedia infinita che viviamo.
La «cupola dei rifiuti», con la benedizione del Pirellone
Andrea Tornago - 12-12-2011
Dallo Speciale brace brace brace



Sono due i nomi illustri di imprenditori bresciani che compaiono nelle intercettazioni dell'inchiesta che ha portato all'arresto di Franco Nicoli Cristiani: uno è Mauro Papa, amministratore della società «Ecoeternit» che gestisce una discussa discarica di amianto a Montichiari. L'altro è Alessandro Faustini, proprietario del «gruppo Faustini» di Brescia, una potenza nel campo dei rifiuti e della pavimentazione stradale.
Nicoli Cristiani e l'imprenditore bergamasco Locatelli, entrambi arrestati per smaltimento illecito di rifiuti e corruzione, si incontrano con Mauro Papa il 14 ottobre 2011 al ristorante «il Lorenzaccio» di Brescia: il vicepresidente del Consiglio regionale vuole favorire la formazione di un cartello di tre imprese che avrebbero dovuto spartirsi una grossa fetta del mercato dei rifiuti in Lombardia.
Buttafuori dall'Italia
Doriana Goracci - 12-12-2011
E' un' Italia così, che reagisce "compostamente" a Torino, alla notizia che una ragazza di sedici anni denuncia un falso stupro da parte di due stranieri e si organizza un corteo organizzato dai suoi familiari per protestare contro la violenza, con la gente del quartiere, ignari della menzogna, e "degenera in un vero e proprio assalto a un campo rom alla periferia di Torino. Dieci-quindici minuti di violenza e paura, con qualche decina di persone, alcune armate di bastoni, che invadono il campo alla cascina Continassa, fanno fuggire i Rom, spaccano tutto quello che trovano e poi, con le stesse fiaccole usate per il corteo, danno fuoco alle baracche. A fermarli è il fratello della ragazza che, accompagnato dai Carabinieri, li avvicina mentre fiamme e fumo si alzano dalla cascina. Li convince a desistere e qualche minuto dopo le autobotti dei vigili del fuoco, fino a quel momento bloccate dai manifestanti violenti, entrano nel campo e cominciano a spegnere le fiamme. I violenti si allontanano alla spicciolata; il corteo, che era partito da piazza Montale si disperde e delle 400-500 persone che vi avevano aderito per esprimere solidarietà alla ragazza e protestare contro la violenza non vi è più alcuna traccia"
Valutiamo la trasparenza
Francesco Di Lorenzo - 10-12-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Le 33 scuole (di tre regioni) che avevano aderito alla proposta del ministro Gelmini di farsi valutare dal preside e da due colleghi, hanno prodotto i primi risultati. E purtroppo, da ciò che si apprende, ci sono buone possibilità che la 'cosa', questa specie di 'astruseria mentale', abbia un seguito. Non si sa bene perché. Intanto, l'enfasi riportata dai giornali sul buon esito della sperimentazione è solo apparente. Il giudizio che tutto sia andato nel migliore dei modi è relativo solamente alle scuole che avevano accettato di partecipare, quindi in quelle scuole in cui c'era già un accordo iniziale. Da non dimenticare, e quindi da sottolineare, che tutte le scuole di tutte le altre regioni, si erano rifiutate di sottoporsi a tale pratica.
Il rischio è dietro l'angolo
Lorenzo Picunio - 09-12-2011
Avevamo un'ottima scuola di base, in Italia. Mario Lodi, Bruno Ciari, andando indietro fino a Maria Montessori, ne sono stati - come dire - i padri fondatori. Innestata su un filone forte di attivismo cattolico e socialista, su una battaglia per l'istruzione che si è combattuta per cent'anni contro resistenze di ogni tipo. Il nerbo solido dell'Italia unita, nord con sud, città con campagna, fino alla grande conquista della legge 517/1977 con l'inserimento degli alunni disabili nella scuola di tutti; e fino all'altra grande battaglia ancora in corso, quella per l'inserimento dei "nuovi italiani".
Non l'hanno ancora del tutto sfasciata, questa scuola di base.
Carciofi alla romana
Emanuela Cerutti - 09-12-2011
Fa davvero impressione leggere il richiamo valutativo del prof. Profumo al ritorno dalle prove di accertamento linguistico indette dal Mae gli scorsi giorni.
Non entro in nessun altro tipo di merito, perché la questione degli insegnanti all'estero è annosa e conflittuale. Non mi soffermo sui ritardi enormi di tali prove, e neppure sull'intenzione direi piuttosto chiara di limitare fortemente il pubblico anche all'estero. Non cito nemmeno la nuova legge che, infilata nell'ultimo milleproroghe, ha modificato quasi di soppiatto la durata dei mandati, creando situazioni di evidente disequità.
Resto alla valutazione, quella finalizzata al miglioramento della scuola e organizzata per "prove".
Prove ripulite da rischi soggettivi, "strutturate e standardizzate" che, tra l'altro, permettano un trasparente e, appunto, oggettivo confronto.
Bene. E' la seconda volta in pochi mesi che i nostri apparati "valutativi" utilizzano questo sistema.
La scuola in chiaro?
Claudia Fanti - 08-12-2011
Mi permetto di attaccare senza preamboli questo mio breve scritto.
Mi riferisco all'incontro di ieri, 7 dicembre, al Cnr, che vedeva l'introduzione del Ministo Profumo.
In particolare mi riferisco alla questione del merito di scuole e prof.
E' incredibile. Ma è questo il problema dei problemi?!
Impensabile che si voglia vendere fumo mentre i giovani insegnanti non trovano posto, gli edifici invecchiano; mentre gli alunni aumentano e al contempo scarseggia tutto dentro aule, bagni, corridoi, biblioteche, segreterie, dentro le nostre tasche, nelle nostre menti bombardate di spread, tasse, nuovi e vitali problemi insorgenti...e nonostante ciò lavoriamo con senso del dovere.
Posso osare col dire che è volgare e iniquo?
Anche per il suicidio sarà lotta di classe
Giuseppe Aragno - 08-12-2011
Non sa bene di che parli - non è colpa sua e con un po' d'impegno qualcosa imparerà - tuttavia ne parla. Si limita alle formule della propaganda, ma parla e ogni volta fai fatica a capirlo. L'ultima esternazione la riferisce l'Adnkronos e lascia di stucco: non ci sono soldi per dotare le scuole italiane delle necessarie tecnologie, ha scoperto il neoministro rettore, poi, sibillino, ha subito chiosato: "questo non accade solo in Italia". "Occorrerà chiederle a Sarkozy e alla Merkell come fa la Grecia"?
La media oltre la media
Francesco Di Lorenzo - 07-12-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Ormai siamo abituati. C'è sempre qualcuno che scopre, ad intervalli quasi regolari, quali sono 'i mali' che affiggono la nostra scuola e ce li rivela. Adesso, ad esempio, sul banco degli imputati e sulle pagine dei giornali, si trova la 'scuola media'. Secondo il 'rapporto sulla scuola italiana del 2011', promosso dalla Fondazione Agnelli, è proprio in questo segmento di scuola che avviene il 'fattaccio'. Nel passaggio dalla scuola elementare alla media, infatti, gli alunni subiscono una drammatica flessione negli apprendimenti.

Inoltre, si legge nel rapporto, la scuola media non è ben vista dalle famiglie e neanche dai colleghi di altre scuole. Ancora, sarebbe proprio durante i tre anni incriminati, che esplorerebbe la contraddizione del nostro sistema scolastico: la mancanza di mobilità sociale. I divari dovuti all'origine socio-culturale degli allievi, dalla scuola media in poi saranno difficilmente compensabili.
Grazie ministra Fornero
Maria Antonia Stefanino - 06-12-2011
Credo che il prezzo chiesto alle donne rese paritarie nella malasorte, con la manovra Monti sia stato così offensivo e aspro, che ciò che provo non è più l'esserci ma il dismettermi. Si può rubare speranze e aspettative di vita a chi per 34 o 35 anni ha tenuto insieme tutto quello che ben conosciamo? Si poteva e si è preso reddito con il passaggio dal retributivo al contributivo, si poteva far pagare ulteriormente la possibilità di scegliere se pensionarsi o no, ma negarla come nei fatti avviene NO. Quelle fra di noi che non sono finite a fare le giornaliste, le attrici (ricordate Virzì di Caterina va in città) le opinioniste ecc., che ogni giorno lottano con un badge ed un bus, si sentono vampirizzate come non mai. Aggiungo una sensazione personale, mi ritrovo dopo aver onorato al mio meglio un patto, ad essere privata di libertà di scelta e della necessaria dignità per il futuro. E quando ti privano di ciò, la guerra che ti hanno condotta l'hai già persa.

La medicina del dottor Monti
Lucio Garofalo - 05-12-2011
Prime impressioni a caldo circa le "medicine amare" prescritte in conferenza stampa dal dottor Monti e dalla sua "equipe medica". Temo che i dubbi siano legittimi e fondati.

Siamo di fronte ad una sorta di cane che si morde la coda, per cui non trascorrerà molto tempo prima che l'andamento schizofrenico della speculazione nel settore dei mercati azionari travolga nuovamente l'Italia. Di conseguenza, servirà un'altra manovra finanziaria che stangherà puntualmente e inevitabilmente le fasce sociali più deboli, ossia i proletari. I quali non potranno sopportare troppo a lungo il peso e gli effetti provocati da una serie perpetua di manovre estorsive che costituiscono una sorta di rapina istituzionale reiterata ai loro danni.
Delle persone ... e della gente
Cosimo De Nitto - 02-12-2011
Ho ascoltato il discorso della Merkel al Bunderstag. Tralascio tutto quello che poi i giornali e commentatori più o meno interessati riportano e riporteranno. Mi ha colpito il suo richiamo alle "persone" nella crisi. C'è voluta la lady d'acciaio per sentire la parolina magica, lei così algida, così dura e inflessibile.
Persone.
Non le nomina nessuno, così presi da formule, cifre, statistiche, principi astratti pacchetti, vecchi ingordi e giovani vittime della loro ingordigia, equità sospetta e ipocrita, sviluppo che non si capisce cosa sia e in che cosa consista.
Persone.
Il discorso che non farà Monti
Francesco Masala - 01-12-2011
Abbiamo imposto gli slogan "equità e sacrifici" e "patto generazionale".
Ecco come si fa: una patrimoniale straordinaria per i patrimoni a partire da 1,5 milioni di euro, a scaglioni verso l'alto, si riprende in mano lo scudo fiscale, si fanno patti con Svizzera e altri paesi semilegali, dal punto di vista finanziario, e si chiudono i rapporti con i paradisi fiscali, puntando all'esproprio di quelle ricchezze lì depositate, per tassarle come fa Equitalia a qualsiasi cittadino italiano.
Per quanto riguarda le pensione si mette un tetto alle pensioni, pari a cinque volte la pensione sociale, tanto chi ha avuto redditi e contributi alti qualcosa da parte l'avrà messo, ogni dirigente pubblico e privato dovrà percepire un reddito pari a 10 volte il reddito di un dipendente medio....
Scuola: arrivano i curatori fallimentari
Giuseppe Aragno - 30-11-2011
I segni della drammatica continuità sono evidenti. A far da scorta a Profumo, in un governo che sulla scuola è dichiaratamente schierato su posizioni gelminiane, ecco Elena Ugolini e Marco Rossi-Doria, il filo rosso tra l'inizio e la fine della tragedia che sembra ormai consumata. Chi ha memoria ricorda ma, se non fosse così, i percorsi parlano da soli.
Nel 1998 Elena Ugolini fu chiamata a far parte della "Commissione dei saggi" voluta dall'allora ministro Luigi Berlinguer, un esponente di primo piano di quella sinistra che, prima di giungere al "Partito Democratico", ha attraversato tutte le possibili trasformazioni del panorama zoologico e ortofrutticolo dell'Italia politica. Il cambio della guardia con la destra non riguardò la Ugolini.
Dislessia: il ruolo di dirigenti e docenti dopo la legge 170/2010
Francesco Paolo Catanzaro - 29-11-2011
"I ruoli e le competenze dei dirigenti e degli insegnanti per quanto riguarda i DSA": è stato l'argomento di studio di una giornata presso l'I.P.S.S.A.R. Piazza di Palermo nel giorno 26 novembre 2011, organizzata da DIRSCUOLA in collaborazione di GIUNTI SCUOLA. Gli interventi sono stati autorevoli e ben calibrati da parte di Paola Pasotto della Giunti Scuola, di Mariangela Fontanesi dell'ANP, di Maurizio Gentile dell'USR Sicilia e del prof. Giacomo Stella, Responsabile del Centro Regionale per le disabilità linguistiche e cognitive in età evolutiva, Professore associato di Psicologia Clinica presso la Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Laurea in Psicologia. Università di Urbino, Presidente dell'Associazione Italiana Dislessia.
Stress su stress
Francesco Di Lorenzo - 25-11-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Si è saputo che, tra le competenze da possedere, i dirigenti scolastici dovranno essere in grado di misurare lo stress dei propri insegnanti. Dal 1 gennaio 2011, infatti, i datori di lavoro pubblici e privati, 'hanno l'obbligo di esaminare le fonti di rischio da stress e di inserirle nella valutazione del rischio aziendale'. Insomma, devono saper capire dai piccoli segnali, quando un proprio insegnante sta 'dando i numeri'. Ma questo può anche essere facile. Infatti, si dice che uno dei segnali sia la perdita del controllo di sé in classe. (Dobbiamo stare attenti, noi insegnanti. Non nasconderlo, andare subito dal preside a riferirglielo: 'oggi ho perso il controllo, preside è grave?'. Il problema è che il preside non saprà che cosa rispondere, non perché non vuole, ma perché non gli è mai stato insegnato: non è mica un medico).
Il programma neodemocristiano di Monti
Lucio Garofalo - 24-11-2011
Dalle dichiarazioni programmatiche ancora vaghe e generiche, al punto che Monti è stato definito un "democristiano", si evince un'assenza di discontinuità rispetto alla linea del precedente governo, mentre si coglie un nesso con la politica berlusconiana sul fronte economico e sociale, in particolare sul tema dell'istruzione. Non a caso, nel discorso di insediamento, Monti ha richiamato l'istituto dell'INVALSI, indicato come base di un presunto meccanismo "meritocratico" da introdurre nel mondo della scuola per determinare la carriera economica e professionale degli insegnanti.
Della valutazione di sistema: come e perché
Maurizio Tiriticco - 23-11-2011
Lettera aperta al ministro Francesco Profumo

Gentile Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca,
parlare di valutazione di sistema oggi non è affatto una cosa facile, non solo perché alcuni luoghi comuni in negativo agitati da alcune parti ne snaturano le finalità, ma anche perché il concetto stesso si è venuto maturando con difficoltà nel corso degli ultimi decenni e, a mio giudizio, non è ancora giunto a un suo definitivo ubi consistam.
Il bambino che non può andare a scuola
Giuseppe Aragno - 23-11-2011
In principio era il caos, ma se ne venne fuori in qualche modo, narrano le sacre scritture, le memorie degli storici antichi e i più lontani pensatori. C'è chi dice che accadde per volontà d'un Dio e chi per passione civile d'una bestia che, evasa dagli antri ferini, scoprì le lacrime e il sorriso, l'amore che fa guerra all'odio, il bisogno di regole e di patti, si riconobbe umana e lottò per diventare padrona di se stessa. Se intorno alla cause il dissenso permane, filosofi, scienziati, annalisti, cronisti, tutti concordano ormai sull'esito del percorso e la memoria è oggi patrimonio universale: tra catastrofi ricorrenti, arche, diluvi, torri di Babele, isole remote di Atlante, sommerse di là della Colonne d'Ercole, e l'inesausto conflitto tra istinto e ragione, nacque così la storia: dall'orgogliosa ribellione di bestie che si scoprirono dentro la dignità dell'uomo.
Parole, parole, parole...
Francesco Di Lorenzo - 19-11-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Gli ultimi atti ministeriali della Gelmini confermano in pieno la linea di condotta da lei seguita negli ultimi tre anni e mezzo. Niente di sconvolgente e di nuovo, per carità. Solo la fotocopia di ciò che avvenne con Fioroni, la cui sintesi è: 'Prima di sloggiare, sistemare in extremis qualche amico raccomandato, e non dimenticare di finanziare le scuole private'. In compenso gli studenti, a quanto pare non concedono sconti al nuovo ministro. Specialmente coloro i quali sono scesi in piazza giovedì 17 novembre. Vedono rappresentata nel ministro l'espressione del vecchio mondo universitario legato ai baroni, a quelli che hanno favorito la riforma della Gelmini. Poi, hanno chiesto due cose in particolare: fermare i tagli alla scuola, e aprire una linea di dialogo che è mancata, anzi ultimamente non è proprio esistita. In mancanza di ciò, hanno detto gli studenti, saranno ancora più duri che con il precedente ministro.
Coraggio! Organizziamo le scuole
Enrico Maranzana - 19-11-2011
Per incidere sulla qualità dell'istruzione è necessario agire nella fase di ideazione e di specificazione dei risultati attesi, in quelle dello svolgimento e dell'applicazione delle strategie gestionali, della misurazione e della valutazione degli scostamenti dei risultati conseguiti con gli obiettivi programmati e, infine, collocando l'assetto generale nel lungo periodo per valutarne dinamica e adeguatezza.
Dai poteri forti al potere assoluto
Maria Antonia Stefanino - 18-11-2011
Subito dopo il discorso di Monti, mi son dovuta chiedere cosa avessero da festeggiare coloro che sono scesi in piazza (invero mi ero da subito sentita estranea a ciò), ma ci siamo resi conto di cosa sia successo veramente??? Al netto delle resistenze che il cavalier banana e i suoi fidi commiss avevano a non lasciare i loro loschi affari di interessi privati e di case regalate, in comodato d'uso ecc., essi sono da oggi assurti a vera pratica politica. L'evaporato e variegato mondo di sinistra o presunta tale, fatta salva la voce di Luigi De Magistris, non osa respirare, mentre strumentalmente il solo Calderoli parla di macelleria sociale, di inasprimento delle tassazioni generali ed il cavalier banana tuona, facendo gli interessi della parte politica da lui rappresentata,"stacco la spina quando voglio se si osa pensare ad una patrimoniale" che Monti non neppure osato nominare.
Microframmenti alternativi
Gennaro Tedesco - 18-11-2011
Come ridefinire, anzi trasformare radicalmente e necessariamente i programmi e i curricoli delle nostre Scuole, ma in questa trasformazione indispensabile, ineludibile e indilazionabile includere anche la nostra sgangherata e obsoleta Università? Mi pare di capire che il pendolo programmatorio oscilli dalla pletoricità delle discipline alla limitatezza culturale dei programmi. Come uscirne?
Le parole violentate
Cosimo De Nitto - 15-11-2011
La società consumistica consuma anche le parole. Le usura, ne cambia il significato veicolando messaggi altri, che suscitano emozioni e sentimenti, i quali spesso poco riguardano il significato originario, che ne risulta a volte stravolto e comunque molto piegato nel senso. In questo periodo parole molto consumate sono: "spread" e "sacrifici". Queste due parole si sono disancorate dal loro significato originario abbastanza neutro, tecnico addirittura, e si sono caricate di senso altro, a forte connotazione sociale e di principio. Parole-mantra, si potrebbe dire, che evocano sentimenti e immagini ancestrali, di paura e di rabbia. Paura che quel poco che si ha diventi niente e non consenta di sopravvivere oggi; paura per ciò che accadrà ai propri figli. Rabbia perché si ha la convinzione che i "sacrifici", ormai sinonimo di ingiustizia, discrimineranno ancor più chi possiede ricchezza, mezzi e privilegi e chi, al contrario, non ne possiede e insieme a quel poco che ha dovrà rinunciare anche a quei diritti che si è faticosamente conquistato nel tempo.
Priorità contro la crisi: investire in famiglia, lavoro e scuola
Francesco Paolo Catanzaro - 15-11-2011
Le nuove direttive del governo tecnico dovrebbero orientarsi verso un recupero di tutti quei valori che il precedente aveva sacrificato e calpestato, pur di portare avanti la sua politica di "tagli". Valori che sono alla base della "felicitas civile" e del progresso della nostra Nazione.
Monti e l'importante riforma della Gelmini
Giuseppe Aragno - 14-11-2011
Tragicommedia. Non poteva che finir così. C'è davvero l'Italia di oggi nei cori sprezzanti dei tifosi contrapposti, nei cortei che si schierano davanti ai palazzi d'un potere sempre più estraneo, come fedeli davanti agli altari, in attesa dell'immancabile "miracolo". Nell'incredibile confusione tra "liberazione" e "rito liberatorio", c'è la comica tragedia d'un Paese che non s'è mai veramente "liberato". Che il fascismo sia stato, come scrisse lucido Gobetti, l'autobiografia degli italiani, ora sì, ora si vede chiaro in questo surrogato di "liberazione", che ci fa più servi in un inevitabile crepuscolo della democrazia. E' vero, Berlusconi cade - e questo non è certo un male - ma a chi torna ai ritmi del poeta latino - "nunc est bibendum" - il vino va alla testa e tutto si confonde nel gioco delle parti.
Prove di golpe tecnocratico
Lucio Garofalo - 14-11-2011
Mediante un bombardamento incessante e quotidiano, i mass-media agitano lo spettro terrificante dello "spread" o del "default", in modo che l'opinione pubblica di una nazione sia messa nella condizione di accettare anche la soluzione più estrema e dolorosa. Si pensi al clima di "emergenza nazionale" provocato in modo puntuale da chi mira a legittimare e cavalcare "rivoluzioni" antidemocratiche che si inseriscono in un piano di ristrutturazione economica e ricomposizione del capitalismo su scala globale.
I cocci e il 'lancio lungo'
Francesco Di Lorenzo - 12-11-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Potrebbe essere l'ultimo atto, lo si spera (ma non è detto). Il Miur ha pubblicato sul sito 'l'atto di indirizzo per l'azione amministrativa del prossimo triennio'. Come da modello ormai conosciuto in tutto il mondo attraverso i G20, anche l'istruzione si è adeguata alle promesse da marinaio, alle prese per i fondelli e quindi al gioco al massacro. In otto punti sono sintetizzati tra fumo e nebbia, quello che la scuola farà o diventerà a breve. Alla Commissione europea, che ci ha chiesto il documento, si guarderanno increduli. Se Merkel e Sarkozy hanno sorriso alle promesse di Berlusconi, qui si terranno la pancia dalle risate...
Viale Trastevere Ministero affittasi
Reginaldo Palermo - 12-11-2011
In attesa del formale conferimento di incarico per la formazione del nuovo Governo incominciano già le ipotesi e le illazioni sui nomi dei futuri possibili ministri.
Per quanto riguarda il Ministero dell'Istruzione sono circolati nelle ultime ore i nomi di Rocco Buttiglione e Maurizio Lupi che sembrano ormai fuori gioco dal momento che se il Governo sarà presieduto, come è ormai quasi certo, da Mario Monti non si sarà certamente posto per i politici.
Un altro nome che è stato fatto è quello di Francesco Profumo, presidente del CNR.
Più consistente appare invece la candidatura di Giorgio Vittadini, già fondatore della Compagnia delle Opere...
La caduta dell'impero romano
Emanuela Cerutti - 11-11-2011
Retrovie.
Laddove le notizie arrivano impure, mediate, attraversate dal telefono senza fili del gossip, dello scoop, dei "salotti" buoni.
Nelle retrovie, ragazze e ragazze, ma anche donne e uomini, attendono.
Di capire.
Più o meno come la bella piemontese, vacca di alto lignaggio, attende il suo inevitabile carnefice.
Lo sapete voi cosa succede, voi, abitanti dell'urbe? Succede che la stalla si zittisce, i gatti si accoccolano e i cani da guardia guardano impotenti.
Lui arriva, fa il suo lavoro e voi, domani, voi mangerete: ottime costate non troppo al sangue.
"Mors tua vita mea": così è sempre stato. Il motore, dio volesse immobile, non ha mai smesso di agitare i suoi ingranaggi.
L'Italia di Merkel e Sarkozy
Giuseppe Aragno - 11-11-2011
Il governo è caduto all'estero, per mano straniera, in uno scontro tra capitalismi, ma l'opposizione fa festa. "Credevo che ci fosse un limite a tutto", ha scritto giorni fa, con sconsolato e stupefatto realismo Rossanda Rossanda, sotto un titolo che era un capolavoro d'ironica amarezza: "Perché non sciogliere il popolo?" La risposta l'ha data Napolitano, incoronando Monti che s'è portato in Senato il programma di governo dettato dalle banche. Il programma che fuori dal Parlamento non troverebbe un cane disposto a votarlo. Il popolo non si scioglie, cara Rossanda, ha spiegato così il presidente, lo si porta legato mani e piedi al macello e si dice che questa è democrazia.
Un segnale d'allarme e un appello
Collegio dei Dirigenti provincia di Arezzo - 10-11-2011
La situazione della scuola "reale" è da tempo preoccupante. Dopo gli ultimi tagli, accorpamenti e nuovi dimensionamenti, la sua destrutturazione appare evidente.
Di questo passo, a breve, la scuola pubblica, chiamata costituzionalmente a svolgere l'insostituibile funzione educativa e formativa delle nuove generazioni, sarà privata di ogni possibilità di futuro.
La pervasività dei guasti non appare ancora all'opinione pubblica nella sua profonda portata, ma chi vive nella scuola (nelle presidenze, nelle aule, nelle segreterie e negli uffici dell'amministrazione), chi è a contatto con la condizione giuridico-normativa, organizzativa e finanziaria e con la gestione quotidiana del sistema sente che gli scricchiolii e le crepe sono sempre più vasti.
La restituzione al popolo
Francesco Masala - 09-11-2011
Oggi si parla di confisca solo per i beni di origine mafiosa.
E se resuscitassimo questo istituto del diritto romano, anche per altri tipi di reato? Penso alla corruzione, ai reati di una certa gravità nell'esercizio del potere, al deposito di denaro nei paradisi fiscali, sottraendoli all'imposizione fiscale, all'aver causato diminuzioni al prestigio del paese (da parte dei governanti).
Per i primi reati decida la magistratura, per quest'ultimo reato decida il popolo, una votazione o un sondaggio, e via, in questi tempi di democrazia maggioritaria.
La poesia della realtà
Laura Alberico - 08-11-2011
Fino a che punto la poesia, i sentimenti riescono ad essere reali, tali da essere visti, toccati con mano? La risposta è sotto gli occhi di tutti in questi giorni che assistiamo al fervore di tanti giovani che si sono impegnati per rimuovere macerie e fango nella città di Genova.
Angeli eppure ragazzi come tanti, quelli che sembrano tutti uguali in una società che non regala nè promette più di tanto per il loro futuro.
C'è una poesia che non segue regole metriche nè si impara a memoria, è quella che nasce dal cuore e dalle idee, dall'altruismo e dalla speranza, parole che nei momenti più critici possono essere ancora vere e significative.
Risolvere la crisi dal basso
Lucio Garofalo - 07-11-2011
Il nostro è davvero un mondo i cui "eroi" sono per lo più figure mediocri e disilluse, pavide e pusillanimi? Così pare, purtroppo. Serve allora una risposta rassicurante, non consolatoria, un anelito di speranza che si può respirare nelle parole visionarie, dunque intelligenti e realiste, di un grande narratore come Paulo Coelho: "Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni".

Sarà un caso, ma le proposte più concrete e sensate per reagire alla crisi del debito sovrano, provengono dalla società civile, mentre le ricette "lacrime e sangue" calate dall'alto, ossia le prescrizioni imposte dalle sedi politiche ufficiali, dai cosiddetti "Palazzi istituzionali" che fanno capo agli interessi delle oligarchie tecnocratiche e finanziarie, sono del tutto inefficaci e controproducenti, oltre che inique e impopolari.

Ecco alcune idee di buon senso avanzate dal basso...
Ordini e disordini
Francesco Di Lorenzo - 05-11-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Mentre in tutto il Paese gli studenti protestano contro speculatori, banchieri e imprenditori, la questura si appella ai presidi. Lo si legge in un nota diffusa ieri, in concomitanza con l'apertura del G20 a Cannes. Non si capisce bene, però, cosa dovrebbero fare i dirigenti scolastici. Segnalare subito l'assenza ai genitori? Fare una tirata di orecchie a chi sceglie di manifestare piuttosto che studiare? Gridare e arrabbiarsi? Dire loro che conviene star zitti e non protestare? Sembra di essere tornati indietro di una quarantina di anni. Precisamente al '68, quando qualche preside, mentre montava la protesta in tutto il mondo, minacciava il sette in condotta agli studenti con i capelli lunghi o alle signorine che osavano non indossare il grembiule. Speriamo che qualcosa avvenga. Non se ne può più dei tanti guardiani di un ordine così disordinato ed escludente.
I ragionamenti da uomo qualunque
Monica Capezzuto - 05-11-2011
Te li ritrovi dappertutto. Nelle sale d'attesa, per strada, mentre aspetti la metrò. E' un modo come un altro per rassicurare se stessi, condividere qualcosa con un estraneo per capire dove si sta andando a parare, se davvero negli altri c'è o non c'è la percezione della crisi, se davvero ci si deve preoccupare se quei quattro spiccioli conservati sul conto corrente ti saranno sottratti dalle banche. Ogni discorsetto dell'italiano medio sulla crisi vive di ciò che sente nel segno della più classica tradizione orale: ascolto, rielaboro e mi formo un'opinione. Che sia aderente ai fatti o meno è un altrodiscorso. Il tutto per esorcizzare il vento spettrale della bancarotta così come è vissuta nella vicina Grecia o negli States, con la gente finita a dormire sotto i ponti. Ma dov'è questa crisi?
Studenti contro black bloc
Giuseppe Aragno - 04-11-2011
Nessuno se n'è accorto, ma i black bloc hanno cambiato colore. Ieri, come sempre irriconoscibili, avevano caschi azzurri e, invece del classico passamontagna, si coprivano il viso con una celata di plastica trasparente che ti fa vedere tutto senza che nessuno ti veda in viso. Non c'è dubbio: gente che sa il fatto suo. Abbandonati i sampietrini, si son portati appresso i più efficienti manganelli ed eccoli abilmente mimetizzati. A vederli, sembravano proprio tutori dell'ordine a cui d'un tratto aveva dato di volta il cervello: cariche violente contro cortei di studenti inermi che, a mani alzate e volto scoperto, urlavano il loro dichiarato pacifismo.
Sulla didattica all'epoca della sua riproducibilità tecnologica
Gennaro Tedesco - 02-11-2011
Attraversiamo tempi in cui media e giornali, oltre a tanti politici non proprio aggiornatissimi sul mondo della Scuola - che continuano a immaginare come un eterno Liceo del quale magari si ricordano ancora perché da essi frequentato oltre mezzo secolo fa - propongono ad un'opinione pubblica frastornata e confusa dalla moltiplicazione infinita, ripetitiva e ossessiva di riforme inconcludenti, una Scuola e una Università irriformabili, nozionistiche e acritiche. E purtroppo tale presentazione negativa delle nostre due massime Istituzioni formative è aggravata da due fattori concomitanti: dalla formidabile e devastante crisi economica che si avvia a diventare nella Repubblica italiana anche istituzionale e politica e dall'ideologia sanfedistica di larghi strati popolari del Bel Paese.
Il gruppo classe e l'insegnante
Francesco Paolo Catanzaro - 01-11-2011
La magia del gruppo classe è qualcosa di indescrivibile. Stimolare continuamente gli alunni, irretendoli con le nuove tecnologie, accettare ogni sfida che ci propongono, collaborare alla loro crescita non solo culturale ma umana. E quei dissidi , e quegli incontri, la collaborazione, la prosocialità, il pettegolezzo, il conflitto...ed il docente che si ritrova a rivestire il ruolo di arbitro educativo. Poi, la sera, stanco di tale alchimia, ci si prepara per il giorno successivo...power point...lezione interattiva...attività da innescare in classe...e quelle per casa anche con il blog e il sito. Che bel mestiere fare l'insegnante quando i tuoi alunni crescono con te .
Come volevasi dimostrare
Lucio Garofalo - 31-10-2011
Una politica economica ottusa e avventata, che comporta un ulteriore indebolimento dei redditi da lavoro, è inevitabilmente destinata a provocare un calo verticale dei consumi, innescando un circolo vizioso che rischia di alimentare e procrastinare la recessione.
I processi storici sono difficilmente reversibili. Dalla crisi in atto non è possibile uscire con soluzioni adottate all'interno del quadro capitalistico. Finora il capitalismo è caduto in crisi per causa propria, ma inizia ad affacciarsi tra la gente (non solo tra gli Indignati) l'ipotesi che esso possa non essere l'unico modo per organizzare i rapporti economici e sociali e possa esistere un'alternativa storica credibile e praticabile, oltre che urgente.
Tutti in fila per sé
Francesco Di Lorenzo - 29-10-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



È successo che, in commissione cultura del Senato, anche i rappresentati della maggioranza abbiano accolto l'invito a ridurre e rallentare l'impatto del dimensionamento degli istituti scolastici. Segno che alcune norme contenute nella legge di stabilità sono palesemente inattuabili. Mentre i sindacati, che pure sono tutti d'accordo nel non essere d'accordo con il governo, hanno preparato, per il prossimo mese, una serie di scioperi e proteste, ma in ordine sparso. Ognuno per conto proprio. Ora, se nonostante tutto, e sebbene siano d'accordo a farsi sentire contro la politica scolastica di questo governo, continuano a marciare divisi, non c'è che da prenderne atto. O far finta di capire. Oppure farcene una ragione. Al limite, pensare che sono proprio tempi difficili. Però, sospettare che così non se ne esce.
La storia purchessia
Gigi Monello - 28-10-2011
Allo studioso dello scorretto argomentare che tra cinque lustri preparerà il suo tomo intorno al ventennio berlusconiano, non sfuggirà la perla che Giuliano Ferrara ha di recente depositato nello sconfinato giacimento. Ospite di Mentana e accanto ad uno Scalfari accennante disgusto, il Giuliano nazionale architettava a difesa del Principe il seguente raziocinio: "gli Italiani sono abituati a sentirsi rappresentati da fenomeni grandiosamente anomali ... Garibaldi, Mussolini, Berlusconi". Potremmo definirlo sofisma di "vaghezza e mescolanza". Notissimo trucco: consiste nel mischiare insieme cose diverse e persino contrarie, spostando l'attenzione sopra una generica somiglianza. Un tempo bastava una discreta scuola media per non cascarci; adesso, a seconda dei casi, neppure aver finito il liceo.
L'Europa e la sua ideologia
Gennaro Tedesco - 27-10-2011
Di fronte alla crisi economica incalzante e dilagante, l'Europa saprà rinunciare alle tentazioni neo-imperialistiche per incamminarsi su vie alternative ed innovative?
Fino ad ora la storia, soprattutto, quella più recente, ha risolto tali ciclopiche e globali crisi con le guerre, le dittature e cicli ricorsivi di contrazione e sviluppo all'interno delle economie capitalistiche.
E' anche vero che fino ad ora l'Europa ha espresso solo il potere dei mercanti e dei burocrati. Ora sarebbe finalmente il momento dei cittadini, ma soprattutto dei suoi lavoratori. A questo punto, e concludiamo, inevitabilmente , se si vuole per davvero dare un corso diverso al movimento della storia, dovremmo finalmente assistere alla rapida riorganizzazione e immediata ricostituzione di un forte e consapevole fronte di lavoratori europei, accomunati dall'esigenza di porre un limite alla ripresa e al rilancio di ideologie imperialistiche .
Insegnare oggi
Enrico Maranzana - 26-10-2011
Il mondo corre e la scuola sta a guardare, ferma agli inizi del '900, quando la sua funzione era integrare gli studenti in un contesto socio-economico-culturale in lentissima evoluzione. Oggi, che tutto cambia e si ristruttura velocemente, anche per effetto della tecnologia, la questione relativa "al cosa e al come insegnare" si complica a dismisura, senza trovare risposte convincenti. Eppure il legislatore, interpretando le istanze della società contemporanea, ha elaborato indirizzi chiari e univoci che le scuole, però, hanno disatteso.
Riduzioni dannose
Lorenzo Picunio - 25-10-2011
Ridurre il numero degli insegnanti di sostegno è uno fra gli obiettivi ipotizzati da qualcuno nel cercare soluzioni per ridurre la spesa pubblica.
Tutti i lettori sanno cos'è un insegnante di sostegno? Una legge, la 517 del 1977 ha riconosciuto il diritto dei bambini con handicap ad essere inseriti nella scuola di tutti. Veniva riconosciuto un intervento di 6 ore settimanali, allora, per ogni bambino, creando quindi la figura di un insegnante apposito per questo compito.
Corpo di Stato
Giuseppe Aragno - 25-10-2011
Dallo Speciale Racconti



Da un po', negli studi e nelle redazioni dei Tg, la preoccupazione era ormai palpabile e a far fronte alla "crisi" non era certo bastato il palliativo del "fuori onda" impietoso di un noto anchorman che s'era messo a urlare: "Niente di niente, cazzo! Ansa Adnkronos, Italpress, France Press, persino l'Atene News dalla Grecia disastrata! Niente. Elettroencefalogramma da stato comatoso. Porca puttana, qua se non ci pensa un attentato coi fiocchi o non fanno fuori un altro idiota come Arrigoni, siamo veramente fottuti. Fo-ttu-ti!".
Linguaggio da facchino, certo, ma come dargli torto? La situazione non era più sostenibile.
Non tutto è perduto, la maggior parte sì
Francesco Di Lorenzo - 22-10-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



C'era stata, solo qualche mese fa, la denuncia di una associazione sullo stesso problema. Ora però Legambiente ci informa in modo preciso e dettagliato. Il patrimonio immobiliare scolastico italiano è decisamente fatiscente. Appena l'8% è stato costruito negli ultimi vent'anni, per il restante la vecchiaia è soltanto da stabilire. Nelle aule che si praticano ogni giorno il rischio è costante: una su quattro non ha impianti elettrici a norma. Le scale di sicurezza sono presenti in una scuola su due. Un terzo degli edifici scolastici non possiede il certificato di agibilità igienico-sanitaria. Il 36% delle nostre scuole avrebbe bisogno di lavori urgenti di manutenzione. Naturalmente non ci sono i soldi. La parte della questione spettante ai comuni è un discorso chiuso: con tutti i tagli subiti ultimamente, la scuola non è più una priorità. Neanche in quei comuni in cui poteva esserlo e lo era (si tratta di parecchi comuni del nord).
Cecità, direbbe Saramago
Giuseppe Aragno - 21-10-2011
Avrebbero avuto ben altro senso, la condanna della violenza e l'improvvisa passione legalitaria, se ci si fosse sdegnati con pari veemenza per i patti con Gheddafi, gli omicidi libici e le leggi razziste di questi anni. Non è stato così e i nuovi "nonviolenti" hanno votato indifferenti due destre responsabili di violenze ben più gravi di quella che li indigna. Sarebbe stato credibile il palpito di "nonviolenza", se dei presidi messi in piedi dai nostri figli contro i campi di concentramento per stranieri, avessimo fatto bandiera di legalità violata da una inaudita violenza di Stato. Se, dico per dire, quando i giovani, violentemente privati del futuro, lottavano per la scuola della Costituzione, tra cariche e lacrimogeni, i "neononviolenti", nati evidentemente a Roma il 15 ottobre del 2011, fossero stati con loro per protestare sull'invalicabile linea rossa che il 14 dicembre scorso protesse i violentissimi tagli della Gelmini e la compravendita parlamentare.
La violenza del capitale
Lucio Garofalo - 21-10-2011
Ormai persino i "santoni" di Wall Street, padroni assoluti della finanza globale che sta strozzando i popoli europei, studiano le teorie di Marx per spiegare le dinamiche capitalistiche, analisi confermate dalla storia, per cui se ne avvalgono come un valido strumento di comprensione e, dunque, di potere. Non per interpretare e trasformare il mondo come suggeriva il grande pensatore, bensì per modificarlo in peggio, per speculare più liberamente, rovinare milioni di piccoli risparmiatori e soffocare le energie vive del lavoro, per esercitare un controllo assoluto sulle masse e dirigere verticisticamente i processi della finanza e dell'economia mondiale senza più il filtro costituito dalla sovranità degli Stati nazionali e dei Parlamenti eletti democraticamente.
L'ultimo treno prima della Restaurazione
Gennaro Tedesco - 20-10-2011
Si può comunicare la Storia ad adolescenti e giovani senza ricorrere a un saggio monografico di stampo accademico o a un manuale? Mi sento di rispondere affermativamente a questa domanda per tanti motivi. Il primo di questi è "filosofico", perché la "verità" ha tante facce quanti sono i soggetti che la vivono, la comunicano e la ricevono in un processo interattivo, ciclico e ricorsivo. E gli approcci, le forme e i modi della comunicazione non solo storica nella nostra epoca globalizzata, policentrica, poliedrica, frammentata e frammentaria che ha posto al centro dei suoi interessi e del suo divenire la pervasività informativa e informatica non sono più riducibili esclusivamente al saggio monografico o al manuale onnicomprensivo di storia o ai libri di testo.
Attraverso quali sottili linee e margini di confine delle varie discipline oggi assurdamente compartimentate e parcellizzate possiamo sperare di trovare dei sentieri trasversali atti a introdurci nel mondo della Scuola e dell'Università opportunamente deterritorializzate, denazionalizzate e despecializzate alla riconquista dell'uomo non a una dimensione, ma interculturale, multilaterale e multidimensionale?
Stupidità da smog
Monica Capezzuto - 19-10-2011
Forrest Gump diceva: "Stupido è chi stupido fa".
Secondo uno studio di alcuni ricercatori di Boston, vivere in aree con alti livelli di inquinamento da traffico ridurrebbe le prestazioni nei test cognitivi.
Dunque, lo smog ci renderebbe più stupidi e, secondo l' OMS, ucciderebbe in media 2 milioni di persone l'anno nel mondo.
Ma c'è allora una giustificazione alla stupidità? Stupidi si diventa, non si nasce o, piuttosto, c'è un terreno fertile su cui le tossine attecchiscono più facilmente rispetto ad altri?
Con tali presupposti, si potrebbero trarre molteplici conclusioni, legate alle variabili ambientali, quali gli stili di vita che si conducono, la scelta di abitare in città o in campagna , l'effetto che i tubi di scappamento delle auto hanno sui bambini, visto che sono ad altezza passeggino.
Gli esempi sarebbero infiniti.
Alla conquista del nostro Oltremare
Leonardo De Franceschi - 18-10-2011
Dallo Speciale Il tempo e la storia


Martedì scorso a Roma, si è tenuto un interessante convegno sulla giolittiana Guerra di Libia (1911-12) di cui quest'anno ricorre il triste centenario, amabilmente rimosso dai media, televisione in testa... La guerra immaginata. L'avvento della civiltà mediale e la Guerra di Libia (1911-1912), questo il titolo, si inserisce nell'ambito di una ricerca che poggia sulla scommessa, tutt'altro che agevole, di coinvolgere l'Esercito nel sostegno a un progetto universitario di storiografia del cinema e dell'immaginario mediale, basato anche sui materiali visivi contenuti negli archivi dello Stato Maggiore. Solo il tempo potrà evidenziare la portata dei risultati di questo progetto ma, a giudicare dal convegno, che auspicabilmente ne rappresenta solo una prima tappa, valeva la pena di fare questa scommessa.
Roma sabato 15 ottobre
Antonio Limonciello - 17-10-2011
A me non interessa parlare del potere e della natura di chi sta dalla sua parte, a me interessa parlare di chi mi sta a cuore, di quella parte che per cambiare il potere deve conquistarsi con abnegazione, rigore e tanta fatica la credibilità di portatrice di un mondo migliore. Non è nelle manifestazioni che si può interagire con loro, sono altri i momenti e gli spazi per tessere relazioni. Le manifestazioni da una decina d'anni a questa parte sono diventate una teoria di mucchi di bottiglie vuote, perché per emozionarsi, per stare bene insieme non basta un'idea, una passione, no, la passione è sostituita dall'alcol, da musica mandata ad alto volume, e anche da altre sostanze eccitanti.
Terre promesse
Fuoriregistro - 15-10-2011
Avrebbe potuto essere il compleanno di un longevo Italo Calvino, oggi.
Ci piace ricordarlo, per tutto quello che ha rappresentato.
Oggi, giornata in cui le speranze fanno i loro conti con la realtà e troppe volte non trovano un passaggio, nemmeno piccolo e difficoltoso.
Oggi, giornata in cui l'indignazione corre i suoi rischi: e il principale è l'indifferenza, sorniona e complice, o aggressiva e violenta, del "va bene così". Meglio: "A me va bene così, deve andarlo anche a te".
La pagina che conclude le "Città invisibili" racconta di un sogno, di una delusione e di una speranza.
A questa affidiamo fatiche, pensieri e desideri.
Da Presidi a Dirigenti
Franco Buccino - 15-10-2011
Anche alcune migliaia di docenti della Campania hanno partecipato alla snervante prova preselettiva del concorso a dirigente scolastico: nella nostra regione e, molti, in altre regioni d'Italia. Le motivazioni che li spingono a partecipare sono parecchie e di diversa natura. Intanto per i docenti è l'unico sbocco di carriera, poi da presidi si guadagna di più, si svolge un ruolo di direzione, si occupa una posizione strategica per intervenire nei processi di riforma. Tutti validi motivi che rendono gli aspiranti determinati e insieme indifferenti a ogni polemica.
La noia delle virgole
Francesco Di Lorenzo - 15-10-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


La noia, per non dire la nausea, che sopraggiunge alle 'uscite' del ministro Gelmini nemmeno ci spaventa più. Siamo vaccinati. Purtroppo, però, non siamo incalliti. Infatti, si prova un senso di smarrimento tanto che qualcuno si è chiesto 'se sta sognando', quando il ministro ha annunciato che sono finiti i tagli alla scuola. E questo perché Tremonti: "credo abbia compreso la centralità della scuola e pure sulla ricerca l'ho visto un poco più disponibile".
In compenso Nella ripartizione del fondo per il miglioramento dell'offerta formativa, la Commissione Cultura del Senato ha espresso il parere favorevole sul provvedimento che riduce lo stanziamento del 30% rispetto allo scorso anno. Il voto è stato unanime. L'opposizione, quindi, ha votato allo stesso modo della maggioranza.
Invece supplì! E' ora di cambiare menù
Elena Duccillo - 14-10-2011
Alzi la mano chi non è stato mai impropriamente usato dietro insistenza, imposizione o cortese favore in compiti che esulano dal proprio status di docenti.
"Ma che venissero gli ispettori ministeriali! Che ce lo dicano loro come possiamo tenere la scuola aperta e gli alunni in classe senza avere gli organici minimamente sufficienti per permettere la frequenza!". Queste parole echeggiano alle ammonizioni bonarie di chi tenta di far comprendere che di abuso si tratta.
Le soluzioni adottate per tirare la coperta corta fanno un baffo all'olandese volante Hendrik Johannes Cruijff ritenuto il miglior fantasista di tutti i tempi.
Signor ministro, accetti le sue responsabilità
Enrico Maranzana - 13-10-2011
Il ministro Gelmini, commentando l'eliminazione di circa un quinto delle domande predisposte per selezionare la futura classe dirigente della scuola, ha affermato: "La commissione che ha prodotto i test non l'ho nominata io. Sono errori gravi, non mi capacito. Gli autori non saranno retribuiti e l'agenzia che li ha scelti sta valutando se chiedere i danni" [la repubblica 9/10]. La batteria di test, però, è stata pubblicata sul sito del ministero, interfaccia dell'istituzione con il paese. Inoltre molti membri della commissione sono persone competenti, di indubbia professionalità e esperienza. Quali sonoallora le cause di questa stupefacente situazione? Eccone alcune.
I promossi e i bocciati di Gelmini: e il Merito non conosce il merito
Severo Laleo - 13-10-2011
Strano Paese l'Italia, quando si parla di Merito!
Tutti invocano il Merito, ma pochi sanno proporre riforme perché il merito sia visibile e valutabile, e produca risultati e utilità per il singolo e per il paese tutto. Anzi, spesso, a esaltare il Merito sono proprio i tanti miracolati sulla strada del successo senza merito. E, a sentire i detrattori dell'ideologia, il Merito sarebbe di destra insieme alla severità, e il disinteresse per il Merito, l'egalitarismo, sarebbe di sinistra, insieme al lassismo. Ideologia, appunto. Eppure, tra tanti e così illustri nomi esemplari per Merito, nella destra c'è sconforto, perché la "severità" e il Merito, fondamenti del programma liberale del Popolo della Libertà e della Lega, non hanno sfondato a scuola, nei confronti dei minorenni in crescita e in formazione. Così, dopo i vani tentativi di nascondere i dati, l'esemplare Gelmini, intristita, è costretta a comunicare, pare ancora non completi, i dati...
Ripensare i rapporti del sapere ai tempi della crisi
Andrea Tornago - 12-10-2011
Dallo Speciale Aufklärung


La scuola e l'università si sono «quotate in borsa» verso la fine degli anni '90 pensando che non ci fosse più posto nel mondo per un'istituzione svincolata dal mercato. Catapultare sul mercato uno dei servizi essenziali della società non ha avuto ripercussioni esclusivamente economiche: ha prodotto la sistematica introiezione dello schema formale dell'economia di mercato (credito/debito) fino a farne il nuovo rapporto di produzione del sapere. Ora che l'economia europea e mondiale stanno implodendo in una crisi senza precedenti, scuola e università non si trovano a soffrirne solo per la penuria di risorse dedicate alle attività di insegnamento e ricerca, ma per l'impossibilità di pensarsi autonome rispetto a questo mondo in crisi.
Studenti e docenti tra proletariato e rivoluzione
Gennaro Tedesco - 12-10-2011
Ho seguito e seguo su Repubblica e su altri quotidiani nazionali tutti i brillanti e dotti interventi sulla nostra Scuola. Indubbiamente interessanti e lungimiranti, infarciti di buoni sentimenti e di splendidi propositi, denotano, però, un solo difetto : non fanno i conti con la realtà "prerivoluzionaria" della nostra Scuola .
Qui non ho lo spazio e il tempo per descrivere nei dettagli la situazione non solo scolastica, ma anche universitaria del Bel Paese. Ma alcune brevissime analisi e considerazioni si possono e si debbono elaborare e proporre al pubblico dibattito senza ipocrisie di alcun genere.
Il nostro futuro
Lorenzo Picunio - 11-10-2011
Le istituzioni scolastiche in Italia sono circa 9 mila, con una media di 80 insegnanti e 20 unità di personale A.T.A. per ciascuna. Cinque anni fa la media era maggiore di circa 5 e 3 unità rispettivamente, mancano cioè all'appello 45 mila insegnanti e 30 mila A.T.A., per un totale di 75 mila lavoratori. Questo è l'effetto di 20 mila pensionamenti all'anno, circa 30 mila assunzioni, ma queste ultime soltanto quest'anno, e soprattutto di un fenomeno ben più corposo.
Tra storia e politica: Bankitalia controlla le banche?
Giuseppe Aragno - 11-10-2011
Un libro di storia, qualche legge da esaminare ed eccolo il problema che non si pone con forza perché il silenzio dell'informazione si compra pagando o intimidendo. In quanto alla scuole e all'accademia, se nelle aule spieghi agli studenti che la Banca d'Italia è di fatto un Istituto privato, ti prendono per pazzo e non mancherà lo scandalo per "il professore fa politica". Si sa, siamo una "grande democrazia". Pochi vogliono vederlo, molti lo nascondono e in tanti minimizzano, ma il conflitto c'è ed è grave. La solfa del debito pubblico terrorizza, ma non è mai chiaro chi sia il debitore e chi il creditore. La verità è che il famigerato "debito", non è ciò che noi dobbiamo a qualcuno, bensì l'ammontare del prestito che i cittadini fanno alla Banca d'Italia acquistando titoli di Stato.
Il Vajont e le vittime dei disastri
Giocondo Talamonti - 08-10-2011
Vajont è il nome del torrente che scorre nella valle di Erto e Casso per confluire nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo, in provincia di Belluno. La storia di questa comunità fu sconvolta dalla costruzione della diga del Vajont che determinò la frana del monte Toc nel lago artificiale. La sera del 9 ottobre 1963 si elevò un'immane ondata, che seminò ovunque morte e desolazione.
La Legge 14 giugno 2011 istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell'uomo, con ricorrenza proprio il 9 ottobre.
Il Paese delle tre i
Gianfranco Pignatelli - 08-10-2011
"I" come ironia, come ignavia, come Italia.

C'è un'ironia crudele ed una bonaria. La prima è del destino beffardo, quello che rende il suo popolo ostaggio di un miserabile tra i più ricchi al mondo.
Poi c'è un'ironia bonaria, quella mossa dal superiore distacco. Quella che irride con sarcasmo chi squalifica, spadroneggia, truffa, evade, delinque e si autoassolve. Questa è l'ironia peggiore, dell'Italia peggiore.
A incentivarla è l'ignavia.
Quella del Paese del tanto così fan tutti, del capitasse a me non ci penserei su due volte, del potessi mi sistemerei anch'io, del tanto chi me lo fa fare, dell'ormai così deve andare, e via così, di ignavia in ignavia. È il popolo delle escort, né belle, né minorenni né giovani. È il popolo che non s'indigna ma ci sta, che si piega alle lusinghe del potere e ai propri tornaconti...
Controllori incontrollati
Cosimo Scarinzi - 08-10-2011
Come è noto il Ministro della sempre meno Pubblica Istruzione ci ammannisce con una pertinacia degna di miglior causa una tesi di questo genere.
"A causa di politiche sciagurate, secondo la nostra eroina, i docenti sarebbero mal retribuiti a causa di un presunto eccesso di consistenza della categoria e del fatto che non si sarebbe premiato il merito."
La recente vicenda del surreale numero di errori nelle domande per l'accesso al ruolo di dirigente è, se ve ne fosse bisogno, una riprova del carattere cialtronesco della meritocrazia in salsa Gelmini.
Falso e tendenzioso in casa nostra
Francesco Di Lorenzo - 08-10-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Non esiste altro paese al mondo in cui accadono vicende simili a quelle italiane italiane e fa rabbia che, da noi, non esploda una rivolta generale.
Il 5 settembre scorso il Miur ha pubblicato un pacchetto contenente più di 5000 quiz, dai quali saranno scelti i 100 utili per la prova del concorso dirigenti della prossima settimana, con 1000 risposte esatte errate.
Normale che anche i neutrini impazziscano e non trovino l'uscita dal tunnel.
Ma non basta, perchè pare che lì, a viale Trastevere, si falsifichino i dati sulle bocciature. Loro dicono che negli ultimi anni sono aumentati i respinti nelle scuole italiane, per avvalorare l'impianto e le parole del ministro. La sua scuola 'epocalmente' riformata, essendo più rigida e selettiva, porta come prova della sua bontà l'aumento delle bocciature. La verità è che dal 2008 le bocciature sono in calo, ma si sostiene il contrario per non far naufragare le tesi del ministro.
Il mese di ottobre sarà pieno di scioperi e proteste nel mondo scolastico.
Speriamo non accada quanto rivelato da un'intercettazione: nell'autunno 2009 il ministro Gelmini tempestava di telefonate il direttore del TG1, pregandolo di non dare spazio alle proteste contro la sua riforma...
Cittadinanza e Costituzione tra conservazione e innovazione
Gennaro Tedesco - 07-10-2011
Una "Cittadinanza e Costituzione" veramente ambiente di apprendimento e pratica sociale non può che essere legata alle dinamiche culturali, interdisciplinari e metodologiche : la storia del mondo e non la storia della nazione, della regione, del territorio, della provincia, o dell'Europa o dell'Occidente come nucleo fondante dal punto di vista epistemologico e politico oltre che educativo .
La scuola è stata imbalsamata
Enrico Maranzana - 07-10-2011
L'immobilismo, il rifiuto della scientificità e la negligenza caratterizzano l'attuale gestione della scuola italiana: alle direttrici elaborate dal legislatore per sviluppare e adeguare l'istituzione al contesto contemporaneo si contrappongono l'indisponibilità al cambiamento e l'irrazionale difesa di una mentalità e di un'operatività primordiali.
Il concorso bandito per la selezione della futura classe dirigente della scuola fornisce materia sufficiente per dimostrare la fondatezza della denuncia: si metteranno a confronto le norme vigenti con le batterie dei test preselettivi elaborati dal MIUR.
Alfano: il confine dell'indecenza
Giuseppe Aragno - 04-10-2011
A quanto pare, è una delle ultime occasioni e va colta al volo, prima che sia tardi, sperando che la legge poi non abbia anche valore retroattivo. Ormai è evidente: questione di giorni, poi, con tutta probabilità, ci tapperanno la bocca e, per dirla con Arfè, bisognerà tornare al ciclostile. Wikipedia s'è autocensurata e chi non seguirà la sua via rischia davvero molto. Troppo, se la penna e la testa non danno conto a padroni.
Alla pag. 24 lettera a) il Disegno di legge sulle norme in materia di intercettazioni telefoniche che la Camera dei Fasci e delle Corporazioni si accinge a votare recita testualmente: "Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono".
Tagli, spese, bilanci
Lorenzo Picunio - 03-10-2011
La discussione sulla crisi economica di questi mesi sembra volutamente ignorare (almeno nella versione diffusa da molti giornali) almeno tre aspetti importanti, che invece sono ben presenti all'attenzione degli economisti.
Da una parte il tema della spesa pubblica può essere affrontato attraverso l'imposizione fiscale sui grandi patrimoni, quella "tassazione dei ricchi" che è stata da poco decisa negli USA da Obama. Si è dimostrato che anche con un'aliquota ancora inferiore a quella sui lavoratori dipendenti, tassare i grandi patrimoni porta a risultati fiscali importanti per i bilanci nazionali.
Comunica idiozie e costa più di un prof in dieci anni
Gianfranco Pignatelli - 01-10-2011
C'è chi porta voti, chi donne, chi sfiga. E c'è chi porta voci. In un Paese dove i politici sono più in tv che in aula, nei dicasteri o a casa loro, ci sono anche i portavoce. Occorrono quando i ministri hanno la bocca piena o la testa vuota. Divulgatori che scrivono poco e pensano meno. Prendono posizione su tutto e, per farlo, prendono pure una barca di soldi pubblici. Li chiamano addetti alla comunicazione.
Scuola: dar voce alla rivolta
Giuseppe Aragno - 01-10-2011
Parlare di scuola oggi è un obbligo morale e lo farò. Non avrebbe senso, però, metter mano alla penna, senza guardare al contesto storico in cui ci muoviamo, senza ribellarsi all'idea che parlare di scuola non sia anche, e forse soprattutto, partire dal significato che assume per la nostra vita e per la vita dei nostri figli la lettera della Banca Centrale Europea, di cui finalmente conosciamo le parole, i toni, gli obiettivi dichiarati. Scuola, quindi. D'accordo, ma scuola per dire che c'è bisogno di strumenti utili alla difesa.
L'isola che scompare
Francesco Di Lorenzo - 30-09-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Mentre i tre sindacati maggiori hanno trovato finalmente l'accordo su qualcosa - protestano infatti tutti quanti per il mancato pagamento degli scatti maturati dagli insegnanti nel 2011 - e mentre i nostri studenti fanno positive esperienze all'estero, nonostante la conoscenza delle lingue straniere sia ancora una cenerentola dentro le scuole, a Stromboli, finite le vacanze, nessuno vuole andare a insegnare. Un pò è difficile raggiungere la scuola in inverno, un pò, e naturalmente quest'anno, i tagli hanno complicato le cose.
Il gioco delle tre carte o degli spennati
Francesco Masala - 29-09-2011
Le società di rating (moderni oracoli) abbassano il rating di un po' di banche in Italia e Francia.
I potenti del mondo decidono di regalare una marea di soldi alle banche (tremila miliardi di euro), per aiutarle a non fallire...
E' arrivato il momento di rovesciare il tavolo ed essere antipatici e politicamente scorretti, ma vivi, oppure continueremo a subire fino alla fine. Oppure saremo come quell'uomo che cade da un palazzo di 50 piani?...
Giù le mani dalle pensioni
Cosimo De Nitto - 29-09-2011
La crisi per tutte le caste dei ricchi e privilegiati è un'occasione, un'opportunità per accentuare le insopportabili e ingiuste differenze sociali, scaricando i costi su chi non ha voce e forza per difendersi. I pensionati, chi ha bisogno di assistenza e solidarietà, i disabili, i lavoratori e le lavoratrici, i precari, i giovani, i disoccupati...
Ci dicono Confindustria, economisti a vari livelli, giornalisti ossequiosi e zelanti, direttori di giornali, ministri e cortigiani di vario tipo che per uscire dalla crisi ci vogliono "subito riforme strutturali". Alla fine questo plurale si riduce al singolare e l'unica "riforma" che sanno invocare è quella che vede penalizzati i pensionati di oggi e quelli che verranno, se mai ce la faranno. Insomma se c'è la crisi la colpa è di quei "parassiti" dei pensionati che hanno la spudoratezza di vivere più a lungo e, poiché non è troppo elegante accorciare loro la vita, gli si accorcia la pensione, gli si allunga la vita lavorativa cercando di raggiungere il più possible il traguardo finale e ottimale che sarebbe quello di far coincidere la fuoriuscita dal lavoro con la fuoriuscita dalla vita, che consentirebbe il massimo risparmio.
Somari e ciucci
Monica Capezzuto - 28-09-2011
Ci sono talmente tante cose su cui scrivere. Riflettere. E cercare di formarsi un'idea priva di estremismi, priva di quegli inevitabili condizionamenti che ti girano intorno, diventano ostacoli e intralciano il cammino. Sono tanti gli ostacoli che impediscono a Napoli di risorgere o, perlomeno, di risollevarsi un poco. Le difficoltà sono in ogni cosa ed ogni cosa diventa problema. L'ultimo, riguarda l'inizio della refezione scolastica sul territorio napoletano. Infatti, visto che in fondo l'emergenza rifiuti - perché è sempre ancora emergenza - non è stata ancora risolta, sono state emanate dalla giunta delle disposizioni in base alle quali è stato fatto divieto nelle scuole dell'uso di bicchieri, piatti e posate monouso per ridurre il volume dei rifiuti che la referezione scolastica - inizierà dalla settimana prossima nelle scuole comunali napoletane - inevitabilmente causerà.
Qualche domanda a Nichi Vendola
Corrado Mauceri - 28-09-2011
Ieri l'altro, concludendo la Festa regionale di SEL, Nichi Vendola nel suo appasionato intervento ha, tra l'altro, affermato la centralità della scuola pubblica, contestando la dissennata politica dei tagli alla scuola pubblica, attuata da questo Governo (sarà bene ricordare che i tagli per circa nove miliardi sono stati disposti nel 2008, cioè prima dell'esplosione dell'attuale crisi finanziara)

Questo passaggio dell'intervento è stato molto applaudito dall'affollata platea; Vendola ha anche proposto con forza l'esigenza di un profondo rinnovamento della politica che deve trovare il suo fondamento nella chiarezza delle scelte e nella coerenza dei comportamenti; condividendo in pieno questa esigenza, vorrei da Vendola una risposta a queste domande.
E' ora di finirla con gli slogan
Claudia Fanti - 27-09-2011
Non ci sono più parole per definire lo sfascio economico, morale, valoriale a cui stiamo assistendo praticamente impotenti.
Questo è un Paese nel quale riescono a campare soltanto gli ammalati di potere, delirio di onnipotenza, menzogna, i giornalisti lacchè che scrivono articoli divertenti (per loro) sulle "cazzate" del Cavaliere, mentre l'Italia per gli ultimi, per i "disgraziati" si fa dare gli alimenti base per la sopravvivenza dalla Comunità europea!
Gli unici spazi di giornalismo-documentario vengono pressati, minacciati, palesemente accerchiati. Come si può mandar giù tutto? Come si può credere che questa in cui viviamo sia un'effettiva democrazia? Che cosa è la democrazia? Ci vogliamo ripensare in modo serio?
Dimissioni Gelmini
Giampaolo Nonnis - 26-09-2011
Il ministro della Pubblica Istruzione, ci ha informato che tra Ginevra e il laboratorio del Gran Sasso è stato realizzato un tunnel lungo 730 chilometri per la realizzazione del quale l'Italia ha speso circa 45milioni di euro.
Non è ammissibile che ...
I Presidi fiorentini: dovrebbero capire ...
Corrado Mauceri - 26-09-2011
... che oggi, a fronte di un Governo irresponsabile, la scuola pubblica si difende anche con le occupazioni

Ieri l'atro i giornali locali hanno dato ampio spazio ad una lettera aperta di alcuni Presidi fiorentini che continuano a non voler capire che gli studenti sono cittadini al pari di tutti gli altri e che pertanto hanno pieno diritto di manifestare, nel modo che ritengono più opportuno ( anche con le occupazioni), la legittima protesta contro la politica dei tagli alla scuola pubblica.
La sfida con l'abuso
Francesco Di Lorenzo - 24-09-2011
Lei, il ministro Gelmini, è nata per le sfide.
Intervenendo alla trasmissione 'Uno Mattina' ha lanciato il via alla sfida del momento.

Ha detto: "La qualità della scuola dipende dalla qualità degli insegnanti ed è sbagliato che oggi un buon insegnante riceva lo stesso trattamento di un collega poco presente o poco attento alla didattica". E ancora, "credo sia necessario legare la carriera non solo al trascorrere del tempo ma alla qualità della didattica e dei risultati raggiunti".

Se poi, sulla questione, ci sono resistenze da parte dei sindacati e degli insegnanti, questo non è un problema. Lei è lì per superarle. Come? Non prendendole in nessuna considerazione.
Restiamo umani
Fuoriregistro - 23-09-2011
Durante la trasmissione condotta da Corrado Formigli in onda ieri sera su La7, una giovane donna precaria spiega di che cosa vuole fare "piazza pulita" e perchè.
Un pò con l'aiuto della Rete, un pò a memoria, ricostruiamo il suo discorso, forse non esattamente uguale nella forma, ma certo nella sostanza. Apporteremo le debite correzioni non appena il video sarà disponibile online.
Condividiamo le parole ascoltate e ringraziamo questa "lavoratrice della conoscenza", come si definisce, per l'analisi e la denuncia, ma soprattutto per la conclusione. Non c'è altra strada che ripescare, riscoprire, rivivere la nostra umanità: così non abbiamo trovato titolo migliore da regalare al suo intervento.
Tra pubblico e privato
Emanuela Cerutti - 22-09-2011
C'è da chiedersi cosa davvero bolla in pentola.
La notizia è disarmante: aboliamo gli asili statali per tornare al privato.
Durante un recente convegno pidiellino il consigliere regionale veneto Serragiotto non abbassa fino in fondo la mannaia, ma di una cosa è certo: il privato farà risparmiare.
Sul "chi" mi pare si possa aprire un confronto.
Le famiglie? Attualmente le scuole materne private chiedono quote d'iscrizione e gestione più alte delle pubbliche e, generalmente, proporzionali al servizio offerto, alla numerosità della classe, all'orario. Generalmente le famiglie spendono meno nel pubblico.
Le scuole private? Le scuole private lamentano da tempo la fatica del vivere quotidiano e chiedono insistentemente contributi statali in nome della parità. Se aumenteranno gli iscritti e il servizio dovrà essere realmente potenziato forse più del risparmio crescerà la spesa.
Lo Stato, ossia le scuole pubbliche? Lapalissiano: se un "datore di lavoro" toglie lavoro certamente ci guadagna. A scapito, ovviamente, degli insegnanti, cioè dei lavoratori pubblici dipendenti. A meno che non debba riversare quel risparmio su altro settore analogo.
Le politiche antisociali dell'UE
Fabrizio Valli - 21-09-2011
L'Unione Europea è disegnata per portare avanti politiche neoliberiste.
Per soddisfare i parametri prima di Maastricht e poi del patto di stabilità e crescita gli stati sono costretti a politiche economiche restrittive (privatizzazioni, tagli all'occupazione ed allo stato sociale) per ottenere gli avanzi di cassa necessari (è il patto stesso che indica la necessità di avere bilanci prossimi al pareggio o positivi).
Quello che possiamo fare è partire dai bisogni delle persone e dall'ambiente, ribaltando l'ordine delle priorità e delle compatibilità. Su questo il livello nazionale non è sufficiente, abbiamo bisogno di rilanciare la lotta per un'altra Europa, a partire dalla costruzione di movimenti europei che si battano contro le politiche di massacro sociale che la UE sta mettendo in campo. Emerge una sempre maggiore incompatibilità tra profitti da una parte e soddisfacimento dei bisogni delle persone, della necessità di una vita dignitosa, della tutela dell'ambiente dall'altra.
L'Europa, le banche e lo sfascio della scuola
Giuseppe Aragno - 20-09-2011
Organici inchiodati alla consistenza del 2011-2012, senza tener conto dell'aumento degli alunni, obbligo eluso di fatto da percorsi di istruzione e formazione professionale che sono lavoro a tutti gli effetti, docenti inidonei all'insegnamento per motivi di salute costretti a soffiar posti ATA a precari destinati al licenziamento, docenti non specializzati dirottati sui posti di sostegno, con grave danno per l'integrazione degli alunni disabili, istituti comprensivi che aggregano scuole secondarie e primarie private dell'autonomia se non hanno almeno 1.000 alunni o 500 nelle zone disagiate: lo sfascio, desolante e per molti versi irrimediabile, è sotto gli occhi di tutti. Non c'è ordine e grado di scuola statale a cui l'avvocato Gelmini non chieda ulteriori sacrifici, a cui non riduca il già risicato fondo d'istituto, rendendo sempre più difficile finanziare visite culturali, corsi di recupero e ogni attività progettuale extra-didattica.
TFA: un vaglio per discriminare gli orecchianti dai professionisti
Enrico Maranzana - 20-09-2011
Il 10 settembre il MIUR ha diramato due comunicati in cui "sottolinea l'importante ruolo che le università sono chiamate a ricoprire in questa fase di attivazione dei TFA transitori e dei futuri percorsi abilitanti" e in cui prefigura un "Tirocinio da svolgere direttamente a contatto con le scuole e col «mestiere» di insegnante, perché insegnare non può essere solo teoria ma anche pratica".
I laboratori costituiscono l'architrave dell'intero impianto formativo delineato dal ministero: riflettendo sul suo significato si realizza il primo foro del crivello di cui si parla nel titolo.
La scelta di far gravitare la formazione iniziale dei docenti sui laboratori è obbligata e ha una duplice origine.
Come si può studiare dentro classi pollaio?
Giuseppe Licandro - 19-09-2011
Primo giorno di scuola in un liceo del profondo Sud. Il docente della prima ora entra in classe e ha l'infausta sorpresa di trovarsi di fronte trentadue alunni, stipati dentro un'angusta aula, che lo guardano attoniti: parecchi di loro sono in piedi, perché mancano molte sedie e vari banchi!

Alla fine, ci si arrangia alla meno peggio: qualcuno recupera un paio di seggiole in altre classi e si ammassa attorno ai compagni già seduti, qualcun altro si rassegna ad ascoltare in piedi la lezione, in attesa che la direzione scolastica provveda a fornire l'occorrente. All'inizio, si respira un'aria surreale, ma dopo meno di mezz'ora... non si respira proprio più! Bisogna spalancare porte e finestre, altrimenti si rischia l'asfissia! Si tratta del solito caso di malfunzionamento di una scuola meridionale? No, perché stiamo parlando di una delle tante "classi pollaio" che la Riforma Gelmini ha prodotto: il fenomeno riguarda tutta la penisola, come testimoniano le recenti sentenze del Tar del Lazio e del Tar del Molise che hanno accolto i reclami, rispettivamente, del Codacons e di alcuni genitori molisani.
Per non dimenticare
Doriana Goracci - 17-09-2011
Sabra e Shatila, raccontatela anche a scuola la storia di queste giornate.

Da Wikipedia:

"Sabra e Shatila sono due campi di rifugiati palestinesi alla periferia di Beirut. Vengono ricordati per il massacro di un numero di arabi palestinesi stimato tra diverse centinaia e 3500, perpetrato da milizie cristiane libanesi in un'area direttamente controllata dall'esercito israeliano, tra il 16 e 18 settembre del 1982 ..."

Richiesta di eliminazione del WI-Fi e passaggio dei cavi per il registro elettronico
Giuseppe Altieri - 17-09-2011
Con quale coraggio i nostri ministri vogliono portare il wi-fi in tutte le scuole? Allego un' importante documentazione, mentre all'estero il wi-fi viene spesso eliminato. In mancanza di dati sicuri sulla tecnologia riguardo alla salute si richiede la sostituzione con il passaggio dei cavi per il collegamento dei registri elettronici.
Credo che su tale materia le forze sindacali della scuola debbano muoversi prima che vengano provocati danni irreversibili alla salute dei docenti e degli studenti. Per passare i cavi con attenzione architettonica è sufficiente qualche giorno di lavoro; tra l'altro il wi-fi spesso si intasa ed è meno sicuro per le possibili intercettazioni esterne.
Insomma coniughiamo ambiente, tecnologia e sicurezza...e saggezza italiana!
Giochi al ribasso
Francesco Di Lorenzo - 16-09-2011
A Roma, ma anche in altre parti d'Italia, i genitori denunciano la mancanza di insegnanti di sostegno e la sparizione di intere classi a tempo pieno, perché gli organici assegnati sono insufficienti. Cosa è successo? Perché succede? Semplice.
"Il livello di spesa attribuito al ministero non è sufficiente a garantire il numero di docenti a cui studenti e famiglie avrebbero diritto secondo gli stessi criteri fissati da viale Trastevere e il ministro invece di impugnare le cifre del bilancio in consiglio dei ministri sta costringendo di fatto gli uffici scolastici regionali ad assegnare degli organici illegittimi".

Intanto, in commissione affari istituzionali del consiglio regionale del Veneto, sono stati approvati tre disegni di legge abbastanza interessanti. Per la scuola prima di tutto, ma anche per capire lo spirito di collaborazione e di apertura che aleggia nella Lega Nord . I provvedimenti, per chiarezza, sono passati con il voto anche del PDL.
I disegni di legge parlano di dare "precedenza assoluta nelle graduatorie di accesso ad asili e servizi per la prima infanzia, buoni scuola e case popolari, a chi risiede in Veneto da almeno 15 anni".
La crisi degli asini
Emanuela Cerutti - 15-09-2011
Ricevo da Jean Luc, pubblico dipendente francese, un'interessante metafora. Sarebbe bello, mi dice, che ci sentissimo "come una barca sbattuta dalle sue parole" e mi sfida a ritrovare la fonte della citazione. Sorrido, anche se "il cielo piange" di questi tempi: impossibile dimenticare il postino-poeta. Così, a metà tra malinconia e voglia di reagire, traduco il testo e penso che sarebbe bello passarlo ai nostri ragazzi a scuola, piccoli e grandi, italiani e stranieri, perché ne facciano un'analisi puntuale, ne riconoscano genere e struttura, ma soprattutto mettano in campo quella "lettura consapevole" che permette di cogliere, interpretare e contestualizzare i messaggi socio-culturali sottesi, come suggerisce qualche circolare ministeriale. In altre parole, perché cerchino, tra i fili della trama, le risposte possibili alle domande nascoste.
Aiuto... qualcuno può aiutarmi a capire il senso...
Giovanni Pontillo - 14-09-2011
Leggo quanto sotto virgolettato sul sito di "Orizzonte Scuola" che riporta una nota dell'Ufficio Stampa del MIUR; non riuscendo a capire il "senso logico" su quanto scritto sugli stipendi dei docenti italiani da parte di questi "signori/e illuminati/e", chiedo il vostro aiuto nel districare l'arcano!!!.....
Aiutamoci ed aiutateci se potete!!!..............................
Oggi la scuola mi ricorda Arfè
Giuseppe Aragno - 14-09-2011
Immagino che la sera spegnerebbe il televisore con un moto di ripulsa sconfortata, subito dopo i titoli del Tg3, nella penombra del suo studio che non ho più rivisto. La sera ci sorprendeva inattesa, come accade di questi tempi, quando il sole d'un tratto si inclina veloce all'orizzonte, per sparire in un preludio di autunno che il caldo micidiale non potrà fermare. Non so che direbbe e, per quanto profonda, non c'è amicizia che consenta di dare la parola a chi non c'è più. Di "libera stampa", Arfè s'intendeva come pochi e di cialtroni che vendono fumo la sera tra pubblico e privato non si stupiva più. E' singolare, diceva, l'ambigua passione per i dettagli e il disinteresse voluto per i problemi concreti. E come dargli torto, se in questo disastrato settembre di borse crollate e di vite tagliate, la prima pagina, parlando di scuola, è toccata all'abbraccio tra Lupi e Gelmini?
Ripensare la scuola
Claudia Fanti - 13-09-2011
Tralascio di riferirmi ai tagli impietosi: ognuno che per un qualsiasi motivo e con un qualsiasi ruolo alberghi nella scuola li conosce bene. Voglio invece dire di scuola, di come la vorremmo, di quella buona che è stata ed è ancora in parte...essa è rimasta sconosciuta ai ministeri, i quali, ovviamente, come ogni ignorante che si rispetti, hanno gettato via il bambino con l'acqua sporca. Il non conoscere, anzi avere la presunzione di sapere a priori ciò che accadeva, e a volte ancora accade nelle realtà, li ha indotti nel grave errore di far politiche dissennate che hanno colpito soprattutto dove non dovevano, facendo trionfare viceversa la superficialità, il buon sensismo, la meccanicità dell'insegnamento, un cattivo utilizzo dei tempi, la fretta, sistemi di valutazione tranchant (comodi per la velocità, ma assolutamente riduttivi e inutili per fronteggiare la dispersione) e via dicendo.

Vorrei quindi fingere che i ministeri e i loro tagli a risorse e Programmi non siano mai esistiti e vorrei parlare della scuola dell'utopia che resiste ancora (per quanto?).
Lettera aperta del Sindaco agli studenti per l'inizio dell'anno scolastico
Giuliano Pisapia - 12-09-2011
Care ragazze e cari ragazzi,

Il primo giorno di scuola è sempre un'emozione. Tutti noi ricordiamo questo momento della nostra vita come un passaggio cruciale e decisivo, un ricordo che negli anni si riempie di tenerezza e affetto. Penso che il compito di tutte le istituzioni sia di impegnarsi con forza perché la scuola funzioni al meglio, è un nostro preciso dovere lavorare perché l'istruzione pubblica possa darvi una formazione moderna e completa in grado di aiutarvi nel percorso di crescita e di cittadinanza.

La scuola pubblica è infatti uno strumento fondamentale per la conoscenza dei diritti e dei doveri civici.
... ma la Regione non sente
Tavolo regionale Toscana per difesa scuola statale - 10-09-2011
Con viva sorpresa di tutti la Vice-Presidente ha risposto che Regione Toscana non ritiene di impegnarsi in sede di conferenza Unificata per contrastare la politica dei tagli agli organici, perché non ritiene che ci siano prospettive concrete e che peraltro la Regione non può impegnarsi, in quanto istituzione, in una mobilitazionr contro i tagli (ed aggiungiamo noi) per la qualità della scuola.
La trasparenza dei rinnegati
Francesco Di Lorenzo - 09-09-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Al ministero dell'Istruzione, in fatto di trasparenza, qualcosa non torna. La notizia è di pochi giorni fa. Il decreto Brunetta che faceva proprio della trasparenza, insieme alla valutazione e alla meritocrazia, i tre pilastri della riforma, per ora perde un pezzo ... le amministrazioni scolastiche avrebbero dovuto pubblicare, e quindi divulgare, sui propri siti Web, tutte le informazioni riguardo la gestione dei servizi, l'organizzazione, l'impiego delle risorse umane, finanziarie e strumentali. Tutto ciò, si legge nel decreto, "allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità". E questo non è certamente avvenuto. Mentre avviene che nessuno controlli i tanti corsi on-line utili ad acquisire punteggi e scalare posti nelle graduatorie per gli incarichi e le supplenze.
Infine la notizia che il professor Giorgio Israel, già consulente ministeriale, boccia tutta la linea del ministero Gelmini perché, dice, ha tradito quelle che erano le premesse da cui si era partiti.Infine la notizia che il professor Giorgio Israel, già consulente ministeriale, boccia tutta la linea del ministero Gelmini perché, dice, ha tradito quelle che erano le premesse da cui si era partiti.
La scuola è il futuro della società?
Lorenzo Picunio - 08-09-2011
Centomila insegnanti in meno in quattro anni, 25 mila all'anno. E un calo altrettanto consistente del personale ausiliario, tecnico, amministrativo. Anche le poche assunzioni di quest'anno non modificano la sostanza di questo calo. Meno insegnanti, meno ausiliari, meno - anche - Dirigenti Scolastici (e quindi più reggenze, un preside per due istituzioni scolastiche)

Il governo Merkel, uguale schieramento politico di quello italiano, non ha toccato le spese per l'istruzione. Il governo inglese si è amaramente pentito dei tagli fatti negli ultimi anni. L'Europa non può salvarsi che con l'istruzione, la cultura, la ricerca. Tanto che - a suo tempo - l'Unione Europea aveva fissato l'obiettivo dell' 80% di diplomati nel 2020. La classe di età che avrà 18 anni nel 2020 è la classe 2002, quella che andrà in questi giorni in quarta elementare.
Chiediamo alla Toscana ...
Sebastiano Busia - 07-09-2011
... quali sono i passi che ha fatto o sta per fare, dal momento che a tutt'oggi, dopo aver ottenuto una sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato i tagli agli organici della scuola statale, perchè determinati dalla Gelmini in modo illegittimo, ci aspettavamo una qualche iniziativa pubblica da parte della nostra Regione.

La Gelmini ci ha pelati e noi protestiamo in salsa rossa!
Giulia Bertelli - 06-09-2011
Questa mattina, durante lo sciopero nazionale contro la Manovra finanziaria indetto dalla CGIL e dal sindacalsimo di base, i precari della CUB scuola e del movimento Lavoratori e Precari Scuola Pubblica Torino, hanno dato vita ad una singolare contestazione. Utilizzando metaforicamente il pomodoro come riproduzione della realtà di molti ex precari della scuola, oggi disoccupati, hanno deciso di dimostrare come il Ministero della Pubblica Istruzione abbia inferto tagli talmente drastici alla categoria, da ridurla all'osso...
I "pelati della scuola" di questi anni, 86mila unità di personale docente e 42mila personale ATA, non sono stati per nulla aiutati dalle ultime immissioni in ruolo, le 67mila promesse di assunzione che non hanno nemmeno coperto tutti i posti vacanti, come alcuni sindacati e Ministero, avevano sbandierato.
Sperpero di denaro pubblico
Michele Mileto - 06-09-2011
Ieri, con Protocollo n. 6578 del 31 agosto 2011, il Dipartimento per la programmazione la gestione delle risorse umane, finanziarie e Strumentali Direzione Generale per la politica finanziaria e per il bilancio, Ufficio 7°, trasmetteva agli istituti che hanno in carico le unità di lavoratori Co.Co.Co che svolgono attività parzialmente riconducibili a quelle proprie degli assistenti amministrativi, una serie di indicazioni.
Dopo aver riportato integralmente quanto indirizzato alle Istituzioni scolastiche, crediamo di poter fare alcune dichiarazioni e denunce.
Gli errori nel test per il concorso DS? Lo sapevo!
Maurizio Tiriticco - 05-09-2011
Gli errori nel test predisposto dagli esperti del Miur per il concorso DS non mi hanno assolutamente sorpreso! Era assolutamente nel conto, e ne evidenzio le ragioni. In primo luogo va sottolineato il numero eccessivo di item da produrre, anche se da parte di un congruo numero di esperti disciplinari, rispetto ai tempi; in secondo luogo l'assenza di un pretest, sempre necessario in quanto anche lo specialista più agguerrito in materia di test può sempre cadere in errore; in terzo luogo - ed è la carenza più pesante - la palese sine cura per quanto riguarda la confezione dei singoli item: di fatto, sotto il profilo della fattura docimologica, gli item non solo sono molto disomogenei, ma molti di essi sembrano tirati via... alla carlona ed è difficile riconoscervi la dignità di una prova.
Trenta per cento uguale zero
Emanuela Cerutti - 05-09-2011
Troppi stranieri in prima elementare: a Milano la classe non parte. La crisi che viviamo sulla nostra pelle ci concede il beneficio del dubbio: siamo certi che il "chiudere", o ridurre, abolire, eliminare, licenziare, scacciare, trovate voi il sinonimo che preferite, sia una soluzione efficace? Da che mondo è mondo il segno meno si chiama negativo e toglie, senza scampo. Toglie opportunità, occasioni, crescita, benessere, felicità, pace. Nel gioco di sostituzioni delle paure che chi ci governa, a corrente alternata, propone, a perdere, alla fine, davvero non lo sappiamo chi è?
Sorridere fa bene al re
Francesco Di Lorenzo - 03-09-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte



Per il ministro Gelmini tutto va bene. Nella conferenza stampa di presentazione del nuovo anno, lo ha annunciato con la consueta calma e con il sorriso sulle labbra. La scuola inizierà regolarmente, tutti gli adempimenti sono stati fatti, gli studenti e le famiglie possono stare tranquilli. I tagli non incideranno sugli organici e altri bla bla di questo tenore. Parole che non fanno scandalo perché viviamo nel paese più ridicolo del mondo. Per accorgersene basta aprire ( ma poco) gli occhi su ciò che è accaduto negli ultimi anni, con il clou che si è verificato negli ultimi mesi. Naturalmente sappiamo anche, da sempre, da dove proviene il buonumore del ministro Gelmini. La formula è stata più volte enunciata in alto: per non deprimere il pubblico è meglio farsi vedere sorridenti ed ottimisti. Ostentare qualcosa che nella realtà non c'è, insomma fingere. Che è una formula presa direttamente da qualche psicologo da strapazzo.

Se poi ci si ferma solo all'agibilità statica, che in un paese come il nostro non è un'invenzione metafisica, siamo al 45% . Cioè, solo il 45% degli edifici che frequentiamo noi, i nostri figli e chiunque altro, ha questo tipo di agibilità. Non per fare sempre i soliti confronti, ma le altre nazioni hanno, su questo punto, le seguenti percentuali: il 97% la Germania, il 94% la Francia, il 92% l'Inghilterra, l'88% la Spagna, il 77% la Polonia, il 71% il Portogallo, il 62% la Romania, il 58% la Bulgaria e il 52% la Grecia, che chiude la classifica.
I profughi della Libia deportati a 1800 metri
Andrea Tornago - 02-09-2011
Dallo Speciale brace brace brace



Sono 116 profughi che vengono dalla Libia pre-rivoluzione. Deportati da Lampedusa a Montecampione, e abbandonati vicini agli impianti di risalita. Hanno problemi di salute, freddo, isolamento. Non hanno cure adeguate né contatti con il mondo. E tra poco, lassù, arriverà l'inverno.
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