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Fuoriregistro n. 33 - a.s. 12/13
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newsletter del 25/05/2013
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Sommario

DENTRO LA SCUOLA

Prove tecniche di unità

di Francesco di Lorenzo
Il referendum di Bologna interroga le coscienze
di Giuseppe Aragno
L'autoreferenzialità degli insegnanti
di Cosimo De Nitto
Sanare l'anomalia genetica dell'Invalsi
di Enrico Maranzana
Oltre gli stretti confini
di Gennaro Tedesco


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Prove tecniche di unità
di Francesco di Lorenzo

Dallo Speciale "Notizie dal fronte 2012-2013"

Era ora che anche i 'ciechi' e i 'sordi' cominciassero a prendere atto che la situazione non è buona. E rischia di continuare ad essere cattiva per chissà quanto tempo. Così avviene che all'ultimo congresso nazionale della Cisl Scuola, i massimi dirigenti ricomincino a parlare di unità sindacale. L'occasione scatenante è il prossimo rinnovo del contratto di lavoro e su questa scadenza, dopo tanto tempo, i sindacati della scuola provano a stare insieme, almeno a prospettare un minimo - una base comune - che vada bene a tutti. Tradotto in soldoni, la base comune sarebbe scongiurare l'ulteriore blocco degli scatti automatici nelle buste paga dei lavoratori della scuola. Un furto che forse è il caso di denunciare alzando tutti insieme la voce.



Il referendum di Bologna interroga le coscienze
di Giuseppe Aragno

Non sarà l'ultima spiaggia: il conflitto dura da troppo tempo per terminare in un giorno. Dovesse andar male, non avremo perso la guerra, ma quella che si combatterà il prossimo 26 a Bologna non è certo una battaglia locale e non riguarda le scelte di un Comune: mentre le scuole statali vivono di stenti, decidere se lo Stato e gli Enti Locali possono continuare a finanziare le scuole private, per lo più confessionali, benché la Costituzione lo vieti, farlo, per di più, con un'iniziativa promossa dal basso, nella più assoluta indifferenza della politica, che ormai non ha voce quando si tratta di valori repubblicani, è cosa che riguarda non solo chi fa scuola, ma tutto intero il Paese.



L'autoreferenzialità degli insegnanti
di Cosimo De Nitto

Ci è capitato spesso, da un po' di anni a questa parte, di ascoltare e leggere della fatwa con la quale sono stati colpiti gli insegnanti. Qualsiasi critica essi abbiano fatto alle politiche scolastiche, qualsiasi osservazione di merito al sistema nazionale di valutazione (INVALSI), anche quando questo riguardava i soli test per gli studenti, essi sono stati tacciati di autoreferenzialità. Un termine piuttosto ambiguo che, portato all'estremo, non legittimerebbe gli insegnanti a parlare di scuola, dell'insegnamento e di tutto ciò che riguarda il loro status professionale e sociale. Se gli insegnanti parlano del proprio lavoro, della propria condizione sono accusati di essere autoreferenziali, di non voler essere valutati dall'esterno (e chi "valuta"poi, e come non se lo debbono chiedere, altrimenti cadono nell'autoreferenzialità). Lascerei stare, per amor di patria, l'assurdità di una categoria così ambigua usata per connotare più di 840.000 persone quanti sono gli insegnanti in Italia.



Sanare l'anomalia genetica dell'Invalsi
di Enrico Maranzana

Il mondo della scuola è in fermento: i test Invalsi scaldano gli animi delle fazioni in campo. I contendenti analizzano settorialmente il problema e, privilegiando il proprio punto di vista, sacrificano l'approccio sistemico e dimenticano la genesi dell'istituto.

L'Invalsi è nato nel 2003 per onorare gli impegni che l'Italia aveva assunto in Europa: è stata bypassata l'esigenza di validare le politiche formative, educative e dell'istruzione delle singole scuole. Questa la ragione del suo esser percepito come un corpo estraneo.

Si tratta di un vulnus che si annida nella stessa legge costitutiva.



Oltre gli stretti confini
di Gennaro Tedesco

Vorrei continuare il mio discorso sulla didattica della storia non disgiunta dalla didattica della geografia e, direi, non disgiunta nemmeno dalla così detta educazione alla cittadinanza.
Vorrei cominciare dal lato dei docenti. Non c'è solo la necessità di conoscere, possedere e saper utilizzare le nuove modalità elettroniche di ricerca, ma anche di una mentalità e di un atteggiamento che non può prescindere da una apertura mentale verso il nuovo e il prossimo che non sempre mi sembra scontata in questa nostra Repubblica da anni ripiegata totalmente su se stessa.



 

Sponde
Parità scolastica: una storia italiana lunga tre anni
La Redazione - 24-05-2013
 osservascuola 
In occasione del referendum bolognese, e del rinnovato dibattito sulla correttezza costituzionale dei contributi statali alle scuole private, pubblichiamo un interessante spaccato storico, tratto dal volume "Ministri", di Francesco di Lorenzo. E' il racconto di tre anni - 1997/2000 - alla fine dei quali quali il Governo Prodi è riuscito in un'impresa fino a quel momento impossibile per la stessa Democrazia Cristiana: la parità scolastica, appunto. Ripercorriamo le tappe della gestazione e della nascita di una Legge, che, forse non del tutto appagante per il mondo cattolico, senza dubbio il più largamente coinvolto, ha però rappresentato una tappa fondamentale nel contraddittorio "cammino democratico". Per alcuni infatti la Legge salvaguarda il diritto alla libertà individuale, per altri affossa il principio di laicità dello Stato. Non siamo andati molto oltre, verrebbe da dire, e ci chiediamo quale peso, nelle scelte politiche, abbiano gli ideali e quale gli interessi. Con i nostri auguri per il Nuovo Ministro, lasciamo ai lettori le loro conclusioni.

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Brevi di cronaca
Carrozza: più soldi alla scuola o lascio
La Stampa - 24-05-2013
«O ci sono margini per un reinvestimento nella scuola pubblica oppure devo smettere di fare il ministro dell'Istruzione». Maria Chiara Carrozza mette subito le carte in tavola. «L'investimento - ha affermato - è necessario per il futuro del Paese, non ci sono altre strade disponibili. Siamo in una situazione drammatica, dobbiamo mettere in sicurezza le nostre scuole, dobbiamo metterle in grado di proteggere i nostri bambini. Abbiamo bisogno prima di tutto di un investimento nell'edilizia scolastica e poi abbiamo bisogno di più insegnanti».

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Organici di strumento musicale
Sindacato SAB - 21-05-2013
Facendo riferimento alla notizia diffusa da qualche organo di stampa, in merito al giro di vite sui posti di strumento musicale nelle scuole medie della provincia di Cosenza, il Sindacato SAB, presente all'informativa sindacale con il segretario generale prof. Francesco Sola e al tavolo tecnico con il responsabile del settore prof. Francesco Ricciuti, fa rilevare che la stesura degli organici di strumento musicale 2013/2014 è ancora in corso.

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Tam Tam
A che punto è la notte?
Mauro Artibani - 22-05-2013
 consumo 
Già, la crisi iniziò dopo aver dato a soggetti con basso merito di credito, i sub prime, la possibilità, acquistando casa, di integrare il loro smilzo reddito per fare la spesa. Geniale. Il meccanismo: un contratto fondiario con dentro una postilla; "Rifinanziamento" si chiama, se cresce il valore dell'immobile acquistato consente di renderlo moneta. Se si fanno prestiti a tutti, Prime e Sub prime, tutti comprano casa; salgono i valori immobiliari, sale il prezzo.
Si torna in banca, si monetizza quell'aumento di valore; un bel effetto ricchezza, a debito però.


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Il bianco e il nero
Laura Alberico - 21-05-2013
 sociale 
I contrasti della società si concretizzano con uno scontro diretto, mi riferisco alla morte di ignari passanti per mano di un giovane di colore. C'è una guerra senza confine dove le trincee non servono più, si vive allo scoperto e si muore quando inizia il giorno, si sopravvive o si rinuncia alla vita. Ma la cosa più disarmante e preoccupante è che questo "pane" quotidiano di violenza sembra ormai una epidemia contagiosa, una strada costellata di croci che indicano una direzione sbagliata e senza una meta. Il percorso che inverte il senso di marcia è sempre molto pericoloso perché ci sono voluti tanti e tanti anni per lottare contro i diritti di popoli negati dall'oppressione, la rivendicazione dell'identità come voce della coscienza popolare, quei "valori" che sono la conquista di un popolo civile.

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 Siti consigliati 
Intervento di Nevio Santini
BOLOGNA, 24 MAGGIO 2013.
IN OCCASIONE DELLA CHIUSURA DELLA CAMPAGNA REFERENDARIA ART .33 UN AUDIO DA NON PERDERE.

f u o r i r e g i s t r o
FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rivista intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze. Questo il Progetto.
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