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Fuoriregistro n. 25 - a.s. 10/11
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newsletter del 27/03/2011
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Sommario

NOTIZIE DAL FRONTE

Tra incompetenza e finta eguaglianza

di Francesco Di Lorenzo
Provare a crederci
di Francesco Di Lorenzo

DENTRO LA SCUOLA

Gelmini e l'ossessione per il merito

di Vincenzo Pascuzzi
Pedagogia della lumaca o... pedagogia del gambero?
di Maurizio Tirittico
Contro la disinformazione negazionista
di Laura Ceccon
Migliorare gli insegnamenti o gli apprendimenti?
di Vincenzo Pascuzzi

ORIZZONTI

L'ignobile guerra italiana

di Giuseppe Aragno
I costi di un conflitto
di Carlo Ruta
Guerra e pace in Libia
di Lucio Garofalo


Tra incompetenza e finta eguaglianza
di Francesco Di Lorenzo

Viviamo nel paese in cui i ministri si spostano e si scelgono facendo attenzione alla loro incompetenza, specialmente negli affari del ministero che dovranno dirigere.
Le scene di mercato politico a cui assistiamo ogni giorno sono, per metterla sul banale, poco edificanti. Tali scene, di una evidenza conclamata, liberata da ogni traccia di pudore, alla fine, diventano modelli di uno squallore unico. E come tali si propongono, specialmente a ragazzi e giovani.
Altro che le chiacchiere sulla meritocrazia che chi dirige la scuola continua a blaterare. La realtà è questa, la lotta è assolutamente impari. Il modello batte qualsiasi discorso, che nel momento in cui viene proposto, diventa irreale, fumoso e ridicolo.



Provare a crederci
di Francesco Di Lorenzo

È bello sapere che molti dei nostri studenti universitari, durante il loro corso di laurea, hanno fatto almeno un'esperienza di studio all'estero. Grazie ai progetti e ai programmi dell'Unione Europea, il 14% dei laureati (si arriva al 18% se si contano anche le lauree specialistiche) ha avuto la possibilità di confrontarsi e studiare con i coetanei stranieri.

Sempre in tema di diversità: che sia un valore da proporre con forza nella scuola è dimostrato anche dall'impegno editoriale di Amnesty International...



Gelmini e l'ossessione per il merito
di Vincenzo Pascuzzi

La ministra Gelmini ha una fissazione per il merito. Anzi, la sua deve essere proprio un'ossessione, quasi la sua unica o principale ragione di vita ministeriale e politica! Gelmini sta tenacemente perseguendo ed intende arrivare ad una situazione in cui studenti, professori e scuole siano finalmente tutti classificati, abbiano cioè una posizione definita e precisa in una scala graduata, ciascuno un suo numeretto. Ciò ad ogni costo e purchessia. La necessità e l'utilità delle classifiche, la validità e la condivisione dei criteri per la loro compilazione sono aspetti secondari e, in fondo, inessenziali. Le classifiche, una volta compilate, si auto-giustificheranno e si auto-valideranno.



Pedagogia della lumaca o... pedagogia del gambero?
di Maurizio Tirittico

Gianfranco Zavalloni fa molto bene a ricordarci che sarebbe necessario attivare, soprattutto nei bambini più piccoli, processi educativi, formativi e istruttivi (dpr 275, art. 1, c. 2) all'insegna della l e n t e z z a a a !!! In altre parole, a fronte di una società sempre più impaziente, malferma, incerta e liquida, certi valori... o più semplicemente certi atteggiamenti e comportamenti da considerare "normali", rischiano di finire a gambe all'aria! Non so fino a qual punto sia noto il malessere di tante maestre di scuola dell'infanzia e primaria - purtroppo i maschi disertano questi gradi di scuola e non sanno quello che perdono! - di fronte all'improduttiva e costante irrequietezza emotiva e comportamentale di tanti bambini che sono loro affidati. Irrequietezza che fa pendant con quella di tanti genitori che vorrebbero "tutto e subito" dai loro bambini e non sanno neanche che cosa sia! Il fatto è che essere genitori oggi è un mestiere - perché sempre di un mestiere si tratta - sempre più difficile!



Contro la disinformazione negazionista
di Laura Ceccon

Ho già avuto modo di commentare un precedente articolo del Prof. Israel con una lettera pubblicata anche da un principale quotidiano nazionale (Repubblica 18/5/2010) e firmata da più di 400 genitori e insegnanti. Riprendo volentieri nuovamente in mano la penna, a seguito dell'articolo "Discalculia: ennesima invenzione per specialisti disoccupati" uscito su Tempi del 16/3 sempre a firma di G. Israel che persevera nel portare avanti la sommaria e allarmista campagna "negazionista", di chiara matrice anti-psichiatrica, contro DSA e ADHD. Non si offenda Israel, per carità, riguardo all'uso del termine "negazionista", utilizzato da anni (e non certo in suo onore) nei confronti di chi nega l'esistenza di questi disturbi ricalcando, per lo più consapevolmente, le estremistiche posizioni una ben nota setta importata dagli USA. Questo sì è terrorismo psicologico ed è anche una grave mancanza di rispetto nei confronti dei tanti bambini e ragazzi che nelle scuole devono lottare tutti i giorni, seppur intelligenti e capaci, con lettere e numeri ma soprattutto con l'incomprensione, l'incompetenza e la carente flessibilità didattica della scuola italiana, forgiata su un anacronistico modello di studente standard.
Ma il cammino intrapreso dalla società civile va invece verso il riconoscimento e il rispetto delle differenze, come stabilito dalla legge nazionale 170 sui DSA, tanto osteggiata dai "negazionisti" e da Israel, ma invece fortemente voluta da genitori, insegnanti e tecnici, uniti dalla volontà di tutelare il diritto allo studio, la dignità e il futuro di tanti studenti con grandi potenzialità.



Migliorare gli insegnamenti o gli apprendimenti?
di Vincenzo Pascuzzi

Valutare gli insegnanti, sostiene qualcuno, serve per migliorare gli insegnamenti. Ciò è di sicuro consequenziale e, a prima vista, sembra anche logico, utile e risolutivo. Ma solo a prima vista. Intanto non è né esaustivo né prioritario. Vediamo perché.

Quando c'è un qualsiasi problema, prima questo deve essere identificato, analizzato e studiato e poi se ne cerca la soluzione. Ugualmente quando c'è una malattia, viene prima la diagnosi, poi la terapia.

Ora è convinzione comune che la scuola italiana non funzioni in modo adeguato e soddisfacente...



L'ignobile guerra italiana
di Giuseppe Aragno

Se il punto vero fossero i diritti, tre morti al giorno in un anno, uccisi sul lavoro, e il dolore senza rimedio delle famiglie distrutte sarebbero il biglietto da visita più serio e più eloquente dell'ultima crociata all'italiana. Un oltraggio al pudore che le parole e la figura dell'onnipresente Larussa incarnano a meraviglia nei "salotti buoni", dove i diritti spariscono e compaiono gli interessi. Al confronto Gheddafi non esce poi male e, non a caso, tra i due regimi vigeva, e in parte sopravvive, un trattato d'amicizia.



I costi di un conflitto
di Carlo Ruta

In Libia è partita una guerra, che i governi dell'Occidente e gran parte dei mezzi d'informazione presentano ancora una volta come umanitaria. Di cosa si tratta realmente? Per comprendere quanto sia credibile tale motivo, è utile partire da un paio di dati storici recenti. Israele alcuni anni fa ha pianificato e attuato in Palestina una operazione che ha denominato con coerenza «piombo fuso». L'esito è stato di qualche migliaio di morti, quasi tutti civili. Ma nessuno ha minacciato una guerra «umanitaria». Nessuno si è guardato bene dal metterla in opera, come nessuno si era esposto a tanto già nella precedente operazione «Pace in Galilea», dagli esiti analoghi. Altro caso istruttivo è quello dello sterminio delle popolazioni cecene pianificato e attuato da circa venti anni dai governi della Russia, prima con Eltsin poi con Putin. Si tratta per certi versi di una guerra infinita, che ha provocato centinaia di migliaia di morti, in massima parte civili. Fino ad oggi nessuno Stato ha invocato però l'avvio di guerre «umanitarie». Nella Libia di Gheddafi tale tipo di azione, in difesa dei diritti delle popolazioni, è stata invece voluta risolutamente dalle nazioni forti dell'Occidente, su input degli Stati Uniti e con la convalida del consiglio di sicurezza dell'ONU. A quali costi, in termini di vite umane?

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Guerra e pace in Libia
di Lucio Garofalo

La storia dimostra che le guerre non costituiscono la giusta soluzione per questo tipo di problemi, non sono uno strumento utile per salvaguardare i diritti umani, nella misura in cui le guerre non risolvono i problemi ma rischiano di aggravarli e moltiplicarli. Infatti, il principale pericolo che si corre è di incendiare l'intero fronte dei Paesi arabi, incentivando e fomentando le spinte oltranziste ed islamico-integraliste che, almeno finora, erano parse inesistenti o comunque marginali nelle rivolte sociali del Maghreb, causando una pericolosa escalation militare in Medio Oriente, che è una polveriera ad alto rischio di esplosione.



 

Brevi di cronaca
Regolamento classi di concorso
Flcgil.it - 26-03-2011
Lo schema di Decreto è una sorta di scatola vuota in quanto rimanda ad atti normativi successivi la regolazione di aspetti fondamentali connessi alla riduzione delle classi di concorso, quali ad esempio i titoli di accesso, evidenziando quindi oltre che una deficienza nella struttura e nella organicità, anche a nostro parere una illegittimità in sé.

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Tutti in piazza il 9 aprile
ilnostrotempoeadesso.it - 24-03-2011
Non siamo più disposti a vivere in un paese così profondamente ingiusto. Lo spettacolo delle nostre vite inutilmente faticose, delle aspettative tradite, delle fughe all'estero per cercare opportunità e garanzie che in Italia non esistono, non è più tollerabile. Come non sono più tollerabili i privilegi e le disuguaglianze che rendono impossibile la liberazione delle tante potenzialità represse.
Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all'azione, un'azione comune, perché ormai si è infranta l'illusione della salvezza individuale. Per raccontare chi siamo e non essere raccontati, per vivere e non sopravvivere, per stare insieme e non da soli.

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La scuola si fa sponsorizzare
Il Nolano - 23-03-2011
Aumentano i tagli alla pubblica istruzione e le scuole si ingegnano per cercare finanziamenti e garantire i servizi agli alunni. Un esempio viene da Baiano, in particolare dal Circolo didattico Giovanni XXIII, il cui dirigente Felice Colucci ha trovato con i genitori una via d'uscita alla carenza di fondi pubblici: trovare sponsor privati. Un'operazione andata a segno.

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Scuola: lezione di civismo. Chi imbratta paga la multa. Oppure pulisce
Gazzetta di Parma - 22-03-2011
Imbratti il banco? Multa di 150 euro. La circolare diffusa dalla preside della scuola media Fra Salimbene parlava chiaro: gli studenti avevano tempo fino a ieri mattina [18 marzo - ndr] per cancellare dai loro banchi graffiti fatti con il bianchetto, cicche appiccicate e scritte con il pennarello indele­bile.

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Crocefisso, i giudici di Strasburgo danno ragione al Governo italiano
La Tecnica della scuola - 21-03-2011
Il crocefisso appeso al muro delle classi pubbliche non è un elemento di "indottrinamento: le autorità hanno agito nei limiti della discrezionalità di cui dispone l'Italia nel quadro dei suoi obblighi di rispettare, nell'esercizio delle funzioni che assume nell'ambito dell'educazione e dell'insegnamento, il diritto dei genitori di garantire l'istruzione conformemente alle loro convinzioni religiose e filosofiche". È questo l'atteso pronunciamento della 'Grande Chambre' della Corte europea ...

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Tam Tam
Convocazione straordinaria segreteria nazionale SAB
Sindacato SAB - 26-03-2011
 comunicato 
Il sindacato SAB, in vista delle profonde innovazioni che investono il personale scolastico come la riforma delle classi di concorso, dei decreti sugli organici e, per una corretta gestione dei soprannumerari, convoca, in via straordinaria, la segretaria nazionale dei segretari provinciali e dei responsabili delle varie sedi SAB per giorno 27, a Paola.

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3° Festival del Cortometraggio
Movies Event - Ente Organizzatore - 24-03-2011
 cinema 
Si rinnova un appuntamento che in breve tempo è diventato un evento nazionale tra i più ambiti per i filmaker italiani e stranieri. Nelle due precedenti edizioni, le giurie, presiedute dai registi Roberto Faenza e Giuseppe Piccioni, avevano selezionato e premiato il migliore cortometraggio, regista, sceneggiatore, attore protagonista, attrice protagonista, documentario e colonna sonora. Con questa nuova edizione saranno introdotte ben quattro novità...

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Raccontare i robot
Scuola di robotica - 23-03-2011
 software libero 
Anche quest'anno Scuola di Robotica, in collaborazione con diversi enti, organizza Raccontare i robot 2011 (4 e 5 aprile, le attività; dal 4 al 10 aprile la Mostra). Alleghiamo la Locandina e il Programma generale< e Vi chiediamo la cortesia di prenotare, se interessati, quanto prima.

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Consumatori senza il becco d'un quattrino
Mauro Artibani - 22-03-2011
 consumo 
Per i Consumatori la crisi è un fatto.
Già, la crisi: se siamo senza il becco d'un quattrino da spendere, dice Tizio, basta non spendere per far aumentare la capacità di pesa.
Ennò, ribatte Caio, guardati intorno. Tutto, ma proprio tutto, s'è fatto merce e noi tutti clienti; se vuoi vivere la vita devi acquistarla.
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Bici elettriche
Giocondo Talamonti - 21-03-2011
 curiosità 
Parlare di doping nello Sport e pensare al ciclismo è purtroppo un parallelismo inevitabile. L'ultima estemporanea scorciatoia, tuttavia, non ha ispirazioni farmacologiche: niente fiale, niente epo o trasfusioni, niente ormoni della crescita o bombe prêt-à-porter. La creatività, questa volta, è entrata nel campo sconfinato della fantasia. Dunque, si tratta della bici elettrica che, naturalmente non deve sembrare affatto elettrica agli occhi dei fan e dei giudici di gara.

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 Siti consigliati 
Senza frontiere
Notizie, voci, immagini dalla resistenza al razzismo: rompere le gabbie aprire le frontiere

f u o r i r e g i s t r o
FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rivista intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze. Questo il Progetto.
La newsletter, che ha una cadenza settimanale, è a disposizione di chiunque voglia partecipare; il modulo on-line permette di inviare contributi sotto forma di testi o di file, evitando i rischi di infezioni ai quali la posta elettronica, e particolarmente gli allegati, è purtroppo esposta.
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