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Fuoriregistro n. 23 - a.s. 10/11
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newsletter del 13/03/2011
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Sommario

NOTIZIE DAL FRONTE

Iscrizioni e aberrazioni

di Francesco Di Lorenzo
Mai rassegnarsi
di Francesco Di Lorenzo

SCUOLA PROFONDA

Riflessioni varie tra caste, replicanti e pecore elettriche

di Gianfranco Amodeo
Lavoro e conoscenza
di Roberto Albertini
Distruzione dell'Istruzione
di Giuseppe Aragno

MERITO E VALUTAZIONE

Gelmini, Abravanel e la Guida Michelin delle scuole

di Vincenzo Pascuzzi
Prove Invalsi, perché sì, nonostante...
di Maurizio Tiriticco
Gatti e topi
di Giuseppe Aragno
Sull'esame di stato conclusivo del 1° ciclo
di Lidia Prosperi

CHE SUCCEDE?

Viaggi di istruzione

di Elisabetta
Dai Mille... a un milione... di domande
di Lorenzo Bussi
L' Italia s'è desta
di Enrico Maranzana
Questione compiti
di maestra Chris

DODICI MARZO

Per la scuola della Costituzione

di Francesco Mele
Bologna: diversità a confronto
di Giovanni Cocchi


Iscrizioni e aberrazioni
di Francesco Di Lorenzo

Ci sono meno iscrizioni nelle Università italiane. I giovani hanno perso la fiducia, ancora di più, nel nostro sistema scolastico e universitario. Confrontate a quelle degli altri paesi europei e non, le percentuali dei giovani che si laureano in Italia sono veramente ridicole. Basti sapere che negli Stati Uniti, anche in tempi di crisi come questi, le iscrizioni alle Università sono aumentate del 70%.
Perché, è stato giustamente rilevato, quei giovani investono in se stessi, si fanno trovar pronti - con competenze maggiori - per affrontare la ripresa, quando ci sarà. Da noi il disastro è già iniziato, è inutile negarlo. I messaggi una volta velati o coperti, i discorsi di chi aveva in mente di 'inculcare' che lo studio non serve, che è meglio andare a lavorare senza ulteriori perdite di tempo, da qualche anno, invece, sono il nostro pane quotidiano. I ragionamenti sull'inutilità dello studio, la cui conseguenza diretta e attuale sono i tagli all'istruzione, vengono ripetuti e ribaditi da chi sta al governo ogni santo giorno.



Mai rassegnarsi
di Francesco Di Lorenzo

Il governo continua senza soste la sua impresa di delegittimare la scuola e di conseguenza lo studio. Cos'altro significano i dati nudi e crudi resi noti dalla Cisl, nei quali si legge che sono state tagliate negli ultimi tre anni più di ottantamila cattedre?
In compenso le prime anticipazioni sulla ricerca, del sociologo Marcello Dei dal titolo "Ragazzi, si copia" condotta in modo accurato, ci dicono quello che almeno si sospettava. In Italia copiano tutti, in tutti gli ordini di scuola, fino all'Università. Lo si fa senza eccessivi sensi di colpa, a volte anzi magnificandone la furbizia...



Riflessioni varie tra caste, replicanti e pecore elettriche
di Gianfranco Amodeo

Indirizzo queste parole al popolo ed ai dirigenti di sinistra. Ma anche al popolo "di destra". Non ai suoi dirigenti.
Le parole d'ordine del nostro attuale, e spero ancora per poco, governo sono in questo caso legate ad un attacco alla scuola pubblica, covo sostanzialmente di insegnanti comunisti, che rovinano i giovani inculcando ideali contrari a quelli insegnati dalle loro cattolicissime famiglie. Cattivi maestri contro buoni padri.
Tale concetto fa il paio con l'altro tormentone "i magistrati sono una casta di intoccabili" oltretutto anche loro comunisti.
Ovviamente anche i docenti di ruolo della scuola pubblica sono visti come una casta. E lo sono. Casta di paria.



Lavoro e conoscenza
di Roberto Albertini

La diffusione del sapere, l'aumento delle competenze, la formazione di massa diventano SUPERFLUE.
In quale altro modo potremmo spiegare la crisi formativa che attraversa le società sviluppate? Perché giovani sempre più qualificati possono, debbono, cambiare mestiere continuamente se non con il fatto che quei mestieri si possono apprendere con un breve ADDESTRAMENTO? Eppure si produce, anzi si sarebbe in grado di produrre molto di più pur con una diffusa dequalificazione di massa del lavoro. Se i giovani non trovano lavoro non è come amano dire i nostri ottimisti-riformisti perché non sono qualificati. E' vero il contrario, non ci sono lavori qualificati a sufficienza per i nostri giovani. Anzi non ci sono lavori comunque qualificati a sufficienza per tutti i nostri giovani.



Distruzione dell'Istruzione
di Giuseppe Aragno

Si può essere in totale disaccordo, ma un uomo ha tutto il diritto di porre al centro dell'universo sociale una cultura che esprima un interesse particolare e fare l'elogio della scuola privata, che di tale cultura può e vuol essere al servizio. Certo, la funzione della scuola non è quella della famiglia e ne vien fuori un circolo vizioso che soffoca l'idea di pluralismo, esalta l'individualismo, impedisce la conoscenza e il riconoscimento della diversità delle culture. Il diritto, tuttavia, esiste e non può essere negato. Se quest'uomo, però, presiede il Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana ed è responsabile, quindi, delle sue politiche formative, la conseguenza di una simile presa di posizione dovrebbero essere le immediate dimissioni.




Gelmini, Abravanel e la Guida Michelin delle scuole
di Vincenzo Pascuzzi

Imperterrita, e apparentemente convinta, la ministra procede con la terza annualità di riduzione delle risorse e di licenziamenti di personale docente e ata, precisando che "La scuola è in grado di reggere". C'è chi la contraddice ("ha le traveggole") e riassume l'entità dei tagli dall'a.s. 2009-2010 all'a.s. 2011-2012 e oltre. Chiunque comprende, e potrà constatare, che in queste condizioni la scuola non può che continuare a peggiorare.

Come se nulla fosse e per nulla turbato e sfiorato sia da questa grave situazione che dal clamoroso fallimento del tentativo, della stessa Gelmini, di sperimentare l'introduzione del merito in alcune città e province, Roger Abravanel ripropone la sua ricetta di meritocrazia applicata alla scuola.



Prove Invalsi, perché sì, nonostante...
di Maurizio Tiriticco

La cosa che più mi addolora di tutta questa vicenda è la grande approssimazione culturale e docimologica che leggo nelle veline che di scuola in scuola i nostri docenti si stanno passando! Mi chiedo: dove sono quegli insegnanti che una volta si battevano perché la scuola migliorasse i suoi strumenti? Che esigevano un'amministrazione più sollecita? Che studiavano per conto loro come e perché migliorare le loro attività! Che senso ha oggi rifiutarsi di fronte ad un adempimento il cui fine è solo quello di verificare insieme che cosa stiamo facendo nelle aule, dov'è che facciamo bene, dov'è che sbagliamo...



Gatti e topi
di Giuseppe Aragno

A Scampia, terra di camorra, il gatto non esiste, c'è la "iatta", femminile che comincia per i, e il topo si chiama "zoccola" maschile che comincia con zeta. I maestri, meglio se non "unici, "creeranno" gatti e topi in un percorso che non si misura coi parametri della "Milano bene". Se l'Ispettore o l'Invalsi di turno si presentano a metà del percorso, coi loro test sul gatto e sul topo e, come accade talvolta, con le domande "à la page" sui colori dei pois della cravatta di papà, il risultato è uno e già noto e la domanda antica: chi custodirà i custodi?.



Sull'esame di stato conclusivo del 1° ciclo
di Lidia Prosperi

Lettera aperta all'onorevole Gelmini

Presumendo l'emanazione di qualche circolare sul prossimo esame di stato, riflettiamo sul precedente!

Onorevole Ministro,

sono una docente a tempo indeterminato di una Scuola Secondaria di 1° grado, incaricata nel giugno dello scorso anno come Presidente di commissione agli Esami di Stato conclusivi del primo ciclo di Istruzione.
Voglio condividere con Lei alcune riflessioni, derivanti dalla mia esperienza personale e da tante affermazioni ascoltate da colleghi dell'Istituto Comprensivo in cui lavoro e di quello in cui ho presieduto gli esami.
Vorrei parlarLe di tanti aspetti della nostra Scuola, dal suo livello generale ai programmi (ad esempio di Storia), dal monte ore alla formazione delle cattedre, ma sono convinta che affrontare tanti temi significa spesso non svilupparne adeguatamente alcuno, per cui mi limito a quello che in questo momento mi preme maggiormente, ovvero la VALUTAZIONE.



Viaggi di istruzione
di Elisabetta


Mi sapete dire per favore come sta andando il blocco in Italia ed in Veneto in particolare?
Grazie!
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Dai Mille... a un milione... di domande
di Lorenzo Bussi

La Repubblica del 10 febbraio, ha riportato gli effetti del boicottaggio delle gite scolastiche e dei viaggi di istruzione. Il calo dei fatturati, nel 2011, è valutabile attorno al 35%: centotrenta milioni, un disastro in appendice alla crisi strutturale. Agenzie di viaggio di Milano e Rimini si sono offerte di pagare la diaria ai "prof". Ezio Moretti, amministratore di Caravantours, racconta: «Oggi contiamo duecento gruppi di studenti in meno e a fine maggio saranno ottocento. Una perdita di 5 milioni di euro, un quinto del nostro fatturato. Abbiamo provato a far capire ai sindacati che così si mette a rischio un settore, niente. Abbiamo chiesto un intervento al ministro Brambilla, neppure ci ha risposto. Lavoro da trent' anni con professori e studenti, così male non è mai andata».
E invece la risposta della Brambilla non si è fatta attendere. Il ministro del turismo e quello dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Mariastella Gelmini, hanno presentato, venerdi 25 febbraio, l'iniziativa "Dai Mille ... a un milione ... studenti alla scoperta dell'Unità d'Italia".



L' Italia s'è desta
di Enrico Maranzana

.. ma-le-scuo-le-no ..

Il ministro Gelmini ha firmato il decreto che definisce la disciplina, i requisiti e le modalità di formazione iniziale dei docenti. Esso contiene una prima, generale indicazione delle responsabilità degli insegnanti.
Questo scritto raffina i caratteri della professionalità docente e, per ciascuno, fornisce alcune indicazioni su come dovrebbero essere le attività delle scuole per essere credibili esempi di vita dell'istituzione scuola.



Questione compiti
di maestra Chris

Io sono insegnante di scuola elementare e concordo con i genitori che lamentano troppi compiti: io ne dò pochi pochi.
Volevo però riferire una mia esperienza: in una prima elementare di qualche anno fa i genitori si LAMENTARONO vivamente perchè davo TROPPO POCHI compiti.
Ci sono anche queste realtà: ad alcuni pare che la scuola sia di serie B se vengono dati pochi compiti.

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Per la scuola della Costituzione
di Francesco Mele

La Scuola Statale è il polmone di un paese, prende l'ossigeno che è nella cultura dell'umanità e con esso attiva le energie per il progresso e lo sviluppo del bene comune.
Un paese che non respira è come un sasso in balia degli elementi ... peggiori.

La Scuola Statale è anche Pubblica nel senso originario del termine, che vuol dire che è di tutti e che è per tutti, cioè appartiene a tutti i cittadini di un paese e per tutti i cittadini del paese deve rappresentare la risposta al diritto ad apprendere di cui ogni cittadino è portatore.

Tale diritto, però, va ben oltre la cittadinanza: oggi più che mai tale diritto travalica ogni ufficiale appartenenza alla civis e assume il significato molto più alto di un diritto che è di ogni essere umano. Nella società multietnica il termine Pubblica assume un connotato di universalità, che tutti comprende: da tutti prende le sue ragioni di essere e a tutti deve offrire, per assumere senso.



Bologna: diversità a confronto
di Giovanni Cocchi

In risposta ai dubbi di un Presidente di Istituto se scendere in piazza

Gentile signora, in un suo garbato messaggio lei dice:

"dobbiamo rispettare anche il silenzio dei genitori moderati o dei genitori che vedono il senso della riforma...in questo modo si invita velatamente a chi non è d'accordo a scendere in piazza ad allontanarsi dal Coordinamento".



 

Brevi di cronaca
Riflessioni a proposito delle manifestazioni del 12 marzo 2011
Manifesto dei 500 - 12-03-2011
Sabato 12 marzo, in molte città del Paese, si svolgono manifestazioni "Per la difesa della Costituzione - Per la difesa della scuola della Costituzione", sotto lo slogan "Se non ora, quando?", lanciato in occasione delle manifestazioni delle donne del 13 febbraio.
Le manifestazioni sono state convocate anche contro le ultime, gravissime, dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Berlusconi, contro la scuola di Stato, quella scuola di cui lui dovrebbe essere il primo garante, il primo promotore.
Il "Manifesto dei 500", nell'unirsi al coro di indignazione sia per queste dichiarazioni, sia specialmente per l'attacco alla scuola pubblica che quotidianamente viene portato avanti da questo governo, sottopone a tutte le persone che partecipano alla manifestazione e a tutti i cittadini interessati alla difesa della scuola pubblica le seguenti riflessioni.

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Il Capo dello Stato rende giustizia ad una docente sanzionata illegittimamente
Sindacato SAB - 12-03-2011
Il Presidente della Repubblica, su parere obbligatorio del Consiglio di Stato, accoglie il ricorso straordinario presentato dalla prof.ssa Achiropita Straface, titolare e in servizio in una scuola superiore di Rossano, che si era vista infliggere, illegittimamente, la sanzione disciplinare dell'avvertimento scritto dal dirigente scolastico e, per gli effetti, annulla tale sanzione, rendendo così giustizia alla docente.

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Scuola, il governo dei telequiz: la denuncia dei prof del Mamiani
l'Unità - 11-03-2011
«Sottratti dieci miliardi di euro ad un sistema scolastico nazionale già impoverito da decenni di cattiva gestione, continua la cosiddetta "riforma" della Scuola pubblica statale. Prossima tappa: la misurazione "obiettiva" della preparazione degli studenti italiani mediante la somministrazione dei test Invalsi (=quiz) di italiano e matematica nelle classi seconde e quinte delle Scuole Superiori, cercando di spacciare il tutto per "obbligatorio" (mediante la Nota 30 dicembre 2010, Prot. N. 3813). È un metodo di valutazione nel quale la maggioranza degli Insegnanti non ha finora mai creduto. Metodo buono per il conseguimento della patente di guida, non per saperi complessi quali quelli impartiti dai veri esperti della Scuola, che sono (ovviamente) i Docenti.

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Quando a tordi e quando a grilli
Cub Piemonte - 10-03-2011
Dopo settimane di polemiche fra ministri, partiti, governo, confindustria ecc. il governo con il DL n. 5 del 22 febbraio ha stabilito:

- che il 17 marzo 2011 è festa nazionale

- che questa festa non deve avere costi né per le imprese né per l'amministrazione pubblica

Nei fatti, però a qualcuno costerà e cioè ai lavoratori ed alle lavoratrici a cui viene sottratta una festività soppressa.
Peccato che questi signori così attenti ai conti delle imprese ed a quelli delle pubbliche amministrazioni non tengano in alcun conto il fatto che, sempre nel 2011, il 25 aprile ed il 1 maggio cadano uno il giorno di Pasquetta e l'altro di domenica.

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La riforma Gelmini alla prova dei fatti
Radio Pereira.it - 09-03-2011
Gentile signor Pereira, sono un'insegnante di ruolo di scuola primaria da più di dieci anni.
Scrivo per segnalare quelli che nella mia esperienza sono stati, negli ultimi due anni, gli effetti della cosiddetta riforma Gelmini, effetti che purtroppo, ho potuto constatare solo legati ad aspetti negativi come:
1) La diminuzione delle compresenze (due insegnanti in classe nello stesso momento)
2) La diminuzione del tempo-scuola (da 30 ore a 29 ore settimanali)

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Riforma profonda
Cub scuola Torino - 08-03-2011
Sabato 12 marzo la mobilitazione dei lavoratori della scuola, degli studenti, dei genitori porrà all'ordine del giorno la questione in modo serio.
Abbiamo recentemente scoperto che, secondo il Presidente del Consiglio dei Ministri, le nostre retribuzioni sono assolutamente inadeguate.
Una siffatta scoperta non può, ovviamente, che farci piacere. Ci permettiamo, però, alcune domande sin banali...

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Scuola pubblica: miniera di libertà
NEV - 07-03-2011
"Le parole in libertà pronunciate sulla scuola pubblica dal Presidente del Consiglio a margine di un convegno dei cristiani riformisti non possono che destare vivo allarme in quanti hanno a cuore le istituzioni repubblicane". Nicola Pantaleo, presidente dell'Associazione "31 ottobre per una scuola laica e pluralista promossa dagli evangelici italiani", ha espresso sconcerto per quanto dichiarato da Berlusconi il 26 febbraio scorso, per cui gli insegnati delle scuole pubbliche inculcherebbero ai ragazzi "idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie".

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Tam Tam
Paz e l'artista
Lucio Garofalo - 12-03-2011
 arte 
Nella società mercantile e consumista di massa, l'arte, il cinema, la letteratura, la musica, sono merci da vendere e comprare, sono prodotti dell'industria culturale e dello spettacolo, finiscono esposte in vetrine televisive come il Maurizio Costanzo Show o altri salotti mediatici.
In un sistema mercantile la qualità estetica è sacrificata in nome della quantità, mentre si valorizzano i criteri commerciali, come un manufatto che ha la proprietà di vendersi in quanto ottiene il gradimento del pubblico, perciò è prodotto su scala industriale. Il mercato tende a svilire le opere di gran pregio, privilegiando e assecondando le esigenze del profitto che non hanno nulla a che spartire con l'ingegno, l'arte e la maestria.

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La formazione iniziale e in servizio
Claudia Fanti - 12-03-2011
 proposta 
In occasione del convegno che si svolgerà a Bologna, presso la Facoltà di Scienze della Formazione nei giorni 17 e 18 marzo 2011, i soggetti promotori (Facoltà di Scienze della Formazione e Cidi dell'Emilia-Romagna) intendono presentare alcuni punti alla discussione preliminare dei partecipanti, sui temi che saranno al centro dell'iniziativa...

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Deboli le ragioni della politica, forti quelle dei consumatori
Mauro Artibani - 11-03-2011
 consumo 
Deboli le risposte alla crisi messe in campo dalla politica; si litiga tra i banchi parlamentari nell' interpretare i fatti, su come uscirne, con quali strategie, utilizzando quali arzigogoli.
Dentro, nel palazzo, incartati in ragioni deboli che non convincono "l'altro" si rimpallano tecniche e tattiche finora ineffettuali. S'azzuffano sul debito, battibbeccano su occupazione e investimenti; la scelta tra riduzione delle tasse o delle spese li strema.
Nei talk, truccati da monetaristi o keynesiani, si fanno competenti; con urla e schiamazzi mostrano ardore.
Fuori, nel mercato, i Consumatori rivendicano il loro ruolo economico: i 2/3 del PIL.

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Bimbi rom: dove assente e' la giustizia ...
Vincenzo Andraous - 10-03-2011
 sociale 
... denudata di valore sociale, del dovere di perseguire il benessere delle persone, soprattutto dei bambini, costretti a scivolare dove c'è poco Dio a fare da ponte, c'è poca fede a fare da collante, c'è poca preghiera a fare da strada maestra.
Ferite insanabili, divaricazioni senza volontà di incontrarsi...

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I nostri primi 150
Maurizio Tiriticco - 09-03-2011
 storie 
"È segno di maturità che un adulto sappia ripensare la sua giovinezza per meglio comprendere come e perché è giunto a quel punto e come e perché debba procedere oltre. È un atteggiamento che vale per il singolo come per i popoli". Spunti di riflessione per un'analisi celebrativa dell'Unità d'Italia.

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Riti inutili e significati rimossi
Lucio Garofalo - 08-03-2011
 donne 
Come ogni anno il giorno dell'8 marzo si ripete (sempre più stancamente) la festa della donna, che nel 2011 coincide con un'altra ricorrenza molto celebrata, il Carnevale, con cui condivide forme rituali e modalità gestuali di segno squisitamente edonistico e commerciale, frutto di un processo di totale svuotamento, rimozione o travisamento del valore più autentico e profondo dell'idea di partenza, cioè del senso più antico di una festa laica come l'8 marzo, o di una tradizione pagana e popolare come il Carnevale...Soffermiamoci a riflettere sul senso autentico (ormai rimosso) dell'8 marzo.

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Esistono le guerre giuste?
Giuseppe Casarrubea - 07-03-2011
 libri 
Con il libro "Guerre solo ingiuste. La legittimazione dei conflitti e l'America dal Vietnam all'Afghanistan", uscito per i tipi di Mimesis Eterotopie, Carlo Ruta pone una questione centrale nell'era della globalizzazione. Non riguarda, in astratto, i conflitti e la loro natura, le questioni più o meno plausibili che essi sollevano, ma l'analisi critica della teoria di Michael Walzer in una sua opera ormai classica, "Guerra giusta e ingiusta". Una lettura critica da parte di un intellettuale americano che ha come campo di osservazione l'istituzionalizzazione delle logiche di dominio di un Paese democratico come l'America.

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FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rivista intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze. Questo il Progetto.
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