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f u o r i r e g i s t r o newsletter del 07/11/2010 |   |
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NOTIZIE DAL FRONTE
Come la Finlandia? di Francesco Di Lorenzo |
A noi il merito a voi il demerito di Francesco Di Lorenzo |
CULTURA ...
Gli adulti dimenticati di Franco Buccino |
Giustizialismo storico di Giuseppe Aragno |
... E SOCIETA'
Schiaffi alla miseria di Giovanni Lamagna |
E l'Italia va di Gianfranco Pignatelli |
The End di Andrea Tornago |
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Come la Finlandia? di Francesco Di Lorenzo
Il ministro Gelmini è stata sollecitata a chiarire se i compensi per le attività aggiuntive siano leciti, o se gli insegnanti volenterosi devono anche dichiararsi lavoratori a gratis. E mentre l'anno scolastico nato stanco va avanti, e siamo solo a novembre, si insinua il dubbio su come fare a manifestare il dissenso, a renderlo esplicito. E questo, al di là del singolo fatto specifico.
Perché nonostante scioperi e proteste, disagi e inadempienze, difficoltà organizzative e mancanza di tutto, sembra, a sentir parlare gli esponenti del ministero, che tutto vada per il meglio.
La nostra catastrofe sarebbe sviluppare un senso di adattamento al peggio e quindi pian piano abituarsi a vivere sguazzando nell'acqua sporca. Sarebbe veramente la fine.
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A noi il merito a voi il demerito di Francesco Di Lorenzo
Ci sarebbe da fare questa riflessione. Non una volta che qualcuno, in questo governo della scuola, pensasse a chi non ce la fa. Per esempio, agli studenti che hanno bisogno di aiuto e di accoglienza. A voler essere buoni, e pensando anche a tutti gli altri al di fuori del governo, l'ultimo che ha detto qualcosa in questo senso è stato don Lorenzo Milani.
Qui, invece, si premiano (lo si sbandiera e lo si pubblicizza) l'eccellenza e il merito. Come se fosse facile. Come no? Si vede subito il merito. I concorsi truccati per notai ne sono la prova lampante. La pratica della raccomandazione attraverso le telefonate personali di segnalazione, esibita con assoluta nonchalance da esponenti politici, ne è la conferma.
Per non parlare della qualità. Le scuole private giocano, neanche tanto sottilmente, sullo sfascio della scuola pubblica. Miseramente pubblicizzano la loro qualità in contrapposizione al caos che regna nelle scuole statali.
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Gli adulti dimenticati di Franco Buccino
Parallelo all'avvio dell'anno scolastico parte anche il percorso dell'educazione degli adulti (Eda). Percorso attuato dai centri territoriali Eda presso alcune scuole pubbliche e da associazioni di volontariato e promozione sociale, università popolari e della terza età. E sono sempre più proprio gli anziani i destinatari di tali iniziative.
I centri territoriali, che poi significa l'istruzione pubblica, vivono la stessa crisi delle scuole: tagli di organici e di risorse finanziarie. Non va meglio alle associazioni che si interessano di formazione degli adulti, perché da una parte sono vittime del drastico ridimensionamento delle spese per lo stato sociale, dall'altra sono oggetto di un diffuso pregiudizio culturale di tanti secondo i quali spendere per istruire adulti e anziani è inutile, al più un lusso che non possiamo permetterci soprattutto in tempo di crisi. Magari sono gli stessi benpensanti che si scandalizzano del fatto che per la gente le case dei grandi fratelli siano più importanti delle discariche di Terzigno.
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Giustizialismo storico di Giuseppe Aragno
E' andata così. Claudio Moffa, apre a Teramo le lezioni di non so che master. Due affermazioni scomode e fondate - si fa un uso politico della Shoah e non esiste per ora un ordine scritto da Hitler che comanda l'Olocausto. Come dargli torto? Poi, dissennato, nega la Shoah. E qui di torti ne ha tanti. Pronte, partono le richieste "liberali" e Riccardo Pacifici, rappresentante della Comunità Israelitica di Roma suggerisce una legge penale che sancisca la negazione. Va bene così, si canta in coro: verità per decreto. Per tutti i sedicenti liberali, una "verità storica" che t'impone la fede col tintinnare delle manette e il Sant'Uffizio è libera e liberalissima. Non sarà il rogo, politicamente ancora assai scorretto, ma ci vuole e può essere galera. "Eppur si muove", mormorerà di nuovo Galilei, e un ostinato Bruno, se ancora volesse vedere un qualche Dio nella natura, rischierà il massacro.
Va così. Siamo ormai convertiti all'abiura e guai a chi dissente o solo mormora sconcertato: troppo liberalismo d'ogni colore, destro, sinistro e figurarsi a centro, per non sospettare l'inflazione, non scorgere la deriva di un "pensiero unico" che infetta anche la scienza.
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Schiaffi alla miseria di Giovanni Lamagna
Una volta quello che si definiva uno schiaffo alla miseria si ritorceva contro chi lo dava.
Oggi invece fa ridere, genera ilarità.
Sono sempre di più quelli che si identificano e si compiacciono con la ricchezza debordante di chi la possiede e dalla quale sono, magari, distantissimi, anziché lottare per migliorare la loro condizione e richiedere che essa si avvicini, quantomeno, a quella dei pochi possessori.
Vien da chiedersi: il problema è Berlusconi o queste masse plebee che, senza esserlo, si identificano con i ricchi, anzi con gli straricchi?
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E l'Italia va di Gianfranco Pignatelli
Berlusconi, negli ultimi trent'anni, si è reso responsabile, con i media in suo possesso, di un processo diseducativo collettivo senza precedenti. Così ha deviato e depravato sia il comune sentire, sia le istituzioni. Manipolando la realtà e l'accesso dei cittadini alla libera informazione, ha inibito la loro facoltà critica, trasformandoli in sudditi passivi.
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The End di Andrea Tornago
Così Silvio Berlusconi sembra davvero arrivato alla fine del viaggio. Ogni sua apparizione ormai si accompagna ad un universale imbarazzo, tanto che nemmeno i suoi fedelissimi sono più sicuri di lui. Gianfranco Fini l'ha allontanato con un lungo percorso di distinzione, Emma Marcegaglia e Luca C. di Montezemolo non l'hanno mai amato, Veronica Lario ha chiesto a gran voce il divorzio, persino Guido Bertolaso ha annunciato il suo pensionamento, e non certo per considerazioni anagrafiche.
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 Brevi di cronaca |
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Sospensione invio certificazione medica Sindacato SAB - 06-11-2010 |
Il Miur con proprio decreto sospende la procedura di invio della certificazione originale o copia autenticata ...
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Tagli, ritagli e frattaglie LucidaMente - 04-11-2010 |
Le ricadute dei tagli-Gelmini nella scuola pubblica sono sotto gli occhi di tutti: trenta e più scolari "rinchiusi" in aule piccolissime come polli da allevamento (forse è questo il fine della "riforma": plasmare sudditi e non cittadini dotati di senso critico), meno ore per le materie, folli "progettismi", insegnanti insultati e umiliati, impossibilità di una didattica decente, mancanza di supplenti, precarietà generalizzata, laboratori didattici abbandonati o non fruibili... Gli ingenui potrebbero pensare che la cinghia sia stata stretta per tutti, tanto più per le scuole "non statali". Niente di più falso...
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Chi vuole la verità storica per decreto? Il Fatto quotidiano - 02-11-2010 |
Come altri colleghi ho letto con viva preoccupazione le richieste del rappresentante della Comunità Israelitica di Roma Riccardo Pacifici, di varare una legge che punisca, penalmente, la negazione della Shoah: l'occasione, è stato fornita da una lezione, inaugurale di un master (intitolato a Enrico Mattei) da parte di Claudio Moffa, docente dell'Università di Teramo, non nuovo a sortite prima di vago sapore negazionista, poi diventate nel corso del tempo, sempre più intrinseche alla logica di quell'orientamento, che ha alcuni tratti del movimento.
L'uso politico dell'Olocausto
Pur non condividendo il senso e per lo più, la lettera delle parole di Moffa, la richiesta mi è parsa, francamente, assai più grave delle dichiarazioni di Moffa stesso; è del tutto assodato in sede storica che esista e sia esistito, nella stessa fondazione di Israele, un uso politico dell'Olocausto - uno dei "capi d'imputazione" mossi a Moffa.
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 Tam Tam |
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Diverse prospettive di lettura Massimo Turchi - 06-11-2010 | quaderni |
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Conoscere la storia significa conoscere i fatti, verificare i documenti, confrontare le testimonianze e cercare riscontri con un indagine sul campo; significa conoscere le storie dei protagonisti e delle società di provenienza; significa inoltre conoscere come le vite dei protagonisti e delle comunità sono cambiate durante e dopo la guerra. Insegnare la storia significa dare ai giovani strumenti semplici per orientarsi in questa complessità, aiutarli a porsi domande più che a fornire risposte. (Massimo Turchi)
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Rifiutare i rifiuti Giuseppe Altieri - 04-11-2010 | messaggio |
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I cittadini devono impegnarsi a non entrare più nei supermercati, nè a comprare alimenti confezionati in plastica, tossica per l'emissione di solventi, ed altre porcherie chimiche, che finiscono per rendere nocivo ciò che si mangia; tutti prodoti inquinanti come rifiuti non biodegradabili.
Bisogna tornare a far la spesa in campagna, rifiutando i rifiuti.
In tal modo tutto sarà biodegradabile e potrà essere compostato a livello domestico o in campagna .
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Ottava Conferenza T.E.L.'10 Associazione Amici di Scienze dell'Informazione - 02-11-2010 | software libero |
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Organizzata dalla Associazione Amici di Scienze dell'Informazione in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano, si svolgerà a Milano Lunedì 8 Novembre prossimo l'ottava edizione della conferenza Technology Enhanced Learning, T.E.L.'10, occasione di confronto fra docenti ed operatori nella formazione che offre una qualificata rappresentazione dello stato dell'arte sulla ricerca nell'innovazione indotta dalla disponibilità di nuove tecnologie digitali nei processi d'apprendimento.
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 Siti consigliati | LucidaMente La inEdition editrice di Bologna è nata nel 2002. La sua prima produzione si è caratterizzata per la pubblicazione di manuali tecnici e scolastici di Arti grafiche. Dal febbraio 2006 pubblica on line la «rivista mensile di cultura ed etica civile» LucidaMente, direttore responsabile Rino Tripodi.
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f u o r i r e g i s t r o FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni.
La rivista intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze. Questo il Progetto.
La newsletter, che ha una cadenza settimanale, è a disposizione di chiunque voglia partecipare; il modulo on-line permette di inviare contributi sotto forma di testi o di file, evitando i rischi di infezioni ai quali la posta elettronica, e particolarmente gli allegati, è purtroppo esposta.
Rimane comunque possibile comunicare con la redazione all'indirizzo redazione_fuoriregistro@yahoo.it e consultare tutti i precedenti interventi alla pagina http://www.didaweb.net/fuoriregistro/. I materiali pubblicati sono esportabili con citazione della fonte.
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