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Fuoriregistro del 19/09/2004 - a.s. 04/05

racconti

f u o r i r e g i s t r o
newsletter del 19/09/2004

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Sommario


DENTRO LA GUERRA

Numeri da non perdere

di Aldo E. Quagliozzi

La rabbia e la vergogna
di Giuseppe Aragno

Non solo terrorismo
di Aldo E. Quagliozzi


ORIZZONTI

Territori d'oltremare

di Emanuela Cerutti

Dalla parte della scuola, dalla parte del Paese
di Domenico Chiesa (Cidi)


TEMPO DI SCUOLA

Modelli di integrazione

di Salvatore Nocera

Storia di D.
di Antonio Schiavon

Questo benedetto coordinatore
di Mirella Albano

Il grande fratello all’I.T.I.S. “G. Peano” di Torino
di Cosimo Scarinzi

Sicurezza a scuola: superficialità da parte dei DS e dei CdI
di Gennaro Capodanno


PIAZZE E PALAZZI

Scuola dell’infanzia: scelte clientelari per nuove sezioni

di Piera Capitelli

Le dichiarazioni della Moratti sulla figura del tutor
di Alba Sasso

Nomine miracolose
di Piera Capitelli

Quell'ultima frase della Candeloro
di Sergio Delli Carri

Rettifica a Donna Moderna
di Fuoriregistro


UNA STORIA DI OGGI

Enzo Baldoni: domande

di Fuoriregistro

Croce Rossa Italiana: missione impossibile
di Grazia Perrone

L'hanno detto i giornali. Ovvero: la disinformazione preventiva
di Fuoriregistro

Epilogo
di Fuoriregistro

 

Numeri da non perdere
di Aldo E. Quagliozzi


Se i numeri mantengono ancora una loro validità ed esprimono al contempo come vanno le cose nel mondo, illuminante è la pagina tratta dal volume “ Che cosa ci siamo persi “ scritto dall’americano Graydon Carter e pubblicato presso i tipi dell’editore Little Brown all' antivigilia del terzo anniversario della orrenda strage delle due torri.
I numeri, nella loro aridità e spietatezza, riescono forse meglio a rendere del successo o dell’insuccesso delle azioni degli umani; nel caso in esame è il successo o l’insuccesso di una amministrazione americana che si concede il privilegio di determinare la storia del mondo e le sorti di milioni e milioni di esseri umani.
Ma anche un grande e veritiero spessore conservano ancora le parole, se ascoltate con umiltà e spirito di umana comprensione.

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La rabbia e la vergogna
di Giuseppe Aragno


Gli insegnanti, schierati contro la riforma Moratti attendono dichiarazioni di guerra aperta e senza quartiere, battaglie campali, scioperi generali che difendano la scuola dello Stato e coprano le spalle a chi resiste. Attendono invano: oggi la Resistenza è terrorismo e ognuno badi a se stesso.
Fa rabbia, ma è così.
Kofi Annan, Segretario Generale dell’Onu, afferma senza mezzi termini che la guerra in Irak è illegale. Rischia di essere tradotto di peso a Guantanamo, per aggiungersi ai presunti talebani ridotti in schiavitù dal faro della civiltà occidentale, ma qui da noi nessuno se ne avvede. Buona parte delle opposizioni, cogliendo al volo l’occasione premurosamente offerta dai rapimenti degli squadroni della morte, si scapicolla per concedere armistizi parlamentari al governo della guerra illegale: nessuna seria intenzione di provocarne le dimissioni. Nessuna, nemmeno ora che l’Onu emette una condanna senza appello: questa non è pace, questa è guerra, dicono al Palazzo di vetro, ed è guerra illegale.

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Non solo terrorismo
di Aldo E. Quagliozzi


Mesi addietro è potuto straordinariamente accadere che nel bel paese del tubo catodico monopolizzato sia stato mandato in onda, ad una ora impensabile e senza uno straccio di informazione-pubblicità, uno dei tanti servizi divulgativi, pregno di una certa attendibilità scientifica, sulle attuali condizioni delle risorse e dei consumi del pianeta Terra e del suo drammatico divenire.

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Territori d'oltremare
di Emanuela Cerutti


Mentre nelle aule francesi si (ri)accende tra gli adolescenti il dibattito sull'uniforme ("la vorrei, così non sarebbe più importante se non mi vesto firmato" "non la voglio, voglio essere libero di vestirmi secondo il mio stile"), il Piano per l'offerta formativa che ho tra le mani cerca di trovare una sua ragion d'essere.
Consulto documenti e progetti, nel tentativo di ristabilire un legame coerente tra l'esercizio del mio lavoro e le sue motivazioni più profonde, attraversando altri territori chiamati "Visione", "Missione", "Valori". Mi chiedo quanto vicini.
Il telegiornale parla di 200 intellettuali ammazzati in Iraq "perché filosaddam", dall'inizio della guerra.
Sul Pof chioso a margine, velocemente:
SCUOLA= universo simbolico abitato da mondi in relazione:
- il mondo delle intelligenze, plurali e sfaccettate, numerose quanto i nessi tra gli eventi o le ipotesi sui fenomeni
- il mondo delle emozioni, capaci di trasformare in gesti i sentimenti e in conseguenze i fatti quotidiani
- il mondo dei linguaggi, infinite traiettorie che permettono ai significati di emergere, incontrarsi, condividere speranze

Mi interrompo: dobbiamo parlarne. Perchè continuare abbia un senso e cambiare una possibilità.
Quanto potrebbe pesare uno solo dei nostri sogni?

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Dalla parte della scuola, dalla parte del Paese
di Domenico Chiesa (Cidi)


Nell’assenza totale di un piano di attuazione, con le risorse che subiscono una continua erosione, con gli insegnanti informati dalla pubblicità televisiva e dopo mesi in cui è emersa un’opposizione che ha coinvolto insegnanti e genitori in modo forte e diffuso, è partito il “vascello fantasma”.
Cosa succederà?
È fondamentale non cadere da un lato nella rassegnazione dando per acquisito che la nostra scuola sia ormai destinata ad una inversione di rotta controriformatrice ormai in fase di attuazione e dall’altro in forme di opposizione rinunciataria: la scuola non può fermarsi né tanto meno tornare indietro e la partita è ancora aperta.
Le urgenze e l’affanno che segnano il lavoro di chi opera nella scuola non possono ridurre, anzi sollecitano l’approfondimento della riflessione sul vero problema: riuscire a rilanciare il progetto di scuola di qualità e dell’inclusione ricucendo il filo conduttore che l’ha a lungo caratterizzata.
La sfida lanciata negli assi sessanta non è ancora vinta. È evidente il divario accumulato tra gli obiettivi e i risultati raggiunti. È quindi necessario un profondo processo di innovazione proprio per ridurre tale divario.

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Modelli di integrazione
di Salvatore Nocera


La presenza di alunni stranieri nelle nostre classi è fenomeno non nuovo; eppure quest’anno, si stanno sempre più frequentemente leggendo notizie di statistiche, di lamentele da parte di alcuni genitori di studenti italiani e pure proposte per evitare il sovraffolllamento nelle classi. Si parla di classi con il 10% sino ad un massimo di quasi il 50% a Brescia; alcuni servizi parlano di genitori di italiani che spostano dalle scuole pubbliche i loro figlioli per portarli nelle private; si legge pure che taluno propone le “quote” di ammissioni per singole scuole; qualche mese fa, a Milano, era stata proposta la creazione di classi per soli stranieri, o addirittura per soli appartenenti ad una sola etnia.

Fortunatamente il ministero dell’Istruzione è stato molto chiaro su alcune di queste proposte. Nessuna classe per soli stranieri; nessuna “quota” predeterminata per scuola o per zone o quartieri. Certamente queste risposte ministeriali sono frutto di una pluridecennale esperienza realizzata dalle scuole italiane con l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità.

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Storia di D.
di Antonio Schiavon


Lui non può andare a scuola, una malattia glielo impedisce, e la scuola entra in casa sua, facendogli raggiungere la meta della promozione. Succede a Rimini, ad uno studente del liceo Valturio, colpito da una malattia che ha cambiato radicalmente la sua vita.

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Questo benedetto coordinatore
di Mirella Albano


Al quesito "Ci si può rifiutare di essere nominati coordinatore di una classe?" rispondo decisamente "non solo si può, ma si DEVE"
Vi racconto quanto accaduto lo scorso anno a me e ad un mio collega: io rifiutavo perché in part time, il collega perché , secondo le disposizioni, il coordinatore dovrebbe presidere gli scrutini.

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Il grande fratello all’I.T.I.S. “G. Peano” di Torino
di Cosimo Scarinzi


All’I.T.I.S. “G. Peano” di Torino per rilevare le assenze e i ritardi degli studenti un computer centrale gestisce tutto il sistema e stampa ogni giorno il registro delle presenze: A questo si aggiungono sei postazioni ordinarie, piazzate sui vari piani dell´istituto, con dodici lettori ottici e una postazione speciale in segreteria, collegata anch´essa a una stampante.

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Sicurezza a scuola: superficialità da parte dei DS e dei CdI
di Gennaro Capodanno


Le responsabilità del pessimo stato nel quale versano molte scuole pubbliche, specialmente nel meridione d’Italia, rispetto ai problemi della sicurezza non sono solo degli Enti locali proprietari, vale a dire Comune o Provincia, ma anche dei Dirigenti scolastici e dei Consigli d’Istituto che investono male le risorse finanziarie provenienti dalle Casse dello Stato.

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Scuola dell’infanzia: scelte clientelari per nuove sezioni
di Piera Capitelli


Avevamo chiesto in un’interrogazione al ministro dell’Istruzione se il ministero, senza nessun intermediario territoriale, ha deciso autonomamente a quali comuni dovessero essere assegnate nuove sezioni di scuole dell’infanzia.
La risposta del sottosegretario on. Valentina Aprea è stata molto vaga e sostanzialmente confermativa di quanto è accaduto in Lombardia (e forse in altre regioni): i politici locali di maggioranza si rivolgono al ministero e il ministero risponde, alla faccia di criteri di priorità e dei pareri degli organi dell’amministrazione periferica.

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Le dichiarazioni della Moratti sulla figura del tutor
di Alba Sasso


Nel corso di un’intervista radiofonica il ministro Moratti ha non solo ribadito che la funzione del tutor è prevista per legge e quindi va applicata, ma ha anche dichiarato che una delle principali caratteristiche di questa figura sarà quella di “orientare le scelte degli studenti accompagnando il loro processo di crescita”, aggiungendo poi che la propria riforma vuole promuovere “una scuola con una partecipazione più attiva dei genitori” .
Ma come si conciliano queste dichiarazioni improntate a una volontà di rassicurazione e di dialogo con quelle che sono delle vere e proprie forzature attuate dal ministero?

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Nomine miracolose
di Piera Capitelli


Dalla stampa locale di Pavia si apprende che il ministero della Pubblica istruzione ha assegnato alla Direzione Regionale della Lombardia venti sezioni della scuola statale. Che efficienza! Sono venti sezioni rispetto al fabbisogno di 176. È uno strano destino quello della Direzione Regionale: si era espressa per l’adozione di criteri trasparenti per l’assegnazione delle sezioni e per le modalità di erogazione dei servizi per gli alunni in lista di attesa e anche questa indicazione è stata disattesa.

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Quell'ultima frase della Candeloro
di Sergio Delli Carri


Sul settimanale DONNA MODERNA del 15 settembre N°37 dove a pag. 87 compare un articolo intitolato "Scuola: (non) arriva il tutor ". Rita Candeloro della Segreteria Nazionale della CGIL SCuola chiude con quest'ultima frase: "Non c'è una data entro la quale le scuole sono obbligate a nominarli. Anche se sarebbe preferibile venissero individuati nella fase iniziale dell'anno".

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Rettifica a Donna Moderna
di Fuoriregistro


Spettabile redazione
Donna Moderna


La conversazione telefonica intercorsa per rintracciare il vostro indirizzo e-mail ha chiarito l’erronea attribuzione della frase, rilasciata invece da un dirigente del Ministero. A maggior ragione questo rende opportuna, per entrambi, una precisazione.

Rita Candeloro - Cgil Scuola

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Enzo Baldoni: domande
di Fuoriregistro


Uno ci spara, l'altro ci cura

E' stato particolarmente sgradevole per noi - scrive la redazione di Diario nella presentazione del numero speciale dedicato alla, tragica, scomparsa del suo collaboratore - vedere come, di fronte alla scomparsa in zona di guerra di un cittadino italiano impegnato in una missione umanitaria della Croce Rossa, sia stato possibile che la vittima sia stata insultata e sbeffeggiata. Il nostro governo sapeva tutto fin dal primo momento, ma non sembra abbia fatto nulla per fermare le notizie, spesso di pura invenzione, che - attraverso i media - sono state veicolate a tutto il Paese. Solo mercoledì, 25 agosto, dopo un intervento di Guido e Gabriella, i due figli di Enzo Baldoni trasmesso dall'emittente Al Jazeera, il ministro degli esteri Franco Frattini, è comparso sulla stessa emittente definendo il giornalista scomparso una persona "coraggiosa impegnata in missioni umanitarie".

Troppo poco e, soprattutto, troppo tardi.

Sono già moltissimi coloro i quali hanno rilevato la differenza tra il comportamento del nostro governo e di quello francese nella vicenda, praticamente contemporanea, del rapimento dei due reporter francesi. In Francia - nonostante il clima ferragostano e l'accesa rivalità politica - si è assistito alla, preoccupata, mobilitazione di una nazione intera.

Perché questa diversità?

Superficialità analitica, sottovalutazione della gravità delle situazione, le ferie d'agosto che sono sacre anche per i ministri della Repubblica, pavidità e meschinità umane e politiche, la speranza - un po' ingenua - che la questione potesse, comunque, avere un'esito positivo ...

Di tutto un po' ma ... sicuramente ha pesato la deliberata e persistente ambiguità nella quale opera la Croce rossa italiana in Iraq, in dissidio palese con la Croce rossa internazionale per la sua mancanza di neutralità. E' noto a tutti - ad eccezione del governo di Berlusconi - che gli italiani sono accusati - da larghi strati della popolazione irakena - di essere al servizio delle forze occupanti.

(..)"Italiani? Uno ci spara e l'altro ci cura (...)". Con questa frase Giuseppe De Santis (cfr. Diario n. 33 pag. 10) descrive lo stato di fatto nel quale sono costretti ad operare gli italiani presenti in Iraq impegnati in missioni umanitarie.

E' in questo clima di sfiducia e di sospetto che è maturato l'attacco al convoglio della Croce rossa nel quale ha perso la vita Enzo ed il suo collaboratore: Ghareeb. Ed è in questo clima di incertezza e di pericolo crescente (e percepito) che è maturato il sequestro di Simona Torretta e di Simona Pari.

Un clima mutato in pejus rispetto al passato che cercheremo di descrivere e di rappresentare.

Attenendoci, scrupolosamente e come sempre, ai fatti. E agli atti. Senza forzature né pregiudiziali ideologiche.

Buona lettura.

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Croce Rossa Italiana: missione impossibile
di Grazia Perrone


""Ho deciso io" - ammette Giuseppe De Santis - "la missione a Najaf del 19 luglio, per portare acqua e medicine nella città santa degli sciiti". Si tratta della stessa missione nella quale scompare, tragicamente, Enzo Baldoni ed il suo autista/interprete palestinese. "Sa che cosa dice la Convenzione di Ginevra?" prosegue il capo delegazione della Cri in Iraq - "Dice che la Croce Rossa deve prestare soccorso ai malati e ai feriti di guerra. Noi, la Croce Rossa, questo dobbiamo fare. E noi questo abbiamo fatto a Najaf, il 19 agosto". Lo abbiamo fatto - è sottinteso - per dimostrare con i fatti che la Croce Rossa italiana è la Croce Rossa e non ha nulla a che fare con altri italiani che "fiancheggiano", in armi, l'occupazione americana.
Quella del 19 agosto 2004, dunque, è stata una nobile e pericolosa missione umanitaria che meritava un esito diverso e che - auspichiamo - possa essere ricordata e valorizzata.

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L'hanno detto i giornali. Ovvero: la disinformazione preventiva
di Fuoriregistro


Riportiamo una sintetica cronistoria di quello che hanno pubblicato i maggiori quotidiani italiani nel periodo, cruciale del 20/24 agosto. Ogni, ulteriore, commento ci appare superfluo.

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Epilogo
di Fuoriregistro


Al di là del, tragico, epilogo "l'affaire" Baldoni non è solo la struggente storia di un'amicizia vera sbocciata nel deserto nel bel mezzo di una guerra crudele e poco compresa.
E documentata.
E', anche, la drammatica rappresentazione in tempo reale delle due anime presenti nella Cri.
All'anima "umanitaria della Croce rossa è stato impedito di operare. Qualcuno dovrebbe spiegare il perché.

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Brevi di cronaca

Marino Bocchi
C A L L I G R A F I E

 

Ci sono notizie leggere come il battito d'ali di una farfalla,il cui volo si consuma in fretta. Eppure e' un volo che dice e racconta molto piu' di quanto siamo ormai capaci di cogliere, perche' "il battito delle ali di una farfalla a Pechino può provocare un tornado in Arizona"

in voli di farfalla

Insegnante tutor: Cgil dichiara guerra
Tecnica della Scuola - 18-09-2004

Partono le prime diffide contro i dirigenti scolastici: a farne le spese per primo è un preside della provincia di Salerno. In Emilia Romagna il direttore regionale scrive ad alcuni dirigenti invitandoli formalmente ad apllicare correttamente la legge. L'ANP non cambia opinione: i dirigenti devono applicare la legge, chi non lo fa rischia persino la revoca dell'incarico.

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Lidia Menapace
Artenamir - 17-09-2004


Da donne di diversa estrazione è stata avanzata la proposta affinché il Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi, nomini senatrice a vita una delle staffette partigiane rimaste. Tra queste ci sentiamo di segnalare come altamente significativa e meritevole di tale titolo , Lidia Brisca- Menapace. La sua nomina avrebbe il significato, soprattutto per i tempi inquietanti che hanno visto l’Italia appoggiare la guerra unilateralmente decisa dagli Usa in Irak, dell’assunzione piena dell’articolo 11 della Costituzione Italiana.

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Primo, nascondere gli alunni disabili
L'Unità - 17-09-2004

È la denuncia del presidente dell’Anfas, l’associazione nazionale delle famiglie con portatori di handicap, Roberto Speziale che ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera aperta al ministro Moratti. «Abbiamo compiuto un atto ufficiale. Le abbiamo chiesto la convocazione urgente dell’Osservatorio per l’integrazione scolastica - spiega - affinché il ministro, predispondendo una ricognizione presso tutte le direzioni regionali, riferisca all’Osservatorio sulla esatta situazione che si è determinata in Italia rispetto ai tagli indiscriminati che sono stati fatti e che al ministero continuano a negare». È preoccupato Speziale. Al ministero assicurano che non ci sono stati tagli, ma «semplici razionalizzazioni». «Alla mia associazione - afferma - invece continuano ad arrivare ogni giorno segnalazioni che ci dicono il contrario. Non solo mancano gli insegnanti di sostegno, ma anche gli assistenti per l’aiuto personale che vanno messi a disposizione dai comuni». Il quadro è drammatico, le famiglie dei disabili chiedono sia fatta chiarezza sul balletto delle cifre. Cosa che ora, a scuole iniziate, non dovrebbe essere impresa impossibile. Sino ad oggi, però, non sono arrivate risposte da viale Trastevere.

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Orda
Repubblica - 16-09-2004

Ci avranno pensato o no? In termini di psicanalisi non ce n´è molto bisogno, perché certi giochi vengono fuori dal Conscio o dall´Inconscio: però questo è uno dei casi in cui l´enigmista vorrebbe saperne di più. Si parla di un certo manifesto della Lega, comparso almeno a Milano. Un semplice slogan sormonta l´immagine, a caratteri di scatola: L´ORDA NO.
A parte alcuni fantasmi linguistici paragrammatici contenuti nella breve esclamazione (dentro a L´ORDA NO si sente il «Nord», e «Londra» e «Lord»), viene quasi naturale leggere di seguito: lòrdano. Non vogliono l´orda perché lorda, è una questione di pulizia oltre che di Polizia.

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Buon compleanno Stratocaster
l'Unità - 16-09-2004

La mostra “Fender Stratocaster, cinquant’anni di un mito”, curata da Roberto Agostini, è organizzata dal Museo della Musica di Bologna in collaborazione con la Casale Bauer, ditta che importa la Fender in Italia. Il successo dell’iniziativa ha persuaso gli organizzatori a prolungare fino al 10 ottobre la mostra, che ripercorre il mezzo secolo di Stratocaster attraverso video, immagini ed esemplari – una cinquantina in tutto – della mitica chitarra e di chi l’ha fatta suonare.

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Riparte dalla Lombardia la carovana antimafie
Jole Garuti - 15-09-2004

Oggi che siamo al terzo passaggio della carovana nella nostra regione si comincia a capire che Carovana antimafie significa impegno contro le mafie e anche contro il lavoro nero, l’usura, il racket e ogni sopraffazione e violenza. La carovana si muove per difendere i diritti dei cittadini e attraversa tutta l’Italia per ricordare che un paese non può dirsi civile se non si pone l’obiettivo dell’uguaglianza e della giustizia sociale.

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A scuola timbrando il cartellino
Repubblica - 15-09-2004

L´idea di fondo è che la sicurezza e l´efficienza siano i beni supremi. Ma non basta pensare al male e al caos come a qualcosa di esterno, che ci può colpire quando meno ce lo aspettiamo. Fin da giovani dobbiamo capire che i primi fetenti potremmo essere noi stessi. Non dobbiamo più illuderci di essere belle persone pronte a esprimere i propri lati migliori: questa, secondo il sistema paranoico che ci osserva, è solo una fantasia bugiarda. Dobbiamo convincerci in fretta che siamo delle canaglie, pronte a qualsiasi cosa, oggi a fare tardi a scuola, o addirittura a tagliare la corda insieme a Lucignolo, e domani a rubare, a stuprare, a delinquere.

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Il sostegno non è l'unico modo per fare integrazione
Redattore sociale - 14-09-2004

Rappresentano il 10, 15 (talvolta anche di più) per cento della popolazione scolastica complessiva. Non sarebbe corretto definirli disabili; si tratta, piuttosto, di alunni con “bisogni educativi speciali”, “che è una categoria più ampia di chi ha un certificato medico. Sono bambini, ragazzi, che hanno qualche bisogno in più, legato all’ambito sociale, culturale, da cui arrivano, a deficit d’attenzione”. Dario Ianes, direttore del Centro studi Erickson di Trento, ricorda come nell’universo scuola ci siano alunni “con situazioni personali estremamente diverse, più o meno problematiche, che però hanno un denominatore comune: la difficoltà nell’apprendimento e nello sviluppo”.

NEI COMMENTI IL NUOVO ESPERTO SCUOLA

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R E F E R E N D U M CONTRO LA LEGGE 40/04
Galileo.net - 14-09-2004

Contro una legge che obbliga
milioni di persone
ad essere sepolte vive nella disperazione
e nella sofferenza di una vita atrocemente lesa
da malattie che forse
potrebbero essere curate e vinte
se la ricerca terapeutica fosse liberata
dagli integralismi.
Contro una legge che obbliga a soffrire
in nome di una ideologia.
Contro una legge che violenta la donna
e la costringe a soffrire ed a far soffrire
per sempre i nati che non potranno sperare
nelle cure e nella guarigione di gravissime malattie
perché alcuni parlamentari hanno deciso
che così “ha da essere”

 

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Ma così si viola la carta
Il manifesto - 13-09-2004

Bassanini: L’Autonomia scolastica è un principio costituzionale

L’autonomia scolastica viene introdotta per la prima volta nella cosiddetta “riforma BAssanini” del 97. Sarà oggetto poi del decreto presidenziale 275 del ’99, per acquisire infine valore costituzionale con la riforma del titolo V.
L’autonomia degli istituti scolastici, inoltre, è stata fatta salva anche nella proposta di devolution del centrodestra, grazie ad una mozione proposta proprio dal senatore Franco Bassanini. Chi meglio di lui, quindi, per commentare i contenuti della lettera inviata alla scuola di Sassomarconi?

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Tam Tam

Via dalla guerra e fine dell'occupazione dell'Iraq

DOCUMENTO FINALE UNITARIO
DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE
DELLE RETI, DELLE ORGANIZZAZIONI
E DEI MOVIMENTI ITALIANI
DEL FORUM SOCIALE EUROPEO


"Rimaniamo in stato di mobilitazione permanente per dire: via dalla guerra e fine dell'occupazione dell'Iraq.
Ci siano sempre mobilitati contro ogni atto di guerra, di terrore e di barbarie, per salvaguardare la vita di chiunque.
Rilanciamo l'appello per la liberazione dei nostri quattro fratelli e sorelle - operatori di pace e non coinvolti nell'occupazione, di tutti gli ostaggi, dei 26 milioni di iracheni.
Il Governo italiano porta la tragica responsabilità di averci trascinato in quest'inferno con la scelta della guerra e dell'occupazione.
A questa scelta ci siamo sempre opposti e continuiamo a chiedere che il governo si impegni per il ritiro delle truppe, inviate in Iraq contro il mandato costituzionale.
Il governo in questi giorni ha la massima responsabilità delle sue parole e dei suoi atti.
Nessuna dichiarazione deve chiudere la possibilità del negoziato.
Il governo può e deve compiere gesti concreti utili alla liberazione degli ostaggi."


LEGGI

Io sono comunista
Marino Bocchi - 18-09-2004

 storie 

Orribile a dirsi, in un certo modo/io sono comunista - talismano/passato, perduto di mano in mano, /cruenta, arrugginita reliquia, chiodo/storto nel muro della storia
Giovanni Raboni, morto mercoledì 16 settembre a 72 anni, era un comunista. Critico letterario, cinematografico e teatrale del Corriere della Sera, artefice dagli anni ’60 di grandi imprese editoriali, fra cui il progetto e il coordinamento dell’Enciclopedia Europea di Garzanti, primo e più riuscito tentativo di divulgazione della cultura di massa ad alto livello, egli è stato un poeta eccelso ed il più grande tra i traduttori di Baudelaire e Proust.

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Il burn out e l'insegnamento
Meridiano Scuola - 17-09-2004

 grande cocomero 

Il dottor Ghezzani, psicologo, esperto dei disturbi d’ansia, porta avanti uno studio sul burn out nel volontariato. Il parallelismo tra il volontario e il docente, entrambi impegnati in una relazione d’aiuto, mi orienta verso alcune domande che ho deciso di rivolgere al dottor Ghezzani. L’intervista mira non tanto a stabilire cosa sia il burn out, su cui, a livello di definizione, si è scritto tanto, ma a cercare di capire come e perchè ci si arriva. Da un punto di vista evolutivo quindi ed educativo. E, di conseguenza, cercare di capire come, ognuno di noi, e la scuola più in generale, può intervenire nella formazione dei docenti in servizio e dei neoassunti.

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Il paradosso di Saramago
La Repubblica - 17-09-2004

 libri 

Chi conosce i libri di Saramago, sa che non ci sarà, nel libro almeno, anche solo ad illustrazione della parabola illuminante, nessuna risposta esplicita. Basterà per l´autore aver posto il problema. Un problema che implica a sua volta la domanda se le cosiddette democrazie di questo nostro mondo siano realmente democratiche. E, in fin dei conti, che cosa sia e che cosa ancora valga la democrazia nei nostri sistemi politici quando tutte le società sono rette unicamente dal potere economico.

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23) Dal carteggio Adam Smith – Berlusconi
Aldo E. Quagliozzi - 16-09-2004

 opinione 

Ove si ciancia innocentemente di rispetto delle leggi e di quell’arte tutta italiana di raggirarle bellamente in virtù anche di una non chiara identità nazionale. Ebbe bene a scriverne Alfonso Berardinelli nel suo “ Autoritratto italiano “:
“ ( … ) Non è tanto lo Stato quanto la patria che fa sentire come utili e legittime le leggi. In Italia le leggi non sembrano mai tali. I legislatori sono regolarmente goffi, imprecisi, incomprensibili. L’illegalità per noi è sempre più ovvia e normale della legalità.

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Festival dei filosofi e degli aedi della Tuscia
Pasquale Picone - 16-09-2004

 musica 

SFI/vt - Società filosofica italiana - Sezione di Viterbo - 18/28/29 settembre 2004
Ciò che conta agli occhi di Wittgenstein non è tanto il “cumulo di conoscenze teoriche” di cui dispone il filosofo ma il “prezzo personale che ha dovuto pagare per ciò che egli crede di poter pensare e dire”.
Pierre Hadot

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Iliade tra guerra e pace
Repubblica - 15-09-2004

 storie 

Non sono, questi, anni qualunque per leggere l´Iliade. O per «riscriverla», come mi è accaduto di fare. Sono anni di guerra. E per quanto «guerra» continui a sembrarmi un termine sbagliato per definire cosa sta accadendo nel mondo (un termine di comodo, direi), certo sono anni in cui una certa orgogliosa barbarie, per millenni collegata all´esperienza della guerra, è ridivenuta esperienza quotidiana. Battaglie, assassinii, violenze, torture, decapitazioni, tradimenti.
Riusciremo, prima o poi, a portar via Achille da quella micidiale guerra. E non saranno la paura né l´orrore a riportarlo a casa. Sarà una qualche, diversa, bellezza, più accecante della sua, e infinitamente più mite.

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Comprendersi per comprendere
Ilaria Riciotti - 15-09-2004

 ilforasacco 

L’ascolto non è un compito passivo, un semplice mettersi da parte, un ascolto silente, pigro ed ozioso, ma è un processo attivo nel quale si partecipa generosamente con tutto se stessi -mente e cuore- per poter comprendere in profondità ciò che l’altro dice e ciò che l’altro è”.

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Più cultura, più lettura, più Paese
Giannino Stoppani - 14-09-2004

 libri 

C'è bisogno di decisioni politiche, di partecipazione attiva da parte delle istituzioni e degli enti, c¹è bisogno di crediti agevolati e investimenti a fondo perduto, di fondi dedicati alle scuole per l¹acquisto di libri e per l¹istituzione di biblioteche scolastiche, fondi da investire in formazione e informazione. In una parola: c¹è bisogno di reale e concreta attenzione, non di protezione, c¹è bisogno di cura, non di leggi sullo sconto, annoso e ridicolo problema che maschera la latitanza vera, quella della volontà di incoraggiare la lettura, la cultura, l¹economia, il Paese.

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Camminare insieme per salvare il mondo
l'Unità - 14-09-2004

 messaggio 

Il reverendo Martin Luther King circa 40 anni fa disse le seguenti parole: «Che ce ne rendiamo conto o no ciascuno di noi è sempre in debito, noi siamo eternamente debitori nei confronti di uomini e di donne, conosciuti o sconosciuti. Tutta la vita è interdipendente, tutti gli uomini sono presi in una inestricabile rete di reciprocità, legati in un unico tessuto di destino. Qualsiasi cosa tocca indirettamente tutti». Una frase che tutti ricordano della sua biografia è «I have a dream». Martin Luther King era un sognatore realista, una specie tanto rara quanto importante nella storia dell'umanità. Era un sognatore che immaginava che il suo popolo un giorno avrebbe potuto attraversare quelle montagne, ma grazie a quel sogno, tanti ragazzi che avevano il colore della pelle nera, sono riusciti a salire sullo stesso autobus di quelli che hanno il colore della pelle bianco, o andare nella stessa Università. Ha cambiato il mondo.

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Quando la Fiera ci regalava la TV di mattina
Repubblica Bari - 13-09-2004

 espressioni 

Quello che non riuscivo ancora a spiegarmi era perché la Rai, in certi giorni dell´anno, trasmettesse di mattina. Solo per noi, per giunta. Noi che eravamo una città così così, senza nemmeno tanta acqua e senza eroi. Insomma, Bari. Le scuole non erano cominciate e allora la mattina ci riunivamo con i fratelli o con le amiche e aspettavamo la marcetta d´inizio delle trasmissioni. Poi l´annunciatrice diceva che stavano per trasmettere un film in occasione della Fiera del Levante. Ma il meglio doveva ancora venire e lo aspettavamo con ansia. "Lo dice, ora lo dice, state zitti!". "Solo per Bari e zone limitrofe", aggiungeva l´annunciatrice. Hai sentito? Ha detto Bari. Allora siamo importanti!

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 Siti consigliati 

Alekos
Laboratori didattici 2004-05:
*Ecologia*, *Espressività* , *Animazione Musicale *, *Il colore *, *Intercultura (scuole elementari)*, *Tecnologia: (laboratori informatici)*, *Storia (la Resistenza, la Costituzione, il Risorgimento)*.
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Migra
Migra si propone di fornire – sui temi dell’immigrazione, del razzismo, della società multiculturale – un’informazione non episodica, approfondita, rispettosa delle differenze culturali, non riduttiva, non sensazionalista. Un’informazione dalla parte degli immigrati, non in senso ideologico: per offrire il loro punto di vista, puntando sulla loro capacità di fare informazione, di essere parte dell’opinione pubblica, di fare cultura. All'interno del sito: Orientare per integrare: un progetto della Caritas per una scuola solidale

Terragenweb : il sito italiano di Terragen
Creazione, download e immagini di paesaggi virtuali realizzati con Terragen. E in più tutorial, plug-in, forum con chat e soprattutto la possibilità di inserire in una apposita sezione i propri lavori!

Antikitera.net
Antikitera.net ha lo scopo di condividere quante più informazioni possibili di ambito storico archeologico si trovano a disposizione in rete e non. Con passione, cerchiamo di recuperare materiale da poter offrire a chiunque senza scopo di lucro. Lo scopo è di dare visibilità alle informazioni ed alle nuove scoperte, per renderle accessibili a tutti gli appassionati come noi.

f u o r i r e g i s t r o
FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rubrica intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze.
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