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Fuoriregistro del 24/10/2004 - a.s. 04/05

racconti

f u o r i r e g i s t r o
newsletter del 24/10/2004

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Sommario


FORI SOCIALI

Un mondo diverso è possibile

di Simona D'Alessio

Riflessioni da Londra
di Roberta Roberti

E poi Firenze
di Alba Sasso


ORIZZONTI

Mi piacerebbe diventare ricco per…

di Aldo E. Quagliozzi

I jeans a vita bassa delle quindicenni
di Gianni Mereghetti

Reprimere o educare?
di Pino Patroncini

Enzo Santarelli
di Giuseppe Aragno

L’occhio spento della TV
di Aldo E. Quagliozzi

La finanziaria 2005 e il miracolo italiano
di On. Piera Capitelli

Dedicata a Federica, a Laura e a tutti i bambini del mondo
di ilaria ricciotti


PIAZZE E PALAZZI

Ce n'est qu'un début

di Alba Sasso

Perchè lo sciopero
di Alessandro Di Benedetto

Una questione ordinaria
di Dir

Sulle libertà sindacali
di Grazia Perrone

Diritti trasformati in concessioni
di Rolando A. Borzetti

Risorse disperse
di G.Gandola, G.Melone, F.Niccoli


NELLE SCUOLE

Il sostegno, questo sconosciuto

di Aurora Leone

Studiare una lingua straniera: quando non è una questione di parole
di Rosa Maria Lombardo

Un gioco sulla riforma costituzionale
di Michele de Pasquale

Didattica della Riforma: un'esperienza
di Franco Lacoppola

Dal Rapporto finale sul Progetto Pilota 3
di Gruppo di lavoro

 

Un mondo diverso è possibile
di Simona D'Alessio


L’incontro che si terrà a Firenze il 23 e 24 ottobre sull’educazione e l’istruzione, nasce proprio in risposta allo European Social Forum di Londra, arrivato alla sua terza edizione dopo Firenze (2002) e Parigi (2003). L’intenzione dell’incontro di Firenze è quello di informare il pubblico italiano su quanto è emerso nel forum internazionale e con la speranza di mettere al più presto in pratica le proposte per la creazione di un mondo e un’educazione migliori formulate a Londra

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Riflessioni da Londra
di Roberta Roberti


Da tempo sapevamo che la situazione italiana non era che una tessera di quell’enorme mosaico globale che mira a fare dell’istruzione uno dei servizi commercializzabili, un business alla pari di ogni altro. Non solo: oltre a trasformare quello che ritengo uno dei diritti fondamentali del cittadino in un servizio a richiesta dell’utente, gratuito solo nella misura in cui il “capitalismo compassionevole” lo elargisce ai suoi sottoposti, il progetto cui il WTO chiede ai paesi membri di aderire mira al consolidamento di un preciso modello socio-culturale, quello neoliberista. In tale modello, come tutti sappiamo, chi potrà permetterselo accederà al sapere ed alle professioni più gratificanti, gli altri saranno destinati ad accontentarsi di servizi assai meno qualificati, finendo poi nella precarietà generalizzata del mondo lavorativo. La Cultura, il Sapere divengono esclusiva di pochi fortunati e comunque si mettono al servizio della produzione che li sponsorizza a precise e prevedibili condizioni.

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E poi Firenze
di Alba Sasso


L’iniziativa del primo forum nazionale dell’educazione e dell’istruzione di Firenze è significativa e importante sia perché va incontro ad una esigenza di unità, sia perché risponde al bisogno di un luogo di discussione in cui possano confrontarsi le diverse e plurali posizioni espresse dai sindacati, dai partiti, dalle associazioni e dai movimenti e coordinamenti sul fronte delle politiche scolastiche.

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Mi piacerebbe diventare ricco per…
di Aldo E. Quagliozzi


Scrive un cittadino abitatore del bel paese una lettera apparsa sul settimanale “ Il Venerdì “ del 15 ottobre dell’anno del signore 2004, significando compiutamente quanto hanno da pensare tutti gli altri abitatori del bel paese, a ben ragione, ma in pari tempo diffondendo ancora un erroneo convincimento per il quale l’impoverimento materiale, e non solo materiale del bel paese, è da attribuirsi agli ideatori di una maligna moneta che in quanto tale sembra quasi avere avuto insufflata un’anima perversa, e non perversi e malignamente furbi essere stati tutti coloro che nell’occasione hanno provveduto ad arricchirsi svuotando bellamente le tasche degli italioti, senza colpo ferire, sotto lo sguardo distratto ma in fondo benevolo dei governanti del momento, anch’essi della partita, come suol dirsi; ché se della partita non li si può tutti quanti imputare, allora sono stati solo degli sciagurati incompetenti per la qualcosa…

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I jeans a vita bassa delle quindicenni
di Gianni Mereghetti


Carissimo Marco Lodoli,

quanto le ha detto una sua studentessa è da considerare con grande attenzione, non solo perchè è una delle espressioni del nulla di cui sono vittime molti giovani d’oggi, ma soprattutto perchè è un grido d’aiuto che proprio dal fondo di questo nulla si alza fino a lei.

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Reprimere o educare?
di Pino Patroncini


Chissà se, in questa Italia scolastica dove la “vita bassa” è tutt’altro che quella delle alunne che scoprono l’ombelico, il maestro di canto, che nel film Les Choristes, grande successo di pubblico in Francia, riesce ad ottenere dai ragazzi quell’armonia che il direttore repressivo non riesce a ottenere, insegnerà qualcosa a questo ministero che caccia i dirigenti scolastici che non denunciano alla polizia i ragazzi che “fumano”.

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Enzo Santarelli
di Giuseppe Aragno


Non è cosa di tutti i giorni che per la morte di uno storico italiano si provi un acuto senso di dispiacere non solo in Italia, ma anche in America Latina. Così come non è usuale che, girovagando su internet, si possa scoprire di aver perso un forte e caro riferimento.
Per la morte di Enzo Santarelli è stato così e che sia morto me l’ha detto oggi una notizia vecchia di venti giorni giuntami con un ritardo che assume per me i contorni inquietanti di un indice puntato.
Un’amica mi ha scritto: mi sai dare notizie approfondite su Enzo Santarelli, di cui ho letto su Rinascita?
A condurmi a Google è stato un riflesso automatico. Non me lo sono detto, ma sapevo già bene quello che ci avrei trovato.

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L’occhio spento della TV
di Aldo E. Quagliozzi


Il mondo progredito degli uomini è divenuto un mondo dalla attenzione breve, una attenzione limitata alle quotidiane novità della cronaca, ma lesta a disfarsene delle novità come di un intenso e doloroso fastidio, di una emicrania, tanto quel che accadrà dopo di un fatto, di una tragedia, non importerà proprio a nessuno.
E forse questo atteggiamento rappresenta pur sempre uno strumento di autodifesa consolatoria della attenzione collettiva, sommersa quotidianamente da una immane valanga di notizie, il più delle volte inutili o dannose, per la qualcosa l’uomo del cosidetto mondo progredito, che corrisponde grosso modo al mondo che si professa cristiano, è un uomo che mal si combina con questa era della comunicazione globale; è forse l’uomo del ventunesimo secolo abitatore del mondo occidentale e cristianizzato un “ uomo paleolitico “ di fronte alla aggressività propria dei moderni mezzi di comunicazione ed al loro uso spregiudicato da parte dei detentori del potere politico ed economico.

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La finanziaria 2005 e il miracolo italiano
di On. Piera Capitelli


Dopo tre finanziarie di tagli e sottrazione di diritti acquisiti ora gli uni ora agli altri, con questa manovra finanziaria per il 2005 abbiamo la soprannaturale situazione in cui tutti, veramente tutti: genitori, studenti, lavoratori autonomi e dipendenti, precari, disoccupati, comuni, province e regioni, ospedali, scuole, militari avranno minori risorse e un ridotto potere d’acquisto e d’investimento. Un po’ di giustizia. Tagli veramente per tutti? E la scuola?

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Dedicata a Federica, a Laura e a tutti i bambini del mondo
di ilaria ricciotti



Ars regenerandi

Tra le tante brutture della vita,
c'è un evento straordinario
che rimargina ogni ferita:

la nascita di un bimbo
ed i suoi progressi quotidiani,
rigerenano molti esseri umani.

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Ce n'est qu'un début
di Alba Sasso


Il mondo della scuola torna a mobilitarsi per far sentire la propria voce a un ministro il quale, piuttosto che dialogare e confrontarsi, continua a preferire la strada delle note riservate e delle sanzioni disciplinari.

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Perchè lo sciopero
di Alessandro Di Benedetto


Il 15 novembre tutta la scuola italiana, dalla materna alle superiori, sciopererà contro la “Riforma” Moratti e contro la politica scolastica del governo. Finalmente, dopo anni di divisioni, lo sciopero sarà unitario in quanto convocato dai COBAS e da CGIL-CISL-UIL, sotto una forte pressione proveniente dalla base.
Anche noi, lavoratori dell’Istituto Magistrale “De Sanctis” di Paternò (CT), intendiamo dare il nostro contributo a questa giornata di lotta esprimendo in modo chiaro e determinato la nostra posizione.

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Una questione ordinaria
di Dir


I criteri di reclutamento del personale docente sono stati recentemente oggetto di diversi provvedimenti legislativi che, nonostante si siano proposti di riordinare in maniera definitiva una materia complessa, non hanno saputo soddisfare le richieste dei docenti precari. Questi, qualunque sia il loro titolo di accesso, hanno ritenuto di aver subito una discriminazione dai vari tentativi di mediazione posti in essere dal legislatore.

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Sulle libertà sindacali
di Grazia Perrone


Le libertà sindacali attengono alla sfera dei diritti soggettivi costituzionalmente garantiti e giuridicamente tutelati. In quanto tali sono inalienabili ... "a prescindere" dal ruolo elettivo o ... dalla stipula di un contratto che non si condivide (nel merito). Così non è ... come dimostrano due recentissime condanne (in provincia di Bari) subite da due zelanti datori di lavoro che hanno negato e/o procrastinato all'infinito (adducendo - "spalleggiati" dal Csa "amico" - i pretesti più assurdi e imponendo, in un caso, il "pizzo", ovvero il pagamento delle spese di segreteria) il diritto all'informativa sindacale richiesta da due docenti iscritti alla Gilda (una delle quali componente della RSU di istituto).

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Diritti trasformati in concessioni
di Rolando A. Borzetti


Primo consuntivo nazionale sugli insegnanti di sostegno nel 2004-2005. A realizzarlo ieri il quotidiano “Sole 24Ore”, che dopo le tante polemiche delle scorse settimane sui ventilati tagli, si è preso la briga di condurre un’indagine che ha coinvolto tutte le Regioni italiane.
E l’esito è oggettivamente in controtendenza rispetto a quanto paventato, mentre, come evidenziato dal giornale, ricalca quanto evidenziato dal Ministro Moratti dimenticando che tale risultato è assicurato quasi esclusivamente dall’organico “di fatto” degli insegnanti, quello cioè che ricomprende anche i posti assegnati in deroga. L’organico di diritto, vale a dire quello che è determinato sulla base del rapporto di un insegnante ogni gruppo di 138 alunni complessivamente frequentanti le scuole statali della provincia è rimasto praticamente uguale allo scorso anno. Secondo Cgil “mantenere basso l’organico di diritto degli insegnanti di sostegno è una scelta politica, per avere maggiore libertà di restringere le autorizzazioni e, di conseguenza, di ridurre i costi del sostegno”. Per la Fadis, non è solo questione di numeri. “L’impegno di personale non di ruolo – si precisa – oscilla nella scuola italiana tra il 5% e il 10%, mentre nel caso degli insegnanti di sostegno raggiunge in alcune regioni anche il 50%. In questo modo la continuità didattica diventa un miraggio”. E Luigi Giacco, responsabile politiche dei disabili per i Ds, sostiene che “occorre recuperare il senso di responsabilità comune: del disabile si deve far carico la società civile”. Invece si assiste a “un welfare minimo che destruttura i diritti fondamentali, trasformati in concessione”.

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Risorse disperse
di G.Gandola, G.Melone, F.Niccoli


Come è noto, nell’area milanese consistenti sono stati i tagli subiti in questi ultimi anni dai Progetti stranieri, vale a dire i posti docenti riservati all’integrazione degli alunni stranieri, i cosiddetti insegnanti “facilitatori”. Se da un lato si assiste ad un caduta progressiva del numero di facilitatori assegnati alle singole scuole (da circa 700 qualche anno fa ai 40 attuali), dall’altro c’è una costante, rimasta immutata: il numero delle “scuole polo”, a cui sono assegnate risorse. Cosa sono le “scuole polo” e quale dovrebbe essere la loro finalità?

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Il sostegno, questo sconosciuto
di Aurora Leone


Quanto sarebbe più contento l'alunno diversamente abile a vedere accanto a sé un'insegnante con pari dignità con gli altri insegnanti. L'interscambio dei ruoli non esiste proprio: bisognerebbe istituzionalizzarlo, ma come?
L'inserimento sarebbe assicurato. L'apprendimento pure, visto che, in tal modo, risulterebbe più accessibile il sapere e più fattibile il saper fare.

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Studiare una lingua straniera: quando non è una questione di parole
di Rosa Maria Lombardo


Potremo più parlare di una didattica della L2 o dovremo parlare di didattica dell’inglese? Le altre lingue infatti, destinate ad ore aggiuntive e ai laboratori, si sa che passeranno attraverso un filtro percettivo, collettivo, professionale e non, che ne segnerà la perdita di valore didattico, le renderà scolasticamente poco spendibili contribuendo così all’attecchire di stereotipi culturali che potenziano una lingua e la sua cultura piuttosto che un’altra.
L’urgenza di avere le classi coperte da insegnanti di inglese a quale bisogno risponde?

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Un gioco sulla riforma costituzionale
di Michele de Pasquale


Il processo di riforma costituzionale in atto è pressoché sconosciuto ai nostri studenti tranne, forse, che per alcune informazioni di massima apprese dai mass media. L’attività didattica nella forma di gioco qui presentata, rivolta a studenti della scuola superiore, si pone l’obiettivo di informare sul processo di revisione costituzionale in atto e di far maturare posizioni critiche sui cambiamenti proposti.

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Didattica della Riforma: un'esperienza
di Franco Lacoppola


Ringraziamo il Dirigente del 2° circolo Aldo Moro di Rutigliano (Bari), che ci ha dato autorizzazione a dare visibilità su Fuoriregistro al sito della Sua scuola. Si tratta, a nostro parere, di un lavoro particolarmente utile e stimolante soprattutto nella parte dedicata alla didattica della riforma. Un confronto con modelli concreti di applicazione dell Riforma può permetterci, infatti, di approfondire le riflessioni, le discussioni, i consensi ed i dissensi sulla legge 53/03. (Redazione)

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Dal Rapporto finale sul Progetto Pilota 3
di Gruppo di lavoro


Lo scorso marzo, mentre nelle scuole venivano somministrate da parte dell’Invalsi le “prove di apprendimento” – così vengono denominate dagli esperti del Gruppo di Lavoro – del Progetto Pilota 3, Furiregistro ospitò numerose analisi ed osservazioni sul quel sistema di valutazione in generale e sulla tipologia delle prove in particolare.
Nel frattempo la riforma della scuola - della quale l’Invalsi ed il Sistema di valutazione nazionale che su di esso è stato costruito e decretato sono parte integrante –ha mosso i suoi primi e contrastati passi nella scuola elementare e media.
Ci sembra utile offrire alla lettura ed ai commenti le pagine conclusive del rapporto finale sul PP3, nel momento in cui i risultati stanno arrivando nelle scuole che - a loro volta - li stanno “valutando”
.

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Brevi di cronaca

 

30 ottobre manifestazione: via subito dall'Iraq!

 

Mozione Assemblea Tor Vergata
Collettivo Lavori in corso - 23-10-2004

L’Assemblea della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tor Vergata, allargata alle altre Facoltà, si è riunita in data 21 ottobre 2004 e, dopo aver ampiamente esaminato e discusso il testo del DDL Moratti, ritiene necessario attivarsi urgentemente per difendere l’università pubblica, che già soffre di un impegno finanziario dello Stato inadeguato a sostenerne il funzionamento ordinario e a rendere effettivo il diritto allo studio, e che con l’approvazione del DDL sarebbe definitivamente ridotta al luogo di piatta riproduzione della conoscenza, incapace non solo di mirare all’ “eccellenza” ma anche di garantire un livello della ricerca degno di un paese civile e progredito.

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Elogio della scuola allagata
Scuola oggi - 23-10-2004

L’allagamento del Liceo classico Parini di Milano ha fatto scalpore in questa settimana, forse più per il nome della scuola e la sua storia nella città di Milano che per il fatto in sé: atti vandalici sono purtroppo frequenti nelle scuole e si ingigantiscono durante la stagione delle occupazioni.
Tuttavia quanto accaduto può essere uno spunto importante per una breve riflessione sulla scuola nel nostro paese.

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Riforme? Pensiamoci bene
Repubblica online - 22-10-2004

Prima di modificare i complessi meccanismi ed equilibri della nostra Costituzione, occorre riflettere bene e ascoltare la platea più vasta possibile di opinioni e suggerimenti. L'invito arriva dal presidente della Corte costituzionale Valerio Onida, in un discorso tenuto a palazzo della Consulta alla presenza del capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi.
Onida esprime "sommessamente", l'auspicio che "prima di mettere mano, con decisioni definitive, a modifiche degli equilibri essenziali assicurati dai meccanismi della giustizia costituzionale, come è per la composizione stessa della Corte costituzionale, si ponderino bene le possibili conseguenze e si coinvolga intorno al Parlamento, che è la fonte, insieme eventualmente al corpo elettorale, del potere di revisione costituzionale, il più ampio arco di istanze istituzionali e di sedi di riflessione".

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Breve storia di un disastro annunciato
Repubblica quotidiano - 21-10-2004

Sono appena usciti due eccellenti libri sulla scuola, che tutti gli italiani dovrebbero leggere. Dopo il disastro della Cirio, della Parmalat, dell´Alitalia, della Fiat, delle squadre di calcio, quello prossimo e grandioso della Riforma regionale, il disastro del liceo e dell´Università avrà presto dimensioni e conseguenze tali che gli altri sembreranno lievissime carezze di piuma. Raccomando questi libri al ministro Letizia Moratti: più di lei, all´ex ministro Luigi Berlinguer, e agli altri ex ministri, Francesco D´Onofrio, Antonio Ruberti e a coloro dei quali, con dolore grandissimo, mi accorgo di avere dimenticato il nome. Il ministro e gli ex ministri potrebbero leggere i due libri tutti insieme, in uno dei sinistri stanzoni di viale Trastevere. Se non ne hanno, come temo, la forza, potrebbero farseli leggere da qualcuno dei loro consulenti.

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Drammatica la situazione scolastica in Iraq
Unicef.it - 20-10-2004

L’indagine, effettuata dal Ministero dell’istruzione iracheno con l’aiuto dell’UNICEF, segnala che in Iraq 1/3 delle scuole primarie non dispone d’acqua e che in quasi la metà mancano gabinetti e fognature. Le regioni dove si registrano i dati più drammatici sono Thiqar, Salaheldin e Diala: in oltre il 70% delle scuole primarie manca l’acqua o gli impianti idrici non funzionano. L’indagine inoltre segnala un aumento d’iscrizioni nell’anno scolastico 2003-04, cui però non ha fatto riscontro un’adeguata disponibilità di scuole agibili. Oggi circa 4,3 milioni di bambini sono iscritti alla scuole primarie: un aumento rispetto ai 3,6 milioni registrati nel 2000 (anno più recente di cui si hanno dati antecedenti all’indagine), ma mancano ancora banchi, sedie, aule. Inoltre in molte scuole la popolazione scolastica è raddoppiata. 1/4 delle scuole primarie fa 3-4 turni al giorno, con il risultato di una riduzione delle ore di lezione per ciascun turno. Nella regione di Bassora, oltre 600 scuole primarie devono fare i doppi turni.

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Atenei in lotta
Liberazione - 20-10-2004

La novità più rilevante ed interessante di questa mobilitazione è rappresentata dalla rete nazionale dei ricercatori precari, intrecciata alla lotta più generalizzata del precariato cognitivo che abbiamo visto produrre con la Mayday un percorso che esce dalla frammentazione, e ripropone la centralità del conflitto sociale. E' dunque sul modello di università pubblica, sul suo valore, e sulle sue finalità che si gioca la partita. Sapendo che questo modello è stato trascinato dalle politiche neoliberiste degli ultimi dieci anni dentro la dinamica della competizione, competizione che ha prodotto una torsione dei fondamenti etici e civili della funzione culturale della produzione dei saperi. Sacrificata la partecipazione sociale alla loro costruzione, ristretti gli spazi di democrazia dentro gli atenei, il valore della conoscenza è stato ridotto ad interessi di parte, piegato alla logica dei brevetti e della privatizzazione delle produzioni scientifiche.

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Francia, insegnanti contro Raffarin
Liberazione - 18-10-2004

Al di là della lettera, quello che il mondo della scuola francese teme dal progetto Thélot è il clima che fra le sue righe si respira. «La scuola paga oggi la fattura di venticinque anni di irresolutezza della nostra società di fronte alla dissoluzione dei punti di riferimento morali e civici» ha dichiarato il Ministro dell'educazione François Fillon, riferendosi ai metodi post-'68. Da alcuni mesi, il dibattito sulla scuola sembra dominato da un solo leitmotiv: ritorno alla disciplina. «L'autorità è alla moda>», recita Libération. I professori avrebbero instaurato un clima di lassismo, e gli esercizi tradizionali, come il dettato o lo studio a memoria non impegnerebbero il giusto spazio nelle ore di lezione. I sondaggi acclamano il ritorno ai «buoni vecchi metodi»; e c'è persino un reality show che filma quaranta adolescenti in grembiule nero alle prese con declinazioni latine e orecchie d'asino.

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Gli anni 90 e la quarta via
Liberazione - 18-10-2004

Gli anni novanta hanno portato al fallimento delle socialdemocrazie e di quella che è stata chiamata la "terza via". Così come il decennio precedente aveva portato alla sconfitta del comunismo sovietico. Mi sembra difficile negare la realtà. Tutti i fatti, le cifre, le analisi sociali portano a questa conclusione. Non è una conclusione sulla quale è necessario accendere polemiche, diatribe, ritorsioni, vendette. E' necessario invece trarre le conseguenze. La "terza via", che pensava di governare il liberismo favorendo l'impresa senza danneggiare il lavoro dipendente e i ceti deboli, è diventata un "terzo vicolo", ed è un vicolo senza uscita. Ha favorito l'impresa ma non ha difeso i ceti deboli. Non è più buona. Bisogna che la sinistra cerchi una strada nuova. (Piero Sansonetti)

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Tam Tam

 

23-30 OTTOBRE 2004:
UNA SETTIMANA DI LOTTE
CONTRO LA LEGGE BOSSI-FINI
E PER LA LIBERTÀ DEI MIGRANTI

 

Manu Chao contro la guerra
La Rete degli Artisti contro le guerre - 23-10-2004

 NO WAR 

L'artista, che ha ricevuto il comunicato generale della Rete degli Artisti contro le guerre dalla musicista Stella Cappellini di Bologna frequentatrice dei forum del sito Radio Chango, questa mattina ha voluto fare una propria sorpresa a tutti gli Artisti della Rete: lasciando "in rete internet" un suo messaggio, nel quale esprime il dispiacere di non essere in Italia per il 23 ottobre per partecipare alla manifestazione Artists Against Wars e pubblicando contestualmente la propria adesione e l'appello della Rete in francese e spagnolo sul suo sito personale.

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Se l'amore entra nel lessico politico
il Manifesto - - 23-10-2004

 proposta 

Come pensare una politica dell'amore? Ci sono state nella storia significative indicazioni in questo senso: «ama il prossimo tuo come te stesso», «ama e fa' quel che vuoi», «fate l'amore, non la guerra»... Più recentemente, nel femminismo della differenza si è parlato dell'amore, e in particolare dell'amore femminile della madre, come pratica politica. Amore, in effetti, può essere un altro nome della relazione in cui consiste la politica delle donne che ha così tanto cambiato la condizione femminile nel Novecento da essere considerata una vera e propria rivoluzione. Che cosa manca allora?

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28) Dal carteggio Adam Smith – Berlusconi
Aldo E. Quagliozzi - 22-10-2004

 opinione 

Ove giunge a conclusione la fatica di certo lieve della riscoverta e trascrizione delle lettere di quell’impareggiabile carteggio, e di tutto ciò che in esse è sopravvissuto e tornato alla memoria di quel tristo periodo della storia patria, che ha anticipato i tempi correnti dell’oggi non meno tristi e perigliosi per le sorti della vita civile e sociale del Bel Paese.
Ed ove si legge, con grande apprensione e con animo impaurito che “ Nell’era dell’informazione televisiva, i colpi di Stato non si fanno più con le truppe sguinzagliate nella notte a presidiare le città. Chiunque arrivi al potere grazie al controllo delle televisioni, se riesce ad acquisirne il monopolio e tiene duro per almeno un anno, poi potrà anche dissanguare i cittadini, con la sicurezza di ricevere sempre il plauso di una crescente maggioranza, capillarmente catturata dalle tecniche seduttive del consenso inconscio.”

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Tra nonluogo e limbo
Repubblica quotidiano - 21-10-2004

 espressioni 

«Nell´immaginario religioso», dice Marc Augé, «l´aldilà è sempre legato a una definizione spaziale con una sua precisa iconografia. Ciò vale soprattutto per l´inferno e per il paradiso, ma anche per il purgatorio. Il limbo invece resta uno spazio indefinito e senza un´identità precisa. E´ uno spazio non rappresentabile». L´antropologo Marc Augé è il teorico dei "nonluoghi". Quegli spazi sradicati da un contesto, nei quali non v´è nulla che simbolizzi un´identità specifica o una relazione con la storia. Sono gli aeroporti, i supermercati, le stazioni di servizio sempre uguali ai quattro angoli del pianeta. Per Augé, nei nonluoghi gli individui si spogliano della loro identità e della loro storia, restano come sospesi a mezz´aria, svincolati dal passato come dal futuro, senza radici e senza relazioni. Si tratta di una condizione molto particolare, il cui archetipo può essere individuato proprio nell´idea di limbo.

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Informazioni geneticamente modificate
Misna - 20-10-2004

 software libero 

Di "ogm", bene o male, abbiamo cominciato a preoccuparci; di "igm", purtroppo, non parliamo quasi mai. Sugli "organismi geneticamente modificati", nonostante le molte notizie ambigue o truccate diffuse dalle multinazionali che ne detengono i principali brevetti, stiamo almeno tentando di acquisire una qualche coscienza individuale piuttosto diffusa.
Sulle "informazioni geneticamente modificate" neanche abbiamo avviato un minimo di dibattito serio. Per gli ogm, perfino le mini-interviste, sia pur anonime, superficiali e casuali, come quelle trasmesse da un programma del mattino di Rai3, dimostrano chiaramente che più di una persona su due, anche se priva di preparazione specifica, in Italia ha quanto meno sviluppato un minimo di cautela rispetto alle sostanze che utilizza per nutrire il corpo. Per gli igm, continuiamo a placare ogni giorno la crescente fame di notizie con prodotti della cui bontà ci preoccupiamo poco o nulla, utilizzando al massimo un generico scetticismo che di solito sembra riguardare più il singolo e povero giornalista come persona che l'ignobile frullato di pseudonotizie proposto dai grandi media di massa come nutrimento per il nostro cervello, la nostra mente e quindi, in definitiva, la nostra anima.

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La jettatura
Rocco Chinnici - 20-10-2004

 teatro 

Ciao a tutti. Sono Rocco Chinnici, commediografo-drammaturgo, e Vi invito a conoscere i miei lavori applauditi, a scena aperta, in diversi teatri e piazze italiane. Con l'augurio che possano essere anche di Vostro gradimento, Vi faccio un grandissimo in bocca al lupo per una eventuale messa in scena di qualcuno di loro, e Vi auguro un mondo di bene e un continuo e ricco prosperare nell'arte del teatro che tanto ci accomuna.
Mi piacerebbe far parte della Vostra pagina.
Vi regalo un mio racconto tratto da una delle mie commedie (trasposizione anche in lingua).

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Com'è brutta questa scuola, uccide la grande letteratura
Repubblica on line - 19-10-2004

 libri 

Un mestiere che non c'è più, quello dell'insegnante. Un patrimonio, la letteratura, che sta per scomparire. E una nuova generazione di giovani incapaci di leggere un "vero" libro o di elaborare un testo. Non è la profezia di un guru americano o di uno studioso di tendenze, ma il grido di dolore di un'italianissima scrittrice-professoressa, Paola Mastrocola, che un mese dopo aver vinto il Premio Campiello col suo "Una barca nel bosco" torna in libreria con un pamphlet che farà discutere, "La scuola raccontata al mio cane" (Guanda).

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Quando dire è fare
l'Espresso - 18-10-2004

 NO WAR 

Sull'ultimo 'Espresso' Eugenio Scalfari chiudeva la sua rubrica scrivendo: "Di resistenza irachena è vietato parlare senza passare per faziosi o imbecilli". Uno dice: il solito esagerato. E invece nella stessa giornata sul 'Corriere della Sera' Angelo Panebianco scriveva: "I 'resistenti', come li chiamano certi spensierati occidentali...". Un osservatore marziano direbbe che in Italia, mentre tutto intorno si tagliano teste e si fanno saltare in aria treni e alberghi, stiamo giocando con le parole...
Scegliere il nome sbagliato può forse sembrare rassicurante, ma induce a scegliere i rimedi sbagliati. Credere che si possa battere un nemico terrorista coi rastrellamenti con cui di solito si battono i movimenti di resistenza è una pia illusione, ma a credere di battere chi morde e fugge coi metodi che si dovrebbero usare coi terroristi, del pari si sbaglia. Pertanto bisognerebbe usare i termini tecnici quando occorre, senza soggiacere a passioni o a ricatti.

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 Siti consigliati 

Eguaglianza e libertà
Fare una rivista on line non vuole essere un tributo pagato alla moda. I promotori vogliono utilizzare un mezzo che la tecnologia informatica rende più flessibile, più rapido, più accessibile. Ma, soprattutto, un mezzo che consente un rapporto di interlocuzione, un modo di dare voce, di riflettere insieme. Non ci siamo lasciati affascinare dagli effimeri miracoli della “new economy”. Ma riteniamo che, utilizzati in modo appropriato, i nuovi strumenti possano aprire spazi nuovi all’incontro di tante persone che operano e riflettono in luoghi separati, ma animati da interessi comuni. Ci adopereremo per tessere momenti di incontro, di riflessione comune, di legami tra persone ed esperienze diverse. Dal contributo di tutti e di ciascuno dipenderà la riuscita di questa iniziativa. Buona lettura, e fateci sapere cosa ne pensate.

Festival del cinema nuovo
Se è la prima volta che visiti queste pagine, devi sapere che trattano di un Festival di cortometraggi che devono essere REALIZZATI da giovani (chi più, chi meno!) inseriti in: enti, centri di servizio, comunità, associazioni a favore dell'HANDICAP.Il nostro obiettivo NON è quello di fare una rassegna di film sulle problematiche dei portatori di handicap, né di far diventare i disabili attori che rappresentano sé stessi. Vogliamo invece valorizzare esperienze cinematografiche in cui i disabili sono protagonisti di vere storie, vere fiction. Il nostro Festival ha sempre ospitato tutti i generi cinematografici: opere comiche, poliziesche, di avventura, romantiche. Siamo entrati in contatto con oltre 2000 enti ed associazioni di volontariato su tutto il territorio nazionale, Il nostro tentativo è quello di creare una nuova mentalità, che ci si stupisca non per quello che questi ragazzi non hanno o non sanno, ma per quello che sono e che fanno.

 

f u o r i r e g i s t r o
FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rivista intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze. Questo il Progetto.
La newsletter, che ha una cadenza settimanale, è a disposizione di chiunque voglia partecipare; il modulo on-line permette di inviare contributi sotto forma di testi o di file, evitando i rischi di infezioni ai quali la posta elettronica, e particolarmente gli allegati, è purtroppo esposta.
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In redazione: Emanuela Cerutti (coordinamento), Giuseppe Aragno, Marino Bocchi, Grazia Perrone, Anna Pizzuti.
Collaborano: Rolando Borzetti, Pierangelo Indolfi, Ilaria Ricciotti. Cura il sito Maurizio Guercio.


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