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Fuoriregistro del 19/02/2005 - a.s. 04/05

racconti

f u o r i r e g i s t r o
newsletter del 19/02/2005
A Roma e dovunque moltiplichiamo il rumore

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Sommario


LIBERIAMO LA PACE

Fotografie

di Fuoriregistro per Giuliana Sgrena

Si dice
di Giuseppe Aragno

Scrivere è resistere
di Paola Fertitta


PAESE SCUOLA

Scuola: gli industriali ordinano ed i governi ubbidiscono

di Roberto Renzetti

Perché oggi difendiamo la scuola pubblica
di Alba Sasso

Appello contro l'eliminazione del Diritto e dell'Economia
di Franco Labella

Aspettando la riscrittura del decreto
di Anna Pizzuti

L'insegnante olografico:una proposta ironica
di Francesco Paolo Catanzaro

Intervista sulla riforma del secondo ciclo
di Mario Ambel

Un documento da Frosinone
di un gruppo di docenti


PUNTI DI ATTENZIONE

Foibe: tra sciovinismo e verità storica

di Grazia Perrone

Biblioteche a convegno
di Maria Teresa De Nardis

 

Fotografie
di Fuoriregistro per Giuliana Sgrena

 

 

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Si dice
di Giuseppe Aragno


Si dice: le polemiche vanno lasciate fuori della porta.
Lasciamole. Se con esse fuori rimane anche la politica, pazienza. Ma che dico? Va bene. Non è forse questo quello che si vuole? E infatti, se lo dico, faccio polemica e non vale.
Odio la povertà del mio bagaglio lessicale, la miseria della mia mente che non trova modo di volare alto come sento che si dovrebbe, come vorrei che fosse mentre scrivo e faticosamente penso. Odio senza volere odiare. Tutti l’abbiamo vista e ci si è stretto il cuore – questo almeno si potrà dire – Giuliana Sgrena prigioniera nei suoi ceppi invisibili, torturata da insondabili angosce. Tutti l’abbiamo vista. Smagrita, spaurita, coerente nel suo dolore e fatalmente implorante, forte come un gigante ferito e fragilissima come una bimba nel buio: “Aiutatemi tutti voi a salvarmi. Ho sempre lottato con voi” ci ha implorato piangente. Non si rivolgeva, non poteva rivolgersi a questo governo. Ai Fini, ai Berlusconi, ai Follini, ai Calderoli. Non era a loro che si rivolgeva. Loro ce l’hanno condotta a quell’appuntamento. E questo è un fatto, non una polemica. E se lo è, non è colpa mia se i fatti sono polemici con questo governo. La pace non può chiedere aiuto alla guerra. Giuliana Sgrena, tutti l'abbiamo vista, era la pace in catene, costretta con ferocia ad impugnare un’arma. Era la pace trasformata a viva forza e ignobilmente in arma. Un’arma puntata contro il ragionare critico, contro l’ostinata volontà di attestare una verità che non si deve dire. Un monito: ecco che accade ai testimoni, a chi ostinato pensa e fa pensare. Un solo bersaglio: chi si oppone all’impero.
Si dice: le polemiche vanno lasciate fuori della porta. Questo si dice. Ma ciò che si pensa è altro. Si pensa che fuori della porta, se necessario in ceppi, imbavagliati dalla paura, annichiliti dal terrore, vadano lasciati una volta e per sempre tutti quelli che non ci stanno. Gli anarchici insurrezionalisti direbbe il nostro geniale ministro degli affari interni. Il sequestro di Giuliana Sgrena intende uccidere il dissenso, ferire a morte chi ha creduto e crede che c’è sempre una via inesplorata, un’idea alternativa, un’ipotesi ancora percorribile. Una verità più vera. Dovessero davvero colpirla, questa compagna dal cuore grande, ecco ciò che intenderebbero colpire: la volontà di opporsi e di lottare. L’orgoglio di volere e potere pensare. Il bisogno di capire. La decisione di denunciare. In una parola: la Resistenza.
C’è qualcosa che non funziona nella nostra democrazia”. Così scrive oggi sul Manifesto Luciana Castellina. E’ questo che non funziona, questo lasciare fuori della porta le polemiche nei momenti in cui le distinzioni sono l’anima della democrazia. Questo tacere che c’è tra noi chi uccide e chi non vuole che si uccida. Questo mettere insieme il carnefice e la vittima.
Si dice: le polemiche vanno lasciate fuori della porta.
Lasciamole. Ma non potete impedirmi di affermarlo, non si può, non si deve tacerlo: è questo il principio su cui fonda il pensiero unico. Questa la bestemmia atroce, contro la quale la compagna Giuliana Sgrena si è battuta e si batte. Fate come volete, lasciatele le polemiche dove vi pare, ma io non crederò mai che di fronte alla piccola donna vestita di verde che ancora resiste come un partigiano vero, ci fossero, a riprenderla, veri partigiani.
Non lo crederò mai.

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Scrivere è resistere
di Paola Fertitta


Il “diario di una guerra permanente”, come lo chiama Giuliana Sgrena, racconta oggi della cattura violenta di una donna libera e curiosa, una giornalista che non vuole essere una semplice osservatrice, ma partecipe del dolore iracheno, impegnata a cercare una via d’uscita dall’incubo della violenza infinita. In particolare, partendo dal punto di vista della parte femminile del paese, ha più volte denunciato come il dominio sulla donna sia tra i mezzi messi in campo dal fondamentalismo islamico nella guerra contro gli effetti della globalizzazione neo-liberista nei paesi arabi. La lotta tra il “bene” ed il “male” può giustificare l’aggressione sistematica di un sesso su un altro, l’abuso e la coercizione dei padri-mariti-figli sulle proprie donne serve davvero a salvare l’identità e l’integrità della civiltà islamica contro l’occidente imperialista? La domanda rischia di diventare eretica: Giuliana ha forse pagato questo eccesso.
Il costo della guerra è tutto sulla pelle della società civile che fa da bersaglio suo malgrado, tra le due parti armate: l’occupante e il “resistente”. Dobbiamo aspettare l’esito del conflitto sul campo? Cosa rimane dello spazio della politica e del pacifismo? Restituiamo la voce agli iracheni, alle mille forme di resistenza civile, liberandole dall’occupazione militare e dalla forma non legittima di protettorato ritirando immediatamente le truppe italiane.
A partire da questa riflessione vogliamo invitare tutte le donne a dare vita ad una rete di solidarietà intorno a Giuliana, alle donne occidentali e a quelle irachene, che sempre più sono barbaramente chiamate in campo dalla guerra, attraverso la costruzione di una scrittura collettiva che sappia diventare laboratorio permanente e serva all’emersione di una rabbia oramai da troppo tempo sopita.
Chiediamo quindi alla stampa democratica uno spazio libero per sostenere questa iniziativa di resistenza.

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Scuola: gli industriali ordinano ed i governi ubbidiscono
di Roberto Renzetti


I democratici di sinistra si impegnano ad inserire nell’agenda del nuovo governo la cancellazione della legge n. 53 e l’immediato avvio di tutti quei provvedimenti necessari a rilanciare il processo di riforma e di innovazione del sistema formativo italiano, nel quadro degli obiettivi indicati dalla Conferenza di Lisbona”. Quando si parla di Conferenza di Lisbona, senza nulla aggiungere, ci si riferisce a Lisbona 2000. Vediamo di cosa si tratta.

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Perché oggi difendiamo la scuola pubblica
di Alba Sasso


Il programma dell'intero centrosinistra dovrà necessariamente fondarsi su idee e su valori irrinunciabili e condivisi: la scuola pubblica come luogo in cui si formano i cittadini del domani e nel quale si garantisce lo sviluppo della coscienza critica; il diritto di tutte e di tutti a un'istruzione di qualità e alla formazione lungo tutto l'arco della vita. Un diritto negato dal progetto di scuola del centro-destra, che rinuncia al ruolo di decondizionamento sociale dell'istruzione per acquisire la fisionomia e l'identità di luogo in cui le differenze di censo e di classe vengono confermate e cristallizzate.

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Appello contro l'eliminazione del Diritto e dell'Economia
di Franco Labella


Il recente documento di lavoro relativo alla bozza di decreto legislativo sulla Riforma della Scuola Secondaria Superiore ha evidenziato l'intenzione di eliminare, fra le materie oggetto di studio di tutti i futuri licei, ad eccezione di quello economico, il Diritto e l'Economia.
Questa impostazione contraddice le scelte fatte negli ultimi quindici anni, quando sia le sperimentazioni frutto del lavoro della Commissione Brocca che quelle avviate in alcuni Licei Classici e Scientifici tradizionali avevano portato all'introduzione del Diritto e dell'Economia nei Licei.

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Aspettando la riscrittura del decreto
di Anna Pizzuti


E' da tempo che, riflettendo non solo sul decreto, ma anche e soprattutto su come fare per bloccarne l’iter e disinnescarlo, mi sto ponendo domande sul ruolo delle regioni in questa vicenda. Un ruolo autonomo, che affronti il problema nella sua interezza e non solo parzialmente, come accade per la legge regionale dell’Emilia e Romagna o per quella della Campania.

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L'insegnante olografico:una proposta ironica
di Francesco Paolo Catanzaro


Usando un termine di riforma, si propone di impiegare un insegnante per materia e per livello di classe in ogni scuola che, facendo lezione in un'aula verrebbe clonato in immagine per tutte le classi. Tale strategia finanziaria farebbe risparmiare al Ministero migliaia di stipendi. Solo che le classi dovrebbero munirsi di schermo per ricezione di immagine olografica e sappiamo tutti quanto tempo passerebbe nel richiedere e far arrivare nelle scuole i finanziamenti necessari.

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Intervista sulla riforma del secondo ciclo
di Mario Ambel


Forse si comincia semplicemente a capire che quella legge è impraticabile, se non sacrificando e stravolgendo tutta la scuola superiore di questo paese; che quella polarizzazione non giova a nessuno: irrigidisce i licei in una forzatura anacronistica; cancella gli istituti tecnici (sia che li “salvi” o che li “sommerga”, a seconda dei punti di vista: mettendoli di qui o di là, li snatura comunque); fa ripiombare gli istituti professionali nella condizione in cui erano venti/trent’anni fa; non affronta in modo adeguato la realizzazione di un sistema di formazione professionale qualificato e serio, proprio in quanto non parallelo o alternativo, ma successivo, alla scuola. E molti saranno giustamente preoccupati anche dalle iscrizioni di questi anni: è in atto una fuga dagli istituti tecnici (che la politica scolastica di questa maggioranza ha fatto percepire come fragile, dal destino incerto) che potrebbe diventare difficile da recuperare.

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Un documento da Frosinone
di un gruppo di docenti


Il giorno 15 febbraio 2005, presso l’IPSIA “G.Galilei” un gruppo di docenti di diversi Istituti Tecnici e Professionali della provincia di Frosinone ( ITCG di Anagni; ITIS di Frosinone; ITC di Frosinone; IPSIA di Isola del Liri; IPSCC di Sora; IPSS di Frosinone; ITG di Ferentino; IPSIA di Frosinone; IIS di Alatri; ITPSCT di Ferentino; ISA di Anagni; IIS di Arpino; Agenzia provinciale di Frosinone), dopo ampia discussione su quanto la Riforma Moratti prevede per la scuola di domani e sui nebulosi scenari che la stessa disegna...

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Foibe: tra sciovinismo e verità storica
di Grazia Perrone


La questione delle foibe e la “Giornata della memoria”, nonché la già citata fiction televisiva hanno trovato ampio spazio sulle pagine della stampa d’oltremare. Nonostante non ci siano state reazioni ufficiali dei governi, sui quotidiani sloveni e croati sono usciti nei giorni scorsi commenti, interviste, articoli e trafiletti su questo argomento. Ve ne propongo alcuni stralci.

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Biblioteche a convegno
di Maria Teresa De Nardis


Il convegno si proponeva di far conoscere l'attività delle biblioteche scolastiche che riescono a produrre esperienze significative sul piano didattico e formativo pur nella realtà diffusa della scuola italiana, povera di investimenti, senza locali particolarmente attrezzati e nuove tecnologie. Il convegno ha voluto essere anche un'occasione per far conoscere la precaria situazione delle biblioteche e dei docenti fuori ruolo in esse utilizzati, fortemente minacciati dalla legge finanziaria 2003 che ne prevede il licenziamento alla fine del 2007.

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Brevi di cronaca

 

La manifestazione di sabato19



Come la sua altre voci prigioniere

 

Non passa la riforma del codice militare
l'Unità - 18-02-2005

«Una vittoria contro la prepotenza della destra». Lo dice Paolo Cento, coordinatore dei Verdi, esprime soddisfazione per il voto sulla delega al governo per la riforma del codice militare di guerra. Un voto che Cento definisce «un goal dell'opposizione, che ha recepito la preoccupazione della società civile, in particolare della Fnsi, per una norma fortemente lesiva della libertà di informazione, rispedita così al mittente. La maggioranza ora faccia autocritica per questo tentato blitz».

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Non c'è trippa per i gatti
Precarius - 17-02-2005

iL 15 febbraio si è tenuto un incontro a Roma, organizzato dalla Gilda, con il Sen. Valditara, membro della VII Commissione Cultura, in merito alla ventilata proposta dello Stesso sulle immissioni in ruolo con l’annullamento della ricostruzione di carriera.
Hanno preso parte all’incontro le seguenti rappresentanze di precari: ANIEF, MIIP, CIP, ADACO, ADPM.
Ancora una volta, il Sen. Valditara ha esposto in maniera molto generica la sua proposta che, ancora oggi, non risulta presentata presso gli organi competenti; inoltre, ci è stata chiesta l’adesione ad una proposta che, oggi, sembra essere più virtuale che reale!

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Scuola primaria: il nodo degli organici
Dedalus da Scuolaoggi - 16-02-2005

Nell’anno secondo dell’era della Riforma Moratti, ad iscrizioni ultimate e a metà febbraio 2005 nulla è ancora dato sapere su come verranno determinati gli organici dei docenti della scuola primaria. Mistero. Non è ancora chiaro, in altri termini, quanti insegnanti verranno assegnati alle scuole per l’a.s.2005/2006 e per quale tempo scuola. La prosecuzione del tempo pieno ma anche quella dell’organizzazione modulare fondata sul gruppo docente e gli ambiti disciplinari dipende strettamente da questo.

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Cortiana: la Riforma Moratti cancella lo sport e i suoi valori
Sportpro - 15-02-2005

Educazione fisica nelle scuole, addio. Nel deserto del disinteresse generale e nella scarsissima attenzione dei media è passato il provvedimento del ministro Moratti con cui si riducono le ore di educazione fisica nella scuola. Un indirizzo che la dice lunga su quale valore attribuisca questo governo allo sport come elemento di formazione fisica e psicologica per i giovani. La critica più accesa viene dai Verdi che attaccano la riduzione delle ore di educazione fisica prevista dalla riforma nel secondo ciclo di istruzione.
Secondo Cortiana "la signora Moratti non promuove l' educazione corpo-mente, ma consegna i giovani a un mondo sportivo fatto solo di 'prestazione', cioè un mondo fatto di doping, scorrettezze e ingiustizie".

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Le ricadute del decreto sulla scuola secondaria superiore
FLC Cgilscuola - 14-02-2005

Il decreto sulla secondaria superiore uscito in bozza alcuni giorni fa prevede riduzioni di annualità e di orario. E’ logico che tutti si aspettino riduzioni di organico nella secondaria superiore. Alla luce del decreto si può però uscire dalle supposizioni e si possono ipotizzare alcune situazioni.
Cominciamo a dare qui alcune previsioni, col preavviso però che:
• le situazioni potrebbero modificarsi nell’evoluzione della discussione sul decreto che deve ancora vedere l’approvazione del Consiglio dei Ministri e il passaggio per i prescritti pareri nella Conferenza Unificata Stato-Regioni e nelle Commissioni parlamentari;
• che per le situazioni non ancora descritte in questa prima pubblicazione interverremo con aggiornamenti successivi.
Partiamo inoltre dal dato che nella scuola secondaria superiore ci sono oggi quasi 240.000 insegnanti, che, distribuiti secondo la distribuzione dell’utenza nei diversi ordini di scuola e fatte le dovute considerazioni su orari e organici oggi diversi, ammontano approssimativamente a 77.000 nei licei, 86.000 nei tecnici, 67.000 nei professionali e 10.000 negli artistici ( licei e istituti d’arte).

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Conferenza nazionale sugli apprendimenti di base
Apef - 14-02-2005

Si è svolta a Roma, il 9 e 10 febbraio, su iniziativa del M.I.U.R, con il compito di elaborare le strategie più opportune per migliorare le performance formative, partendo da una riflessione sui dati emersi dall’ultima indagine OCSE-PISA 2003 che, insieme alle risultanze dei progetti pilota nazionali dell’INVALSI, hanno mostrato l’elevato stato di insufficienza degli apprendimenti di base di italiano, matematica e scienze degli studenti italiani, nella fascia d’età compresa tra i 14 e 15 anni. Il Ministro, infine, ha riassunto in dieci punti le strategie che il MIUR intende portare avanti per recuperare la drammatica situazione degli apprendimenti di base nel nostro Paese.

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Tam Tam

Studiare nuove fonti energetiche
Mov. Difesa Cittadino - 18-02-2005

 messaggio 

Parte una campagna informativa, realizzata in collaborazione con Legambiente, e rivolta a 500 mila studenti delle scuole medie inferiori. Dal titolo “L’accendiamo. Il percorso dell’energia elettrica” la campagna promossa dal GRTN (Gestore della rete elettrica nazionale) ha ricevuto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio dei Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, delle Attività Produttive e dell’Ambiente e tutela del territorio. Testimonial di “L’accendiamo” sarà ZOT, un divertente personaggio di ispirazione fumettistica che vuole diventare la “mascotte dell’energia” per i ragazzi. La campagna è arricchita da un sito Internet, realizzato appositamente per l’iniziativa.

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I recinti del regime
il Manifesto - 17-02-2005

 proposta 

della fortunata mostra La menzogna della razza, promossa nel 1994 dall'Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna: realizzata da giovanissimi ricercatori, godette di uno straordinario successo e circolò per anni da un comune all'altro d'Italia. Fino al prossimo 27 febbraio si può visitare una versione ridotta e aggiornata della mostra, allestita nello stesso luogo dal quale dieci anni orsono partì quell'esperienza: a Bologna, presso lo splendido quadriloggiato superiore della Biblioteca comunale dell'Archiginnasio, a due passi da piazza Maggiore.

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L'Italia non si industria
Aldo Ettore Quagliozzi - 16-02-2005

 riletture 

Si completa con la rilettura di una nota di Corrado Stajano, della quale si mutua il titolo, un percorso iniziato con la sfiducia italiana nella scienza della scienza “ e proseguito con il paese delle tre T.
E’ un percorso circolare, che ritorna al punto di partenza, e che è reso bene dall’immagine popolare del “cane che si morde la coda“.
Solo che la chiusura del cerchio corrisponde drammaticamente allo sfascio di un paese...

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Diciamo no alla censura preventiva
Redazione - 15-02-2005

 comunicato 

Una legge che sta passando nel quasi totale silenzio, tali e tante sono le questioni che in questo momento mettono in discussione la democrazia e la libertà in questo nostro paese. Ma questa è una legge veramente pericolosa e che riguarda tutte e tutti noi che pretendiamo di non tacere su quanto sta accadendo, accade e accadrà nei teatri delle guerre a cui ci opponiamo con tutte le nostre forze e la nostra passione di amanti della pace e della giustizia.
Segnaliamo alcuni appuntamenti in settimana.

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Il ritorno del dialetto o Della devolution all'amatriciana
Caterpillar - 14-02-2005

 quaderni 

il Consiglio regionale del Lazio ha votato compatto, 35 consiglieri a zero, nessun contrario, nessun astenuto, a favore di una proposta di legge del capogruppo dei verdi Angelo Bonelli che introduce nelle scuole medie e superiori laziali la possibilità di studiare i dialetti regionali. Non solo il romanesco, precisano i consiglieri politically correct, ma anche il ciociaro, il reatino, il viterbese, il grottaferrarese, se esiste...
Gaudio e tripudio. Le scuole pubbliche, scassate e svenate, avranno però dal 2006 la facoltà di offrire ai propri studenti-clienti accattivanti lezioni di aricciatese, utili a farsi strada nel mondo e soprattutto a ordinare una porchetta come si deve.

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M'illumino di meno
Segnalato da Alberto Biuso - 14-02-2005

 pianeta 

Il 16 febbraio 2005 entra in vigore il protocollo di Kyoto, il primo passo per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, il principale dei "gas serra" responsabili del riscaldamento del clima.
La riduzione delle emissioni di cui avremmo bisogno per stabilizzare la concentrazione dei gas serra ai livelli attuali, secondo gli scienziati dell'ONU, dovrebbe essere in realtà molto più drastica, tra il 60 e l'80%. In Italia, terra povera di materie prime atte a produrre energia elettrica, esiste un enorme e inutilizzato giacimento di energia pulita, rinnovabile, eterna e gratuita, questo giacimento è il risparmio energetico, e il 16 febbraio sarà il giorno in cui inviteremo tutti a saccheggiare in maniera gioiosa questo sterminato pozzo senza fondo.

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 Siti consigliati 

Piattaforma Politica del Tribunale Mondiale sull’Iraq
La guerra di aggressione condotta dagli Stati Uniti e dalle c.d. forze della coalizione contro il popolo iracheno, così come la successiva occupazione ed invasione, è stata presentata all'opinione pubblica mondiale come un atto di "umana violenza", portato avanti con il fine di promuovere la pace, la sicurezza, la libertà e la democrazia. Nonostante tali "nobili" giustificazioni, il movimento internazionale contro le violazioni subite dal popolo iracheno, commesse nel nome della “liberazione” e della “sicurezza globale”, è cresciuto in maniera esponenziale. Tale movimento è divenuto così la dimostrazione tangibile, a livello mondiale, di una acquisita consapevolezza della pubblica opinione degli inganni subiti da parte delle forze del Potere. Malgrado ciò, risulta improbabile che vi saranno Corti o autorità internazionali che giudicheranno gli atti degli Stati Uniti e dei suoi alleati e che renderanno giustizia alla gente dell’Iraq. Se le autorità ufficiali rimangono inerti, i cittadini hanno il dovere di esercitare il loro "sovrano" diritto di giudicare il mondo in cui vivono.

f u o r i r e g i s t r o
FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rivista intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze. Questo il Progetto.
La newsletter, che ha una cadenza settimanale, è a disposizione di chiunque voglia partecipare; il modulo on-line permette di inviare contributi sotto forma di testi o di file, evitando i rischi di infezioni ai quali la posta elettronica, e particolarmente gli allegati, è purtroppo esposta.
Rimane comunque possibile comunicare con la redazione all'indirizzo redazione-fuoriregistro@didaweb.net e consultare tutti i precedenti interventi alla pagina http://www.didaweb.net/fuoriregistro/. I materiali pubblicati sono esportabili con citazione della fonte.
Puoi cancellarti dalla newsletter utilizzando il seguente indirizzo: http://www.didaweb.net/fuoriregistro/newsletter.php.

In redazione: Emanuela Cerutti (coordinamento), Giuseppe Aragno, Marino Bocchi, Grazia Perrone, Anna Pizzuti.
Collaborano: Rolando Borzetti, Pierangelo Indolfi, Ilaria Ricciotti. Cura il sito Maurizio Guercio.


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