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Fuoriregistro del 20/03/2005 - a.s. 04/05
racconti
f u o r i r e g i s t r o
newsletter del 20/03/2005
ARRIVEDERCI AD APRILE E
BUONE VACANZE DALLA REDAZIONE
raccontiscaffali

Sommario

ORIZZONTI

Road map

di Stefano Borgarelli
Troppo abbiamo consentito
di Giuseppe Aragno
Una rete di scuole per informare i cittadini dei rischi alla salute
di Federico Repetto
Il programma per la conoscenza cammina cammina...
di effelleci
Cari genitori, io sto con il prof
di don Antonio Mazzi

PIAZZE E PALAZZI

Uova di Pasqua

di Movimento Studentesco Bergamo
Salviamo la scuola dicendo...
di Rosanna Sardu
Non un luogo di esasperata competitività
di Lea Borrelli
Mozione dell' Eleonora d'Arborea
di Antonello
Meglio Ragioneria che il Liceo Economico
di Insegnanti di Economia Aziendale di Lucera

A PROPOSITO DI UN MESTIERE

Invalsi? Le paure sono ben altre

di Claudia Fanti
L’autonomia non è libertà dalla norma
di Dedalus
In termini di legalità
di Anna Pizzuti
Valutazione: guardare avanti.
di Agostino Frigerio, Elio Gilberto Bettinelli
I ragazzi a rischio e le manifestazioni del disagio
di Laura Tussi
Didattica e competenze sociali
di Laura Tussi

SINDACALMENTE

Tutor: sentenza TAR

di Grazia Perrone
Ancora sull'articolo 142 CCNL
di Fuoriregistro

P A S S A G G I





Invia anche tu la lettera al Presidente Ciampi!

Road map
di Stefano Borgarelli

Questione di musica, più che altro. Di ritmo. Se alla fine degli anni ’50 Kerouac dissolveva la sua vita sulla strada – eterno pendolare tra la California e il New Jersey – la ricomponeva sulla pagina. Cercando una cadenza bop con la macchina da scrivere. Per il resto, massima dissipazione. On the road.
Oggi invece, senza uno straccio di road map non vai da nessuna parte. Un percorso che permetta a Erika – la minorenne di Novi Ligure che uccise la mamma e il fratellino – di uscire dal carcere per fare volontariato, è richiesto dal suo avvocato come «una “road map” per riabilitarsi.» Chi ha inventato questi termini? «Mi immagino il buon vecchio caro Dipartimento di Stato, - ha risposto Robert Fisk, reporter dell’ Independent intervistato da Democracy Now! - e tutti i giornalisti hanno diligentemente usato il termine “road map”. Non possono usare […] “processo di pace” perché viene associato ad Oslo ed è fallito.» Quando invece tornano in cronaca quei postremi figli dei fiori che sono gli insegnanti (già qualche anno fa sospettati di farsi recidivi spinelli nei cessi delle scuole), il loro eccentrico mansionario risulta sprovvisto (sprovveduti come sono) di qualsivoglia road map. La Costituzione italiana non è più infatti road map della “formazione spirituale e morale” del cittadino. Né l’identità nazionale/europea è più road map della formazione professionale (scivolata in un canale che sparirà dalle mappe fluviali del territorio statale). Né la funzione pubblica della scuola e la libertà d’insegnamento (costituzionale) dei suoi funzionari (i docenti), sono più road map del processo educativo (lo saranno gli “interessi” delle famiglie, pubblicamente registrati nei portfolio dai tutor). Né l’autonomia professionale e la tutela costituzionale sono più road map della garanzia di pluralismo culturale e democrazia.



Troppo abbiamo consentito
di Giuseppe Aragno

L’Assemblea Costituente, espressione delle sole grandi “famiglie politiche” che abbiano radici nella storia del nostro Paese – liberale, socialista e cattolica – discusse a lungo dell’ordinamento della Repubblica. Fu il primo problema che si pose a quel nobile consesso e, dopo ampia discussione, il regime presidenziale fu escluso e la scelta cadde su un sistema parlamentare in cui il Governo, pur senza derivare esclusivamente dal Parlamento, deve la propria vita all’esito di un voto nominale su di una motivata mozione di fiducia o di sfiducia presentata in Parlamento.
Ambigui salotti televisivi di guitti e ciarlatani sono estranei a questo quadro e non c’è Presidente del Consiglio che possa impunemente ignorarlo, nemmeno dopo la follia della “Bicamerale”. E’ venuto il tempo che questo Paese prenda coscienza che una destra di avventurieri lo governa con l’intento di sottometterlo.

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Una rete di scuole per informare i cittadini dei rischi alla salute
di Federico Repetto

Poiché i media e le autorità responsabili tendono (in modo bipartisan!) non solo a minimizzare i problemi, ma a parlarne il meno possibile, la Val Susa, la cui mobilitazione contro i rischi di cancro è stata praticamente ignorata, è alla disperazione. Al punto che, per far parlare del problema, i Consigli Comunali di 25 comuni della Valle si terranno in piazza Castello a Torino alle 10 di sabato 19 marzo.

Visto che ormai le vie ordinarie sembrano impraticabili, anche alcuni insegnanti della Valle si sono chiesti se anche la scuola possa servire da veicolo informativo per i gravi problemi della salute che riguardano non solo la Valle stessa (che è sensibilissima ai problemi derivanti dal groviglio di strade, autostrade e ferrovie che la attraversano), ma anche l’ignara città di Torino.

Le due grandi gallerie, una di 23 chilometri nella Bassa Valle ed una di 53 tra Francia e Italia (la più lunga galleria ferroviaria del mondo, se si farà) sembrano non essere un problema per Torino. In realtà i forti venti che soffiano regolarmente lungo l’imbuto della valle e che finiscono nella piana torinese potrebbero trasportare particelle di amianto. E ciò avverrà sicuramente se gli scavi che si svolgeranno ad una trentina di chilometri da Torino non saranno fatti in assoluta sicurezza, cioè (ci dicono) ammassando il materiale sotto teloni ermeticamente chiusi e sottoposti a severi controlli (pensate che cosa succede quando una ditta subappaltatrice si ritira o fallisce!). In effetti, tutto intorno al Monte Musiné c’è uno dei quattro più grandi giacimenti di amianto del mondo, che sarà attraversato dalla galleria bassa.

Il progetto che sottoponiamo ai colleghi è quello di creare una rete informativa permanente tra le scuole (soprattutto medie superiori) della bassa Val Susa e quelle di Torino per:

1) promuovere conferenze di informazione di base sui problemi concernenti salute e territorio in relazione ai lavori dell’Alta Velocità
2) promuovere la distribuzione di materiale informativo e lo studio del problema sotto le diverse angolazioni della tutela della salute e della tutela ambientale, artistica e paesaggistica, ecc., nell’ambito di discipline (o parti di discipline) come scienza della terra, igiene, fisiologia umana, educazione fisica, educazione civica, storia dell’arte,
3) in prospettiva, promuovere visite degli insegnanti e degli studenti ai cantieri per verificare di persona il rispetto delle condizioni di sicurezza (quando sarà possibile averne un elenco certo).



Il programma per la conoscenza cammina cammina...
di effelleci

Su di esso deve essere sollecitato un contributo ampio e partecipato ed il pronunciamento di chi si candida ad un progetto alternativo a quello delle forze che compongono l’attuale maggioranza.
Per noi è fondamentale che alla discussione e alla costruzione del Programma contribuiscano più soggetti, oltre alle forze politiche, sindacati, singoli cittadini, associazioni professionali e movimenti per rendere possibili partecipazione e protagonismo.
Occorre, infatti, uscire dal tatticismo e dalle angustie con le quali il tema del Programma è stato affrontato fino ad ora nel dibattito politico del Paese, perché così facendo lo si svilisce e basta.
Per quanto ci riguarda, nell’esercizio della nostra autonomia, abbiamo avviato questo percorso e ora presentiamo la nostra proposta, con l’impegno che ci deriva dall’essere, insieme, la maggiore confederazione ed il sindacato più rappresentativo della categoria.



Cari genitori, io sto con il prof
di don Antonio Mazzi

Gli allarmi che arrivano da tutte le parti circa bullismo, maleducazione, comportamenti egoistici e incuranti del bene comune troppe volte trovano una magistratura documentata su grandi fatti e misfatti, ma molto distratta e disorientante rispetto a episodi che ogni giorno accadono dentro e fuori casa.



Uova di Pasqua
di Movimento Studentesco Bergamo

Ieri si è svolto il corteo del Movimento Studentesco di Bergamo contro i Buoni Scuola, la Riforma Moratti, per il diritto allo studio. Le scuole sono rimaste vuote a causa della concomitanza dello sciopero studentesco e dello sciopero unitario indetto dal mondo della scuola. Al corteo hanno partecipato circa 1500 studenti partiti alle 10.00 dalla stazione Fs, prima tappa l'Atb point di Porta Nuova dove gli studenti hanno scritto per terra (con vernice rigorosamente lavabile): nè soddisfatti nè rimborsati per protestare contro la situazione del trasporto pubblico particolarmente drammatica per gli studenti. Il corteo è proseguito poi alla volta del liceo artistico a cui è stato consegnato l'uovo pasquale da parte della ministra Moratti con tanto di sorpresa di calcinacci.



Salviamo la scuola dicendo...
di Rosanna Sardu

“ […La scuola è aperta a tutti. Lo Stato deve quindi costituire scuole ottime per ospitare tutti. Questo è scritto nell’art. 33 della Costituzione. La scuola di Stato, la scuola democratica, è una scuola che ha un carattere unitario, è la scuola di tutti, crea cittadini, non crea né cattolici, né protestanti, né marxisti. La scuola è l’espressione di un altro articolo della Costituzione: dell’art. 3: “Tutti i cittadini hanno parità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizioni personali e sociali”. E l’art. 151: “Tutti i cittadini possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge”. Di questi due articoli deve essere strumento la scuola di Stato, strumento di questa eguaglianza civica, di questo rispetto per le libertà di tutte le fedi e di tutte le opinioni [….].”



Non un luogo di esasperata competitività
di Lea Borrelli

La scuola non è un'azienda né per l'azienda, ma è istituzione pubblica di cittadini e per i cittadini, comunità educante che costruisce la persona sul fondamento dei valori di libertà, democrazia, uguaglianza, solidarietà. Di conseguenza nella scuola esistono le persone e non gli utenti, esistono i docenti e non asettici operatori della scuola, esistono i presidi che coordinano e guidano l'attività didattica e non "dirigenti" dal tono aziendalistico e dal sapore vagamente poliziesco. La scuola è uno spazio di collaborazione e promozione umana, che aiuta i più deboli e i più sfortunati a riscoprire e valorizzare la propria dignità.



Mozione dell' Eleonora d'Arborea
di Antonello

Ci preme riaffermare che una vera riforma della scuola pubblica non può essere attuata contro i docenti e i suoi operatori. Il nostro Istituto, dove per anni sono stati attivati con successo curricoli sperimentali nel quadro della sperimentazione nazionale del Progetto Brocca, vede ora del tutto vanificate le esperienze culturali, didattiche e professionali maturate. Riteniamo che una Riforma della Scuola non possa prescindere dalle esperienze maturate in questi anni nella sperimentazione, nel tempo prolungato, in numerose pratiche innovative attraverso le quali migliaia di insegnanti hanno concretamente avviato un processo di riforma democratica “dal basso”.



Meglio Ragioneria che il Liceo Economico
di Insegnanti di Economia Aziendale di Lucera

È impensabile che il quadro orario previsto dalla riforma in oggetto permetta di dare le opportune conoscenze spendibili in ambiente universitario e lavorativo. E nemmeno si può pensare di delegare alla Formazione Professionale, destinata a fornire agli studenti le abilità necessarie per lo svolgimento di mansioni di carattere esecutivo, la formazione di figure di livello medio-alto con autonomia organizzativa e decisionale nell'ambito dell'organigramma aziendale che neanche l'Università, delegata alla formazione di figure professionali di tipo manageriale, potrebbe fornire.

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Invalsi? Le paure sono ben altre
di Claudia Fanti

Sarebbe proprio motivante per tutte/i che si tornasse a parlare ogni istante del come insegnare, del cosa e del come valutare, partendo dalle problematiche attuali di schiere di alunne e alunni, senza arroccarsi su posizioni valutative che di “moderno” e “razionale” non paiono avere più niente, in quanto non sembrano poter più “leggere” la realtà pulsante della fatica dell’imparare ad apprendere e ad insegnare riflettendo più sui processi che sui risultati.

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L’autonomia non è libertà dalla norma
di Dedalus

Autonomia non vuol dire che ciascun istituto o ciascun collegio è libero di fare quello che vuole. Non è autodeterminazione. Affatto. Il DPR 275 del 1999 a questo proposito è molto chiaro, definendo con una certa precisione i contenuti e i contorni dell’autonomia didattica ed organizzativa delle scuole, gli ambiti di decisione dei Collegi e le materie che sono e restano di competenza esclusiva del ministero, valide su tutto il territorio nazionale. Sarebbe davvero paradossale criticare da un lato il governo di centrodestra di avere scarso senso dello stato e della legalità, di voler stravolgere le regole del gioco, di voler manomettere la Costituzione eccetera eccetera e poi riproporre dall’altro, all’opposizione e a sinistra, la stessa logica, la stessa forma mentis, nell’ambito della scuola.



In termini di legalità
di Anna Pizzuti

L’intervento di Dedalus pone, secondo me, due ordini di problemi. Il primo - di natura squisitamente politica e, quindi, anche strategica - riguarda il contrasto che intendiamo - ancora - porre in atto e sostenere, sia contro la parte di riforma già a rischio di “sedimentazione”, sia rispetto a quella “in gestazione". Il secondo, direttamente collegato al primo, riguarda la valutazione di sistema, e la funzione dell’Invalsi.



Valutazione: guardare avanti.
di Agostino Frigerio, Elio Gilberto Bettinelli

Discutere sulle prove INVALSI nei termini in cui ciò sta avvenendo in alcune scuole dimostra una concezione dell’autonomia scolastica “legibus soluta” che è del tutto incompatibile con il quadro vigente. Non solo, l’opposizione “a prescindere” alle prove INVALSI rivela una visione della scuola che non si pone in alcun modo il problema grande di far sì che tutti i cittadini, in questo caso gli alunni, possano fruire di un’offerta formativa equivalente che consenta il raggiungimento di obiettivi di apprendimento non troppo diversi da scuola a scuola, da alunno ad alunno.



I ragazzi a rischio e le manifestazioni del disagio
di Laura Tussi

Una premessa necessaria per analizzare e comprendere quelle storie che presentano esiti diversi e sovente dolorosi per chi li vive, consiste nel ricostruire la storia attraverso cui un individuo giunge alla costruzione di sé come soggetto. I dispositivi tramite cui l’individuo conferisce senso e significato alla realtà è la variabile imprevedibile dal cui gioco dipendono esiti diversi nei processi di sviluppo. Interpretare il fenomeno dei ragazzi a disagio significa focalizzare il processo di reciproca interdefinizione tra mondo e soggetto, per cogliere quei nodi, quei cortocircuiti della relazione pedagogica che hanno condotto il soggetto ad un livello problematico di esistenza.



Didattica e competenze sociali
di Laura Tussi

Per l’adolescente l’ambito scolastico è certamente la più significativa delle esperienze. La scuola diventa il luogo nel quale il giovane entra in pieno contatto con il mondo adulto e la sua cultura, che misura le competenze. La scuola non deve comunque ridursi esclusivamente ad uno strumento di misura, ma deve soprattutto accompagnare l’adolescente nella crescita, che si riflette nel rispecchiamento rispetto agli adulti, anche come insegnanti e docenti.



Tutor: sentenza TAR
di Grazia Perrone

La figura dell'insegnante tutor, prevista dal decreto legislativo del 19/2/2004, n. 59, è - giuridicamente
- inammissibile nelle classi già funzionanti secondo le vecchie regole. Per queste ultime e fino al completamento del ciclo vale la norma pregressa che - nella fattispecie - è l'art. 128 (commi 3 e 4) del Testo Unico n. 297/94 [1]. A stabilirlo - in modo inequivoco - è una sentenza del TAR Puglia.



Ancora sull'articolo 142 CCNL
di Fuoriregistro

OGGETTO: trattamento economico durante i periodi di congedo per maternità del personale del comparto scuola con rapporto di lavoro a tempo determinato. - Sequenza contrattuale prevista dall’art.142, comma 4, del CCNL 2002/2005 per personale del comparto scuola sottoscritto in data 24.7.2003. Ne avevamo parlato l'otto marzo scorso. Ora la Direzione scolastica regionale della Campania - con un atto formale - ne ha recepito il senso.



 

Brevi di cronaca

QUANTI GIORNI ANCORA ALL'ALBA?


Bruxelles impone ticket sui prestiti bibliotecari
Nopago.org - 19-03-2005
Il 16 gennaio 2004, è stato aperto, a carico dell’Italia e di altri cinque stati europei, un procedimento di infrazione riguardante sostanzialmente il diritto di presito di opere sottoposte alla normativa sul diritto d’autore. Il nostro paese, insieme ad Spagna, Francia, Irlanda, Lussemburgo e Portogallo è accusato di non aver recepito o di non aver recepito in modo corretto la direttiva europea 92/100 che garantisce ad "autori e altri titolari" il "diritto di prestito esclusivo" e la "facoltà di autorizzare o vietare il prestito pubblico delle loro opere o di altri oggetti protetti." L’unica deroga prevista, continua il procedimento di infrazione, riguarderebbe la possibilità di "trasformare il diritto di prestito esclusivo in semplice diritto ad un’equa remunerazione" e di "esonerare talune categorie di istituzioni dal pagamento" del diritto di autore. Principio fondamentale della direttiva 92/100 è l’impedire la creazione di barriere commerciali e distorsioni della concorrenza unitamente alla garanzia per gli autori di una giusta remunerazione del proprio lavoro. L’italia però, fino ad oggi, ha continuato a garantire la completa gratuità dei prestiti bibliotecari. Da qui il provvedimento europeo.

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Monito dell'ONU
Reporter Associati - 19-03-2005
"La concentrazione del controllo dei media nella mani del presidente del Consiglio ha gravemente colpito la libertà di opinione ed espressione in Italia". Questo il giudizio dell'esperto dell'Onu sulla libertà della stampa, Ambeyi Ligabo, in un rapporto reso noto ieri a Ginevra. Il relatore, su mandato della Commissione dell'Onu sui diritti umani, chiede la riassunzione di giornalisti come Enzo Biagi o Michele Santoro, critica il tutt'ora irrisolto conflitto di interessi, la lottizzazione, sollecita una riduzione dell'influenza politica sui media e chiarimenti sulla legge Gasparri.

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Scuola: meno insegnanti, meno soldi, meno classi
Legambiente - 19-03-2005

Addio Istituto Parini. Addio all’Edmondo De Amiciis. Addio alla Italo Calvino. Chiuse. Sbarrate per sempre. Settecentosessantotto tra elementari e medie non esistono più. Cancellate. E’ uno dei numeri che immediatamente saltano agli occhi esaminando i fatti del’ultimo triennio. C’è il calo delle nascite, si dirà. Macché. Dall’anno accademico 2001/2002 a quello in corso oggi c’è un rapporto inversamente proporzionale tra gli iscritti (in progressivo aumento) e le scuole (in costante calo). Solo nell’ultimo anno i discenti della scuola dell’obbligo sono stati 6.188 in più, ma sorprendentemente sono state soppresse 491 classi e 11.490 cattedre. Ma ancor prima a essere stato pesantemente sforbiciato è il personale ATA. Nel giro di quattro anni tagliati 5.799 collaboratori scolastici e 3.352 tra assistenti tecnici e amministrativi. I conti economici non sono da meno.

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Riforma della Secondaria : e le Regioni cosa faranno ?
Renza Bertuzzi - 18-03-2005
La Riforma del Titolo V della Costituzione (Legge 3 Costituzionale 2001) ha delegato alle Regioni molte e fondamentali competenze relative all’Istruzione. le Regioni sono dunque soggetti attivi al pari dello Stato nel prendere molte decisioni e persino superiori ad esso, rispetto ad altre: pensiamo, tanto per fare un esempio, al campo dell’ Istruzione e Formazione professionale, in cui queste hanno legislazione esclusiva. Che idea hanno dunque le Regioni rispetto, per esempio, alla transizione dal vecchio sistema (a tre gambe: Licei, Istituti tecnici, e Istituti professionali) al nuovo duale (Licei e Istruzione e Formazione professionale)? Siamo andati ad intervistare gli Assessori di due Regioni emblematiche (entrambe in vista dei rinnovi dei relativi Consigli regionali): l'Emilia Romagna e Lombardia. Governate da opposte politiche (la prima dal Centro-sinistra, la seconda dal Centro destra), sono state particolarmente attive nelle proposte scolastiche.

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Napoli: ospitalità e apertura alle culture e alle lingue degli amici Erasmus
Aprile online - 17-03-2005
Sabato 12 marzo al Maschio Angioino la città di Napoli ha organizzato un incontro di accoglienza rivolto agli studenti di tutti i paesi d’Europa che sono ospiti delle nostre università. Molti dei nostri studenti hanno fatto l’esperienza dell’Erasmus nelle università europee più prestigiose, ma pochi sanno che quasi cinquecento studenti arrivano ogni anno dai paesi membri della comunità europea a Napoli. E’ in questa logica che per la prima volta una città italiana col suo sindaco ha voluto dare il benvenuto a coloro che possiamo chiamare non più stranieri, ma concittadini di questa Europa, che non esiste ancora come la vogliamo ma che deve diventare un obiettivo per tutti coloro che credono che un “mondo diverso è possibile”.

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I conti non tornano
www.camera.it - 17-03-2005
"Quanto verificatosi in questi anni sulla pelle del personale della scuola è drammatico. Nel settore scolastico si registrano 30 mila posti di lavoro in meno (quindi, tagli per 30 mila lavoratori), fra cui 9.600 collaboratori scolastici. Il precariato è vertiginosamente è aumentato. La situazione generale della scuola è di grande disagio e preoccupazione. Chiediamo quali siano le intenzioni di questo Governo per invertire la rotta e dare risposte ai diritti del mondo della scuola". (Titti De Simone)

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei anzitutto esprimere sconcerto per i dati sui quali si basa l'interrogazione dell'onorevole Titti De Simone. La spesa complessiva per l'istruzione nel nostro paese è passata da 35 miliardi 787 milioni di euro nel 2001 a 40 miliardi 407 milioni di euro nel 2005" (Letizia Moratti).....

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Falsi d'autore
L'Unità - 15-03-2005
Il partito di AlessandraMussolini è chiaramente un partito di ispirazione neofascista; ed è vero che il suo ruolo politico in questo paese, culturalmente soprattutto, non può che essere marginale. Ma il suo movimento, la sua lista non può partecipare alle prossime elezioni regionali perché le firme sono false. E questa è una brutta storia, perché è evidente che qualcuno quelle firme false ce le ha messe apposta. Ed è evidente che un movimento che poteva contare fino all'8 per cento dei voti nel Lazio, non aveva certo bisogno di falsificare le firme. E allora cosa è accaduto? Tutti i complotti del mondo possono essere presi in esame, avrà importanza per chi dovrà indagare su questa storia. Rimane però la certezza che qualcuno lo ha fatto, e probabilmente lo ha fatto perché quella lista dava fastidio. Quell'8 o 9 per cento poteva cambiare profondamente il risultato delle elezioni nel Lazio. E cosa sarebbe accaduto, ed è proprio il caso di chiederselo, se anziché la Mussolini, fosse stata esclusa una lista diversa, magari persino una lista della sinistra?

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Moratti: grandine sull'uva matura
Valore scuola - 15-03-2005
Una relazione durissima quella che Enrico Panini, segretario generale della Flc Cgil, ha letto a una platea attentissima durante la Conferenza di Programma del 10 ed 11 marzo 2005 a Roma.
I provvedimenti del governo su scuola, università, ricerca si richiamano a un modello inaccettabile, non sono emendabili e vanno abrogate. Panini ha parlato di disastri sulla scuola, quelle che erano state presentate come "scelte epocali" si sono dimostrati fotogrammi sbiaditi che hanno svilito e prostrato tutto il nostro sistema della conoscenza. D`altronde l`opposizione a queste politiche e al governo nel suo insieme sta crescendo, nonostante l`apparato mediatico e costoso messo in movimento per fare digerire queste politiche.

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Serpica Naro siamo noi
Indymedia - 14-03-2005
Chi era la sconosciuta ma attesissima stilista giapponese Serpica Naro, che doveva chiudere la lussuosa e scintillante settimana della moda femminile milanese? Provate a fare l'anagramma e scoprirete che si tratta di San Precario, il patrono dei lavoratori atipici. Nel tranello è caduta la Camera nazionale della moda che di fronte alla candidatura della sedicente stilista anglo-nipponica non ha esitato ad accreditarla e inserirla nel calendario ufficiale, ma anche le riviste del settore come Donna moderna e Fashionmagazine, che l'hanno segnalata tra gli eventi, forse perché hanno trovato la conferma della notizia nel sito fake settimanadellamoda.it.
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Sorprese pasquali
Tuttoscuola - 14-03-2005
Se c'e' domanda e ci sono posti disponibili, il tempo pieno, se pur nel modello morattiano ma sempre a 40 ore come prima, puo' essere istituito. Considerato che vi sono circa 1750 nuovi posti di insegnante di scuola primaria, dovrebbe essere possibile accogliere nuove domande e nuove istituzioni di classi a tempo pieno. Quanto la circolare ministeriale sugli organici ha consentito per il tempo pieno nell'elementare ha confermato anche per il tempo prolungato nella scuola media: si puo' dunque incrementare il numero di posti e di classi a tempo prolungato nella scuola secondaria di I grado, accogliendo quindi nuovi alunni.

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Tam Tam
Grande schermo
Fuoriregistro - 19-03-2005
 cinema 
Alla luce del sole, di Roberto Faenza e The Take, di Avi Lewis e Naomi Klein: una storia italiana ed una argentina. Un prete assassinato il 15 settembre 1993, il giorno del suo compleanno, perché sottraendo i bambini alla strada, li sottraeva al reclutamento dei boss, che nel rione di Brancaccio, dove era nato, hanno creato da tempo immemorabile un vero e proprio vivaio di manovalanza criminale.. Trenta lavoratori disperati e disoccupati che si organizzanosobborghi di Buenos Airessi, entrano nella loro fabbrica inattiva, tirano fuori zaini e materassini per passare lì la notte e rifiutano di andarsene. Vogliono riavviare le macchine ferme, alla fine hanno la meglio. Incontri e scontri con un impossibile che il cinema non rinuncia a raccontare, realizzando, in questo, la sua più grande sfida.

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Mobbing: la scuola non è esente
Grazia Perrone - 19-03-2005
 mobbing 
Sembra quasi incredula la Cgil scuola nel constatare l’esistenza del mobbing anche nella scuola. Eppure persino l'Inail notoriamente restia ad “allentare i cordoni della borsa” - con una circolare in cui formula i principi e le istruzioni per garantire omogeneità nella trattazione delle pratiche - dà il via libera al risarcimento danni da mobbing sul lavoro. Rientrano nel rischio tutelato (il cd. danno biologico) dall'Ente tutte le situazioni di cd. "costrittività organizzativa" (come lo svuotamento delle mansioni; il prolungato, sistematico e strutturale diniego all'accesso di informazioni inerenti all'ordinaria attività lavorativa; l'esercizio esasperato di forme di controllo; la prolungata attribuzione di compiti e mansioni dequalificanti rispetto al profilo professionale posseduto ecc.); nonché il cd. mobbing strategico.

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La sovranità popolare risiede in Parlamento ...
l'Unità - 19-03-2005
 messaggio 
Non è passata inosservata la tribuna televisiva scelta dal premier per un comunicare la sua posizione sulla politica estera italiana, proprio mentre la Camera discuteva il rifinanziamento della missione a Nassiryia. Ecco allora Ciampi, costretto a richiamare ancora una volta il premier al rispetto della Costituzione: «Uno Stato che si voglia chiamare democratico – spiega al termine della sua visita a Londra - non può non avere un Parlamento effettivamente funzionante quale luogo dove si prendono le decisioni principali attraverso il dibattito che, in Parlamento non è mai inutile». E se qualche volta può sembrare inutile? È un’impressione sbagliata, risponde Ciampi: «Il dibattito in Parlamento è importante. Serve anche ad informare la popolazione dei problemi che ci sono, oltre che a far maturare le decisioni all'interno del Parlamento stesso. Questa è l'importanza del Parlamento».

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Strumentalizzazioni
Anna Pizzuti - 18-03-2005
 NO WAR 
E’ ormai molto tempo che nel nostro Paese le parole non corrispondono più alla realtà. Le parole attraverso le quali passa l’informazione tutta, ed in particolare quella che riguarda la presenza e la funzione delle truppe italiane in Iraq. Riesce difficile comprendere come la morte di un militare - accaduta per un incidente è vero, ma durante un addestramento al tiro, nel poligono interno alla base di Nassirya -, secondo il ministro degli Esteri non sia “riconducibile alla nostra presenza in Iraq”. Però, chi la si esprime, questa perplessità, sta facendo “strumentalizzazioni” e, addirittura, deve "uscire dalla scena politica”.
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La Storia Riveduta e Scorretta
Ettore Martinez - 17-03-2005
 quaderni 
Il risultato più importante della stesura ultima dei programmi dell’ultimo anno delle Superiori è quello di togliere al fascismo la sua specifica personalità, la sua capacità di espansione europea e le sue caratteristiche che hanno segnato profondamente la nostra storia lasciando una pesante eredità all’Italia repubblicana. Non c'è che dire: se questa bozza sarà alla base del decreto attuativo della legge Moratti il risultato sarà quello di togliere dalla testa delle nuove generazioni una peculiarità fondamentale della storia europea e non solo italiana annegando tutto in una sorta di fenomeno totalitario che non distingue tra i diversi fenomeni, che rende fascismo e comunismo in tutto eguali e che non spiega ai giovani perché l’Italia è stato il primo Stato liberale a veder crollare le libertà fondamentali di fronte a un partito-milizia che ha conquistato il potere grazie alla complicità delle istituzioni fondamentali della società italiana.

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La formazione femminile e l’emancipazione delle identità
Laura Tussi - 17-03-2005
 donne 
La responsabilità e la “colpa” storica delle donne è quella di accettare gli stereotipi tradizionali, nell’insegnare il silenzio, la rassegnazione e l’oppressione culturale anche verso le proprie simili, trasmettendo veti, abitudini mentali alla subalternità, preparando così nuove future oppressioni, come portatrici biologicamente inferiori di contenuti culturali autorepressivi e autocoercitivi.
I valori socioculturali trasmessi nelle istituzioni di vita esprimono un’egemonia culturale e pedagogica maschilista, impedendo all’universo femminile forme di istruzione ed elaborazione teorica, negando capacità intellettuali, veti incrociati sul modello di tipo maschile per le donne devianti dal loro sesso, in grado di infrangere preconcetti e divieti precostituiti.

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Quale Autorità per le pensioni complementari
www.lavoce.info - 15-03-2005
 diritti 
Risale a poco più di sei mesi fa, ad agosto 2004, l’approvazione, da parte del Parlamento, della legge delega per la riforma del sistema previdenziale. La delega contiene un ambizioso progetto di rilancio della previdenza complementare, da attuare anche attraverso la liberalizzazione dell’utilizzo del trattamento di fine rapporto. E in coerenza con un’idea unitaria del sistema di previdenza complementare, il legislatore si è preoccupato di tracciare le linee direttrici per la strutturazione di un assetto omogeneo della vigilanza sulle forme pensionistiche complementari, completando il processo di accentramento delle competenze di controllo in capo all’Autorità di settore, la Covip.

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Della politica e del teatro
Repubblica Bari - 15-03-2005
 teatro 
Il tentativo è di screditare la politica comparandola al teatro. Ora va ricordato a quei tangheri che il teatro, anche quello piccolo delle marionette o dei burattini, è una cosa bella e serissima e che, se mai, si potrebbe tra noi, gente orgogliosissima di teatro, offenderci a vicenda dandoci del politicante. Il caso somiglia all´uso del termine buffone per insultare. I buffoni sono gente buona e generosa, lavoratori benemeriti che si prodigano per ingentilire il corruccio degli adulti e far sorridere i bambini, non sono imbroglioni in mala fede e, se vestono la giubba, lo fanno per tirare a campare onestamente non per ingannare alcuno tra l´onorevole pubblico.

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Lo chiamiamo Franco
Indy - 14-03-2005
 mobbing 
Compie quest'anno 59 anni. Lavora da 35 anni per il Comune di Roma come educatore proveniente dagli enti disciolti ex Enaoli.
I suoi problemi di salute si sono aggravati con il tempo. Sarà una coincidenza ma raccontava con rabbia e indignazione che la coordinatrice delle case di riposo comunali lo avrebbe spogliato di ruolo e mansioni. Per anni e anni aveva fatto tante iniziative per gli anziani della casa di riposo: feste in maschera, tombolate, lavori artigianali....


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Quando dire regime divideva la sinistra
Repubblica - 14-03-2005
 espressioni 
Forse il regime non c´era, forse la dittatura ci sarà. La frecciata di Prodicontro la riforma costituzionaledi Berlusconi, «che sta creando le premesse per una moderna e pericolosissima dittatura di maggioranza, anzi del premier», ha riaperto un delicatissimo contenzioso lessicale sul berlusconismo e su tutti gli insidiosi abissi di tirannia che sono sempre sul punto di inghiottire la democrazia italiana. Perché proprio Prodi era stato uno dei più freddi, quando i girotondini sganciarono sul centro-destra l´arma fine-di-mondo, l´accusa di aver dato vita a «un regime» (il secondo, dopo quello fascista).

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 Siti consigliati 
Il giardino di Marco
C'era una volta, a Napoli un giardino pubblico, non era piccolo, ma il quartiere di cemento era cosi' grande che il giardino, visto dall'alto, sembrava poco piu' che un francobollo. Ci si incontrava tutti: gli amici a chiacchierare, il nonno a giocare a bocce, sembrava che un intero quartiere, che ovunque s'affannava e si complicava la vita, la', in quel piccolo giardino, trovava lo spazio per stare bene. Ma un giorno si comincio' a parlare della possibilita' di farci un parcheggio...

Altreitalie
Portale di studio sulle migrazioni italiane. Presso la biblioteca del Centro di documentazione sono raccolte oltre 2500 pubblicazioni relative ai seguenti argomenti: storia dell'emigrazione italiana e delle popolazioni di origine italiana nel mondo presenze culturali italiane nel mondo studi demografici, sociologici ed etno-antropologici sulle minoranze etniche (con particolare riferimento ai gruppi di provenienza italiana) e sui movimenti migratori internazionali contemporanei I fondi librari sono integrati da una collezione di circa 200 opere rare e d'epoca (fine '800 - primi '900).

f u o r i r e g i s t r o
FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rivista intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze. Questo il Progetto.
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