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Fuoriregistro del 17/04/2005 - a.s. 04/05
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f u o r i r e g i s t r o
newsletter del 17/04/2005
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Sommario

PAESE SCUOLA

Lettera ai docenti

di Silvana Meloni
Scuola malata: a chi la diagnosi e la cura?
di Sergio Gilioli
Riflessioni sulla riforma della secondaria superiore
di Coordinamento ITP Biella
Il Meucci sui danni della Riforma
di Docenti IPSIA Meucci Cagliari
La scuola va difesa?
di Fuoriregistro
Un confronto leale e costruttivo
di Gianni Mereghetti
Gli strumenti educativi per la socializzazione
di Laura Tussi
Titoli d'accesso
di A.D.A.C.O.
La questione ordinaria
di Dirstat , Dirpresidi

DIBATTITO

Riflessioni sulla laicità della scuola

di Francesco Mele
Una santificazione mediatica
di Lucio Garofalo
Perché dovrei desiderare il Padre d'altri ?
di Roberto Renzetti
Rondine bianca
di Mino Rollo

DEMOCRAZIA E COSTITUZIONE

Riforma della Costituzione o colpo di Stato?

di Pierluigi Nannetti
Democrazia ambigua
di Aldo Ettore Quagliozzi
Raccontare la città
di Mario Menziani
Non vendere la pelle dell'orso prima...
di Aldo Ettore Quagliozzi

PER IL 25 APRILE

Liberazioni incompiute

di Grazia Perrone
I fatti della storia
di Giuseppe Aragno
Il fosco periodo delle passate assurdità
di Anna Pizzuti


Lettera ai docenti
di Silvana Meloni

Il 18 marzo era stato indetto uno sciopero generale del pubblico impiego, per il settore scuola tutte le organizzazioni sindacali, eccezionalmente concordi, hanno inserito nella loro piattaforma rivendicativa il rinnovo del contratto, ormai scaduto da due anni, e la condanna della riforma Moratti. Nel nostro istituto, sede centrale, gli scioperanti non hanno superato il numero di dieci unità. Constatato questo dato, dopo un primo momento di rabbia e sconforto, si è imposta alla mia coscienza la necessità di un momento di riflessione che andasse oltre l'emotività.
Per prima cosa vorrei sottolineare che le valutazioni personali che seguono prescindono assolutamente da qualsiasi condanna morale nei confronti dei singoli colleghi che hanno ritenuto di non scioperare, giacché la libertà di scelta di chiunque ed in qualsiasi circostanza è comunque per me principio fondamentale, per questo motivo colgo l'occasione per porgere le mie scuse a coloro nei confronti dei quali, tra il serio ed il faceto, ho dato del "crumiro" proprio venerdì 18. Voglio anche precisare che ho deciso di scrivere queste righe mossa esclusivamente dalla volontà di tentare una "autocritica" sul modo di affrontare un momento così grave come quello che, ritengo, stiamo attraversando.

Il primo motivo di riflessione mi nasce da un argomento che è stato sollevato in occasione di un recente convegno sulla scuola a cui ho partecipato. Si è, in tale circostanza, ricordata l'ultima lettera di un giovane ucciso in prigionia durante il fascismo, Giacomo Ulivi (documento peraltro presente in diversi manuali di diritto per le scuole). Il punto centrale del documento è una riflessione sul qualunquismo, identificato come elemento determinante l'affermazione ed il protrarsi della dittatura e della violazione di ogni libertà. Se la gente vede la politica distante da sé e rifiuta di sentirsi parte della "polis", vuoi per sfiducia vuoi per presunzione, il risultato non può che essere che la politica sia resa davvero ai danni dei cittadini. Ulivi ci ricorda che la politica è "affar nostro", di ciascuno di noi, e che il vero pericolo si presenta quando cominciamo a pensare che deve essere responsabilità di "qualcun altro".
Il secondo motivo di riflessione è invece di natura strettamente sindacale. Le organizzazioni sindacali da tempo ci sono lontane, in parte perché non siamo una categoria compatta e su cui contare per aver forza contrattuale ed in parte perché nessuno di noi vi si riconosce, giacché troppo spesso il pubblico impiego, ed in particolare la scuola, hanno rappresentato merce di scambio per vittorie contrattuali in altri più agguerriti settori. Loro non ci rappresentano e noi non rappresentiamo loro, ma non possiamo dimenticare che siamo comunque assolutamente incapaci di prescinderne per portare avanti una qualsivoglia, anche infinitesimale, rivendicazione. E' evidente per tutti che spesso, in particolare in quest'ultima occasione, i sindacati non si peritano di organizzare adeguatamente una mobilitazione della nostra categoria, le notizie arrivano all'ultimo momento, frammentate e confuse, senza alcuna chiarezza neppure da parte degli organi di informazione. E' pur vero che i canali di mobilitazione non possono essere solo gli organi di informazione, la diffusione capillare è sempre stata affidata, in ogni categoria, alle organizzazioni stesse dei lavoratori, ufficiali e non. A noi questa capacità oggi manca. Il fatto poi che l'unica forma di mobilitazione che riescano ad offrirci sia lo sciopero generale, periodico, nonché svincolato da una programmazione seria delle forme di lotta, non piace a nessuno, e neppure a me.
Eppure non riesco a non scioperare. Forse per un inguaribile retaggio infantile, come qualcuno mi ha suggerito, che diventa oggi anche masochistico, giacché anche la mia tasca, non pingue, piange la trattenuta. A questo si aggiunge lo sconforto di far parte di una cerchia troppo ristretta per considerarsi, in qualche modo, significativa.



Scuola malata: a chi la diagnosi e la cura?
di Sergio Gilioli

Per curare un organismo malato occorre una qualche forma di valutazione diagnostica che dica dove cominciare a mettere le mani. E' proprio l'INVALSI - organismo nazionale per la valutazione del sistema scolastico - che può e deve richiamare l'attenzione sulle spie rosse di allarme che lampeggiano sul cruscotto di marcia degli istituti autonomi. Perchè allora sabotarne l'attività?

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Riflessioni sulla riforma della secondaria superiore
di Coordinamento ITP Biella

La riforma della scuola pare approdare allo spinoso nodo della ristrutturazione della scuola secondaria. Su alcuni aspetti della riforma vogliamo esprimere le nostre riserve e formulare proposte alternative, certi che così come è stata presentata, la riforma della secondaria non vada certo nella direzione di una efficace risposta alle esigenze reali del Paese.



Il Meucci sui danni della Riforma
di Docenti IPSIA Meucci Cagliari

Nell'attuale progetto di riforma un elemento è evidente e certo: il proposito di taglio della spesa pubblica a partire dagli organici.
I docenti ribadiscono che una riforma della scuola dovrebbe avere come obiettivo il miglioramento della qualità dell'insegnamento e non può essere impostata in base a logiche di puro risparmio, che tutelano solo gli interessi di quanti vorrebbero fare un business sul sistema d'istruzione, in dispregio del diritto allo studio per tutti e del principio di uguaglianza sostanziale sancito dall'art.3 della Costituzione italiana.
Il danno maggiore è quindi alla collettività perché questo tipo di scuola fallirebbe il suo stesso compito: creare le condizioni per formare i giovani e dar loro una preparazione adeguata alle esigenze della società.



La scuola va difesa?
di Fuoriregistro

Estrapoliamo - dal Corriere della Sera di sabato, 16 aprile 2005 - due commenti, uno favorevole e l'altro contrario in merito alla clamorosa protesta inscenata, in questi giorni, da numerosi docenti milanesi.

FAVOREVOLE
«Posta in gioco troppo alta, la scuola va difesa»

CONTRARIO
«Cari colleghi, un errore le lezioni in pigiama».



Un confronto leale e costruttivo
di Gianni Mereghetti

Non credo che per il bene degli studenti e di noi insegnanti la logica del "tanto peggio tanto meglio" possa essere quella più ragionevole. Urge dentro la scuola una novità di posizione! Del resto come è sbagliato sostenere la diabolicità della riforma Moratti, così sarebbe gravissimo difenderla apriori. La migliore delle riforme possibili è quella più snella, più leggera, quella che mette genitori, studenti e insegnanti nelle condizioni di essere i protagonisti veri dell'avventura educativa.

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Gli strumenti educativi per la socializzazione
di Laura Tussi

In ambito scolastico si dispongono costantemente, si adeguano sempre delle prassi, delle pratiche d'azione e modalità di comportamento, nonché strumenti normativi per attuare nell'ambito dell'esosistema o microsistema educativo dei principi normativi e per attivare negli allievi processi di socializzazione atti e volti a stabilire delle norme in un tessuto d'azione anche negoziabile, flessibile, interattivo e modificabile. Il processo di socializzazione è una risposta sociale alla condotta, per fare in modo che l'agire sociale acquisisca senso e significato all'interno della società.


Titoli d'accesso
di A.D.A.C.O.

Poiché L'ADACO difende il VALORE della scuola PUBBLICA, per la quale solo il TITOLO di accesso (l'abilitazione) conseguito con criteri selettivi, pubblici e trasparenti, ed il SERVIZIO specifico possono essere degni di valore e di merito, essa RESPINGE fermamente la considerazione che la scuola pubblica diventi il terreno per lucrosi investimenti delle Università e per interessi meramente politici (trasversali) e sindacali.


La questione ordinaria
di Dirstat , Dirpresidi

I criteri di reclutamento del personale docente sono stati recentemente oggetto di diversi provvedimenti legislativi che, nonostante si siano proposti di riordinare in maniera definitiva una materia complessa, non hanno saputo soddisfare le richieste dei docenti precari. Questi, qualunque sia il loro titolo di accesso, hanno ritenuto di aver subito una discriminazione dai vari tentativi di mediazione posti in essere dal legislatore.


Riflessioni sulla laicità della scuola
di Francesco Mele

Le cose che avvengono in una scuola devono -dovrebbero - avere un senso ben preciso, il più possibile meditato da chi ha la responsabilità della progettazione educativa. Allora forse sarebbe stato più opportuno organizzare un dibattito a più voci sulla figura del papa defunto, così da consentire una partecipazione costruttiva da parte di tutti e dare a tutti i punti di vista la possibilità di manifestarsi. Questo sarebbe stato non solo un modo decisamente più nobile di onorare la figura di Giovanni Paolo II, ma avrebbe avuto un profilo formativo decisamente più alto del semplice seguire le esequie, casomai col commento di Bruno Vespa o, peggio ancora, di Emilio Fede.

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Una santificazione mediatica
di Lucio Garofalo

Di fronte ad un'imponente campagna di esaltazione e santificazione mediatica condotta su scala planetaria, confesso di essermi sentito profondamente a disagio, nella misura in cui ho avvertito una scarsissima considerazione verso chiunque fosse non credente, ateo, agnostico, oppure ebreo, musulmano, o comunque non cattolico, quasi fossimo andati a ritroso nel tempo fino a precipitare nuovamente nell'epoca dello Stato pontificio e del potere temporale dei papi. Pertanto, da buon eretico oso sfidare l'ira nazional-popolare, procedendo controcorrente e provando, se possibile, ad esprimere un punto di vista nettamente discorde rispetto al clima di conformismo neoguelfo e filoclericale che si è diffuso negli ultimi giorni a livello mediatico.



Perché dovrei desiderare il Padre d'altri ?
di Roberto Renzetti

I meriti di Giovanni Paolo II, se vi sono stati, riguardano i credenti. Non si pretenda unanimità sul suo operato perché questo sarebbe un fatto di fede e non un fatto che attiene alla democrazia repubblicana ed alla nostra Costituzione. Questo è un Paese laico che solo per una disgraziata circostanza rapportabile a fascismo e craxismo ha un Concordato con la Chiesa. Oggi con i liberali spariti, con i comunisti (ex, molto ex) a cui ci si riferisce incautamente diventati dei baciapile (o ipocriti) di prima grandezza, resta a pochissime persone dire qualcosa che esce da un coro penoso di tutti con tutti, con rarissime eccezioni.

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Rondine bianca
di Mino Rollo

Posata
sul sorriso del bimbo
sul dolore del mondo
sulla fede del Giusto
sulla speranza dei giovani.
Sei ritornata
al tuo Nido.
Ma non abbiamo paura.



Riforma della Costituzione o colpo di Stato?
di Pierluigi Nannetti

Quando viene affrontato il tema della revisione della Costituzione, c'è un punto fondamentale, che, generalmente, viene presupposto o viene del tutto dato per scontato. Si tratta della questione se il popolo, attraverso i suoi rappresentanti o direttamente (attraverso referendum), abbia o no un potere sovrano di apportare qualunque cambiamento alla Costituzione. La questione, secondo me, è inquinata dalla convinzione, ormai interiorizzata e assoluta, che la sovranità popolare sia un principio indiscutibile nelle democrazie moderne e che, dunque, ogni decisione sia possibile, basta che in qualche modo tale decisione sia conforme alla sovranità popolare e che questa si possa esprimere in maniera inequivocabile.



Democrazia ambigua
di Aldo Ettore Quagliozzi

Ora che abbiamo ammirato il pio Bush il giovane genuflesso davanti alla salma del pontefice di Roma, potendone non più temere l'incerta voce e le infuocate parole pronunciate contro la sua guerra preventiva, alle quali parole oppose a suo tempo senza mezzi termini i suoi " non possumus " di petroliere; ora che ritorna la politica ad occupare le prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo ed a riempire di immagini crudeli i video del pianeta Terra progredito e cristianizzato; ora che il luttuoso evento chiude immancabilmente una pagina della storia del ventunesimo secolo senza ancora poterne intravedere gli sviluppi, ci soccorre l'analisi di Noam Chomsky, americano di nascita, linguista di fama mondiale, esponente della sinistra radicale nordamericana e dal 1955 professore di linguistica all'Mit di Boston.



Raccontare la città
di Mario Menziani

"Ascoltare i cittadini" è diventato un po' il let motiv delle più recenti campagne elettorali. La scuola, la cara, vecchia, sgangherata scuola, pur in difficoltà, ci può giustamente ricordare che l'attività dell'ascolto non è un'attività semplice, che occorrono prerequisiti; mentre, dall'altra parte, il narratore, se vorrà rendere comprensibile il proprio discorso al destinatario che lo ascolta, dovrà servirsi di un codice appropriato, comune.
La complessità degli abitanti della città rende difficile la narrazione, altrettanto il suo ascolto. Ma non impossibile, se la Politica si assume la responsabilità di essere mediatrice tra le parti e guida nella costruzione comune.



Non vendere la pelle dell'orso prima...
di Aldo Ettore Quagliozzi

Berlusconi non ha rappresentato mai un momento politico di discontinuità, la politica nuova o diversa; non la rappresenterà mai e poi mai, ha fatto tutte le sue scelte politiche nella più assoluta continuità con quell'italietta da lui tanto disprezzata, che gli ha consentito gli arricchimenti improvvisi e sospetti che oggi mostra spavaldamente e di cui gode i frutti.



Liberazioni incompiute
di Grazia Perrone

"Attraverso queste maglie del decreto di amnistia noi abbiamo visto uscire non soltanto coloro che dell'amnistia erano meritevoli, cioè coloro che avevano commesso reati politici di lieve importanza, ma anche gerarchi: Sansonelli, Suvich, Pala; abbiamo visto uscire propagandisti e giornalisti che si chiamano Giovanni Ansaldo, Spampanato, Amicucci, Concetto Pettinato, Gray. Costoro, per noi, sono più responsabili di quei giovani che, cresciuti e nati nel clima politico pestifero creato da questi propagandisti, si sono arruolati nelle brigate nere ed in lotta aperta hanno affrontato i partigiani e ne hanno anche uccisi (...) Attraverso queste maglie abbiamo visto uscire coloro che hanno incendiato villaggi con i tedeschi, che hanno violentato donne colpevoli solo di aver assistito i partigiani (...) Abbiamo visto uscire una parte della banda Kock, la Marchi, la Rivera, Bernasconi (...) Ricordiamo che l'epurazione è mancata: si disse che si doveva colpire in alto e non in basso, ma praticamente non si è colpito né in alto né in basso. Vediamo ora lo spettacolo di questa amnistia che raggiunge lo scopo contrario a quello per cui era stata emanata: pensiamo, quindi, che verrà giorno in cui dovremo vergognarci di aver combattuto contro il fascismo e costituirà colpa essere stati in carcere ed al confino per questo. (...)". (Sandro Pertini - intervento all'Assemblea Costituente all'indomani dell'amnistia ai fascisti avvenuta il 22 giugno 1946).



I fatti della storia
di Giuseppe Aragno

Sessanta 25 aprile sono una lunga successione di eventi, un lungo incontrarsi e scontrasi di fatti e di persone: la storia della Repubblica, la mia storia, la nostra storia. E la foce alla quale la corrente ha trascinato ogni cosa ora è davanti a noi. Questa festa della Liberazione, occorre dirselo chiaramente nonostante l'amarezza, chiama ad un appello: la Costituzione della Repubblica, che di un 25 aprile fu figlia, è stata gravemente ferita ed occorre aiutarla. Se mi lascio alle spalle tutto quello che è stato, come fosse una sorgente, per la prima volta mi accorgo di non sapere dire quale sia la riva destra e quale la sinistra. So che alla foce rischia di annegare un mondo. Dovesse accadere, destra o sinistra conterebbe assai poco.



Il fosco periodo delle passate assurdità
di Anna Pizzuti

E' possibile rinvenire in tutti gli atti prodotti dal governo della destra in questi quattro anni una costante. I bersagli veri sono colpiti prima attraverso
atti "collaterali", tiri preparatori, di avvicinamento - il giaciglio sul quale la ragione si adagia per cominciare il suo sonno - e solo in ultimo si arriva a sferrare il colpo finale. E' accaduto per la giustizia, per l'informazione, per la scuola. Sta accadendo ora per la Costituzione, il bersaglio per eccellenza.



 

Brevi di cronaca

PER LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE ITALIANA



UN APPELLO

Accettata a un famoso convegno mondiale la tesina burla di tre studenti
Corriere online - 16-04-2005
Volevano dimostrare la superficialità di alcuni simposi promossi da studiosi di rango e ci sono riusciti nel modo più eclatante: la loro incomprensibile presentazione accademica, un flusso di coscienza costruito con frasi estratte da altri documenti rastrellati in rete, è stata accettata in un battibaleno dagli organizzatori.
La ricerca era un incredibile compendio di assurdità ben rilegate. Furibondi per la pubblicità non gradita, gli organizzatori della conferenza hanno assicurato che in futuro i metodi di selezione delle ricerche ammesse cambieranno radicalmente e saranno più rigorosi. Per evitare altro clamore non hanno nemmeno ritirato l'invito ai tre studenti, che, dal canto loro, decisissimi a non mancare, hanno lanciato una colletta per poter pagare le spese di viaggio.

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Milano: Scuole occupate per tutta la notte contro la riforma.
Corsera ed. milanese - 16-04-2005
Aule occupate per tutta la notte. Da studenti, genitori. E, per la prima volta, anche da professori. Lezioni in pigiama. Proteste, assemblee, dibattiti. Ma anche musica, danze, film e pièces teatrali. Adulti e ragazzi tutti insieme. A parlare di scuola. Senza voti o interrogazioni. Ma discutendo e confrontandosi. In una «giornata occupata» per difendere l'istruzione pubblica e contestare la riforma degli otto licei. Hanno ballato e cantato, fatto proposte e preparato merende, suonato e recitato. Migliaia di insegnanti, genitori e ragazzi di quaranta istituti superiori di Milano e Provincia hanno accolto, ieri, l'invito di Retescuole a mobilitarsi per chiedere il ritiro della bozza di decreto del ministro Moratti.

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La riforma Moratti non ha più futuro
Margherita Lombarda - 15-04-2005
Non è forse più il tempo delle mobilitazioni contro, ma quello delle proposte concrete di cambiamento, delle quali le forze politiche dell'Unione dovranno farsi non solo promotrici, ma anche punto di riferimento, raccogliendo veramente la voce della scuola sino ad ora da più parti ignorata.
Da parte nostra riteniamo che il confronto non possa ripartire da zero, una riforma è stata votata dal Parlamento e in parte attuata: andrà corretta, modificata sostanzialmente nei suoi decreti attuativi, ma non cancellata con un tratto di penna, come promise Berlusconi per la riforma Berlinguer nella passata campagna elettorale.

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Il 9 novembre sarà la giornata della libertà
Corriere della Sera - 14-04-2005
D'ora in avanti il 9 novembre sarà la «Giornata della libertà». Lo prevede una legge approvata dalla Camera con 247 sì, 206 no e 5 astenuti. Tutto il centrosinistra ha votato contro contestando l'opportunità della legge. Quindi il 9 novembre sarà la «Giornata della libertà» in ricordo dell'abbattimento del muro di Berlino avvenuto nel 1989, «evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo». In occasione della ricorrenza saranno organizzati cerimonie ufficiali e approfondimenti nelle scuole «che illustrino il valore della democrazia e della libertà evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarismi passati e presenti».
In Germania il giorno dell'abbattimento del muro non viene commemorato, invece è festa nazionale il 2 ottobre, giornata della riunificazione tra Germania Est e Germania Ovest.

NEI COMMENTI IL DIBATTITO PARLAMENTARE

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La realtà tragica della scuola
Repubblica Milano - 14-04-2005
La scuola, una nave dei folli alla deriva. Gli ultimi venti anni sembrano aver scavato un abisso tra il mondo adulto e quello giovanile.Viviamo con i nostri alunni una relazione corrosa da passioni tristi. Struggimento per il passato, angoscia del futuro, inabitabilità del presente. La notizia che studenti e insegnanti occuperanno assieme alcune scuole milanesi contro la riforma Moratti, che smetteranno di combattersi per fare fronte comune contro il comune nemico, è perciò una notizia radiosa. È l´immagine di un abbraccio letale tra combattenti che si trasforma in un abbraccio curativo. Una fisioterapia reciproca.

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Il Tribunale di Castrovillari condanna dirigente scolastico
sindacato SAB - 13-04-2005
Il sindacato SAB della Gilda-Unams tramite il segretario generale prof. Francesco Sola che ha patrocinato tutto il contenzioso non può che esprimere soddisfazione per tale nuova decisione di un Tribunale che condanna i dirigenti scolastici i quali non vogliono ancora recepire la natura privatistica del rapporto di lavoro nel comparto scuola e che i contratti di lavoro, una volta sottoscritti, bilateralmente, tra lavoratore e dirigente, non possono essere revocati unilateralmente dal solo dirigente.
Nella sentenza si legge che, nell'ambito della c.d. privatizzazione del rapporto di pubblico impiego, i contratti di lavoro stipulati tra il personale della scuola e l'Amministrazione datrice di lavoro debbano essere inquadrati nell'ambito privatistico, con la conseguente soggezione alle regole di diritto comune.
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Lettera aperta alla signora Letizia Brichetto Moratti
da Retescuole - 12-04-2005
Lei ha certo i mezzi per constatare che la Sua proposta di riforma incontra la forte opposizione della maggior parte di chi nella scuola vive e lavora.
Il risultato delle ultime elezioni regionali ha reso ancora più evidente che la maggioranza dei cittadini italiani non pare soddisfatta dell'insieme delle proposte di riforma del Governo, tra le quali quella della scuola ha un rilievo indubbiamente particolare.
Dunque, Lei non potrà non convenire che l'insoddisfazione nei confronti di essa travalica i confini del mondo della scuola.

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Filmati osceni nei bagni degli studenti
Repubblica.it - 12-04-2005
Una squallida storia di pornografia a buon mercato quella di cui si sta occupando la squadra investigativa del commissariato Romanina della Capitale. Il titolare di una scuola privata romana per l'accesso ai diplomi di scuola media e superiore aveva piazzato una web-cam nel bagno dell'Istituto con la quale confezionava filmati osceni. L'uomo è stato denunciato per violazione della legge sulla privacy.
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Intervista con Gad Lerner
Laura Tussi - 11-04-2005
Il nodo più difficile da sciogliere perché rischia di essere impopolare in un Paese benestante quale continua ad essere l'Italia, nonostante il suo declino e le evidenti debolezze di competitività, è il fatto di essere una nazione che ha ancora una base di ricchezza diffusa importante che magari si consuma lentamente, ma consente livelli e stili di vita che naturalmente la gente con ragione vuole difendere e nonostante questa situazione noi sappiamo che il problema della stabilità, della pace e della giustizia sociale nel mondo, passa attraverso un riequilibrio delle risorse.

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Aggiornamento graduatorie permanenti
UNAMS-scuola - 11-04-2005
Si rendono note le principali novità introdotte dal DDG del 31.3.2005 con cui si decreta l'aggiornamento delle graduatorie permanenti in applicazione delle disposizioni contenute nella L 143/2004 e successive interpretazioni autentiche di cui all'art. 8 nonies della L. 186/2004.

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Tam Tam

A SCUOLA DI COSTITUZIONE:



Da Forlì un'iniziativa per coinvolgere scuole e studenti

La Rai, un gran servizio pubblico davvero...
Reporter Associati - 16-04-2005
 espressioni 
Veramente raccapricciante che la Rai mobiliti la redazione del Tg Uno per dare la diretta dei funerali di Ranieri di Monaco. Una circostanza pietosa. Un paese che si vorrebbe laico e repubblicano capace solo di onorare re e chiese in tale maniera. Perchè Rai Uno manda la diretta? Perchè onorare il re di una monarchia costituita da un re-brigante che è un'anomalia europea, regno del riciclaggio, del segreto bancario, buen retiro e rifugio fiscale per quegli italiani che non lavorano, ma semplicemente possiedono patrimoni enormi?

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Sindacati, militari, giornalisti: tutti contro le leggi di guerra della Destra
L'Unità on line - 16-04-2005
 NO WAR 
Niente da fare. È nuovamente slittata la discussione alla Camera sulla legge delega per la revisione dei codici penali militari di pace e di guerra. La notizia dell'ennesimo rinvio è giunta con sollievo durante un sit-in di protesta davanti a Montecitorio indetto dall'ampio fronte del no alla legge. Una rete di associazione e movimenti che va dalla Federazione Nazionale della Stampa al Cocer, da Rete Lilliput alla Cgil Funzione pubblica, dall'Arci all'Amid, e che si sta battendo per bloccare l'iter della legge. Per il momento il tentativo sembra aver trovato sponda politica all'interno dell'aula di Montecitorio.
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Domanda!
Forumscuolaimola - 15-04-2005
 curiosità 
...visto che c'è ancora qualche problema urgente da risolvere: riforma, contratto, organici, precariato, perchè le OOSS firmatarie chiedono invece ore in più di assemblea sindacale per piazzare i loro prodotti finanziari?

dal sito Cgil

Campagna di adesione al Fondo Espero: ore aggiuntive per le assemblee nella scuole

Inoltro la circolare richiesta al MIUR dalle Organizzazioni Sindacali al fine di concedere in deroga ulteriori ore di assemblee in orario di lavoro per poter svolgere la campagna di adesioni al fondo Espero.

Roma, 12 aprile 2005.
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Consiglieri o consigliori?
Aldo Ettore Quagliozzi - 14-04-2005
 riletture 
Questa maggioranza, questa destra, questo (mal)governo, possedevano la cultura del governare a nome di tutti i cittadini del bel paese, o semmai possedevano solo la cultura del (mal)governo della cosa dei pochi, del gruppo, della famiglia nella accezione più bieca di questo mondo?
Ha mai provato questa maggioranza, questa destra, questo (mal)governo ad allargare i suoi angusti e meschini orizzonti per includere l'altra metà del bel paese che seppur sconfitta aveva diritto ad essere ugualmente governata ed esigeva scelte che fossero indipendenti dal colore politico vincente del momento, ma che avessero la caratterizzazione di scelte fatte a nome del popolo italiano?

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Giorgio Morandi
Ass. Iniziative Culturali Provincia di Cremona - 14-04-2005
 arte 
Fino al 26 giugno 2005 il Museo civico Ala Ponzone di Cremona ospita la mostra Giorgio Morandi. Amici, critici e collezionisti, curata da Mina Gregori e Maria Cristina Bandera e organizzata dall'APIC di Cremona in coproduzione con la Fondazione Roberto Longhi di Firenze. Un'esposizione importante che, accanto alle dieci tele del pittore appartenute a Roberto Longhi e alla moglie Anna Banti - conservate a "Il Tasso", la casa che fu di Longhi, a lungo frequentata da Morandi, oggi sede della Fondazione intitolata allo storico dell'arte - propone dipinti, incisioni, acquerelli e disegni destinati ad altri amici, critici e collezionisti fiorentini, per un insieme di 39 capolavori di uno dei più grandi artisti del Novecento.

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La scuola che verrà
Ilaria Ricciotti - 13-04-2005
 ilforasacco 
Il forasacco ha pensato di utilizzare questo mezzo mediatico per far esprimere la classe docente sull' idea che ha di scuola, utilizzando possibilmente anche i lavori fatti per e con i ragazzi. Fino ad ora purtroppo in questa rivista soltanto qualche insegnante infatti ha reso partecipe i lettori del lavoro svolto a scuola, a proposito di...., quando al contrario ogni scuola porta avanti, spesso con sacrificio, numerose attività, interessanti e bellissime.
potremmo tentare di delineare un'idea di scuola che sia comune alla stragrande maggioranza di chi la scuola la vive ogni giorno. Cominciamo allora a parlare dei nostri edifici.

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Invito a Bologna
Anna Di Gennaro Melchiori - 13-04-2005
 comunicato 
Sabato 16 Aprile alla Fiera DOCET verrà presentato il libro "Scuola di Follia" a cura di Vittorio Lodolo DOria.
Nel testo corredato dalle autorevoli presentazioni dellex-ministro (MIUR) Tullio De Mauro e del neuropsichiatra Giovanni Bollea, il medico milanese denuncia lo scottante fenomeno del disagio mentale dei docenti, ricorrendo ai casi clinici osservati in Commissione Medica per lInabilità al Lavoro.
Una questione che - sottolinea l'autore - è ostinatamente rigettata da un'opinione pubblica imbevuta di stereotipi negativi sugli insegnanti, è per lo più sconosciuta agli stessi operatori scolastici e viene completamente ignorata dal mondo medico-scientifico che, non studiandola, non sa come trattarla e prevenirla.

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Armi leggere, guerre pesanti
rete Lilliput - 12-04-2005
 NO WAR 
Dal 16 al 20 aprile a Brescia, si terrà EXA, rassegna di armi leggere, terza al mondo per ampiezza espositiva che si presenta come una vetrina dove gli appassionati del settore possono ammirare armi sportive e dell'outdoor. Dal 15 al 17 aprile sempre a Brescia, in p.zza della Loggia, si terrà la Fiera per la Pace, un luogo aperto di dibattito, iniziative e proposte alternative alla guerra e alla produzione di armi con iniziative,libri,concerti, commercio equo-solidale. Durante le giornate di ExPA si raccoglieranno le firme per la legge regionale di iniziativa popolare per la riconversione delle fabbriche d'armi.
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La rieducabilità soggettiva
Laura Tussi - 11-04-2005
 grande cocomero 
Nessuna esperienza educativa si risolve nell'imporre modelli, regole di comportamento e nel soddisfare bisogni, ma deve preoccuparsi di affinare la capacità soggettiva di attribuire senso, significato e valore al mondo e alla realtà, sollecitando la consapevolezza del proprio specifico e inalienabile apporto nell'imprescindibile contributo nella costruzione del reale e di sviluppare la capacità di negoziare con l'altro le interpretazioni e i valori attribuiti al mondo. Il ragazzo deve poter vivere in una situazione accettabile dal punto di vista dei suoi bisogni fisici e psicologici, perché possa giungere a ripensare la propria visione interpretativa del mondo.
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Global Week of Action
Redazione - 11-04-2005
 proposta 
Una settimana, dal 10 al 16 aprile 2005, durante la quale promuovere incontri, iniziative e dibattiti ed altri eventi per sollevare l'attenzione sui problemi degli attuali accordi commerciali e proporre delle alternative. Le organizzazioni, le campagne, le reti ed i singoli cittadini di tutto il mondo sono chiamati a dare il loro contributo per quella che potrebbe essere la più grande mobilitazione mondiale mai realizzata su questi temi. Il messaggio comune è:
- NO all'imposizione ai più poveri di accordi commerciali ingiusti, di liberalizzazioni e privatizzazioni indiscriminate
- SI al diritto di ognuno al cibo, ad una vita degna, all'acqua, alla salute ed all'educazione
Sono già diverse decine i paesi, di ogni continente, nei quali sono previste delle iniziative per denunciare le attuali politiche commerciali e proporre delle alternative.

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 Siti consigliati 
Dialogo
Sito realizzato dagli studenti dell'I.T.C. Marchetti di Gemona del Friuli e dagli studenti del Liceo Linguistico di Krasnodar, Russia meridionale. Vi publichiamo una ricerca di carattere storico svolta sui due diversi territori e coordinata in ambiente di "aula virtuale". A più di 2000 km di distanza studenti russi e italiani per mesi hanno lavorato assieme, raccolto dati, progettato i percorsi didattici. Con questo lavoro parteciperemo a un concorso internazionale indetto dall' "American Council" assieme ad altre 250 scuole di tutto il mondo.

Fondazione Don Primo Mazzolari
La Fondazione Don Primo Mazzolari si impegna per tenere vivo l'interesse culturale attorno al parroco di Bozzolo, per stimolare studi e ricerche sulle sue opere e sul suo pensiero, per custodirne l'archivio e la biblioteca. L'impegno per l'evangelizzazione, la pacificazione, la costruzione di una nuova società più giusta e libera costituirono i cardini dell'impegno di don Mazzolari dal 1945 in poi. Anni più tardi, Paolo VI dirà di lui: «Lui aveva il passo troppo lungo e noi si stentava a tenergli dietro. Così ha sofferto lui e abbiamo sofferto anche noi. Questo è il destino dei profeti».

Progetto Milano 2006
Noi, semplici cittadini elettori, vogliamo rivendicare e rilanciare per Milano e i suoi cittadini il grande ruolo che la storia le ha assegnato e che le sue risorse, ancora enormi, rendono possibile. Per fare ciò ci vuole un progetto politico di grande respiro e una intensa partecipazione. Al centro del Progetto abbiamo posto tre valori guida: Lavoro, Cittadinanza e Solidarietà. Nel Progetto si presentano alcune linee di carattere generale che sottoponiamo a una serrata discussione.

f u o r i r e g i s t r o
FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rivista intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze. Questo il Progetto.
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In redazione: Emanuela Cerutti (coordinamento), Giuseppe Aragno, Marino Bocchi, Grazia Perrone, Anna Pizzuti.
Collaborano: Rolando Borzetti, Pierangelo Indolfi, Ilaria Ricciotti. Cura il sito Maurizio Guercio.

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