Newsletter precedente Newsletter successiva  

Fuoriregistro del 24/04/2005 - a.s. 04/05
f u o r i r e g i s t r o
newsletter del 24/04/2005

Sommario

ORIZZONTI

Alle radici del nostro presente

di Giuseppe Aragno
Un atto indegno
di Ilaria Ricciotti
I paesi più poveri del mondo condannati dall'indifferenza
di Aldo Ettore Quagliozzi
Meglio tardi che mai!
di Roberto Renzetti
Con clava
di Virginia Mariani
A proposito di vandalismo
di Noemi Lovei
Giovani a volto scoperto
di Vincenzo Andraous

PAESE SCUOLA

Censure scolastiche

di Aurora Leone
Grave abuso di potere in provincia di Modena.
di Miha
Così non si valuta il sistema
di Comitato Soliera
Due linee per la valutazione, vediamo qual è la migliore.
di Giancarlo Righini
Otto ragioni per non condividere le prove Invalsi
di Un gruppo di insegnanti del circolo Montaldo - Genova
Abrogare le leggi Moratti
di Cobas Scuola


Alle radici del nostro presente
di Giuseppe Aragno

Che la Resistenza sia stata praticamente "rossa" e figlia di comunisti e compagni, e che la Costituzione che da essa nacque, sia ormai di conseguenza un anacronistico impaccio da cui "liberare il Paese", non è, come tentano di farci credere i padri spirituali della "seconda repubblica", il prodotto di una recente ed originale riflessione. Tutt'altro. La destra lo sa bene, gran parte del centro sinistra lo ignora, non so se per connaturata doppiezza, o per povertà culturale che lo contraddistingue. Alle spalle di questo "teorema" ci sono motivi cari a quella parte del fascismo che, dopo la guerra, conservò impunemente le sue radici, dando frutti via via più velenosi. In questo senso, non è casuale che la nascita della cosiddetta "seconda repubblica", così come "pensata" dai padri spirituali del definitivo "sdoganamento" di Fini e compagni e della "Bicamerale", passi per la via condivisa della "pacificazione" e, quindi, della "parificazione": da sinistra, per esser chiari, i "ragazzi di Salò" e da destra l'equazione "Foibe - Resistenza". Non è casuale e - ciò che più conta - rischia di favorire l'affermazione di un moderno fascismo.

L'anticomunismo quasi berlusconiano che affligge buona parte degli ex comunisti - incapaci di fare serenamente i conti con la propria storia - ha, di fatto, spianato la via alla formula dei "totalitarismi che sono tutti uguali": più che gridare allo scandalo per la Costituzione aggredita, occorrerebbe smetterla una buona volta di fare da sponda ai revisionisti.
Alle radici della "seconda repubblica" c'è l'equiparazione del fascismo al comunismo. Checché ne pensino gli ideologi della politica senza ideologia, l'equazione è fascista e il valore della "ics" per cui essa risulta verificata, l'aveva già trovata uno dei teorici dello "Stato Corporativo", che il 20 dicembre 1945 così annotava nel suo diario:

"Fascismo e comunismo. Bisogna dare atto a Gide che ci voleva un certo coraggio morale a scrivere, nel 1931: Et si j'approuve la contrainte soviétique, je dois approuver également la discipline fasciste .
Un antifascismo comunista, fondato sull'accusa di liberticidio, di dittatura, di pugno duro, d'accentramento di poteri, di statalismo, di 'dirigismo', e chi più ne ha più ne metta, è un non senso. Lo stesso non senso d'un anticomunismo fascista, basato sui medesimi argomenti. Se Mussolini è morto ancora in pieno cesarismo, Stalin vive ancora in pieno zarismo: due parole, si sa, sinonime. [...] Quei democratici che collaborano coi comunisti in nome dell'antifascismo o non sanno quel che fanno o sono degli ironisti. L'antitesi tra comunismo era (o è) di metodo, il primo anticipando quell'unificazione sociale, quella classe unica, cui il secondo sarebbe ineluttabilmente giunto, se invece che sul formalismo amministrativo e burocratico del partito. [...] Un antifascismo comunista serio dovrebbe non combattere il fascismo che fu, la il potenziale fascismo insito nelle dittature comuniste che, sul modello russo attuale si vanno instaurando in Europa. Conclusione provvisoria: l'antifascismo che intenda restaurare la libertà democratica, non può non essere implicitamente anticomunista; l'antifascismo che intenda instaurare una nuova concezione e prassi della libertà, coincide col migliore e più autentico fascismo".

Il "democratico" così preoccupato delle sorti dell'antifascismo era Giuseppe Bottai che, partito dall'esperienza di ras delle squadracce di Tivoli, creò e diresse per venti anni "Critica Fascista", fu l'uomo della "Carta del Lavoro" e di quella della scuola, resse l'INPS, fu governatore di Addis Abeba e guidò il Ministero dell'Educazione Nazionale. Protagonista del ventennio, pensò ed impose con Grandi l'ordine del giorno che al Gran Consiglio mise in minoranza Mussolini. "Custodito" in Vaticano - ebbe una crisi "mistica" - si arruolò nella legione straniera, combattendo contro i nazisti, e fu assolto dall'ergastolo, cui era stato condannato per il suo passato di altissimo gerarca fascista, grazie alla sanatoria che consentì l'ennesimo "tutti a casa" di questo nostro disgraziato Paese. Fece ritorno a Roma nel 1948 e vi morì a gennaio del 1959. Rifiutò di rientrare in politica - la DC premurosa gliene aveva offerto l'occasione - ma fu l'ispiratore de "Il Popolo di Roma", che aggregò monarchici, liberali, missini e uomini della destra democristiana - fascisti riciclati come lui - pronti a sostenere la DC, in modo che essa non dovesse fare apertamente ricorso al MSI di Almirante, padre putativo di Gianfranco Fini.
Bottai, a suo modo, era stato repubblicano e non repubblichino. Non vide - non poteva giungere a vederla - la crisi del sistema politico nato dalla Resistenza, ma la sua idea fascista di Italia antifascista l'abbiamo davanti ogni giorno: è viva, concreta, ha anima e corpo. Vendetta sua postuma e vergogna di quanti oggi si strappano vesti e capelli perché si "vuole colpire a morte la Costituzione", come se il colpo non fosse partito da chi ha tenuto a battesimo la "seconda repubblica". Paradossalmente persino Bottai dissentirebbe per le medaglie appuntate sul petto dei ragazzi di Salò che, se l'avessero avuto tra le mani, gli avrebbero fatto la pelle, mentre la prima civilissima prima repubblica lasciò che vivesse. A riabilitarlo ci ha pensato la "seconda". Quella della Bicamerale, del sangue dei vinti, dei giorni della memoria smemorata. che in fondo ha sognato Bottai.



Un atto indegno
di Ilaria Ricciotti

Vedendo in TV le pochissime sequenze trasmesse in riferimento a quanto successo ad una bimba americana di 5 anni, non ho potuto fare a meno, ancora una volta, di chiedermi chi difende questi bambini dalle violenze psico-fisiche esercitate dagli adulti nei loro confronti.
Essi sono indifesi di fronte alle loro angherie manifestate da uomini e donne frustrati, con psicopatie a volte latenti o che odiano un "mestiere" non scelto con consapevolezza ed amore.


I paesi più poveri del mondo condannati dall'indifferenza
di Aldo Ettore Quagliozzi

Torna a me sempre cara una personale convinzione, delle più crudeli ed inumane; per quanto ci si possa riempire la bocca di buoni propositi, il mondo ricco, cristianizzato, tecnologicamente avanzato, si industrierà sempre per limitare la partecipazione del resto delle umane genti allo scialacquio planetario, al fine di salvaguardare gli equilibri energetici ed ambientali del pianeta Terra, condannando scientemente quindi la gran parte dell'umanità all'indigenza ed al sottosviluppo, non avendo strumenti adeguati di progresso ecologicamente compatibile con le risorse prelevabili e limitate.


Meglio tardi che mai!
di Roberto Renzetti

Il comunicato dell'ETUCE/CSEE, la federazione dei sindacati della scuola dei paesi membri della UE sul rapporto intermedio relativo agli obiettivi di Lisbona nel settore istruzione e formazione si sofferma soprattutto su due elementi: la scarsa attenzione data agli obiettivi d'inclusione sociale e di educazione all'uguaglianza e alla cittadinanza attiva e le nuove proposte relative al proseguimento degli 11 gruppi di lavoro, attivati nel 2002, che hanno avuto il compito di monitorare gli obiettivi di Lisbona.


Con clava
di Virginia Mariani

"Morto un papa, se ne fa un altro" e l'elezione di PAPA RATZInger è stata proprio un'istantanea. Allora fisserà i suoi obiettivi, metterà bene a fuoco, immortalerà per sempre. Di transizione, fra un Mozart e un Beethoven al pianoforte, ma una toccata e fuga che lascerà il suo dogma.
[ leggi (2 commento/i) ][ commenta ] [ sommario


A proposito di vandalismo
di Noemi Lovei

Quando ci si trova a corto di idee (nuove) e di tempo, si ritorna alle cose vecchie.
Come mi ha riferito un vero intenditore, oggigiorno si ristampano e si pubblicizzano libri scritti circa vent'anni fa. Niente di male, soprattutto se sono libri "buoni" e se l'operazione editoriale è fatta con il criterio dell' "onestà professionale", ovvero: se i libri in questione non vengono presentati come nuovi.
A pensarci bene, è giusto ogni tanto spolverare qualche volume già letto, invece di produrre fiumi di parole "nuove", rileggere parole sagge che non hanno bisogno di essere parafrasate... a proposito, per esempio, di vandalismo.
Manca poco alla fine dell'anno scolastico, e nel Napoletano, la chiusura sembra avvenire nel segno dell'inizio. Ricordate gli episodi di vandalismo di settembre? Quella volta, ne erano protagonisti il Nord e il Sud senza alcuna distinzione. Di un nuovo capitolo si ha notizia sulle pagine napoletane di La Repubblica, il 14 aprile:

«Sono entrati nel liceo scientifico "Severi" di Castellammare di Stabia per cospargere aule e corridoi di creolina, ma sono stati bloccati dai carabinieri che li hanno sorpresi mentre, a bordo di un motorino, tentavano di fuggire. Due ragazzi di 15 e 17 anni sono stati denunciati perché accusati di voler danneggiare l'istituto. /.../ Per i carabinieri, i due adolescenti, il più piccolo dei quali frequenta ancora il liceo, avevano da tempo progettato il raid vandalico.
A Napoli, intanto, in via Casanova, alcuni ragazzi hanno lanciato due bottiglie molotov nel cortile di una scuola. Annerite dal fuoco le scale dell'istituto.
»

Spinta dalla voglia di capire e mettere ordine nei pensieri, ho fatto ciò che, distratta da impegni, non sono riuscita a fare in settembre: ho riletto un libro scritto da Melita Cavallo, attualmente presidente della Commissione per le adozioni internazionali e nel passato, giudice minorile a Milano e a Napoli. Il libro si intitola "Ragazzi senza" e, a dir la verità, non è proprio "vecchio" poiché è stato edito da Bruno Mondadori nel vicino 2002. Si tratta di un'analisi profonda e coinvolgente, capace di illuminare quel nero reale e simbolico che avvolge le scale di tanti istituti scolastici... come quello di cui si legge nella cronaca napoletana.
Il brano che segue è tratto da questo volume.

«La scuola nei territori di frontiera, non essendo adeguatamente attrezzata, perde così migliaia di ragazzi, li vede a poco a poco allontanarsi, e li abbandona alla strada, ai boss del quartiere. Sono ben convinta che non sono mai i ragazzi ad abbandonare la scuola; è la scuola ad allontanarli, a non farsi carico dei loro problemi, a non decifrare i loro messaggi di aiuto, a non essere capace di capirne il profondo, anche se celato, desiderio di appartenenza a quella struttura dalla quale si sentono invece progressivamente esclusi, come diversi e indesiderati.
/.../ Il sistema, dunque, non essendo attrezzato a dare risposte ai minori provenienti dall'area dello svantaggio, finisce con il provocare inesorabilmente l'allontanamento e il conseguente abbandono della scuola da parte degli "alunni difficili", portatori di una sottocultura inaccettata; ne abbassa il livello di autostima e li accomuna, favorendone l'aggregazione in gruppi, nei quali è modello vincente la violenza in ognuno di loro latente.
Sono espressione di questo fenomeno gli atti vandalici sulle strutture scolastiche, che si segnalano su tutto il territorio nazionale, di cui sono autori i ragazzi difficili, emarginati e rifiutati dal sistema scolastico. I dati disponibili mostrano che la quasi totalità dei fatti si sono verificati nelle zone più svantaggiate delle grandi periferie urbane. Spesso le scuole hanno dovuto circondarsi di muri perimetrali altissimi, sovrastati da pesanti reti metalliche, e apporre sbarre alle finestre, per avere subito ripetutamente veri e propri assalti all'edificio, con il risultato che la scuola ha assunto l'aspetto di un carcere!
/.../ La scuola dell'obbligo deve attivare in ogni ragazzo le potenzialità esistenti, attualizzarle, esaltarle, coordinarle con quelle degli altri ragazzi della classe. A tal fine deve attuare programmi mirati, personalizzati, perché ogni ragazzo possa sentirsi accettato, gratificato e non mortificato nel rapporto con la scuola. Se un ragazzo non è accolto e amato dalla scuola, se non è neppure in minima parte valorizzato, non può frequentarla, perché non è in grado di sostenere il distress psicologico e la frustrazione dello scacco, e in qualche modo reagirà. Ma l'unica modalità a lui nota è quella violenta: così danneggerà le suppellettili, quella lavagna, quel banchetto, quella sedia, o - meglio ancora - quella terribile cattedra; allagherà la stanza dei computer, dove per punizione non gli permettono mai di entrare; incendierà la biblioteca, dove non gli consentono di accedere, né tantomeno di prendere un libro; ingiurie e minacce alle maestre, pestaggi ai "primi della classe" non si contano. Sono chiari segnali di un forte disagio esistenziale che, se non verrà raccolto, esploderà in condotte reato ben più gravi.
»



Giovani a volto scoperto
di Vincenzo Andraous

A tutt'oggi il carcere non lo si riesce a piegare a nessuna utilità sociale, anzi rimane il maggior riproduttore di sub-cultura: entrano uomini ed escono bambini, entrano bambini ed escono pacchi bomba.....per giunta senza fissa dimora.
Sembra che non esistano strutture alternative al carcere per i minori, erroneamente ho sentito parlare di inesistenti binari rieducativi, quando invece a mio parere, non c'è nulla da rieducare in chi non ha mai avuto un vero accompagnamento educativo.



Censure scolastiche
di Aurora Leone

Silvestro fu ucciso nel 1997, nella campagna napoletana: aveva nove anni. Il suo cadavere non fu mai ritrovato, ma pare che i genitori abbiano riconosciuto pezzi di abiti del bambino in una valigia abbandonata. Questa la notizia su un quotidiano locale. Notizia in tono minore. Non si è ripetuto l'irrispettoso assedio dei giornalisti della prima volta e non si può non pensare che ci sia altro di ben più importante della vita di un bambino di cui interessarsi sulla stampa nazionale!
Con i ragazzi, nella scuola che frequentava, non se ne parla. Solo qualche parola tra gli insegnanti. Il fratellino è assente e qualche studente che abita nella frazione dove risiede la famiglia di Silvestro ogni tanto si isola dal resto della classe e resta silente in un angolo, pensieroso ed incredulo; forse non sapevano nulla di questa tristissima storia, nessuno gliene aveva parlato; ed ora, di colpo, rispunta la realtà sotterrata là dove i resti del bambino non c'erano ancora: il benpensare dei nostri dirigenti/governanti. Sicuramente mettere a disposizione della scuola una psicologa, una volta a settimana per qualche ora, appaga la "responsabilità sociale".

Nel nostro piccolo, come scuola, avevamo la possibilità di intervenire su questa realtà socio-culturale, avremmo potuto dar voce agli inespressi silenzi su questo fatto che impietosamente riemerge e pesa sulla coscienza di molti...
Ma, purtroppo, il giornale scolastico è stato "chiuso", lo si intendeva imbavagliare con una miserrima censura, ultimo atto di una scuola che ama perdere i suoi "clienti" per non perdere l'etichetta di "scuola a rischio".



Grave abuso di potere in provincia di Modena.
di Miha

Il Dirigente Scolastico vieta di leggere e mettere ai voti una mozione sull'Invalsi.
In un infuocato collegio dei docenti, durante il quale è stata deliberata la non adozione del Portfolio, è stata negata la possibilità anche solo di leggere una mozione sull'argomento test Invalsi. Il DS ha mantenuto questo " profilo democratico" anche di fronte alla testimonianza delle delibere in tal senso prodotte da altri collegi e alla richiesta della RSU di Istituto, adducendo "indicazioni dall'alto". Si commenta da sé il clima intimidatorio e la negazione dei più elementari diritti di espressione e dei diritti collegiali che sottendono tali prese di posizione.
[ leggi (1 commento/i) ][ commenta ] [ sommario


Così non si valuta il sistema
di Comitato Soliera

I test Invalsi dovrebbero fornire una classifica nazionale delle varie scuole, separando e mettendo in competizione tra loro i docenti e gli alunni. Didatticamente sono dannosi perchè valutano solo un aspetto parziale e nozionistico della complessa relazione che caratterizza la scuola italiana. Oltre a non avere una base pedagogica, questi strumenti non hanno neppure una fonte legale certa, perchè si rifanno a figure come il Tutor, inapplicabile, o alle Indicazioni Nazionali, che dovrebbero rappresentare i nuovi programmi ma sono assolutamente illegittime.


Due linee per la valutazione, vediamo qual è la migliore.
di Giancarlo Righini

Riporto il contributo del prof Benedetto Vertecchi, che mi ha fatto capire molto di più il disegno della Riforma Moratti in tema di valutazione scolastica, e soprattutto quali saranno le proposte da fare nei collegi docenti per tracciare una rotta sicura in questo difficile ma necessario aspetto del lavoro docente. Spero che questo contributo possa essere utile anche a molti altri insegnanti che stanno cercando di capire cosa fare in mezzo a tanta confusione generata dalla Riforma Moratti.

[ leggi (3 commento/i) ][ commenta ] [ sommario


Otto ragioni per non condividere le prove Invalsi
di Un gruppo di insegnanti del circolo Montaldo - Genova

1 - I test proposti non possono essere collegati alle programmazioni ed alle modalità di valutazione normalmente adottate nelle nostre scuole e quindi risultano del tutto estranei nella forma e nella sostanza all'esperienza dei bambini
2 - Veicolano una cultura frammentaria e frantumata al contrario di quanto si è andato negli ultimi anni affermando nella scuola primaria: approfondimento, collaborazione, progettazione, verifiche mirate ed articolate
3 - Non garantiscono ai bambini l'anonimato, in quanto il sistema dei codici ed i suggerimenti proposti lasciano ampie possibilità di controllo sulle prove die singoli alunni
4 - Risultano gravemente discriminanti nei confronti dei bambini disabili e stranieri, i quali vengono sottoposti a prove differenziate, che peraltro non saranno inviate dell'INVALSI: il nostro circolo ha sempre lavorato all'integrazione dei bambini disabili e stranieri con precisi progetti didattici e ritiene le modalità proposte per le prove in contraddizione con questo tipo di lavoro
5 - Così strutturati, i test provocano ansia ed agevolano solo alcuni, non tenendo conto delle varie e diverse intelligenze e dei ritmi di lavoro individuali. Gli estensori non hanno considerato che all'interno delle nostre classi, oltre agli alunni diversamente abili riconosciuti e certificati, esistono casi di disagio e di difficoltà, che necessitano di modalità e tempi adeguatamente calibrati.
6 - Il linguaggio utilizzato nelle consegne non è sempre di facile né immediata comprensione; alcune soluzioni proposte risultano ambigue, e provocano nei bambini indecisione e frustrazione: sembrano studiate apposta per trarre in inganno alunni che, teniamo a ribadire, hanno sette e dieci anni. Considerata l'età anagrafica degli alunni interessati, la quantità delle domande e la complessità dei dati in esse esposte hanno evidenziato la difficoltà di lettura come comprensione nel tempo previsto. Senza contare che spesso si passa da richieste in positivo a richieste in negativo, soprattutto nei test a carattere scientifico.
Sembra accertato che il pensiero astratto per rispondere in modo adeguato a quesiti di questo tipo si raggiunga intorno agli undici anni.
7 - Estremamente negativo è il giudizio sulle istruzioni dettagliate contenute nel manuale del "somministratore" e sull'indicazione data agli insegnanti di non svolgere le prove all'interno della propria classe e nell'ambito loro assegnato; si ritiene infatti che dovrebbero essere soddisfatte tutte le richieste di spiegazione, di discussione, di aiuto e tutte le strategie didattiche utili a far comprendere i test. In questo atteggiamento si riscontra sfiducia nei confronti degli insegnanti e volontà di creare un clima di competizione fra di essi.
8 - Nella nostra scuola è prassi abituale dichiarare esplicitamente gli alunni l'utilità e le finalità di ogni prova. Ciò consente loro di rafforzare la propria autotomia o, se ne viene ravvisata la necessità, di individuare un percorso migliorativo.



Abrogare le leggi Moratti
di Cobas Scuola

14 MAGGIO 2005 - MANIFESTAZIONE NAZIONALE
Roma P.della Repubblica - ore 15.00

I Cobas promuovono la manifestazione, convocata da un vasto arco di associazioni, sindacati e partiti, indicendo anche

LO SCIOPERO DELLA SCUOLA PER L'INTERA GIORNATA

sui seguenti obiettivi:

per l'abrogazione delle leggi Moratti, rifiutando l'applicazione di esse nelle Regioni (con il centrosinistra o centrodestra), la divisione classista
tra licei e Formazione professionale, l'alternanza scuola-lavoro, la devolution e ogni recupero della legge Berlinguer;

per l'Obbligo scolastico fino a 18 anni e la formazione professionale dopo l'Obbligo, contro la subordinazione alla logica aziendale;

per la difesa e il potenziamento del Tempo pieno e prolungato, contro il Tutor e il portfolio;

no all'"autonomia" che produce i presidi-padroni e l'esautoramento degli organi collegiali;

cancelliamo la "legge di parità" e i finanziamenti alla scuola privata;

contro la precarizzazione, per l'assunzione di tutti/e i precari sui posti disponibili con l'integrale ricostruzione della carriera, contro il nuovo stato giuridico, la gerarchizzazione e il sistema nazionale di valutazione;

per un Contratto che restituisca a docenti ed Ata salario e diritti ...

[ leggi (1 commento/i) ][ commenta ] [ sommario


 

Brevi di cronaca

"Quindici civili, prelevati dal carcere milanese di san Vittore, furono fucilati dai repubblichini. Comandati da un ufficiale delle SS. Non solo. Fu dato ordine di lasciare i cadaveri sull'asfalto, fu vietato ai familiari di poterli raccogliere, per dar loro sepoltura. Ci fu bisogno dell'intervento del cardinale Idelfonzo Schuster. Ora si pubblicizza la triste storia del sangue dei vinti. "
Franco Giustolisi, L'armadio della vergogna

"Nell'ottobre del 1944, Emilio Da Ponte, catturato dalla decima mas, fu trasportato a Palmanova, nella Caserma Piave. Lo seviziarono a lungo, ma non una parola uscì dalle sue labbra. Inferociti dal suo silenzio i militari fascisti riservarono al commissario partigiano una morte atroce: lo legarono mani e piedi a due cavalli da tiro e poi fecero partire gli animali in direzioni opposte, squartandolo"
Anpi, Donne e uomini della resistenza

"Nel momento in cui le vittime sono viste solo come tali e non nella dinamica storica che produce il loro sacrificio, è chiaro che rischiano per assomigliarsi tutte. E addirittura, come dimostra l'indecente campagna legislativa per equiparare i repubblicani di Salò ai partigiani, in questo clima anche i combattenti finiscono per assomigliarsi tutti."
Sergio Luzzato, La fine di un dittatore
Elementari, rivolta per l'esame
Corriere della Sera - 23-04-2005
Le date, per i piccoli alunni della romana «Pietro Maffi», sono già decise: 15 e 16 giugno. Un tema e un problema di matematica, e poi un'ultima interrogazione con i maestri, prima di prendere il volo verso l'avventura delle medie. Esame di quinta elementare (oggi primaria). Peccato che, quell'esame, per la legge non esista più. Abrogato, a partire da quest'anno. E allora, che succede? Succede che in alcuni istituti della Capitale, ma anche in alcune scuole milanesi, si stanno preparando delle prove «sostitutive», anche se prive di valore legale. A chi chiede il perché di tanta fatica, per giunta in chiusura di un anno che, con la riforma ormai a regime, non dev'essere stato dei più riposanti, docenti e dirigenti danno una risposta unanime: «Vogliamo sancire un momento di passaggio, che per i bimbi rimane speciale».

[ leggi ][ commenta
L'ultimo metrò
Il Sole 24 Ore - 23-04-2005
Conto alla rovescia per i docenti interessati a ottenere un incarico di presidenza nelle scuole e cercare di passare alla dirigenza scolastica con il concorso riservato. Il prossimo anno scolastico 2005-2006 si preannuncia infatti l'ultimo in cui si avranno ancora docenti di ruolo chiamati a svolgere le funzioni di preside "supplente" - inserendosi nella graduatoria degli incaricati - perché la legge di conversione del decreto "omnibus" (legge 43 del 31 marzo 2005) ha previsto all'articolo 1sexies che dall'anno scolastico 2006-2007 non saranno più conferiti nuovi incarichi di presidenza, fatta salva la conferma di quelli già conferiti. Dal 23 aprile al 23 maggio è possibile presentare domanda al Csa della Provincia di titolarità per ottenere un incarico di presidenza, come previsto dall'ordinanza ministeriale 40 del 23 marzo 2005.
[ leggi ][ commenta
Semaforo verde per la riforma sul II ciclo d'istruzione
La tecnica della scuola - 23-04-2005
I responsabili Scuola dei partiti di maggioranza hanno espresso una "sostanziale intesa sull'impianto e sui contenuti della riforma del secondo ciclo del sistema di istruzione e formazione professionale" che saranno introdotti a partire dall'anno scolastico 2006/2007. I nuovi percorsi liceali saranno avviati a organici invariati. A comunicarlo è stata una nota ministeriale di lunedì 18 aprile nella quale si sottolinea che al ministro Letizia Moratti è stato dato "mandato di avviare l'iter formale approfondendo la valutazione circa l'equilibrio delle aree disciplinari in rapporto all'identità dei diversi licei nonché valorizzando e rafforzando la realizzazione in un'unica sede (campus) dei percorsi liceali tecnologici ed economici e di quelli di istruzione e formazione professionale".

[ leggi ][ commenta
Fo nel liceo occupato: basta con i precari
Corrirre della Sera - 22-04-2005
"Ragazzi, informatevi". Lo ha ripetuto più volte, Dario Fo, a oltre un centinaio di studenti del liceo classico Parini. Occupato, come altre 42 scuole di Milano e della Provincia. Per dire no al precariato e alla riforma Moratti. "Questi giovani". - ha continuato ieri pomeriggio il premio Nobel - hanno pochissimi diritti. Tanto nella scuola quanto nella vita. Saranno precari eterni, hanno poche garanzie di far parte della società operante. Per questo è giusto sostenere le loro battaglie".

[ leggi ][ commenta
I testimoni della Liberazione
Repubblica Milano - 21-04-2005
Sessant´anni dopo, i volti e le parole di chi in poche ore ha visto finire la guerra e rinascere la democrazia
Aldo Aniasi, comandante partigiano: "Se non ci fosse stato l´appoggio della popolazione, noi della Resistenza non avremmo potuto resistere"
Adele Del Ponte, figlia di ferroviere: "A Niguarda davamo una mano ai disertori dell´8 settembre"
Onorina Pesce, partigiana : "Mi torturarono per una notte ma non tradii mio marito, Visone"
Un documentario di Fiorini e Pozzi raccoglie 24 racconti di partigiani Domenica l´anteprima al Dal Verme
Piero Bassetti, partigiano: "Noi ragazzi bigiavamo sotto le bombe: i traccianti erano fuochi d´artificio"
Franco Loi, poeta: "Ricordo la festa a casa di Paolo Grassi, il 14 luglio, anniversario della Bastiglia"
Giannetto Pericoli, impiegato: "Viviamo in un´atmosfera quasi irreale. A mezzogiorno ho avuto la sensazione che tutto stesse precipitando"

[ leggi ][ commenta
Rivolta contro le prove Invalsi
Il resto del carlino - 20-04-2005
I genitori delle seconde elementari delle sezioni A e C della scuola «Bergonzi» di via Tosti (Reggio Emilia) sono arrabbiatissimi con i test di valutazione Invalsi. L'Invalsi non avrebbe previsto il coinvolgimento di genitori, insegnanti e dirigenti scolastici e questo non è piaciuto. Avvisati dal buon senso degli insegnanti, che hanno saputo dei test appena sei giorni prima della data della verifica, mamme e papà della Bergonzi hanno deciso di scrivere al dirigente scolastico per chiedere ulteriori spiegazioni. Nella lettera i genitori dicono di non ritenere «obbligatoria l'applicazione del test» e aggiungono che non viene garantito il diritto all'anonimato degli scolari.

[ leggi ][ commenta
Samarate è stata liberata
Centomovimenti - 20-04-2005
La Giunta comunale di Samarate, centro di circa quindicimila abitanti del varesotto, alcune settimane fa aveva infatti posticipato le manifestazioni in memoria della fine della seconda guerra mondiale di due giorni. L'obiettivo? Dimenticare i caduti della Resistenza per commemorare invece la morte di 10 repubblichini fucilati dai partigiani il 27 aprile del 1945. La Giunta capitanata dal sindaco Venco aveva inoltre deciso di posare una targa con i nomi dei dieci soldati del duce e la scritta: "Poiché il sangue dei vinti e la tragedia della Guerra Civile siano di monito per le future generazioni". Ma i progetti del primo cittadino sono stati stroncati ieri dal voto dei cittadini.

[ leggi ][ commenta
Unicef sull'istruzione primaria: troppe bambine escluse
Repubblica - 19-04-2005
Dietro ad alcuni dati positivi, rivelati nell'annuale rapporto Unicef sul livello dell'istruzione primaria nel mondo, si cela una realtà complessa, fatta di enormi sacche di diseguaglianze. Hanno accesso alla scuola più bambini che in passato, ma dove le situazioni sono particolarmente critiche a rimetterci sono sempre le bambine, escluse in numero crescente. E per raggiungere il traguardo dell'istruzione primaria universale nel 2015, stabilito all'interno degli Obiettivi di sviluppo del millennio, la parità di genere è indispensabile, la prima meta intermedia da raggiungere. L'Italia, in linea con la scarsa generosità che l'ha caratterizzata negli ultimi anni, resta a guardare.

[ leggi ][ commenta
Unione Europea. Rapporto su istruzione e formazione
Cgilscuola - 19-04-2005
A fine marzo, è stato pubblicato il secondo rapporto sui risultati e i progressi compiuti dai sistemi d'istruzione e formazione dei paesi membri dell'Unione Europea rispetto agli obiettivi definiti al summit di Lisbona del 2000.Vi sono analizzati i29 indicatori e i cinque benchmark, individuati da esperti dei paesi partecipanti e adottati dal Consiglio: gli abbandoni precoci, il completamento della scuola secondaria superiore, le competenze alfabetiche, la partecipazione all'apprendimento per la vita e il numero di laureati in matematica, scienze e tecnologia.
Il monitoraggio periodico del processo di Lisbona costituisce un elemento importante per individuare punti di forza e di debolezza e definire le correzioni di tiro e le strategie necessarie all'attuazione degli obiettivi per il 2010, attraverso il cosiddetto metodo aperto di co-ordinamento.

[ leggi ][ commenta
25 aprile, An e Lega snobbano Ciampi e la Liberazione
l'Unità - 18-04-2005
25 aprile 1945 - 25 aprile 2005: tra una settimana ricorre il Sessantesimo anniversario della Resistenza. Una ricorrenza tutt'altro che formale, vista la continua campagna di denigrazione alla lotta di Liberazione. La manifestazione più importante si svolgerà a Milano, alla presenza del Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi. E per la prima volta anche Silvio Berlusconi da detto che il 25 aprile sarà accanto al presidente della Repubblica. Tutta la Casa di governo unita? Alleanza Nazionale e la Lega hanno già fatto sapere che diserteranno.

[ leggi ][ commenta


Tam Tam

IQBAL MASIH
dieci anni dopo



Io ho un sogno?
LA GIUSTIZIA

Venticinque Aprile santo
l'Unità - 23-04-2005
 storie 
Il Venticinque Aprile è il giorno della Liberazione.
Dovrebbe esserlo per tutti gli italiani ma così non è. Le ragioni della mancata identificazione di tutto il corpo nazionale con il senso scaturito dalla Resistenza e dall'Antifascismo sono molteplici e le principali sono note. Tuttavia sarebbe indegno rassegnarsi ad uno status quo che mantiene lacerazioni e ferite in stato di continua suppurazione. Nel sessantesimo anniversario, dopo un lungo periodo di inquinamento revisionista nelle forme dello sproloquio mediatico, è nostro dovere tentare di mettere in moto un processo culturale per ricollocare i principi in un quadro di riferimento concettuale più profondo dello scontro di fazioni di supposta pari dignità come vorrebbero gli eredi mai pentiti del fascismo nostrano.

[ leggi ][ commenta
La Resistenza delle donne
Università delle donne - 23-04-2005
 donne 
Se gli uomini danno vita a due eserciti, uno in parte volontario, l'altro frutto della più grande diserzione di massa, altrettanto fanno le donne. Le donne non hanno il problema di sfuggire all'arruolamento forzato di Salò: tanto le partigiane quanto le ausiliarie compiono una scelta incondizionata, "gratuita": le une per "un'umanità senza più rabbia, serena, in cui si possa non essere cattivi", le altre per "ripetere e perpetuare quel furore e quell'odio". Le donne della Resistenza per la pace, le donne di Salò per le città in macerie, le macellerie coloniali, i campi di sterminio.

[ leggi ][ commenta
Educazione alla pace
Laura Tussi - 22-04-2005
 comunicato 
CONFLITTI, AFFETTI, CULTURA: FRANCO FORNARI Milano - Convegno Internazionale - 20 - 21 - 22 maggio 2005. In un'epoca in cui i conflitti internazionali producono nuove forme di guerra e in cui assistiamo a grandi trasformazioni delle relazioni tra i popoli e le istituzioni, una lettura dei processi individuali e sociali di rappresentazione degli affetti può offrire un importante contributo alla costruzione di una nuova cultura, un'arte della pace, come capacità di soluzione non ideologica dei conflitti.

[ leggi ][ commenta
No al Ponte sullo Stretto di Messina
WWF - 22-04-2005
 appelli 
I firmatari di questo appello, già sottoscritto da numerose personalità della cultura, chiedono che al posto del Ponte sullo Stretto di Messina si realizzino opere prioritarie e necessarie, a cominciare dal potenziamento del sistema ferroviario e dall'adeguamento degli assi stradali e autostradali siciliani e calabresi e ritengono che il Ponte sullo Stretto di Messina non sia un'opera sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale, né un'infrastruttura strategica per il paese.

[ leggi ][ commenta
Iraq, marines tagliatori di teste?
il Manifesto - 21-04-2005
 NO WAR 
Da mesi, da quando la scorsa estate si insediò a Baghdad il nuovo ambasciatore Usa, John Negroponte, in Iraq si parla di un'«opzione Salvador» per schiacciare la resistenza irachena, dell'uso di veri e propri squadroni della morte e di una totale immunità per i soldati Usa quando uccidono, rubano, torturano, stuprano. Non vi sono quasi mai testimoni e le vittime attanagliate dal terrore non osano neppure denunciare le violenze subite. Chi lo fa dopo essere uscito di prigione, come la busniesswoman Huda Hafez al Azawi, imprigionata ad Abu Ghraib dal dicembre 2003 al luglio 2004, viene arrestato di nuovo e di lui non si sà più nulla. Per questa ragione la testimonianza sullo squadrone della morte di Tarmiya è un raggio di luce gettato sugli orrori di una guerra di occupazione senza testimoni.

[ leggi ][ commenta
Mentre il bel paese affonda...
Aldo Ettore Quagliozzi - 20-04-2005
 opinione 
Ma non si era parlato della fine delle ideologie, non si era forse parlato anche della scomparsa delle classi sociali? Ed il governo quasi defunto dell'egoarca di Arcore, non ha pensato forse di dedicare con legge dello stato una giornata al ricordo del muro di Berlino abbattuto? E se le classi sociali sono scomparse in un indistinto quanto mai " ceto medio " più o meno riflessivo, a seconda dei punti di vista sociologici, e se ciascuna classe sociale si è come disciolta all'interno di un corpo sociale onnicomprensivo, perché mai allora le classi, anzi la classe, ritorna in auge nel momento supremo dell'accaparramento delle ricchezze residue del bel paese?

[ leggi ][ commenta
uncharted territories Paolo Riani per territori sconosciuti
Daniela Bonanni - 20-04-2005
 arte 
Fosse vissuto nel Medioevo - scrive Antonio Paolucci - Paolo Riani sarebbe stato un maestro comacino. Sarebbe appartenuto cioè a quella corporazione di architetti girovaghi muniti di saperi e di strumenti speciali (per questo si chiamavano magistri cum machinis o maestri comacini in volgare) che giravano l'Europa dalla Catalogna all'Umbria, dalla Lombardia alla Renania, per costruire chiese e palazzi, per dare misura e ordine a città che misura e ordine avevano dimenticato.

[ leggi ][ commenta
Nuovi Corsi IFTS
ITIS ITIS Mola di Bari - 19-04-2005
 proposta 
I tre Corsi I.F.T.S. (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) sono proposti in Associazione Temporanea di Scopo da: Istituto Tecnico Industriale Statale "L. Da Vinci"- Mola di Bari; Politecnico di Bari; Consorzio UniVersus CSEI - Bari; Consorzio Consulting - Noci (Ba); Unitrat S.r.l.- Bari e Metalplating S.r.l.- Bari e Diamec Technology S.r.l.-Bari. I profili professionali proposti sono estremamente interessanti e competitivi sul mercato del lavoro: Tecnico Esperto Di Sistemi Di Gestione Ambientale, Tecnico Conduttore e Manutentore Di Impianti Produttivi, Esperto In Problematiche Ambientali. E' previsto percorso in e-learning.
Scadenza 14 maggio 2005.

[ leggi ][ commenta
Orchidee e Cactus
Giorgio Narducci - 19-04-2005
 espressioni 
"Gli adattamenti e l'origine della forma in Stephen Jay Gould" all'Orto Botanico di Roma (Arancera) -
Associazione Ecologica Romana (AER)
21 Aprile 2005 (Giovedì) ore 16.00 -18.00 circa.
Per Il Circolo Gould Giorgio Narducci.

[ leggi ][ commenta
Che la Food Force sia con voi
Unità on line - 18-04-2005
 giochi 
Con Food Force - questo il titolo del videogame - il nemico da sconfiggere non sono super-robot onnipotenti, né mostri alieni della dodicesima metagalassia Alpha, ma la fame. Non quella cronica di certe aree dell'Africa o dell'Asia, ma le emergenze alimentari, quelle che richiedono decisioni immediate, operazioni in grande stile quando ci sono terremoti, alluvioni, guerre che spingono centinaia di migliaia di profughi a cercare riparo e salvezza lontano dalle proprie terre.

[ leggi ][ commenta


 Siti consigliati 
Liberazione 60 anni dopo
Le cruciali giornate del giugno '44: gli alleati a Roma e lo sbarco in Normandia segnano la fine della guerra...

f u o r i r e g i s t r o
FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rivista intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze. Questo il Progetto.
La newsletter, che ha una cadenza settimanale, è a disposizione di chiunque voglia partecipare; il modulo on-line permette di inviare contributi sotto forma di testi o di file, evitando i rischi di infezioni ai quali la posta elettronica, e particolarmente gli allegati, è purtroppo esposta.
Rimane comunque possibile comunicare con la redazione all'indirizzo redazione_fuoriregistro@yahoo.it e consultare tutti i precedenti interventi alla pagina http://www.didaweb.net/fuoriregistro/. I materiali pubblicati sono esportabili con citazione della fonte.
Puoi cancellarti dalla newsletter utilizzando il seguente indirizzo: http://www.didaweb.net/fuoriregistro/newsletter.php.

In redazione: Emanuela Cerutti (coordinamento), Giuseppe Aragno, Marino Bocchi, Grazia Perrone, Anna Pizzuti.
Collaborano: Ilaria Ricciotti, Pierangelo Indolfi. Cura il sito Maurizio Guercio.

  Newsletter precedente Newsletter successiva