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Fuoriregistro del 16/11/2002 - a.s. 02/03

racconti
f u o r i r e g i s t r o
speciale - 16/11/2002
SOCIAL FORUM EUROPEO
scaffali

FIRENZE NOVEMBRE 2002



Chi sono i movimenti sociali europei? Sono loro, soprattutto. Ragazze e ragazzi che credono che questo mondo vada cambiato davvero, prima che sia troppo tardi, perché non vogliono vivere in mezzo alle ingiustizie prodotte da questo sistema, alla guerra permanente, al razzismo, alla devastazione ambientale. Sono quelli e quelle di Porto Alegre, di Genova, delle tante manifestazioni europee, quelli e quelle che tutti i giorni cercano , nelle scuole, nei posti di lavoro, nei quartieri, nelle periferie del mondo e nelle nostre città e campagne, di affermare diritti e giustizia con le lotte sociali, la partecipazione popolare, l'affermazione di una nuova cultura. Sono cittadini e cittadine. Vogliono resistere e ricostruire una nuova speranza. Dicono: " Lo possiamo fare, se siamo uniti, se ci battiamo insieme. Veniamo da storie, da culture, da esperienze diverse. Non vogliamo omologarci gli uni agli altri. Consideriamo come una ricchezza le nostre differenze. Ma abbiamo bisogno di costruire alleanze e convergenze. Di mettere in prima fila ciò che ci unisce. Di saper affrontare con coraggio e intelligenza ciò che ci divide. E di saper combattere insieme lo sfruttamento, la guerra, la violazione continua dei diritti umani e sociali." Ascoltiamoli.



e il nostro grazie ai diversi siti dell'alternativa citati in ordine sparso all'interno dello Speciale, impossibile senza di loro!
Un milione di sogni
Dalla festa di Firenze alla criminalizzazione del dissenso
di Carlo Gubitosa
Arruffato e creativo mondo diverso
di Dino Frisullo
Li chiamano impropriamente "no global"
di Giancarlo Canuto
E saremo noi
di Noemi e Andrea
Lo sviluppo è sostenibile?
Liberismo e Globalizzazione
di Graziella Durante
Sulla sovranità alimentare
di Colette
Ecosistema ed acqua
di Carta
Un forum sull'energia
di Carta
Europa dei diritti
L’Europa non è una merce
di FSE
Controllo sociale, repressione e diritti negati
di FSE
Movimento e reazione
di Guillaume Bertrand
Riscriviamo la Costituzione europea?
di Manfredo Gay
Proposta di referendum
di Movimento Federalista Europeo
Forme di politica condivisa
Il dialogo tra movimenti e sindacati
di Luca Zambrella
Democrazia partecipativa
di Carta
Opinione
Persi per Strada
di Piero Di Marco
Voci al femminile
Cambiare la vita delle donne per cambiare il mondo
di Valeria Savoca
Qualcosa di nuovo
di Nella Ginatempo
Il popolo americano non è il palazzo
di Ida Dominijanni
La democrazia ha una sola razza: meticcia
di Annamaria Rivera
Note per il futuro, visto che ci sarà
di Lidia Menapace
Cultura per la pace
La comunicazione, bene dell'umanità
di Caroline Robert
Ecologia dell'informazione
di Tiziano Terzani e Filomeno Lopes
Scuola pubblica a garanzia dei diritti
di Cgil scuola
L'istruzione non è una merce
di Tonino Califano
Lieto fine infinito
di Paolo Franchi
Opinione
Riflessioni sul sapere
di Andrea Bagni
Documenti conclusivi
Possiamo fermare questa guerra
di FSE
Il movimento europeo dei migranti è in costruzione
di FSE
Nuove visioni
di Forum europeo del teatro
Alternative ed impegni
di Movimenti sociali europei

Il mondo è malato. Malato per troppi problemi, troppi egoismi, ignoranza, guerre. Sofferenze infinite lo fanno soffrire. Anche qui, nella nostra Europa, ma è sempre buono il giorno in cui tante persone libere e oneste si mettono insieme, per affrontare problemi, per prendere nelle proprie mani le sofferenze del mondo. Senza presunzione. Con coraggio e volontà, con generosità e passione. Heidi G.

Dalla festa di Firenze alla criminalizzazione del dissenso
di Carlo Gubitosa

Un forum creativamente caotico ha preparato il terreno per un'ondata umana che ha superato ogni previsione, legittimando definitivamente un nuovo
soggetto politico, con cui i due poli dovranno sicuramente fare i conti anche in futuro. Dopo la dura esperienza di Genova, e la "rielaborazione del lutto" nel luglio successivo, l'"attivismo globale" e' entrato nella fase della maturita'. A tutto questo si aggiunge un epilogo oscuro, con una serie di arresti dal sapore "politico".



Arruffato e creativo mondo diverso
di Dino Frisullo

Fra qualche anno il ricordo di queste giornate fiorentine andrà sbiadendo nella nostra memoria, e fra qualche anno ancora ciascuno di noi si porterà
dentro un ricordo, uno solo: un momento, una sensazione che sintetizza un evento.


Li chiamano impropriamente "no global"
di Giancarlo Canuto

Questo strano "popolo" che si oppone al liberismo ed alla guerra non è vincibile con le tradizionali armi della forza e del ricatto dal momento che non ha stabili strutture organizzative che si possono disarticolare né "capi" o gruppi dirigenti che si possano intimidire o comprare.



E saremo noi
di Noemi e Andrea

A tutti quelli che hanno cercato e continuano ad ingabbiarci dietro fredde analisi socio-politiche, chiediamo la prossima volta di esserci, di aiutarci a
trovare le risposte che cerchiamo, e di non chiudersi
dietro a barriere di rifiuto.


Liberismo e Globalizzazione
di Graziella Durante

Con la sala Palacongressi stracolma si aprono i lavori del Forum Sociale Europeo sul tema Liberismo e Globalizzazione. Il rapporto tra l'Europa e le istituzioni globali (Omc, Fmi, Gatts, G8); il controllo dei mercati finanziari, sono solo alcuni dei temi che sono stati dibattuti perché, in realtà, accanto ad un'analisi critica e precisa delle strutture economiche e politiche attuali si inizia a definire una linea di opposizione sempre più concreta e dettagliata.


Sulla sovranità alimentare
di Colette

La conferenza è coordinata da Gianni Fabbris (Altraagricoltura Italia) e da Hege Nerland (NBS/CPE - Norvegia). Il microfono passa a nove relatori fino a quando arriva il turno di José Bové, le cui argomentazioni, molto ben documentate, hanno fatto vibrare i tubi della strutture che decorano le volte della vecchia stazione che fungeva da sala conferenze.


Ecosistema ed acqua
di Carta

Senza andare lontano anche la legislazione italiana che considera l'acqua "un bene di tutti" è costantemente messa in contraddizione quando si privatizza, cioè si "priva" la collettività del pieno possesso della risorsa.


Un forum sull'energia
di Carta

Le conclusioni del dibattito sono che in Italia e in generale nei paesi ricchi è possibile ridurre i consumi energetici del 50 per cento senza ridurre la qualità della vita. Il risparmio, le fonti rinnovabili e l'idrogeno come vettore energetico, è una combinazione tecnologicamente provata e efficace che permette di prospettare l'eliminazione completa dei combustibili fossili in tempi di qualche decennio, permettendoci di sperare in una prospettiva planetaria di minor conflittualità rispetto a quella attuale.


L’Europa non è una merce
di FSE

Dal dibattito emerge la necessità di fare il punto sulle forme di resistenza europea, ragionare sui limiti del movimento sindacale e chiedere una moratoria delle privatizzazioni. Le conclusioni riprendono l’idea della moratoria e sottolineano la necessità di nuove politiche nei settori che riguardano i diritti delle persone.


Controllo sociale, repressione e diritti negati
di FSE

“il tema della sicurezza è il nuovo killer”: permette politiche di esclusione dei deboli, uccide ai confini della “Fortezza Europa”, mentre i forti si fanno leggi su misura per sfuggire alla giustizia. "Non c’è bisogno di sicurezza ma di vivibilità".


Movimento e reazione
di Guillaume Bertrand

Il lavoro da compiere è molto importante per arrivare a costruire dei rapporti sociali che siano basati su una democrazia realmente partecipativa. Di fronte alle idee di estrema destra, l'esperienza ci dimostra anche che l'educazione resta una posta in gioco molto importante. Occorre lavorare per lo sviluppo di un'educazione popolare che resisti all'influenza dei dogmi "liberisti".


Riscriviamo la Costituzione europea?
di Manfredo Gay

Priorita' fondamentale per la costruzione di un' altra Europa e' quella di inserire nella Costituzione Europea l'art.11 della Costituzione Italiana che sancisce il ripudio della guerra come forma di risoluzione delle controversie internazionali.


Proposta di referendum
di Movimento Federalista Europeo

Con la consultazione autogestita sull'Europa si chiede alla Convenzione europea di Bruxelles, presieduta da Valéry Giscard d'Estaing, di scrivere una Costituzione federale per un'Unione europea democratica e attore di pace.


Il dialogo tra movimenti e sindacati
di Luca Zambrella

Un percorso comune di lotta politica andrebbe cercato su due fondamentali aspetti e più precisamente nella lotta alla precarizzazione e nella lotta allla mercificazione e privatizzazione dei servizi pubblici e dei beni considerati come fondamentali risorse per l'umanità quali l'acqua.


Democrazia partecipativa
di Carta

Nella crisi della democrazia europea la ricerca della cittadinanza universale. Il processo di costituzione dell'Europa politica. Cittadinanza universale e democrazia europea. Una diversa integrazione europea. La democrazia partecipativa per un'Europa democratica.



Persi per Strada
di Piero Di Marco

I ragazzi di Firenze - che in parte sono probabilmente gli stessi di Tor Vergata, nel senso fisico e anagrafico, nome e cognome - sono inquietanti,
fanno paura.
La loro etica - la stessa - non vuol cambiare le coscienze, ma sembra voler cambiare qualcuno dei meccanismi economici.
Non si propone di parlare ai "potenti della Terra" per ammonirli o evangelizzarli, ma ne discimina la legittimità politica e morale, in base a riscontri precisi sul piano dei risultati.



Cambiare la vita delle donne per cambiare il mondo
di Valeria Savoca

Se un altro mondo è possibile, è necessario porre fine alle violenze, all'esclusione, alla povertà che condizionano la vita di milioni di donne, soprattutto nel sud del mondo, dove i diritti più elementari, alla sussistenza, all'istruzione, al riconoscimento di soggettività sono negati, violati, dove alla violenza delle culture e delle strutture del dominio maschile si sommano i guasti della globalizzazione neoliberista e l'avanzata delle destre.


Qualcosa di nuovo
di Nella Ginatempo

oggi si verifica un fatto nuovo, un salto di civiltà: l'unificazione di un immenso movimento mondiale che vuole cambiare il mondo e la sua ingiustizia globale, ma vuole farlo in modo nonviolento, anzi ripudiando la violenza, quella stessa violenza della quale è rimasto vittima a Genova, ed alla cui trappola è riuscito mirabilmente a sfuggire.


Il popolo americano non è il palazzo
di Ida Dominijanni

Incontro con Colleen Kelly, sorella di una delle vittime dell'attentato dell'11 settembre, che rifiuta la guerra come risposta al terrorismo e lancia un appello al Forum europeo: «Abbiamo bisogno di voi. Non confondete il popolo americano col palazzo»


La democrazia ha una sola razza: meticcia
di Annamaria Rivera

Se un'altra Europa è possibile, essa non potrà che essere aperta, inclusiva, "meticcia", rispettosa dei diritti umani fondamentali, a cominciare dal diritto universale, sancito da patti e convenzioni internazionali, a lasciare il proprio paese per un altro.


Note per il futuro, visto che ci sarà
di Lidia Menapace

Non era scontato, molte circostanze dovevano venire a maturazione ed e' successo: una cosa grande, bella, una felicita' politica.
Lasciando ad espressioni piu' personali alcuni rilievi critici, vorremmo ora contribuire - nella nostra qualita' di portavoce della "Convenzione permanente di donne contro le guerre" - ad alcune considerazioni sulla forma politica del movimento, sulla formazione della rappresentanza e sul modo di raggiungere decisioni.



La comunicazione, bene dell'umanità
di Caroline Robert

Bisogna appropriarsi dello strumento della comunicazione e averne il controllo. Bisogna strutturare l'economia popolare e solidale e rendere visibile le esperienza di interesse generale.
C'è ancora rendere visibile le strategie di resistenza e soprattutto quelle strategie forti dell'iniziativa economica.


Ecologia dell'informazione
di Tiziano Terzani e Filomeno Lopes

La condizione essenziale per la costruzione progressiva di una cultura di pace è l'esistenza di un'opinione pubblica bene informata, lucida e attiva, che possa fare pressione democraticamente e pacificamente sugli attori sociali e politici contribuendo a definirne le priorità.


Scuola pubblica a garanzia dei diritti
di Cgil scuola

Nel villaggio globale, in una società complessa in cui i nuovi linguaggi e le tecnologie in continua trasformazione richiedono il possesso di sempre maggiori e sofisticati strumenti di conoscenza per orientarsi ed essere cittadini e non sudditi, il sapere non solo rappresenta la cifra con la quale si misura il grado di sviluppo di un paese, ma determina la sua tenuta democratica, il destino stesso di vita per troppi.



L'istruzione non è una merce
di Tonino Califano

Esiste un'altra dimensione molto importante ed è l'intelligenza collettiva come progetti.
La scuola è chiamata a svolgere un ruolo decisivo in questo processo e deve in qualche modo combattere una battaglia titanica con i media che spingono in una direzione opposta.


Lieto fine infinito
di Paolo Franchi

A Firenze, ha preso per così dire ufficialmente corpo anche in Italia una contestazione di questo tipo, assumendo subito una dimensione più ampia e più combattiva del previsto e del prevedibile. Tutto lascia credere che sia destinata non a scemare...


Riflessioni sul sapere
di Andrea Bagni

Il filo del discorso potrebbe essere quello che parte non tanto dalla scuola quanto dalle trasformazioni della società post fordista, che mette il sapere
al lavoro, e però lo riduce a sua misura, per cui se le attività direttamene produttive si fanno sempre più flessibili segmentate precarie, allora sempre
più simile ad esse deve farsi la formazione...


Possiamo fermare questa guerra
di FSE

Crediamo che questa guerra, che sia legittimata o meno dall'Onu, sarà una catastrofe per i popoli dell'Iraq che già patiscono le conseguenze dell'embargo e del regime di Saddam Hussein, e per i popoli del Medio Oriente. Chiunque creda nella soluzione politica e democratica dei conflitti internazionali deve opporsi a questa guerra, perché sarà une guerra che puo portare a un disastro globale.



Il movimento europeo dei migranti è in costruzione
di FSE

Una partecipazione straordinaria ha caratterizzato tutti gli appuntamenti in cui, all'interno del Forum Sociale Europeo, si è discusso del tema delle migrazioni internazionali e dei diritti dei migranti. Questa grande presenza di donne e di uomini provenienti da diversi paesi europei e dagli altri continenti è un evento di grande rilievo : a Firenze, il movimento dei movimenti ha finalmente dimostrato di voler assumere come centrale il tema delle migrazioni, una questione trasversale, connessa come è ai processi di ristrutturazione e destrutturazione del mercato del lavoro, alle politiche di abbattimento del welfare state, ai processi di esclusione sociale


Nuove visioni
di Forum europeo del teatro

In apertura verso la realtà abbiamo tutti condiviso un’esperienza unica, imprescindibile. Giocata e cercata attorno al ruolo e alla valenza della cultura nel quotidiano della nostra costruzione del mondo. E questo è solo l’inizio di un lungo percorso a venire.


Alternative ed impegni
di Movimenti sociali europei

Vogliamo un mondo di uguaglianza, di diritti sociali, rispettoso delle diversità, un mondo nel quale l'educazione, un lavoro dignitoso, la salute e la casa siano diritti per tutti, dove sia garantito il diritto di consumare cibo sicuro prodotto da contadini e contadine, un mondo senza povertà, senza sessismo e razzismo, senza omofobia, che metta le persone prima del profitto. Un mondo senza guerra.


 
The day after: cronaca
Venti arresti fra i dirigenti del «movimento». Tutti per reati di opinione di Enrico Fierro
NAPOLI . Li hanno arrestati all'alba di ieri, sorpresi nel sonno o abbracciati a mogli e fidanzate. Come si fa per i grandi terroristi o per gli imprendibili boss mafiosi. All'alba perché non fuggano. Le manette, però, sono scattate in ritardo, perché la data impressa sull'ordinanza di custodia cautelare è del 4 novembre. Due giorni prima dell'inizio del Social forum europeo di Firenze.... Chiacchiere al telefono, discorsi spesso incomprensibili di chi favoleggia di progetti politici ma anche di altro.... Ortaggi, pannocchie di plastica, scudi di plexiglas, manuali per l'autodifesa, cooperative alternative. Sì, i venti amici di Ciccio Caruso volevano attentare all'ordine mondiale.

ll teorema del ros di Giuseppe D'Avanzo
ACCADE che il Raggruppamento Operazioni Speciali (Ros) dell´Arma dei Carabinieri si convinca che dietro i disordini di Napoli (7 maggio 2001) e di Genova (21 luglio 2002) non ci sia soltanto il distruttivo, nichilistico furore di casseur europei o il violento spontaneismo delle teste matte (e confuse) di casa nostra, ma addirittura un´associazione sovversiva. Concepita l´ipotesi, gli investigatori dell´Arma intercettano, spiano, osservano, pedinano. In assenza di contraddittorio, s´acconciano come vogliono cose, frasi, dialoghi, eventi, luoghi edificando una conveniente e coerente cabala induttiva. È il sistema che più piace agli addetti: "lavorare su materia viva, a mano libera". Organizzato il quadro, occorre ora trovare un pubblico ministero che lo prenda sul serio.... È un´irresponsabilità che si specchia nella sconsideratezza di chi, nel movimento new global, potrebbe voler rinnegare lo "spirito di Firenze". Proprio lo "spirito di Firenze", una magistratura serena, un´opp! osizione vigile e un governo accorto sono l´arma e i protagonisti essenziali per evitare al Paese tentazioni autoritarie e un´altra stagione di violenze.

Plastina e Fiordalisi, dai piccoli reati al «grande arresto» Chi sono i due pm che guidano l’inchiesta sul movimento dei «Disobbedienti» di Fabrizio Roncone
COSENZA - Lei e lui. Lei alta, bella, bionda. Nadia Plastina è un Gip di quelli che trovano sempre l'usciere pronto a portare via l'ultimo fascicolo. «Ti dico che questi no global sono un'associazione sovversiva», le aveva ripetuto lui, Domenico Fiordalisi, il sostituto procuratore dall'aria mite, con lo sguardo basso e la voce sottile e convincente. Lei ha firmato, sfoderando uno dei suoi rari sorrisi: «Scoppierà il finimondo».... Nadia Plastina e Domenico Fiordalisi sono entrambi di Cosenza. Sono piuttosto conosciuti, e non è raro incontrarli seduti nei migliori salotti del centro storico, che sta rinascendo tra feste danzanti e mostre d'arte. Ciò che resta della borghesia locale, da mesi, cercava di far conquistare alla città le pagine dei giornali. Nessuno, ovviamente, avrebbe però mai immaginato un simile clamore.

Caruso, da studente contestatore a leader La fulminea «carriera» del giovane di Benevento: colto, impegnato e Disobbediente
NAPOLI - Quando si dice «No global» si pensa subito anche a lui. Con Vittorio Agnoletto e Luca Casarini, Francesco Caruso, arrestato l'altra notte su disposizione della magistratura di Cosenza, è riconosciuto unanimemente come uno dei leader italiani del Movimento. Nato a Benevento, 28 anni, Caruso ha cominciato la sua attività come studente contestatore. Dopo gli studi liceali nella sua città, si trasferì a Bologna, iscritto alla facoltà di Scienze politiche. Durante il corso di studi cominciò nel capoluogo emiliano ad entrare nella galassia della contestazione giovanile studentesca, avvicinandosi all'Antagonismo bolognese. «Intelligente, tranquillo, una persona mite, con la passione civile di battersi per gli emarginati, maturata già al liceo dove era tra i più bravi, un Disobbediente, ma primo della classe....

Se opporsi è un reato di Gianfranco Bettin
Chi l'ha vista la «sovversione» in Italia in questi anni? Chi ha visto il tentativo di «sovvertire violentemente l'ordinamento economico costituito nello Stato», di cui parla, con echi da Codice Rocco, l'ordinanza di arresto? E' vero che, come ancora recita l'accusa, gli accusati hanno tentato di «turbare l'esercizio delle funzioni di Governo», che cioè si sono opposti alla politica del Governo in carica (e anche di quello precedente, per la verità): ma è un reato questo? E se lo è, dove verranno rinchiusi i milioni e milioni di oppositori che certamente questo Governo ha (come aveva il precedente), buona parte dei quali ha riempito le piazze ripetutamente? Come hanno dichiarato Haidi e Giuliano Giuliani, sono in molti a sentirsi moralmente sotto accusa insieme gli attuali indagati e carcerati, se questa è la situazione dell'Italia di oggi.

«I reati contestati sembrano degni non dell´Inquisizione, ma dell´anno Mille» Eva Catizone è il sindaco dell´Ulivo che ha raccolto l´eredità di Giacomo Mancini, sbaragliando nel giugno scorso un candidato della Casa delle Libertà molto particolare anche lui, con un nonno del Partito D´Azione e un padre perseguitato dai fascisti, già vicesindaco psi. Negli arresti di ieri, ci sono dei cosentini, ed è la procura di Cosenza che ha spiccato i mandati.
«Questi arresti sono un attacco alla manifestazione di Firenze. Una manifestazione pacifica, e che ha legittimato il movimento. E forse questo per qualcuno è un problema».
«Io ho la massima fiducia nella magistratura. Ma sono sindaco di una città nella quale ci sono stati solo negli ultimi due anni dodici omicidi. Sono sindaco di una città che si è costituita parte civile per fatti gravissimi legati alla mafia calabrese. Tutti procedimenti di cui non si sa più nulla, che sono come persi nei corridoi della Procura. Io apprezzo i giudici quando danno pronte risposte ai cittadini, il tema della sicurezza è importante anche a Cosenza. Ma non posso non constatare una doppia velocità nelle indagini, non sottolineare una certa discrasia. In questo caso, si è andati avanti velocemente perché Firenze è stata scomoda, e si risponde su Cosenza con un´operazione che fa scalpore. Un´operazione molto mediatica, troppo».
« Si contesta la "cospirazione politica, mediante associazione al fine di turbare l´esercizio delle funzioni di governo, effettuare propaganda sovversiva" eccetera. Poi c´è un´altra accusa: «Voler sopprimere la globalizzazione dei mercati economici». Ma a sopprimere la globalizzazione possono bastare venti studenti di sociologia? A me viene da ridere, e a lei?»



Dai Movimenti
In merito all'inchiesta della Procura della Repubblica di Cosenza ed ai mandati di arresto che hanno portato alla carcerazione di Francesco Caruso dei Disobbedienti e altri compagni e compagne dichiariamo che è in atto una montatura giudiziaria scandalosamente falsa nella quale si tende di incasellare eventi politici pubblici, partecipazione a reti sociali e semplici opinioni di attivisti politici in un teorema giuridico esso sì criminale che questa operazione è stata lucidamente premedidata nei modi e nei tempi, tant'è che viene lanciata i giorni immediatamente successivi la conclusione dello European Social Forum di Firenze e delle riunioni del tavolo di preparazione del prossimo foro sociale di Porto Alegre che è un attacco a tutte le reti sociali che compongono e attraversano il movimento dei movimenti, dal cui interno provengono tutti i compagni e le compagne arrestate e pertanto invitiamo tutte le agenzie di comunicazione, i siti, le radio, i giornalisti che non hanno smesso di pensare a permetterci di comunicare le ragioni di chi questa mattina è stato tradotto in manette nelle carceri speciali di Trani e Latina solo perchè in lotta con noi per la costruzione concreta di un altro mondo possibile ribadiamo che i veri responsabili del sovvertimento dell'ordine pubblico a Napoli durante il Global Forum e a Genova durante il G8 sono stati gli allora ministri degli interni, i reparti mobili di Canterini, gli squadroni dei carabinieri, i GOM ed i torturatori di Bolzaneto, il cui vertici non sono ancora stati rimossi infine puntualizziamo che non abbiamo mai istigato a disobbedire, ma abbiato praticato e pratichiamo la disobbedienza sociale contro leggi ingiuste, liberticide o apertamente razziste e neoschiaviste come la c.d. Bossi/Fini. E continueremo a farlo perchè la costruzione della nostra Europa, che vogliamo aperta, sociale e solidale, e della democrazia globale passa attraverso il conflitto sociale e la disobbedienza.
Bologna Social Forum


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"Gli arresti degli esponenti No Global sono una mina contro l'adozione di un provvedimenti di indulto". Lo afferma il Verde Paolo Cento il quale spiega che "Proprio mentre stanno maturando nel paese e nel parlamento le condizioni per un atto di indulto teso a chiudere le stagione dell'emergenza e alleggerire il sistema penitenziario, gli arresti di Caruso e degli altri esponenti No Global, accusati di reati ideologici, riportano il clima politico indietro di molti anni. Ora più che mai il Parlamento decida dunque si passare dalle parole ai fatti: la prossima settimana - conclude Cento - voti la riforma dell'articolo 79 della Costituzione per abbassare il quorum previsto per l'indulto e inizi subito l'iter per una decisione rapida e bipartisan, come auspicato dallo stesso Berlusconi".
Paolo Cento


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Siamo preoccupati e dopo gli arresti ordinati dalla procura di Cosenza ci domandiamo una volta di più fino a che punto il diritto al dissenso, la libertà d'espressione e di manifestazione, i diritti politici siano realmente garantiti in Italia. Non conosciamo ancora i fatti specifici contestati agli arrestati, ma i capi d'imputazione indicati fanno pensare a un'azione di repressione e criminalizzazione politica. Speriamo di essere smentiti ma l'esperienza fatta a Genova nel luglio 2001 ci spinge a invitare tutti i democratici a vigilare con molta attenzione su questo procedimento giudiziario. Agli arrestati, a quanto pare, si contestano anche reati legati al G8 di Genova, ma non risulta che la procura genovese, competente in materia, abbia avviato indagini in tal senso. Siamo preoccupati anche per il trattamento ricevuto dagli arrestati, chiusi addirittura in un carcere di massima sicurezza e senza aver potuto parlare con i propri avvocati: ripensando all'esperienza della caserma di Bolzaneto a Genova, queste notizie ci spaventano. A Genova nel luglio 2001 furono più volte sospesi i diritti costituzionali. Si produsse in quei giorni una frattura fra la società civile e le forze dell'ordine che non è mai stata sanata. I vertici della polizia e dello stato non hanno mai preso apertamente le distanze nemmeno dagli episodi più gravi e clamorosi, come il blitz alla scuola Diaz, concluso con l'arresto di 93 persone sulla base di prove costruite (le due molotov portate nella scuola dalla stessa polizia). Gli arresti di questa notte, così poco chiari, rischiano di allargare ulteriormente il fossato creato nel luglio 2001 fra la società e le istituzioni. Siamo preoccupati perché temiamo che questi fatti facciano scadere la qualità della nostra democrazia. Perciò continuiamo a batterci per avere verità e giustizia sui fatti di Genova e oggi chiediamo l'immediata liberazione degli arrestati , perché non crediamo, a tanta distanza dai fatti, che possano esservi gli elementi di pericolosità sociale richiesti dalla legge.
Comitato "Verità e giustizia per Genova" - Dichiarazione congiunta di Giulietto Chiesa (presidente onorario), Enrica Bartesaghi (presidente), Antonio Bruno (tesoriere), Lorenzo Guadagnucci


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Gli arresti di questa notte, dopo la limpida e forte manifestazione di Firenze, sono molto utili a criminalizzare il movimento "new global" (e non no-global), teso a superare l'attuale globalizzazione immensamente iniqua, dei profitti e non dei diritti, per pochi e non per tutti, del dominio e non della giustizia, per costruire nel tempo una giusta società planetaria dei popoli. Certamente, chi, nel movimento, usa linguaggio violento o minaccioso, anche senza fare azioni violente, fa il gioco dei vassalli dell'impero, come molti hanno sempre avvertito, ultimamente Zanotelli a Firenze. Vogliamo aver fiducia nella magistratura, nonostante che, salvo migliori informazioni successive, i reati contestati agli arrestati sembrino di natura piuttosto ideologica e politica. La critica non è crimine, il crimine non è critica. La critica non è violenza. La violenza non è critica. La critica del dominio non è un crimine, ma un contributo alla civiltà. E il crimine disumano del terrorismo non è una critica giusta né efficace, ma piuttosto utile e utilizzata dall'impero. Solo la nonviolenza attiva, costruttiva, coerente, è la vera alternativa, la più temuta alternativa alla violenza strutturale. Ricordiamo che a Napoli e a Genova, secondo montagne di prove e testimonianze, la violenza è venuta dalla parte di chi doveva assicurare l'ordine e difendere i diritti dei manifestanti, ed ha invece tollerato squadre nere di violenti, per falsare l'immagine delle dimostrazioni popolari. C'è il pericolo che questi arresti odierni spingano qualcuno a compiere atti di sconsiderata violenza. Lo invitiamo a riflettere che così facendo agirebbe contro il grande significato del movimento mondiale per la giustizia e farebbe un favore gradito a chi vuole criminalizzare questo nostro movimento.
Enrico Peyretti


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L'arresto di Francesco Caruso e di altri esponenti del movimento no-global, avvenuto sulla base di ordinanze di custodia cautelare emesse dalla magistratura cosentina, configura un inaccettabile tentativo di criminalizzazione del movimento, a meno di una settimana dall'eccezionale riuscita dell'appuntamento di Firenze e a pcohi mesi da quello mondiale di Porto Alegre. Dalle informazioni in nostro possesso emerge, a fronte di un'estrema povertà di riscontri probatori e a una forte fragilità del teorema accusatorio sottostante agli arresti, un uso spregiudicato ed incauto di disposizioni penali che costituiscono un evidente retaggio del periodo fascista, come quelle che incriminano l'"associazione sovversiva", la "cospirazione politica" e la "propaganda sovversiva". Dal riferimento, scandalosamente inedito, al "tentativo di sovvertire gli ordinamenti economici" traspare poi addirittura un tentativo di sacralizzare, dotandola di garanzia penalmente snazionata, la globalizzazione capitalistica esistente, con uno spirito più che mai estraneo al sistema di valori cui si ispira la nostra Costituzione, e a cui deve ispirarsi evidentemente ogni magistrato della Repubblica. Siamo quindi di fronte a un tentativo di strumentalizzazione politica della giurisdizione penale, di fronte al quale deve levarsi forte la protesta di chiunque abbia invece a cuore l'indipendenza della magistratura e lo Stato di diritto, a livello interno, europeo e internazionale. Vogliamo ricordare, da tale punto di vista, che il comportamento degli organismi repressivi dello Stato italiano, con il ricorso a ingiustificate forme di repressione che configurano in vari casi gli estremi di gravi reati, sarà discusso dalla prossima sessione della Commissione dei diritti umani delle Nazioni Unite, in programma a Ginevra in primavera. Il Coordinamento dei Giuristi Democratici e il Genoa Legal Forum si impegnano a garantire, con la difesa degli arrestati e la promozione di una campagna per la salvaguardia delle libertà fondamentali, il diritto di critica e di opposizione alla globalizzazione capitalistica e al pensiero unico nonché la tutela dei valori che sono alla base del nostro patto costituzionale.
Coordinamento dei Giuristi Democratici e il Genoa Legal Forum


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Anzichè scrivere un comunicato sui recenti arresti, preferiamo citare le parole di un poeta.
Quando i nazisti sono venuti a prelevare i comunisti,
non ho detto niente, non ero comunista.
Quando sono venuti a prelevare i sindacalisti,
non ho detto niente, non ero sindacalista.
Quando sono venuti a prelevare gli ebrei,
non ho detto niente, non ero ebreo.
Quando sono venuti a prelevare i cattolici,
non ho detto niente, non ero cattolico.
Poi sono venuti a prelevare me. Ma non rimaneva più nessuno per per dire qualche cosa.
(Martin Niemöller - 1942)
Rete Contro G8 per la Globalizzazione dei Diritti


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L'ondata di arresti effettuata in data 15 novembre 2002 fra esponenti di spicco del movimento noglobal meridionale ci preoccupa. Non vogliamo che questa sorprendente azione crei un clima di esasperazione del conflitto sociale proprio ora che - dopo la civile, pacifica e imponente manifestazione di Firenze - il movimento di critica alla globalizzazione aveva avviato un dialogo a 360 gradi con il mondo politico e sociale. La grande prova di maturità e compostezza del forum sociale europeo di Firenze era servita a scompaginare pregiudizi e a rivedere stereotipi. Dopo l'appuntamento europeo di Firenze nessuno più poteva dire che l'Italia era di fronte ad un esercito di barbari. I "devastatori" da cui occorreva difendersi avevano a Firenze espresso una nuova idea della società, discutendo, proponendo, manifestando, scegliendo la strada della non violenza. Una fiumana di giovani e di intelligenze fuori dagli schemi precostituiti della politica tradizionale esprimeva aspettative e avanzava progetti che non potevano più essere ghettizzati con banali operazioni di disinformazione. Tuttavia quelle operazioni di disinformazione e di deformazione della percezione del fenomeno sociale noglobal hanno purtroppo trovato spazio fra apparati statali che dovevano essere viceversa preposti alla corretta raccolta delle informazioni a supporto della gestione democratica dell'ordine pubblico, fino ad ispirare proposte di divieto della manifestazione di Firenze. Una "guerra psicologica" ha preceduto Firenze ed è stata prova di maturità per tutti venirne fuori con una manifestazione pacifica ed estremamente civile che tracciava le linee di un futuro confronto utile all'intera società italiana. A noi sembra che chi ha raccolto gli indizi per aprire indagini così gravi, chi ha fatto partire una simile imponente macchina di intercettazioni e controlli a carico di militanti no global, abbia ipotizzato un pericolo non corrispondente alla realtà. In buona sostanza settori particolari dei servizi segreti - la cui storia in Italia è ben nota - potrebbero aver raccolto e comunicato alla magistratura una mole imponente di intercettazioni e di indizi per cui i magistrati forse non hanno potuto esimersi dall'avviare l'azione attualmente in corso. Questo esagerato o distorto senso del pericolo ha fatto leva più sulle paure e su ipotesi precostituite che su reali minacce. Questa è la nostra sensazione, che tuttavia non vuole essere una critica alla magistratura: è solo l'espressione di una sommaria valutazione preliminare, che ci riserviamo di precisare alla luce delle maggiori informazioni che trepeleranno nelle prossime ore. Infatti non ci possiamo e non ci dobbiamo pronunciare sul lavoro della magistratura, a cui riconosciamo un valore insostituibile di garanzia di legalità anche qualora dovesse sbagliare o anche quando assumesse ipotesi di lavoro che non condividiamo. Infatti riteniamo che il sistema della giustizia italiano - pur con tutti i suoi difetti - abbia al suo interno i meccanismi di verifica, di garanzia e di autocorrezione. Pertanto ci auguriamo che le persone arrestate, poste nelle carceri di sicurezza o inquisite, possano far varere le ragioni della loro innocenza. Abbiamo potuto conoscere direttamente alcuni di questi indagati e pertanto ci sorprendono le ipotesi di reato a loro attribuite. Si tratta di persone che hanno svolto la loro attività alla luce del sole e che hanno propagandato apertamente le loro idee. Nei nostri contatti non abbiamo ravvisato la preparazione di un sovvertimento violento e clandestino degli ordini dello stato democratico. In più occasioni abbiamo partecipato ad incontri in cui - pur a volte nella diversità di vedute - da parte loro è emersa una sincera volontà di confronto e di partecipazione ad un cambiamento sociale improntato al rispetto dei principi democratici che il nostro ordinamento pone a garanzia della sovranità popolare. Pertanto la nostra esperienza, pur limitata e non certo esaustiva, ci porta ad esprimere una spontanea preoccupazione. PeaceLink, che fa parte integrante di Rete Lilliput e quindi dell'anima gandhiana del movimento di critica alla globalizzazione, sarà disponibile in tutti i momenti di confronto in cui si manifesterà la volontà di una civile, pacata e ragionevole ricerca della verità.
Peacelink


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Questa notte 20 persone sono state arrestate, e altre 22 risultano indagate dalla procura di Cosenza. L'accusa, formulata dal gip presso il tribunale di Cosenza Nadia Plastina parla di ''cospirazione politica mediante associazione, al fine di turbare l'esercizio delle funzioni di governo, effettuare propaganda sovversiva, sovvertire, violentemente, l'ordinamento economico costituito nello Stato; attentato contro organi costituzionali, porto di oggetti atti ad offendere, resistenza a pubblici ufficiali, invasione di edifici, propaganda sovversiva, istigazione a disobbedire alle leggi dell'ordine pubblico". Accuse gravissime e pretestuose, come gravissimo è l'intento politico che le muove . Si condannano, attraverso l'articolo 270 bis, tutte le azioni di contrasto e opposizione all'ordine neoliberista, in qualsiasi forma vengano condotte. Tra gli arrestati, anche Anna, redattrice di Radio Gap. L'accusa nei suoi confronti deriva dal suo ruolo nella! redazione di Radio Gap a genova, per avere, secondo la digos, mantenuto i contatti tra i manifestanti. Radio Gap ha sempre agito pubblicamente, attraverso i propri microfoni, per raccontare quello che succede nei movimenti, nel mondo del lavoro, in quello del disagio sociale ed economico. A Genova, radio Gap ha raccontato le violenze della polizia, in piazza e nelle caserme. I materiali prodotti durante quelle giornate sono tuttora visibili e disponibili sul sito di radio gap. Non essendo riusciti a spegnere la voce di Radio Gap neanche con l'irruzione nel Media center di Genova nel luglo 2001, stanno tentando di farlo oggi, attraverso l'arresto di una delle sue redattrici. Radio Gap esprime la più piena solidarietà ad Anna e alla redazione di Radio Ciroma di Cosenza, rivendicando il proprio diritto a fare informazione, piaccia o non piaccia ai governi in carica.
Le redazioni di Radio Gap


Reti
Il sito "www.ecn.org/sotto-accusa" e' stato appositamente dedicato alla raccolta di ogni informazione utile a mettere in luce tutti gli aspetti della campagna repressiva in atto oggi in italia in ambito informatico, dalle accuse contro l'attivita' dimostrativa del Netstrike, agli arresti per "defacement"; dai sequestri isolati che passano sotto silenzio alle norme di legge contraddittorie e sproporzionate al "reato" commesso. Questo sito potra' essere contattato attraverso il prorpio indirizzo email. Tutt* sono invitati a partecipare. Tutt* sono invitati a reagire: per la liberta' di espressione sulla Rete!

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Il Forum permanente per la Pace invita tutti i sovversivi di Ferrara ad autodenunciarsi per i propri crimini contro "l'ordinamento economico dello Stato". Compilate il modulo che trovate on line e venite a "costituirvi" alle 18 di fronte alla Questura di Ferrara (Corso Ercole d'Este). Ecco il modulo on line da scaricare, compilare e consegnare. Ecco il comunicato stampa. E' possibile inviare il modulo alla Procura di Cosenza sul sito di Carta.

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Oggi viene portato avanti un durissimo attacco alla libertà di dissenso e di lotta; il carcere è l'unica risposta delle istituzioni al grido di resistenza contro la disoccupazione, l'esclusione, la povertà, l'abbandono. Ad essere incriminato è il tentativo di costruire nel meridione d'Italia una rete politica fondata sui bisogni reali. Quando il movimento diventa coscienza e comincia a lavorare sul nonlavoro, il diritto alla casa, l'acqua, il diritto alla sanità, ecco che viene criminalizzato. Indymedia

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Gli arresti degli esponenti della Rete del sud ribelle non sono un caso giudiziario, ma politico. La stessa imputazione di associazione sovversiva finalizzata al sovvertimento dell'ordine costituzionale richiama il fatto che chi si muove per cambiare il mondo va trattato alla stregua di un criminale e riguarda non solo i compagni e le compagne colpiti, ma tutti. Attac Italia

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Il Bilancio sociale partecipativo: un'ondata che parte da lontano, da quelle giornate di Seattle che sentiamo appartenerci e che sono state una scintilla di innovazione e di speranza a contrastare la violenza del potere globale, una esperienza realizzata in Brasile, nella città di Porto Alegre: una esperienza che ci può insegnare molto e che ci riproponiamo di far conoscere per discuterne, per trarne spunti di riflessione, esempio di come trasformare in un processo reale che investe anche le istituzioni locali il desiderio di partecipazione e decisione che attraversa la società civile anche nel nostro paese. Sherwood

un altro mondo è in costruzione

...forse, forse, forse...
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