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Fuoriregistro - Speciale del 21/09/2002 - a.s. 02/03
f u o r i r e g i s t r o
speciale - 21/09/2002
EDIZIONE TEMATICA
il punto sulla pubblica istruzione

RITORNO AL SAPERE
...ovvero...
All’inizio volevamo concentrarci solo sul destino che la riforma Moratti riserva all’Istruzione professionale. Man mano che il lavoro di preparazione procedeva ci siamo rese conto che non era possibile separare questo pezzo di riforma dal disegno di insieme e dalla domanda sul diritto al sapere.
...perchè questo speciale
di Ariel & Amélie
Nubi sulla scuola
I Piani di Studio personalizzati: sintesi, riflessioni e commenti.
di Arturo Ghinelli
Disabili e sostegno. L'aritmetica non torna
di Rolando A. Borzetti
Fine di un progetto
di Renato Ceccon
Non mercificazione, ma interculturalità
di Cem mondialità
in archivio
La voce dell'Assemblea Costituente
di Pierluigi Nannetti
Critica della ragion delegata
di Giacinto Verri
Possibili schiarite
Barbiana oggi
di Antonio Limonciello
in archivio
Sulle orme di Barbiana … (prima e dopo il 19.05.2002)
di Eugenio Scardaccione
Pensieri su don Milani
di Francesco Di Lorenzo
Riforma o controriforma
Inter - Torino 1 a 0 ... Moratti - Scuola 1 a 0 ... Moratti - Sinistra 1 a 0...
a meno che

di Vittorio Delmoro
I tre continuismi e i girotondi
di Sandra Coronella
in archivio
Controriforma dei cicli: cui prodest?
di Gianni Trezzi
Garantire ai potenti l'ignoranza dei sudditi
di Fabio Greco
Diciamo no!
Le nostre tesi sulla scuola
di Lea Borrelli
Manifesto dei 500 insegnanti e genitori per il ritiro della riforma dei cicli e la difesa della scuola pubblica
di Manifesto dei 500
in archivio
Non siamo d'accordo
di Marina Fasce
La voce del Cagnazzi
di Liceo Classico Cagnazzi (Altamura)
Professionali: il cerchio si chiude
Istruzione e formazione nell’istituto professionale: da Frosinone un appello
di Enrico Bruno
Prima di tutto il successo scolastico
di Giovanni Carlini
A proposito di convenzioni, ovvero: il cerchio si chiude
di Anna Pizzuti
in archivio
I Professionali, scuole di serie B?
di Mimmo Tardio

E perchè un'edizione a carattere monografico?
Per poter scandagliare aspetti particolari o argomenti specifici
che chiedono un affondo dentro le problematiche scolastiche
siano esse politiche, didattiche, culturali ed interculturali.
L'obiettivo, come sempre, è quello di costruire dal basso, dai contributi di tutti,
una coscienza critica, una forma di sapere condiviso
spendibile dentro le stanze del nostro lavoro quotidiano.
Qualunque parere, suggerimento, successiva proposta od offerta di collaborazione
sarà graditissima!

...perchè questo speciale
di Ariel & Amélie

Noi vorremmo che questo speciale, che coincide con la riapertura della discussione parlamentare sulla riforma Moratti, ridesse forza e voce a chi studia e a chi insegna



I Piani di Studio personalizzati: sintesi, riflessioni e commenti.
di Arturo Ghinelli

E' successo spesso che importanti cambiamenti nella scuola siano stati introdotti d'estate a scuole chiuse. La Moratti non ha voluto essere da meno dei suoi predecessori e, anche se nemmeno un ramo del parlamento è ancora riuscito ad approvare il ddl che porta il suo nome , lei farà comunque uscire un decreto per far sperimentare una legge che non c'è .



Disabili e sostegno. L'aritmetica non torna
di Rolando A. Borzetti

Mentre il numero degli studenti disabili aumenta, sul versante insegnanti di sostegno navighiamo a vista. Ma Il principio dell'integrazione scolastica come cultura diffusa e segno di civiltà sarà uno degli elementi fondanti la riforma dei cicli, voluta dal ministro Moratti?


Fine di un progetto
di Renato Ceccon

Dopo otto anni di lavoro, dopo aver realizzato una struttura che forniva numerosi servizi, dopo aver aiutato centinaia di scuole, lettori, fisioterapisti, logopedisti e neuropsichiatri.... chiude Il Progetto Scuola Handicap, che curava la qualita' dell'integrazione scolastica in provincia di Venezia, uno dei pochi mantenuti in piedi in questi anni a causa della progressiva erosione dell'organico dei docenti delle varie discipline e per contenere la spesa.
Una logica che toglie preziose risorse alla scuola pubblica.




Non mercificazione, ma interculturalità
di Cem mondialità

Nel tempo della globalizzazione omologante, della mercificazione del sapere e della subordinazione della scuola alle leggi del mercato, l’esperienza educativa deve perciò recuperare il pensiero critico, divergente, alternativo. Oggi l'educatore/trice e l'insegnante democratico, nonviolento manca letteralmente del terreno sotto i piedi...


La voce dell'Assemblea Costituente
di Pierluigi Nannetti

La Costituzione enuncia i principi fondamentali, che riguardano l’istruzione e l’educazione, negli articoli 33 e 34, che così recitano: la Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi; enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato; l’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita; i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

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Critica della ragion delegata
di Giacinto Verri

In questi tempi in cui la cosa pubblica è sinonimo di scarsezza, non funzionalità, di pachiderma che mangia risorse, di insufficienza e di arretratezza la sig.ra Moratti ha avuto giuoco facile a far passare tutto, anche quanto non detto nella delega stessa.
Quello che sembra essere la forza della delega è, spero con tutto il cuore, la sua stessa debolezza: possiede una finalità priva di un ragionevole sistema scolastico, azzarda un percorso che verrà riempito a tratti, a pezzi costruendo una tattica del momento su una strategia di fondo a me evidente. Uno per uno gli 8 comandamenti che la rivelano.




Barbiana oggi
di Antonio Limonciello

Abbiamo bisogno di una scuola laboratorio, sempre più laboratorio sociale, dove si sperimentano le interazioni delle culture, dove si sperimentano tutti i linguaggi della comunicazione, tenendo ben conto di quelli del corpo, dove si sperimenta il fare collaborativo come nuovo modello produttivo, dove l’individuo trova gli strumenti per sviluppare la propria soggettività, dove esso, nella sua piena libertà, scopre le potenzialità di un’intelligenza collettiva motore di una soggettività sociale.




Sulle orme di Barbiana … (prima e dopo il 19.05.2002)
di Eugenio Scardaccione

Io, in verità c’ero stato altre volte e proprio di questo voglio raccontarvi, perché ho
intenzione di riprendere, rielaborandolo e riadattandolo una sorta di resoconto di un’indimenticabile esperienza vissuta lì proprio all’ombra del pergolato ove don Lorenzo Milani faceva scuola. Lì dal 1982 al 1988 si sono svolti dei campi estivi promossi dal coordinamento nazionale degli insegnanti per la nonviolenza.

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Pensieri su don Milani
di Francesco Di Lorenzo

Don Lorenzo Milani avrebbe avuto oggi 77 anni e si sarebbe trovato male. Avrebbe costatato ancora di più la sua inattualità, se si considera inattuale tutto quello che non è conforme al tempo presente e sottoposto al passaggio della moda. Di sicuro non avrebbe dimenticato che nel nostro Paese si laureano solo otto su cento ragazzi che hanno iniziato la scuola, e che questi otto sono figli di professionisti, insegnanti e categorie vicine.
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Inter - Torino 1 a 0 ... Moratti - Scuola 1 a 0 ... Moratti - Sinistra 1 a 0...
a meno che

di Vittorio Delmoro

Qualunque cosa succeda, il percorso della squadra morattiana per vincere il campionato scolastico sembra ormai delineato , lo scudetto sarà lì a portata di mano. Forse.


I tre continuismi e i girotondi
di Sandra Coronella

I primi due sono quello *sinistra-sinistra* e *sinistra-destra*. A me però interessa molto di più un terzo tipo di *continuisti*. Sto parlando di coloro che, nella scuola, hanno sviluppato un sentimento di ostilità verso chiunque tenti di strumentalizzare i loro problemi a fini di parte.


Controriforma dei cicli: cui prodest?
di Gianni Trezzi

Dopo la legge sull’autonomia scolastica, con la legge di riordino dei cicli doveva giungere a compimento l’impegnativo iter legislativo di rinnovamento del nostro sistema scolastico (il primo organico intervento nel settore dalla riforma Gentile del lontano 1923!).
Invece il neo-ministro della Pubblica Istruzione del governo di centrodestra, Letizia Moratti ha ritirato i decreti attuativi e bloccato –per il momento- la partenza del progetto. A chi giova rallentare se non bloccare il processo di rinnovamento della scuola italiana?
Per rispondere a questa domanda è prima necessario riassumere cosa prevedeva, in concreto, la riforma impallinata:


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Garantire ai potenti l'ignoranza dei sudditi
di Fabio Greco

La cosa che più impressiona del cosiddetto documento Bertagna (che aspirerebbe ad essere la base della futura riforma della scuola) è proprio il “sospetto” verso la scuola. Con qualche spia linguistica di vero e proprio disprezzo. Basti vedere, ad esempio, come viene definita l’idea che la scuola abbia ancora una funzione centrale nella formazione dei giovani di ogg


Le nostre tesi sulla scuola
di Lea Borrelli

Il “Forum per la scuola pubblica” è uno spazio aperto a cui aderiscono vari organismi e associazioni, che hanno individuato alcuni punti unificanti - che ruotano essenzialmente intorno alla difesa della scuola pubblica - sui quali aggregare le forze per costruire iniziative unitarie, destinate a bloccare l’attacco alla democrazia e il processo di smantellamento dell’idea stessa di scuola pubblica.


Manifesto dei 500 insegnanti e genitori per il ritiro della riforma dei cicli e la difesa della scuola pubblica
di Manifesto dei 500

Nel disprezzo totale della volontà della maggioranza e di ogni democrazia, mentre insegnanti e famiglie erano in vacanza, il Ministro ha presentato un progetto di “sperimentazione” della riforma con l’intento di farla partire già a settembre, senza alcun dibattito e senza che nemmeno gli insegnanti e i genitori sappiano di cosa si tratti esattamente.
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Non siamo d'accordo
di Marina Fasce

Questo documento è un invito alla riflessione ed è indirizzato a tutti coloro che hanno a cuore il mondo della scuola e che desiderano un serio processo di riforma, fondato sui più profondi valori pedagogici e culturali del nostro paese e della comunità internazionale; è scritto cercando di mantenere una qualsiasi distanza da atteggiamenti giudicabili polemici o di parte, e si basa su una lettura critica dei documenti finora pubblicati utilizzando come lente interpretativa l’esperienza professionale, studi e ricerche di gente di scuola che opera in essa da tanti anni e, quindi, impegnata nella fatica di essere sempre e comunque “in prima linea”.
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La voce del Cagnazzi
di Liceo Classico Cagnazzi (Altamura)

Le opinioni dei docenti e degli studenti in un documento analitico e puntuale.


Istruzione e formazione nell’istituto professionale: da Frosinone un appello
di Enrico Bruno

Quale valore assegnare alla istruzione professionale in questo determinato momento storico in cui si avanzano proposte di riforma della “formazione” professionale? Ha senso ancora parlare di istruzione? In quale accezione considerare la parola formazione? Il rischio è di appiattire l’istruzione professionale sull’attuale sistema di formazione regionale ineguale sul territorio nazionale ed in alcuni casi inesistente o gravemente in crisi.



Prima di tutto il successo scolastico
di Giovanni Carlini

Staccare dall’istruzione le scuole professionali significa togliere una chance “educativa” a tanti giovani che rifiutano la scuola. I risultati di due indagini nel Lazio dimostrano che rimotivare allo studio funziona



A proposito di convenzioni, ovvero: il cerchio si chiude
di Anna Pizzuti

Mai come adesso bisogna saper guardare e capire. E reagire alla protervia ed all’illegalità. Esistono due leggi, chiare e facili da applicare. E lo sono state, in tantissimi Istituti superiori, in prevalenza professionali, ma questo era logico. Occorre far sapere al ministro ed alle regioni sue amiche che non ci facciamo ingannare, che, da insegnanti e da cittadini difendiamo il diritto allo studio per tutti.ì, contro la separazione sociale.



I Professionali, scuole di serie B?
di Mimmo Tardio

Possibile che davvero non si sappia o non si voglia capire la vera posta in gioco è un'altra e che si realizza la riforma Moratti i Professionali ritorneranno ad essere scuole di "arti e mestieri", istituti utili a sfornare "solo" manodopera e tecnici, sicuramente meno qualificati, difficilmente più collocabili nel mondo del lavoro?


 
Documenti a confronto
Don Milani: una vita fra due crisi nell'Italia del cambiamento
Che cosa non dice e che cosa dice in sostanza la "Lettera a una professoressa"?
NON DICE:
La scuola deve essere facile,
Istruzione uguale diploma,
Promoviamo tutti,
Buttiamo la scuola.
DICE:
Occorre che tutti studino, a prescindere dalle opportunità,
Occorre consentire a tutti di portare a termine un iter scolastico formativo di qualità,
Occorre che l'insegnamento sia considerato una missione e non un mestiere,
L'educazione linguistica deve essere al centro di ogni processo formativo,
Impadronirsi degli strumenti espressivi deve essere la prima tappa di un processo educativo anche complesso.


Miur: Raccomandazioni per l’attuazione delle Indicazioni Nazionali per i “Piani di Studio Personalizzati” nella scuola primaria - Bozza del 24 luglio 2002
Scienza è guardare la realtà, e «vederla», da un punto di vista determinato. Non è mai cogliere la realtà, l’esperienza tutta insieme, come e in quanto totalità, magari confusa. La scienza nasce proprio quando si prescinde dalla complessa totalità di qualsiasi cosa reale, la si semplifica e si seleziona un aspetto per «vederla» meglio. La regola vale per gli oggetti della fisica o della chimica, ma non meno per quelli della linguistica, della storia, dell’arte ecc...


Barbiana: Progetto Lorenzo
La caduta dei valori, l'individualismo sfrenato, il pensiero unico, la cultura del dettaglio ci spingono a Resistere per educarci a "consumare e vivere in modo diverso". Espandersi e Autolimitarsi diventa essenziale per sopravvivere e per convivere. Su questo sfondo integratore farebbe leva Lorenzo Milani educatore per dare ai suoi allievi una cassetta degli attrezzi capace di sviluppare Autonomia, Riflessione Critica e Comunicazione. La conoscenza deve essere costruita dall'apprendente sulla base delle proprie attività mentali e sociali. Il discente, attivamente alla ricerca di costruire il significato, dovrà strutturare un ambiente d'apprendimento di partenza il più possibile vicino alla vita reale dell'allievo.

Miur: "Indicazioni Nazionali per i Piani Personalizzati delle Attività Educative nelle scuole dell'infanzia" - Bozza del 24 luglio 2002
Anche gli obiettivi formativi, al pari degli obiettivi specifici di apprendimento, obbediscono alla logica ologrammatica. Per questo, sebbene formulati dai docenti in maniera analitica e sequenziale, vanno sempre acquisiti, a partire dall’unitaria esperienza personale del bambino, attraverso attività didattiche sintetiche, durevoli, ricorsive, organicamente intrecciate tra loro e, soprattutto, dotate di senso per chi le svolge, perciò motivanti. L’insieme di uno o più obiettivi formativi, nonché delle attività, dei metodi, delle soluzioni organizzative e delle modalità di verifica necessarie per trasformarli in competenze dei fanciulli, va a costituire le unità di apprendimento, individuali o di gruppo.


Anci: Sperimentazione dell'anticipo nella scuola dell'infanzia

L'anticipo dell'ingresso alla scuola dell'infanzia di bambini che sarebbero, sia pure per pochi mesi, in età d'asilo-nido, pone agli enti gestori problemi di varia natura, che debbono essere affrontati singolarmente sul piano tecnico, ma che rendono assolutamente indispensabile una organizzazione dei servizi affinchè siano rispettati i diritti degli utenti vecchi e nuovi a prestazioni elevate ed il diritto degli Enti a continuare ad erogare servizi qualitativamente validi, che sino ad oggi hanno contraddistinto l'intervento dei Comuni nel settore della prima e seconda infanzia.

Miur: Raccomandazioni per lo svolgimento delle attività educative e didattiche nelle scuole dell’infanzia del sistema nazionale di istruzione - Bozza del 24 luglio 2002
Un’attenzione particolare, in questo contesto, va ovviamente riservata ai bambini che entrano nella scuola prima dei tre anni. Essi, in genere, hanno già sviluppato numerose competenze: hanno un’identità e una storia relazionale e cognitiva; hanno acquisito il movimento autonomo con sicurezza; possono ottenere rapidamente il completo controllo delle proprie funzioni fisiologiche ed alimentarsi da soli soprattutto se vivono tra pari che hanno già raggiunto questi traguardi; hanno acquisito le principali strutture linguistiche (sono possibili ritardi apparenti nei casi di bilinguismo o di esposizione a una lingua diversa da quella parlata in famiglia); sono capaci dei decodificare una pluralità di situazioni comunicative in modo appropriato, interpretando i segnali verbali e non verbali; imitano in modo articolato e intenzionale le attività degli adulti e degli altri bambini e le sviluppano in prime forme progettuali individualmente o con altri bambini; sono nel pieno sviluppo del gioco simbolico e delle capacità di drammatizzazione; possono esprimersi con una pluralità di linguaggi (grafico-pittorici,! plastici, musicali, motori) che è prudente avvalorare; manifestano un’affettività intensa che, se necessita di un apposito contenimento da parte dell’adulto (soprattutto, per aiutarli a controllare le paure tipiche dell’età: dei rumori forti, delle persone sconosciute, del buio, degli animali, del pericolo di cadere o del vuoto), è, però, articolata e si esprime già in precise preferenze e anche in incipienti amicizie; hanno acquisito, in famiglia e al nido, una serie di regole sociali e sono consapevoli dei primi doveri e delle prime trasgressioni; sono interessati alla lettura di storie e riescono a ricostruirle attraverso le immagini, soprattutto se legate ad esperienze affettive e quotidiane significative; hanno grandi e instancabili capacità esplorative degli ambienti e degli oggetti; sanno esercitare la memoria in attività ludiche o espressive (filastrocche, semplici danze, semplici canti), soprattutto se in situazioni ricorrenti e rituali; riconoscono con certezza! se stessi riflessi nello specchio e cominciano ad elaborare le prime “teorie” sulla mente degli altri, che si consolideranno con il raggiungimento del quarto anno.



"Una scuola per crescere" Note alla guida ministeriale
"Ai genitori preoccupati per le difficoltà che i ragazzi spesso incontrano nelle diverse fasi del loro sviluppo, ai docenti impegnati nel capire e nel sostenere la piena realizzazione dei giovani, mi sento di dire che il nostro impegno va innanzitutto nella direzione di costruire una scuola dove il motore deve essere la trasmissione dell'amore per il sapere e dell'amore per la vita, affrontando anche le ragioni profonde del crescente disagio giovanile. Sono convinta che lavorando insieme a voi, avendo come unico, centrale, punto di riferimento il futuro dei giovani, il disegno di cambiamento della scuola avrà successo" (Letizia Moratti , ministro per l'istruzione)
D’accordo! Allora quella che abbiamo fatto finora che cos’era? Ma "una scuola per calare"!! Chi non l’aveva ancora capito è bocciato all’istante con sette in condotta!! (Claudia Fanti, maestra elementare)

Voci in capitolo
Quelli dell'ultimo banco
L'Italia è l'unico paese europeo che non riesce ad arginare la dispersione scolastica, ( come sottolinea la recentissima Ricerca Eurispes ).
Così i tagli rischiano di colpire i soggetti più deboli : quelli a rischio di dispersione, i figli degli immigrati e i disabili. Una sollecitazione importante per il governo, che però fino ad ora si è mosso in una prospettiva molto delicata senza dare spazio alla riflessione e al dibattito.
(Cesare Moreno, Silvana Cantù, Salvatore Nocera su vitanoprofit)

Non più Rapporto Bertagna!:
Ormai siamo alla riforma moratti, seppure ancora in progress, come d’altra parte è giusto che sia, perché, come abbiamo scritto altrove, a rigore non si dovrebbe mai parlare di riforma (ri-forma, nuova forma), ma di processo innovativo: continuo, permanente! (Umberto Tenuta su Edscuola)

A San Giovanni per il diritto al sapere
Forse molti non capiscono qual è la posta in gioco, forse noi addetti ai lavori non siamo stati capaci di farlo capire. Però di fronte a quello che si sta abbattendo sull’istruzione pubblica, vedo crescere l’angoscia in chi manda i figli a scuola o in chi nella scuola lavora. E invocherei un po’ d’angoscia anche da parte delle forze sociali e della cosiddetta società civile. Dovrebbe mobilitarsi sulla scuola come sulla giustizia.
(Tullio De Mauro su L'Unità)


Cipì scopre il mondo: il ciliegio, le api, il nastro d'argento.
Cipì conosce Margherì e diventa suo amico.

"Altri appetiti, venuti su di soppiatto, per l'insipienza dell'educazione (...) si fanno molti e gagliardi. (...) E infine si impadroniscono dell'acropoli dell'anima giovanile, vistala vuota di dottrina e di nobili studi e veraci ragionamenti, che sono le migliori sentinelle e guardie nell'animo degli uomini cari agli Dei".
(Platone, La Repubblica 560b)

I passeri del tetto non credevano che il signore della notte potesse essere così crudele e mangiare i piccoli uccellini, Cipì e Passerì con l'aiuto del vento e delle nuvole svelarono il mistero.
( Classe 1^A - scuola elementare R.Pezzani - Parma )



Noi, insegnanti elementari molto arrabbiati:
Caro direttore, mi stuzzichi su una questione che da una settimana mi ha mandato in depressione e che mi ha portato a pensare (per la prima volta in 15 anni) che se si realizza questa riforma mi tocca cambiare lavoro!
(Chiara Benciolini sul settimanale diocesano di Padova La difesa del popolo)

Quella scelta al buio tra scuola e lavoro:
Il progetto di riforma della scuola approvato dal governo contiene due provvedimenti in tema di rapporti tra scuola e mondo del lavoro che si possono giudicare uno benefico, l´altro dannoso. Tra i due provvedimenti, inoltre, esiste una patente contraddizione. (Luciano Gallino su La repubblica )

“Scuola reale”, qualcuno pensa di poterne fare a meno?:
La scuola reale attua progetti, applica normative, pianifica risorse, inventa condizioni, modi e strumenti che le consentano di non presentarsi a mani vuote alle ragazze e ai ragazzi che la popolano. Sì, perché sono loro l’interlocutore privilegiato della scuola, loro che ogni mattina sono pronti a incuriosirsi, loro che, anche in eccesso, si sdegnano per ingiustizie piccole e grandi che noi invece siamo disposti a non commentare, loro che spesso arrivano in classe con le tracce dei problemi dolorosi e inquietanti con cui devono mettersi alla prova fuori, e magari anche a casa.
(Lucia Frigerio su Pragma)

Riforma Moratti - analisi della proposta:
...le obiezioni interne alla compagine governativa non sono il portato delle mobilitazioni, soprattutto studentesche, degli ultimi due mesi, ma frutto di posizioni che vogliono spostare ancora più "a destra" l'asse della "riforma". (Danilo Molinari su Isole nella rete)

Gli Istituti professionali, una risorsa:
Perché questa mi sembra davvero scuola pubblica, scuola che onestamente, caparbiamente, prova ad essere di tutti, e spesso ci riesce; perché qui molti colleghi hanno maturato capacità didattiche straordinarie, e sono in grado ad esempio di impegnare gli alunni di una stessa classe parte in una attività di recupero e parte in lavori di approfondimento, in modo da non mortificare né chi è in difficoltà né chi già possiede buoni strumenti di apprendimento; perché qui c’è un capitale di esperienza organizzativa e una rete di rapporti, con il territorio e con le imprese, costruiti in più di un decennio di stages e di scambi formativi con esperti e tecnici delle aziende di settore.
( Maura Bergami su Edscuola)

Un grande futuro dietro di noi
...IERI...

I 127 anni di storia del Cennini
Con la legge del 7 gennaio 1920 n. 8 le Scuole Professionale passarono dal Ministero dell' industria a quello Pubblica Istruzione col nome di "Regia Scuola Professionale di Avviamento al Lavoro". La denominazione subì varie modifiche : non si trattava di mera formalità, ma di attenzione ai processi di cambiamento sociale ed evoluzione tecnica e tecnologia che la società italiana subiva in quegli anni...

Scuola serale di disegno Lecchese
Anche le autorità politiche del tempo, preoccupate che i disoccupati fossero costituiti, come ora, soprattutto da operai generici o comunque da personale non qualificato, cercavano di favorire la nascita di scuole di tipo professionale. Da allora l'istruzione professionale e' sempre stata molto attiva nel Lecchese e, seguendo l'evoluzione della società e delle industrie del territorio, si e' sviluppata in modo da offrire una gamma sempre più completa di corsi che interessano ora praticamente tutti i settori produttivi esercitando un'azione trainante anche sull'innovazione tecnologica

L'istruzione tecnico-professionale nel periodo fascista
L'opera riformatrice del neo-ministro (Giolitti) ha come obiettivi:
- lo sfoltimento della popolazione scolastica, ottenuto mediante meccanismi di selezione (esami, materie discriminanti fra i vari tipi di scuola, una generale maggiore severità)
- la risoluzione della mobilità sociale, ottenuta soprattutto sbarrando la via che dagli studi tecnici consentiva il proseguimento fino all'università.
Giolitti si propone soprattutto di preparare una classe dirigente ristretta rallentando la espansione dei ceti medi. La riforma produrrà fra docenti, studenti genitori fitti dissensi che accentueranno i già diffusi sentimenti di ostilità antigovernativi. Anche la nostra scuola (Ipsia Gallarate) si inserisce in questo coro unanime.


Dice il Riccati...
" Il contributo della scuola secondaria superiore (e non solo delle discipline oggetto di studio) allo sviluppo della personalità di ciascuno studente va visto in una prospettiva che supera le cesure interne siano esse annuali, biennali o triennali. Processi quali il potenziamento e la estensione del possesso motivato delle conoscenze proposte dalle discipline, ovvero lo sviluppo delle capacità di analisi, valutazione, rielaborazione del sapere, che rappresentano finalità proprie della scuola secondaria superiore, richiedono un impegno quinquennale. "
...e risponde il Miur:
Tre possibilità per giungere all'istruzione e alla formazione superiore oppure per entrare nel mercato del lavoro: la prima si riferisce all'istruzione secondaria (Licei), la seconda alla formazione secondaria a tempo pieno (Istituti), la terza alla formazione secondaria in alternanza scuola-lavoro

"La qualità dell'ambiente culturale pesa in modo drammatico sul destino scolastico dei bambini e dei ragazzi. E peserà sempre di più se si separa la scuola dalla formazione professionale e dall'educazione permanente"

"Un terzo degli italiani si ritrova a non avere competenze alfabetiche di base, leggere una scritta e computare qualche numero. Sono persone tagliate fuori dall'informazione scritta e dall'accesso alle nuove tecnologie. Al loro dramma si aggiunge quello dei figli, che crescono tra adulti che non sanno che farsene di un giornale o di un libro".


...OGGI

Lettera sindacale unitaria alla sottosegretaria Siliquini sul tema dell'educazione degli adulti" - 15 giugno 2002"
Al fine di assicurare, attraverso l’informazione e la condivisione, l’efficacia degli interventi di riorganizzazione e la loro rispondenza alla domanda sociale di istruzione e formazione, le scriventi segreterie chiedono una sede di confronto stabile che affronti nello specifico i temi relativi al sistema di EDA, anche per quanto riferibile al “disegno di legge delega relativo alla riforma del sistema di istruzione e di formazione”, attualmente all’esame del Parlamento.

Cos'è l' Educazione degli Adulti
L’educazione degli adulti diviene per questo più di un diritto; è la chiave di volta del ventunesimo secolo, poiché appare sia come una conseguenza di una partecipazione attiva dei cittadini, sia come una condizione per una piena partecipazione alla vita sociale. E’ un concetto forte a sostegno di uno sviluppo coerente dal punto di vista ecologico, e democratico, promotore di giustizia ed equità e di una spinta scientifica, sociale ed economica, indirizzati alla costruzione di un mondo, in cui il conflitto violento sia sostituito dal dialogo e da una cultura della pace, basata sul senso di giustizia. L’apprendere in età adulta, e durante tutta la vita, può aiutare a ridefinire la propria identità e a dar senso alla propria vita, stimolando a riflettere e a rivedere tematiche quali l’età, le differenze di sesso, di lingua, cultura e status economico, l’handicap . ( Dalla Dichiarazione di Amburgo )

Centri territoriali permanenti
In presenza di un vuoto normativo riguardante in generale l’educazione degli adulti e in particolare la formazione linguistica degli immigrati, i corsi di alfabetizzazione allora risultarono essere lo strumento più idoneo per rispondere alla domanda di formazione proveniente dagli stranieri. Nella provincia l’istituzione di questi corsi fu il frutto dell’azione della Consulta sull’immigrazione e della pressione di volontari. I corsi venivano istituiti anche in sedi decentrate rispetto ai corsi 150 ore, si cercò di diffondere uniformemente l’offerta sul territorio provinciale, per rispondere in modo efficace alla domanda del territorio.)


...ULTIMISSIME...

Il Decreto attuativo per la sperimentazione
I resoconti delle sedute parlamentari
Lo Sciopero
f u o r i r e g i s t r o
FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rubrica intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze.
Questa newsletter, che ha una cadenza settimanale, è a disposizione di chiunque voglia collaborare; il modulo on-line permette di inviare contributi sotto forma di testi o di file, evitando i rischi di infezioni ai quali la posta elettronica, e particolarmente gli allegati, è purtroppo esposta.
Rimane comunque possibile comunicare con la redazione all'indirizzo fuoriregistro@didaweb.net e consultare tutti i precedenti interventi alla pagina http://www.didaweb.net/fuoriregistro/.
Puoi cancellarti dalla newsletter utilizzando il seguente indirizzo: http://www.didaweb.net/fuoriregistro/newsletter.php.

Redazione: Emanuela Cerutti. Sito: Maurizio Guercio. - È una iniziativa DIDAweb


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