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Fuoriregistro del 31/03/2002 - a.s. 01/02
f u o r i r e g i s t r o
newsletter del 31/03/2002

Sommario
Primo traguardo per i "Fazzoletti bianchi"
di Emanuela Cerutti
Tanto per abbaiare
di Riccardo Orioles
Con i nostri migliori auguri...
di Fuoriregistro
Metti il morto in prima pagina
di Corrada Cardini
Due o tre cose dal Circo Massimo
di Antonio Limonciello
Appuntamenti per docenti muniti di sveglia
di Docenti del Liceo Scientifico G. Bruno
Le mani sulla giustizia
di Salvatore Camaioni
World Wide Korogocho
di Daniele Bacchi
Dove va la scuola italiana?
di Giovanna Federico
Sei mesi dopo: la storia oggi
di Giuseppe Aragno
Quali indicatori di qualità per l'integrazione?
di Salvatore Nocera
Ma dove sono finite le tre I???
di Mauro Romanelli
Note stonate
di Comitato per l'integrazione scolastica degli alunni pdh
In difesa della scuola italiana
di Cnadsi
Navigando oltre confine...
di Emanuela Cerutti
I 30 punti della discordia
di Giancarlo Fullin
Cari colleghi che andrete in vacanza, non scordatevi di noi
di Riccardo Ghinelli
Il movimento della bicicletta…
di Paolo Manzelli
Esami di Stato
di Roberta Giacometti
Obbligo scolastico nelle aree a rischio
di Enrica Salvioli
Verso un codice professionale degli insegnanti
di Gilda Firenze
Girotondo a difesa della scuola pubblica di qualità
di Giorgio Boni
Docenti e genitori rivogliono la "loro" scuola
di Gianna Peruta
"Pulci Nella Mente" chiama Dario Fo
di Elpidio Iorio
La D che non c'è: riflessioni a caldo su TED 2002
di Giovanni Marcianò
"La Celebrazione del Nostro Territorio"
di Laboratorio Eudemonia
I minori e la giustizia in Italia
di Rolando Alberto Borzetti
Più fuoriregistro di ........così!!!!
di Nadia Scardeoni
....e la legge italiana le condanna alla lapidazione
di Ettore Masina
Re Carlo veniva dalla guerra
di Giuseppe Aragno
Tana liberatutti
di Elena Duccillo


Primo traguardo per i "Fazzoletti bianchi"
di Emanuela Cerutti




Segnaliamo che il Disegno di Legge sugli Organi Collegiali , gia' previsto all'ordine del giorno della Camera per lo scorso mercoledì 13, e' SCOMPARSO dal calendario dei lavori dell'Assemblea per tutto il mese di marzo 2002!!!


Riportiamo di seguito il comunicato stampa


Conclusa con successo la prima iniziativa dei "Fazzoletti Bianchi per la Scuola"


L'11 ed il 12 marzo 2002 sono stati più di 100.000 coloro che, nelle scuole, hanno manifestato pacificamente contro la riforma degli organi collegiali indossando una fascia bianca.
L'iniziativa, lanciata solo una settimana addietro su internet da Fuoriregistro, Didaweb, Educazione&Scuola e Proteofaresapere, si è estesa oltre ogni previsione:
- 52.327 coloro che ci hanno risposto con una e-mail dichiarando la loro adesione individuale,
- numerosissimi i siti, le riviste, i gruppi, i sindacati e le associazioni di base,
- centinaia le scuole, che, per iniziativa di studenti, docenti, ATA, RSU, dirigenti e OOCC, hanno accolto con entusiasmo il nostro appello.
Consapevoli di aver dato voce ad un diffuso disagio presente nella Scuola, confermiamo la nostra disponibilità a mobilitarci per la prossima scadenza parlamentare.

12 marzo 2002

Emanuela Cerutti, per Fuoriregistro
Omer Bonezzi, per Proteofaresapere
Dario Cillo, per Educazione&Scuola
Antonio Limonciello, per Didaweb


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Tanto per abbaiare
di Riccardo Orioles

Morire perche'?

Non lo sapremo mai, probabilmente. Potremo (probabilmente) intuirlo, ma se l'assassinio di Biagi e' stato condotto, cio' che appare dai primissimi dati, con la spietata professionalita' di quello di D'Antona, dubito che si potra' risalire di molto la catena esecutori- mandanti-ideatori. Ci restano solo, ma e' bene in momenti come questi fissarli ad uno ad uno nitidamente, i background politici e i "cui prodest" che naturalmente, come insegnavano gia' gli antichi, non fanno comunque prova in tribunale...

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Con i nostri migliori auguri...
di Fuoriregistro





... di allegrissime vacanze!!!
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Metti il morto in prima pagina
di Corrada Cardini

...Appartengo alla generazione di coloro che passavano da un funerale di Stato all'altro, la generazione delle stragi, della strategia della tensione.
Non mi lascerò incantare ora, come non mi sono fatta incantare allora.
Questi sono agguati in stile mafioso, e la mafia non ha certo problemi a procurare Killer ben addestrati...e, come si sa, una mano lava l'altra...

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Due o tre cose dal Circo Massimo
di Antonio Limonciello

Quel popolo non era li' per il posto di lavoro per se, come la propaganda dei megafoni governativi va dicendo, quel popolo era li' per il sogno che i padri possano lasciare un mondo migliore ai loro figli.
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Appuntamenti per docenti muniti di sveglia
di Docenti del Liceo Scientifico G. Bruno

Tra Marzo e Aprile dobbiamo diventare molto capaci nell’investire del problema scuola pubblica la società e le Istituzioni rappresentative perché verranno in discussione in Parlamento sia la richiesta della delega, sia specifici provvedimenti, in primo luogo il disegno di Legge sugli Organi collegiali; e dobbiamo pure cominciare a porre in essere nelle scuole iniziative che depotenzino gli effetti perversi delle disposizioni del Ministro.

Il 60, 70% dei docenti, come ha messo in evidenza anche l’inchiesta dell’Eurispes, è inquieto e preoccupato per il futuro, aspetta incerto e non sa cosa fare, vaga tra la rassegnazione, la soluzione individualistica e la speranza che si esageri nell’analisi negativa.

Ma è possibile diventare massa nella opposizione e nella proposizione se diventiamo creativi nelle forme di lotta.



Gli scioperi, d’accordo, ma...!

Da novembre al oggi sono stati indetti dai diversi sindacati nella scuola quattro scioperi, mai unitari.

Quello del 15 febbraio, sciopero unitario che vedeva anche la presenza dei sindacati di base, la Cgil lo ha revocato. Forse per gli accordi stipulati il 4 era necessario annullarlo, ma consultando immediatamente le Rsu Cgil, secondo il parere espresso, nel caso, si poteva rideliberare lo sciopero, dando valore alla democrazia interna e alla correttezza dei rapporti con gli altri sindacati (lo stesso Cofferati d’altra parte indice gli sciopero generale senza l’Uil e la Cisl!).

Questi numerosi scioperi parziali della categoria sono sicuramente serviti a manifestare il dissenso nei confronti della controriforma e comunicare con l’opinione pubblica, ma hanno cominciato a perdere credibilità .

O si arriva ad uno sciopero generale, unitario e di massa, comprendendo anche i nuovi sindacati di base, specifico del mondo della scuola, o questi scioperi parziali non sono più capiti e seguiti.


La creatività di massa è stupefacente.

Stanno emergendo a livello nazionale iniziative già presenti a livello locale anche su altri settori, che sono in grado, per la loro semplicità, trasparenza e minimo costo, di dar luogo a una numerosa partecipazione e, se svolte in tutta l’Italia nel medesimo giorno, avere un grande impatto comunicativo con il resto della società.

Dobbiamo avere il coraggio e l’entusiasmo di svolgerle, alcune sono anche giocose!


I fazzoletti bianchi

La proposta di alcune riviste scolastiche on line è conosciuta. Dall’11 Marzo e per tutta la durata della discussione alla Camera della riforma degli Organi Collegiali, dall’uscita di casa sino al rientro dalla scuola, portiamo una fascia o fazzoletto bianco al braccio come segno di democrazia e nonviolenza, spiegando e sollecitiamo le domande di quante più possibili persone.


I Girotondi intorno alle scuole

Tutti insieme, insegnanti, studenti, genitori, cittadini, tutti per mano facciamo il girotondo intorno alle scuole, come segno di dichiarazione e riappropriazione che la scuola è di tutti e per tutti.


Boicottaggio delle case editrici di Silvio

Perché non boicottare, non acquistare, si sono chiesti alcuni, in un forum dei girotondi, alcuni precisi prodotti o servizi della ditta Berlusconi ?

Ottima idea, da concretizzare per noi insegnanti nell’individuazione di specifici prodotti scolastici da non acquistare contemporaneamente, ad esempio i libri delle case editrici di proprietà berlusconiana; ciò potrebbe trovare attuazione anche nel non adottare per il prossimo anno nuovi libri.


Scuola, il carrello della merce

Si vuole ridurre la scuola ad azienda?
Andiamo in gruppo nei grossi magazzini, ci prendiamo il proprio carrello e vi appendiamo un piccolo manifesto in cui si fa presente che “ la trasformazione della scuola in azienda comporta la riduzione dei contenuti scolastici a merce, la riduzione degli studenti in clienti e dei docenti in venditori. Come insegnanti siamo venuti in questo Centro vendita per vedere e imparare”


Precari con la ruota di scorta.

Andare un giorno a scuola, percorrendo i precari tutti insieme un Km. di strada spingendo in avanti una “ruota scorta”, volendo significare e comunicando con cartelli il ruolo cui sono stati adibiti migliaia di insegnanti.


Referendum

E’assai interessante la proposta della rivista “La Tecnica della scuola” per la consultazione di massa da parte del Ministero dei Collegi dei docenti e dei Consigli di Istituto sulle disposizioni e disegni di Legge ministeriali emanati .

La proposta della rivista non sarà accolta, ma può essere ripresa come referendum nazionale, con contenuto articolato da indire e da effettuare nella medesima giornata.


Convocazione dei parlamentari della circoscrizione

Abbiamo votato i nostri rappresentanti in Parlamento, convochiamoli a delle riunioni in cui discutere con loro, e nel caso impegnarli, sul problema scuola.


Mozioni nelle assemblee elettive

Consigli comunali aperti
Tramite consiglieri amici o tramite petizioni far votare mozioni a favore della scuola pubblica, democratica, laica e pluralista, nelle assemblee elettive, ad esempio nei consigli comunali con possibilità di intervento per tutti.


Rifiuto delle ore straordinarie

La riorganizzazione dell’organico prevista con il taglio nei prossimi 3 anni di 35.000 posti insegnante, in molte scuole è possibile solo con la disponibilità dei docenti a fare ore di straordinario per la copertura dei colleghi assenti sino a 15 giorni.

Le ore a disposizione scompariranno per l’assegnazione degli spezzoni portando l’orario di cattedra di tutti a 18 ore.

Con lo straordinario molti colleghi precari verranno a perdere il posto di lavoro e gli ultimi colleghi immessi in ruolo diventeranno sovranumerari, e ciò, anche per la scissione degli insegnamenti delle classi di concorso e la possibilità di collegamento disciplinare nelle superiori tra biennio e triennio.

Il Ministero conta sulla disponibilità dei docenti alle 24 ore anche per motivi finanziari; gli stipendi dei colleghi (che rendono disoccupati altri colleghi) potranno essere incrementati, depotenziando così l’unità della categoria nella richiesta di adeguamenti salariali.

E’ doveroso lanciare una forte e capillare campagna nazionale affinché in ogni scuola già da ora sia bloccata qualsiasi ora di straordinario.


Stop ai viaggi di istruzione
I viaggi di istruzione comportano incombenze, oneri e rischi che non sono riconosciuti dalla scuola, perché continuare a farsene carico, perché essere sempre generosi e missionari ?

Dispiace agli studenti e alle agenzie di viaggio.

Comunque si consegue anche il risultato di suscitare il dibattito fra gli studenti e fra i loro familiari sulla condizione dei docenti.


Esami di Stato

Ci stiamo avvicinando agli esami di Stato e fioriscono le proposte; quella che si fa più strada consisterebbe nel ritardare, per poche ore l’inizio delle varie fasi degli esami con la discussione continua e pignola delle procedure e la relativa pignola e lunga messa a verbale.

Bisogna approfondire.



Sospensione incarichi Consigli di Istituto

Il disegno di Legge sugli Organi collegiali rappresenta una pesante involuzione organizzativa e gestionale della scuola. L’Associazione nazionale docenti propone ai colleghi che ricoprono cariche nel Consiglio di Istituto e nella Giunta esecutiva ad autosospendersi inviando la comunicazione al presidente della Camera e al Ministro.



Mozioni e mozioni

Su ogni aspetto fondamentale del progetto e delle disposizione del ministro Moratti elaborare documenti critici e propositivi da parte del Collegio e del Consiglio di Istituto e diffonderli.


Ma...

La condizione per essere efficaci è la diffusione nazionale di iniziative, la loro periodizzazione e il loro coordinamento.

Chi se ne incaricherà ?

Abbiamo cominciato bene con le quattro riviste e i fazzoletti.

Siamo fiduciosi che le riviste scolastiche già impegnate si faranno avanti per altre iniziative, e altri si faranno avanti.

Siamo fiduciosianche perché abbiamo visto il segretario generale della Cgil scuola, Panini, entusiasmarsi dei fazzoletti !

Speriamo che Bernocchi dei Cobas abbia anche dei lati negativi, quale l’invidia, e si entusiasmi anche lui per le iniziative giocose !


Docenti del Liceo Scientifico G. Bruno, Muravera, Cagliari

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Le mani sulla giustizia
di Salvatore Camaioni

Sotto l'apparenza di una innocua separazione delle "funzioni" il governo si accinge ad una separazione delle "carriere" dei magistrati, come snodo essenziale per mettere definitivamente le mani sulla giustizia.
La legge delega varata dal governo per rimodellare il volto della giustizia costituisce il più pericoloso attacco sinora sferrato contro l'indipendenza della magistratura e di conseguenza contro il principio di eguaglianza di fronte alla legge...

L'indipendenza della magistratura è una garanzia per tutti i cittadini e dunque un valore da difendere ad oltranza, con le unghie e con i denti.
Accanto alle lotte per la stabilità e la dignità del lavoro, per la scuola, la sanità, credo che sia necessario intestarsi con uguale impegno anche una
vigorosa lotta per la giustizia e la legalità...




World Wide Korogocho
di Daniele Bacchi

"Chiedo a tutti voi di darvi da fare per cambiare il sistema. C'è bisogno di giustizia, non di carità". Alex Zanotelli
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Dove va la scuola italiana?
di Giovanna Federico

Intervento presentato durante l'incontro-dibattito con T.De Mauro, svoltosi presso l'Istituto Gramsci Siciliano.

I problemi della scuola sono tanti, alcuni vecchi, altri nuovissimi, urgenti, pericolosi.
Gli attacchi alla vita della scuola sono molteplici: dalla finanziaria che interviene, scorrettamente, ad anno scolastico iniziato sull'esame di stato, mortificando la verifica finale del lavoro svolto, alla legge, che con la
forma deprecabile della delega, non tutela gli interessi di tutti, delegando il governo ad articolare i contenuti senza passaggi parlamentari, alla modifica del titolo V della Costituzione che con l'attribuzione della podestà legislativa alle Regioni, nega l'uguaglianza delle pari opportunità formative e di cittadinanza che la Repubblica deve fornire ai cittadini,
al decreto legge sugli OOCC che snatura le funzioni degli organismi stessi sminuendo, per esempio, il cosiddetto Consiglio della scuola della sua
componente fondamentale : alunni, docenti, genitori, e che mortifica la responsabilità professionale del docente in ambito di valutazione, dichiarata nell'articolo 7, il momento in cui le modalità della valutazione devono essere indicate dal regolamento, che è deliberato dal Consiglio della scuola, nel quale la rappresentanza dei docenti è di 3 Membri su 11.
Il Consiglio della scuola entra quindi nel merito della didattica decidendo il cosa ed il come valutare.
Ma la valutazione è il fulcro della didattica, della funzione docente, delle competenze professionali dei docenti,perché la valutazione è la diagnosi di
una situazione a partire dalla quale si possono formulare e verificare ipotesi di lavoro.
Non possiamo accettare che il meccanismo della valutazione, così come verrà attuato, agisca negativamente sull'attività didattica costringendola a
ridimensionarsi , ad appiattirsi sul test.
Non possiamo accettare che la revisione del sistema educativo riduca la funzione del docente a somministratore di test e redattore di Piani dell'Offerta Formativa.


La riflessione pedagogica, didattica e disciplinare viene azzerata, tutto il lavoro di questi anni sviluppato verso il recupero dell'insuccesso scolastico da un lato e la promozione delle eccellenze dall'altro, lavoro
che è incentrato sulla relazione di effettiva comunicazione che va instaurata tra docente e studente, viene annullato dalla riforma.
Sappiamo che uno dei compiti del docente è il suscitare una propensione attiva verso il sapere, sapere che contribuisce alla costruzione dell'identità personale e che è quindi formazione ,formazione culturale che è la finalità della scuola pubblica statale e per formazione culturale intendo formazione critica, che permette di pervenire al possesso di
conoscenze che siano strumenti di interpretazione , che permette di compiere scelte libere e responsabili, scelte ideologiche attraverso un consapevole
esercizio critico della propria autonomia culturale, di stabilire rapporti costruttivi con gli altri senza omologarsi, formazione che è strumento di
emancipazione e libertà, rifiuto di una società omologata e strumentalizzata.
E per ottenere questa formazione, non sarà sufficiente un bagaglio minimo di contenuti da spendere immediatamente o il puro addestramento pratico, né
l'acritico adattamento alle richieste del mercato, la scuola non deve essere trasformata in agenzia di consumatori inconsapevoli, il livello di istruzione non può abbassarsi verso la logica del mercato.
Io credo in un apprendimento che è significativo se è attivo , se responsabilizza lo studente se è costruttivo e collaborativo se è contestualizzato, non credo in una didattica appiattita sullo stile conoscitivo imposto dal modello tecnologico caratterizzato da nozionismo e
superficialità.
Credo nella cultura della ricerca e non degli adempimenti, nella metodologia attiva, nella riflessione sui saperi condotta in questi
anni anche attraverso le sperimentazioni ,alle quali ho aderito contribuendo, nel mio piccolo, ai processi di innovazione curricolare e didattica che al Garibaldi si attuano già dal 1985, ed il lavoro dei gruppi
di ricerca didattica, le riflessioni sui modelli di insegnamento, sui linguaggi delle discipline, l'importanza del contratto didattico, delle
dinamiche di gruppo, l'analisi a priori che individua i possibili nodi concettuali per mettere a punto le possibili strategie, il ruolo dell'errore come ostacolo epistemologico o didattico da rimuovere attraverso la sua contestualizzazione, e che diventa quindi strumento conoscitivo.
Le discipline,quelle che restano, invece verranno svuotate perché il tempo scuola stretto nelle 25 ore , anzi 24 perché vi è compresa la religione, sarà dedicato per massima parte a somministrazione di test, attivazione di passerelle, orientamenti.
Verrà a mancare il coinvolgimento dell'alunno,le discipline diverranno merce da acquistare indifferentemente in qualunque scuola/azienda.
Ma, noi docenti siamo professionisti della formazione :
elaboriamo le premesse teoriche delle nostre scelte disciplinari, metodologiche, didattiche e pedagogiche ed in questo senso ci sentiamo lesi, mi sento lesa nella mia identità professionale, la legge-delega nega la concezione didattica che pone al centro dell'apprendimento lo studente, si basa su un apprendimento non collaborativo, non cooperativo.
La scuola pubblica statale ha funzione di garante della parità dei diritti di ciascuno e della collettività, e per questo una delle finalità fondamentali del sistema educativo democratico è l'unitarietà della
formazione che invece viene a mancare con l'abolizione del termine costituzionale "obbligo scolastico" e con la canalizzazione precoce nel mondo del lavoro attraverso il sistema duale.Si annulla di fatto il diritto costituzionale all'istruzione, si annulla il sistema nazionale di istruzione statale
frammentandolo e finanziando le scuole private in nome di una libertà di pochi che va contro il diritto di tutti, la scuola cioè, perde il ruolo storico di promozione sociale attraverso l'istruzione.
Queste sono le motivazioni che mi hanno portata ad esprimere il dissenso e gli alunni ne hanno fornito l'occasione il 29 Dicembre scorso giorno
dell'assemblea aperta alla società civile al Garibaldi durante l'anomala occupazione delle vacanze natalizie.
Il dissenso che va tradotto in impegno personale che si esplica nel ricercare azioni che siano in difesa della cultura, della scuola pubblica statale come sottinsieme dello stato democratico che porta in se quindi i valori stessi della democrazia.
L'impegno è nel tentativo di tentare di frenare, tentare di far cambiare direzione, esercitando la democrazia di base anche a partire dagli organismi di competenza quali i consigli di classe ed i Collegi, sostenendo un'idea forte di scuola che è quella di scuola pubblica statale che è conquista
della società, che è stata al centro di faticose conquiste sociali, bene comune democratico che è indispensabile per l'educazione alla
cittadinanza, alla scienza, alla memoria storica, perché credo che a partire dalla scuola e nella scuola si misura il grado di civiltà di una nazione.
E' per questo che ho intrapreso la strada di sorveglianza di protesta di difesa della scuola democratica intrisa di valori culturali,che può e deve
essere migliorata ed adattata alle nuove esigenze, alla nuova realtà, ma che non può essere svilita dei suoi valori costituenti.
E come hanno dichiarato gli alunni del Garibaldi nel loro documento di Dicembre:
"credo in una scuola pubblica di tutti ed aperta a tutti democratica laica non influenzata da ideologie o religioni, pluralista che garantisce la coesistenza di minoranze politiche sociali culturali etniche o religiose".
Idea di scuola che ha sempre presente gli alunni come centro attorno al quale si costruiscono tutte le relazioni e tutti i valori della cultura democratica che ha la sua sede naturale nella scuola pubblica statale.

E' su questi principi, e come dicevo prima, nel tentativo di fare cambiare direzione,e citando il prof De Mauro :"attraverso le opinioni di chi fa
esperienza nelle aule scolastiche", così come ha affermato due anni fa nella sua presentazione dell'allora piano di progressiva attuazione del riordino
dei cicli, che il 10 gennaio è nato al Garibaldi il Coordinamento Docenti, del quale mi occupo,per sostenere un tema di interesse comune che è il
futuro della scuola pubblica statale e le cui finalità sono:
· sorvegliare sul presente e futuro della scuola pubblica statale
· analizzare la revisione complessiva del sistema educativo
· attuare forme di " protesta civile" che non siano lesive per gli alunni e per la vita della scuola pubblica statale .



Il Coordinamento ha più di trecento membri che sono docenti di 10 scuole elementari , 10 istituti comprensivi, 21 medie, 45 superiori di palermo ,
provincia con presenze di scuole di AG, CT, EN, TP, SG collegati tramite e-mail;
ha il suo spazio in EDSCUOLA (dal 26/01) nella rubrica INTERLINEA;
ha Contatti con Coordinamenti di Napoli, Bari, Milano, Carpi, Bologna, Torino, Roma, Rimini, Firenze.

Tra le azioni ne cito alcune :
· Il Sondaggio sulla revisione complessiva del sistema educativo attraverso il "documento del Coordinamento" effettuato nei Consigli di Classe o nei Collegi che ha ricevuto ad oggi l'adesione di 115 CdC di 7 scuole e 285 adesioni di singoli docenti di 6 Collegi
· la Partecipazione a Roma (il 28/01/)al convegno sui curricula
· L'Adesione al documento sulla "Giornata della Memoria" (3/02)
· la Partecipazione (14/02)al convegno del CIDI
· La Manifestazione del 15/02
· La lettera aperta al presidente Ciampi per chiedere la vigilanza sull'iter legislativo e per la quale continuiamo a raccogliere adesioni e che pubblicheremo su un quotidiano nazionale (se riusciremo a raccogliere i fondi necessari)

G.Federico
InsegnanteL.Garibaldi, PA
28/02/02



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Sei mesi dopo: la storia oggi
di Giuseppe Aragno

11 settembre 2001-11 marzo 2002.

Penso che nessuno abbia mai seriamente creduto che l'attuale situazione politica di monopolarismo avrebbe condotto la vicenda umana su di un rettilineo a senso unico, imponendogli una progressiva e insensibile frenata, in grado di cancellarne la dinamica. E' vero, c'è chi l'ha sostenuto - storici mi pare, o presunti tali - ma si sa, "sostenere" e "credere" non sono la stessa cosa. In realtà, la storia non può separare la propria vicenda da quella degli uomini e uomini senza storia smettono d'esser tali. Ci possono essere forse cicli e percorsi ricorrenti, come spiega Vico, il vuoto, il "limbo della statica" no...

...il rischio concreto non è la morte della storia, come qualcuno ha strumentalmente sostenuto, ma quella della storiografia...

Sono trascorsi sei mesi e in fondo al tunnel non compare una luce. L'ONU, secondo copioni antichi, recitati chissà perché nel mondo nuovo della globalizzazione, ha coperto l'ennesima aggressione ed ora chiede conto dei diritti umani ma non c'è chi gli badi. Anche questa è storia antica ed ha radici lontane, ma lo storico vede il "nuovo" e non s'accorge del "vecchio", dice e non dice, esita, sembra impaurito di fronte alla necessità di usare chirurgicamente i ferri del suo mestiere e si affida al popolo di Puerto Alegre. Il guaio è che non resta più tempo. Colin Powell ora fa cenno all'arma nucleare...



Quali indicatori di qualità per l'integrazione?
di Salvatore Nocera

Elementi di riflessione pedagogica e giuridica per un efficace servizio di valutazione ed ipotesi di Intesa Stato-Regioni per la qualità dell'integrazione scolastica.
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Ma dove sono finite le tre I???
di Mauro Romanelli


La Scuola del futuro, la scuola delle tre I: Inglese Internet, Impresa.
Almeno questi erano i proclami della Destra in Campagna elettorale.

Alla prova dei fatti sembra proprio che di tutto ciò non si parli nella Scuola di Berlusconi e Letizia Moratti.

Di "Impresa" c'è solo il Ministro, la Moratti appunto, piccola imprenditrice lombarda con nessuna esperienza nè competenza nel campo dell'Istruzione, della Formazione, della Ricerca (almeno Berlinguer e De Mauro, i due Ministri dell'Ulivo, erano due quotati Professori Universitari).

Per quel che riguarda Internet, la prima Finanziaria Berlusconiana ci regala il taglio del fondo, che fu istituito da Berlinguer, a sostegno dell'innovazione tecnologica negli Istituti scolastici: e speriamo che almeno questo dato faccia riflettere chi si illudeva che questa Destra portasse modernità e innovazione.

L'Inglese, infine, è davvero all'ultimo posto dei pensieri di questo Governo.

Tanto per iniziare, nella prima bozza di Riforma scolastica presenta dal Prof. Bertagna per conto della Moratti, addirittura materie come l'Inglese, la Musica, l'informatica, considerate tra quelle non fondamentali (!!!), diventavano opzionali ed a pagamento (fin dalle scuole elementari): fortunatamente grazie alle proteste del mondo scolastico e dell'opposizione, la sciagurata ipotesi è stata ritirata.

Nondimeno, l'Istruzione nel suo complesso rimane per la Destra terreno di risparmio, in piena controtendenza con tutti i grandi Paesi occidentali, che investono ogni anno di più nell'Istruzione, nella Formazione, nell'Università e nella Ricerca, e quasi in ogni luogo ciò avviene indipendentemente dal fatto che al Governo ci sia la Destra o la Sinistra, poichè si è ormai capito, dati alla mano, che più Istruzione significa, oltre a più crescita economica, anche più equità sociale e più partecipazione democratica.

La Destra italiana invece no, ha evidentemente ben altri interessi che finanziare l'Istruzione: 2000 miliardi di tagli nell'ultima Finanziaria, risparmiando sulle supplenze, sugli esami di maturità, sull'edilizia scolastica, sulla ricerca, sul diritto allo studio, sugli alloggi per gli studenti universitari.

Ed infine l'eliminazione, sancita con l'ultimo decreto, di 35 mila cattedre nei prossimi tre anni, adottando, tra i criteri guida per la razionalizzazione, la non riconferma delle cattedre di lingua inglese nel primo biennio della scuola elementare.

Niente di grave, figuriamoci, avremo solamente figli più ignoranti, meno pronti a studiare, viaggiare, lavorare in Europa, in una parola, meno cittadini.

Infine, a titolo di ultima amara ironia, lascio al lettore la considerazione di come il provvedimento rappresenti un'autentica perla di cultura pedagogica: notoriamente, lo sanno tutti, a parlare una lingua si impara da grandi, non certo da bambini.


Mauro Romanelli - Responsabile "Progetto Scuola" Federazione Nazionale dei Verdi


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Note stonate
di Comitato per l'integrazione scolastica degli alunni pdh

Il 19 febbraio scorso è stata emanata la circolare ministeriale n.16 che trasmette il testo del decreto interministeriale sulla determinazione degli
organici 2002-2003 del personale della scuola da assumere di concerto tra il Ministero dell’Istruzione e quello dell’Economia e delle Finanze .
Si tratta di un documento di indirizzo evidentemente ed esplicitamente orientato alla riduzione delle dotazioni organiche per esigenze di contenimento della
spesa...

Un quadro davvero allarmante . Come risponderanno le organizzazioni
sindacali e le associazioni?...



In difesa della scuola italiana
di Cnadsi

In una lettera analitica, il Cnadsi spiega al Ministro Moratti ciò che si aspetta la società civile che ha scelto il centrodestra dalla Riforma.
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Navigando oltre confine...
di Emanuela Cerutti

...nell'oceano della dispersione scolastica.


I 30 punti della discordia
di Giancarlo Fullin

Comunicato stampa


A proposito dei 30 punti - Quale formazione dei docenti per quale scuola?

D¹improvviso sindacati della scuola e stampa scoprono che esistono le SSIS, le Scuole interateneo di Specializzazione postuniversitaria per la formazione degli Insegnanti della scuola Secondaria, istituite a partire dall¹anno accademico 1999-2000 (D.M. n. 460 - 24 novembre 1998) , il cui diploma finale è titolo direttamente abilitante all¹insegnamento (Legge n. 306 - 27 ottobre 2000).

Una novità assoluta:
- nella formazione dei docenti, del tutto inesistente nella tradizione universitaria italiana;
- nel conseguimento dell¹abilitazione, da sempre affidata - secondo norma - al superamento di mega concorsi ordinari a cattedra (dotati di ben poche cattedre ma abilitanti gran parte delle centinaia di miagliaia di partecipanti); nella realtà - a ricorrenti corsi abilitanti riservati al personale in servizio, precario e non.

Una novità che, dopo aver coinvolto decine di realtà universitarie in tutto il paese e migliaia di specializzandi, non si sa perché sparisce dal Disegno di legge Moratti, che affidala formazione degli insegnanti ad un inesistente secondo livello di laurea specilistica e ad un biennio di servizio nelle scuole con contratto di formazione e lavoro (sic!).

Non è tuttavia per questa stranezza politico-legislativa - che annulla l¹esistente e attribuisce alle facoltà universitarie competenze inesistenti - che si è improvvisamente scoperta l¹esistenza delle SSIS.
L¹occasione è stata data invece dalla riapertura delle graduatorie provinciali permanenti per gli incarichi di insegnamento e dal riconoscimento, nelle stesse, di 30 punti aggiuntivi agli abilitati SSIS.

Un problema di tutto rispetto, in quanto ha a che vedere ­ come è fin troppo facile capire - con le opportunità di lavoro, sempre più scarse nella scuola italiana, del cui ridimensionamento - in termini di costi e di organici - e della cui ridefinizione - in termini di contenuti e finalità - non si riesce a vedere la conclusione.
Ecco allora che alcuni sindacati della scuola, Snals e Gilda in testa, raccogliendo lo scontento di un precariato senza conclusione anch¹esso, si sono fatti portatori di un ricorso nazionale al Tar del Lazio contro i 30 punti di recente (D.I. n. 268 - 4 giugno 2001) riconosciuti agli abilitati SSIS.
Il nome SSIS si è così finalmente meritato l¹onore di comparire all¹opinione pubblica delle cronache locali, alla quale i ³sissini² sono stati additati come immeritatamente privilegiati rispetto agli altri abilitati, ordinari e riservati.

Difficile dire se 30 punti sono troppi, pochi o giusti per:
- due anni di scuola di specializzazione con frequenza obbligatoria (1200 ore);
- una decina di insegnamenti e di esami di area comune ai vari indirizzi (pedagogia, didattica, psicologia, sociologia, politica organizzazione e legislazione scolastica, logica e filosofia della scienza, ecc.);
- una serie di indirizzi e di esami specialistici capaci di coprire tutte le abilitazioni all¹insegnamento;
- didattiche e laboratori disciplinari e multidisciplinari;
- 300 ore di tirocinio diretto e indiretto, valutate in sede di esame, condotte:
- sotto la supervisione di docenti in servizio reclutati dalla scuola secondaria mediante concorso,
- sotto la guida di docenti accoglienti in servizio presso le scuole convenzionate con l¹università;
- un esame finale di specializzazione con prova scritta ed orale
- la produzione e la discussione di una tesi in forma di progetto didattico disciplinare .

Più difficile però, difendere modalità di formazione e di reclutamento del personale docente che hanno segnato profondamente la scuola italiana, e non certo in positivo.

Se lo si ritiene legittimo, si ricorra dunque contro i 30 punti riconosciuti agli abilitati SSIS .
Non ci si sottragga però alla necessità di affrontare la questione di quale formazione dei docenti per quale scuola, questione che le SSIS hanno avuto il merito di aprire e di sperimentare per la prima volta nel nostro paese (). E non ci si sottragga alla necessità di intervenire e di prendere posizione nel merito del Disegno di legge Moratti.

Giancarlo Fullin
Responsabile Ufficio Stampa QUALE SCUOLA?"
SSIS Veneto

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Cari colleghi che andrete in vacanza, non scordatevi di noi
di Riccardo Ghinelli

Cari colleghi,
Fra pochi mesi inizieranno gli esami di Maturità.
Alcuni di noi saranno impegnati negli esami, altri invece no.
A differenza degli anni passati, però, chi farà parte delle Commissioni d’esame non percepirà alcun compenso aggiuntivo. Abbiamo chiesto ai nostri sindacalisti quale fine avessero fatto quei soldi che percepivamo gli anni passati ...
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Il movimento della bicicletta…
di Paolo Manzelli

…avviene attraverso la spinta anticipativa esercitata sui pedali per andare avanti…




Esami di Stato
di Roberta Giacometti

La C.M. del 28/02/2002 obbliga, sanzione disciplinari per chi non lo farà, entro il 14/3/2002 tutti i docenti delle scuole superiori a fare domanda per Presidente commissione esami maturità.
Non può passare il concetto che tutti gli insegnanti non impegnati in commissione d'esame sono OBBLIGATI a presentare domanda per Presidente di commissione Esami di Stato. Non fa parte della funzione docente districarsi fra leggi e circolari. Inoltre è come dire: non paghiamo coloro i quali faranno i commissari, e tutti quelli che non hanno le quinte:
" Quale pena? " attenzione, la nostra scuola pubblica ancora prima della riforma, con questi esami che ci hanno propinato con la finanziaria è stata abbassata ad un livello da sottosuolo...
Mobilitiamoci, individualmente o come collegio docenti mandando una mozione al Ministero.
Roberta Giacometti
ITAS Scarabelli Imola
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Obbligo scolastico nelle aree a rischio
di Enrica Salvioli

Il documento che segue è stato stilato dai componenti dell'Osservatorio di Area contro la dispersione scolastica e per la promozione del successo formativo- Centro Storico di Palermo, e raccoglie riflessioni/proproste per attenzionare le scuole di frontiera perchè collocate in aree a rischio, che dalla proposta di riforma sono completamente dimenticate. Infatti il problema dell'obbligo scolastico si trasforma in qualcosa di non ben definito .... almeno ai nostri occhi.

L’ Albergheria, la Vucciria, Ballarò, la Kalsa, il Capo, costituiscono la Circoscrizione “Centro Storico” della città di Palermo. Tutte le scuole elementari e medie in essa ricadenti sono state individuate come “collocate in aree a rischio”, ai sensi dell’art.4 del CCNI del 1999. Alti, in questa zona della città sono i tassi di disoccupazione, di criminalità minorile ed adulta. Allarmante è il degrado socio-ambientale e culturale dove l’abuso sessuale sui minori rappresenta la punta dell’iceberg di un profondo disagio familiare derivante da una molteplice varietà di problematiche.
Le Scuole pubbliche, di ogni ordine e grado, rappresentano in questo territorio, l’avanguardia dello Stato: spetta a noi, infatti, il compito di promuovere azioni di legalità costruendo gradualmente un rapporto di fiducia con “gli ultimi” cittadini.
In questi anni, sviluppando costanti rapporti con le famiglie, intessendo reti di collaborazione con tutti i Servizi al fine di creare una pluralità di sostegni socio-psico-educativo i minori in difficoltà, abbiamo aperto le nostre porte consentendo a tutti di esercitare il proprio diritto all’istruzione e alla formazione. In questi anni, di fatto, la Scuola si è configurata come unico spazio protetto per accogliere i bisogni di crescita dei nostri minori. A tale scopo si sono promosse attività laboratoriali anche in orario extracurriculare. L’offerta formativa è stata ampliata e migliorata allo scopo di far fronte alle molteplici difficoltà di apprendimento degli alunni e al loro disagio socio-culturale, che spesso diviene esplosivo all’interno dei gruppi-classe, coinvolgendo anche i genitori in percorsi psico-educativi di crescita.

La riforma proposta dalla commissione Bertagna e la proposta di DDL presentata al Consiglio dei Ministri, nonché l’ultima circolare sugli organici (C.M. 16 DEL 19-02-2002), non sembrano porre attenzione a queste zone “di frontiera”, dove le Istituzioni Scolastiche sono costrette a confrontarsi quotidianamente con le molteplici sfaccettature del malessere socio-familiare e personale degli allievi.
Per tali motivi tutti i componenti dell’“Osservatorio di Area contro il fenomeno della dispersione scolastica e per la promozione del successo formativo - Centro Storico”, rappresentati da docenti di tutti gli ordini e gradi, dagli operatori psicopedagogici di scuola e di rete del Provveditorato agli Studi di Palermo, nonché dai rappresentanti delle altre agenzie territoriali, ha elaborato il presente documento al fine di offrire il proprio contributo al processo di riforma attualmente in atto, prendendo spunto dalle variegate esperienze sul campo.
Alla luce dell’analisi di contesto e nell’auspicata ipotesi che le SS.LL. prendano in considerazione le nostre osservazioni, si propone:

Rispetto alla scuola dell’infanzia:
A. Che venga mantenuta l’età di accesso alla Scuola dell’infanzia, in quanto una sua anticipazione comporterebbe una profonda ristrutturazione degli spazi fisici, organizzativi e temporali del contesto scuola, sia – considerate le peculiari esigenze di sviluppo socio-psicopedagogico dei bambini e delle bambine- una specifica formazione del personale docente e ausiliario.
B. Considerando che, in territori fortemente disagiati come quello in cui noi operiamo, i genitori spesso non iscrivono i figli alla scuola dell’infanzia, sarebbe auspicabile che la normativa prevedesse l’obbligatorietà della frequenza almeno per i cinquenni. Tale richiesta nasce dalla consapevolezza che i bambini e le bambini debbano compiere esperienze formative assolutamente propedeutiche agli apprendimenti di letto scrittura e di calcolo.

Rispetto alla scuola elementare:
C. Valutata la condizione di confusività dei ruoli all’interno delle famiglie di origine dei nostri minori utenti, che spesso inficia la possibilità di delineare chiari confini e funzioni degli adulti di riferimento, all’interno dei nuclei si ritiene auspicabile che alla scuola elementare venga mantenuta la co-presenza modulare dei docenti che in questi anni si è rivelata funzionale per rispondere ad alcune esigenze fondamentali per i nostri minori. Ci riferiamo, cioè, a:
a. La possibilità di sperimentare condizioni plurime di confronto all’interno di un contesto educativo scandito da un clima positivo tra adulti cooperativi, da norme e regole di convivenza sociale, da ruoli e compiti mirati al raggiungimento di specifici obiettivi;
b. La possibilità di conoscere e fare esperienza delle diversità di stili di insegnamento, sia per l’arricchimento cognitivo che deriva dalle differenze stesse, sia per evitare, in un’ottica di continuità educativa, nette cesure tra le modalità organizzative della didattica tra i diversi ordini del percorso scolastico obbligatorio.
D. Rispetto all’anticipo della frequenza alla scuola elementare, pensiamo che se da una parte la composizione eterogenea di un gruppo-classe possa essere per certi versi una risorsa, dall’altra essa potrebbe ingenerare non poche difficoltà di gestione dei gruppi considerate le analisi già esposte, soprattutto in riferimento alla disomogeneità delle competenze di base degli allievi e delle abilità mentali primarie raggiunte nelle diverse età cronologiche. Occorre sottolineare infatti che proprio in questa fascia di età anche sei mesi potrebbero essere significativi per lo sviluppo maturazionale dei bambini e delle bambini.

Rispetto alla scuola superiore di secondo grado:
E. L’ Esame di Stato nella sua essenza rappresenta una tappa fondamentale dell’iter formativo dei giovani in quanto un “controllo” in uscita dei saperi conseguiti dagli studenti. Le diverse modalità organizzative fin’ora in tal senso adottate contribuivano a dare una forte spinta motivazionale ai i docenti e soprattutto agli studenti verso un impegno produttivo sia a livello di acquisizione di conoscenze sia di consolidamento del Sé.

Per tutti gli ordini di scuola:
F. Considerando che le più accreditate teorie psicopedagogiche dello sviluppo della conoscenza focalizzano l’attenzione sul piccolo gruppo come risorsa per l’apprendimento dei singoli componenti e nella consapevolezza che le problematiche “devastanti” dei minori che frequentano le scuole collocate in aree a rischio rendono difficilissima, in tutti gli ordini di scuola, la gestione delle classi sovraffollate, a danno della qualità dell’azione pedagogica, dell’efficacia degli apprendimenti e della positività delle relazioni interpersonali, crediamo sia indispensabile prevedere una norma che stabilisca, in queste zone un numero di alunni per classe non superiore alle 15 unità.
G. E’ importante mantenere la possibilità, in queste aree, che il collegio docenti possa deliberare in autonomia sull’utilizzo della quota locale (15%) del monte ore totale; da una parte ciò consente di dare risposte immediate e adeguate ai bisogni della propria utenza, dall’altra, di aprirsi al territorio elaborando concreti progetti di rete tra le scuole viciniori.
H. La notevole presenza di cittadini non comunitari (che rende le nostre scuole molto colorate) ha, in questi ultimi anni, indotto noi educatori ad investire specifiche risorse in progettazioni educativo-didattiche centrate sullo sviluppo dell’inter e della multiculturalità. Occorre, dunque, che il legislatore attenzioni il problemain modo da consentire a chi opera nelle realtà multi etniche di continuare a lavorare in favore di tutti i minori sia europei che non. Allo stesso modo riteniamo auspicabile, proprio in un’ottica di democrazia culturale, che si continui a rispettare il diritto di educare alla libera scelta religiosa.
I. In questi territori di frontiera la durata del tempo-scuola assume valenze plurime: Occorre più “scuola” per “fronteggiare” il gap che l’utenza ha rispetto ai saperi. La scuola, inoltre, è un luogo protetto in cui l’utente esercita il suo diritto all’infanzia e all’adolescenza. Ridurre o rendere facoltativo una parte del tempo-scuola avrà una pesante ricaduta sociale, infatti quando i nostri alunni non sono a scuola spesso delinquono o sono comunque soggetti a vari tipi di abusi.
J. Considerato inoltre, l’elevato tasso di “disagio e di dispersione scolastica, che in passato, è stato possibile arginare con l’ausilio di risorse professionali (operatori psicopedagogici, operatori tecnologici, docenti di laboratorio, etc…) e finanziarie. E’ auspicabile pertanto che il legislatore attenzioni tale aspetto mantenendo tutte quelle progettualità che hanno dimostrato di essere funzionali alla trasformazione del territori, e valorizzando le esperienze locali fortemente radicate nel tessuto operativo scolastico.
K. Considerato la grande importanza che assume l’aspetto della valutazione per alunni come i nostri i quali hanno un’immagine di sé negativa che spesso li spinge a “fuggire” dai compiti di apprendimento, pensiamo che il sistema di valutazione delineato nei vari documenti che mira al raggiungimento di standard nazionali, centrati sul possesso delle conoscenze, appare lontano dalle reali esigenze dei nostri contesti operativi. Necessiterebbe quindi riflettere ulteriormente sulle modalità valutative da adottare in modo da attenzionare, gli aspetti processuali dell’apprendimento, piuttosto che il prodotto, rendendo così più equo l’intero sistema.
L. Considerate le gravi condizioni di disagio con le quali quotidianamente i docenti delle nostre scuole operano, la soppressione dei rapporti in deroga per i soggetti in situazione di handicap e il contemporaneo incremento del numero dei componenti dei gruppi-classe, appaiono particolarmente preoccupanti, specie in presenza di minori con patologie particolarmente gravi (autismo, disturbi relazionali, etc…). E’ auspicabile dunque creare le condizioni legislative affinché nelle situazioni limite sia possibile intervenire congruentemente alle reali necessità.

I COMPONENTI
DELL’OSSERVATORIO DI AREA
CONTRO LA DISPERSIONE SCOLASTICA
E PER LA PROMOZIONE DEL SUCCESSO FORMATIVO
“CENTRO STORICO”
PALERMO




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Verso un codice professionale degli insegnanti
di Gilda Firenze

Nella giornata di venerdì 15 marzo si è svolto a Firenze il Convegno “ETICA e SCUOLA. Verso un codice professionale degli insegnanti” .
In attesa della definitiva pubblicazione degli atti, Gilda pubblica una sintesi dei principali interventi.



Girotondo a difesa della scuola pubblica di qualità
di Giorgio Boni

La piazzetta dedicata a L.A.Muratori è stata prescelta come luogo di inizio della manifestazione per il valore simbolico che riveste .
E’ infatti riportata nei libri di storia locale un significativo episodio della vita scolastica dell’insigne storiografo modenese.



Docenti e genitori rivogliono la "loro" scuola
di Gianna Peruta

La scuola media MONTEVERDI-COLORNI di Milano (composta da due scuole medie in due sedi distinte, con circa 420 alunni ciascuna), nell'associarsi a tutte le iniziative in corso per la difesa della scuola pubblica ha inviato, tramite ragazzi, a tutti i genitori delle due scuole e diffuso anche a tutte le scuole elementari, medie e superiori con le quali è in contatto per motivi di raccordo o per conoscenze, una "Lettera aperta ai genitori in difesa della scuola pubblica" .
I genitori hanno già indetto loro assemblee, a cui hanno invitato preside e docenti, per discutere e sostenere le iniziative proposte.


SCUOLA MEDIA STATALE MONTEVERDI-COLORNI
LETTERA APERTA AI GENITORI
In difesa della scuola pubblica


Gli insegnanti delle scuole medie Monteverdi e Colorni intendono sottoporre all’attenzione delle famiglie alcune riflessioni in merito ai cambiamenti che la scuola pubblica subirebbe qualora venisse attuata la Riforma Moratti. Questa, infatti, al momento prevede quanto segue :

· le ore di lezione sarebbero ridotte a 25 per tutti gli ordini di scuole e comprenderebbero solo le “materie forti”
· sparirebbero il tempo pieno delle elementari e il tempo prolungato delle medie
· al loro posto sarebbero istituiti corsi pomeridiani facoltativi, in parte anche a pagamento(di arte, musica, informatica, lingue straniere,ed.fisica,attività sportive) organizzati come RETE DI SCUOLE di zona (in pratica i ragazzi si recheranno in scuole diverse,nella stessa zona, a seconda dei corsi che intendono frequentare)
· i ragazzi verrebbero così a perdere tutta una serie di discipline che la scuola offre oggi a tutti gratuitamente, si perderebbero tutti i progetti , con le conseguenti relative risorse finanziare, strutturali e umane, che già ora le scuole attuano (2 lingue straniere, informatica, musica, sport, arte)
· gli alunni verrebbero a dividersi in due categorie: quelli che svolgono solo le “materie forti”, con grave perdita di tutto quanto viene dato dalle altre discipline in termini sia di contenuti sia di formazione e quelli che svolgono anche altre attività, non più come gruppo classe, non più necessariamente nella “propria scuola”, non tutti per le stesse attività
· in tal modo già nella scuola elementare e nella scuola media si verrebbero a formare due livelli diversi di preparazione culturale degli alunni
· gli alunni e le famiglie risulterebbero fortemente danneggiati in quanto verrebbero a perdere un importante punto di riferimento, quale è la scuola a cui iscrivono il proprio figlio, con conseguenti disagi sul piano organizzativo; anche il gruppo classe non sarebbe più una costante sicura per alunni e genitori
· pare evidente che quelli che ne avranno le adeguate disponibilità economiche si rivolgeranno a rassicuranti scuole private, che “prenderanno in gestione” l’alunno per tutto il giorno
· la scuola statale rischia, di conseguenza, di diventare una scuola-ghetto per ceti sociali con maggiori difficoltà economiche, per alunni stranieri e per quei pochi che crederanno ancora che debba esistere una scuola di Stato
· non si parla più di obbligo scolastico, ma di diritto-dovere all’istruzione e alla formazione: in pratica lo Stato non si ritiene più obbligato nei confronti dei cittadini a istituire scuole di ogni ordine e grado, e questo è un risvolto fondamentale del processo di privatizzazione progressiva della scuola, in cui lo Stato finirà per garantire solo standard minimi in termini di programmi e di servizi, destinati a coloro che non sono in grado o non intendono pagare una scuola privata, al contrario sempre più agevolata
· anche il nu
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