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Fuoriregistro del 20/01/2002 - a.s. 01/02
f u o r i r e g i s t r o
newsletter del 20/01/2002

Sommario
Zucchero e miele
di Corrada Cardini
Il DDL della Moratti
di M.B.
Consiglio di lettura
di M.B.
Nella calza della befana
di Emanuela Cerutti
Un pò di chiarezza sulla riforma "Bertagna"
di Prisma
Cervello, informazione, apprendimento
di Paolo Manzelli
Finanziaria: nessuna attenzione per i disabili
di Rolando A.Borzetti
Che ne sarà delle SSIS ?
di Franca Ometto
Il freddo del 2002
di Antonio Limonciello
Per Safiya
di Ettore Masina
Casa Estudiantil
di Anna Maria Bertoldo
Diritto d’asilo
di Emanuela Cerutti
Bambini
di Giulio Vittorangeli
Un giorno qualunque
di Giovanna Casapollo
Dialogo con le scuole islamiche
di Federico Repetto
Carcere e comunità
di Vincenzo Andraous
Beatrix Potter
di Emanuela Cerutti


Zucchero e miele
di Corrada Cardini

Personalmente preferisco il miele

Va bene, è tempo di Natale, di buoni sentimenti, di intenzioni edificanti. Ma per carità, se veramente volete fare del bene al prossimo, risparmiateci il calice zuccheroso del solito "ricordiamoci dei bambini, porgiamo l'altra guancia, vogliamoci bene, perdonare è bello" (Per chi ha parlato il Papa). Non perchè tutto questo non sia auspicabile, ma perchè non se ne può più di tutta questa retorica che usa disinvoltamente due pesi e due misure.

Intanto un consiglio al signore che scrive dalla prigione: mi fa tanto piacere che si sia reso conto di avere fatto cose sbagliate, e che abbia deciso di riabilitarsi dando una mano ad altri, ma non ha il dubbio qualche volta, di essere un po' troppo impegnato a fare un monumento a sè stesso? Il mondo è pieno di brava gente, che fa il proprio lavoro, che affronta giorno dopo giorno le grane, le difficoltà, i problemi connessi con l'essere"liberi" in un mondo duro e che NON perdona, non dico i delitti, ma neppure la debolezza, la sconfitta, la povertà, la mancanza di grinta e di spregiudicatezza che aprono le porte al successo.Questa gente comune non finisce sui giornali, non fa notizia, nessuno se la fila tranne quando viene individuata come targhet per un'operazione di mercato, o massa di manovra per garantirsi consensi televisivi. Mi perdoni, ma mi fanno più pena loro, mi ispirano più simpatia e mi dispiace che l'ideologia ultraliberista di questo governo, al di là delle chiacchiere, li consideri, per definizione esattamente questo: perdenti , e dunque ostaggi del vincitore, e il vincitore ha i soldi e il potere, e controlla i mass media e cerca abilmente di esorcizzare la loro rabbia, la paura, e la frustrazione, con anestetizzazzanti riti collettivi, non importa se televisi o religiosi, o entrambe le cose.

E non ditemi che la controriforma della Onorevole, Soave, Letizia non va in questa direzione.

Sia chiaro, io non ho mai pensato neppure per un attimo che nella scuola italiana non ci siano cose da cambiare, e come molti, aspetto una Riforma che garantisca maggiore serietà, professionalità, rigore e un ragionevole adeguamento ai tempi e ai bisogni del mercato del lavoro. Ma sarei felice se questo non significasse come sembrerebbe, la messa in svendita dell'Istruzione Pubblica, la sovvenzione statale all'Istruzione Privata, la deriva del valore del pluralismo culturale e la negazione del pensiero laico come fondamento della nostra repubblica e della nostra democrazia. Ma io sono di sinistra, dicono, e pretendo di dire quello che penso, e stranamente, lo dico nella assurda convizione che sia giusto. Immagino che un vero democratico non affermi mai niente di cui è veramente convinto, ma si limiti a risolvere problemini quotidiani o limitati, cercando di dare il minimo disturbo ai padroni del vapore, dichiarandosi neutrale e sottintendendo con questo di considerarsi, equ! anime, equilibrato, ragionevole, tollerante.. della serie: non serve pensare, o lottare per le proprie idee..basta adeguarsi e galleggiare al meglio.


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Il DDL della Moratti
di M.B.

Pubblichiamo la bozza del testo del DDL che recepisce le linee della riforma Moratti e che il Consiglio dei Ministri dell'11 gennaio non ha approvato, per ragioni politiche e di copertura finanziaria . Cronaca, interviste e commenti possono essere letti su Repubblica dell'11 gennaio, ancora Repubblica del 12 e sul Corriere della sera. Che ne pensate?


Norme generali sull’istruzione e livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di formazione professionale

Articolo1
Sistema educativo di istruzione e di formazione

1. Il sistema educativo di istruzione e di formazione è finalizzato alla crescita e alla valorizzazione della persona umana, nel rispetto dei ritmi dell'età evolutiva, delle differenze e dell'identità di ciascuno, nel quadro della cooperazione tra scuola e genitori e nel rispetto delle scelte educative della famiglia, in coerenza con il principio di autonomia delle istituzioni scolastiche e secondo i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. La Repubblica promuove l’apprendimento in tutto l’arco della vita e assicura a tutti pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all'inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro anche con riguardo alle dimensioni locali, nazionale ed europea.
2. Il sistema educativo di istruzione e di formazione si articola nella scuola dell’infanzia, in un primo ciclo che comprende la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, e in un secondo ciclo che comprende il sistema dei licei ed il sistema dell’istruzione e della formazione professionale.
3. Ai fini di cui al comma 1, la Repubblica assicura a tutti il diritto all’istruzione e alla formazione per almeno 12 anni ovvero sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età. L’attuazione di tale diritto si realizza nel primo ciclo, nel sistema dei licei e nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale, secondo livelli essenziali di prestazione definiti su base nazionale, a norma dell’articolo 117 secondo comma lett. m) della Costituzione e mediante i regolamenti di cui all’articolo 17 comma 2 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni. La fruizione dell’offerta di istruzione e formazione costituisce un dovere sanzionato ai sensi degli articoli 113 e 114 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
4. Nel sistema educativo di istruzione e di formazione si realizza l'integrazione delle persone in situazione di handicap a norma della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni.


Articolo 2
Scuola dell'infanzia

1. La scuola dell'infanzia, di durata triennale, concorre alla educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo e sociale delle bambine e dei bambini, promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, e opera per assicurare una effettiva eguaglianza delle opportunità educative; nel rispetto dell'orientamento educativo dei genitori, contribuisce alla formazione integrale delle bambine e dei bambini.
2. La scuola dell'infanzia, nella sua autonomia e unitarietà didattica e pedagogica, realizza la continuità educativa con il complesso dei servizi all'infanzia e con la scuola primaria.
3. La Repubblica assicura la generalizzazione dell'offerta formativa di cui al comma 1 e garantisce la possibilità di frequentare la scuola dell’infanzia. Alla scuola dell’infanzia possono iscriversi le bambine e i bambini che compiono i 3 anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.


Articolo3
Primo ciclo di istruzione

1. Il primo ciclo di istruzione è costituito dalla scuola primaria, della durata di 5 anni, e dalla scuola secondaria di primo grado della durata di 3 anni. Esso è organizzato in periodi didattici biennali, il terzo dei quali assicura il raccordo educativo e didattico tra la scuola primaria e quella secondaria di primo grado. E’ assicurato altresì il raccordo con la scuola dell’infanzia e con il secondo ciclo. Alla scuola primaria si iscrivono le bambine e i bambini che compiono i 6 anni di età entro il 31 agosto. Possono iscriversi anche le bambine e i bambini che li compiono entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.
2. La scuola primaria, a partire dall’esperienza degli allievi, persegue:
a) l’acquisizione e lo sviluppo delle conoscenze e delle abilità di base, fino alle prime sistemazioni logico-critiche;
b) l’apprendimento dei mezzi espressivi, inclusa l’alfabetizzazione in almeno una lingua dell’Unione Europea oltre alla lingua italiana e l’alfabetizzazione tecnologica;
c) la valorizzazione delle capacità relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo;
d) l’educazione ai princìpi fondamentali della convivenza civile.
3. La scuola secondaria di primo grado, attraverso l’approfondimento delle discipline di studio, organizza ed accresce le conoscenze e le abilità, anche in relazione alla tradizione culturale e alla evoluzione sociale, culturale e scientifica della realtà contemporanea; è caratterizzata dalla diversificazione didattica e metodologica in relazione allo sviluppo della personalità dell’allievo; cura la dimensione sistematica delle discipline e sviluppa progressivamente le competenze e le capacità di scelta individuali fornendo strumenti adeguati alla prosecuzione delle attività di istruzione e di formazione. Introduce, inoltre, lo studio di una seconda lingua dell’Unione Europea oltre a quanto previsto al comma 2 letterab).
4. Il primo ciclo di istruzione si conclude con un esame di Stato, dal quale emerge anche una indicazione orientativa non vincolante per la successiva scelta di istruzione e di formazione. Il superamento dell’esame di Stato costituisce titolo di accesso al sistema dei licei e al sistema dell’istruzione e della formazione professionale.


Articolo 4
Secondo ciclo di istruzione e di formazione

1. Il secondo ciclo è finalizzato alla crescita educativa, culturale e professionale dei giovani attraverso il sapere, il fare e l’agire. La riflessione critica su di essi sviluppa l’autonoma capacità di giudizio e l’esercizio della responsabilità personale e sociale e identifica il carattere secondario del ciclo.
2. Il secondo ciclo è costituito dal sistema dei licei e dal sistema dell’istruzione e della formazione professionale. Dal quindicesimo anno di età i diplomi e le qualifiche si possono conseguire in alternanza scuola-lavoro o attraverso l’apprendistato.
3. Il sistema dei licei comprende i licei: artistico, classico, economico, linguistico, musicale, scientifico, tecnologico, delle scienze umane. I licei artistico, economico e tecnologico si articolano in indirizzi per corrispondere ai diversi fabbisogni formativi. Il liceo ha durata quinquennale. L’attività didattica si sviluppa in due periodi biennali e in un quinto anno che completa il percorso disciplinare e prevede altresì l’approfondimento e la verifica delle conoscenze e delle abilità caratterizzanti il profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi.
4. I licei si concludono con un esame di Stato, il cui superamento dà titolo all’accesso all’università, all’alta formazione artistica, musicale e coreutica e all’istruzione e formazione tecnica superiore.
5. Ferma restando la competenza regionale in materia di formazione e istruzione professionale, i percorsi del sistema dell’istruzione e della formazione professionale realizzano profili educativi, culturali e professionali, ai quali conseguono titoli e qualifiche professionali di differente livello, valevoli su tutto il territorio nazionale se rispondenti ai livelli essenziali di prestazione di cui all’articolo 1 comma 3. Le modalità di accertamento della rispondenza, anche ai fini della spendibilità dei predetti titoli e delle qualifiche nell’Unione Europea, sono definite con i regolamenti di cui all’articolo 8. I titoli e le qualifiche costituiscono condizione per l’accesso all’istruzione e formazione tecnica superiore.
6. I titoli e le qualifiche conseguite al termine dei percorsi del sistema dell’istruzione e della formazione professionale di durata almeno quadriennale consentono di sostenere l’esame di Stato, utile anche ai fini dell’accesso di cui al comma 4 previa frequenza di apposito corso annuale, realizzato d’intesa con le università.
7. E’ garantita la possibilità di passare dal sistema dei licei al sistema dell’istruzione e della formazione professionale, e viceversa, mediante apposite iniziative didattiche, finalizzate all'acquisizione di una preparazione adeguata alla nuova scelta. La frequenza positiva di qualsiasi segmento del secondo ciclo comporta l'acquisizione di crediti certificati che possono essere fatti valere, anche ai fini della ripresa degli studi eventualmente interrotti, nei passaggi tra i diversi percorsi di cui al comma 2.
8. Nel secondo ciclo, esercitazioni pratiche, esperienze formative e stage realizzati in Italia o all'estero anche con periodi di inserimento nelle realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi, possono essere riconosciuti con specifiche certificazioni di competenza, rilasciate dalle istituzioni scolastiche e formative.
9. I licei e le istituzioni formative del sistema dell’istruzione e della formazione professionale, d’intesa rispettivamente con le Università, con il sistema dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e con il sistema dell’istruzione e formazione tecnica superiore, stabiliscono, con riferimento all’ultimo anno del percorso di studi, specifiche modalità per l’approfondimento e la verifica delle conoscenze e delle abilità richieste per l’accesso ai corsi di studio universitari, dell’alta formazione, e ai percorsi dell’istruzione e formazione tecnica superiore.


Articolo 5
Alternanza scuola lavoro

I corsi del secondo ciclo, per gli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età, possono essere realizzati anche in alternanza scuola lavoro. I percorsi in alternanza comprendono periodi di tirocinio e stage presso le imprese. Il Governo è delegato ad emanare, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro delle attività produttive, sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281, entro il termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni volte alla disciplina del percorso di formazione in alternanza, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) - svolgere l’intera formazione dai 15 ai 18 anni sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa, sulla base di convenzioni con imprese o enti disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di formazione che non costituiscono rapporto individuale di lavoro;
b) - prevedere che la convenzione tra l’istituto e le imprese possa comprendere un contributo da parte delle imprese o enti medesimi, finalizzato anche all’erogazione di borse di studio agli studenti.


Articolo 6
Valutazione degli apprendimenti e della qualità del sistema educativo di istruzione e di formazione

1. La valutazione periodica e finale degli apprendimenti degli allievi e la certificazione delle competenze acquisite sono affidate ai docenti delle istituzioni di istruzione e formazione frequentate.
2. Ai fini del progressivo miglioramento della qualità del sistema di istruzione e di formazione, l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema di Istruzione effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli allievi e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa.
3. L’esame di Stato conclusivo dei cicli di istruzione considera e valuta le competenze acquisite dagli allievi nel corso del ciclo e si svolge su prove organizzate dalle commissioni d’esame e su prove predisposte e gestite dall’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema di Istruzione, sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento del corso ed in relazione alle discipline di insegnamento dell’ultimo anno.


Articolo 7
Formazione degli insegnanti

1. La formazione iniziale dei docenti della scuola dell’infanzia, del primo ciclo e del secondo ciclo è di pari dignità e durata e si svolge nelle università presso i corsi di laurea specialistica, il cui accesso è programmato ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 2 agosto 1999, n. 264. La programmazione degli accessi ai corsi stessi è determinata ai sensi dell’articolo 3 della medesima legge, sulla base dei posti effettivamente disponibili in ogni regione nei ruoli organici delle istituzioni scolastiche.
2. Con uno o più decreti, adottati ai sensi dell’articolo 17, comma 95 della legge 15 maggio 1997, n. 127, anche in deroga alle disposizioni di cui agli articoli 10 comma 2 e 6, comma 4 del decreto ministeriale 3 novembre 1999 n. 509, sono individuate le classi dei corsi di laurea specialistica, interfacoltà o interuniversitari, finalizzati alla formazione degli insegnanti di cui al comma 1. I decreti stessi disciplinano le attività didattiche attinenti l’integrazione scolastica degli alunni in condizione di handicap. La formazione iniziale dei docenti può prevedere stage all’estero.
3. L’accesso al corso di laurea specialistica per la formazione degli insegnanti è subordinato al possesso dei requisiti minimi curricolari, individuati per ciascuna classe di abilitazione, nel decreto di cui al comma 4 e all’adeguatezza della personale preparazione dei candidati, verificata dagli Atenei.
4. L’esame finale per il conseguimento della laurea specialistica di cui al comma 2, ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento in uno o più insegnamenti individuati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
5. Coloro che abbiano conseguito la laurea specialistica per la formazione degli insegnanti di cui al comma 2, ai fini dell’accesso nei ruoli organici del personale docente delle istituzioni scolastiche, svolgono, previa stipula di appositi contratti di formazione lavoro, specifiche attività di tirocinio di durata almeno biennale.
A tal fine e per la gestione dei corsi di cui al comma 2, le università definiscono nei regolamenti didattici di ateneo l’istituzione e l’organizzazione di un’apposita struttura di ateneo per la formazione degli insegnanti, cui sono affidati, sulla base di convenzioni, anche i rapporti con le istituzioni scolastiche.
6. Le strutture di cui al comma 5 curano anche la formazione in servizio degli insegnanti interessati ad assumere funzioni di supporto, di tutorato e di coordinamento dell’attività educativa, didattica e gestionale delle istituzioni scolastiche e formative.


Articolo 8
Disposizioni finali e attuative

1. All’attuazione della presente legge si provvede, sulla base delle norme generali da essa recate, mediante uno o più regolamenti da adottare a norma dell’articolo 117 sesto comma della Costituzione e dell’articolo 17 comma 2 della legge 23 agosto 1988 n. 400, sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281 e nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche.
2. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca presenta ogni tre anni al Parlamento una relazione sull’attuazione della presente legge, sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281.
3. Per l'anno scolastico 2002-2003 possono iscriversi al primo anno della scuola primaria i bambini e le bambine che compiono i sei anni di età entro il 28 febbraio 2003.
4. La legge 10 febbraio 2000, n. 30 è abrogata.



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Consiglio di lettura
di M.B.

Cari amici di Fuoriregistro, permettete un consiglio di lettura tratto dal quotidiano telematico Il Nuovo e che potrete trovare alla pagina http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=429: il confronto tra Roberto Maragliano e Giuseppe Bertagna, vale a dire i due principali collaboratori, rispettivamente, di Berlinguer e della Moratti. Dalle interviste emergono le due diverse visioni della scuola, le molte divergenze e le poche, quasi nulle, convergenze. Un confronto che in questa fase aiuta sicuramente a capire. Per questo, perche' tutti possiamo capire ancora meglio, sarebbe importante ricevere da voi commenti o contributi.
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Nella calza della befana
di Emanuela Cerutti

A dodici anni un bambino non è più un bambino, è un ragazzino che si avvia verso il sogno della libertà, e lo fa iniziando ad usare le armi proibite dell’ironia e dell’umorismo, non sempre fine, ma certamente sempre molto tagliente, lo senti dalla risata di chi incassa, dal suo sorriso troppo stampato.
Comunque, il suddetto ragazzino, abituato, per esempio, a seguire il proprio genitore nell’arduo cammino della cultura, partecipando a quei noiosissimi salotti che tanto assomigliano, nell’immaginario infantile, agli interminabili pranzi ufficiali delle grandi occasioni, e abituato, si presume, ad annuire compostamente per non incorrere nelle ire del giorno dopo, capita all’improvviso nel territorio franco dell’illecito possibile.
Si trova in quella strana zona di confine tra tradizione, educazione, realtà e fantasia, simbolo e segno, dove i significati si travestono di mille maschere e scivolano tra il detto e il non detto, imprendibili, sguscianti, irreprensibilmente vincitori. Fosse anche solo per un attimo.
Così decide di scrivere una lettera, per scherzo, alla padrona del salotto e delle visioni permesse entro quelle mura, ed utilizza la tecnica più antica del mondo, quella del travestimento, perché no?, da Befana, visto che siamo nel periodo e che nessuno se la prenderà con quella povera vecchietta alla quale spetta l’onore di chiudere la porta dei festeggiamenti più attesi dell’anno.
E gli scappano parole che non diresti sue:
“ Carissima Signora. Giacché mi trovo in viaggio volevo fare una visita a Voi e a tutti li Signori Ragazzi della Vostra conversazione, ma la neve mi ha rotto le tappe e non mi posso trattenere. Ho pensato dunque di fermarmi un momento per fare la piscia nel vostro portone, e poi tirare avanti il mio viaggio. Bensí vi mando certe bagattelle per cotesti figliuoli, acciocché siano buoni, ma ditegli che se sentirò cattive relazioni di loro, quest'altro anno gli porterò un po' di merda.
Veramente io voleva destinare a ognuno il suo regalo, per esempio a chi un corno, a chi un altro, ma ho temuto di dimostrare parzialità, e che quello il quale avesse li corni curti invidiasse li corni lunghi. Ho pensato dunque di rimettere le cose alla ventura, e farete così. Dentro l'anessa cartina trovarete tanti biglietti con altrettanti numeri. Mettete tutti questi biglietti dentro un orinale, e mischiateli ben bene con le vostre mani. Poi ognuno pigli il suo biglietto, e veda il suo numero. Poi con l'anessa chiave aprite il baulle. Prima di tutto ci trovarete certa cosetta da godere in comune e credo che cotesti Signori la gradiranno perché sono un branco di ghiotti. Poi ci trovarete tutti li corni segnati col rispettivo numero. Ognuno pigli il suo, e vada in pace. Chi non è contento del corno che gli tocca, faccia a baratto con li corni delli compagni. Se avvanza qualche corno lo riprenderò al mio ritorno. Un altr'anno poi si vedrà di far meglio.
Voi poi Signora carissima avvertite in tutto quest'anno di trattare bene cotesti Signori, non solo col caffè che già si intende, ma ancora con pasticci, crostate, cialde, cialdoni, ed altri regali, e non siate stitica, e non vi fate pregare, perché chi vuole la conversazione deve allargare la mano, e se darete un pasticcio per sera sarete meglio lodata, e la vostra conversazione si chiamarà la conversazione del pasticcio. Frattanto state allegri, e andate tutti dove io vi mando, e restateci finché non torno, ghiotti, indiscreti, somari, scrocconi dal primo fino all'ultimo. La befana”
Immagino gli sguardi torvi e quel senso di disprezzo che spesso accompagna il nostro accostare le opinioni altrui, soprattutto se lontane ed incomprensibili.
Mi piace però anche immaginare la signora in questione chiudere per un attimo gli occhi e, presa da un ricordo, aprire il quadernetto sgualcito che il ragazzino, inavvertitamente, ha dimenticato su uno dei suoi divani. Aprirlo come per lasciar uscire una domanda e trovare, ne era certa, la risposta, scritta qualche giorno prima o qualche giorno dopo, non ha importanza, nelle zone di confine.

Entro dipinta gabbia
Fra l'ozio ed il diletto
Educavasi un tenero
Amabile augelletto.

A lui dentro i tersissimi
Bicchieri s'infondea
Fresc'acqua, e il biondo miglio
Pronto a sue voglie avea.

Pur de la gabbia l'uscio
Avendo un giorno aperto,
Spiegò fuor d'essa un languido
Volo non bene esperto.

Ma quando a lui s'offersero
Gli arbori verdeggianti
E i prati erbosi e i limpidi
Ruscelli tremolanti,

De l'abbondanza immemore
E de l'usato albergo,
L'ali scotendo, volsegli,
Lieto e giocondo, il tergo.

Di libertà l'amore
Regna in un giovin core.


Il ragazzino si chiamava Giacomo Leopardi e la dama è una certa Marchesa Roberti, ma ogni riferimento a fatti o persone realmente esistite è puramente casuale.















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Un pò di chiarezza sulla riforma "Bertagna"
di Prisma

Il documento che pubblichiamo ci e' stato inviato da Prisma, associazione di docenti "che opera per il rilancio e la valorizzazione della scuola di cultura in Italia"


Molto si è detto o scritto sugli stati generali dell’istruzione svoltisi a Roma il 18-19 dicembre 2001, ma ad essere messi in rilievo sono stati quasi esclusivamente gli elementi “politici” del dibattito (interventi dei ministri, contestazioni di una parte degli studenti, ecc.). Scarse ed insufficienti, invece, le informazioni sui contenuti specifici del confronto, che pure si è svolto in maniera intensa, concreta e seria.
Il Progetto PRISMA, che grazie anche all’attività critica e propositiva svolta negli anni passati è stato chiamato ad esprimere un proprio parere in quella sede, desidera informare con chiarezza tutti i docenti su alcuni punti nodali emersi dall’incontro. Premesso che ogni decisione definitiva in merito alla struttura del sistema scolastico sarà presa, come è ovvio, dal parlamento, è però già possibile precisare quanto segue:

LA DURATA DELLA SCUOLA SUPERIORE SARA’ DI CINQUE ANNI, e non di quattro, come era stato ipotizzato. Quasi tutti coloro che sono intervenuti agli stati generali, tra cui anche il PRISMA, hanno sostenuto l’opportunità di mantenere il quinquennio almeno per i licei. Anche eventuali percorsi professionali quadriennali potranno essere integrati con un anno “di riallineamento”. E’ un notevole progresso rispetto anche alla riforma Berlinguer che prevedeva, nei fatti, un solo triennio effettivamente “superiore”.

SONO INFONDATE LE VOCI RELATIVE ALL’ABOLIZIONE DELLA MATEMATICA NEL CLASSICO E DEL LATINO NELLO SCIENTIFICO NONCHE’ ALLA “SPARIZIONE” DI VARIE DISCIPLINE DAL CURRICOLO DEGLI STUDI.
E’ curioso notare come, mentre in nessun documento della commissione Bertagna si fa cenno a questa ipotesi, molti organi d’informazione l’abbiano riportata come cosa certa. Lo stesso prof. Bertagna l’ha decisamente smentita nella parte conclusiva delle propria relazione agli stati generali. Ad ogni buon conto il PRISMA, che ha tra le proprie finalità statutarie proprio quella di “contribuire al superamento della separazione tra cultura classico-umanistica e cultura razionalistico-scientifica”, continuerà a vigilare affinché nessuno prenda in futuro in considerazione tale possibilità.

APPARE SCONGIURATO IL RISCHIO DI UN BIENNIO SUPERIORE ANCHE PARZIALMENTE COMUNE, CHE AVREBBE RIDOTTO AL RANGO DI MATERIE OPZIONALI DISCIPLINE QUALI GRECO E LATINO ED AVREBBE LIVELLATO VERSO IL BASSO LO STUDIO DI DISCIPLINE COMUNI QUALI ITALIANO, MATEMATICA E STORIA.
L’idea del progetto Berlinguer di attuare l’orientamento “dopo” la scelta delle superiori, rendendo di fatto il biennio nient’altro che un prolungamento della scuola media, è stata superata trasferendo più opportunamente tale attività all’ultimo biennio delle secondarie inferiori. Non avremo più, dunque, una storia che deve per forza finire con il Novecento a quindici anni solo perché il 20% degli alunni abbandona gli studi a quell’età. Avremo perciò programmi per ogni disciplina specificamente calibrati per ogni indirizzo superiore.

Il PRISMA, se non può non compiacersi di questi primi risultati positivi conseguiti grazie al sostegno e all’aiuto di un gran numero di colleghi della scuola italiana, INTENDE PERO’ CONTINUARE AD ESERCITARE LA SUA FUNZIONE DI STIMOLO E DI CRITICA AFFINCHE’ IL GRANDE PATRIMONIO CULTURALE CLASSICO E SCIENTIFICO DELLA SCUOLA ITALIANA VENGA RAFFORZATO E RIVITALIZZATO, E AFFINCHE’ ANCHE NEL PREVISTO CANALE PROFESSIONALE VENGANO INTRODOTTI GLI ELEMENTI FORMATIVI E IDEALI ESSENZIALI DI QUELLE CIVILTA’ CHE CI HANNO INSEGNATO LA LIBERTA’ CIVILE, POLITICA E RELIGIOSA, LA DEMOCRAZIA, IL DIRITTO, IL PENSIERO RAZIONALE E SCIENTIFICO.

Il PRISMA, progetto che opera per il rilancio e la valorizzazione della scuola di cultura in Italia, non si riconosce per statuto in “alcuna ideologia, in alcun partito, in alcuno schieramento politico”, ed è aperto alla collaborazione di chiunque ne condivida gli obiettivi specifici. Per informazioni o collaborazioni: tel.06/5835765 fax 06/30888115 e-mail progetto.prisma@tiscalinet.it. Rec. Postale: piazza Zama 3, 00183 ROMA
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Cervello, informazione, apprendimento
di Paolo Manzelli

“MASTER - CIeA”
Proposta di organizzazione di un Corso di e.learning


La Riforma dei Cicli del Ministro Moratti come quella precedente del Ministro Berlinguer non passano il filtro del conservatorismo dei politici , certamente perche’ l’attuale classe politica e’ troppo distante dal capire le ragioni storico/ scientifiche, che generano le necessita’ del cambiamento epocale della Scuola; pertanto quest’ ultimo non puo' riguardare solo la composizione formale dei Cicli scolastici, ma in vero le fondamenta stesse dei contenuti della educazione, proprio al fine di divenire coerenti con il pronunciamento iniziale dell' Articolo1 del Decreto Legge sulle Norme generali sull’istruzione che recita " Il sistema educativo di istruzione e di formazione è finalizzato alla crescita e alla valorizzazione della persona umana, nel rispetto dei ritmi dell'età evolutiva, delle differenze e dell'identità di ciascuno."

Per dare testimonianza operativa e produrre una attivitè di formazione permanente sulle necessità cognitive di cambiamento della scuola il LRE/EGO-CreaNET propone di realizzare un Master sul tema CERVELLO -INFORMAZIONE ed APPRENDIMENTO (CIeA) , quele progetto di "e.learning" del Laboratorio delle Intelligenze Multiple . (1)
Tale proposta consegue alla considerazione, che qualsiasi insegnante dovrebbe essere uno specialista dei processi di apprendimento, mentre purtroppo ha una professionalita' spesso realmente arretrata in particolar rmodo sul fronte della scienza che correla la neurofisiologia alle strategie di apprendimento creativo.

Questa e' la carenza professionale che il “MASTER CIeA” dovrebbe saper superare agendo sulla base di un progetto di formazione permanente ( on the job interactive lifelong education) strutturato come "educazione SENZA distanza" ( e:learning on demand) . (2)


La definizione di “SENZA DISTANZA” sta ad indicare che mentre nelle strategie di "FORMAZIONE "A" DISTANZA" si tende a perpetrare in rete un sistema educativo finalizzato al trasferimento di conoscenze, con la strategia di "e.learning SENZA distanza" , si vuol “Costruire una Condivisione di Conoscenze finalizzata al Cambiamento Cognitivo necessario allo sviluppo della Societa' della Conoscenza.” (3)

Come riferimento essenziale sulle necessità di cambiamento dei Contenuti dell' insegnamento e' importante ricordare che durante il decennio Internazionale del CERVELLO, chiuso ormai nell' anno 2000, che e’ stato basato sulla integrazione multidisciplinare della Neurofisiologia con le varie Discipline che hanno trattato degli sviluppi della Intelligenza Artificiale, si è compreso come sia necessario far cadere le barriere tra le diverse discipline per attuare un avanzamento delle conoscenze. (4)

Tale conclusione indica come strategia per l' evoluzione cerebrale dell' uomo contemporaneo il superamento disciplinare dell' insegnamento in quanto tutta la istruzione e' ancora ritagliata sul modello disciplinare concepito da August Comte per un criterio di efficienza del sistema di produzione, che e' stato proprio della societa' industriale, ormai in esaurimento, principalmente a causa della automazione di gran parte dei processi di lavoro ripetitivo programmabili nelle macchine roobottizzate.

Tale breve riflessione, che potra' essere giustificata ampiamente nel quadro dei moduli iniziali del MASTER CIeA , pone l' accento sul fatto che l' educazione ha un valore storico sociale, e quindi oggi e' necessario ricondurla a un sistema relativo alle modalità emergenti di sviluppo e di lavoro di una rinnovata societa' post-industriale, piu' appropriata alla crescita della " economia della conoscenza " (5).
Pertanto nel contesto di sviluppo comtemporaneo il significato di apprendere non e' piu' quello di saper ripetere cognizioni standardizzate entro discipline tradizionali , ma quello di sviluppare strategie per acquisire rapidamente, e in modo efficace, concetti e abilità nuove favorendo la flessibilita cerebrale dell' individuo senza incanalarla in strutture cognitive preconfezionate.

La scuola , e con essa la societa' tutta, in mancanza di questa consapevolezza rischia di promuovere la memorizzazione di informazioni in gran parte obsolete, invece di favorire l’acquisizione dei concetti e delle strategie che caratterizzano un apprendimento significativo non lineare e divergente proprio dello sviluppo creativo, in modo da permettere all' individuo di operare in se stesso la valorizzazione delle proprie possibilita' di esercitare sistemi di pensiero basati su una formazione decisamente indirizzata allo sviluppo di "intelligenze multiple".

Le abilità cognitive di tipo non lineare, divergente e creativo si apprendono esercitandosi a modificare la struttura delle conoscenze possedute, e non piu' nel ripeterle acriticamente; pertanto uno dei focus del progetto “MASTER CieA” a mio avviso dovra' essere indirizzato verso ogni concezione utile che porti al superamento delle basi cognitive “cartesiane” e “comptiane” , cosi' da superare il limite cognitivo generato dalla arbitraria separazione tra soggetto ed oggetto della percezione, che oggi limita fortemente la comprensione delle relazioni tra "reale e virtuale ". (6)

Ricordiamo a tal proposito che un tempo la educazione era basata sulle "favole" di cui erano specialiste le nonne , che proponevano ai bambini, varie generazioni orsono, una formazione mentale dove l' oggettiualita' e i rapporti logici di causa ed effetto venivano sistematicamente scissi, per dare forma a relazioni immaginarie tra i concetti acquisiti rilevando la capacità intelligente di aprire varchi mentali, così da integrare progressivamente informazioni nuove, riorganizzando la mappa dei concetti già elaborati, in modo da renderli sempre piu' flessibili , cioè capaci di operare in situazioni problematiche mai incontrate. (7)

Nel secolo scorso tale scissione della logica di causa ed effetto e' stata attuata in piu’ ampia misura anche dalla scienza a partire dalla Meccanica Quantistica , alle interpretazioni sulla “Auto-organizzazione dei sistemi di trasformazione ( self-Organization), alla filosofia operativa detta della Fuzzy-Logic ... ecc. ecc.. tutte tematiche che possono essere affrontate con funzione di rinnovamento cognitivo nell' ambito del “MASTER CIeA”. (8)

Il sistema educativo attuale e' invece direttamente convergente verso l' apprendimento di soluzione di problemi gia' risolti in passato , e basati sulla acquisizione ripetitiva di conoscenze pregresse, che oggi , dal momento che le conoscenze si modificano profondamente sia nella scienza che nello sviluppo socio-economico mondiale , rischiano sempre di piu' di divenire un condizionamento a forme di intelligenza difficilmente applicabili alle attuali condizioni di sviluppo del lavoro e comunque di aumentare l' ampiezza del “Gap” tra l' avanzamento delle cognizioni scientifiche, tecnologiche e sociali ed il sistema di istruzione, che quindi rimane ad un livello arretrato e degradante "la crescita e la valorizzazione della persona umana, nel rispetto dei ritmi dell'età evolutiva, delle differenze e dell'identità di ciascuno" che per principio si e' impegnato a valorizzare, nel contesto internazionale della "crescita della economia conoscenza."

Il “MASTER CieA” pertanto dovrebbe essere improntato in una logica "Costruttivistica" al fine di generare abilita' cognitive di indole critica e quindi dovra’ essere finalizzato alla acquisizione per confronto di processi intellettuali, caratteristici delle diverse forme di pensiero nelle diverse culture e della loro storia, in modo da favorire una concettualita' complessa di indole divergente necessaria per attuare nuovi procedimenti di integrazione mentale innovativi , certamente visti in funzione di scopi differenti ed alternativi al modo tradizionale di fare scuola in termini di discipline di insegnamento.

In vero nella predisposizione operativa del progetto “MASTER CieA” resta ancora da definire con maggior precisione e condivisione di intenti il modello e le strategie di acquisizione delle "intelligenze multiple", a cui si ispireranno i materiali educativi ed il sistema di “e.learning” piu' idoneo ad attuare il fine condiviso, nonche' la scelta dei contenuti suddivisibili in moduli e le unita' di formazione, ed infine il target di riferimento , che a mio avviso preferenzialmente sara' quello del rinnovamento concettuale e cognitivo dei docenti, da qualsiasi disciplina essi provengano, sul tema delle relazioni evolutive che sussistono tra : CERVELLO -INFORMAZIONE ed APPRENDIMENTO.

Chi volesse approfondire i criteri di realizzazione del Progetto del “ MASTERCIeA” e partecipare alla costruzione di una “Comunita' Virtuale" di produttori di innovazione cognitiva, potra' scrivermi, ovvero iscriversi al dibattito che si sviluppa nelle AULE DIDATTICHE del sito del Dipartimento delle Intelligenze Multiple (1).

Paolo Manzelli LRE@unifi.it - FIRENZE 15/01/02

WEB-BIBLIO
(1) - Laboratorio Intelligenze Multiple
(2) - Progetto di e.larning BLU.eS
(3) - Societa’ della Conoscenza
(4) - Decennio del Cervello
(5) - Percorsi delle memoria
(6) - Immaginario e percezione visiva
(7) - APPRENDIMENTO E INTELLIGENZA
(8) - La mela di Newton



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Finanziaria: nessuna attenzione per i disabili
di Rolando A.Borzetti

Erano almeno una decina d'anni che non veniva approvata una manovra così poco attenta alle persone con disabilità e più in generale alle politiche sociali che sono le grandi assenti nella Finanziaria 2002. Le poche novità, riguardano infatti solo di riflesso alcune persone disabili e le loro famiglie.

DETRAZIONI PER FIGLI A CARICO

Chi presenta la denuncia dei redditi annuale (in proprio o attraverso il proprio datore di lavoro), ha l'opportunità di operare detrazioni per figli e familiari a carico. Può cioè ridurre l'imposta lorda a seconda del numero di familiari che ha a proprio carico. Per legge sono fissati gli importi che possono essere detratti dall'imposta lorda e gli eventuali limiti di reddito entro i quali sono ammesse queste detrazioni. Nell'ultima Finanziaria il Parlamento ha aumentato le cifre forfettariamente detraibili per ogni figlio a carico.

Dal 2002 la detrazione che si può operare sull'imposta lorda che è di 516,46 euro (1 milione di lire) per ciascun figlio a carico a condizione che non si superi il reddito complessivo di 36.151,98 euro (70 milioni di lire). Se i figli a carico sono due il limite di reddito sale a 41.316,55 euro (80 milioni di lire). Se i figli a carico sono tre il limite è di 46.481,12 euro (90 milioni di lire). Nessun limite di reddito è previsto se i figli sono quattro o più. Nel caso infine che il reddito sia compreso fra i 46.481,12 e
i 51.645,69 euro (100 milioni) spetta comunque una detrazione che è pari a 303,68 euro per il primo figlio e a 336,73 euro per i successivi figli a carico. La Finanziaria 2002 prevede inoltre che per ogni figlio disabile sia possibile portare in detrazione 774,69 euro (1 milione e mezzo di lire). Per definire il disabile ci si riferisce alla situazione di handicap di cui all'articolo 3 della legge 104/1992 (non si fa menzione quindi alla connotazione di gravità). Per gli altri familiari conviventi a carico è prevista una detrazione pari a 285,08 euro.

Tutti quei contribuenti che, pur presentando la denuncia, dispongono di un reddito non molto alto e non debbono quindi allo Stato un imposta tanto alta da permettere di sfruttare appieno le detrazioni offerte dalla normativa fiscale. Tutti questi contribuenti trarranno un beneficio limitato, o non l'avranno affatto, da questa manovra finanziaria. I maggiori benefici li avranno invece le famiglie con redditi medio-alti.

Facciamo un esempio. Un operaio con un reddito di circa 16000 euro (poco più di 30 milioni di lire) con moglie e tre figli, di cui uno disabile a carico, ha diritto a circa 2100 euro di detrazioni. Probabilmente questa cifra sarà molto vicina all'imposta lorda che deve all'erario. Ma se in quell'anno vorrà detrarre spese sanitarie (quelle detraibili) oppure spese per ausili o per la ristrutturazione dell'abitazione o ancora per l'acquisto di un veicolo per il trasporto del figlio disabile, l'imposta residua (sempre che
ci sia) non gli permetterà di operare anche questa detrazione e le spese
citate rimarranno interamente o in larghissima misura a suo carico.
Purtroppo si tratterà di situazioni tutt'altro che infrequenti e che riguarderanno le famiglie con reddito più basso. Un altro esempio ancora più eclatante. Pensionato sociale con figlio a carico. Non presenta alcuna denuncia dei redditi e non fruisce quindi di nessun beneficio.

AUMENTO DELLE PENSIONI MINIME

Sono erogate in Italia molte pensioni (sia sociali che di inabilità che di anzianità) inferiori, talvolta anche di molto, al milione di lire. Dal primo gennaio prossimo queste pensioni verranno innalzate a 516,89 euro (un milione di lire) a patto che il beneficiario abbia più di 70 anni di età e che non disponga di un reddito personale, escluso l'eventuale reddito derivante dall'abitazione, superiore a 6.713,98 euro (13 milioni di lire). Nel caso sia coniugato il reddito dei due coniugi non deve superare i 6.713,98 euro incrementati dell'importo annuo dell'assegno sociale (circa 21 milioni totali quindi).

Lo stesso aumento a 516,89 euro spetta anche agli invalidi civili totali, ai sordomuti e ai ciechi civili assoluti. Il limite di reddito personale è il medesimo (6.713,98 euro), mentre il limite di età in questo caso è abbassata a 60 anni. Come si potrà notare, la misura non interessa gli invalidi civili parziali (dal 99% al 74% di invalidità) che riscuotono l'assegno mensile di assistenza, né i ciechi civili parziali. Tantomeno riguarda gli invalidi con meno di 60 anni di età anche se hanno una disabilità gravissimi e sono privi di reddito.


Un'altra eccezione riguarda, più in generale, il limite di età di 70 anni. Si tratta un meccanismo che anticipa di un anno il diritto all'aumento per ogni cinque anni di contributi versati, con un massimo di cinque anno di "bonus". Un esempio: se un pensionato ha versato 20 anni di contributi, e la sua pensione è comunque inferiore al milione, gli vengono riconosciuti 4 anni di bonus e potrà godere dell'aumento a partire dal compimento del sessantaseiesimo anno di età.

INTERPRETARIATO E SORDOMUTI

La Finanziaria 2002 prevede che le spese sostenute per i servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordomuti siano detraibili in ragione del 19%.

RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE

La Legge 449/1997 aveva introdotto disposizioni volte a favorire il recupero del patrimonio edilizio, consentendo la detraibilità delle spese sostenute per diverse tipologie di interventi di carattere edilizio e tecnologico. In virtù di quella norma è possibile detrarre - dall'imposta lorda sui redditi delle persone fisiche - una cifra pari al 36% delle spese sostenute. L'importo massimo detraibile non può superare l'imposta lorda stessa; il tetto massimo di spesa su cui calcolare la detrazione è di 150 milioni di lire. L'importo detraibile deve essere ripartito in cinque quote annuali di pari importo; viene ammessa la possibilità di suddividere tale importo in quote annuali su dieci anni. Questo beneficio è esteso dalla Finanziaria approvata anche al 2002.

Ricordo gli elementi più rilevanti di questa norma. Nelle parti comuni degli edifici sono ammesse alla detrazione le spese derivanti da interventi volti alla manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione. Le stesse spese, ad esclusione di quelle relative alla manutenzione ordinaria, sono ammesse alla detrazione nelle singole unità immobiliari. Le opere per l'eliminazione di barriere architettoniche sono esplicitamente incluse in queste agevolazioni, sia che gli interventi insistano nelle singole unità immobiliari, sia che siano realizzati in parti comuni degli edifici. Il beneficio fiscale non interessa solo l'installazione di ascensori e montacarichi, ma anche la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all'abitazione aprendo l'opportunità di ottenere l'agevolazione anche sulle soluzioni di domotica e controllo
ambientale. Sempre a proposito di prestazioni di recupero edilizio, anche per il 2002 verrà applicata l'aliquota IVA del 10% introdotta nel 2000.

L'agevolazione regolamentata in modo piuttosto articolato, si applica alle
opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia eseguite esclusivamente su fabbricati destinati ad uso abitativo privato. Oltre che su queste prestazioni l'IVA al 10% si applica anche su alcuni prodotti già definiti dal Decreto del Ministro delle finanze del 29 dicembre 1999 e cioè su:
ascensori, infissi esterni ed interni, videocitofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell'aria, sanitari e rubinetterie da bagno, impianti di sicurezza se destinati a fabbricati a prevalentemente uso abitativo.

FINANZIAMENTO DELLA LEGGE 13/1989

Con particolare insistenza era stato richiesto dalle associazioni che fosse rifinanziata la Legge 13/1989, che prevede contributi per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici private. Alla voce relativa al Ministero delle infrastrutture non è previsto, come richiesto invece dalle Associazioni dei disabili, alcun finanziamento della Legge 13/1989. Per questa, quindi, per gli anni a venire non è prevista nessuna copertura. La Legge 13/1989 è la norma che prevede contributi a favore dei disabili che si trovino nella necessità di eliminare barriere architettoniche all'interno della propria abitazione, contributi che, lo ricordiamo, vanno richiesti tramite il Comune ove è sito l'immobile su cui intervenire. L'ultimo finanziamento utile della Legge 13/1989 è stato previsto dalla Legge 2 ottobre 1997, n. 345 che aveva stabilito un stanziamento di 20 miliardi di lire per ciascuno degli anni 1998, 1999 e 2000.

L'integrazione scolastica nella Finanziaria 2002

La Gazzetta Ufficiale n. 285 del 29 dicembre 2001 pubblica la legge finanziaria del 2002, legge n. 448 del 28 dicembre 2001.

L'art. 22 di tale legge, riguarda la scuola ed ha delle novità rispetto all'integrazione scolastica, senza però modificare il D.M. n. 331/98 ed il D.M. n. 141/99 sull'assegnazione delle ore di sostegno alle singole scuole e sulla formazione delle classi, infatti il comma 1 prevede che gli organici dei docenti vengono determinati sulla base del numero degli alunni, tenendo conto anche della "necessità di garantire interventi a sostegno degli alunni in particolari situazioni". Ciò significa che viene abrogato il criterio secondo cui si attivava un posto organico per il sostegno ogni 138 alunni comunque frequentanti.

Il nuovo criterio ripristina quello di assegnare posti per il sostegno in rapporto al numero degli alunni con handicap. Quale sarà però il numero degli alunni con handicap al quale commisurare la istituzione di un posto, e rimesso dal comma 2 ad un decreto del Ministro dell'Istruzione.

Nel comma 3 si precisa che, una volta assegnato dal Ministero alle singole regioni il contingente dei posti organici per il sostegno, sarà il Dirigente Scolastico regionale ad assegnare alle singole scuole il numero dei posti e le ore per il sostegno, sulla base delle richieste che perverranno dai dirigenti delle stesse scuole, i quali debbono preventivamente consultare gli organi collegiali, cioè i Consigli di classe, il collegio dei docenti ed il consiglio d'Istituto.

Lo stesso comma prevede una precisazione secondo la quale tale assegnazione dei posti è effettuata alle singole scuole "assicurando una distribuzione degli insegnanti di sostegno all'handicap correlata all'effettiva presenza di alunni iscritti portatori di handicap nelle singole istituzioni scolastiche". Ciò significa che si potrebbero avere delle riduzioni di ore assegnate rispetto all'anno precedente, se risulti che qualche alunno con handicap non abbia frequentato tutte le ore settimanali previste per quel determinato tipo e grado di scuola?

Il comma 6 prevede che nelle scuole medie e superiori non si proceda alla nomina di supplenti per assenze inferiori ai 16 giorni. Ciò per realizzare risparmi il cui importo aumenterà il fondo d'istituto.
Sarà importante conoscere quale parametro definitivo verrà adottato per la costituzione di posti organici per il sostegno da parte del Ministro dell'Istruzione, giacché la formulazione dell'articolo non sembra consentire il ricorso alle nomine "in deroga".

Sarà importante inoltre conoscere se e come la norma di cui al comma 6 verrà applicata anche alle supplenze di insegnanti per il sostegno assenti. Sembra infatti possibile che gli insegnanti assenti vengano sostituiti da colleghi presenti purché nominati in attività di sostegno ed in aggiunta al loro normale orario di servizio. Sembrerebbe invece lesivo del diritto all'integrazione scolastica il ricorso a colleghi diversi, non nominati per le attività di sostegno.

Altrettanto lesivo risulterebbe l'utilizzo di insegnanti per le attività di sostegno in supplenza di colleghi assenti, durante il loro normale orario di servizio, in classi diverse da quella di titolarità.

(Contributi dell'avv. Salvatore Nocera , vice Presidente della FISH - Nazionale, e di Carlo Giacobini Responsabile del Centro per la documentazione legislativa Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare)


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Che ne sarà delle SSIS ?
di Franca Ometto

Dopo aver letto tutto il DDL Moratti dell'11 gennaio, vi chiedo : che ne sarà delle SSIS ?
Io sono entrata quest'anno come supervisore nella SSIS Veneto, dopo aver superato un concorso fortemente selettivo. Da anni aspettavo di avere la possibilità di mettere al servizio di giovani laureati, futuri insegnanti, tutto il patrimonio di conoscenze ed esperienze che ho maturato in tanti anni di insegnamento. Mi sono preparata seriamente e come me altre persone che, nonostante il mancato riconoscimento economico, si adoperano senza risparmio di energie, proprio perché sostenute dalla convinzione che stiamo facendo la cosa giusta.
Una formazione degli insegnanti che vede la collaborazione tra docenti di scuola superiore e università . Un momento in cui teoria e prassi operativa si coniugano per accompagnare il futuro docente ad un ingresso nella scuola più consapevole e professionale.
Che ne sarà di noi? Sarà per caso il Dirigente di Istituto , i cui poteri si stanno ampliando a dismisura, a selezionare i docenti che collaboreranno con le Università, nel quinto anno liceale? Senza un'oggettiva prova di valutazione di titoli , come è avvenuto per i Concorsi?
E coloro che non hanno curato tanto le relazioni con la Dirigenza, se non nei limiti della correttezza di rapporti, ed hanno impiegato tempo, denaro ed energie a studiare e a prepararsi per affrontare concorsi e per dimostrare di meritare, sulla base di valutazioni oggettive, il titolo di INSEGNANTE DI QUALITA', che fanno?
Desidero una risposta, se qualcuno ce l'ha.



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Il freddo del 2002
di Antonio Limonciello

"buon anno a tutti
vi auguro di realizzare quanto desiderate
ma vi auguro anche di incontrare cose non aspettate
nella vita privata come nella comunita' didaweb
sorprese che rendono incerti e audaci insieme,
auguro insomma un 2001 sconvolgente
perche' non possiamo essere sempre, o solo, noi stessi
......
......
buon sconvolgimento a tutti"


furono questi i miei auguri per il 2001.
Oggi leggo e mi interrogo su quelle parole, cosa era quell'augurio, quale sentire rappresentava?


Era una bolla di pressione sotterranea, di quelle che si formano sotto la mia terra prima delle eruzioni, un groviglio di IO, io, IO che da un po' di tempo si sbracciano, corrono, pretendono, attendono, sbuffano per le mancate soddisfazioni dei tanti desideri allevati quotidianamente nel sistema informativo.
Sono sempre troppo le aspettative, non c'e' tempo, non si concede tempo e non si sa aspettare. Sono sempre tante le verita' per un evento, infinite interpretazioni legittimate dalle forme dell'informazione, dall'assenza di codici condivisi e conosciuti; l'interdipendenza degli eventi a livello di globo ci espone, ci espropria, genera sospetti, ognuno tende a crearsi, come naturale necessita', la verita' piu' comoda.

Era la naturale dimensione del desiderio sogno da realizzare senza sacrificio, voglio tutto, lo voglio ora e qui, e con tutto il mondo senza miserie e senza guerre. Da questa dimensione del sogno c'e' chi chiede per se spazi liberi per correre, possedere, fecondare senza sosta e senza limiti e c'e' chi prende la strada della protesta contro il perpetrarsi inesorabile delle stesse gerarchie, contro l'imposizione di modelli, contro il mecccanico cinismo del sistema assunto a valore indiscusso.
[C'e', e' vero, una estrema minoranza alla ricerca della coerenza, che non dice senza fare, che abbandona e si rigenera, per esempio nel volontariato a tempo pieno nel proprio paese come nei paesi del terzo mondo; questa minoranza forse si realizza, ma non intacca il sistema che anzi la presenta come parte edificante di se, percio' gli dedica elargizioni e copertine di rotocalchi ].

Era l'umanita' disposta a correre il rischio di sfracellarsi. Non vuole piu' aspettare, costi quel che costi ci vuole provare.

Ecco cosa sentivo negli auguri 2001.

I poteri, narici dilatate esposte al cielo, sentivano, tremavano, si consultavano, assistevano a piccole eruzioni da Seattle a Ramallah, da Kabul a Genova, ma non era il momento, poi l'accelerazione si presento' sui 4 aerei caduti dai cieli americani.
Dopo quel giorno tutto divenne piccolo e insignificante, soffocato dalla polvere delle torri il movimento noglobal, dimenticati i blackblock, le provocazioni e le morti, tutto derubricato a dilettantesche esercitazioni.
L'inquietudine materializzata in spettacolo amplificato, ripetuto, ritualizzato e distribuito in tutte le parti del mondo trasferisce, sublima, gela, diventa potente sonnifero. L'occasione e' colta al volo dai poteri, il globo ha un punto focale, li' essi possono esercitare una certa efficacia, essi sanno che ne usciranno rafforzati e legittimati. Buona occasione per ricordare anche chi e' il capitano e qual e' la rotta. Non molleranno l'osso, troppo ghiotta l'occasione: prolungheranno tempi e spazi di intervento.
Tutte le speranza possono attendere, sono sospesi i sogni, i diritti, le democrazie, e' il grande freddo di questo inizio 2002. E l'Italia?
L'Italia e' da sempre anello debole, la democrazia non e' un valore per molti suoi cittadini, l'Italia, con ampio consenso popolare fa prove di fascismo, un fascismo nuovo che si afferma democraticamente attraverso la precostituzione del consenso, un fascismo che non agisce con sommosse e manganelli, ma che demolisce lo stato etico e cancella i sogni incompatibili della carta costituzionale (il fatto che al governo partecipi Alleanza Nazionale e' un puro incidente della storia, il fascismo e' rappresentato piu' fuori che dentro questa organizzazione politica).
La pericolosita' del processo in atto e' rappresentata da 3 elementi:
Il primo elemento e' proprio il mancato riconoscimento del fenomeno, cioe' la societa' si pensa, si definisce democratica e libera proprio mentre riduce le liberta'.
La societa' crede che queste riduzioni di liberta' non intaccheranno la sostanza della vita, si sente sicura, pensa che in ogni momento puo' tornare indietro, appena ne avra' necessita' tornera' indietro; prima la solidita' degli interessi privati, dopo, ma solo se c'e' la possibilita', si pensa al voluttuario come il rispetto del territorio, la sussidiarieta', il rispetto del diverso, ecc..
Il secondo elemento e' l'informazione.
Il precedente governo, come si conviene al ruolo dell'informazione in una democrazia moderna, era tutti i giorni sotto esame. L'attuale governo no, e questo pe
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