Newsletter precedente Newsletter successiva  

Fuoriregistro del 18/11/2001 - a.s. 01/02
f u o r i r e g i s t r o
newsletter del 18/11/2001

Sommario
Da domani
di Marino Bocchi
Per una "carta" visiva dei diritti civili
di M.B
E il sostegno dov'è?
di Adriana Pavese
Finanziaria: pro e contro
di Gianni Mereghetti - Renato Tassella
Buon viaggio, signor ministro
di Anna Pizzuti
Funzioni obiettivo
di Pierluigi Nannetti
Si', l'istruzione professionale e' di serie B
di Giacomo Franciosa
E se la smettessimo coi piagnistei?
di Corrada Cardini
L'importanza del Logo
di Riccardo Ghinelli
Riflessioni di un Tutor
di Giovanna Casapollo
Quesiti
di Anna Pisani
Telgate
di Emanuela Cerutti
Come insegno l'educazione alla pace
di Maria Maddalena Marras
Per un'effettiva parità
di Luciano Albanese
Il tempo per studiare
di Gianni
L'emigrazione scolastica
di Giuseppe Tizza
La Scuola del Gratuito
di Riccardo Ghinelli
Incontro
di Emanuela Cerutti
L'albero del sicomoro
di Vincenzo Andraous
Grazie Mereghetti
di Gianluca Tomarchio Vasta
Lettera alle scuole islamiche
di Federico Repetto
Chicche
di Emanuela Cerutti


Da domani
di Marino Bocchi

Alla vigilia dello sciopero promosso da Cgil, Gilda, Cub e altre sigle, con perfetta scelta di tempo il ministro Moratti promette agli insegnanti che sara’ sua cura valorizzarne il ruolo e la funzione. Ovviamente non da oggi. Perche’ oggi non si puo’, premono altre urgenze, c’e’ una guerra in corso, la recessione incombe. Da domani. Dal prossimo contratto di lavoro. Per il momento dovremo accontentarci di un aumento salariale inferiore alla curva dell’inflazione. Pero’ il ministro assicura che da domani ci sollevera’ dalle incombenze della burocrazia che ci affliggono: allo scopo di disboscare la foresta delle circolari e delle ordinanze ha proprio ieri istituito una Commissione, presieduta da un sottosegretario. Un’altra commissione, l’ennesima. Ce ne sono ormai una decina che si aggirano nelle stanze di Viale Trastevere: da quella incaricata di istituire il sistema scolastico di valutazione a quella che si occupera’ del codice deontologico. E mentre gli esperti discutono, studiano progetti, elaborano modelli per il futuro, la Moratti amministra e delibera. Via la vecchia Maturita’, da oggi si cambia: solo commissari interni e dobbiamo ringraziare un parlamentare di An se il Senato ha approvato un ordine del giorno che impegna il governo a limitare a tre commissioni per sede d’esame l’incarico assegnato al presidente esterno. Via per sempre l’impianto della riforma dei cicli promossa da Berlinguer: due canali, liceo e formazione professionale, quest’ultima destinata ad accorpare l’istruzione professionale di stato, con una scelta secca, a 14 anni. E ancora: aumento del carico orario dei docenti (da un minimo di 18 fino a 24 ore, anche se l’obbligo previsto dalla prima versione dell’articolo 13 della finanziaria si e’ora trasformato in facolta’), accorpamento degli spezzoni, ricorso al personale interno per le supplenze fino a 15 giorni (rispetto ai 30 della prima stesura). Infine: assunzione nei ruoli dello Stato per i docenti di religione, sull’abilitazione dei quali continuera’ a decidere la Curia e se casomai il Vescovo dovesse revocare l’autorizzazione, nessun problema: gli interessati saranno nominati su altre cattedre, se ne avranno titolo (visto che la laurea non e’ richiesta), in caso contrario saranno sottoposti al trasferimento d’ufficio sull’organico di altri dicasteri. Il disegno e’ chiaro, denunciano alcuni: si tratta di una strategia coerente e lineare mirata a smantellare la scuola pubblica, il suo carattere di laicita’, di autonomia, di interazione dialettica rispetto al variegato sistema dei poteri, dalla Famiglia fino alla Chiesa e all’Azienda. Ma questa e’ una lettura ideologica, strepitano altri: il Ministro ha promesso la convocazione degli Stati generali, saranno gli insegnanti, i genitori e gli studenti a decidere in ultima istanza. In che modo, con quali strumenti? Tramite Forum telematico, sembra indicare la Moratti nella sua lettera. Da lunedi’ potrete collegarvi col sito del Ministero e accedere alla discussione online: “Verso gli Stato generali dell’istruzione”. Nel frattempo la Finanziaria andra’ alla Camera per l’approvazione definitiva, la Commissione Bertagna definira’ la procedura del doppio canale anticipata dal Ministro a luglio in Parlamento, la Commissione deontologica presieduta dal Cardinale Tonini iniziera’ e concludera’ in breve tempo i suoi lavori e quella sul sistema scolastico di valutazione coordinata dal prof. Elias, esperto di certificazione aziendale, definira’ il modello in base al quale si misurera’ la qualita’ della nostra professione. Ma finalmente arriva anche per noi docenti, studenti, genitori l’occasione di cominciare a dire la nostra. Sul Forum. Da domani.

La lettera della Moratti

Cari docenti
sento l'esigenza di scrivervi per farvi partecipi in modo diretto del nostro lavoro.

Ho iniziato un viaggio di ascolto in tutte le Regioni per rendermi conto personalmente dei problemi della scuola.

La scuola che sto imparando a conoscere è fatta di luci e ombre; ho visto istituzioni scolastiche di eccellenza anche in contesti socioeconomici difficili, e questo mi ha fatto capire che l'anima di queste scuole siete voi docenti che con grande impegno e passione sapete trasmettere ai bambini ed ai ragazzi amore per il sapere, senso di responsabilità, principi e valori.

Ho constatato però che i docenti si sentono gravati da troppi adempimenti burocratici, mentre vorrebbero potersi dedicare di più ai ragazzi ed ai rapporti con le famiglie, e che non sempre sono messi in grado di aggiornarsi al meglio.

Per questo motivo, pur ereditando una difficile situazione economica data da un deficit pubblico considerevolmente superiore alle previsioni e ulteriormente aggravato dalla guerra in Afghanistan, abbiamo cercato di avviare una politica di investimenti della scuola fondata sulla centralità dei docenti.

Le misure prese per il regolare avvio dell'anno scolastico hanno voluto rispondere all'esigenza di dare una prima immediata risposta, sia ai precari che da anni attendevano l'immissione in ruolo, sia ai supplenti che fin dal primo giorno di scuola hanno potuto avere la sede assegnata e, di conseguenza, la remunerazione.

Anche le norme che abbiamo inserito nella legge finanziaria del 2002 rispondono all'esigenza di iniziare un percorso di valorizzazione degli insegnanti, destinando a questo obiettivo risorse aggiuntive nel 2002 (sia pur contenute in ragione della situazione finanziaria restrittiva), e le economie conseguenti a interventi di riqualificazione della spesa nel 2003 e nel 2004.

Ecco perché il Governo ha approvato, nella V Commissione bilancio, una norma che destina per intero alla valorizzazione del personale docente le economie realizzate, stimate in 381,34 milioni di euro nel 2003 e in 726,75 milioni di euro nel 2004.

Tali risorse specifiche per la scuola si aggiungono a quelle previste in via generale per i rinnovi contrattuali di tutto il pubblico impiego

Con riguardo alle supplenze, è stata data ai dirigenti scolastici la possibilità - e non l'obbligo - di utilizzare più ampiamente , e comunque per brevi periodi, i docenti in servizio presso la scuola e a ciò disponibili garantendo così una maggiore coesione di tutto il corpo docente.

Nel rispetto delle disposizioni contrattuali vigenti, si è inoltre consentito il prolungamento dell'orario dei docenti fino ad un massimo di 24 ore. Le ore aggiuntive saranno effettuate solo dai docenti disponibili e verranno compensate come lavoro straordinario, secondo quanto previsto dal contratto di comparto.

E' stato infine previsto il rimborso delle spese sostenute dai docenti per l'aggiornamento professionale, un passo importante sulla strada di un più completo riconoscimento dell'importanza della funzione e del vostro ruolo di docenti.

Per tale motivo pensiamo nel prossimo rinnovo di contratto ad una area contrattuale separata per i docenti, e riterremmo importante una valorizzazione delle associazioni professionali.

Sono convinta che la riforma della scuola non può avvenire che con il pieno coinvolgimento dei docenti. Per questo motivo abbiamo pensato di aprire un Forum sul nostro sito Internet che ci auguriamo diventi un luogo di incontro con voi per scambiarci, anche in vista degli Stati generali, opinioni, riflessioni, proposte per migliorare l'offerta formativa. Su questo Forum aperto nel sito www.istruzione.it potete lasciare proposte, suggerimenti, idee che mi servono per la preparazione degli Stati Generali dell'istruzione. E' un dialogo che sarà sempre aperto.

La scuola sempre più deve affiancare le famiglie nella funzione educativa e dare risposta di qualità alle esigenze formative dei ragazzi; deve sostenere chi è in difficoltà e valorizzare i talenti, deve aiutare i giovani a costruire la propria personalità libera e responsabile e deve orientarli e prepararli sempre meglio ad affrontare la vita.

Con queste consapevolezze vogliamo lavorare per voi e con voi perché, insieme, possiamo dare ai nostri ragazzi e a tutte le famiglie una scuola all'altezza delle loro aspettative.

Letizia Moratti
www.istruzione.it/mpi/ministro/statigenerali_lettera.shtml

Grazie ministro, perche' ci considera delle persone e non dei terminali

di Gianni Mereghetti
Gentilissimo ministro,
sono un insegnante e la voglio ringraziare per la lettera che ci ha inviato e nella quale mostra sensibilità al nostro delicato compito e ai nostri problemi. Indipendentemente dal fatto che sia o non sia d'accordo con le sue scelte politiche, le sono comunque grato di considerarci delle persone, e non i terminali del sistema scolastico che lei dirige.
Questo mi sembra decisivo in tempi, in cui si pensa di costruire meccanismi così perfetti da risolvere ogni problema. L'educazione invece mette in evidenza che non c'è meccanismo risolutivo, ma ogni giorno si riparte dall'avventura rischiosa della libertà. E' questa avventura ciò che mi affascina del mio lavoro, un'avventura che ricomincia ogni mattina.
Negli anni mi è diventata sempre più chiara la dinamica e l'urgenza del compito educativo; questo mi pare debba dettare il suo impegno, e non tanto per dirci che cosa dobbiamo fare in classe, quanto per stabilire quelle condizioni di libertà e di professionalità, in forza delle quali ognuno di noi possa giocare le sue energie, le sue capacità, la sua originalità.
So quanto sia difficile varare una riforma della scuola, non è nemmeno facile mantenere gli impegni ideali in una situazione che spinge verso semplificazioni organizzative o che chiede sacrifici economici. Se mi permette un consiglio, nelle decisioni che si troverà a prendere giorno dopo giorno tenga in considerazione la realtà viva della scuola e si confronti con essa.
E' perchè amo la mia professione e ho imparato a volere il bene di ognuno dei miei studenti, riuscendoci, ma anche fallendo, che rispondo al suo invito. Sì, sono disposto nel mio piccolo, da queste aule di una sperduta scuola della bassa milanese, a collaborare, non per un'idea migliore di scuola, ma perchè la scuola diventi sempre più il luogo della libertà, della cultura e dell'educazione.
Grazie e buon lavoro

Gianni Mereghetti
Insegnante di storia e filosofia presso il Liceo Scientifico Pascal di Abbiategrasso (Mi)
[ leggi (3 commento/i) ][ commenta ] [ sommario


Per una "carta" visiva dei diritti civili
di M.B

MOSTRA INTERNAZIONALE

PER UNA “CARTA” VISIVA DEI DIRITTI CIVILI
VISIONI E RIFLESSIONI, LIBERE DA DIDASCALISMI E RETORICHE

L’Associazione “LIBERA-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” ha organizzato un’esposizione di carattere internazionale che riveli il ruolo dell’artista, indipendente dalle ideologie e da ogni forma di potere economico e politico, quale osservatore critico presente nella società civile.

Tema della mostra sono i diritti civili, ovvero i diritti alla libertà e alla democrazia di tutti gli esseri umani, contro ogni forma di sopraffazione e di violenza.

Le opere in mostra sono circa 200, provenienti non solo dall’Italia e dall’Europa ma anche dalla Cina e dalle Americhe; sono state donate dagli artisti a LIBERA, che potrà disporne la vendita per concretizzare l’impegno per la legalità e l’assistenza alle vittime di soprusi e violenze.

Le tecniche espressive usate nelle ‘carte’ variano dalle incisioni ai disegni, dai dipinti alle poesie e riflessioni.
Il catalogo è pubblicato dalla casa editrice Viennepierre di Milano.
Tutte le opere saranno visibili su sito Internet dedicato alla mostra.

L’inaugurazione avverrà a Milano il 24 novembre 2001 ore 17.00
presso lo Spazio Auditorium in Corso San Gottardo 42A .
La mostra rimarrà a Milano fino al 9 dicembre con orario 10-19; nei mesi seguenti sono previste tappe espositive in altre città d’Italia.
Durante l’orario di apertura alla mostra saranno organizzati presso lo Spazio Auditorium, per gli studenti e i cittadini, incontri con artisti e personalità della cultura.

Comitato promotore
Alberto Casiraghi, editore de Il pulcinoelefante
Luigi Ciotti, Presidente di LIBERA
Vincenzo Consolo, scrittore
Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura
Massimo Geranio, artista
Gina Lagorio, scrittrice
Vanna Massarotti, editrice di Viennepierre
Moni Ovadia, attore
Franca Rame, attrice
Silvio Riolfo, Fondazione Garzanti
Lorenzo Frigerio e Jole Garuti, referenti di Libera-Lombardia


[ leggi (3 commento/i) ][ commenta ] [ sommario


E il sostegno dov'è?
di Adriana Pavese

Che tra le tre "I" della nuova scuola voluta dalla nostra ministra non ci fosse Integrazione , l'avevamo capito, ma quello che sta succedendo a Torino, relativamente alla cattedre di sostegno, ha veramente dell'incredibile e ancor più incredibile e vergognoso è che non se ne parli.
Come sa chi lavora nella scuola , la maggior parte delle cattedre di sostegno sono cattedre di fatto, cioè istituite di anno in anno in relazione al numero e alla gravità degli allievi con handicap presenti nella scuola. Da quest'anno queste cattedre vengono date a supplenza dai presidi e qualcuno penserà che in questo modo, finalmente, sarà tutto più semplice e veloce. Errore!
I presidi devono scegliere i supplenti su graduatorie d'istituto che vengono elaborate centralmente e poi inviate alle scuole per via telematica : tutto chiaro, trasparente e veloce quindi. Errore!
Nelle nostre scuole le graduatorie di istituto sono arrivate la scorsa settimana , dopo un mese e mezzo dall'inizio dell'anno scolastico. Nel frattempo , dato che gli allievi in situazione di handicap hanno ancora
il diritto di frequentare, sin dal primo giorno, la scuola pubblica (le loro famiglie non hanno il problema del diritto di scegliere la scuola!), i presidi hanno dovuto nominare, "fino ad avente diritto", supplenti
dalle vecchie graduatorie. Gli insegnanti specializzati sono in numero insufficiente e tuttti sistemati, quindi sono arrivati insegnanti di tutte le materie, spesso senza esperienza di questo tipo di lavoro; in alcuni casi, come è successo nella mia scuola, sono persone serie, alcuni hanno già lavorato sul sostegno, si danno da fare, cercano aiuto dai colleghi più esperti e dagli insegnanti di classe, si affezionano ai ragazzi (alcuni molto gravi) e iniziano a lavorare.
Ci eravamo quasi dimenticati delle graduatorie , quando si sparge la voce.....sono uscite! Soliti problemi delle segreterie per scaricarle e inizia un vorticoso giro di telefonate tra presidi e ex-provveditorato: che fare? Sono provvisorie o definitive? Bisogna cominciare a chiamare?
Nella mia scuola tra prima, seconda e terza fascia (e non mi provo neanche a capire in base a che cosa i colleghi siano in una fascia o nell'altra) sono più di 200: sono divisi per materia, per nominare sul sostegno bisogna fare l'incrocio tra le materie secondo il punteggio (e per fortuna, dopo un po' di tentativi si scopre che può farlo il computer), ma tra le varie voci che determinano il punteggio non compaiono gli anni di sostegno, nè la richiesta di svolgere questo tipo di lavoro. Conclusione : per insegnare agli allievi in situazione di handicap basta respirare ed essere disoccupato. Arriva la direttiva : "si deve iniziare a nominare sulla prima fascia , che è definitiva."
I miei bravi colleghi sono abbastanza alti in graduatoria e quindi, sperando di non doverli cambiare , inizio ad aiutare la segreteria nell'operazione telefonate: quasi tutti gli insegnati interpellati lavorano già, e quindi molti non sono a casa, si lascia il massaggio sulla segreteria quando c'è ,oppure alla vecchia mamma, oppure alla colf filippina. Se l'insegnante non ritelefona , si manda il telegramma (10/20 al giorno, alla faccia del risparmio!) . Alle volte capita di incontrare insegnanti che non hanno mai fatto sostegno i quali, dato che sono persone serie, quando sentono che dovrebbero occuparsi di ragazzi con handicap grave , pur essendo
disoccupati, rifiutano perchè si rendono conto di non avere le competenze.
Spesso succede che l'interpellato sia già in servizio in un'altra scuola "in attesa di avente diritto", ed essendo una persona seria , risponde "lavoro già con un bambino handicappato, mi spiace lasciarlo, aspetto a
rispondere per vedere se in questa scuola arrivano a nominare me". La stessa cosa rispondono i miei colleghi , quando sono chiamati da altre scuole. Risultato: tutti fermi !
Dopo una settimana di questo lavoro da telefonista (naturalmente fuori dall'orario di servizio) arriva un'altra voce: "tutte le graduatorie sono da ritenersi provvisorie", quindi tutto è rimandato tra 40 giorni!!


A questo punto non si può veramente più scherzare: con quale coraggio mi si può dire , dopo averci costretto a scegliere gli insegnanti di sostegno tra gente che non ha nessuna esperienza e non ha chiesto di fare questo lavoro, che devo costringere un ragazzo in difficoltà a cambiare l'insegnante dopo quasi tre mesi di scuola? I presidi, anzi i dirigenti, hanno tutto il diritto di temere i ricorsi, i lavoratori
hanno diritto al lavoro e al rispetto delle precedenze, ma i ragazzi, le famiglie , che diritti hanno?
Qualcuno ha idea del tempo che ci vuole per entrare in comunicazione con un ragazzo autistico? per progettare con i colleghi un lavoro che integri nella classe un bambino cerebroleso grave? per capire con far usare la tastiera del computer a chi non riesce a controllare nè gli arti, nè il capo? A questo stanno lavorando i miei colleghi, queste sono le cose di cui si occupano gli insegnanti di sostegno che sono
persone serie. Anche se si occupano pure di cambiare pannolini, soffiare il naso, imboccare , gli insegnanti di sostegno non sono delle specie di colf intercambiabili.
Io ho parlato di persone serie, ma in questo meccanismo perverso non c'è niente di serio, se non i problemi che si creano a chi è già svantaggiato.
Tra 40 giorni , se qualcuno mi dirà che devono cambiare gli insegnantidi sostegno della mia scuola, non starò più a perdere tempo al telefono, ma uscirò a protestare con i genitori dei miei ragazzi .

Adriana Pavese, responsabile del gruppo H di istituto
[ leggi (2 commento/i) ][ commenta ] [ sommario


Finanziaria: pro e contro
di Gianni Mereghetti - Renato Tassella

Una finanziaria da difendere
di Gianni Mereghetti

Gilda e CGIL faranno sciopero il 9 novembre, i Cobas l'hanno fatto il 31 ottobre. Il motivo di questi scioperi è tutto, fuorchè sindacale, a meno che mi si voglia far credere che Cobas, Gilda e CGIL siano contrari al fatto che un insegnante faccia 18 ore settimanali di lavoro in classe e che possa scegliere di lavorare fino a 24 ore. Quanto all'idea che le scuole debbano provvedere con proprie risorse a sostituire gli insegnanti assenti fino a 15 giorni non mi pare che sia un provvedimento da impugnare, in quanto è teso a limitare il fenomeno del precariato che non è mai stato il massimo per la vita della scuola. Non esistono quindi motivi sindacali di questo sciopero, tanto più che se quelle poste in atto fossero proteste contro le 18 ore di insegnamento e una certa flessibilità nell'orario ci sarebbe da ribellarsi contro i sindacati che portano in piazza gli insegnanti per una battaglia di retroguardia. Mi sembra invece che in questa finanziaria ci siano due elementi estremamente interessanti nella prospettiva di una valorizzazione della professione docente.
Il primo è quello che definisce l'orario di lavoro come lavoro in classe, ossia di insegnamento, mentre in questi anni lo si è penalizzato a favore di attività progettuali di vario tipo. Non che i progetti siano negativi per la vita della scuola, ma se vengono concepiti ad integrazione di quello che è il cuore della scuola, cioè l'attività didattica in quanto tale.
Il secondo elemento importante è la possibilità di lavorare fino a 24 ore. Questo la fa finita una volta per tutte con l'egualitarismo che ha rovinato la professione docente e che ha portato a dequalificarla anche qualitativamente.
Che si introduca un elemento di flessibilità è un bene per la scuola: in questo modo chi vorrà potrà dedicare più tempo al suo lavoro e non appiattirsi su modalità di tipo impiegatizio.
Forse in questa finanziaria si inizia a intravedere la possibilità di una trasformazione della professione docente, non più imbrigliata nelle strette maglie impiegatizie-burocratiche e avviata a diventare una libera professione. E' questo che i sindacati non vogliono?
Se non è così, allora al posto di combattere contro l'orario di lavoro e la sua flessibilità dovrebbero impegnarsi per avere una contrattazione separata per la categoria docente e per creare le condizioni per la valorizzazione delle diverse modalità espressive che gli insegnanti si danno, e che non sono solo di tipo sindacale.



Sostiene Perrotta....
di Renato Tassella

Sostiene Perrotta…..

Sostiene Perrotta che nelle pagine non sportive de “Il Tempo”, quelle che di solito butta subito via, c’era la notizia che ora gli insegnanti prenderanno 700.000 lire d’aumento.
Certo, l’articolo diceva anche che bisognerà lavorare sei ore in più a settimana ma lui tanto farà lo stesso programma perché, al limite, chiederà classi parallele: l’anzianità conterà pure qualcosa, o no?

Sostiene Perrotta che a lui non piace più fare “la figura di snodo”, vuole fare solo il prof. “every time” a “salario potenziato”.
Gli sembrava di aver capito che fosse una cosa importante “governare gli snodi del sistema” (e che gli davano pure un paio di centinaia di migliaia di lire, alla fine dell’anno, forse) quando nel Collegio avevano illustrato il “modello didattico-gestionale”.
Poi, però, gli hanno dato un registro diverso, anzi uno in più, e mandano sempre un sacco di genitori incazzati a parlare con lui.

Sostiene Perrotta che con le prime 700.000 lire comprerà un forno a microonde con il telecomando, così lo programma via cellulare e quando torna a casa trova già pronto. Giacché gli toccherà stare a scuola tutto il giorno (e che la moglie vuole fare pure lei la prof. “every time”) bisognerà affidarsi necessariamente alle nuove tecnologie.

Sostiene Perrotta che tanto, anche se avrà 10 classi, mica dovrà partecipare a 10 riunioni di consiglio ogni volta. Capirai, dice, minimo ne coincideranno la metà.

Sostiene Perrotta che ha sentito i colleghi del “Dipartimento Qualità” che dicevano che non gliene frega più niente di “monitorare, analizzare, valutare il sistema e progettare azioni di miglioramento”.
Dice che adesso anche loro pretendono “il salario potenziato” e che vogliono provare a migliorare la qualità della loro vita.

Sostiene Perrotta che ha letto anche che da quest’anno gli esami di maturità (è così contento che torni la vecchia, cara, rassicurante denominazione!) li faranno solo i prof. interni.
Lui è felicissimo: non ne poteva più dei colleghi degli altri licei che venivano ad esaminare i suoi alunni.
Gli dicevano sempre che i programmi erano troppo smilzi, che gli alunni erano troppo asini, che la segreteria faceva schifo……e che i loro studenti erano sicuramente migliori. Certo un po’ gli scoccia non poter tornare a Montenero dal 15 giugno per farsi i suoi due mesi e mezzo di mare ma, vuoi mettere avere un mucchio di studenti con 100/centesimi+bacio accademico+pubblicazione della tesina riciclata?

Sostiene Perrotta che è stanco di pagare un mucchio di quattrini per l’assicurazione della sua macchina.
Da quando ha saputo che la Ministra fa il broker assicurativo (o il Presidente dell’Inter? Boh!) chiede a tutti se sanno quali assicurazioni tratta. Lui pensa che forse si potrebbe avere uno sconto come “fringe benefit”: siamo o non siamo in un’ottica aziendale perbacco?

Sostiene Perrotta………………………….

p.s.
Perrotta è il mio collega di latino (forse)

Renato Tassella
Liceo Polivalente “Giordano Bruno”
Roma

-----------------------------------------
Il nuovo articolo 13 della Finanziaria proposto dal Governo e approvato dal Senato nella seduta del 9 novembre.

Il Governo
Sostituire l'articolo 13, con il seguente:
«Art. 13.
(Disposizioni in materia di organizzazione scolastica)
1. Nel quadro della piena valorizzazione dell'autonomia e di una migliore qualificazione dei servizi scolastici, le dotazioni organiche del personale docente delle istituzioni scolastiche autonome sono costituite sulla base del numero degli alunni iscritti, delle caratteristiche e delle entità orarie dei curricoli obbligatori relativi ad ogni ordine e grado di scuola, nonchè nel rispetto di criteri e di priorità che tengano conto della specificità dei diversi contesti territoriali, delle condizioni di funzionamento delle singole istituzioni e della necessità di garantire interventi a sostegno degli alunni in particolari situazioni.
2. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, definisce con proprio decreto, emanato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, i parametri per l'attuazione di quanto previsto nel comma 1 e provvede alla determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed alla sua ripartizione su base regionale.
3. Le dotazioni organiche di cui al comma 1 sono definite, nell'ambito di ciascuna regione dal dirigente proposto all'ufficio scolastico regionale, su proposta formulata dai dirigenti delle istituzioni scolastiche interessate sentiti i competenti organi collegiali delle medesime istituzioni, nel limite dell'organico regionale assegnato con il decreto di cui al comma 2.
4. Nel rispetto dell'orario di lavoro definito dai contratti collettivi vigenti, i dirigenti scolastici attribuiscono ai docenti in servizio nell'istituzione scolastica, prioritariamente e con il loro consenso le frazioni inferiori a quelle stabilite contrattualmente come ore aggiuntive di insegnamento oltre l'orario d'obbligo fino ad un massimo di 24 ore settimanali.
5. L'insegnamento della lingua straniera nella scuola elementare viene prioritariamente assicurato all'interno del piano di studi obbligatorio e dell'organico di istituto.
6. Le istituzioni scolastiche autonome, ad eccezione delle scuole dell'infanzia e delle scuole elementari, possono provvedere alla sostituzione del personale assente utilizzando, in coerenza con il piano dell'offerta formativa, le proprie risorse di personale docente, anche oltre i limiti temporali previsti dalle disposizioni vigenti e fino a un massimo di 15 giorni. Le conseguenti economie di risorse finanziarie concorrono ad incrementare il fondo di istituto.
7. La commissione di cui all'articolo 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425, è composta dagli insegnanti delle materie di esame della classe del candidato per le scuole del servizio nazionale di istruzione. Il dirigente regionale competente nomina il presidente fra il personale docente e dirigente delle scuole secondarie superiori per ogni sede d'esame. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, si provvede alla determinazione del numero dei componenti la commissione di esame. Per la corresponsione dei compensi previsti dall'articolo 4, comma 5, della legge 10 dicembre 1997, n. 425, il limite di spesa è fissato in 40,24 milioni di euro».
Conseguentemente, alla tabella C, voce Ministero dell'economia e delle finanze, – legge n. 468 del 1978, articolo 9-ter (4.1.5.2 cap. 3003) apportare le seguenti variazioni:
2002: – 11.032;
2003: – 11.281;
2004: – 11.281.


[ leggi (2 commento/i) ][ commenta ] [ sommario


Buon viaggio, signor ministro
di Anna Pizzuti

Dalla seconda lettera del Signor Ministro ai docenti ed ai discepoli:

“Ho iniziato un viaggio di ascolto in tutte le Regioni per rendermi conto personalmente dei problemi della scuola.

E sarà sicuramente un viaggio lungo, tipo quello di Marco Polo in Cina, considerato che, se le conoscenze intorno alla scuola che il Signor Ministro mostra di avere sono pressoché nulle, per quello che riguarda l’Istruzione professionale, sono nulle del tutto.
Ritengo perciò necessario fornirle alcune informazioni, evitando di lasciarmi trasportare dal sentimento, in nome di un’esperienza didattica ed umana che ho amato ed amo quasi visceralmente, o, al contrario, di parlare solo per gli addetti ai lavori in un settore dell’istruzione la cui ricchezza conosce, forse, solo chi in esso opera.
E’ necessaria però una considerazione preliminare.
Ciò che, a mio avviso, dovrebbe preoccupare maggiormente il mondo della scuola di fronte ai primi testi che cominciano a circolare sulle intenzioni del Ministro - del Ministro, dico, perché, a quanto pare, le numerose commissioni che sta istituendo hanno solo funzione consultiva, e l’ultima parola spetta sempre a lui - non è tanto il fatto che vi si parli di riforme come se si partisse dall’anno zero, quanto la sensazione che i novelli riformatori considerino la scuola un luogo simile a quello che nelle antiche carte veniva indicato con l’espressione ”Hic sunt leones” , un universo misterioso, tutto da esplorare, tanto per rimanere nella metafora del viaggio.
Questa sensazione diventa certezza proprio leggendo i passaggi che riguardano la formazione professionale, formazione, si badi, non istruzione e già l’uso del primo termine invece del secondo è significativo e non solo della mancata conoscenza del ruolo essenziale di un settore dell’istruzione pubblica, ma anche di una visione ben precisa suddivisione dei ruoli sociali.
Il professor Giuseppe Bertagna invia alle associazioni sindacali e professionali della scuola una lettera che contiene, tra le altre, la raccomandazione ad“ identificare la natura pedagogica, l'identità curricolare e la fisionomia istituzionale di un percorso graduale e continuo di Formazione professionale parallelo a quello scolastico ed universitario dai 14 ai 21 anni, con esso integrato a livello di funzioni di sistema e ad esso pari in dignità culturale ed educativa, abilitato a rilasciare tre titoli di studio riconosciuti sul territorio nazionale: qualifica professionale, diploma professionale secondario, diploma professionale superiore”

Ora, se il Signor Ministro, novello Jacini, accompagnato, si spera, anche da Giuseppe Bertagna vuole viaggiare, naturalmente nessuno può impedirlo. Prima di partire, però, i due farebbero bene ad esplorare luoghi molto vicini a loro, quelli in cui dovrebbero pur essere conservati documenti di facile consultazione, come il testo del Progetto 92 che riformò, dieci anni fa, l’Istruzione professionale, identificando la natura pedagogica e sociale, l’identità culturale, e la fisionomia istituzionale di un percorso formativo – e qui sarebbe la scoperta – non PARALLELO, ma perfettamente inserito in quello scolastico ed universitario, con esso integrato a livello di funzioni di sistema e ad esso perfettamente pari in dignità culturale ed educativa, abilitato a rilasciare titoli di studio riconosciuti su territorio nazionale (ed anche europeo, se è per questo, visto che l’Esame di Stato di istruzione Professionale e la relativa certificazione sono, finora, perfettamente identici, nella procedura e nel valore agli esami ed alle certificazioni rilasciati negli altri ordini scolastici) , e che permette da anni l’accesso agli studi universitari o ai corsi post-diploma.
Ho scarsissime, quasi nulle nozioni di logica, quindi invito chi è più esperto di me ad analizzare questo processo, per individuarne la razionalità, se ci riesce:
abbiamo un sistema che risponde a criteri che riteniamo positivi, lo scomponiamo, lo sfasciamo, lo rimescoliamo, lo ricostruiamo (attenzione però, sostituendo un termine ad un altro) e ci impegniamo a dargli le caratteristiche e le qualità che già possedeva.
Il Progetto 92, nel corso degli anni, da progetto è diventato ordinamento ed ha dato luogo a tutta una serie di altri progetti che lo miglioravano, ad esempio riducendo discipline ed orari, con ciò prevenendo alcuni intenti degli attuali riformatori. Questi ultimi però, sembra non abbiano nemmeno letto alcuni dei decreti che hanno ritirato, come quello riguardante la riduzione dell’orario settimanale, impedendo, in questo settore, cambiamenti che oggi essi stessi auspicano per tutto il sistema scolastico e qui debbo di nuovo fare appello a chi è esperto di logica, per essere aiutata a capire.
La formazione professionale assolve ad un ruolo ben preciso e risponde a specifiche esigenze: è un percorso che i ragazzi possono scegliere, dopo aver assolto all’obbligo dei nove anni di istruzione, per acquisire competenze spendibili immediatamente nel mondo del lavoro. E’ un’opportunità in più, mentre oggi la si vuol far diventare l’unico percorso formativo dei lavoratori, tenendoli fuori dal sistema di istruzione.
Come poi, nella realtà, una struttura “scarna” come quella della formazione, nonostante la riforma che pure l’ha arricchita, negli ultimi tempi, di compiti più ampi, con l’introduzione di moduli di lingua italiana ed inglese e di matematica, non è cosa che sembri preoccupare gli allegri riformatori.
Di tutta la raccomandazione del professor Giuseppe Bertagni, la parte che merita un’attenzione particolare ed è quella che si riferisce alla pari dignità culturale.
Come insegnante in un istituto professionale mi preoccupa il fatto che il professore ignori che molte delle innovazioni che sono state realizzate in questi anni in tutta la scuola secondaria di secondo grado, erano state sperimentate ed attuate in quel laboratorio di ricerca didattica ed organizzativa che sono stati gli istituti professionali.
Da cittadina, l’espressione mi preoccupa ancora di più perchè denuncia tutta l’impostazione, che qualcuno ha giustamente definito di classe che gli attuali riformatori stanno dando alle loro riforme e denuncia anche la loro ignoranza del dettato costituzionale: se vogliamo riconoscere a qualcuno pari dignità, è perché riteniamo che questo qualcuno ne sia privo (attenzione: il termine usato è DIGNITA’ non OPPORTUNITA’).
Nella favola era il bambino che, nella sua innocenza, denunciava la nudità del re. Negli intenti dei riformatori, questa emerge da sola.
Riporto dalla lista del didaweb Politica scolastica , sperando di non commettere una scorrettezza:
il professor Silvano Tagliagambe, rispondendo ad Alessandra Cenerini e riproponendo, nella sostanza, i contenuti della lettera del professor Bertagna, li arricchisce di un punto essenziale.
Tagliagambe afferma infatti :noi stiamo lavorando a un canale professionale che non solo unifichi sul serio istruzione professionale statale e formazione regionale, ma sia robusto e serio sul piano della formazione culturale generale e non costituisca un canale di "serie B" rispetto a quello liceale, tant'è vero che prevediamo la possibilità di accesso all'università anche da questo canale, istituendo appositi servizi per garantire un approfondimento intensivo delle discipline rispetto alle quali si dovessero manifestare delle carenze per l'ingresso ai corsi di laurea.
La legge Bassaninini conteneva già un passaggio che, se attuato, rischiava di demandare tutto il settore professionale alle regioni, che da sempre gestiscono, probabilmente anche bene, il settore molto specifico della formazione professionale.
Il passaggio fu cancellato in seguito alla vera e propria rivolta che si scatenò nel settore dell’Istruzione professionale.
Il clima che si respira oggi nella scuola pubblica (quasi un cupio dissolvi, ma spero che sia una mia impressione personale) lascia adito a ben poche speranze che la ribellione possa ripetersi.
Probabilmente Bassanini potè modificare quel passaggio perché non aveva grandi elettori da ricompensare: l’attuale Ministro ne ha molti, compresi gli enti, regionali e privati, di formazione professionale e per farlo, sembra proprio disposta a tutto.






,

[ commenta ] [ sommario


Funzioni obiettivo
di Pierluigi Nannetti

Il Collegio dei Docenti dell’ITC “Cattaneo” di San Miniato, convocato il 12 ottobre 2001 per deliberare sull’organizzazione didattica e sulla assegnazione delle funzioni obiettivo, si rifiuta all’unanimità di procedere a tale operazione in nome di motivazioni didattiche e di etica professionale.
Infatti le funzioni obiettivo hanno carattere pretestuoso e artificioso, dal momento che si pretende di associare a tali figure professionalità diverse e specifiche unite a competenze particolari, che in realtà sono proprie di ogni docente nell’esercizio della sua ordinaria funzione educativa. Rifiutare le funzioni obiettivo significa dunque vanificare un meccanismo inaccettabile, atto a promuovere indebitamente figure di livello intermedio tra quello del dirigente scolastico e quello dei docenti.
Inoltre il progetto di legge finanziaria, presentato dal governo, prevede una vera e propria riforma della scuola attraverso strumenti di natura amministrativa, assolutamente impropri e inadeguati alla gestione della didattica e gravemente lesivi della sua funzione formativa e delle prerogative di coloro che la esercitano e devono garantirla.
I provvedimenti proposti all’esame del parlamento sono esclusivamente mirati al contenimento della spesa pubblica, a scapito e sulla pelle degli allievi e del corpo docente.
Infatti si contesta che:
1. la classe, in caso di assenza del docente fino a trenta giorni, non abbia garantito l’insegnamento della rispettiva disciplina, essendo coperta da insegnanti occasionali, chiamati a svolgere il ruolo di “tappabuchi”, con grave pregiudizio dell’apprendimento dei discenti e della dignità professionale dei docenti;
2. sia previsto l’aumento obbligatorio delle ore effettive di insegnamento dalle 18 ore settimanali attuali a 24, allo scopo di assegnare spezzoni e di far effettuare le supplenze suddette. In effetti non si tratta solo dell’aumento di 6 ore lavorative settimanali, bensì anche del lavoro sommerso, mai riconosciuto da alcuno, di cui gli insegnanti sono tenuti a sobbarcarsi personalmente a casa (correzione dei compiti, preparazione delle lezioni, della programmazione e auto aggiornamento) nei pomeriggi liberi da riunioni collegiali, dai corsi di recupero, dalla attività di aggiornamento e da tutte le altre attività previste dal POF.
A questo proposito si denuncia una totale disinformazione, e talora una informazione volutamente scorretta, sia da parte degli stessi organi competenti che da parte dei media, che contribuiscono a creare una immagine distorta e meschina del docente. Di fatto l’assegnazione di spezzoni a chi già opera nella scuola si traduce in una diminuzione di posti di lavoro, che deve arrivare a “espellere” dalla scuola 50.000 unità in 3 anni, alla faccia delle sbandierate 60.000 assunzioni di precari che già da diversi anni erano in servizio.
I docenti ritengono inoltre gravemente pregiudizievole della qualità dell’istruzione la proposta relativa all’Esame di Stato da effettuare con commissioni esclusivamente formate da docenti interni, perché un esame siffatto si riduce ad una semplice presa d’atto del curriculum svolto dal candidato. Le prove inviate dal ministero non potranno infatti garantire una valutazione quanto più oggettiva, essendo questa affidata essenzialmente ai docenti della classe. In questo contesto la funzione del presidente esterno non può che ridursi ad una pratica notarile. Stando cosi le cose, gli unici ad essere davvero “avvantaggiati” saranno gli utenti delle scuole private, mentre tutti gli insegnanti perderanno l’opportunità del confronto e dello stimolo, che nasce dal contatto con le diverse realtà scolastiche presenti a livello nazionale.
Si rende inoltre noto a chi ancora non fosse informato che l’aumento mensile previsto dalla nuova finanziaria per il corpo docente è di £ 50.000 lorde mensili nell’arco di tre anni, a meno che il governo non abbia avuto le “mani libere” per licenziare nel frattempo 50.000 insegnanti, così da disporre di nuove risorse.
A questo punto i docenti invitano i presidi a riappropriarsi della loro funzione didattica, tutelando adeguatamente allo stesso tempo quella degli insegnanti. Sorprende infatti che nel momento in cui viene fortemente rivalutata la funzione del “preside – dirigente”, sia al contrario fortemente svalorizzata quella dell’insegnante.































[ leggi (1 commento/i) ][ commenta ] [ sommario


Si', l'istruzione professionale e' di serie B
di Giacomo Franciosa

Oggi sì. L'istruzione professionale è di serie B, tranne forse qualche isola felice o qualche scuola con una tradizione tale che ancora riesce a fermare il degrado. Per il resto: ignoranza, approssimazione culturale, qualche volta violenze. In ogni caso contenuti curriculari di materie professionali totalmente slegati dalla realtà.
E allora? Tutti al liceo? Ma non sarà solo demagogia? Credere e far credere che tutti gli studenti possano o debbano seguire contenuti disciplinari di tipo 'liceale' è ciò che sta affondando la già precaria istruzione superiore.
D'altra parte, la famosa riforma dell'obbligo scolastico ha già provocato danni incalcolabili. Faccio tutti gli anni esami di scuola media e, tutte le volte, decidiamo di promuovere studenti la cui preparazione di base è, a dir poco, fatiscente. Ma questi studenti, che un tempo seguivano la formazione professionale 'non strutturata', oggi devono iscriversi al primo anno di scuola superiore, cioè agli istituti tecnici o professionali. A questo punto il quadro è chiaro. L'altra possibilità sarebbe trattenerli nella scuola media, facendola diventare un cronicario o un lager.
E' forse una bestemmia dire che esiste una fascia di studenti che nella scuola non riesce ad imparare praticamente nulla? eppure per loro si scrivono e si attivano progetti speciali, fantastiche attività di laboratorio, collaborazioni con altre strutture del territorio, corsi di recupero, centri di ascolto ecc...Eppure non c'è niente da fare. Loro non imparano, anzi, e qui le crisi personali dei docenti esplodono, disimparano quelle poche cose che sapevano. Ma i nostri pedagogisti d'accatto, che non sanno nemmeno come sia fatto uno studente, insistono: devono continuare ad andare a scuola, altrimenti non siamo europei, altrimenti siamo tutti corresponsabili nella riedizione della scuola di classe. Invece se vanno a scuola tutti, le classi miracolosamente spariscono. La scuola, intanto, è affondata. Tutta.
Allora, prima di sparare su questa ennesima riforma della scuola, per favore: meno ipocrisie. Ne abbiamo tutti bisogno.

[ leggi (9 commento/i) ][ commenta ] [ sommario


E se la smettessimo coi piagnistei?
di Corrada Cardini

Da qualche settimana ormai leggo gli interventi che appaiono su fuoriregistro, e ne trovo pochissimi che mi convincono: o meglio la maggior parte mi convince, più di quanto lo sia mai stata, che siamo una categoria che definirei eufemisticamente PATETICA.

Da trent'anni vivo nella scuola e una cosa è certa: non siamo da compiangere.

Ho lavorato in scuole sia superiori che medie, ho partecipato attivamente a ogni forma o proposta di sperimentazione o innovazione pur essendo per carattere e formazione una persona portata ad un sano scetticismo, o pessimismo dell'intelligenza.

Una cosa so, che in sala professori non si sente che gente che si lamenta, di tutto, ma che raramente riesce a uscire dalla cura del suo proprio orticello.

Si lavora troppo, gli alunni fanno dannare, i presidi rompono, ci pagano poco, troppe riunioni, mancanza di coordinamento,abbiamo una immagine pubblica schifosa, non siamo valorizzati professionalmente.. Che noia!

L'ultimo scandalo: le funzioni obiettivo: Non si tollera che ci siano persone che svolgono si dice,attività che ogni docente potrebbe svolgere nell'esercizio delle sue funzioni.

Ma dove?nella scuola sono sempre stati alcuni a muoversi, a coordinare, a gestire situazioni nuove,e tenere contatti con l'esterno, ad aggiornarsi veramente; alcuni CHE SAPEVANO FARLO, o CI PROVAVANO.

La scuola ha bisogno di persone che sanno applicare logiche di flessibilità anche professionale al loro lavoro, disposte a contribuire al lavoro degli altri e rispondere ai bisogni di una scuola che sta scommettendo sul suo futuro ..e queste figure servono, e non tutti possono farlo.Ma ammetterlo vorrebbe dire spezzare il fronte della consueta placida autoreferenziale lamentosa schiera dei docenti depressi e depressivi di cui la scuola, lo so con certezza , è piena. Bene, l'ho detto. Saluti.

NB Sarò accusata di lesa maestà?

--------------------------------------
Luigi Cona
gcona@libero.it
Lettera a Repubblica, pubblicata il 31 ottobre

Caro Augias, leggendo la lettera del Prof. Sganghero sono stato colto da scoramento. La professione docente non sono le 18 ore di lezione settimanali, con o senza ore aggiuntive per le attività connesse, è il rapporto continuo con i propri, estenuante ma esaltante, è il vedere crescere i ragazzi, come cittadini e come discenti, è l'essere protagonista, non unico ma sicuramente determinante, del loro divenire uomini.
Ma con i giovani non puoi barare, se non ti prendi carico delle loro ansie, dei loro turbamenti, dei loro problemi relazionali, delle loro eventuali difficoltà scolastiche, ma anche delle loro aspettative, dei loro successi, insomma se non ti metti in gioco, vieni smascherato e lì i ragazzi ti mettono in "mobbing" mostrandoti la loro insofferenza, aspettando il suono della campanella, o peggio se operi in realtà cosiddette 'a rischio' faranno "casino" fino a farti maledire il giorno che hai intrapreso questa "gloriosa carriera".


[ commenta ] [ sommario


L'importanza del Logo
di Riccardo Ghinelli

Caro Ministro Moratti,
dica la verità: ha letto anche lei “No Logo” il libro di quella comunista canadese, Naomi Klein. Io l’ho trovato in camera di mio figlio e l’ho letto, un po’ per curiosità e un po’ perché sento il dovere di sorvegliare le sue letture.
Se non si fa caso allo spirito polemico dell’autrice (ma si sa, i comunisti sono fatti così) è un libro ricco di spunti interessanti, specie per un imprenditore che si trovi di punto in bianco a dirigere un’azienda così demodé come la Pubblica Istruzione. Mi scusi, dimenticavo che la prima cosa che ha fatto per rinnovare il look dell’Azienda è stata togliere di mezzo quel “Pubblica” che sa tanto di vecchio e inefficiente. Ottima idea, ha capito subito l’importanza del marchio, pardon, del Logo, così non poteva proprio funzionare. Se permette un consiglio, già che c’è tolga di mezzo anche “Ministero”: è così burocratico! In fondo, è o non è un’azienda del gruppo Fininvest?
Bel colpo anche quello della maturità. Lei ha capito subito che un buon Logo ha bisogno di Eventi per colpire l’immaginario collettivo. Basta con quello spauracchio inquisitorio vecchio stile, avanti con un bell’esame con i professori interni, che non vedono l’ora di licenziare i propri alunni con bel voto che faccia fare un figurone a loro e alla scuola. Bella anche l’idea di eliminare gli orali (dove non si può copiare): il risultato è un gioioso esame che gli studenti possono affrontare tranquillamente come preludio alla vacanza. Esame, poi, che brutta parola. Se posso suggerire, ci vorrebbe qualcosa tipo “The Maturity Week”, anche per esprimere la nostra ammirazione per il Popolo Americano. Ma a questo penseranno i pubblicitari a cui Lei certamente darà l’incarico di curare questo Evento, non appena avrà trovato qualche miliardo fra i risparmi che Lei ha saggiamente previsto nella Finanziaria.
Vedo già gli studenti ritirare alla fine degli studi il loro cappellino “Istruzione” dal design esclusivo in tiratura limitata e la T-shirt personalizzata col voto di diploma. Naturalmente, il tutto in linea con le felpe e il resto del merchandising del Ministero, pardon, dell’Azienda.
Lanciare il Logo però non basta, le regole della moderna impresa vogliono che ci si sbarazzi delle seccature legate alla produzione, generalmente appaltando tutto ad aziende del terzo mondo.
Questo potrebbe essere un problema, dato che dare in appalto gli studenti a qualche fabbrichetta in una zona franca del sud-est asiatico presenterebbe inconvenienti tecnici di non facile soluzione. Ma lei è proprio fortunata, non serve andare così lontano per trovare manodopera con salari da fame: secondo suo predecessore De Mauro qui in Italia gli insegnanti vengono pagati così.
L’autonomia scolastica sembra fatta apposta. Con il sistema del buono-scuola basterà dare in appalto ad ogni Dirigente Scolastico un certo numero di pezzi e lasciare che se la sbrighi con i soldi che gli verranno assegnati. Ci penseranno loro a spremere gli insegnanti, a tenere buone le famiglie e a far sembrare che tutto vada per il meglio. In fondo sono pagati come dirigenti d’azienda e quindi facciano il loro lavoro.
Nel constatare con soddisfazione come nel Terzo Millennio l’Italia ha finalmente trovato un Manager capace di applicare le moderne tecniche d’impresa alla Scuola, le porgo i migliori auguri di buon lavoro.

[ leggi (1 commento/i) ][ commenta ] [ sommario


Riflessioni di un Tutor
di Giovanna Casapollo

Sono una frequentatrice convinta e fedele di corsi di aggiornamento che riguardano la mia professione di docente, mi preparo ogni volta con scrupolo generoso, faccio tesoro delle esperienze vissute anche quando le offerte formative sono risultate deludenti e velleitarie.
L’occasione che il corso per Tutors di Storia contemporanea mi offriva era appetibile e stimolante: acquisire un titolo di Tutor in una scuola che si prepara a costruire la sua autonomia, sembrava essere il modo migliore per spendere al meglio l’esperienza didattica acquisita con fatica sul campo e il patrimonio culturale incessantemente nutrito da letture e dal confronto con il sapere altrui.
Gli argomenti di studio proposti nel programma parlavano di metodologia, di laboratorio storico, di processi e di percorsi, di storia locale, di socializzazione delle esperienze: ce n’era abbastanza per riflettere sull’efficacia del nostro fare scuola.
Mettere in discussione metodologie anodine, progettare strategie tese a convincere discenti demotivati ed abulici ad avvicinarsi alla Storia con rispetto, fornire alle giovani generazioni strumenti di ricerca adeguati per la ridefinizione della propria identità culturale, irriconoscibile nel frastuono massmediatico, apparivano giuste e sacrosante risposte alle aspettative di una professionista, sempre pronta a ripensarsi, come me.
I faticosi viaggi mattutini per raggiungere ‘la patria di Grazia Deledda’, dalla periferia di una provincia lontana e dimenticata non scoraggiavano la mia voglia di capire, di partecipare e non attenuavano l’attesa di un arricchimento culturale che il prestigio ‘universitario’ saccente e prosopopeico avrebbe elargito ai docenti di una scuola eternamente in crisi, nella comunicazione di idee e di ricerche specialistiche.
Negli incontri con la cultura paludata rivisitai con il prof. Vigilante i fondamenti epistemologici della disciplina storica mediante l’analisi di DPR e circolari ministeriali degli anni ottanta, scoprii che a scuola non si studiano adeguatamente le vicende dell’ultimo cinquantennio del secolo che finisce, e guardai con gratitudine colpevole il prof. Carta che aveva affidato alla proiezione di lunghi filmati dell’Istituto Luce sulla 2° guerra mondiale, buona parte del suo intervento; sorpresa e compiaciuta seppi delle imprese di Gian Maria Angioi piacevolmente narrate dal prof. Luciano Marrocu, che sottolineò la straordinarietà di un evento che aveva segnato l’ingresso nella contemporaneità dei Sardi, riscattandoli dall’ingrato ruolo di sudditi. Il Prof. Luciano Carta, poi, parlò di rivoluzionari senza rivoluzione commentando con pignoleria filologica le 47 ottave dell’inno dei patrioti sardi a sos feudatarios. Il prof. Pira infine illustrò i suoi studi, le sue ricerche storiche, proponendosi, suo malgrado a modello di ricercatore solitario.
Intanto nei laboratori , i docenti rivendicavano agli animatori il diritto al distacco, seppur parziale dall’insegnamento, alla professionalità pagata, all’abbandono definitivo di un volontariato didattico sommerso e misconosciuto da colleghi prosaici e rassegnati e da dirigenti disattenti e ingrati.
“Il tutor non può essere un docente come gli altri, è qualcosa di più... anche nella scuola la legittimità della ricerca universitaria ...” affermavano con forza maturi colleghi che si spendevano da anni a richiamare in vita le spoglie meno sfarzose e brillanti delle mille storie locali.
Solidale con tutti, con il docente munifico e con il collega frustrato, scivolavo impercettibilmente nell’angoscia strisciante da aggiornamento sedimentata nelle profondità del mio animo di prof insoddisfatta che rischia di tradurre i nuovi saperi essenziali in ulteriori strumenti di impotenza titanica.
Fortunatamente, nell’assemblea di commiato, l’ottimismo stupito del direttore del corso Prof. Porcu per la presenza assidua e vigile di corsisti e dirigenti, invitandomi a riflettere sugli innegabili meriti dell’iniziativa che si proponeva di sensibilizzare persone altrimenti scettiche e restie alla ricerca di un’identità storica di appartenenza, mi liberò da quella ingiustificata sensazione di disagio esistenziale.

Sola, sulla strada del ritorno, grata all’ Atene sarda del piccolo e roccioso Logudoro, salutavo ardente e fiera i passanti frettolosi.

[ commenta ] [ sommario


Quesiti
di Anna Pisani


Sono una insegnante di scuola elementare, laureata in Scienze dell'educazione, ed ho conseguito l'abilitazione per l'insegnamento nella classe di concorso A036. Non ho potuto partecipare al primo corso abilitante, non avendo giorni di supplenza alle superiori, mentre molti vi hanno partecipato pur non avendone diritto, e sono stati successivamente "condonati" ed hanno così ottenuto l'abilitazione con quel corso e poi un'altra con quello successivo. All'uscita, a gennaio, di un altro corso abilitante, io ed altri colleghi abbiamo fatto domanda, il corso è iniziato, ma ci hanno comunicato la nostra prossima esclusione poiché non possiamo frequentare questo corso (questa volta per la A037), avendone già frequentato un altro. Volevo sapere,se la legge è uguale per tutti, perché ci sono docenti che hanno potuto ottenere più di una abilitazione tramite concorso riservato? Si parla poi di un corpo docenti specializzato, ma le possibilità che lo Stato offre a tal riguardo sono pressoché nulle, i corsi di aggiornamento vanno fatti a spese di noi docenti volenterosi e desiderosi di nuove conoscenze. Per una volta che vengono offerte ai docenti possibilità di partecipare a corsi che, oltre a dare un'abilitazione e quindi un titolo spendibile, danno anche occasione di approfondire gli interessi a malincuore trascurati per motivi di lavoro, ecco che, per non si bene quale motivo, vengono esclusi proprio quei docenti che dimostrano volontà e impegno (pensate sia facile lavorare la mattina e seguire le lezioni per 5 ore per tre pomeriggi a settimana, senza contificare l'impegno richiesto a casa sia per il lavoro che per il corso…).


Ho scritto questa e-mail ad agosto, inviandola al Provveditorato ma non ottenendo alcuna risposta. Adesso, poichè stanno uscendo le graduatorie per le supplenze nelle scuole, ho pensato di mandare attraverso questo canale la mia esperienza di valutatrice, che mi ha fatto costatare come sia difficile la vita per i supplenti, visto che molte cose secondo me non le sanno nemmeno...Volevo avere l'opinione di qualcuno, per sapere come è stato risolto il problema in altre scuole, se qualcuno se ne è accorto...:

"LA sottoscritta PISANI ANNA, insegnante di ruolo a Roma, e chiamata in supporto alla segreteria per esaminare le domande di supplenza pervenute, ha rilevato che i candidati nell'esprimere il punteggio di superamento del concorso per l'abilitazione o l'idoneità hanno adottato criteri diversi che in qualche modo compromettono l'omogeneità della graduatoria incarichi e supplenze. Come si legge nell'allegato A, "TABELLA DI VALUTAZIONE DEI TITOLI PER L'INCLUSIONE NELLE GRADUATORIE DI CIRCOLO E DI ISTITUTO VALIDE PER IL CONFERIMENTO DELLE SUPPLENZE AL PERSONALE DOCENTE DELLA SCUOLA MATERNA, ELEMENTARE, SECONDARIA ED ARTISTICA E AL PERSONALE EDUCATIVO", tale punteggio andava espresso in centesimi (scritto+orali+titoli) poichè era richiesto "il punteggio complessivo col quale il docente è stato incluso nella graduatoria generale di merito o nell'elenco degli abilitati". Si è riscontrato, invece, che alcuni aspiranti hanno riportato esattamente la propria votazione, laddove altri hanno preferito riportare solo il voto delle prove scritto e orale (in ottantesimi) facendo poi
  Newsletter precedente Newsletter successiva