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Fuoriregistro n. 28 - a.s. 09/10
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newsletter del 02/05/2010
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Sommario

DENTRO LA SCUOLA

Invalsi: chiariamoci prima che sia troppo tardi

di Elena Duccillo
Istruzioni per gli aspiranti insegnanti: studiare il fenomeno polenta
di Maria Rosa Pantè
Petizione contro l'aumento degli alunni per classe
di Ioannis Lioumis
Premi ai docenti meritevoli: lettera al Ministro
di Maria Carmela Lapadula, Cinzia Piccinini, Flora Villani
La carriera degli insegnanti, ovvero la botte piena e la moglie ubriaca
di Libero Tassella

ORIZZONTI

Esiste un'altra Italia

di Domenico Finiguerra
La bolla secessionista e il vantaggio competitivo
di Andrea Ermano
Fastidiosi lamenti o segnali d'allarme
di Vincenzo Andraous


Invalsi: chiariamoci prima che sia troppo tardi
di Elena Duccillo

Non faccio distinzioni di sorta tra organizzazioni, associazioni, organi di stampa, etc, uso i contatti che ho in memoria.
Non mi faccio scudo dei miei incarichi e delle mie competenze.
Chiedo la pubblicazione della seguente lettera aperta con urgenza a tutti coloro in cui ho fiducia e che sanno quante energie ho dedicato in passato alla questione "Invalsi".
A chiunque si senta di rendere pubblico e diffondere il mio appello dichiaro che mi assumo la responsabilità di quanto ho scritto e che sono reperibilissima per dare conto di quanto dichiaro senza timori.
Dopo la terza testimonianza ricevuta di persone attendibili che mi dichiarano i danni che subiranno figli, alunni, immagine delle scuole inclusive, ho deciso di non avallare con il silenzio ciò che è imminente.

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Istruzioni per gli aspiranti insegnanti: studiare il fenomeno polenta
di Maria Rosa Pantè

Quando, anni fa, feci l'esame per entrare di ruolo come insegnante di italiano, greco e latino, mi ero laureata da neanche un anno. Ricordo quell'esame come un incubo: avrei dovuto conoscere alla perfezione letteratura italiana, greca, latina, storia e geografia e avere qualche nozione di didattica e di legislazione della scuola. Dopo gli scritti toccò agli orali. Nessuno, a dire il vero, mi chiese chissà che di legislazione della scuola, ma quando si trattò di letteratura italiana e di Dante, ricordo che il presidente della commissione aprì a caso l'inferno, per mia fortuna su un passo ch'io conoscevo bene.

Fu un incubo, ma a 25 anni ero già abilitata e insegnante di ruolo. Nessuno mi chiese da dove venissi, si valutarono le mie conoscenze sulle mie materie specifiche.

Se però mi presentassi in un prossimo futuro a un concorso per entrare di ruolo e insegnare, mi troverei ancor più in difficoltà.



Petizione contro l'aumento degli alunni per classe
di Ioannis Lioumis

In questi giorni i Consigli d'Istituto delle scuole si stanno riunendo per discutere, tra le altre cose, anche dei criteri per la formazione delle classi. Per effettuare tutti i tagli previsti dall'art. 64 della legge 133, le classi previste saranno composte di un numero molto alto di allievi. Alle superiori, le classi iniziali devono avere un numero minimo di 27 alunni e poi i resti vengono distribuiti fino a 30, ma in sede di organico di fatto si potrà pure arrivare a 33.
Sono numeri che peggioreranno la qualità del servizio e faranno andare le aule scolastiche ed i laboratori fuori norma.



Premi ai docenti meritevoli: lettera al Ministro
di Maria Carmela Lapadula, Cinzia Piccinini, Flora Villani

Caro Ministro Gelmini,

la ringraziamo per il suo impegno teso a ricercare le modalità più idonee per premiare i docenti meritevoli, ma ci permettiamo di farle presente che non siamo interessati.
Certamente tra i docenti italiani, come succede in tutte le categoria professionali, ma forse meno che nelle altre categorie, si annida una quota parte di incompetenti. Siamo anche disposti ad ammettere che tra i docenti ce ne siano alcuni non all'altezza della loro funzione. Ma le possiamo garantire, gentile Ministro, che la stragrande maggioranza dei docenti italiani è "meritevole" per antonomasia. E' meritevole quando entra in classe per svolgere con onestà ed abnegazione il proprio lavoro, magari in condizioni difficili, in cambio di una retribuzione da sempre inadeguata e carente. E' meritevole quando cerca di sopperire con la fantasia alle croniche carenze di bilancio. E' meritevole quando ignora gli insulti e il dileggio nei confronti della categoria di certi media e la scarsa considerazione sociale di cui gode. Questa scarsa considerazione sociale, non si creda, arriva anche in aula, e a volte fair play ed eleganza non bastano a sconfiggere la maleducazione o la denigrazione ignorante.

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La carriera degli insegnanti, ovvero la botte piena e la moglie ubriaca
di Libero Tassella

Con o senza contrattazione ci stanno preparando un altro bel concorsone accompagnato a una raccolta di certificati e a una batteria di test da compilare poi il concorso con il suo codazzo clientelare come ogni concorso. Un Berlinguer bis o qualcosa di simile.
Questi soldi maledetti sono il frutto dei tagli di organici che rendono la scuola pubblica statale il simulacro di se stessa e pertanto tali soldi devono andare a retribuire meglio gli insegnanti; per le " carriere" e il carrierismo docente ci vogliono "soldi freschi dello Stato", eliminando i tanti sprechi, quelli che ogni settimana la Gabanelli nella trasmissione Report ci documenta; senza che nulla succeda. Ognuno alla fine rimane al suo posto e la macchina pubblica è come come quegli acquedotti piene di perdite con rivoli che si disperdono nell'altopiano carsico del mal governo o del malaffare.

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Esiste un'altra Italia
di Domenico Finiguerra

Di fronte al degrado civile e morale del mio paese, l'Italia, che sta mostrando in questi giorni il suo lato peggiore, mi sento in dovere di manifestarvi tutto il mio disagio e la mia indignazione. Affinché tutti voi sappiate da che parte sto. Anche se, e ne sono consapevole, ciò comporterà da parte di alcuni di voi, ma spero di pochi, l'abbandono di sentimenti di simpatia nei miei confronti.
Pensate invece ai vostri figli e alle prossime generazioni. Cercate di non trasmettere sensazioni di lontananza rispetto a chi ha il colore della pelle diversa, a chi prega un dio diverso, a chi viene da un paese diverso. Perché non sarà né bello né piacevole per i vostri figli, vivere in un paese dove ci si guarda con diffidenza o indifferenza. Dove il pregiudizio annega ogni stimolo alla reciproca conoscenza. Dove il benessere individuale viene prima di ogni regola di giustizia sociale e collettiva.



La bolla secessionista e il vantaggio competitivo
di Andrea Ermano

C'è chi pensa, per esempio nel Belpaese, che si possa realizzare in tempi ragionevoli un forte incremento produttivo, e magari mietere anche un'ondata entusiastica di aumento della domanda di made in Italy? Gli anni Cinquanta sono passati da un po', e noi viviamo in un mondo in cui occorrerebbe ridurre sensibilmente le emissioni di carbonio, con tutto quel che ne consegue in termini di decrescita.

Per concludere, dato che la voga secessionista è stata concomitante per un intero ventennio con la voga neoliberista, vale la pena aggiungere che un secessionismo determinato dalla "crescita" sarebbe probabilmente tanto stupido quanto una rottura padana dell'Unità nazionale volta stare in Europa con l'Austria invece che con l'Abruzzo. E questo perché sia la crescita che l'Europa o sono grandezze solidali o non sono.



Fastidiosi lamenti o segnali d'allarme
di Vincenzo Andraous

Il carcere reclama sacrifici umani, lo fa con inusitata violenza, senza andare troppo per il sottile, in fin dei conti parliamo di materiali difettati, di prodotti cancerogeni, di merce da smaltire in fretta senza fare rumore.
Sul carcere non è consentito affermare un bel niente davanti al collasso della giustizia che dovrebbe sostenere il diritto all'equità e alla dignità di una pena da scontare non solamente come castigo fine a se stesso, bensì per ritornare a essere uomini che possono rientrare in seno alla collettività.
Dall'inizio dell'anno uno, cinque, dieci, venti corpi avvelenati dall'incuria, con gli occhi spalancati e resi ciechi dal dolore della solitudine.



 

Sponde
Un popolo di senzastoria
Redazione Fuoriregistro - 29-04-2010
 osservascuola 
L'11 marzo alla Commissione Cultura della Camera, l'on. Paola Frassinetti, ha proposto una risoluzione che intende "arginare il fatto deplorevole che alcune associazioni si recano nelle scuole per raccontare una visione dei tragici fatti delle foibe in maniera totalmente travisata". Frassinetti ha proposto anche l'istituzione, presso il Ministero dell'Istruzione, di un albo degli enti e degli studiosi "autorizzati a recarsi nelle scuole per ricordare i fatti accaduti". Di questa vera e propria rivoluzione copernicana degli studi storici, il "Corriere della Sera" ha fatto da cassa di risonanza e il 23 marzo ha "indicato" buoni e cattivi. Se, com'è noto a tutti gli studiosi che se ne sono occupati onestamente, nessuno dei citati dall'anonimo giornalista nega l'esistenza del dramma istriano, dove va a parare la manovra? Si vuole agitare lo spettro del "negazionismo", nell' attesa di poterlo trasformare in reato? E' accettabile tutto questo?

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Brevi di cronaca
Sei politico per tutti, grazie alla Gelmini
La Stampa - 01-05-2010
La qualità costa. Lo sanno i produttori di automobili come quelli di vino, i centri di ricerca sul cancro come le scuole. Il preside Antonio Panaccione del liceo Keplero di Roma ha scritto al ministro Gelmini per rappresentarle una verità elementare: per avere dei buoni risultati bisogna investire tempo e denaro. La scuola non è un'azienda, ma qualcosa di più complesso; se le si tolgono investimenti, i risultati non arrivano.

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Addio a Gui, il padre della riforma scolastica del '62
Il Mattino - Padova - 29-04-2010
Questo Paese, oggi sedotto dalla tv con la melassa del mito del facile successo, ha un grande debito nei confronti dell'uomo che nel 1962, in pieno boom economico, decise di riformare l'istruzione: stop all'esame integrativo dopo la V elementare per accedere alle medie inferiori, addio per sempre all'avviamento professionale e tutti sui banchi fino a 14 anni. A studiare. A imparare a leggere e a scrivere. Senza discriminazione di razza, censo e sesso come recita la Costituzione. Quella riforma è ancora lì e se gli italiani tutti (veneti, lombardi o siciliani che dir si voglia) oggi non firmano più il modulo della pensione con una croce lo debbono solo a Luigi Gui.

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Gli studenti Learning Week imparano dall'Aquila
Learning week - 26-04-2010
Partendo da alcune riflessioni degli organizzatori i quali hanno ricordato come sia oramai trascorso un anno dal 6 aprile 2009, giorno in cui il terremoto d'Abruzzo ha portato sofferenza e distruzione per migliaia di cittadini italiani, e come anche il Parlamento Europeo intenda proclamare il 2011 "Anno Europeo del Volontariato" è stata ideato questo percorso per non dimenticare e per rafforzare la coesione, la cooperazione e la curiosità per la risoluzione dei problemi da parte dei giovani studenti.

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Tam Tam
1 maggio con i contanti e con tanti tanti auguri
Doriana Goracci - 30-04-2010
 donne 
Alla fine di una giornata del popolo in nero per il lavoro che c'è o non c'è, ecco l'informazione con la i minuscola che c'è o non c'è, volano le Borse e le Misure Dolorose. E allora scrivo, da pensionata che non fa niente, di 3 amiche e del loro primo maggio, a ricordare le lotte per la riduzione dell'orario del lavoro, la memoria ridotta a niente nel ventennio fascista.

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Pianure migranti
El Ghibli - 28-04-2010
 libri 
L'opera Pianura Migrante è un'inchiesta geostorica tra Emilia e Argentina che trascina subito il lettore dentro la memoria dei migranti italiani e dei loro discendenti, toccando tutte le corde emotive e sociali delle storie che ancora si annidano nei loro ricordi.

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Gatti e persone serie
Voci del verbo insegnare - 29-04-2010
 storie 
Nel mese di Aprile ricorre il trentesimo anniversario della morte di Gianni Rodari.
Riportiamo il discorso che Rodari pronunciò al momento del conferimento del premio Andersen (in pratica il Nobel della letteratura per l'infanzia) davanti al XII Congresso dell'International Board on Books for Young People (IBBY) svoltosi a Bologna nell'aprile 1970.

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f u o r i r e g i s t r o
FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rivista intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze. Questo il Progetto.
La newsletter, che ha una cadenza settimanale, è a disposizione di chiunque voglia partecipare; il modulo on-line permette di inviare contributi sotto forma di testi o di file, evitando i rischi di infezioni ai quali la posta elettronica, e particolarmente gli allegati, è purtroppo esposta.
Rimane comunque possibile comunicare con la redazione all'indirizzo redazione_fuoriregistro@yahoo.it e consultare tutti i precedenti interventi alla pagina http://www.didaweb.net/fuoriregistro/. I materiali pubblicati sono esportabili con citazione della fonte.
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