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Fuoriregistro n. 25 - a.s. 09/10
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newsletter del 04/04/2010
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Sommario

... DOMANDE ...

Dalla Moratti ... alle regionali 2010?

di Virginia
Digital divide o ethical divide?
di Vittoria Menga


... CON LE QUALI VI LASCIAMO I NOSTRI AUGURI DI SERENE VACANZE E VI DIAMO APPUNTAMENTO TRA DUE SETTIMANE ... LA REDAZIONE


Dalla Moratti ... alle regionali 2010?
di Virginia

D. In che senso, ci sono Moratti in altre parti del mondo?

R. C'è di peggio: ci sono persone di grande abilità e perfino intelligenza che suggeriscono ai Berlusconi, alle Moratti e ai Bush junior che cosa debbono fare.


D. E che cosa suggeriscono?

R. Suggeriscono di smantellare l'apparato pubblico dell'istruzione e della ricerca, ridurre l'istruzione da obbligo, garantito dalle leggi, a un fatto privato, regolato da scelte delle famiglie. Milton Friedman, non l'ultimo arrivato, Nobel per l'economia nel 1976, lo sostiene da mezzo secolo. E' restato a lungo isolato. Ma dagli anni Novanta ha trovato alleati nei gruppi dirigenti dell'economia e, in parte, della politica di vari paesi. Ho ricordato prima lo sforzo eroico di paesi in via di sviluppo per accrescere i livelli di istruzione dei loro popoli. Ma la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale contraddicono consapevolmente questi sforzi. Lo ha denunziato Joseph Stiglitz. Una denunzia preziosa: Stiglitz ha avuto anche lui il nobel per l'economia nel 2001. In più dal 1997 è stato chief economist e vicepresidente della Banca mondiale, finché nel 2002 non è stato costretto ad andarsene per queste sue denunce.


D. Quali denunce?

R. Stiglitz dall'interno ha potuto documentare che la Banca Mondiale chiede ai paesi più poveri di bloccare i loro stanziamenti per l'istruzione di base e per l'alfabetizzazione degli adulti se vogliono accedere ai prestiti e al sostegno della Banca. Dollari contro de alfabetizzazione, dollari contro ignoranza. Quest'idea piace a molti gruppi industriali e finanziari, in Usa e anche in Europa. Per fortuna non a tutti. L'idea che l'istruzione garantita dallo Stato sia, come dice Friedman, una "industria socialista" non convince interamente i potentati, anche se non sanno liberarsi del fascino dell'idea lanciata nel 1955 alla riunione della Fondazione Gorbacëv a New York, l'idea di una società dei "cinque quinti": un quinto di ricchi e, se vogliono, colti, che si pagano le scuole e università di alto livello, tre quinti di consumatori a basso reddito e basso livello di istruzione, un quinto di barboni residuali, un profondo sottosuolo nel quale i tre quinti possono essere ricacciati se non rispettano le regole del gioco. A settembre 2003 si è svolto negli Usa un altro seminario internazionale di cervelloni economico-finanziari. Era stata invitata anche Emilia Ferreiro, grande esperta dei problemi di alfabetizzazione primaria. Mesi dopo, in un altro (più modesto!) seminario a Roma organizzato da Clotilde Pontecorvo, Emilia ha raccontato che nel seminario dei cervelloni è stato rinnovato il pianto sugli insegnanti che sono troppi e costano troppo ed è stato avanzato il programma di sostituire agli insegnanti i computer e le tecnologie della comunicazione: insegniamo ai ragazzini, alla massa dei ragazzini, via computer e telecomunicazioni, quel che secondo costoro i computer possono insegnare e cacciamo via gli insegnanti. Chi può e vuole di più, si scelga gli insegnanti e se li paghi. Il resto, l'istruzione seria per tutti, per costoro è "socialismo (negli Usa) o "comunismo" (per il nostro sempre sorridente Berlusconi). Non la Moratti, non Berlusconi: questa è la sfida che abbiamo dinanzi, in Italia e nel mondo. E un pezzo importante della sfida è evitare il luddismo e piegare l'uso delle tecnologie alle esigenze di una scuola critica e democratica.

... continua ...



Digital divide o ethical divide?
di Vittoria Menga

La frattura intergenerazionale, sottolineata e analizzata da tanti studiosi stranieri e (in misura minore) italiani, a mio parere passa attraverso un "ethical divide" assai più che attraverso il "digital divide" di cui si parla spesso. Si parla di riforme, di innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione, nella scuola e nell'informazione per intercettare l'attenzione di quel pubblico (under 30) che sembra allergico alla carta stampata e poco disponibile alla comunicazione orale. A scuola zelanti ministri promettono di investire (sic) per l'acquisto di L.I.S., lavagne digitali e computer, mentre l'e-book sta rivoluzionando anche l'editoria scolastica. Siamo sicuri che questo risolva i tanti problemi sul tappeto? Leggendo i vari interventi nei forum sulla scuola ricordo di aver letto la proposta di arricchire con "effetti speciali" la lezione, al fine di catturare l'attenzione dello studente più svogliato. A mio parere si sta imboccando la strada sbagliata, cosa che farà la fortuna di coloro che vendono prodotti tecnologici, ma non risolleverà le sorti della qualità degli apprendimenti. E' della settimana scorsa la notizia sulle Università americane, avanzate tecnologicamente, che hanno deciso di fare un passo indietro, ritornando al blocco notes e alla penna per prendere appunti, mettendo da parte il computer nelle aule universitarie perché gli studenti si distraggono e fanno di tutto durante la lezione: mandano email, chattano e navigano in rete. Il problema è etico. I cambiamenti economici e tecnologici hanno rivoluzionato il mercato, il sistema delle comunicazioni, gli stili di vita, la pubblicità, le mode. La "Weltanschauung" delle nuove generazioni è condizionata da tutto questo e le difficoltà di concentrazione e di attenzione sono direttamente proporzionali all'"attrazione fatale" che il mercato esercita sulla società. Allora bisogna lavorare sui valori, sulla condivisione di analisi e di consapevolezze. Da questo percorso può nascere un interesse all'apprendimento, una motivazione forte che inscriva la conoscenza nell'orizzonte della ricerca e non del collezionismo di nozioni che, come la raccolta punti, permetta di conseguire un premio. Che cosa ha da ricercare un giovane nella nostra epoca? Intanto il senso delle trasformazioni veloci e profonde che stanno cambiando la vita di tutti; e poi il senso del proprio stare al mondo, in questa fase particolare, confrontandosi con le generazioni che lo hanno preceduto. La posta in gioco è la possibilità di ritagliarsi spazi di libertà e di autonomia di giudizio rispetto al "destino" dell'omologazione di massa. Non mi sembra poco.

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Brevi di cronaca
Nei programmi scolastici scompare la Resistenza
L'Unità - 31-03-2010
Da viale Trastevere una risposta è già arrivata. In una nota si assicura che è destituita di "qualsiasi fondamento" la notizia secondo la quale nei programmi scolastici sarebbe stato ridimensionato lo studio della Resistenza. "Lo studio della Resistenza è importante - dice il ministero - ed è previsto dalle nuove Indicazioni nazionali, nell'ambito della storia della seconda guerra mondiale e della nascita della Repubblica. La Resistenza dunque continuerà ad essere affrontata dagli studenti come momento significativo della storia d'Italia". Intanto, però, il sindacato chiede di mettere nero su bianco.

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Tam Tam
Concorso di prosa e poesia per studenti Regione Lombardia
Commissione Cultura I.T.S. Pasolini - Milano - 31-03-2010
 proposta 
L' I.T.S. "Pier Paolo Pasolini" di Milano organizza la XXI Edizione del Concorso di Prosa e Poesia "Marina Incerti" per ricordare la figura della poetessa e insegnante scomparsa nel 1988 e per valorizzare la scrittura giovanile. Il Concorso è aperto a tutti gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori di Milano e Provincia. Una sezione è riservata agli studenti delle scuole medie superiori delle altre province della Regione Lombardia. La partecipazione è gratuita, il tema libero.

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 Siti consigliati 
Wu Ming
E' il nome di un gruppo di cinque persone, di una band, come "The Rolling Stones" o "I Giganti" o "Premiata Forneria Marconi"... Il nome di questa band, in cinese, ha un significato, che è "anonimo", ma non vuol dire - letteralmente, banalmente - che noi stessi vogliamo essere paranoicamente anonimi, quanto dire che i nostri nomi e la nostra eventuale presenza nel misero stardom dell'italica narrativa non dovrebbero rivestire importanza né per noi né per i lettori...

f u o r i r e g i s t r o
FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rivista intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze. Questo il Progetto.
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