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Fuoriregistro n. 6 - a.s. 09/10
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newsletter del 18/10/2009
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Sommario

TRA AULE E PALAZZI

Un riordino all'insegna dell'incertezza

di Maurizio Tiriticco
Più ore di laboratorio???
di Masucci Ugo
Sull'obbligo della scuola pubblica
di Francesco Masala

MAESTRI E MINISTRI

Dell'educare: imparare a insegnare

di Aldo Ettore Quagliozzi
L'integrazione scolastica dal De Amicis alla Gelmini
di Giulio Cesare Viva

VIOLENZE POSSIBILI

La scuola infelice

di Antonio Vigilante
I bambini non si toccano mai
di Vincenzo Andraous

DENTRO LE CITTA'

Diritto allo studio o alla casa?

di Irma Melandri
Roberto Saviano. Per chi suona la campana?
di Maria Antonia Stefanino
Dialogo a tradimento
di Giuseppe Aragno


Un riordino all'insegna dell'incertezza
di Maurizio Tiriticco

Il riordino del secondo ciclo di istruzione si sta avviando verso la conclusione, anche se mancano fino ad oggi i necessari passaggi formali che lo rendano esecutivo. Dal canto loro, gli "esperti" stanno lavorando a riempire le ultime difficili caselle dei contenuti programmatici, quindi... non ci resta che attendere! Chissà se nel giro di qualche tempo si potrà giungere al difficile parto, anche e soprattutto perché scuole e famiglie sono in fibrillazione: è tempo di conoscere quali concrete opportunità di studio saranno offerte ai ragazzi che nel prossimo giugno avranno superato l'esame di licenza media.
Le attese, comunque, non possono essere molto alte, perché si tratta pur sempre di un riordino e non di una riforma complessiva. Il tutto discende da quanto disposto dalla legge 133/08 che converte con alcune modificazioni, il decreto-legge 112/08, il quale, com'è noto, riguarda "disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria".



Più ore di laboratorio???
di Masucci Ugo

Leggo Dal Sito del Ministero - Ufficio Stampa
Riordino istruzione tecnica e professionale
Roma, 28 maggio 2009
"Più ore di laboratorio
Il Regolamento prevede, inoltre, lo sviluppo di metodologie innovative basate sulla didattica laboratoriale, ovvero su una metodologia che considera il laboratorio un modo efficace di fare scuola in tutti gli ambiti disciplinari, compresi gli insegnamenti di cultura generale (per esempio. Italiano e storia).
Gli indirizzi del settore tecnologico hanno inoltre i seguenti spazi di insegnamento in laboratorio:
264 ore nel biennio;
891 ore nel triennio di cui 561 ore in terza e quarta e 330 ore in quinta
"



Sull'obbligo della scuola pubblica
di Francesco Masala

La tesi è: nell'età dell'obbligo scolastico tutti siano obbligati a frequentare la scuola pubblica, a totale spesa dello stato. Elenco i motivi a favore:

- Se esiste solo la scuola pubblica obbligatoria per tutti, da 1 a 16 anni, tutti saranno interessati a farla funzionare bene, se esiste anche quella privata in alternativa, chi può abbandona la pubblica, che avrà meno finanziamenti, perché i rappresentanti parlamentari dei gruppi più abbienti dirotteranno le risorse, sempre più scarse, verso la scuola privata, che spesso funzionerà a poco prezzo anche per chi non potrebbe permettersela, abbandonando ancora di più la scuola pubblica. La scuola privata esisterebbe, in più, per chi vuole, la sera, a totale sua spesa.



Dell'educare: imparare a insegnare
di Aldo Ettore Quagliozzi

" Che ci faccio in cattedra? " è stato, tempo addietro, il titolo di una corrispondenza dello psichiatra Umberto Galimberti. Essa poneva, e penso ponga tuttora, domande inquietanti, in un paese nel quale il problema della scuola è ben ridotto alle solite comparsate ed alle invenzioni dei provvisori titolari del Ministero in parola. Sono addivenuto alla amara conclusione che il problema della scuola non interessi più di tanto agli abitatori del bel paese, tanto da delegarne completamente le problematiche ai soli addetti ai lavori, considerati, anche se non pubblicamente dichiarati, al pari dei giudici, " stralunati " esseri, nullafacenti o quasi, gloriosamente dediti, e senza tanti riconoscimenti e ricompense, a qualcosa per la quale la sedicente società civile d'oggigiorno - grassa ed operosa e mediaticamente asservita - ha ben poco da dedicare o da spendere. In tale contesto la scuola è divenuta purtroppo rifugio o approdo dei tanti che in verità avrebbero meglio potuto impiegare il loro tempo in altre faccende o mansioni socialmente più utili. Ne ho fatta esperienza personale in quanto genitore, per via naturale, ed in quanto insegnante, per scelta inizialmente molto convinta e motivante, e con il senno del poi, del tutto " sconclusionata ".



L'integrazione scolastica dal De Amicis alla Gelmini
di Giulio Cesare Viva

Se la conoscenza della nostra lingua e della nostra cultura è necessaria ai fini di una più rapida ed immediata integrazione perché la scuola deve separare i giovani stranieri dai loro coetanei italiani? Non si imparano le lingue soggiornando tra coloro che le parlano? I corsi di lingua italiana per stranieri, che sembrano stare nei pensieri dell'attuale Ministra, ben vengano se servono per "integrare" e non "per differenziare"; ben venga l'aiuto della scuola pubblica italiana alla migliore conoscenza del nostro paese da parte degli stranieri che, all'uopo, dovrebbero utilizzare quelle ore aggiuntive che gli alunni italiani utilizzano per studiare quelle discipline lasciate alla libera scelta delle famiglie. Gli alunni stranieri potrebbero così avere crediti scolastici extra curriculari in lingua e cultura italiana come gli altri alunni italiani potrebbero averli in musica, in storia della Cina, in cultura islamica, in lingua latina, etc.



La scuola infelice
di Antonio Vigilante

Nell'Italia regressiva, sclerocardica, tetramente autoritaria e al tempo stesso grottescamente libertina di questi anni la violenza contro i bambini non fa notizia. Non, almeno, la violenza di chi dovrebbe educare. Essa è benefica, in fondo, anche quando si esagera. A Mestre un maestro ha scaraventato un alunno di nove anni contro un armadio. Gli ha gonfiato la faccia, gli ha rotto gli occhiali. I giornali nazionali non ne parlano, ne danno notizia* solo quelli locali. Il maestro resta al suo posto, nessuno lo sospende, come è accaduto invece a Franco Coppoli**, colpevole di aver tolto il crocifisso dal muro. Il ministro Gelmini, che pochi giorni fa ha annunciato che le scuole che non hanno risposto all'invito di esservare un minuto di silenzio in onore dei soldati italiani morti in Afghanistan (non comprendendo, evidentemente, che nell'Italia di oggi un invito equivale ad un ordine) saranno sanzionate, non ha avuto nulla da dire. Altri invece parlano. E dicono cose terribilmente inquietanti. Alcuni docenti italiani discutono della vicenda nel loro gruppo di discussione (it.istruzione.scuola). Ecco le loro parole...



I bambini non si toccano mai
di Vincenzo Andraous

I bambini non si toccano mai, non so chi ha coniato questo comandamento, ma chi lo fece, aveva ragione, ne aveva così tanta, che forse anche lui è finito pazzo per il dolore.
I bambini non si toccano mai, o più propriamente gli innocenti non si toccano mai: chi lo disse, è finito crocifisso su qualche croce dimenticata, per un momento infinito è rimasto da solo, con l'urlo in gola a strangolarlo, con le braccia aperte, gli occhi ribaltati, il volto reclinato degli innocenti.
I bambini non si toccano mai, muoiono per strada, sulle auto, sui campi di calcio, muoiono senza colpa né misfatti, per prossimità derivate da terzi, per una sorta di nemesi congenita, che propaga metastasi, come ogni condanna al silenzio.



Diritto allo studio o alla casa?
di Irma Melandri

Sono una mamma innanzitutto e poi una rappresentante del plesso Viviani scuola dell'infanzia di Cavalleggeri a Napoli 53CD.
Abbiamo cominciato il 21 settembre a tornare nella ns. sede a piazza Neghelli dopo due anni di consolidamento statico dei pilastri, poiché la scuola era stata posta sotto sequestro dai vigili del fuoco per rischio di crollo...Abbiamo esposto all'Autorità Giudiziaria la nostra richiesta di provvedimenti per la tutela dei minori a seguito di arresti nella parte occupata (3 magrebini accusati di estorsioni ai commercianti locali e detenzione di armi nella scuola).
Sappiamo che 16 famiglie hanno occupato la nostra scuola perché senza dimora e con richiesta di alloggio; il Difensore Civico deve ancora rispondere al perché la Romeo Gestioni Immobiliari vende all'asta il patrimonio immobiliare del Comune di Napoli ed esso non provvede alla congrua sistemazione delle famiglie occupanti invece di lasciare i nostri bambini senza scuola, senza protezione, in balia della malavita locale...



Roberto Saviano. Per chi suona la campana?
di Maria Antonia Stefanino

Il tempo e la forza dell'erosione di cui esso dispone, sono l'intima essenza del potere, ecco perché ora più che mai la delegittimazione di Saviano, l'accusa di fanatismo ad alcuni giudici ci impone di non tacere.
Ognuno lo fa a suo modo, ma sono in tanti che, con tempismo consapevole del momento, sproloquiano sul giovane scrittore. Emilio Fede gli fa i conti in tasca; Vittorio Pisani, il capo della Squadra Mobile di Napoli, lo contrappone quale falso e celebrato mito ai misconosciuti eroi quotidiani e Tano Grasso, sputa sentenze, cianciando sull'inutilità dell' eroe solitario. Ognuno ci mette il suo, certi tutti che, nell'asfissia di pensiero del grave momento del paese, l'ora sia quella giusta. Da tempo, vivendo a Napoli, percepivo il crescendo d'insofferenza verso chi aveva osato dire l' ovvia verità di una "Economia canaglia" che ormai non necessitava più del consenso e di accordi con la politica, ma irrompeva essa stessa nelle stanze del potere.



Dialogo a tradimento
di Giuseppe Aragno

Succede a Napoli e, poiché ci vivo, non faccio fatica a capire: è l'incipit di un'offensiva destinata a durare. I neofascisti di " Casa Pound" occupano un vecchio monastero per farne un sedicente "centro sociale" e su "Repubblica Napoli" i soliti "intellettuali in cerca di sistemazione fanno da sponda e aprono la breccia. Il 9 ottobre Rossi Doria che, a suo dire, ha in odio il revisionismo, si inventa centri sociali di destra in una città misteriosa e inesistente, fatta solo di "esclusi" e di "protetti e propone che il sindaco abbia un ruolo di mediatore tra i centri sociali.
La Napoli di Rossi Doria è una mela divisa in due. Un taglio netto e dai confini oscuri: di qua i protetti, dall'altra parte gli esclusi. Un po' schematico, ma funzionale.



 

Brevi di cronaca
Code e pettine tra sindacati & governo.
Professione Insegnante - 15-10-2009
Ci siamo resi conto con che razza di esecutivo abbiamo a che fare e qual è la considerazione che questo governo ha del potere giudiziario? Per non parlare del Parlamento e del Capo dello Stato?
Ciò che ci sorprende maggiormente, è che i sindacati in questa circostanza, per una questione di mera convenienza, per non perdere iscritti nelle province del Nord, si siano fatti tout court complici del governo e in precedenza non abbiano fatto nulla per evitare i ricorsi al TAR Lazio...

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Regione Lombardia: Sottoscritto il patto per i precari della scuola
IUniscuola - 14-10-2009
Il Patto per lo Sviluppo della Regione Lombardia ha condiviso l'accordo siglato il 7 settembre tra Regione Lombardia e Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca, come esempio virtuoso di nuovo welfare basato sulla valorizzazione delle professionalità del personale precario della scuola per il miglioramento dell'offeta formativa; lo stesso organismo ha condiviso di affidare il monitoraggio dell'attuazione dell'Accordo e Regione,Ufficio scolastico Regionale e parti sociali...


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Regolamento sui licei: il CNPI boccia la bozza sottoposta al suo parere
Flc Cgil - 13-10-2009
Il CNPI ha espresso il proprio parere sulla Bozza di regolamento sulla revisione dell'assetto ordinamentale dei licei, avendo nel mese di luglio già espresso il proprio parere con un giudizio molto critico, in particolare per quanto attiene alla revisione degli istituti professionali.
Anche sulla bozza di regolamento sui licei il CNPI, all'unanimità, oggi esprime un giudizio fortemente critico, che si traduce nella sostanziale bocciatura della proposta del Ministero, in particolare per i seguenti motivi...

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Precari dopo la sentenza del Tar
Il Giorno - 12-10-2009
I supplenti restano dove sono. Gli uffici sono già al lavoro per inserire i nominativi dei precari provenienti da altre regioni nelle graduatorie milanesi, ma le nomine non verranno messe in discussione. Ed è questo, in fondo, che interessa ai docenti a alle famiglie.
A rilanciare dubbi e preoccupazioni è stata la sentenza del Tar che impone al Ministro di inserire "a pettine" (vale a dire nella posizione corrispondente al punteggio maturato), e non in coda, i nomi dei precari che, da altre regioni, avevano chiesto di concorrere a un posto sulle cattedre lombarde: migliaia sulla carta, pochissimi al momento delle convocazioni.

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Le Chiavi di Scuola
Fish - 17-10-2009
A seguito del crescente interesse riscosso dalle due precedenti edizioni di questa iniziativa, la Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) con il sostegno di Enel Cuore Onlus, e con il patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione e del Segretariato Sociale Rai, promuove anche per il 2009 il Concorso Nazionale "Le Chiavi di Scuola", mirato a premiare le migliori esperienze di inclusione scolastica realizzate negli istituti scolastici del nostro Paese.

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Tam Tam
Sicurezza e razzismo
Rete antirazzista napoletana - 16-10-2009
 espressioni 
E' un esempio purtroppo assai significativo dell''apartheid che si sta costruendo in Italia la decisione del Kinky Bar di via Cisterna dell'Olio a Napoli di discriminare apertamente gli immigrati senza permesso di soggiorno per "paura di ritorsioni della polizia municipale".

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L'on. Gabriella Carlucci condannata: pagava una sua portaborse in nero
Libero news - 15-10-2009
 curiosità 
La notizia in un altro Paese avrebbe come conseguenza le dimissioni, ma siamo in Italia. Gabriella Carlucci, deputata del Pdl, è stata condannata a risarcire una propria collaboratrice che le faceva da assistente personale ma non riceveva i contributi previdenziali, né era ufficialmente contrattualizzata. Da Montecitorio l'ufficio stampa dell'onorevole Carlucci fa sapere che non è stato rilasciato alcun comunicato stampa in risposta alla sentenza e che l'unica replica dell'onorevole è un secco "no coment"

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Incidente a Casalbordino (Chieti). A che gioco giochiamo?
peacelink.it - 14-10-2009
 sociale 
Un boato immenso e, immediatamente dopo, un'inquietante colonna di fumo nero che si alza minacciosa verso l'aria. Brividi di vero terrore hanno attraversato, intorno a mezzogiorno, ieri alcuni abitanti di Casalbordino. Lo raccontano alcuni cittadini che hanno sentito e visto quanto stava accadendo da abitazioni vicine e dalla strada.

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No al burqa: situazione allarmante
Vita di donna - 13-10-2009
 donne 
Carfagna esprime l'esigenza di far comprendere alle immigrate che in Italia le donne "godono di pari diritti e di pari dignità rispetto agli uomini" e che quindi non può esserci tolleranza per culture e religioni che isolano la donna "in uno stato di soggezione e di inferiorità".
La condizione femminile delle immigrate "ci preoccupa e ci allarma", ha spiegato il ministro alludendo a "tradizioni, culture e modi di trattare le donne che spesso sono incompatibili" con le quelle italiane.

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Altri sette rifugiati somali sono morti nel mare di Sicilia.
Gruppo EveryOne - 12-10-2009
 diritti 
A Gela (Caltanissetta), si è verificata l'ennesima tragedia dell'immigrazione. Il corpo senza vita di un profugo somalo è stato scoperto oggi sulla spiaggia da un pescatore, che ha avvertito le autorità. E' la terza vittima del mare recuperata in questi giorni. Il conto, purtroppo salirà a sette morti, come hanno dichiarato i venti profughi sbarcati a Gela il 6 ottobre.

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 Siti consigliati 
No tav Torino
Materiali la cui conoscenza risulta particolarmente utile in questo momento storico della valle di Susa e del Paese.

f u o r i r e g i s t r o
FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rivista intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze. Questo il Progetto.
La newsletter, che ha una cadenza settimanale, è a disposizione di chiunque voglia partecipare; il modulo on-line permette di inviare contributi sotto forma di testi o di file, evitando i rischi di infezioni ai quali la posta elettronica, e particolarmente gli allegati, è purtroppo esposta.
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