speciali
 
LA LINEA DEL TEMPO

... Non è forse quell’ansia l’Ulisse che ho in me, uomo di un tempo che fu nuovo e che invecchia, e che da anni ogni sera si lascia alle spalle le sue colonne d’Ercole, ed all’alba ne vede altre spuntare beffarde nella luce aurorale d’un irraggiungibile orizzonte? Ciò vuol forse dire che la storia contemporanea non ha confini? Tutt’altro. ...

  I fatti del nostro ieri nell'oggi della memoria
e della ricostruzione.

"Quelli che hanno letto un milione di libri
insieme a quelli che non sanno nemmeno parlare.
Ed è per questo che la storia dà i brividi
perché nessuno la può cambiare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao e partiamo,
la storia non ha nascondigli
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi,
…siamo noi questo piatto di grano."

Francesco De Gregori
La storia siamo noi 1985


  8 settembre 
8 settembre 1943
di Grazia Perrone
Domande di un pacifista a suo padre
di Alessandro Marescotti
I "lazzari" dimenticati
di Giuseppe Aragno
Eurialo e Niso
di Marino Bocchi
Per sua eccellenza Il Sindaco
di Anna Pizzuti
Un altro settembre
di Giuseppe Aragno
 Dalle scuole 
Intervista al signor Olinto Perosa, reduce di Cefalonia
di Ipsc
 11 settembre 
L'Universale Finzione
di Marino Bocchi
Salvador Allende, ovvero l'altro 11 settembre
di Grazia Perrone
Ricorda con rabbia
di Anna Pizzuti
Il sorriso di Clio
di Giuseppe Aragno
 16 ottobre 
Siano concentrati gli ebrei
di Grazia Perrone
E’ piccolo il giardino profumato
di Grazia Perrone
Una notte, mishmarà
di Anna Pizzuti
Frammenti di memoria
di Grazia Perrone
 Dalle scuole 
Ragazzi nell'orrore
di Alessandro Portelli
Il giorno della memoria
di Liceo Antonelli
 novembre 
Ungheria 1956
di Grazia Perrone
Quattro novembre
di Alessandro Marescotti
 12 dicembre  di Fuoriregistro
Cronaca di una strage
La verità è rivoluzionaria
Probabilmente non lo sapremo mai
 27 gennaio 
Era un sogno ingenuo, ma tutti lo abbiamo fatto.
di Grazia Perrone
Io non rinuncio alla memoria
di Scuolafuturo
Vedi alla voce amore
di Anna Pizzuti
In calendario la memoria
di Giuseppe Aragno
Letture
di Emanuela Cerutti
Memoria e speranza
di Gianni Mereghetti
Porrajmos: non solo un rituale
di Radio Città del Capo
Non dimenticare mai!
di Ilaria Ricciotti
Risarcire un dolore
di Moni Ovadia
Puoi dire da qual fiore l’ape raccolga il miele soave?
di Aldo Ettore Quagliozzi
La memoria, il nulla, la speranza
di Gianni Mereghetti
 marzo per ricordare 
Il movimento ha scopi politici
di Emanuela Cerutti
Compagna
di Giuseppe Aragno
 25 aprile 
Liberazione e cultura di governo
di Giuseppe Aragno
La Memoria e l’Orgoglio
di Grazia Perrone
Oltre il senso delle parole, e ricordando ben altri eroi …
di Aldo Ettore Quagliozzi
25 aprile 1945
di Rolando A. Borzetti
 1° maggio 
Spagna nel cuore
di Grazia Perrone
Storia del primo maggio
di Collettivo Bellaciao
Maria Olandese ringrazia
di Giuseppe Aragno
 giugno 
Un filo rosso
di Giuseppe Aragno
Tienanmen – 4 giugno 1989
di Raffaele Ibba
D-Day, ancora grazie America
di André Glucksmann
Il sogno del '44
di Francesco Giasi
6 giugno: commemorazione o mistificazione?
di Nico Hirrt
 luglio 
Le mani e gli occhi
di Anna Pizzuti
In memoria
di redazione
 agosto 
Bologna, stazione di Bologna
di Anna Pizzuti
8 agosto 1945: la BOMBA cambiò tutto......
di Rolando A. Borzetti
 Segni e significati

"Proprio davanti all' impossibilità lampante di certe dannazioni umane" si diceva infatti, "più che mai bisogna affidarsi all'IDEA, che potrà, lei sola, agendo misteriosamente come il miracolo, liberare la terra dai mostri e dall'assurdo..."

Elsa Morante
La storia, 1974


  Passati che non passano  
Uno sguardo senza nostalgia
di David Bidussa
Osten vuol dire Est
di Marco D'Eramo
A futura memoria
di Marino Bocchi, Grazia Perrone
«Non bastano le scuse a mezza bocca»
di Guido Caldiron
La memoria è mia, è nostra
di Giuseppe Aragno
Foibe: la storia dal nulla
di Enzo Collotti
  Ora e sempre   di Grazia Perrone

Pagine che ci permettano di rivivere alcuni momenti della "liberazione" consapevoli che, oggi, il clima di revisionismo storico imperante equipara i due versanti della lotta, cadendo in un errore sciagurato e tragico.

La Resistenza in Italia
Con cuore di donna
 
M a e s t r i
GAETANO ARFE'

Allievo di Croce e Chabod, archivista a Firenze, dove incontra Venturi e Salvemini e collabora attivamente con la rivista “Il Ponte”, Arfè indirizza la sua attenzione di storico verso il movimento operaio – magistrale rimane la sua Storia dell’Avanti, scritta nel 1956 e recentemente ristampata – ed offre un contributo determinante - e tuttora insuperato - alla ricostruzione accurata e puntuale della vicenda del Psi, analizzandone le diverse anime attraverso gli sviluppi del dibattito interno e le scelte strategiche e tattiche che ne fanno il primo e più grande partito di massa dell’Italia postunitaria. Docente di storia nelle università di Bari, Salerno, Firenze e Napoli. dal 1959 al 1969 dirige “Mondo Operaio” e, dal 1966 al 1976, l’ “Avanti!”, esprimendo una condanna così recisa del terrorismo, da meritarsi un attentato brigatista. Non è tuttavia così ortodosso, da scansare amicizie con gli “eretici”. Forte e vivo è infatti il rapporto instaurato con Gianni Bosio, intellettuale scomodo che restituisce vitalità alle Edizioni Avanti! e dà vita alle collane musicali dei Dischi del Sole. E’ senatore dal 1972-1976, deputato dal 1976 al 1979, parlamentare europeo dal 1974 al 1984 e di nuovo senatore dal 1987 al 1992, stavolta nel gruppo della Sinistra indipendente, dove sceglie di collocarsi per la sua irriducibile avversione a Craxi ed al craxismo. Un’esperienza, com'è evidente, articolata e complessa, in cui l’impegno storiografico trova alimento nella passione civile e disegna il percorso esistenziale, culturale e politico di uno studioso che, dietro gli avvenimenti della storia, coglie anzitutto gli uomini che ne sono protagonisti. Gli uomini, senza dei quali evidentemente i fatti non rivestono interesse alcuno. E’ questa consapevolezza che ancora alimenta l’antica passione civile e fa delle pagine che seguono un eccezionale e palpitante testamento spirituale.


Non abbiamo insegnamenti da darvi

Lettere ai compagni

La Memoria

La transizione incompiuta

E' morto Gaetano Arfè

Gaetano Arfè: per ricordare

Gaetano Arfè e don Milani

Gaetano Arfè: una lezione che il tempo non cancella

Arfè. La morte non spegne un pensiero fecondo


Riflessioni sulla storia

di GIUSEPPE ARAGNO

Se Ingres ha posto ordine alla quiete
io vorrei porre ordine al movimento

(
Paul Klee)


Spunti per una didattica della storia


C r o n a c h e
12 febbraio 2004: il Senato della repubblica impegna il Governo:
>>> a far adottare dall’Unione europea nei confronti del movimento terrorista Hezbollah le scelte già operate riguardo al movimento “Hamas”;
>>> a richiamare la coscienza europea ad una considerazione meno superficiale delle tematiche riconducibili all’antisemitismo, facendo rivolgere dal Presidente del Consiglio, anche in forza delle attuali responsabilità del nostro Paese, un fermissimo appello alle tradizioni migliori delle democrazie europee contro il risorgere odioso del mostro dell’antisemitismo;
>>> ad affidare, in nome e per conto dell’Unione europea, all’Università di Gerusalemme, ed in particolare al suo Centro Vidal Sassoon per lo studio dell’antisemitismo, la redazione di un dizionario dell’antisemitismo, nelle sue manifestazioni antiche e moderne, nelle sue forme ideologiche, nei suoi contesti geografici.

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L'Italia dei fratelli Cervi: era la livida e fredda mattina del 28 dicembre del ’43.
Sono passati sessanta anni, più di mezzo secolo, un tempo nel quale si sono succedute nuove generazioni e su cui incombe il rischio dell’oblio, come accade a ciò che si allontana nel tempo, divenendo via via rarefatto nella memoria.
Proprio per questo sentiamo, invece, la responsabilità - meglio il dovere civico - di non dimenticare.
( Piero Fassino )

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Franco Modigliani, economista contro la guerra, ci ha lasciato la notte del 25 settembre 2003.
Ebreo, aveva provato su di sè il peso della dittatura e a ventun anni, appena laureato in giurisprudenza, era stato costretto, con la moglie, Serena Calabi, da poco sposata, a emigrare negli Stati Uniti. Ancora in pochi giorni fa Modigliani raccontava lo strazio di quella partenza e del viaggio e testimoniava comunque nel ricordo l’amore per l’Italia, che lo spingeva a seguirne le vicende.
Nella lettera da lui scritta insieme con altri studiosi e altri premi Nobel per spiegare per quali motivi sembrava inopportuno che una lega americana contro la discriminazione razziale premiasse Berlusconi leggiamo:"Berlusconi ha chiesto scusa agli ebrei italiani per le sue affermazioni, ma non a tutti gli altri italiani. E quindi le sue scuse non sono sufficienti".


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Edward Said (1936-2003), intellettuale palestinese, è morto a New York per una rara forma di leucemia.
Il suo approccio laico alle vicende mediorientali, gli aveva provocato il bando di Israele e l'ostilità di Arafat che fece di tutto perché i suoi libri non si diffondessero.
"Il termine Oriente quanto il concetto di Occidente - sosteneva - non hanno alcuna consistenza ontologica: entrambi sono opere dell’uomo, in parte come autoaffermazione, in parte come identificazione dell’Altro. Queste grandi finzioni si prestano facilmente alla manipolazione e all’organizzazione delle passioni collettive. Questo non è mai stato più evidente di ora, quando la mobilitazione della paura, dell’odio, del disgusto e dei rinascenti orgoglio e arroganza - sentimenti che per la maggior parte hanno a che fare con l’islam e gli arabi da un lato, e “noi” occidentali dall’altro - sono imprese su larga scala".