speciali
 
RACCONTI

Un luogo dove narrazioni ed ascolti si intrecciano, uno spazio per scritture creative, un modo per fissare memorie e dare forma ai pensieri, con parole che diventano storie, frammenti, attimi di sè.

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memorie
 Radici  di Giuseppe Aragno

La mia storia.
Potrei immaginare di dividerla in capitoli, ma dovrei partire da lontano e cercare le mie radici nelle vicende del nostro paese, che s'intrecciarono singolarmente col mio destino di uomo che ancora non c'era.


Premessa
Aragno.
Telegiornale
Il rumore del mare
La carezza nervosa
Punto interrogativo: scuola e politica
Violate la regola
Anni di guerra
Come si guarda un ladro
L’ala spezzata
Con amore e dolore
Benvenuto
In un angolo buio
La guerra dei sei giorni
Per armi le parole
Disarmato
I fili spezzati
Con l’ago e il filo doppio
I Censi
La tomba del nonno
La Siberia
Croce: un lampo di tristezza
Uccello colorato e uccello nero
La gabbia del contratto
Il diavolo davanti a una chiesa
Un orologio d'occhi e capelli
Icme
 La luna e i falò  di Giuseppe Aragno
Racconto di guerra
La fiducia di Luigino
Gionata il borghese
Il dubbio
Solidale
Rocco Capano
Pseudo amante
Sogno
Ahmed, il marocchino
Il mistero della morte
Il vecchio e il ladro
Cinque in condotta
Per galera la scuola
Scorie
Luigi tradirà, ma ci vuole pazienza
Il veto
Il Partito felicità
Parole d'uomini e sassi
Luci e ombre
Corpo di Stato
Il bambino che non può andare a scuola
Il professore
L'attentato
Un libro da Feltrinelli
Giuda allo specchio
Enigma San Pietroburgo
La scuola nel tempo dello stage
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linguaggi allo specchio
 Wasubiri kifo   di Nino Vessella
Premessa
1 - Mkalala
2 - Lugola: la malattia
3 - Una morte di molti poveri
 
Thalassa
  di Annalisa Rossi
 Voci 

“Voci” femminili, che paiono provenire da un passato lontanissimo, e tracciano una sorta di ponte tra quel passato e noi, donne di oggi, attraverso la Storia.
"Voci" che ci fanno scoprire, in fondo, le pulsioni inconsce, che continuano a farci recitare le nostre parti.

Dal mito alla storia: voci di un passato remoto
Medea
Medusa
Calipso
Elena Tindaride
Nausicaa
Circe
Danae
Cassandra
Arianna
Antigone
 Alfabeti 
Poesie
L' Aquila (prima parte)
L'Aquila, (seconda parte)
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oltreconfine
 Dusseldorf
Chi siamo?
di Pino Tizza
Un anno di tristezza
di Valentina
La mia Scuola
di Marco Destino
Operazione
di Marco Destino
Una gita in barca
di Alessandro Vivonetto
Il mio migliore amico Kekko
di Sonja
La ragazza innamorata
di Sonja
Una gita in barca
di Alessandro Vivonetto
La mia giornata
di Giorgio Tizza
Un ragazzo cambiato
di Lillo
Il compleanno di mia mamma
di Veronica
Aliante
di Pino Tizza
La mia vita, solo confusione!
di Miriam
Quand'ero alla Sonderschule
di Pino Tizza
Le due settimane di praticante
di Christian Destino
Ragazzi
di Giovanna e Pino
Il mio risveglio
di Miriam
La sera al cinema
di un'alunna
La casa... il sogno di tutti
di Pino Tizza
Il concerto di Gigi D'Alessio
di Valentina
Buona Pasqua
di Oliva, Ilaria, Pino
Una falsa amica
di Miriam
Non come le altre giornate
di Verena e Lillo
Sogno il mio futuro
di Giuseppe Pisano
Le vacanze
di Christian Destino
Un campione di nuoto
di Christopher Leone
Il ragazzo che non aveva né madre né padre
di Pietro
Che bella giornata, il mio compleanno!
di Mario
Una fra tanti
di Agata Rita Judicelli
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dentro gli universi
 Naila  di Naila

Se solo queste fossero state unicamente parole, se solo tutto ciò fosse stato finzione e tale racconto motivo di svago, allora nessuna storia simile a questa sarebbe stata scritta. Durante i miei primi sedici anni.

Stelle
Mizar
Il Circolo
In viaggio
Guerra
La Musica
Il Nulla
Un nuovo inizio
 Adolescenti  di Roberta Bedosti

Un anno di vita di ragazzi di terza media. Una serie di piccoli flash sulla loro vita scolastica, i loro sogni, le amicizie, i primi amori. Appositamente frammentato in capitoli brevissimi, perché la vita a 13 anni è fatta di capitoli brevissimi. Brevi dolori, brevi gioie, soprattutto tante emozioni. Si vive tutto con una leggerezza e una serietà che spesso gli altri, gli adulti, non colgono.

Incontri
Jekill e Hyde
Nick Novecento
Ciao brother
Natale e dintorni
Panzer all'inferno
La casa dov'è?
Passaggi
Emozioni
La redazione
Genio ribelle
Biciclette
Desideri
Lo chiamano amore
Genitori
Stanchi ma felici
Spettacolo finale
 Nuvole 
Eva e Prometeo
di Anna Pizzuti
L'albero dei passeri
di Elio Arnone
A Luce Irigaray, che non sa chi sono.
di Raffaele Ibba
Per certezza di pace
di Raffaele Ibba
Rari fili d'argento
di Universo diviso
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filafilastrocche
 ...lo scriverò coi versi...  di Ilaria Ricciotti
E' ora che ritorni la Pace
Chi sarà Mister Italia 2003?
Prima di parlare, bisognerebbe contare, contare,contare
Bellezza e non miserie
Dedicata a tutti gli alunni
Un Padre
I ninnoli di Giovanna
Emozionarsi ancora
Formalismi
Ricordando le guerre
Un ricordo di mia madre
Fuga di cervelli? No grazie.
Morire in Iraq. Perchè?
Fino a quando...
Domani e poi domani ancora a Roma a manifestare
La Colomba della Pace
Fermiamo quel ra-ta-ta-tam
L'uovo avvelenato
25 aprile, una data tanti ricordi
Una giornata speciale?
San Lorenzo: notte di stelli cadenti
Cari potenti.....
Sperare ancora
Immagini
Una erbaccia velenosa
 
Pensiero e parola
Per ciascun pensiero c'è un'unica, mirabile parola

Intervista di llide Carmignani
a Franca Cavagnoli, traduttrice.

Tu, oltre a tradurre, scrivi. Ricordiamo il tuo romanzo Una pioggia bruciante. Credi che tradurre aiuti a scrivere?

Senz'altro. Grazie al confronto costante con la scrittura altrui si diventa coscienti della propria scrittura, della propria identità come scrittori. Se poi il confronto avviene con scritture forti, di spessore, si impara molto. Si impara soprattutto a riconoscere quali sono dentro di sé le corde che risuonano di più, quelle che ci fanno vibrare veramente. E poi fra tradurre e scrivere c'è lo stesso rapporto che c'è tra allenarsi e fare una gara, o una partita. Senza allenamento non potresti fare nessuna gara. Una gara la fai una volta ogni tanto, invece l'allenamento è un esercizio quotidiano, una pratica costante.

E scrivere a tradurre?

Indubbiamente. Scrivere aiuta a essere più rispettosi della parola altrui. Sappiamo quanto ci è costato trovare quella certa parola per dire quella certa cosa. E sappiamo quante ne abbiamo scartate per far cadere la scelta proprio su quella. Questa pratica la trasferisco anche nella traduzione. Non mi accontento della prima cosa che mi viene in mente per risolvere il problema. Continuo a cercare, a dirmi "questo avrebbe potuto scriverlo anche lei, o lui, invece ha scritto quest'altro". Come dice Sarah Kirsch: "Per ciascun pensiero c'è un'unica, mirabile parola".