Orizzonte Scuola
UST Cremona. Organico di diritto infanzia e primaria: pubblicati anche i posti di potenziamento

Pubblicati anche i prospetti dell’organico di potenziamento dell’ infanzia e le sedi a cui sono stati attribuiti i posti.

Stampa sintetica infanzia 

Stampa potenziato infanzia

Stampa sintetica primaria

Stampa potenziato primaria

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Concorso docenti abilitati. I prof sardi protestano: vogliamo sostenere la prova nella nostra regione

Ne parla L’Unione Sarda.

Il MIUR ha accorpato i candidati in numero esiguo in commissioni di altra regione, per contenere i costi. I docenti sardi però non ci stanno ad andare fuori regione con costi altissimi, si parla di 500 euro per trasporto e pernottamento per andare nel Lazio.
Sarebbero invece disposti a pagare una quota per far sì che le commissioni lavorino in Sardegna.
Non è giusta l’imposizione al trasferimento per sostenere il colloquio del concorso, dicono gli aspiranti, anche per classi di concorso come Scienze Motorie che di docenti ne hanno in gran numero.

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Concorsi a cattedra 2016. L’USR Calabria pubblica la graduatoria rettificata infanzia
ConcDoc2016-Graduatoria_Aprile_2018.pdf (316 KB)
ConcDoc2016-Elenco_graduato_Aprile_2018.pdf (273 KB)
ConcDoc2016-Approvazione-Infanzia-AOODRCAL0009409.26-04-2018.pdf (347 KB)

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Concorso docenti abilitati, elenchi aspiranti presidenti e commissari USR Calabria, Sicilia, Veneto e Piemonte

In diverse Regioni, gli UUSSRR hanno riaperto i termini di presentazione delle domande in qualità di Presidente e Commissario, a causa del  numero esiguo di istanze pervenute.

Altri USR, invece, hanno iniziato a pubblicare gli elenchi degli aspiranti componenti delle commissioni giudicatrici, come ad esempio l’USR Calabria,  l’USR Sicilia , l’USR Veneto, l’USR Piemonte

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USR Veneto. Selezione docenti per distacchi legge 107. Scadenza domande 30 aprile

Presentazione della candidatura e termini entro 30 aprile 2018, come da nota.

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Concorso docenti abilitati. L’USR Veneto pubblica la ripartizione delle procedure concorsuali e le sedi di riferimento

prospetto

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UDU. Corte Costituzionale boccia gli enti unici regionali per il diritto allo studio

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’UDU, dichiara: “La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimi i commi della Legge di bilancio 2017 in cui si obbligavano tutte le regioni a riordinare gli enti per il diritto allo studio in un unico ente regionale entro sei mesi dall’entrata in vigore della Legge. Avevamo subito sottolineato le varie criticità in merito a questo riordino forzato, imposto senza alcuna concertazione con le regioni e con gli enti, senza tenere conto delle esigenze particolari dei vari territori, cui non erano fornite garanzie all’interno del riordino”.

Prosegue la coordinatrice dell’Unione degli Universitari: “La dichiarazione di incostituzionalità dei vari commi della Legge di bilancio porta con sé l’eliminazione dell’obbligo di legge di previsione della rappresentanza studentesca all’interno degli organismi direttivi degli enti per il diritto allo studio. La Corte non tocca minimamente questo aspetto nel merito del suo giudizio! Questo non sia lo spunto per ulteriori interventi improvvisati: il legislatore, piuttosto, intervenga per salvaguardare uno dei pochi aspetti positivi della riforma: il sistema di diritto allo studio non può prescindere dalla rappresentanza di chi è direttamente interessato da questo tema, ossia gli studenti. Al momento, infatti, non esiste alcuna garanzia di Legge, lasciando la presenza della rappresentanza studentesca alla discrezione delle norme regionali e dei singoli enti.   Ci sembra surreale che all’interno degli organi decisionali che si occupano di diritto allo studio non sia garantita la presenza dei rappresentanti degli studenti! Subiscono un ulteriore colpo duro anche le “superborse”: la mai costituita fondazione che dovrà gestirle dovrà procedere a un’intesa con la Stato-regioni prima di bandirle. Oltre al quasi azzeramento dei fondi a disposizione, viene ora depotenziata la gestione centralizzata di tale strumento: è arrivata l’ora di abolire completamente le superborse e riversare anche i pochi fondi rimasti a disposizione delle borse di studio ordinarie!”

Conclude Elisa Marchetti: “La Corte ha affermato la necessità di avere un’intesa con la Conferenza Stato-regioni e non un semplice parere rispetto al nuovo schema di fabbisogno del Fondo Integrativo Statale. La Corte Costituzionale ha preso atto che questo è già avvenuto, nonostante la legge chiedesse un “semplice” parere e dovrebbe essere prevista una correzione formale. È necessario però che il MIUR garantisca che non ci saranno problemi sull’erogazione, già di per sé tardiva, del Fondo integrativo per le borse di studio del 2017. Questa sentenza dimostra che la costruzione affrettata di normative sul diritto allo studio rischia di creare continui interventi e vuoti normativi, che a nulla servono se non ad aggravare la situazione. Sul tema della governance del diritto allo studio si dovrà riprendere una discussione, ma andrà fatto nei modi opportuni, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, in primis gli studenti, affinché il riordino della governance non sia solo un modo per mascherare i mancati investimenti sul diritto allo studio: la priorità dovrà essere garantire la rappresentanza studentesca negli organi direttivi di tutti gli enti per il diritto allo studio!”

Link alla sentenza: http://www.unionedegliuniversitari.it/wp-content/uploads/2018/04/pronuncia_87_2018.pdf

 

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RSU, in Sardegna Cisl primo sindacato

Rilevante la partecipazione al voto da parte del personale, che con la percentuale del 75% dichiara di voler essere protagonista delle scelte operate all’interno delle scuole e di credere ancora nel valore delle RSU quale strumento di rappresentanza.

Nell’Isola la Cisl Scuola vince la tornata elettorale 2018 per le RSU raccogliendo 6031 preferenze e il 24,58% sul totale dei votanti (24.533 sui quasi 32 mila aventi diritto), staccando di due punti percentuale la CGIL, di quattro la Uil, di circa dodici punti Gilda e Cobas, e di oltre 14 l’Anief.

I risultati regionali non sono stati uniformi ma condizionati dalla differente consolidata presenza locale di alcune solide sigle concorrenti: va comunque rilevato il brillantissimo risultato della provincia di Sassari/Olbia, dove la Cisl Scuola risulta ancora una volta solidamente 1° sindacato nelle sue 78 scuole, e il positivo 1° posto complessivamente conquistato -seppur con pochi voti di distanza dalla Gilda- anche nelle 49 scuole della provincia Nuoro/Ogliastra. E se mentre nella provincia di Oristano i consensi si mantengono tutto sommato stabili, appare rilevante, invece, la crescita nella vasta provincia di Cagliari (comprendente anche il Sulcis e il Medio Campidano) dove nelle sue 127 istituzioni scolastiche l’aumento dei consensi è stato di oltre il 4,5% rispetto alle elezioni svoltesi nel 2015.

Un risultato davvero importante e, per quanto ci riguarda, storico, che rappresenta un segnale inequivocabile di riconoscimento del valore della nostra organizzazione e dei suoi operatori da parte dei lavoratori della scuola. La crescita dei consensi elettorali, anche in Sardegna così come nel resto d’Italia, fa il paio con quella che si sta registrando anche per le iscrizioni. La Cisl si conferma come il sindacato italiano con più iscritti nel settore scuola, un primato di cui siamo molto orgogliosi perché dà testimonianza, nei fatti, di una nostra presenza efficace in ogni angolo d’Italia. I lavoratori della scuola sanno di poter sempre contare sulla nostra seria e fattiva presenza al loro fianco in un settore che anche nella nostra Isola vive un periodo difficile, contrassegnato da tanti problemi e frequenti tensioni.

Rappresentiamo un’organizzazione concreta nel suo agire, non incline a compiere scelte di tipo demagogico, ma solo orientate al bene comune degli insegnanti e del personale ATA, anche quando questo ha significato fare scelte impopolari e prese di mira da chi tende a squalificarle ad ogni costo per il proprio tornaconto di immagine. Un’organizzazione che racconta la verità, anche se scomoda.

Oggi, con un contratto finalmente rinnovato (e che costituisce una positiva base per quello che a breve dovrà riaprirsi), un ottimo risultato elettorale e le iscrizioni in costante crescita, possiamo proseguire il lavoro con la coscienza che il nostro impegno quotidiano risulti compreso da molti. Le RSU, che da oggi potranno operare con riferimenti contrattuali più chiari e maggiori diritti esigibili, avranno un ruolo determinante nella rappresentanza del personale. A loro il ringraziamento per la disponibilità offerta e l’impegno che sapranno mettere in campo nello svolgimento del compito che le attende.

Alle centinaia di commissari e scrutatori che hanno reso possibile le elezioni e alle migliaia di insegnanti e operatori ATA che ci hanno attestato fiducia con il proprio voto, va il nostro sentito

GRAZIE!

Maria Luisa Ariu
Segretaria generale Cisl Scuola Sardegna

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Garante Infanzia e Adolescenza: no a divieto accesso social a minori di 6 anni. Le indicazioni al Governo

“Non è opportuno – conferma la Garante – abbassare sotto i 16 anni l’età minima per il consenso digitale senza l’intervento dei genitori. Questo, però, non significa che il trattamento dei dati e quindi l’accesso ai social media, alle app o al web in generale siano vietati sotto tale soglia. Per i più piccoli è infatti richiesto l’intervento del genitore o di chi ne fa le veci, che è così chiamato ad autorizzare il trattamento delle informazioni personali dei figli quando sono online. L’accesso alla rete coinvolge diversi diritti dei minorenni: dall’ascolto al diritto di espressione, fino a quello di essere parte della vita culturale e artistica del Paese. La loro deve essere una ‘partecipazione leggera’, assegnando a chi ne ha la responsabilità genitoriale i pesi e le responsabilità”.

Proprio in considerazione di questo, il parere dell’Agia sul consenso digitale formula una serie di indicazioni per i servizi della società dell’informazione che raccolgono i dati dei minorenni, a prescindere dell’età. Tra di esse quella che i servizi siano stati progettati, anche se non esclusivamente, per le persone di minore età (children friendly). E ancora si richiede che i dati personali siano trattati al solo scopo di tutelare i diritti delle persone di minore età e non per finalità di marketing, che la profilazione del minore di età possa avvenire per finalità di sicurezza e che i dati, una volta acquisiti, siano classificati nel rispetto dei principi di non discriminazione e pari opportunità. Ribadito pure che i minorenni una volta prestato il consenso devono poter chiedere accesso, rettifica, portabilità e cancellazione delle informazioni che li riguardano. Dati che, una volta maggiorenni, devono poter decidere se autorizzare che vengano o meno ancora trattati.

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Maturità 2018, Udir: 10 dirigenti di primo grado possono presiedere Commissione d’esame. Sentenza TAR

La decisione del Tar – che conferma la finta apertura del Miur sulla questione – arriva a seguito della richiesta di annullamento della Circolare 4537/18 e della conseguente Nota ministeriale 6078/18 che escludevano di fatto i presidi delle scuole medie. Preso atto del vulnus, sono stati quindi contestati dai legali Gorgo, Niro e Russo la violazione del ruolo unico della dirigenza istituito dal 2008, l’obbligo di presiedere esclusivamente gli esami della propria scuola (d.lgs. 62/17) senza poter nominare il proprio sostituto.

Marcello Pacifico, presidente dell’Udir, che potrebbe raggiungere il 3,5% di rappresentatività alla recente rilevazione, conferma il ruolo del suo sindacato “come nuovo interprete del diritto dei dirigenti delle scuole autonome” e ripercorre le fasi della vicenda, con il Miur che “in un primo tempo con la Circolare 4537 del 16 marzo scorso, impugnata da Udir con apposito ricorso, vietava la presentazione della domanda ai presidi degli istituti comprensivi perché impegnati, secondo le previsioni del nuovo decreto legislativo, negli Esami di Stato delle loro scuole”.

“Dietro la protesta di Udir, seguita da altre sigle sindacali, con una nota 6078 del 6 aprile 2018, mentre era in corso la valutazione delle domande già pervenute, si permetteva, attraverso una nuova domanda cartacea, la loro partecipazione. Introducendo, però, diverse costrizioni e limitazioni. Come la condizione di essere abilitati alle scuole superiori, di terminare gli esami del primo ciclo prima dell’inizio dei nuovi e di nominare quali sostituti dei docenti già in passato presidenti di commissioni del secondo ciclo. Tutte le restrizioni sono state censurate dai legali del nostro sindacato, considerando anche che dal 2008 è stato introdotto il ruolo unico della categoria, visto che i dirigenti scolastici possono essere nominati prescindendo dal grado scolastico di appartenenza. Dopo avere esaminato il ricorso, a pensarla così ora sono anche i giudici”, conclude Pacifico.

Di discriminazioni e delle tante problematiche che affliggono la categoria dei dirigenti scolastici si parlerà il prossimo 19 maggio nel corso dell’incontro nazionale a Palermo, dove Udir inaugurerà il calendario dei nuovi incontri di formazione nazionali: dinanzi a centinaia di dirigenti scolastici, si parlerà anche della Legge 205/17 e della perequazione esterna con le altre aree dirigenziali. Il giorno dopo, il 20 maggio si affronteranno i temi della violenza nelle scuole: interverranno diversi esperti tra cui il medico Vittorio Lodolo d’Oria, esperto in stress da lavoro correlato, alla presenza di rappresentati di docenti, alunni e genitori.

26 aprile 2018

Ufficio Stampa Udir

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