Mistero bUFO
Dibattiti bUFI / 60 – Chi è meno credente in Dio è più portato ad accettare l’esistenza degli Alieni?

maxresdefaultAlla fine dello scorso anno i ricercatori della Dakota State University sono giunti alla conclusione di un loro studio: le persone meno religiose sono quelle che credono di più agli Alieni rispetto a chi è un fedele più marcato. E già questo mi pare un bello spunto di riflessione. Vi chiedo però di andare più a fondo con la vostra valutazione e di esprimere un parere su questo passaggio della loro relazione (è stato tradotto dal sito Webmagazine24)

Sia i teorici della cospirazione dei marziani che i credenti in Dio sono entrambi, almeno in parte, motivati ​​dalla stessa cosa: la ricerca del significato. Lo studio ha scoperto che le credenze paranormali sull’intelligenza extraterrestre (ETI) sono in parte motivate dalla necessità di significato e che questo motivo esistenziale aiuta a spiegare la relazione inversa tra religiosità e credenze ETI. La religione è anche qualcosa che la gente cerca nei momenti di stress esistenziale. Secondo uno studio del 2013, la gente usa la religione come strumento per aiutarsi a “risolvere le sfide della loro vita e la crisi d’identità”. In generale, tutti vogliamo solo qualcosa da credere per rendere la nostra vita più facile, più sensibile e mirata. Quando qualcuno ha un vuoto esistenziale, cercherà una fede per riempirlo. Dio? Sicuro. Fantasmi? Ma sì. Scienza? Certo. L’intelligenza extraterrestre? Perché no. Nella nostra ricerca di significato, tutto è lecito.

A voi la tastiera per esprimere un parere: concordate o dissentite con questa teoria? Mi riprometto di aggiungere il mio pensiero alle vostre risposte.

Ecco i dati ufficiali del Cun sugli avvistamenti del 2017

cunlogostoricoIl Centro Ufologico Nazionale ha reso noti i dati delle segnalazioni Ufo del 2017: nel sito (quello istituzionale è questo, invece qui trovate quello dell’account di Facebook) si trovano anche tabelle e grafici comparativi interessanti. Il caso più attendibile del decennio rimane quello di Pariana, dalle parti di Massa, del 5 aprile 2014: si parla di attendibilità completa, anche per il rigore delle indagini svolte. Buona lettura.

 

 

Il mistero (forse alieno) dei “fast radio bursts” e il battibecco su Canale 5 tra il Cun e Cecchi Paone

downloadSaluti da Tokyo, ci sono due fatti da blog che mi costringono (con piacere) a fare un breve break nella vacanza. Purtroppo dispongo solo di un Ipad, qui in Asia, e non riesco ad usare alcune funzioni, a cominciare dall’inserimento delle foto (che conto di mettere al rientro in Italia). Post dunque giocoforza “povero”, ma ricco di sapore e di notizie (che vanno date prima di tutto). Cominciamo dunque da una novità che ci giunge di nuovo dall’astrofisica. Il cosmo – così pare – sta ancora mandandoci dei messaggi interessanti e intriganti, carichi di quel sano mistero che riguarda la caccia alla vita extraterrestre. Alcuni scienziati hanno infatti scoperto dettagli importanti lavorando sui fast radio bursts che sono la conseguenza dell’esplosione denominata FRB 121102. I fast radio bursts sono fenomeni che liberano energia per brevi istanti ma dalla forza smisurata. L’aspetto più significativo di quanto rilevato e studiato tramite il radiotelescopio di Arecibo è la dichiarazione di Vishal Gajiar, ricercatore anche del Seti: “Non possiamo escludere del tutto l’ipotesi di intelligenza extraterrestre per gli FRB”. Insomma, credo che la scienza continui a fare passi precisi in una certa direzione. A quando l’outing? Vi consiglio di leggere questo articolo dell’Huffington Post o di consultare questo link della Cnn.

Jung, gli Ufo, Cecchi Paone e il Cun

1130459682Ed è anche a proposito di queste novità che fanno specie gli echi (davvero incresciosi) che mi rimbalzano dalla trasmissione andata in onda su Canale 5, nella quale l’ufologia – che può essere considerata un argomento non condiviso, ma che non può essere oggetto di dileggio sistematico – è stata messa alla berlina sia dal format del programma sia da personaggi il cui valore non commento. Comunque, ci ha pensato il Cun, rappresentato da Roberto Pinotti, ex presidente nonché attuale segretario, a dire la sua. Sul sito ufficiale (il link è questo) Pinotti pubblica un dettagliato commento nel quale se la prende prima di tutto con Alessandro Cecchi Paone. Ovvero, colui che  è al centro pure della filippica del presidente Bibolotti: “Anche su Mattino 5 arrivano le Fakenews: Cecchi Paone cita a sproposito Jung sugli Ufo, negando e stravolgendo il reale pensiero dello psicanalista sugli oggetti volanti. Infatti Jung dichiarò definitivamente nel luglio del 1958 sui principali quotidiani americani, Washington Post e The New York Times (e ripreso ad agosto su quelli italiani), la seguente cosa: “Gli Ufo sono oggetti reali provenienti dallo spazio”. Così segnò una linea di demarcazione rispetto all’ ipotesi psicologica”. Sempre sul sito del Cun è possibile trovare, in formato pdf, il testo completo di Carl Gustav Jung.

 

 

 

Il risveglio di Marte, ecco uno strano oggetto divulgato dalla Nasa: e se fosse un condotto?

image001Sto preparando dei post che ritengo interessanti, su segnalazioni del nostro NickFe (che vive negli Usa), ma un bel po’ di lavoro (e meno male che sono in pensione…) oltre a una serie di intoppi, mi hanno tolto il tempo per completarli. Però, visto che tra l’altro sono in partenza per una breve vacanza di una settimana, non è giusto lasciarvi senza spunti nuovi. Sarò giocoforza sintetico, vi passerò soprattutto dei link. Il primo mi consente anche di “cazziare” il caro amico Tetricus, che da un po’ di tempo sto inseguendo affinché torni a darci notizie su Marte. Dato che si è dato alla macchia, lo punzecchio segnalandogli che su meteoweb.eu è stata riportata la foto, rimediata dalle immagini ufficiali Nasa, che parrebbe documentare la presenza di un oggetto piuttosto strano, sia nelle forme, sia nel colore. Chi ha commentato questo file, il savonese Angelo Maggioni, ha buttato lì che potrebbe trattarsi addirittura di un condotto. Che cosa ne pensate? Tetricus, fuori il tuo parere…

I migliori avvistamenti del 2017: video del Cufom

Infine, il Centro Ufologico Mediterraneo mi segnala che sia sul sito sia sull’account di Youtube ha postato un filmato nel quale riporta quelli che a suo avviso sono stati i migliori avvistamenti Ufo del 2017. Anche in questo caso, lascio al vostro commento: secondo me ci sono sia cose interessanti sia cose che, a mio modesto parere, convincono poco. Comunque sia, questo è il link per il sito del Cufom, mentre per il canale Youtube dovete impostare la query Cufomchannel o Cufomtv direttamente sul sito di YT.

Compiti d’inizio anno: una ricerca su Oumuamua e una riflessione su “Incontri ravvicinati del terzo tipo”

102721565-45b526b7-3f57-455c-bed4-b0d8ffedca08Buon fine anno e, soprattutto, buon 2018. Quale congedo dal 2017, e per entrare in presa diretta con il domani ormai alle porte, vi propongo un post articolato in due punti: una “caccia al tesoro” e un commento. In che cosa consiste la caccia al tesoro? Su SETI@Home hanno rilasciato le workunits delle sessioni di ascolto di Oumuamua, il primo asteroide interstellare mai osservato proveniente dall’esterno del nostro sistema solare (è stato battezzato così usando un’espressione hawaiana che sta per “per primo messaggero”). Però non si riesce a trovare nulla nel dettaglio. Secondo il nostro Megrez, che sta seguendo con passione l’argomento, la cosa potrebbe dipendere dal fatto che le workunits provengono dal Green Bank telescope in Virginia. Non è gestito direttamente dal Seti ma dal progetto Breakthrough Listen, che lo “affitta” con i soldi di Yuri Milner. Ad ogni modo, chi ha voglia di scrutare nel web se spunta qualcosa in merito a questi rilasci delle unità di lavoro? Megrez intanto segnala anche un articolo (in inglese) di Scientific American: prova aliena o detrito galattico? Il testo è a questo link.

I 40 anni del film cult di Spielberg: che cosa ne pensate?

1200px-Incontri_ravvicinati_del_terzo_tipoLa riflessione, invece, ve la propongo su “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Il 2017 che si chiude porta con sé il quarantesimo anniversario di quello che secondo me, assieme a “2001 Odissea nello spazio”, è il film icona della fantascienza e del confronto tra gli uomini e l’eventualità di una esistenza aliena nel cosmo. Il monolite misterioso di Kubrick, che incidentalmente ricorda Oumuamua, racchiudeva il concetto di un messaggio proveniente dal tempo e dallo spazio remoto; il giorno del contatto ipotizzato da Spielberg, invece, ci ha posto il problema del dialogo e di come rapportarci con gli Alieni. La domanda è a risposta libera: qual è la vostra riflessione su “Incontri ravvicinati del terzo tipo”?

Gli auguri natalizi, una novità che mi riguarda e la provocazione de “Il Fatto Quotidiano”

avatar_Mistero_bUFO_blu-250x250L’occasione per augurarvi Buon Natale (e buone feste in genere), si lega anche a una novità che mi riguarda, oltre alla possibilità di entrare nel clima da Merry Christmas con una solenne provocazione. Cominciamo, però, dalla novità. Forse qualcuno l’ha già appresa (ad esempio, chi mi ha come amico in Facebook), ma credo che la maggior parte dei frequentatori del blog non la conosca ancora. Ebbene, dal 31 dicembre 2017 sarò in pensione, grazie a una combinazione particolare che ritengo fosse da sfruttare (perché altrimenti, l’alternativa sarebbero stati altri 10 anni “al giogo”). Ma in realtà c’è uno scivolo particolare, che è di salvaguardia pure Mistero bUFO. Dall’1 gennaio proseguo come collaboratore con un contratto di (almeno) tre anni, per la precisione fino ai Giochi olimpici 2020. Anche il blog rientra nel contratto. Per cui, sostanzialmente, non cambia assolutamente nulla: continuerò a gestirlo (anzi, potrei avere un po’ più di tempo rispetto a quanto ne ho avuto di recente) e ad amministrare la piattaforma di WordPress. Quindi, vi aspetto di nuovo su questi schermi. Anzi, sempre. bibbia-unofficial-fbE per celebrare il Santo Natale in chiave ufologica, vi segnalo e vi giro un’intervista a Mauro Biglino a firma di Vincent Russo apparsa il 19 dicembre su “Il Fatto Quotidiano”. Eloquente il titolo di ripresa: “l’intervista che non dovete leggere se siete credenti e non volete rovinarvi il Natale”. A voi, buona lettura: qui trovate il link.

Dibattiti bUFI / 60 – L’Ufo del Pentagono o le tesi di Padiglione Italia: che cosa scegliete?

Per una curiosa combinazione del destino (e della cronaca), oggi noi del Corriere abbiamo proposto due cose antitetiche. Da un lato, sul sito di Corriere Tv, ecco il filmato lanciato dal New York Times e da altri quotidiani statunitensi dell’incontro ravvicinato avvenuto nel 2004 tra un F18 super Hornet e un oggetto non identificato.  Nel dialogo si sentono i due piloti evidentemente scioccati nel vedere l’Ufo di fronte al naso. La cosa di per sé è clamorosa e importante perché il Pentagono ha confermato che è stato un episodio assolutamente vero. Peraltro, se dopo aver visto il filmato leggete il testo che sintetizza quanto uscito sui giornali Usa, siamo ancora una volta di fronte al tentativo (goffo) di gettare acqua sul fuoco. Si fa riferimento al fatto che nessuna prova è stata in realtà trovata (sic!), che il famoso Project Blue Book è stato chiuso senza conclusioni pro-evidenza Ufo (risic!) e via con altra amenità. Meno male che si fa riferimento anche a un ufficiale dell’intelligence e alle sue dimissioni in protesta contro il tentativo di gettare una volta di più sabbia su fatti ed episodi che, come dimostra l’Ir3 dei piloti degli Hornet, sono assolutamente reali e meritano approfondimenti. Non è questo, comunque, il primato del mondo della miscredenza. Questo appartiene ad Aldo Grasso, eccellente collega e sommo critico televisivo. Nel suo domenicale “Padiglione Italia” ha voluto commentare le recenti uscite di Marco Columbro. Non è stato tenero, né con Columbro né con gli Alieni: “Gli Alieni siamo noi che crediamo a tutto”. Parere rispettabile, certo, ma io dissento e gliel’ho scritto. Ma per una pura coincidenza – come dicevo all’inizio – la sua tesi cade nel momento in cui arriva questo filmato che magari non prova ancora nulla in termini “alieni”, ma che un profumo di extraterrestre ce l’ha eccome, essendo questa una delle possibili soluzioni dell’avvistamento. Ad ogni modo, lascio a voi il giudizio: vi colpisce di più quanto successo ai piloti Usa oppure l’uscita di Aldo Grasso? Il filmato sopra vi consente di  valutare quell’avvistamento, mentre qui trovate il link per leggere Padiglione Italia. Aspetto i vostri commenti.

 

Oumuamua, l’asteroide che “profuma” di alieno

Che cosa è secondo voi questo “coso” sigariforme che giunge dallo spazio? E’ l’ultimo interrogativo di astronomi e scienziati, alle prese in queste ore con un corpo celeste che autorizza varie ipotesi, anche quella che di mezzo ci sarebbe una civiltà aliena. Ecco comunque il testo dell’agenzia LaPresse, ripresa un po’ da tutti i giornali e anche da Corriere Tv (da cui riporto il filmato: aspettate che finisca lo spot pubblicitario, per vederlo). Ecco comunque il testo della notizia:

Gli astronomi utilizzeranno uno dei più grandi radiotelescopi al mondo, il Green Bank Telescope in West Virginia, per controllare che dal misterioso asteroide Oumuamua non provengano segnali radio. Il corpo celeste, il primo ad essere avvistato dalla Terra che abbia una provenienza interstellare, ha da subito stupito per la sua conformazione “sigariforme”: 400 metri di lunghezza per 40 di larghezza. E’ una forma che sembrerebbe artificiale. “Non possiamo non controllare, è un’occasione unica”, ha detto Avi Loeb professore di astronomia ad Harvard e consigliere per il progetto di esplorazione spaziale Breakthrough Listen, programma fortemente voluto da Stephen Hawking.

Prima di tutto ritengo la forma davvero curiosa: ricorda in qualche modo l’oggetto (dalla natura controversa: secondo molti non è affatto un oggetto, ma è solo uno scherzo di ombre e di rilievi) che è stato fotografato dall’equipaggio di Apollo 15 sulla faccia nascosta della Luna. Come molti ricorderanno, la stessa sagoma è alla base pure di un’altra controversa questione, quella di Apollo 20 e del relitto della presunta astronava precipitata sul nostro satellite (nello storico del blog troverete vari post sul tema). La seconda riflessione è invece figlia dell’interesse dimostrato dal mondo scientifico: controllare per non perdere un’occasione unica, la vera notizia è questa frase.

Marco Columbro e gli Extraterrestri

Segnalo anche questo articolo del settimanale Spy, riportato da “Il Giornale.it”: Marco Columbro, attore e conduttore televisivo, sostiene di aver condotto delle ricerche che l’hanno portato alla certezza dell’esistenza di forme aliene. Aggiunge inoltre che i capi di Stato sono in contatto con entità extraterrestri e che il Papa è al corrente della cosa. Liberi di non credere, ovvio, alle sue parole: il link, comunque, è questo.

Il caso Dyatlov, la rivisitazione di un regista statunitese e una soluzione (discutibile) a un evento ancora oggi misterioso

Torna d’attualità il famoso caso del Passo Daytlov, il misterioso episodio avvenuto il 2 febbraio 1959 sui Monti Urali. Donnie Eichar, regista americano, produttore e autore per cinema e tv, – ha infatti lanciato una nuova teoria per fare luce su questa vicenda nella quale, per decenni, si sono mescolati disparati scenari/spiegazioni, dall’evento naturale straordinariamente potente, all’esercitazione militare supersegreta, a un qualcosa che non apparteneva alla realtà umana e terrestre.  E’ una storia che ancora oggi mette i brividi, anche per il nome del luogo, il Monte dei Morti. Comunque, ecco prima di tutto la ricostruzione e la tesi di Eichar. dyatl1

Una notte di 58 anni fa

Tutto si svolse, 58 anni fa, sul versante orientale del Cholat Sjachl, il Monte dei Morti.  Fra quei boschi innevati, a meno 30 gradi centigradi, “una irresistibile forza sconosciuta” (così disse l’inchiesta) causò la morte di nove giovani escursionisti russi del politecnico degli Urali, sei ragazzi e due ragazze. Ventiquattro giorni dopo il misterioso incidente fu ritrovata la loro tenda: completamente sconquassata e lacerata dall’interno. Dai resti della tenda partivano delle orme. Seguendole, i volontari trovarono i primi cinque corpi dei ragazzi: alcuni completamente nudi, con le mani bruciate, altri solo con la biancheria intima, tutti senza segni esterni di violenza. Sparsi a poche centinaia di metri uno dall’altro, sotto un cedro. I cadaveri degli altri quattro furono invece rintracciati invece solo tre mesi dopo, sotto quattro metri di neve. Presentavano traumi inspiegabili e potenzialmente non riconducibili ad altri esseri umani, vista la loro potenza: cranio fracassato, cassa toracica compressa fino a spezzare le costole. E un corpo, quello di una ragazza, senza lingua. La storia che quei cadaveri potevano raccontare è tuttora incomprensibile. dyat2

Colpa di una tempesta perfetta?

A questo punto, ecco la tesi di Donnie Eichar. Dopo aver studiato per cinque anni tutte le carte e le testimonianze sull’incidente del Passo Daytlov (chiamato così dal nome del capo della spedizione, il 23enne Igor Dyatlov), e dopo aver anche ripercorso il viaggio dei nove escursionisti, il regista americano sostiene di aver capito che cosa successe quella notte. Avanza una spiegazione scientifica che non coinvolge né le esercitazioni segrete dell’esercito sovietico, né gli Alieni, né contaminazioni radioattive: a suo avviso, ragazzi si trovarono al posto sbagliato nel momento sbagliato; vale a dire, durante una “tempesta perfetta”. I venti, velocissimi, scontrandosi con la particolare forma a cupola della Montagna dei Morti diedero vita a furiosi vortici di aria che crearono dei mini tornado violentissimi nel passo dove c’era l’accampamento. Il rumore prodotto dal fenomeno doveva essere assordante. Eichar aggiunge che tormente come quella possono generare perfino una gran quantità di infrasuoni (il contrario degli ultrasuoni) che, non essendo udibili dagli uomini, sono capaci di avere effetti sul corpo umano: le vibrazioni prodotte da queste particolari onde sonore causano perdita del sonno, mancanza di respiro e un panico incontrollabile. Un terrore che, amplificato dal buio della notte e dal frastuono dei tornado, avrebbe portato i nove ragazzi prima alla follia e poi alla morte. dyatlov3

Il mistero delle palle arancioni

Dai tempi dell’incidente sono state moltissime le teorie che hanno cercato di spiegare il mistero del Passo di Dyatlov. La verità è che nemmeno le indagini, concluse ufficialmente nel maggio dello stesso anno, approdarono a una spiegazione. La formulazione di fine inchiesta, infatti, è quanto di più generico si possa immaginare: nessun colpevole, una irresistibile forza sconosciuta avrebbe accoppato i giovani. Si disse che su alcuni brandelli di vestiti delle vittime c’erano alti livelli di radioattività. I ragazzi avevano trovato sul loro cammino qualcosa con cui non avrebbero mai dovuto venire in contatto? Un gruppo di escursionisti che si trovava poco distante dal gruppo riferì di aver visto nel cielo una serie di sfere arancioni. Il dettaglio fu confermato in quei mesi anche da avvistamenti analoghi fatti dal servizio meteorologico e da membri dell’esercito. Si scoprì più tardi che le “palle arancioni” erano lanci di missili balistici R-7. Quando poi negli anni Novanta ai fascicoli dell’inchiesta furono tolti i sigilli, alcuni particolari furono pubblicati dalla stampa. Emerse addirittura una teoria secondo cui le morti erano legate alla sperimentazione di un’arma segreta sovietica. dyat3

L’amico scampato alla tragedia

Per ricordare le vittime dell’incidente è stata istituita a Ekaterinburg la Fondazione Djatlov, che si propone anche di far riaprire il caso alle autorità russe. I ragazzi morti misteriosamente quella notte erano: Igor Djatlov, 23enne, il capo della spedizione; Zinaida Kolmogorova, 22 anni; Ljudmila Dubinina, 23 anni: è lei che fu trovata senza lingua; Aleksandr Kolevatov, 24 anni; Rustem Slobodin, 23 anni; Jurij Krivoniščenko, 24 anni; Jurij Dorošenko, 21; Nikolaj Tibo-Brin’ol’, 37 anni; Aleksandr Zolotarëv, che proprio quel 2 febbraio aveva compiuto 38 anni. Erano tutti innamorati della natura e della musica. Sono cose che ha raccontato un loro amico, prima di chiudersi nel silenzio per oltre 50 anni: Jurij Judin era infatti partito insieme a loro il 23 gennaio per quella avventura, ma poi cinque giorni dopo li aveva abbandonati. Stava infatti male e non poteva proseguire. Judin è morto a 70 anni dopo aver vissuto  con un senso di colpa per essere scampato a quella misteriosa notte che ha inghiottito i suoi migliori amici.

Fin qui, appunto, la storia. E la tesi di Donnie Eichar. Sinceramente la sua teoria – per quanto offra tanti spunti interessanti – non mi finisce di convincere. In particolare per il dettaglio della ragazza privata della lingua. Chiamo comunque in causa il nostro Tigrino: in tanti anni trascorsi in Russia, di sicuro ha sentito parlare di questa vicenda. E magari può raccontarci qualche dettaglio in più.

 

I falsi messaggi alieni e il test di Heller (superato dagli umani)

x240-WPADa anni i radiotelescopi ascoltano il cosmo nella speranza di raccogliere un messaggio proveniente da qualche civiltà aliena.  Pare che ancora non ne sia stato intercettato alcuno, ma l’astrofisico René Heller ha organizzato un test curioso. Ha infatti simulato di ricevere un messaggio dall’universo e poi ha invitato il pubblico a decrittarlo. “Ho fatto finta di essere un alieno con tanto di aspetto fisico. Quindi ho creato un’immagine del mio sistema planetario di casa codificato in codice binario”, dice Heller, che ha effettuato ricerche sul sistema solare a Gottinga, in Germania. In totale il messaggio consisteva di circa 2 milioni di cifre binarie. Alcune porzioni del messaggio corrispondevano ad una foto degli alieni, dove gli “zeri” erano codificati come punti bianchi, mentre gli “uno” sono stati codificati come punti neri che costituiscono l’immagine. Un’altra porzione di messaggio ha elencato i primi 757 numeri primari, per dare a chiunque decodifica il messaggio un indizio che i numeri sono stati fondamentali per comprendere il suo pieno significato. Una terza porzione del messaggio era una sezione immaginata “da noi esseri umani” degli Alieni in arrivo, come la loro altezza media, la durata della vita e la loro collocazione nello spazio. Anziché usare unità centrate sull’uomo come metri o anni per descrivere questi dettagli, Heller ha adoperato unità provenienti da costanti naturali come la velocità della luce e la costante di Planck. “Questi sono numeri che chiunque nell’universo dovrebbe essere in grado di derivare”, è il suo commento.  lead_960Il 26 aprile 2016 Heller ha pubblicato il falso messaggio alieno su Twitter e Facebook e ha fissato il termine per la soluzione del codice binario a poco più di un mese di distanza dall’inizio del test. Un documento recente analizza le quasi 300 risposte che ha ricevuto in quel periodo, di cui 66 contenevano le soluzioni corrette. “L‘esperimento conferma l’approccio degli umani verso gli Alieni”, afferma Claudio Grimaldi, dell’Istituto federale di tecnologia di Losanna. Peraltro è impossibile confrontarlo con una reale “missione” extraterrestre dal momento che il messaggio è stato creato da un essere umano e non abbiamo alcuna idea di come ciò sarebbe diverso da un messaggio creato dagli extraterrestri. La cosa più vicina che abbiamo ai messaggi alieni può provenire dai delfini. Sappiamo che i delfini hanno una forma di linguaggio, ma siamo ancora lontani da poterla capire nonostante molte persone ci provino. “L’esperimento è comunque un passo davvero piacevole e dimostra che gli esseri umani hanno una buona capacità di comprendere i messaggi codificati” commenta Grimaldi.

L’Ufo dell’Oregon, la caccia dell’F15 e le mezze ammissioni del Norad

maxresdefaultUn bell’Ufo che curiosava in cielo tra California e Oregon. Visto da piloti che hanno testimoniato l’anomalia. Visto anche dal Norad (Comando aerospaziale del Nord America), che – aggiunge un’indagine giornalistica – avrebbe addirittura disposto l’inseguimento dell’oggetto non identificato mediante F15. Ma i caccia non avrebbero visto nulla: chissà come mai… Ad ogni modo, tutto è successo lo scorso 25 ottobre e del fatto si è parlato pure nei giorni scorsi a Roma nel convegno organizzato dal Cun (Centro Ufologico Nazionale). La durata dell’avvistamento è stata di almeno 30 minuti, a partire dalle 16.30 local time. In un primo tempo si era pensato che si trattasse di un “Nordo”, curiosa definizione (vengono in mente i Nerd…) usata dai piloti di linea per definire un aereo che vola senza radio o che preferisce non rispondere alle chiamate per vari motivi. Ma non era così:  l’oggetto rimaneva in una determinata posizione e per questo è stato osservato da diversi equipaggi che transitavano in quella zona. Sono fiorite anche le tesi estreme, sparate a casaccio: qualcuno ha ad esempio ipotizzato che potesse trattarsi di un piccolo velivolo che trasportava droga e che per questa ragione volava verso il Canada cercando di eludere l’identificazione. Ma era una solenne corbelleria perfino solo pensarlo, detto che la cosa cozzava pure con la durata dell’avvistamento e con il numero di testimoni. Se volete togliervi il gusto di apprezzare dei documenti ufficiali, al link Facebook di Luigi Bignami (cliccate qui) potrete trovare, accorpate, le voci dei controllori del centro di controllo di Seattle che cercano di rintracciare senza successo l’Ovni. C’è anche da dire che, al di là di tutto, l’Ufo avrebbe potuto avere un impatto sul traffico di linea, nonostante gli aerei commerciali dispongano di uno strumento (il Traffic Avoidance System) che permette la separazione da velivoli limitrofi. Già, ma se l’Ovni non era visibile a tutti? Un problema in più. Il Tcas di Seattle, per l’appunto, non riusciva a vedere sui radar quanto osservato dai piloti. E’ qui che scatta l’indagie di Tyler Rogoway, giornalista esperto di episodi di guerra. Ha contattato il Norad, chiedendo informazioni. La risposta è stata che il Comando della Difesa aveva ricevuto la richiesta di cercare un oggetto misterioso, un velivolo bianco che solcava il cielo dell’Oregon; dopodiché ha inviato un F15 del 142° Fighter Wing  con sede a Portland per verificare quanto osservavano i piloti di linea. Ma non ha trovato nulla che potesse spiegare il mistero dell’oggetto. Poiché i piloti dell’aereo militare sono tra i migliori al mondo e altamente addestrati in missioni di difesa aerea, fa sì che il non aver osservato nulla di anomalo rende il tutto ancora più misterioso. L’Ufo è sparito all’apparizione dell’aereo militare? O l’F15 è arrivato troppo tardi? Oppure ancora, il Norad l’avrà raccontata giusta?