Mistero bUFO
History Channel e il dossier sui geoglifi: dalle (nuove) linee di Palpa ai disegni su Marte

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Bella puntata di History Channel, l’altra sera nel filone “Enigmi Alieni”, dedicata alla questione dei geoglifi, i disegni che appaiono in certe regioni e che sono visibili solo da una certa altezza, rendendo automatica la domanda: come possono essere stati fatti? Tanti credono che Nazca – in Peru, luogo che ho visitato – sia la “capitale” sostanzialmente esclusiva di questa sorta di crop circles geologici. Nulla di più sbagliato. Il fenomeno dei geoglifi è diffuso in tutto il mondo e il programma l’ha illustrato a fondo, aggiungendo interrogativi a interrogativi: ne sono stati trovati in Inghilterra, in Australia, in Kazakistan, in Cile nel deserto di Atacama (famoso il Gigante), nel Sinai, negli Usa. E un gruppo di archeologi peruviani ha scoperto oltre 50 nuovi misteriosi disegni nella provincia di Palpa: furono tracciati sul terreno con linee molto sottili e con il trascorrere del tempo sono divenute quasi invisibili all’occhio umano anche se si cammina sopra di esse. La scoperta, infatti, è stata realizzata grazie all’uso di droni. Stando alle prime analisi eseguite sul posto, questi disegni dovrebbero appartenere in parte alla cultura Nazca, che interessò quella regione dal 200 al 700 dopo Cristo, e in parte alle culture Paracas e Toparà, popolazioni che vissero tra il 500 avanti Cristo e il 200 d.C. Molti dei nuovi disegni raffigurano umani, a differenza di quelli noti da tempo che rappresentano soprattutto linee ed animali. Nel filmato che vedete sopra trovate appunto il confronto tra le linee di Nazca e questi geoglifi scoperti un po’ per caso. Ma l’aspetto a mio avviso più interessante sottolineato dal programma è che pure Marte sembra presentare disegni particolari sul suo terreno. Qui chiamo in causa Tetricus, qualora volesse sviluppare il tema, ma il quesito che mi pongo è: saranno i geoglifi la chiave per unire uomini e alieni? E se Marte e la Terra hanno una cosa così in comune, è possibile che ci sia un’entità “terza” alla quale uomini ed eventualmente marziani (marziani salvo scoprire che siamo imparentati con loro e che siamo la stessa cosa…) si rivolgevano?

Cinegiornale bUFO / 47 – Dieci avvistamenti da giudicare: qual è la vostra hit parade?

Lo scorso 2 luglio l’ufologia ha festeggiato la giornata ad essa dedicata. Vi propongo allora questa specie di documentario (non fate caso al maialino usato come logo da chi ha raggruppato i vari contributi…) che propone 10 avvistamenti catalogati tra i più interessanti (la traduzione esatta sarebbe: strabilianti).  Guardateli e ditemi quali di questi vi convincono. E’ un po’ un gioco, ma anche no: secondo me ce ne sono almeno 2 o 3 assolutamente improbabili, ma altri, invece, fanno davvero pensare. Vi dirò, dopo i vostri commenti, la mia classifica, da più attendibile a meno attendibile. Mi aspetto che lo facciate pure voi.

“Tito e gli Alieni”, un bel film e un “portale” sul valore dei ricordi

54730Se riuscite a intercettarlo in una di quelle sale dove si coltiva ancora il cosiddetto “cinema alternativo” (alternativo alle produzioni che monopolizzano le sale dei circuiti commerciali più tradizionali e “urlati”), non perdetevi “Tito e gli Alieni”, film di Paola Randi fresco di uscita. Premessa: non aspettatevi saghe di dischi volanti, omini verdi o grigi, battaglie celesti, effetti speciali e quant’altro alimenta l’iconografia classica di questo filone dello sci-fi. Prima di tutto, la presenza di ET è solo sussurrata, magari simpaticamente canzonata (c’è un tipo che gira in motocicletta indossando anziché il casco un copricapo di gomma con la faccia di un extraterrestre), ma in ogni caso immanente e ben delineata perché tutto è ambientato a ridosso dell’Area 51, con annessi e connessi. In secondo luogo la materia aliena caratterizza l’intera storia per il semplice fatto che è il pretesto per altre riflessioni. Per restare a tema, è un tunnel spazio-temporale che ci conduce a riflessioni di fondo, non prima di aver magari riso per le non poche situazioni comiche che animano la pellicola. Non vorrei, a questo punto, spingermi troppo oltre, per non cadere nel rischio dello spoiler e di farvi perdere il gusto di scoprire di persona la trama. Mi limito così a una sintesi: un ragazzino e una ragazzino arrivano da Napoli, dopo la morte di papà, per essere affidati allo zio ricercatore e scienziato che vive in una curiosa location nel Nevada, dove il mistero della base super-segreta degli Usa si accoppia a quello dei vari avvistamenti Ufo. Un video-messaggio al fratello da parte del padre (registrato prima di decedere) prepara il parente all’incontro. Ma l’avvento dei due nipoti avrà effetti paragonabili a quelli di un maremoto. Ci sono tanti rimandi a film di culto dell’ufologia ed è a mio avviso significativo che la trama sia stata basata proprio su questa materia, un altro segno dei tempi e del fatto che certi argomenti non sono più sdoganati e non sono dei tabù. Ma il bersaglio resta un altro: il senso e il valore del ricordo. Sotto questo aspetto la frase finale, “Qui non ci sono Alieni”, è meno “blasfema” e degna di un miscredente di quanto possa apparire d’acchito. Le trame della memoria, infatti, non sono aliene (estranee) a noi, ma sono sempre un buon percorso da seguire. Andate a vederlo, lasciatevi portare dalla sua trama surreale e ditemi che cosa ne pensate.

Il 2 luglio ritorna il World Ufo Day

2018worrldufodayjuli2ndVisto che la data è ormai in arrivo, vi segnalo che il 2 luglio ricorre il “World Ufo Day”, giornata mondiale dedicata all’ufologia. Non è un giorno casuale: lunedì prossimo, infatti, ricorre l’anniversario numero 71 delle vicende di Roswell, che in qualche modo è l’evento pilota su scala planetaria della materia a noi cara. L’occasione è anche opportuna per rammentare che a distanza di tanto tempo ancora non ce la raccontano giusta su quanto capitato nella città del New Mexico e che silenzi e spiegazioni a dir poco comiche riescono ancora a camuffare qualcosa di ben differente (il che non significa che per forze di cose la soluzione dell’enigma Roswell debba avere una chiave aliena). Ulteriori informazioni a questo link.

Andrea e gli Ufo: “I fatti del Canavese e quei miei avvistamenti (con testimoni) che ora voglio raccontare”

Quanto successo nei giorni scorsi nel Canavese ha convinto Andrea Speziali, che avevo conosciuto per questioni di lavoro, a raccontare finalmente una serie di vicende che l’hanno coinvolto. Era da tempo che gli stavo chiedendo di narrare le esperienze vissute, con spirito “laico” e cronistico e con la consapevolezza che certi fatti sono accaduti e hanno avuto perfino altri testimoni. Ecco il suo racconto.

le_befane_005 copiaE’ sempre difficile parlare di Ufo, poiché, molto spesso, il nostro interlocutore è scettico o ignorante e finisce per legare il termine agli alieni che si vedono nei film di fantascienza. Ecco allora presi di mira  tutti quei fenomeni, e chi di essi parla, che hanno il fascino del mistero. Dopo un recente episodio di cronaca nel canavese, voglio raccontare qualcosa di cui sono stato testimone per un eventuale feedback di condivisione di fenomeni “inspiegabili”. Essendo curioso per natura e desideroso di scoprire tutto quello che ci circonda, ringrazio in anticipo tutti coloro che forniranno un contributo serio sull’argomento. Ciò che ho visto era una strana luce provenire dal nulla e nel nulla scomparire, come una lampadina che si accende solo per qualche secondo, in questo caso un “oggetto” in movimento. Non sapendo cosa potesse essere, lo chiamerò Ufo, qualcosa che ho visto tre volte in luoghi diversi a distanza di anni assieme a meravigliati testimoni e senza che nessuno abbia saputo dare spiegazione. A detta del professor Massimo Angelucci, studioso dell’argomento, non si  sarebbe trattato di una stella cadente né di qualche drone. Bensì di una energia luminosa fluttuante nell’aria,  con un tragitto e una velocità fuori l’ordinario che esclude qualsiasi ipotesi possibile e conosciuta. Schermata 2017-06-26 a 01.55.40Il primo avvistamento è avvenuto  a Riccione, una sera d’estate del  2008: ero in spiaggia e chiacchieravo con una ragazza (ed è a questo punto che Serena R. diventa il secondo testimone);  in cielo è apparsa, improvvisamente, all’altezza di circa 20 metri, una sfera di luce  bianca che ha percorso un tragitto di circa 5 metri dall’alto verso il basso. Così come si è presentata dal nulla, in  breve tempo si è spenta percorrendo una traiettoria completamente diversa da quella di arrivo. A distanza di circa dieci anni, questa volta a Rimini nei pressi della rotonda che collega via Tripoli con via Flaminia, mi trovavo  in moto assieme a Jessica R. (ancora una volta un secondo testimone): lei ha una laurea in ingegneria e vanta scetticismo a profusione rispetto ad alieni, Ufo, oggetti misteriosi e quant’altro. Jessica  è rimasta basita di fronte allo spettacolo che ci si presentava davanti. La sua esclamazione ad alta voce ha fatto trasalire  il conducente dell’auto che ci affiancava e che ha avuto modo di vedere assieme a noi quella luce, questa volta  molto più grande di quella del  2008. Il pensiero è andato subito ad un drone fuori controllo: eppure, non emetteva alcun suono. Svanito il fenomeno, non restava che pensare ad un Ufo,  anche perché  l’oggetto ha cambiato dimensione e colore nel corso del suo tragitto (durato quasi 40 secondi), adottando una velocità non costante e la traiettoria a “zig zag” per poi scomparire nel cielo ad angolo retto e a tutta velocità. Era il 24 giugno 2017 tra le  23.45 e le 00.40 circa. Qualche sera dopo un amico mi ha parlato di un strano fenomeno, da lui osservato, riconducibile in toto a quello sopra descritto.  Questo a conferma  che l’oggetto era stato avvistato anche da altre persone in lungo raggio. Schermata 2017-06-26 a 01.52.11A distanza di un anno, la sera del 17 marzo 2018 attorno la mezzanotte, uscito dal cinema Le Befane di Rimini assieme a un’amica (testimone Irena I. W.), sento una sua esclamazione  e quella di un gruppo di ragazzini  a poca distanza da noi: “Guarda lassù, che cos’è?”. Alzo gli occhi in cielo assieme ai presenti (una decina di persone) e ci accorgiamo ancora una volta di quella stessa luce incontrata in passato; di nuovo  appariva e scompariva nel nulla. Un ragazzino ha provato a filmare, ma l’oggetto è stato troppo veloce. L’ultimo avvistamento in terra marchigiana sul Monte San Bartolo. La sera del 24 luglio si ritornava in gruppo con cinque amici in Romagna con la moto, dopo un giro a Castel di Mezzo, ed ecco una grande macchia luminosa in movimento con tanti puntini bianchi. Pensavamo ad una costellazione, ma non lo era. Spero che questi fatti  possano incuriosire  chi ha visto fenomeni simili e possano aiutare chi studia la materia per raccogliere più dati possibili al fine di uno studio serio e scientifico.

Andrea Speziali

Post scriptum – Le vicende sopra riportate sono state raccontate per la prima volta  in seguito al ripetuto invito di Flavio Vanetti, nel convincimento che possano essere d’aiuto per la ricerca. Non è gradita la riproduzione delle informazioni e, soprattutto, la loro strumentalizzazione.

L’Ufo di Corio Canavese, la balla del drone e le parole dei testimoni

imageDunque, ricapitoliamo. Alle 23 di una sera di giugno – mercoledì 6, per la precisione – succede che nei cieli del Canavese si manifesti una sfera di color blu, piuttosto grande, e che due caccia, verosimilmente due Eurofighter, si siano messi ad inseguirla. Nella zona di Corio ci sono stati un bel po’ di testimoni dell’evento, gente anche impaurita dal boato dei velivoli e colpita dal fatto che volassero rasenti alle alture per mantenersi a tiro dell’oggetto. Ebbene, tutto questo sarebbe stato una banale “caccia a un drone sfuggito al controllo”, così hanno recitato le giustificazioni ufficiali. Ci stanno prendendo per il culo, usando un francesismo. Stanno provando a farci passare per idioti o per beoti pronti a bere tutto. L’Aeronautica Militare da tanto tempo non nuota nell’0ro, non può permettersi di sprecare soldi. Sapete quanto costa mandare per aria, in regime di allarme e di “scramble”, due caccia come i Typhoon? Una bella paccata di euro, certo, risposta giusta. E secondo voi un drone merita tanto? Per fortuna le corbellerie che provano a propinarci cozzano con il buon senso e con quanto visto dagli osservatori. Anche il Cun e il Cisu sono intervenuti (leggerete in fondo), in attesa che facciano il loro corso le interrogazioni parlamentari annunciate. Il caso di Corio, guarda caso, è stato poi sostanzialmente snobbato dai media, anche se ne abbiamo parlato noi, La Stampa, Repubblica. Ma la cortina del silenzio è caduta ben presto, accompagnata dalla fesseria di cui sopra. Ci sono però i testimoni e caso vuole che il nostro Tigrino, seguace di Mistero bUFO fin dalla prima ora, abiti più o meno in zona. Si è così preso la briga di sentire chi aveva visto. Inoltre, un collega del cuneese, Andrea Ottolia, si è offerto di ricostruire l’episodio. Lancio così questo post “a sei mani”, invitandovi alla discussione. Cominciamo proprio dal testo del collega, che ricostruisce quello che diventerà uno degli episodi di riferimento dell’ufologia italiana.

Una sfera e due caccia nella notte del mistero

517585-995x518Una luminosa sfera volante che solca i cieli del Canavese e due cacciabombardieri che cercano di raggiungerla. È la cronaca di quanto è successo nella notte dello scorso 6 giugno.  Due esponenti del Pd, la deputata Francesca Bonomo e il senatore Mauro Marino, hanno annunciato un’interrogazione in Parlamento per fare chiarezza sulla vicenda. Il caso, insomma, è di un certo rilievo, tant’è che ha destato interesse non solo fra quanti si occupano abitualmente di Ufo. E, proprio come succede quasi sempre se c’è di mezzo un oggetto volante non identificato, le spiegazioni ufficiali lasciano a desiderare: questa volta, si è parlato di un drone fuori controllo. I media, inevitabilmente cauti nell’occuparsi di Ovni, non potevano restare indifferenti quando si è diffusa la notizia sull’intervento dei due cacciabombardieri. Molte persone, soprattutto nel comune di Corio, hanno riferito di averli riconosciuti grazie al frastuono che provocano; secondo la testimonianza di un operaio, sempre di Corio, che abita in una frazione a circa 900 metri d’altitudine e ha presentato denuncia ai Carabinieri, i due aerei hanno volato a quota molto bassa, tanto da far tremare i vetri delle case. Contattata dai cronisti, la Difesa ha sostenuto che nella zona interessata l’unica attività militare in corso era l’addestramento su un Tornado a circa 5mila metri di quota: nessun aereo che “sfiora” le case, quindi, almeno secondo quanto dicono i militari. Sembra che, all’arrivo dei due velivoli, la sfera si sia allontanata con una velocità sbalorditiva. L’inseguimento dell’Ufo da parte dei cacciabombardieri sarebbe continuato tra le montagne, dove l’occhio dei testimoni non poteva arrivare. Tra le ipotesi sul campo, dicevamo, ha ottenuto un certo credito quella secondo cui l’oggetto volante fosse un drone fuori controllo: i due aerei sarebbero quindi intervenuti per “allontanarlo”. Il Gruppo Leonardo (che ha accorpato Alenia e Aermacchi) ha una sede a Torino: interpellato, ha riferito di non aver effettuato test con droni nella zona interessata; non sembra credibile neppure la possibilità che si trattasse del drone di un privato, mentre se la sfera fosse stata un fulmine globulare non si capirebbe perché sono intervenuti i due cacciabombardieri, come ha fatto notare un giornale del luogo. Che cosa è successo allora? Il Centro italiano Studi ufologici starebbero effettuando delle indagini. Ma, almeno in questo caso, anche le autorità dovrebbero prendere sul serio la faccenda: perché ci sono una denuncia ai Carabinieri e, soprattutto, un’interrogazione parlamentare.

Le testimonianze raccolte: “Un rumore assordante”

imagesEd ecco le testimonianze raccolte da Tigrino per Mistero bUFO. Parlano una coppia e un vicino di casa, tutti residenti nella frazione San Bernardo di Corio, a circa 1.100 metri di altitudine. “Alle 23 c’e’ stato un rumore assordante, incredibile: non avevo mai sentito nulla di simile – spiega la prima testimone –. Siamo usciti di corsa. C’erano due caccia, con luci spente, che sono passati rasenti alle piante e alle case; inseguivano una sfera grandissima, che emanava colore azzurro e a cui sono riusciti ad avvicinarsi. Nel giro di poco tempo la sfera è sparita dietro alle montagne”. Mentre la sfera era “silenziosa”, il fragore dei cacciabombardieri ha spinto la donna a pensare che un aereo stesse per precipitare e schiantarsi sulle montagne. Racconta il marito della donna: “Lavoro a Torino: mi sveglio tutte le mattine alle 5,30 e quindi alla sera vado a letto presto. Il 6 giugno ero appunto a letto quando sono stato svegliato da un fragore assordante: ho pensato che la montagna stesse franando, il che non sarebbe strano per le piogge intense di questi giorni. Il rumore ha fatto tremare i vetri: «È di certo il motore a reazione di un aereo», ho pensato. Mi sono chiesto se un aereo stesse precipitando, ma intanto il rumore era scemato fino a scomparire. Sono uscito di casa e in cielo non ho visto nulla. Il giorno dopo, i miei vicini di casa mi hanno informato, tramite messaggi sul cellulare, di aver visto una sfera luminosa bluastra che si muoveva velocissima in direzione di piano Audi, inseguita da due caccia con le luci di identificazione spente: mi hanno detto che mai avevano visto scene di questo tipo”. Il terzo testimone, il vicino di casa della coppia, conferma che i cacciabombardieri non avevano luci: c’era “solo una sfera bianca che spariva verso piano Audi”. “Stamattina [il giorno dopo l’avvistamento, ndr] ho guardato verso il luogo in cui si trovava – aggiunge –. Non credo che si trovasse a bassa quota e non era un aereo”.

Le interpellanze stavolta faranno chiarezza?

Il presidente del Cun (Centro Ufologico Nazionale), Vladimiro Bibolotti, ha diramato un comunicato nel quale concorda con Giampaolo Grassino, numero uno del Cisu (Centro Studi Ufologici). “Gli Eurofighter Typhoon, i migliori aerei  dell’aeronautica italiana, difficilmente verrebbero impiegati per l’intercettazione notturne di droni, sopra paesini abitati. Mi auguro che la prevista interpellanza parlamentare, prevista dalla deputata del PD Francesca Bonomo e dal senatore Mauro Marino, sempre del PD, contribuisca a fare piena luce sull’accaduto, anche se le precedenti, storiche iniziative parlamentari a partire dagli anni 50 (stiamo parlando di una quarantina di interventi), non hanno mai dato i risultati attesi”.

Andrea Ottolia

Curiosity, le molecole organiche su Marte e una riflessione davanti a una porta che si apre. La Nasa: “Su Marte forse c’è stata vita”.

NASA-news-Mars-announcement-conference-Curiosity-Rover-alien-life-UFO-1369376Qualora vi fosse sfuggito, nelle scorse ore la Nasa ha diramato interessanti comunicazioni. Riguardano Marte e, come non vi sarà complicato capire, siamo di fronte a un altro passo in avanti rispetto che prima o poi sul Pianeta Rosso si dirà una cosa ben precisa. Ovvero, che come minimo è stato abitato. Certo, se poi andate a vedere, c’è subito il sistema per mettere le mani in avanti, sottolineando che quanto trovato non rappresenta ancora la pistola fumante. Ecco, come ben sapete queste frenate mi fanno a dir poco imbestialire, perché – al di là della logica necessità di non cedere ai voli pindarici, ci leggo la paura a) di affrontare una grande novità e b) di ammettere magari qualche errata valutazione del passato. Ecco comunque come la redazione online di Corriere.it ha dato la notizia.

“Marte avrebbe potuto ospitare la vita in passato”. Il virgolettato non è di qualche ufologo convinto ma della Nasa, che ha presentato i dati del rover Curiosity sulla scoperta, in fondo a un lago risalente a tremila anni fa, di molecole organiche di carbonio, idrogeno e forse anche ossigeno: i mattoni fondamentali della vita, “che però – avvertono gli scienziati americani – possono essere associate anche a processi non biologici” ma banalmente geologici. Ma c’è dell’altro: il metano nell’atmosfera varia ciclicamente a seconda dei cambiamenti stagionali di temperatura: un altro importantissimo indizio che lascia credere, appunto, che il Pianeta Rosso possa aver accolto forme di vita e possa accoglierle ancora. Sulla Terra, infatti, la maggior parte del metano è prodotta da fonti organiche. Anche in questo caso “ci vorrà ancora del tempo prima di capire se l’origine è biologica”, però la scoperta è senza dubbio incoraggiante e spinge gli esperti a non abbandonare la missione.

 Qui di seguito, invece, vi passo il commento che ho chiesto al nostro Tetricus, “marzianologo” ufficiale del blog: “Lentamente la verità viene a galla. Prima di ammettere che la vita c’è stata fino all’altroieri, si dovrà preparare la gente, perché è difficile spiegare all’opinione pubblica che la vita sugli altri pianeti è la norma e non l’eccezione. Riguardo a Marte, secondo me la vita  c’è ancora ed è nascosta sotto la superficie o in qualche recondita forra: su Marte non mancano  ambienti di questo tipo. Ho potuto dimostrare nei miei post che tracce di vita sono presenti sul pianeta e non solo di vita elementare ma anche complessa e addirittura intelligente. Il tempo mi sta dando ragione”.
Trattare con gli Alieni? Assolutamente inutile: il “fattore umano” ci porterebbe alla distruzione

grigi-terra-krllSi chiama “human factor”, fattore umano, e si sa che gioca un ruolo determinante (spesso, ahinoi, in negativo), negli incidenti aerei. Ma c’è anche chi si è preso la briga di pesarlo in funzione di un eventuale contatto con gli Alieni. Ebbene, pare ci sia ben poco da stare allegri: sembra infatti che saremo noi a combinare la frittata e a fare in modo che gli extraterrestri abbiano la meglio dopo il vano tentativo di stabilire un contatto e di farci capire. La tesi è stata sviluppata da MarketWatch, che opera in sinergia con Cbs News. La ricostruzione dello scenario secondo gli analisti del sito è presto fatta. Stadio 1: arrivano gli Alieni e aggiungiamo la premessa che non si manifestano con intenti ostili (altrimenti saremmo subito fritti in padella). Stadio 2: si cerca di instaurare un dialogo, di capirsi, di presentarsi. E’ la situazione descritta spesso anche al cinema, basti pensare a film come “Incontri ravvicinati del terzo tipo” o “Arrival”. Stadio 3: la task force degli umani, composta verosimilmente da psicologi, linguisti, biologi e militari – fa il possibile per stabilire una connessione diretta con i fratelli del cosmo. Ma, dato che l’Uomo è anche un po’ volubile e voltagabbana, ecco – stadio 5 – che mettiamo in moto, dietro le quinte, anche le armi, gli eserciti e addirittura gli ordigni di distruzione di massa. Stadio 6: dato che gli Alieni non sono verosimilmente fessi, si accorgono di quanto sta accadendo e scatenano il caos. Stadio 7: nella confusione più totale, prenderebbero corpo saccheggi, devastazioni e quant’altro. I più forti ne approfitterebbero per cercare di surclassare i più deboli. Ma – stadio 8 – c’è il colpo di scena finale: gli Alieni si schiererebbero dalla parte dei deboli e ribalterebbero gli equilibri di potere sulla Terra. Questo è quanto: che cosa ne pensate?

Ufo e Us Navy, nuovi dettagli negli Usa

downloadVi ricordate la vicenda delle presunte intercettazioni di Ufo da parte di piloti dell’Us Navy a bordo degli F-18 Hornet? Ne abbiamo parlato nei mesi scorsi anche nel nostro blog, con almeno un paio di post. Il sito internet de “Il Giornale” pubblica la notizia che un’emittente di Las Vegas legata alla Cbs è venuta in possesso di un rapporto del 2009 preparato in ambienti militari che fornisce ulteriori dettagli sulla questione. Per leggere l’articolo potete cliccare a questo link.

Cinegiornale bUFO / 46 – La farfalla del Wiltshire, ecco il primo crop circle del 2018

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A volte ritornano. Gli Alieni? No, i crop circles, creazioni bellissime e discusse, pretesto per infiniti dibattiti tra credenti e miscredenti. Il primo crop del 2018, come segnalano alcuni siti a cominciare dalla redazione di Segnidalcielo, è stato segnalato nel Wiltshire, la contea del Regno Unito che è un po’ la patria di queste cose. Per la precisione, il rapporto di avvistamento del pittogramma è avvenuto l’8 maggio 2018 in un campo di colza di Willoughby Hedge, vicino a Mere. Il crop circle pare avere un diametro di una quarantina di metri circa e secondo l’esperto Jonas Passos, questa immagine del pittogramma impresso nel campo  ci mostra il disegno del corpo di una farfalla gialla, precisamente il corpo della farfalla combinato con il motivo del “Fiore della vita”. Ma se guardate il filmato preso da Youtube, scoprirete che il disegno è ben più complesso. Il significato della farfalla, comunque, sarebbe quello della Rinascita, con la “erre” maiuscola. Che cosa ne pensate? Posto che è stato provato che un gruppo di umani (più o meno burloni) può realizzare un crop nell’arco di una notte, ci sono tante realizzazioni che sfuggono a conclusioni così semplici e “terrestri”. Ricordo tra l’altro che il primo cerchio nel grano – il famoso “Diavolo mietitore” – risale al 1678, un’ep0ca nella quale di certo non c’era una tecnologia di alto livello come quella che sarebbe usata dai gruppi che si divertono a disegnare nei campi.

Luis Elizondo in autunno a Roma con il Cun: la promessa è di aggiungere nuovi dettagli sulla vicenda degli “Ufo del Pentagono”

maxresdefaultC’è stata una notizia importante nel cuore dei simposi che il Cun ha tenuto a San Marino: Luis Elizondo, ex direttore del programma del Pentagono dedicato a indagare su possibili avvistamenti di Ufo, ha confermato che parteciperà, in autunno, al classico appuntamento organizzato a Roma sempre dal Centro Ufologico Nazionale. Elizondo, che nei mesi scorsi aveva tenuto banco per aver detto in modo chiaro che le autorità militari americane hanno spesso coperto il fenomeno degli oggetti volanti non identificati, terrà due sole conferenze mondiali in esclusiva: una in Brasile, la seconda, appunto, in Italia. E pare che abbia promesso di aggiungere un bel po’ di informazioni e di dettagli – pare addirittura qualcosa di inedito – a quanto ha già raccontato. Insomma, si prospetta un appuntamento decisamente importante, soprattutto in termini di verifica della “qualità” delle affermazioni: è fondamentale che siano forniti dettagli chiari, esaustivi e inequivocabili, in fondo un personaggio del genere è nelle condizioni – sempre che voglia o possa – di fare piena luce su parecchi episodi. Ed è pure in grado di spiegare in modo chiaro se certi fatti sono riconducibili a uno scenario militare o se si può pensare ad altro.

Salas e la vicenda della base Malmstrom

MinutemanA San Marino è intanto intervenuto Robert Salas, capitano (oggi a riposo) formatosi all’Accademia dell’Aeronautica degliStati Uniti. Era un ingegnere dedicato ai missili Titan e nel 1967, nella base di Malmstrom (nel Montana) fu testimone di uno degli episodi più particolari e inquietanti dell’ufologia. Un oggetto volante non identificato, piuttosto grosso e di color rosso, si posizionò sopra la base determinando il black out di ben dieci missili termonucleari Minuteman. Lo status di “no go” degli armamenti durò alcune ore. Salas non vide direttamente l’0ggetto (era sotto terra, nella zona di comando del silos, ma fu tenuto al corrente da chi stava fuori di quanto stava capitando.  Per tanti anni l’ex capitano ha taciuto dell’episodio con tutti, perfino con i familiari. Si è deciso a parlare quando il caso Malmstrom è stato finalmente declassificato. Salas ha anche assicurato di avere tutte le prove di quello che sostiene e, pur senza sbilanciarsi sulla paternità ufologica, aggiunge che si è trattato di qualcosa di veramente inspiegabile secondo certi canoni. Per maggiori dettagli sull’incidente di Malmstrom, comunque, vi rimando a quanto scrive Wikipedia.

Caccia agli Alieni, un gruppo di psicologi spagnoli critica il Seti: sbaglia tutto

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Il Seti? Sta sbagliando il metodo di approccio alla questione della ricerca aliena. Dunque i suoi sforzi sono destinati a fallire. La tesi porta la firma di un gruppo di psicologi dell’Università di Cadice, in Spagna, e la conclusione che gli extraterrestri non si faranno mai vivi viene sintetizzata da un’espressione pesante come un macigno: cecità disattenta. E’ il fenomeno in base al quale un umano non si accorge di un oggetto perché distratto da altri. Nella fattispecie, l’errore del Seti (che sta per “Search for extraterrestrial intelligence”) sarebbe quello di concentrarsi su segnali radio provenienti dal cosmo anziché considerare che ET potrebbe usare altre forme di comunicazione. Non è un tema nuovissimo, in fondo: già il cinema, con Arrival, si è posto l’interrogativo di come comunicare. Ma è interessante che sia stato proposto in maniera così perentoria: se non altro muove le acque e mette in discussione un metodo che rischia di essere l’unico accreditato, anche perché soddisfa la comunità scientifica. Gli psicologi hanno supportato le loro idee svolgendo un test su 137 persone. Il primo passaggio tendeva a evidenziare chi fosse in grado di dare risposte veloci e intuitive rispetto a frasi giuste o sbagliate. Nel secondo step venivano proposte delle immagini della natura o di oggetti fatti dall’uomo. Alcune immagini proponevano anche un uomo vestito da gorilla. seti-300x200Ebbene, il risultato è stato che chi sa dare risposte rapide e intuitive ha riconosciuto l’uomo-gorilla con maggiore frequenza rispetto a chi è invece portato a rispondere in maniera ponderata. Questo vuole appunto dire che potremmo non accorgerci di quello che abbiamo sotto il naso. Infine, il gruppo ha criticato la famosa scala con cui l’astronomo russo Nikolai Kardashev classificò le possibili civiltà dello spazio (per lui è decisiva l’abilità di sfruttare l’energia). Secondo gli psicologi, invece, il discriminante è la capacità di alterare il proprio ambiente. L’umanità, a loro detta, sarebbe bloccata tra il primo e il secondo livello. E la ricerca aliena tramite i segnali radio permetterebbe di intercettare solo realtà allo stadio I: una ricerca vana perché gli Alieni sarebbero verosimilmente a un stadio più avanzato e sarebbero “catturabili” solo con altri metodi.

Cun e Cufom, in arrivo i Simposi e un convegno

Metà maggio e fine mese all’insegna di due momenti ufologici che vado a segnalare. Prima di tutto, l’annuale Simposio del Cun (Centro Ufologico Nazionale) a San Marino, giunto all’edizione numero 26 e in programma il 19 e 20: sarà una due giorni dedicata al tema “Ufo, extraterrestri e armamenti nucleari”. Nel cast dei partecipanti, anche Robert Salas, già ufficiale dell’Usaf che parlerà della nota questione della presunta “omertà” dei militari statunitensi sul fenomeno degli Ovni. Il 27, invece, al Quick Break di Caserta, dalle 10 alle 17, il Cufom (Centro Ufologico Mediterraneo) organizzerà un evento di un giorno nel quale parteciperanno anche due contattisti.