Mistero bUFO
Roma, città degli Ufo con due convegni nello stesso giorno. DeLonge ed Elizondo, “stelle” americane al meeting del Cun

Arriva la settimana di fine ottobre consacrata all’ufologia, soprattutto per il convegno organizzato sabato 27 ottobre dal Cun con la presenza di due ospiti di fascia veramente alta: Tom DeLonge e Luis Elizondo. E’ un evento molto atteso, di primaria importanza: potrebbe essere davvero una pietra miliare nel settore. Roma però, nella stessa giornata, ospita un altro incontro, in questo caso gestito dal Gruppo Skywatcher Romano: si parlerà di episodi strani e ancora non chiariti, come le autocombustioni che si verificano a Canneto di Caronia. L’osservazione che mi viene è che due momenti di interesse non trascurabile collidono nella stessa giornata: purtroppo non è la prima volta, l’auto-cannibalizzazione è uno dei problemi che rovinano l’ufologia. 

Parlano la ex rockstar e l’ex manager della Cia

2018cuninternazionaleromaRoma capitale degli Ufo? Sì: il prossimo 27 ottobre nella Città Eterna si terrà un convegno molto importante. Ospiti del Centro Ufologico Nazionale, sbarcheranno infatti dagli Stati Uniti due figure di primissimo piano nel panorama odierno dell’ufologia. Si tratta di Tom DeLonge e Luis Elizondo: il primo, già famosa rockstar, è attualmente uno dei più accreditati ricercatori Ufo americani, premiato per questo dal Mufon, il Mutual UFO Network; Elizondo famoso invece non lo è mai stato, in quanto ex manager di Intelligence della Cia. Una strana coppia, unita da un interesse comune: la volontà di fare chiarezza su quei misteriosi avvistamenti che da molti decenni si verificano nei cieli di tutto il mondo, e soprattutto farlo in modo aperto e senza segreti. Per questo DeLonge ha riunito nella public interest corporation statunitense denominata To The Stars Academy of Arts and Science un gruppo di personaggi d’alto livello quali scienziati ed ingegneri del settore difesa, uomini di Intelligence e della politica. Compreso Luis Elizondo, fino ad un anno fa direttore di un programma segreto condotto dal Pentagono (conosciuto con la sigla AATIP) per indagare sulle potenziali minacce costituite dagli Oggetti Volanti Non Identificati (tecnicamente definiti non più Ufo ma, con un termine molto meno imbarazzante a certi livelli, UAP – Unidentified Aerial Phenomena, Fenomeni Aerei Non Identificati). Dal 2007 al 2012, infatti, il ministero della Difesa americano, malgrado avesse ufficialmente per molti decenni negato qualsiasi interesse verso gli Ufo, ha condotto dietro le quinte un programma di ricerca a loro dedicato. Lo sappiamo solo perché lo scorso dicembre Elizondo, che nel frattempo aveva dato le dimissioni per passare alla To The Stars Academy, lo ha raccontato a tre giornalisti del New York Times. Nel dicembre 2017 i tre hanno scritto un articolo fondamentale, rivelando che il governo Usa ha speso decine di milioni di dollari per studiare segretamente gli Ufo. Poco dopo, sempre su iniziativa della To the Stars Academy, sono stati pubblicati online anche tre video sconcertanti, ma soprattutto importanti in quanto rilasciati ufficialmente dal Pentagono: nei filmati, i Top Gun inquadrano sui display dei loro sistemi d’arma oggetti volanti di forma tondeggiante, privi di ali e mezzi di propulsione, che manifestano prestazioni aerodinamiche straordinarie, impossibili da eguagliare. f18Quelle rivelazioni e quelle immagini, rilasciate grazie alla To The Stars Academy, hanno fatto il giro del mondo. Tutti i principali quotidiani e i telegiornali ne hanno parlato, interrogandosi sulla reale natura di quei velivoli sconosciuti in grado di beffare i sistemi di difesa più potenti che esistono. Lo stesso Elizondo ha dichiarato “Il nostro programma (AATIP) aveva due obiettivi: capire cosa fossero e come funzionassero. Alla luce dell’esperienza accumulata in quegli anni, non posso dirvi cosa questi oggetti sono, ma posso dirvi con sicurezza cosa non sono: non sono terrestri, dato che non appartengono all’inventario di nessuna potenza terrestre”. Ecco perché cresce l’attesa in vista del 27 ottobre. “Se davvero potessimo dimostrare l’esistenza di altre civiltà, sarebbe la scoperta più importante mai fatta dall’umanità, un qualcosa paragonabile solo alla rivoluzione copernicana”, commenta Vladimiro Bibolotti, presidente del Centro Ufologico Nazionale, che farà gli onori di casa. Considerando il peso specifico dei due super ospiti, sono state previste misure di sicurezza straordinarie. L’ingresso, ad inviti e ospitato a Villa Maria in Largo Berchet, è stato riservato solo ad un numero limitato di spettatori. I lavori del Convegno potranno però essere seguiti via streaming Internet dalla pagina Facebook del Centro Ufologico Nazionale, sul canale Youtube ufficiale del Centro (cun network) e sui servizi televisivi dei vari Tg nazionali.

Gli Skywatcher e la guerra segreta e silenziosa

locandina 12 convegno GSRL’evento, dal titolo “La guerra segreta e silenzi0sa” avrà luogo il prossimo 27 ottobre, dalle ore 16 in poi,  nella sala conferenze dell’Hotel Giardino d’Europa, a Roma. Durante la conferenza il relatore incaricato, Gabriele Lombardo (ricercatore indipendente e socio fondatore della Federazione Ufologica Italiana) esporrà argomenti di particolare interesse pubblico cercando di far luce su alcuni tragici eventi verificatisi in questi anni in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. In particolare, verranno analizzati i fenomeni anomali, gli incendi, le anomalie elettromagnetiche e gli avvistamenti di oggetti non identificati verificatisi nel 2003 e tra il 2013 ed il 2016 a Canneto di Caronia, in terra siciliana, eventi che per diverso tempo suscitarono l’interesse dei media, dell’ambiente governativo, scientifico e militare. Saranno poi presi in considerazione anche fatti recenti ed altrettanto anomali, come i disastri incendiari verificatisi in Grecia ed in California, negli Stati Uniti. Da questi argomenti si giungerà a parlare di armi e tecnologie militari segrete (armi ad energia diretta e a microonde),  del progetto HAARP e delle scie chimiche, elaborando contestualmente l’ipotesi di una vera e propria guerra intrapresa da alcuni gruppi di potere contro il fenomeno Ufo, con la banale scusa della difesa planetaria.  Nel periodo storico attuale, così ricco di strani eventi, notizie confuse, guerre occulte e catastrofi globali anomale, in cui le più grandi potenze mondiali si fanno guerra oggi attraverso l’elettronica, l’economia e la tecnologia piuttosto che con le armi convenzionali o con lo spionaggio, è possibile infatti che alcune élite segrete stiano invece recitando una vera e propria “scenetta mediatica”, per celare in realtà lo sviluppo comune di armamenti e di tecnologie propulsive e collaborino segretamente tra loro per uno scopo comune: l’iniziativa di Difesa Spaziale Strategica, tanto agognata dall’ex presidente americano, Ronald Reagan, in chiave planetaria contro eventuali minacce esterne.

 

Una scoperta relativa a Marte: il terreno del Pianeta Rosso sembrerebbe velenoso

Mentre gira l’indiscrezione che i russi sarebbero pronti a “bruciare” gli Usa nella conquista di Marte, pianificando di arrivarci entro il 2025 (a me sembra francamente difficile, anche perché non ci è stato ancora ben spiegato come sarà risolto il serio problema delle radiazioni alle quali gli astronauti sarebbero esposti in un viaggio così lungo), c’è un’interessante novità relativa al Pianeta Rosso: la sua superficie sarebbe tossica. Lo riporta il sito di Focus, al quale vi rimando (ecco il link). Ma la sintesi è che un mix formato da composti chimici e dalla radiazione ultravioletta diretta e non schermata (l’atmosfera, a causa della bassa gravità, è rarefatta anche se nel passato potrebbe esserci stata una situazione differente, degenerata a causa di eventi speciali) sarebbe in grado di uccidere ogni forma vivente in breve tempo. La ricerca della vita su Marte sarebbe allora da condurre alcuni metri sotto il suolo. Secondo voi c’è da scoraggiarsi nella caccia avviata ormai da anni, oppure, al contrario, è il caso di prendere atto dello scenario e di insistere con immutata lena? Mars-NASA-2-2

Figli delle Stelle, sabato 20 si parlerà di Ufo ma anche di Dna umano

Questa, intanto, è la settimana che condurrà al convegno del 20 ottobre a Milano organizzato dalla collega di Mediaset Sabrina Pieragostini. Riassumo con alcuni passaggi del suo comunicato stampa il format dell’evento. “Che cosa accadrà quando troveremo- e forse avverrà molto presto- le prove dell’esistenza della vita extraterrestre? Quali misteri ancora nasconde il nostro Dna? Come spiegare in modo coerente tutte le fasi dell’evoluzione umana? E poi ancora: cosa sono quegli oggetti volanti che da decenni testimoni affidabili- come esponenti delle forze dell’ordine o piloti militari- vedono e non comprendono? Esistono creature aliene tecnologicamente più avanzate di noi che visitano  la Terra? Temi controversi e affascinanti, che verranno affrontati dai relatori che si alterneranno sul palco della sesta edizione del Meeting Internazionale “Figli delle Stelle- Le Nuove Frontiere” . Anche in questa edizione si cercherà un punto di contatto (e di civile discussione) tra la scienza ufficiale e la ricerca alternativa. Ci saranno di nuovo personalità di prestigio, a partire dal professore John Robert Brucato, presidente della Società Italiana di Astrobiologia (Sia)  e astrofisico dell’Osservatorio di Arcetri, che spiegherà come e dove potremmo individuare forme di vita al di fuori della Terra, per arrivare al dottor Marco Ragusa, docente di biologia e genetica alla Facoltà di Medicina di Catania, che invece affronterà i misteri del Dna umano. figli-delle-stelle-2018 Gli appassionati di dischi volanti potranno poi sentire, per la prima volta, la testimonianza del’ex pilota militare Dante Golinelli, che nel 1966 vide da vicino un misterioso ed enorme velivolo triangolare: la video-intervista esclusiva è stata realizzata da Alberto Negri, fondatore dell’Associazione Spazio Tesla. Dall’Inghilterra arriverà invece Gary Heseltine, un ex detective della polizia inglese che ora indaga sui casi Ufo di cui sono stati protagonisti i suoi colleghi delle forze dell’ordine di Sua Maestà: ne ha raccolti centinaia. Si tornerà poi a parlare del discusso “Caso Amicizia”- un presunto contatto di massa avvenuto in Italia tra il 1956 e il 1978 tra alcuni alieni e un gruppo di persone- con uno degli ultimi protagonisti della vicenda ancora in vita, ovvero Gaspare De Lama. Come ospite d’eccezione al meeting, poi, ci sarà Maurizia Giusti- in arte Syusy Blady: la famosa attrice comica e conduttrice tv, grande amante dei misteri, presenterà l’ultima sua ricerca realizzata in Sudafrica. Appuntamento il 20 ottobre, dalle 9.30, nella Sala Valente della palazzina Anmig di via Freguglia 14 a Milano. Si entra solo su prenotazione, sul blog www.extremamente.it tutte le informazioni per potersi iscrivere al meeting”.

 

Una foto rilancia la polemica sul Caso Amicizia

vida_alien18zd_01Vi lascio un compito per le vacanze (mie: torno tra una dozzina di giorni e fondamentalmente avrò modo solo di aggiornare il blog con i vostri commenti) e il pretesto me lo dà il ravvivarsi della polemica su una storia molto famosa, che su Mistero bUFO abbiamo peraltro trattato solo in modo vago. Mi riferisco al celebre Caso Amicizia, una vicenda di contattismo di massa che sarebbe cominciata nel 1956 e che sarebbe durata per 20 anni. Se dovessi spiegare e riassumere che cosa è stata Amicizia, impiegherei ore e realizzerei un post interminabile. Faccio prima a rimandarvi al link di Gazzetta Svizzera (lo trovate qui), che lo scorso febbraio ne ha parlato intervistando un  testimone ancora in vita, il pittore Gaspare De Lama (che tra l’altro il prossimo 20 ottobre sarà tra gli invitati al convegno “Figli delle stelle” organizzato da Sabrina Pieragostini di Milano). Leggendo questo articolo, vi farete un’idea di quanto è capitato. Ma la polemica, dicevo, è di nuovo vita perché su Facebook il gruppo di ricerca Beyul ha pubblicato una foto per attaccare una delle pagine più note della vicenda: ovvero l’immagine di uno degli Alieni Akrij (o W56, come furono ribattezzati). Anche qui non scendo nei dettagli – vi rimanderò al link di Facebook contenente analisi e conclusioni -, ma arrivo all’epilogo. Ovvero: non si tratterebbe di un Alieno altro 3 metri, bensì di un ragazzone di 1 metro e 90 la cui immagine sarebbe stata manipolata, all’insaputa di tutti, anche di De Lama. Ora, è necessario, affinché affrontiate la questione, che vi dica la mia. La prima volta che mi confrontai con Amicizia rimasi perplesso e più orientato a pensare che sia stata una storia in cui una sorta di guru – Bruno Sammaciccia, personaggio discusso e discutibile – ha preso il comando delle operazioni. Ma poi ho conosciuto e intervistato De Lama, ho letto “Contattismi di massa” di Stefano Breccia, ho letto il libro di Ivan Ceci sul console Perego (diplomatico di un notevole spessore che fu coinvolto nel caso), ho ritrovato il servizio di Panorama sull’avvistamento marino (pare fosse una vera battaglia navale tra mezzi sconosciuti) che a Bellaria negli anni 70 fu immortalato da Elia Faccin (fotografo convocato in fretta e furia dai Carabinieri sul lungomare) e infine  ho anche avuto la fortuna di vedere le foto originali dello stesso De Lama circa gli avvistamenti nella zona di San Siro-Trenno (questo materiale è conservato nell’archivio del Corriere della Sera, dato che l’allora Domenica del Corriere dedicò delle copertine a questi fatti). documentario-ufo-il-caso-amicizia-03E qui la mia sicurezza, circa la bufala, vacilla. Intendiamoci: continuo a dire che per me è più no che sì (cfr. Mara Majonchi), ma riconosco che ci sono un sacco di aspetti affascinanti di Amicizia: ti prendono e ti coinvolgono. E ci sono pure un sacco di spiegazioni che non riesci a dare. Sono giunto a una mia conclusione: o è stato tutto vero –  tra l’altro uno degli aspetti speciali è che episodi uguali all’Amicizia che ha avuto il litorale dell’Adriatico quale culla si sono verificati anche in altre parti del mondo, come la Cina e il Sud America -, oppure siamo in presenza, al netto delle possibili fregature inflitte al prossimo, di un capolavoro di fantasia e di narrazione. Di quanto scrive il gruppo Beyul (ecco il link di Facebook) non condivido il concetto che questo episodio della foto sputtanerebbe tutta l’ufologia tout court. No, nient’affatto, l’ufologia è qualcosa di ben più ampio e ramificato e non può crollare di fronte a un episodio. Però condivido anche molte cose. In particolare mi sembra molto corretta, rispetto all’intera vicenda, la valutazione finale di Elena Schiavo d’Ambra: “La storia,tuttavia, ha molti aspetti interessanti anche se sommersi da cumuli di menzogne e di sovrastrutture, elaborate negli anni, per continuare a cavare denaro e fama. Le nostre indagini tenderanno a collocare Amicizia entro fatti reali, utili alla comprensione di ciò che è accaduto e, sopratutto, quale debba essere in realtà l’importanza da attribuire a tutta la vicenda. Vicenda dal sapore estremamente vintage, ma che ancora oggi fa molto discutere.” Penso che Elena abbia fatto una sintesi mirabile.

Dibattiti bUFI / 63 – Negli studi di Alexander Oparin una chiave per la vita extraterrestre?

oparinDibatitto bUFO suggerito da un lettore, appassionato di biologia e dintorni. Mi faceva notare come si senta parlare poco delle ricerche che Alexander Oparin, scienziato russo, già dal 1924 condusse sulle cellule prebiotiche. Ma a suo avviso si tratta di studi particolarmente interessanti e interpretabili in un certo modo. Queste cellule, infatti allargherebbero il raggio d’azione delle conoscenze sull’origine della vita sia sulla Terra e, estendendo il concetto, nell’universo.  In assenza di ossigeno , ma in presenza di fenomeni quali illuminazione solare o fulmini (quindi, energia), si può innescare la produzione di molecole organiche che, combinandosi con idrogeno e altri elementi, sono in grado di dare vita a qualcosa di più complesso. La conseguenza di tutto ciò è che si possa ragionevolmente ipotizzare che su altri pianeti la vita extraterrestre possa esistere da tempo. Vi passo anche, a mo’ di documentazione per il dibattito, quanto scritto in questo linkimages

Cufom, Extremamente e Cun, arriva un mese di convegni

Dalla fine di settembre arriva un mese denso di appuntamenti ufologici. Il primo incontro che segnalo è quello del 30 settembre a Rho (Milano), all’auditorium Padre Reina in via Meda 20 (una sessione al mattino e una al pomeriggio): il Cufom – Centro Ufologico Mediterraneo – presieduto da Angelo Carannante terrà il suo principale convegno del 2018, abbinandolo al congresso nazionale dell’ente. Il tema della giornata è “Alieni, destinazione Terra”. Gli organizzatori consigliano di prenotare, o telefonando ai numeri 338/3283516 e 320/4659798 oppure scrivendo all’indirizzo email centroufologicomediterraneo@gmail.com.  Il 20 ottobre seguirà poi, a Milano (Sala Valente della palazzina ANMIG in via Freguglia 14), il classico appuntamento annuale del blog Extremamente, organizzato da Sabrina Pieragostini, collega di Mediaset. Il titolo del meeting, che comincerà alle 9.30 è “Figli delle stelle-Le nuove frontiere”. In questo caso la prenotazione è obbligatoria: va inviata registrandosi direttamente sul sito www.extremamente.it. Ultima segnalazione per l’evento del Cun (Centro Ufologico Nazionale): il 27 ottobre organizza nella capitale il settimo Convegno internazionale di ufologia “Città di Roma”. Il luogo del meeting è ancora da definire. Certa però la presenza di due importanti relatori americani: Luis Elizondo, ex direttore dello Advanced Aerospace Threats Identification Project (AATIP) del Pentagono, e di Tom DeLonge, fondatore della To The Star Academy of Art and Sciences.

Il caso della chiusura dell’Osservatorio di Sunspot: che cosa è stato avvistato di così pericoloso (o sconveniente)?

downloadQualora vi sia sfuggito l’episodio – ne abbiamo parlato per primi noi del Corriere – rilancio il caso della chiusura, rapida e con metodi bruschi (gli elicotteri Blackhawk spediti in missione non sono mica paglia: sono la punta avanzata dell’ala rotante in scenari di guerra…), dell’Osservatorio di Sunspot. Voglio che diciate la vostra. A me sembra proprio che siamo di fronte a qualcosa di già visto spesso e volentieri e, soprattutto, a un tentativo di insabbiare (magari usando i Men in black). Quali mai saranno le “questioni di sicurezza” che hanno portato a questa incursione dei militari? Questa è la domanda che si fanno tutti. Io invece la riformulo così: che cosa avranno mai visto i ricercatori che non avrebbero dovuto vedere? Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. Coraggio, dite la vostra. Qui trovate l’articolo curata dalla collega Sara Gandolfi della redazione Esteri.

E’ da più di una settimana, ormai, che l’Osservatorio solare nazionale di Sunspot in New Messico, negli Stati Uniti, è stato chiuso per misteriose «questioni di sicurezza». Le squadre speciali dell’Fbi sono arrivate all’improvviso il 6 settembre, a bordo di elicotteri d’assalto Blackhawk, e hanno blindato la struttura futuristica sul Sacramento Peak «fino a data da definirsi». Dipendenti e scienziati dell’istituto pubblico di ricerca, specializzato in fisica avanzata del Sole, dichiarano di essere all’oscuro del motivo. Come il locale sceriffo, intervistato dal quotidiano di Albuquerque. L’Associazione delle università di ricerca in astronomia (Aura) che dirige l’osservatorio, si è limitata a diffondere un comunicato in cui parla di «misure di precauzione». «Questioni di sicurezza» è una spiegazione che, almeno in rete, convince pochi. Il giallo è diventato virale e le teorie ormai si sprecano online. C’è chi sostiene che gli scienziati avrebbero scoperto prove di vita extraterrestre o che il sole sta morendo – e la notizia non può essere divulgata per non scatenare il panico nell’intero pianeta Terra – e c’è chi è convinto che gli Alieni siano tornati. L’Osservatorio di Sunspot si trova infatti nelle vicinanze di un altro «hot spot» per i cultori dell’ufologia. A meno di 200 chilometri c’è Roswell, luogo diventato celebre per i misteriosi fatti del luglio 1947: il primo comunicato stampa pubblicato dalla locale base aerea, diramato sei giorni dopo l’«incidente», aveva una dicitura inequivocabile, «Disco volante». In seguito, i funzionari rettificarono dicendo che si era trattato dello schianto al suolo di un pallone sonda appartenente alla United States Air Force. Ma gli ufologi ancora oggi pensano che in realtà a schiantarsi fu proprio un Ufo, e il governo decise di tenere nascosto il recupero di materiali extraterrestri, tra cui cadaveri alieni, da parte dei militari statunitensi. Il direttore dell’osservatorio di Sunspot, James McAteer, ha smentito l’arrivo di E.T.: «Il nostro telescopio non ha visto Alieni — ha detto ai microfoni della radio di Albuquerque KOB4 — Non c’è nulla di segreto o nascosto nel nostro lavoro». Quindi ha invitato ad «avere pazienza: riapriremo presto». L’Fbi, però, continua a rifiutarsi di dare informazioni sui motivi della chiusura improvvisa della struttura. E le teorie complottistiche continuano a fiorire.

download (1)Riflessione finale: scommetto che tra qualche giorno l’osservatorio riaprirà. E nell’attendere con fiducia la spiegazione ufficiale dei fatti – che sarà con buona probabilità esilarante – mi domando come funzionerà la “cura educativa” del personale, affinché non si lasci scappare mai e poi mai nulla di sconveniente. Mi sembra che epiloghi del genere siano già stati confezionati in casi del passato relativi a basi militari, missilistiche o di ricerca, quando gli Ufo eccome se c’erano ed erano pure stati visti da fior di testimoni. Ad maiora.

La piramide di Cheope e la concentrazione di energia magnetica: forse a Giza non abbiamo scoperto ancora tutto

Avevo promesso un post su questo argomento, ma contavo di ritrovare l’articolo dell’Ansa d’inizio agosto che l’aveva presentato. L’ho finalmente recuperato ed è così che vado a proporvi una discussione su una recente scoperta relativa alle piramidi egizie e in particolare a quella di Cheope: sembrano in grado di concentrare energia elettromagnetica. Questo a mio avviso apre a nuovi scenari e la mia idea ve la dico alla fine. Ora vi lascio al testo della nostra agenzia ufficiale di stampa. 

Sezione della Grande Piramide (fonte: Flanker, Wikipedia)

Sezione della Grande Piramide (fonte: Flanker, Wikipedia)

Cinegiornale bUFO / 51 – Dossier Marte, ultima puntata: gli strani lampi di luce sul Pianeta Rosso

Ed eccoci all’ultima puntata del Dossier Marte. Il nostro Tetricus, che ringraziamo più che mai per la paziente opera di raccolta dei documenti e di selezione, si è soffermato su altre anomalie (perlomeno in apparenza) del Pianeta Rosso. E ha affrontato pure la controversa vicenda dei lampi di luce apparsi all’occhio (anzi, a uno degli occhi) dei rover mandati dalla Nasa. Ho creduto opportuno chiedere a Tetricus di fare quest’azione di riepilogo e “catalogazione”, anche se il tema Marte non può certo definirsi esaurito. Anzi, con la prospettiva che prima o poi le esplorazioni del suo suolo (e di quello che sta sotto: pare perfino più promettente) aumenteranno per quantità e qualità, l’impressione è che siamo solo all’inizio di un viaggio. More to come: serve solo pazientare.

La mostra di Alessandria sugli Ufo di Bassavilla

BassavillaCorreva l’anno 1978, quando nel nostro Paese si verificò una vera e propria “psicosi da Ufo”. Anche Alessandria fu interessata da sorvoli misteriosi e rinvenimenti di tracce al suolo. Nelle sale cinematografiche si proiettava il capolavoro di Steven Spielberg “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e la pellicola “Occhi dalle stelle” di Roy Garrett, al secolo il piemontese Mario Gariazzo. In Tv spopolava “Atlas Ufo Robot” e sui giornali si discuteva di eclatanti avvistamenti. Ma i dischi volanti, e il loro fascino, vengono da molto lontano e sono sempre più in mezzo a noi, nelle forme più disparate. Come rappresentato anche nell’illustrazione realizzata appositamente per l’occasione da Franco Brambilla, da anni famoso per le copertine della rivista “Urania”, dove la piazza del duomo di Alessandria, alias la Bassavilla nata dalla mente di Danilo Arona, è “invasa” da astronavi e simpatici alieni, incuriositi oltremodo dal classico “Borsalino”. Così per celebrare il quarantennale del ’78 e la presenza costante nel nostro quotidiano di Ufo, il  Centro Italiano Studi Ufologici (Cisu) propone al Museo Etnografico “C’era una volta” (è in piazza della Gambarina ad Alessandria) la mostra tematica “La famosa invasione dei dischi volanti su Bassavilla”. L’esposizione, che nasce da un’idea di Paolo Toselli, si terrà dal 7 al 30 settembre 2018.

Mistero bUFO, i dieci anni del blog: un viaggio attraverso la gente. Con il permesso di Dario Fo

ufo-770x520Dieci anni fa, nei giorni finali di agosto, si concludevano i Giochi olimpici di Pechino. Perché ne parliamo? Perché è proprio in quel periodo che nasce il blog, legato in qualche modo all’Olimpiade appena conclusa. Durante la manifestazione, infatti, il sito del Corriere aveva proposto agli inviati all’evento, tra i quali il sottoscritto, di curare un blog di carattere sportivo.I blog, ricordo, dieci anni fa erano diventati da poco una novità di una comunicazione globale che si stava avviando a esplodere (e ancora si era agli albori dei social network). Alla fine dei Giochi, quei contenitori pensati e sviluppati specificamente per Pechino 2008, furono chiusi. Ma l’iniziativa aveva avuto un successo notevole, al punto che l’allora responsabile dell’online propose a tutti di continuare l’esperienza, magari toccando anche argomenti particolari. Ricordo che proposi due blog a sfondo prettamente sportivo, uno di basket uno di F1. Fu giudicato troppo scontato e banale (anche se poi i colleghi di Repubblica dimostrarono che quello di F1 sarebbe stato assolutamente da aprire…) e fui invitato a proporre altro. A bruciapelo mi venne di dirgli: “Allora facciamone uno di Ufo…”. Mi guardò stupito e disse: “Perché no?”. Prima che ci ripensasse, gli spiegai le ragioni della mia idea: un paio di mesi prima, in vacanza, mi era capitato di seguire in tv (durante una replica di una puntata invernale de “Il bivio” di Enrico Ruggeri andata in onda su una rete Mediaset) la vicenda di Piero Zanfretta. Commentai che quella era una storia interessantissima, che da ragazzo ero appassionato di Ufo, alieni e dintorni e che probabilmente c’era un certo pubblico pronto a seguirci su questo tema. Nei giorni successivi il collega Giovanni Angeli, che curava la grafica dell’online, ebbe anche il guizzo del nome: “Chiamalo Mistero bUFO”. Lo trovai geniale e gli diedi mandato di studiare la testatina, quella che ancora oggi vedete. In un tempo successivo chiamai anche Dario Fo e gli chiesi una sorta di permesso per sfruttare l’assonanza che il titolo aveva rispetto al suo inarrivabile Mistero Buffo: il premio Nobel si fece una bella risata e mi diede il via libera. Ecco, sono passati dieci anni da quei giorni e mi va di ricordarlo con un post ad hoc, spegnendo idealmente le candeline del compleanno. mistero_bufoI numeri dicono che in dieci anni sono stati pubblicati (con questo) 833 post, dunque quasi 84 in anno e uno ogni 7 giorni, mentre i commenti approvati fino ad ora sono 22463 (quelli non approvati sono comunque una percentuale minima: il cestino l’ho riservato solo agli incivili, ai villani, ai prepotenti e agli arroganti, per fortuna una larga minoranza rispetto al resto del nostro pubblico). Il post più commentato (200 contributi) rimane “L’Ufo di Mara”, pubblicato a fine estate 2013 e riguardante l’avvistamento di una signora di Conegliano che nel cielo del mattino vide un oggetto bianco, moriforme, avanzare e separarsi in parti più piccole. Fu una storia che scatenò una discussione accesa, anche troppo, con un gruppo di lettori che riteneva che Mara avesse visto il pianeta Giove. Purtroppo il post segnò anche una frattura rispetto a persone – alcune seguaci del blog fin dai primi passi – che avevano cercato di imporre, con violenza, il loro punto di vista: allontanarsi è stata una scelta loro, ma – come ho detto più volte in questi anni – la regola prima di Mistero bUFO è di rispettare il parere di tutti nell’ambito di un contraddittorio magari acceso, ma sereno. Il blog è un’agorà per incontrarsi, è lo Speacher’s Corner di Hyde Park, dove tutti devono potersi sentire autorizzati a parlare senza timori. Ma atteggiamenti a volte sopra le righe – ho scoperto in questi dieci anni – sono anche una caratteristica dell’ufologia, che in tanti casi ricorda le risse della politica. UFO-Landed_1In compenso questo occuparsi di una materia a mio giudizio bellissima e affascinante, spesso stoltamente snobbata dai media o in subordine trattata come un fenomeno da baraccone (eppure, che cosa c’è di più stimolante del discutere se siamo soli o no nell’universo?), mi ha permesso di incontrare e conoscere tante persone, con le loro caratteristiche e magari con le loro stranezze: come scordare, per dire, quell’Alacran (è lo pseudonimo adottato nel blog) che usava un linguaggio “barocco” e che sosteneva di essere, in buona sostanza, un alieno? E’ praticamente impossibile ricordare tutti quelli che ci hanno frequentato, anche se molti di loro sono sempre nella mia mente. Ma mi piace pensare a chi, della prima ora, ancora c’è e commenta – il capofila è il mitico Tigrino -, ai frequentatori attivi di oggi, ma anche a quel pubblico (è fitto, ho scoperto) che sta dietro alle quinte e che, pur non commentando personalmente, “vive” il blog. Mistero bUFO, in definitiva, è un viaggio attraverso la gente: spero, tra altri dieci anni, di confermarlo una volta di più.

 

 

 

Cinegiornale bUFO / 50 – Dossier Marte, terza parte: ossa, bassorilievi, animali e la suggestione di Sharp City

Il “viaggio” marziano di Tetricus, in retrospettiva rispetto a quanto è stato detto e pubblicato in questi anni di esplorazione sul posto ad opera dei rover spediti in missione, giunge alla terza puntata. Nel suo Dossier sul Pianeta Rosso (o non del tutto rosso, come abbiamo visto nel primo di questi mini-doumentari…) il nostro amico parla ora di crani, ossa, bassorilievi, animali e anche della suggestiva “Sharp City”, la città i cui resti sembrano davvero evidenti. Dopo questo terzo atto, ne seguirà un quarto e ultimo: intanto godetevi questa puntata, auspicio al quale aggiungo anche gli auguri per un buon Ferragosto. Ricordo solo che il materiale sul quale Tetricus ha basato il suo lavoro è tratto da documenti ufficiali rilasciati dalla Nasa. Tutto originale, insomma, compresi i possibili “tarocchi”: a volte, infatti, c’è il sospetto che una longa manus abbia rivisitato la realtà per modificarla alla bisogna. Buona visione.

“Girano velivoli che forse non sono di questo mondo”: le parole (snobbate) del fisico Puthoff

mDZu7pKN_400x400Segnalato da Vladimiro Bibolotti, presidente del Centro Ufologico Nazionale, vi raccomando di dare un’occhiata al rapporto del fisico Harold “Hal” Puthoff in occasione della conferenza della SSE (Society for Scientific Exploration, cioè Società per l’Esplorazione Scientifica). Il commento di Bibolotti è fin troppo chiaro: “E’ dirompente e rivoluzionario per le attuali concezioni della fisica e dell’astronautica sugli Ufo/Uap (ndr: sta per Unidentified Aerial Phaenomena): con quello che sta scritto in quella relazione, altro che rivoluzione copernicana. Si parla esplicitamente di ‘tracce di oggetti spaziali avanzati di origine non terrestre’: forse è il documento più importante rilasciato dopo il ‘Dossier Cometa’ francese  o il ‘Rapporto Sturrock’. Ma sembra che gli ufologi siano tutti presi da altro: solo una notiziola buttata lì, anziché riversarsi sul web e sulla carta stampata…” Condivido il disappunto del presidente, ma mi stupisco… che si stupisca: oggi ci si butta a pesce sulle Ferragni, sui Cristiano Ronaldo e su tutta una serie di baggianate che hanno però il pregio – si fa per dire – di rimorchiare tanti “clic” (la vera divinità dell’informazione moderna). La carta stampata si adegua o, semmai, innesca il processo opposto: lancia l’argomento “ics” che viene poi ripreso e amplificato dal web con gallerie di foto, filmati, altri documenti multimediali. Così è, se vi pare. Gli Ufo e gli amici alieni hanno così una sola chance: diventare a loro volta “merce da clic”. In che modo? Be’, fondamentalmente nel modo che tutti ci auguriamo accada, prima o poi: facendo una bella discesa sul cranio dei terrestri, tipo Independence Day. Ad ogni modo, a questo link trovate tutta la traduzione (curata da Paolo Guizzardi del Cun) dell’intervento di Hal Puthoff. Merita che dedichiate una ventina di minuti del vostro tempo. Qui vi anticipo un passaggio che non necessita di molti commenti:

La minaccia è di duplice natura. Prima di tutto, abbiamo oggi questi Veicoli Aerospaziali Avanzati che volano in giro e non sappiamo da dove vengano, chi li sta guidando, quale sia il loro intento – forse vengono addirittura da qualche altra parte ad di fuori di questo mondo. Ma è la minaccia futura ad essere una delle maggiori preoccupazioni per il Dipartimento della Difesa e la comunità dell’intelligence. Che cosa potrebbe infatti succedere se i nostri potenziali avversari ottenessero risultati significativi grazie all’acquisizione di tecnologie avanzate basate sullo studio di questi fenomeni, sui dati raccolti dai sensori o sui materiali recuperati dagli schianti?

AAPIT HeaderDiciamo che il buon Puthoff non ha girato intorno alla questione e ha evitato i fronzoli. Nel resto del documento è anche raccontato come i vari potentati nel corso degli anni hanno dirottato l’attenzione sulla questione Ufo. Ma dal momento che il tempo è galantuomo, ecco il gol in contropiede: tutto è cambiato lo scorso dicembre, quando il New York Times ha pubblicato un articolo in prima pagina che descriveva un programma di ricerca sugli Ovni denominato “Advanced Aerospace Threat Identification Program” (Programma di identificazione delle minacce aerospaziali avanzate). L’articolo era di Helene Cooper, Leslie Kean e Ralph Blumenthal e si intitolava “2 Airmen and an Object That ‘Accelerated Like Nothing I’ve Ever Seen’” (“2 aviatori e un oggetto che ‘accelerò come niente che abbia mai visto’ “). E’ la famosa vicenda – ricorderete – dell’avvistamento operato da due F18 nell’area di San Diego (se non ricordo male: comunque, ne abbiamo parlato anche nel blog). Il progetto a cui si fa riferimento nel testo a tre mani era segreto, ma il NYT aveva buone fonti e ha colpito nel segno, costringendo altri media a riprendere la storia.