Una legge che vieti i cellulari in classe
Ufficio Stampa on. Alba Sasso - 23-01-2007
La proposta è stata presentata dall'on. Alba Sasso, vice presidente della commissione cultura della camera, con uno scopo preciso: vietare ad alunni e docenti di introdurre, ed usare, i telefoni cellulari in classe nelle ore di lezione. Non nella scuola, entro cui si potrà continuare ad usarlo negli spazi e nelle ore consentite. "Non c'è nessuna motivazione realistica perché continui questo malcostume", ha osservato l'on. Sasso. "I ragazzi potranno essere reperibili attraverso un numero verde che le scuole andranno ad istituire, per venire incontro alle esigenze delle famiglie di poterli rintracciare in ogni momento. Niente giustifica il loro uso nelle ore di lezione". La legge viene incontro anche alle esigenze dei docenti che, molto spesso scoperti di fronte alle rimostranze di alunni e genitori, devono sostenere le accuse di ragazzi incapaci di rinunciare solo per qualche ora al telefono. È ormai costume diffuso conversare durante le lezioni, scambiarsi video messaggi, usare il cellulare come amplificatore di ogni sorta di bravata. Ovviamente, nessuno vuole criminalizzare né l'oggetto, né i giovani che ne fanno così largo uso. Si tratta semplicemente di tornare ad una scuola, solo pochi anni fa, in cui durante le ore di lezione si apprende, si spiega, si lavora, e si costruisce la coscienza civica dei cittadini. Nessun intento repressivo, dunque. Bisogna ristabilire le condizioni minime di agibilità nelle scuole. Certo, la lotta al bullismo, alla degenerazione del rapporto fra gli alunni e fra essi e i docenti, è oggetto di un lungo lavoro di prospettiva, che ricostruisca l'identità della scuola italiana sulle macerie lasciate dalla gestione del precedente governo. Si tratta, per ora, di adottare le misure che, da subito, vadano in questa direzione.

Si tratta di una proposta, infine, scaturita da una lunga consultazione con tutte le forze presenti nella scuola, le organizzazioni dei genitori e degli insegnanti, che anche attraverso il blog presente sul sito www.albasasso.it, hanno espresso valutazioni ed orientamenti che hanno contribuito alla stesura della proposta di legge.

Ricordiamo che sul blog è possibile lasciare commenti e partecipare alla discussione su questa proposta di legge.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Roberto Renzetti    - 23-01-2007
Ricordo l'onorevole che ci diceva di abrogazione della Moratti. E' di questo che deve rispondere.
Ci dica cosa farà l'Ulivo sui disastri della scuola.
Continuerà a distruggere ? Manterrà i livelli di distruzione ? Tenterà il risanamento ?
Dall'onorevole aspettiamo questo.
Lasci perdere queste cose rivoluzionarie (telefoninio, bullismo, ...) che hanno senso solo dopo che la scuola saprà cosa farà da grande.
Roberto Renzetti

 Tuttoscuola    - 25-01-2007
Cellulari a scuola. Serve davvero vietarli?


Due proposte di legge, primi firmatari rispettivamente Alba Sasso, vicepresidente diessina della Commissione Cultura della Camera, e Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi, intendono tagliare corto con la pratica, assai diffusa tra gli studenti, di portare (e usare) il telefonino a scuola: basterebbe semplicemente vietarli.

D’accordo con loro è un vasto schieramento politico e sociale, comprese le associazioni dei genitori CGD (di sinistra) e MOIGE (su posizioni moderate). La motivazione è semplice. "Siamo così impotenti da dover ricorrere ad una legge?", si chiede Alba Sasso, e riconosce che "sì, lo siamo, lo ammettiamo, e le leggi servono per questo".

Ma non tutti sono d’accordo. Autorevoli esperti, in Italia e all’estero, ritengono che vietare per legge di portare i telefonini a scuola avrebbe effetti controproducenti, e contribuirebbe a rendere ancora più alto il muro delle difficoltà di comunicazione e comprensione tra le generazioni.
E l’ex sottosegretario all’istruzione Valentina Aprea (FI) ricorda che "ci sono circolari e direttive che vietano di usare i telefonini in classe sia agli studenti sia agli insegnanti. Mi sembra quasi assurdo dover ricorrere addirittura ad una legge per sancirlo".

I dubbi sull’utilità di una legge sembrano legittimi. Meglio sarebbe cercare la soluzione del problema trasferendolo dal terreno dei precetti giuridici a quello delle norme morali mediante una grande campagna di persuasione, e in fin dei conti di educazione, che veda le scuole protagoniste, insieme all’intera società. Altrimenti chi fermerà, dopo il divieto dei telefonini, l’ingresso nelle scuole dei palmari, degli Ipod, delle playstation miniaturizzate e dei sempre più sofisticati gadget tecnologici che saranno messi sul mercato nei prossimi anni, se non mesi?



 Bruna Sanna    - 28-01-2007
Brava, bravissima Alba Sasso!!! Non se ne può più di essere fotografati, ripresi, registrati mentre si fa lezione e non poterli rimproverare, altrimenti scendono in campo le mamme a difenderli. Vada avanti per la giusta strada che ha intrapreso e tutto il personale docente del MIUR le sarà grato.