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| Come vorrebbe Kant |
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| Giuseppe Aragno - 18-01-2007 |
Non so, né mi interessa di sapere, se ogni politica debba "piegare le ginocchia davanti alla morale" come vorrebbe Kant. Sono convinto, però, che una parte politica si distingua dalle altre per una concezione del mondo ispirata a sistemi di valori diversi da quella di altre parti. E se un insieme di valori condivisi è alla base di un'etica, mi pare chiaro: la destra non piegherà le ginocchia davanti all'etica della sinistra, ma avrà una morale che la sinistra riterrà immorale, e l'una e l'altra - sinistra e destra - avranno programmi inconciliabili, sicché ciò che per l'una è vero sarà falso per l'altra.
In questo senso, Kant potrebbe avere parzialmente ragione perché è innegabile: ogni parte politica deve piegare le ginocchia davanti alla propria morale e nulla può essere più immorale che il venir meno della coerenza tra motivazioni etiche e agire politico.
Se Fioroni avesse preso il posto della Moratti, dopo un rimpasto del governo Berlusconi, la battaglia politica per la scuola avrebbe oggi una sua intima pulizia morale: troverebbe attestati su posizioni diverse i partiti della maggioranza e dell'opposizione, secondo la logica di quella che storicamente è stata sinora una democrazia borghese. E' così per Prodi. Se egli fosse stato nominato presidente del Consiglio per guidare una coalizione destinata a confermare gli accordi presi dal governo Berlusconi con la peggiore destra americana, la resa di Vicenza sarebbe un gesto di coraggio, non atto di infinita viltà del governo di un centrosinistra che fa a gara con se stesso per essere più americano dei pacifisti americani. E si potrebbe andare avanti a lungo, con Bertinotti che sulle pensioni farfuglia di operai da tutelare - come se toccare la scuola non volesse dire toccare i lavoratori - e non pone la questione, squisitamente morale prima ancora che politica, della scelta di fondo: a chi tocca pagare i costi della crisi? E' così per ogni questione: pace e guerra, salute, liberalizzazioni, occupazione.
Se, come appare evidente, la questione politica che si pone al paese a all'Europa è soprattutto economica, se lo scontro è tra mercato e lavoro, tra un mercato che, precarizzato il lavoro, subordina il diritto internazionale all'ordine americano, l'ambiente e la salute all'arbitrio del profitto, i mezzi di comunicazione all'interesse degli editori, allora sì, allora kantianamente occorre che ciascuna parte politica - fuori da ogni logica di schieramento - pieghi le ginocchia davanti alle proprie motivazioni etiche. Se l'economia è il terreno privilegiato dello scontro, allora sì, allora la questione morale è questione politica e fa da spartiacque tra due filosofie della storia. In questo senso, "dimissionare Fioroni" per me può significare anche dimissionare me stesso, in via definitiva, da una militanza che ha bisogno di cercare altre vie, di costruire percorsi alternativi e di ragionare, riflettere, guardare avanti, in prospettiva.
L'unità a sinistra, intesa come "condicio sine qua non" per raccogliere le forze necessarie a battere le destre, per trovare lo slancio che consenta di superare le resistenze opposte a un reale cambiamento, non si può tradurre in un pragmatismo machiavellico in cui la politica non ha morale o - peggio ancora - può mettere insieme ogni morale. L'unità non nasce per dono celeste e non è la panacea di tutti i mali. Essa è il prodotto di scelte concrete sui fatti - che non sono le pagine ambigue di un programma - e richiede la condivisione di un patrimonio di valori, un metodo comune di analisi e di lettura della vicenda storica.
Dimissionare Fioroni. D'accordo. Ma basterà per intendersi su ciò che vogliamo e su quel che faremo? Abbiamo un'idea condivisa della democrazia? Siamo proprio convinti che essa preceda la soddisfazione di bisogni elementari dell'umanità a livello planetario? Convinti che si possa fare l'Europa contro Altiero Spinelli, con una Costituzione che francesi e olandesi hanno bocciato e che noi non abbiamo votato? Dimissioniamo Fioroni. D'accordo. E poi? Poi Rutelli, Prodi, Fassino e D'Alema converranno con noi che il problema non è semplicemente Berlusconi, che dire democrazia oggi vuol dire por mano a un processo da costruire, partendo dalla ricerca di strumenti adeguati a fornire mezzi di sussistenza alle masse sterminate di sventurati a cui sistematicamente sottraiamo persino medicine ed acqua in nome del profitto? Sarà questo il dopo Fioroni? Sarà una discussione ampia e a tutto campo sulla legittimità di quella che noi chiamiamo "democrazia" nell'attuale contesto mondiale, che ci vede metter mano alle armi per rispondere alla disperazione che produciamo? E ce lo diremo che questo sistema è figlio di numeri manipolabili e di una rivoluzione che si chiama borghese? Una democrazia, piaccia o meno a gesuiti e riformisti, nata da una rivoluzione di classe.
Io non sono credente, e però sento un profondo senso di religiosità: ho fede nella redenzione degli oppressi e degli sfruttati. In nome di questa fede si può camminare assieme alla Chiesa del papa tedesco alleata del potere? Abbiamo etiche compatibili? Io credo profondamente nelle masse popolari, le ritengo protagoniste vere della storia, depositarie spontanee, istintive, naturali di valori sociali collettivi: la solidarietà, la giustizia sociale, il bisogno di trasformazione e di progresso. Valori appresi quotidianamente dalla crudeltà del sistema economico fondato sul mercato e sul profitto, dalla disumana logica del capitale, dalla durezza della loro condizione subalterna e marginale. La gente chiede alla politica soluzioni ai problemi che è costretta ad affrontare, vuole partecipare, essere protagonista dei processi di trasformazione: senza di essa è impossibile costruire un mondo migliore. La logica liberista del mercato senza altre regole che non siano quelle del profitto - e le forze politiche che a questa logica si ispirano - sono il suo naturale nemico. Noi, che siamo la gente, da che parte intendiamo stare? La sinistra, schiettamente laica e socialista, può scendere a patti con le forze moderate della borghesia. Non è uno scandalo. Essa però - qui Kant ha perfettamente ragione - non può in nessun caso accettarne i valori. La sinistra ha un'etica: è radicalmente ostile all'ideologia borghese che esalta l'individualismo.
Dimissioniamo Fioroni, se ne abbiamo la forza, ma, pochi o molti che siamo, è bene che le frazioni "alternative" aggregate nella maggioranza di governo - non di rado messe ai margini nel gioco degli scambi con l'opposizione - ricordino che le ragioni della sinistra non possono cedere il campo a quelle del quadro politico e della governabilità, per ridursi a una condizione subalterna alla visione neoliberista della società, ad un pilastro dell'alleanza spuria tra capitale e lavoro in un governo che sopravvive per mera volontà di governare. Governare. Come che gli riesca di farlo.
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| Maria Vannini - 19-01-2007
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C'è da riflettere, è vero. Alcune domande mi vengono subito spontanee, ma non trovo la risposta: perché sono così pochi a scrivere pubblicamente quello che moltissimi affermano in privato? Che fine hanno fatto tutti quelli che sparavano a zero sulla riforma Moratti? Io capisco che non si può sperare che tornino le destre, ma come si fa ad accettare quello che questo governo sta combinando? E stando zitti si aiuta davvero la sinistra? |
| Isa - 20-01-2007
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Ma ci credete davvero che qualcosa possa cambiare e che chi è responsabile dello scempio nella scuola (tutti i politici e i sindacalisti da vent'anni a questa parte ) si faccia da parte ?
Non succederà mai.
Prima di tutto perchè come è già stato scritto qua, nessuno conosce i veri problemi della scuola.
Poi perchè riescono a fare scendere un gelo devastante, e conseguentemente a ridurre al silenzio, qualsiasi movimento "contro".. in questo sono bravissimi e lo sappiamo bene..
Troppo presuntuosi, troppo incapaci, troppo incompetenti, ogni ministro o vice o sottosegretario che si sono alternati nella conduzione del Ministero della scuola non hanno fatto altro che continuare la strada in discesa del precedente.. solo autoreferenziali, sono riusciti a fare credere che se la nostra scuola non funziona è colpa di chi ci lavora dentro, mica colpa loro perbacco, nè delle loro scelte politiche, incomprensibili per chi ha a cuore la scuola e la formazione,la cultura delle giovani generazioni.
Nessuna voce sindacale ha fatto campagna autorevole contro queste mosse, lasciando che qualsiasi pregiudizio verso la classe insegnante intera fosse, in qualche modo, come autorizzato.
Una situazione veramente allo sfascio.
Con i finanziamenti dei privati alla scuola, proposti da Fioroni, si va davvero verso scuole che saranno figlie della politica delle imprese, verso scuole che apparterranno a Confindustria, o a qualsiasi altra associazione con denari che poi nemmeno troppo implicitamente condizionerà programmi, scelte, e quindi anche i giudizi, la cultura, le idee e le menti degli studenti.
Il prossimo passo sarà quello delle assunzioni da parte dei Dirigenti.. e conoscendo i nostri concittadini.. che avanzino clientele e corruzione
Sono molto poco fiduciosa sul fatto che si possa fare qualcosa di visibile "contro" questi qua.
Come sta succedendo all'ambiente Terra che sta collassando sotto i colpi delle scelte politiche dei Grandi (?) del mondo, anche la scuola , e quindi le prossime generazioni, collasserà a favore del privato e di chi è più potente.
Proviamo a pensare a quale sarà il ceto sociale più avvantaggiato.. mai avrei pensato che un governo che si dichara di impronta di sinistra avrebbe fatto queste scelte in modo così incredibilmente sfacciato.
Ma il vero problema, lo sappiamo, è che non c'è ricambio in questa nostra politica, e forse, anche se ci fosse, dei cloni sostituirebbero questi politici e i sindacalisti che ci stanno prendendo per il.. naso.
Io tutto questo non lo chiamo pessimismo, ma realismo.
Durante gli anni del governo Berlusconi ho lottato con tutte le mie forze contro la Moratti che stravolgeva quello che era la nostra idea di scuola.
E dico "nostra" perchè il movimento contro la sua gestione del Ministero era presente in tutte le scuole, senza differenze di idee politiche o sindacali.
Tutti ( o quasi ) eravamo contro le sue mosse.. anche le famiglie si erano mobilitate con noi docenti, tutti ci rendavamo conto di quanto la sua azione fosse distruttiva.. mica per niente era stata soprannominata Morattila.
Bene, ci sono state manifestazioni, scioperi, raccolte di firme, presenze in occasione di dibattiti, di manifestazioni culturali, di spettacoli teatrali.
Insomma eravamo ovunque si potessero informare i cittadini, le persone interessate al dibattito nella scuola, alla cultura, alla formazione di ragazzi.
Siamo stati snobbati dai media, siamo stati abbandonati dai sindacati più rappresentativi che, incapaci di raccogliere le nostre critiche, mai ci hanno seguito completamente, pienamente, c'era sempre qualcosa che non permetteva loro di adeguarsi alle nostre richieste.
Ma nelle piazze, a farsi vedere in mezzo a noi , a darci ragione, a sorridere, c'erano diversi rappresentanti di quei politici che allora erano all'opposizione, ma oggi siedono nelle file della maggioranza di governo.
Allora ci davano ragione, oggi sono con la Moratti.
L'ultima circolare sulle iscrizioni conferma pienamente il piano Moratti.
Fioroni che vuole rendere le scuole come le Fondazioni : avanti ai privati e posti per loro nella gestione delle scuole.. in quella gestione autonoma come volle Berlinguer e che ora capiamo bene a cosa ci ha portato.. e senza che quasi nessuno dei "nostri" politici o sindacalisti muovesse un muscolo.. nemmeno per parlare.
E si crede che oggi, in questo clima di incertezza e confusione, dove le uniche cose chiare solo quelle che ha predisposto il precedente governo (vedi anche la base di Vicenza, tanto per fare un esempio al di fuori della scuola..) e che NESSUNO si sogna di contestare.. si crede davvero che potremmo mettere su qualcosa di visibile ?
Non so nelle vostre scuole, ma nella mia e in quelle vicine, se parli di mobilitazione ti ridono in faccia.
Ti dicono che non credono più a nessuno e che perciò ognuno svolgerà il proprio lavoro come gli pare fino a quando glielo permetteranno, si chiudono tutti in classe, nessuno si lascia più coinvolgere.
E hanno ragione, perchè mai dovrebbero sprecare energie, parole, dichiarazioni.. quando perfino chi ti ha sostenuto si defila e lavora per mantenere quello che ha fatto il precedente governo, che tra l'altro aveva le porte spianate dal pre-precedente governo "amico nostro", per imporre senza alcuna fatica le proprie Leggi ?
E' molto forte la delusione, e non è la prima volta che i nostri amici ci deludono così.
Di solito quando gli amici ti deludono più volte, o cambi compagnia o stai da solo.
Di cambiare compagnia non se ne parla, ovviamente, ma di stare da solo sì.
Non so cosa potrebbe servire per smuovere questo immobilismo stupefatto che sento nelle scuole, questo clima di solitudine .. so però una cosa : che in questo clima sono solo i peggiori che si trovano bene, perchè finalmente potranno dedicarsi a quello che sanno fare di meglio : il nulla.
Infatti vedo moltiplicarsi i sorrisetti distesi nei visi di chi solitamente non si mobilita mai per cose nobili .. hanno la sicurezza che per un poco di tempo le cose andranno come vogliono loro: cioè tutto piatto e nessuna richiesta di lavoro o di movimento cerebrale in più..
Ciò che fa male è anche questo.
Non capiscono i nostri politici che con questo modo ipocrita di fare, e cioè stare dalla tua parte quando sono di fronte e te e poi in Parlamento legiferare al contrario, stanno demotivando anche chi ci sempre creduto, nel proprio lavoro, e i generale tutto sarà peggio ?
Volevamo il cambiamento promesso, ma forse non avevano capito quale..
E poi richiamano la scuola lavorare sui valori fondamentali quali l'onestà intellettuale.. ma ci facciano il piacere..
Sì , sono molto sfiduciata e soprattutto stanca di stare in eterno sulle barricate.. e mi sto chiedendo se davvero la nostra società vuole quello che voglio io..
Isa
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| vincenzo fontana - 22-01-2007
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Qualcuno afferma che la riforma Berlinguer-De Mauro fallì per eccesso di verticismo.
Che dire di questo ministro che sembra malato di minimalismo?
E' sempre la solita storia italiana: o massimalismo o minimalismo! Sia a destra che a sinistra (che a centro, attenti ai fondamentalisti di centro!).
Il problema è, a mio avviso, che la scuola è diventata la cartina di tornasole della situazione politica ed etica dell'italia, un gran caos. |
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