breve di cronaca
Il figlio dove lo metto? A scuola anche d'estate

ROMA — E il bambino dove lo metto? Angosciati da questa prospettiva una parte dei genitori italiani si trova a fare i conti con la fine delle scuole. E se i bambini e i ragazzi esultano all'idea di essere finalmente liberi dai pesanti vincoli di orari e impegni che ne occupano le giornate da settembre a giugno, i loro familiari — almeno stando ai risultati di un sondaggio — accolgono la prospettiva di tanta libertà come un problema in più da risolvere. E che problema... Tale diventa la preoccupazione, ci dicono sempre i dati, che papà e mamme in ansia auspicherebbero la chiusura degli istituti scolastici non solo a fine giugno o a metà luglio, ma persino all'inizio di agosto.
Con la baby sitter.
Questo ci racconta il sondaggio on-line promosso da Guida-Genitori.it. Che le scuole italiane chiudano troppo presto ne è convinto il 69% dei genitori che hanno partecipato al sondaggio. L'offerta pubblica e privata di assistenza e animazione estiva per i bambini, che dovrebbe colmare il vuoto lasciato dalla scuola, viene giudicata insufficiente dal 65% dei genitori.
Per le famiglie nelle quali lavorano sia le mamme che i papà (il 90% dei partecipanti al sondaggio) la sistemazione dei figli rappresenta un problema organizzativo ed economico che si risolve, per il 31% in ambito familiare grazie all'ausilio di nonni e parenti vari. Il 15%, invece, si occupa direttamente dei piccoli alternando le ferie estive, il 10% ricorre all'aiuto di una baby sitter. Solo il 31% iscrive i figli a strutture pubbliche o private di ricreazione.
Di qui gli auspici per una chiusura posticipata degli istituti. Per il 37% le scuole dovrebbero restare in funzione fino al 30 giugno; per il 13% fino al 15 luglio mentre il 19% sogna i figli tra i banchi fino alla fine di luglio. Per il 28% degli intervistati, tuttavia, la data in vigore attualmente è «accettabile».
Va da sè che i genitori che sollecitano scuole aperte tutto l'anno o quasi, vorrebbero, d'estate, attività sportive o ricreative al posto di quelle didattiche.
Questo il fronte famiglie. Dall'altra, sulla sponda di quanti nella scuola ci lavorano, ci hanno lavorato o se ne occupano per mestiere, la visione è radicalmente diversa.
Per Alessandro Ameli, segretario generale del Gilda, uno dei sindacati degli insegnanti maggiormente rappresentativi, la sorpresa si accompagna con l'indignazione. «Capisco il problema dei genitori che lavorano — commenta Ameli — ma la scuola non può risolvere tutti i problemi e, soprattutto, non è una baby-sitter. La funzione della scuola è di istruzione, di formazione».
«Immagine diseducativa»
Tagliente il commento del professor Maragliano, pedagogista. «Non mi sembra che da tutto questo — afferma — venga fuori un'immagine costruttiva della scuola, ma forse corrisponde a quello che la scuola oggi offre. I punti sono due: il primo è rappresentato dalla tendenza a svuotare di senso la scuola fino a portare le famiglie a questa concezione custiodalistica; il secondo riguarda il ruolo della scuola che dovrebbe essere anche filtro di servizi». «Ognuno faccia il suo mestiere — aggiunge il professor Maragliano — ma almeno gli istituti dovrebbero fungere da raccordo e coordinamento con quanti, all'esterno, offrono possibilità alternative».
«Occorre garantire servizi di assistenza organizzati dagli enti locali in accordo con le scuole». Questa la risposta del senatore Valditara di An che, comunque, non sottovaluta il problema anche se ricorda: «Non si può scaricare tutto sulla scuola».

di Silvia Mastrantonio


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 docente d'Inglese .    - 08-06-2002
A proposito dell'articolo: "il figlio dove lo metto".
Chiarisco che sono mamma di due bimbi, uno di 11 e uno di 5 anni. Anch'io, poichè sono impegnata per gli esami fino a metà luglio, ho il problema di occupare i miei figli in attività costruttive nel periodo di chiusura delle scuole.
Credo, però, che non bisognerebbe pensare alla Scuola come ad un luogo privilegiato di intrattenimento per i nostri bambini. La confusione dei ruoli potrebbe diventare un problema. La Scuola è Scuola ed io, come madre ed insegnante,non vorrei che i miei bambini confondessero questa fondamentale ed "UNICA" Istituzione, con un luogo di giochi e perdita di tempo per arrivare ad Agosto!